9 dicembre forconi: Trieste
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mercoledì 10 luglio 2019

QUANDO HA TORTO IL PEDONE INVESTITO? SE ATTRAVERSA LA STRADA CON GLI OCCHI O LE ORECCHIE INCOLLATI ALLO SMARTPHONE

LA SENTENZA DEL TRIBUNALE DI TRIESTE SU UN INCIDENTE DEL 2010: ATTRAVERSANDO MENTRE ERA AL TELEFONO, LA VITTIMA AVREBBE AGITO "IN DISPREZZO DELLE REGOLE SULLA CIRCOLAZIONE STRADALE E DI NORMALE PRUDENZA" ED E’ STATA RITENUTA RESPONSABILE ALL’80% DELL’INCIDENTE
Chiara Severgnini per corriere.it

pedone investimentoPEDONE INVESTIMENTO
Attraversare la strada con gli occhi o le orecchie incollati allo smartphone può costare caro: in caso di incidente, il pedone può essere ritenuto responsabile (in parte) del suo stesso investimento. Lo ha stabilito il Tribunale di Trieste con una sentenza (la 380/2019) che non rappresenta un caso del tutto isolato: da tempo la giurisprudenza ha stabilito che il pedone non ha sempre ragione, perché può — per distrazione o imprudenza — concorrere nel causare un incidente. Del resto, i cittadini che si aggirano per le città prestando più attenzione allo smartphone che alle regole (e al buon senso) sono un problema noto da tempo: alcuni Stati, come lo Utah e l’Australia, hanno introdotto delle multe proprio nel tentativo di arginare il fenomeno.

L’articolo 2054 del codice civile stabilisce che, in caso di incidente, «il conducente di un veicolo (...) è obbligato a risarcire il danno prodotto a persone o a cose dalla circolazione del veicolo, se non prova di aver fatto tutto il possibile per evitare il danno». Di norma, quindi, quando viene investito un pedone la responsabilità è del conducente dell’auto, come ha ribadito anche la Cassazione a fine giugno.

pedone investimentoPEDONE INVESTIMENTO
Ma, come riferisce il quotidiano giuridico StudioCataldi, il Tribunale di Trieste ha stabilito che se il comportamento del pedone è stato «fattore causale esclusivo dell’evento dannoso», la responsabilità può essere condivisa. Purché, beninteso, il guidatore dimostri che non era possibile evitare l’impatto con una manovra d’emergenza, come già stabilito dalla Cassazione nel 2017, secondo cui «in caso di investimento di pedone» la responsabilità del conducente è «esclusa» se non c’era «alcuna possibilità di prevenire l’evento, situazione ricorrente allorché il pedone abbia tenuto una condotta imprevedibile ed anormale».

Nel caso esaminato a giugno dal Tribunale di Trieste, chiamato a giudicare in appello dopo una sentenza di primo grado del Giudice di Pace, il «comportamento imprevedibile e anormale» sarebbe legato proprio all’uso del telefonino. I fatti risalgono al febbraio del 2010. L’incidente si è verificato nei pressi di una fermata dell’autobus e ad essere investita è stata una donna che stava proprio per salire sul mezzo pubblico. Nella sentenza si legge che la vittima dell’incidente «aveva attraversato la strada parlando al cellulare e senza preventivamente guardare se stessero sopraggiungendo altri veicoli». Di conseguenza, secondo il giudice «risulta incontrovertibile la connotazione colposa della condotta della pedone», che avrebbe agito «in disprezzo delle regole sulla circolazione stradale e di normale prudenza». La colpa dell’incidente, quindi, è da attribuire all’80% alla ragazza che è stata investita e al 20% al guidatore. Chi era alla guida dell’auto non viene completamente discolpato dal Tribunale perché avrebbe dovuto prevedere il comportamento della donna, dal momento che l’aveva vista correre sul marciapiede per avvicinarsi all’autobus. Fonte: qui

giovedì 6 dicembre 2018

UN FURGONE CARICO DI MIGRANTI IN FUGA VA A SBATTERE CONTRO UN’AUTO IN PROVINCIA DI TRIESTE: 16 FERITI


LA ZONA È QUELLA DEL MONRUPINO, DOVE I PASSEUR PROVENIENTI DALLA SLOVENIA ABBANDONANO I MIGRANTI DOPO AVERLI ACCOMPAGNATI OLTRE CONFINE

4 Dicembre 2018


furgone carico di migranti in fuga provoca un incidente 4FURGONE CARICO DI MIGRANTI IN FUGA PROVOCA UN INCIDENTE 

Un furgone carico di 12 migranti è andato a sbattere contro una o più auto provocando 16 feriti, di cui uno in gravi condizioni. Secondo quanto si è appreso, il furgone sfuggiva alle forze dell'ordine che lo avevano intercettato e intendevano effettuare un controllo. È avvenuto nella zona di Monrupino, sul Carso triestino, dove i passeur provenienti dalla vicina Slovenia abbandonano migranti dopo averli accompagnati oltre confine. 

furgone carico di migranti in fuga provoca un incidente 2FURGONE CARICO DI MIGRANTI IN FUGA PROVOCA UN INCIDENTE
Ricostruita la dinamica dell'incidente: il passeur che stava guidando il furgone con a bordo i migranti, si è schiantato frontalmente, dopo una doppia curva, contro un'auto. Il mezzo ha centrato frontalmente una macchina che transitava nel senso opposto. Secondo il bilancio fatto dal Sores, Sala Operativa Regionale Emergenza Sanitaria, i feriti dell'incidente sono complessivamente 16: sarebbe uno dei due passeur l'uomo in gravi condizioni. A bordo del furgone viaggiavano 12 migranti, pachistani o afgani, oltre ai due passeur, appunto, entrambi extracomunitari. I feriti sono stati portati tutti negli ospedali di Trieste, Gorizia, Monfalcone e Udine.

Fonte: qui

domenica 11 novembre 2018

SVOLTA NEL GIALLO DI MARIANNA PEPE: DUE PERSONE INDAGATE PER LA MORTE DELLA EX CAMPIONESSA DI TIRO A SEGNO

LA 39ENNE SAREBBE STATA PICCHIATA DALL’EX COMPAGNO LA SERA PRIMA DELLA SUA SCOMPARSA, PROBABILMENTE DAVANTI AL FIGLIO DI CINQUE ANNI

PER SFUGGIRE ALLE BOTTE LA BELLISSIMA MARIANNA INSIEME AL BAMBINO AVREBBE CHIESTO OSPITALITÀ A UN AMICO. E LÌ AVREBBE ASSUNTO DELLA COCAINA, INSIEME AD ALTRI FARMACI E ALCOL: PROBABILMENTE È STATO PROPRIO QUESTO MIX LETALE A UCCIDERLA...


marianna pepeMARIANNA PEPE
Due persone sono state iscritte nel registro degli indagati per la morte di Marianna Pepe, la 39enne ex campionessa di tiro a segno. La donna, la sera prima della morte, sarebbe stata violentemente picchiata dall’ex compagno, probabilmente davanti al figlio di cinque anni.

marianna pepeMARIANNA PEPE






Per sfuggire alle botte Marianna insieme al bambino avrebbe chiesto ospitalità a un amico. E lì avrebbe assunto della cocaina, insieme ad altri farmaci e alcol: 
probabilmente è stato proprio questo mix letale a ucciderla. Sarà comunque l’autopsia a chiarire la causa esatta del decesso. Marianna aveva di recente interrotto il rapporto con l’ex compagno, che però non si rassegnava alla fine della loro relazione. In passato l’uomo era già stato violento, tanto che Marianna si era rivolta al Gruppo di operatrici antiviolenza e progetti (Goap) per chiedere aiuto. Marianna Pepe era stata trovata morta intorno alle tredici di giovedì, a Muggia, vicino Trieste, ma il decesso sarebbe avvenuto nella notte precedente.

GIALLO A TRIESTE
marianna pepeMARIANNA PEPE
Alessandro Fulloni per il Corriere della Sera

È morta in un letto, nella notte tra mercoledì e giovedì. Ma il motivo resta ancora un mistero sul quale sta indagando la Squadra mobile di Trieste. Marianna Pepe, 39 anni, caporalmaggiore scelto dell' Esercito e cinque volte campionessa italiana di tiro a segno nella specialità della carabina sportiva, è stata trovata priva di vita da suo figlio, cinque anni. Erano circa le tredici e quando è arrivata l' ambulanza non c' era più niente da fare.

La donna - che abitava a Muggia, comune vicino a Trieste - era sul letto, attorno non c' erano medicinali e sul cadavere, almeno dopo un primo riscontro medico, non sono stati trovati segni di violenza.
Ma qualcosa non torna.

Dalla Procura di Trieste hanno deciso un approfondimento e per questo è stata disposta l' autopsia prevista martedì. Nel fascicolo non è stata formulata alcuna ipotesi di reato e nemmeno ci sono indagati, almeno sino a quando non giungeranno i risultati dell' esame tossicologico.
marianna pepeMARIANNA PEPE

Per ora ci sono solo ipotesi: forse un malore. O forse un mix letale di farmaci e alcol. A riportarlo è l' edizione online del Piccolo di Trieste che ha ricostruito l' ultima notte di Marianna.

Reduce, tra l' altro, da una relazione sentimentale travagliata e burrascosa con un ex compagno descritto come assai manesco. Ecco perché la donna di recente si era rivolta al Goap («Gruppo operatrici antiviolenza e progetti») di Trieste per chiedere aiuto e fronteggiare quell' uomo incapace di rassegnarsi alla fine di un amore. Mercoledì sera Marianna, che aveva con sé il bimbo, avrebbe deciso di non rincasare proprio per la paura di imbattersi, per l' ennesima volta, nell' ex fidanzato. Per questo si è incontrata con un amico che l' ha ospitata a casa sua, sempre a Muggia. Qui avrebbe assunto dei farmaci, probabilmente del Valium, che mescolato ad alcol sarebbe risultato fatale.

Dalla Squadra mobile diretta da Giovanni Cuciti filtra solo che alcuni familiari e conoscenti dell' ex atleta azzurra sono stati già ascoltati. Su Facebook sono tantissime le testimonianze che ricordano la tiratrice che aveva a lungo indossato la maglia della nazionale.

marianna pepeMARIANNA PEPE
Marianna - bionda, lo sguardo sempre grintoso nelle foto che la ritraggono nelle competizioni - aveva cominciato a sparare, ancora adolescente, in un poligono di Trieste. Le vittorie, numerose, erano arrivate subito, tanto da guadagnarsi l' ingresso nel Gruppo sportivo dell' Esercito di cui era stata atleta in prima fila. Oltre ad aggiudicarsi i cinque campionati era arrivata ottava nella carabina ad aria compressa dai 50 metri, ai campionati europei del 2005.

Dopo aver lasciato lo sport ad alto livello Marianna era entrata nell' Esercito per diventare militare di professione in un reparto a Trieste. Pochi giorni fa aveva sfilato in divisa durante le celebrazioni per il 4 novembre. Poi il mistero di quel che è successo nella notte tra mercoledì e giovedì.

Fonte: qui


EX CAMPIONESSA DI TIRO A SEGNO, MARIANNA PEPE, E' MORTA PER OVERDOSE 

LA PROCURA HA IPOTIZZATO UN PROBLEMA CARDIORESPIRATORIO DOVUTO ALLE "DIVERSE SOSTANZE ASSUNTE" 


marianna pepeMARIANNA PEPE
"Morte improvvisa conseguente a insufficienza cardiorespiratoria da edema polmonare secondario a verosimile polintossicazione da diverse sostanze". È la causa della morte di Marianna Pepe, avvenuta l’8 novembre scorso, secondo quanto ha scritto il medico legale che, tra l’altro, "non ha rilevato segni di violenza". Lo riporta una nota della Procura di Trieste che coordina le indagini e che ha già conferito l’incarico per l’autopsia, che sarà svolta mercoledì.

L’autopsia dovrà stabilire se "effettivamente le cause del decesso sono riferibili all’assunzione di sostanze esogene o ad altre cause". In questo senso, "indagini sono in corso per chiarire la responsabilità di chi ha fornito alla donna tali sostanze". La Procura precisa, inoltre, che la famiglia era seguita dai Servizi sociali che sul caso avevano redatto varie relazioni. Si stanno "doverosamente compiendo tutte le indagini per ricostruire i fatti e verificare le responsabilità di ogni soggetto coinvolto", conclude la nota.
marianna pepeMARIANNA PEPE

Sono in corso indagini per chiarire la responsabilità di chi ha fornito a Marianna Pepe, l’ex campionessa di tiro a segno trovata morta a Muggia lo scorso 8 novembre, le sostanze che - stando alle prime ipotesi del medico legale intervenuto sul posto - ne avrebbero provocato il decesso. L’ex compagno di Marianna Pepe, con il quale la donna aveva un figlio, era stato rinviato a giudizio per ipotesi di maltrattamenti.

marianna pepeMARIANNA PEPE
Erano stati riferiti più episodi di violenza, a partire dal 2014, ma la donna aveva poi deciso di ritirare le denunce perché "le violenze erano cessate» e «il compagno aveva mantenuto una condotta collaborativa anche nella gestione del figlio". In una recente telefonata ricevuta dalle forze dell’ordine per accertamenti sulla situazione, la donna aveva riferito, lo scorso 30 ottobre, che la relazione era finita e che il suo ex compagno la rispettava.

Fonte: qui