9 dicembre forconi: Treviso
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venerdì 23 agosto 2019

Violenta figlia e mette video in rete

Trevigiano 46enne, filmati intercettati polizia australiana

(ANSA) - VENEZIA, 23 AGO - Un uomo di 46 anni residente in un paese del trevigiano è stato arrestato con l'accusa di aver violentato la figlia di due anni e mezzo e aver messo poi in rete, per le chat di pedofili, i video di quegli atti. Il padre della piccola è stato individuato grazie ad una segnalazione della polizia australiana, che indagando sui siti pedopornografici nel dark web ha rintracciato i video e alcuni frame in cui compariva il volto del presunto orco, oltre al numero di targa di un'auto. Le indagini della polizia postale del Veneto hanno permesso di individuare la casa del 46enne, che è stato arrestato, su ordine della Procura di Venezia, per violenza sessuale pluriaggravata e commercio di materiale pedopornografico. L'uomo, che viveva da solo con la bambina, sua figlia biologica, è ora in carcere a Treviso.

mercoledì 7 novembre 2018

TREVISO: UN RICHIEDENTE ASILO VIENE ARRESTATO PER SPACCIO DI DROGA E VIENE SCARCERATO SUBITO.

I GIUDICI CHIEDONO ALLA MUNICIPALE DI RIDARGLI PURE I SOLDI CHE AVEVA CON SÉ (PRESUMIBILMENTE PROVENTO DELL’ATTIVITÀ DI VENDITA) 

IL SINDACO INFURIATO: “CHIUDERÒ LA STRUTTURA CHE LO OSPITA E SCRIVERÒ AL MINISTRO PERCHÉ…”

MIGRANTE SPACCIA, SUBITO LIBERO. E IL GIUDICE ORDINA: "LA POLIZIA GLI RIDIA I SOLDI"
Claudio Cartaldo per www.ilgiornale.it

spacciatore nigeriano arrestato e rilasciato subitoSPACCIATORE NIGERIANO ARRESTATO E RILASCIATO SUBITO
Ci sono voluti mesi di indagini, mica solo qualche giorno. Però alla fine la polizia municipale di Treviso era riuscita a catturare un richiedente asilo dedito allo spaccio di droga. Un crimine "infame", come lo ha più volte definito il ministro Salvini. Peccato che la cattura e lo sforzo degli agenti non sia bastato ad assicurare al pusher la permanenza dietro le sbarre. Anzi.

I fatti risalgono a tre giorni di giorni fa, quando i quotidiani locali diffondono la notizia dell'arresto da parte della polizia locale di un 21enne nigeriano richiedente asilo e ospite da due anni nella Caserma Serena di Dosson. La Municipale gli aveva messo gli occhi addosso già a luglio ma solo pochi giorni fa è riuscita a portare a termine l'operazione. Lo hanno visto nel centro storico in bicicletta, lo hanno bloccato e perquisito.

mario conte sindaco treviso 4MARIO CONTE SINDACO TREVISO 
Nelle tasche aveva qualcosa come 250 grammi di marijuana e una sorta di libro contabile dove - secondo i vigili - avrebbe tenuto i nominativi di altri stranieri cui forniva le dosi da spacciare. Il resto della droga, però, è stata trovata nella sua stanza alla Caserma Serena. Qui la polizia e la cinofila hanno scoperto altri 230 grammi di droga: in totale fa quasi mezzo chilo di droga. In camera poi è stato rinvenuta anche una carta prepagata, alcuni cellulari e diverse banconote (250 euro).

Tutto bene quel che finisce bene. O forse no. Perché lo spacciatore nigeriano è stato processato per direttissima e condannato dal giudice a due anni di carcere per detenzione di stupefacenti ai fini dello spaccio. Grazie ai benefici di legge, però, è subito stato rimesso in libertà con tanti saluti agli sforzi della Municipale. Non solo. Perché come se non bastasse, la toga ha anche ordinato alla polizia Locale di ridare all'immigrato i soldi, la carta prepagata e i vari cellulari trovati durante la perquisizione.

spacciatore nigeriano arrestato e rilasciato subito 1SPACCIATORE NIGERIANO ARRESTATO E RILASCIATO SUBITO 
Il sindaco si è infuriato: "Chiedo rispetto nei confronti delle forze dell'ordine e dei cittadini che ci chiedono sicurezza - Mario Conte - Presenterò al Ministro dell’Interno Matteo Salvini una relazione dettagliata perché non è possibile buttare all’aria mesi di indagini per la mancanza di certezza della pena.

Se viene fermato uno spacciatore con 500 grammi di droga, 250 euro in tasca e cellulari e di fatto risulta nullatenente non è possibile che venga dissequestrato il denaro". E pensare che per la Municipale si tratta di un grossista dello spaccio e non di un piccolo spacciatore. "Siamo allibiti - dichiara il Comandante Maurizio Tondato, come riporta TrevisoToday - Dopo mesi di pedinamenti, intercettazioni, ricerche sul campo e tante energie profuse, vediamo un importante grossista della droga del trevigiano che probabilmente non viene punito a dovere, dovendo noi come Polizia Locale restituirgli quanto sequestrato in precedenza perché non è certo fosse provente della sua attività di spaccio, nonostante il ragazzo avesse dichiarato di essere nullatenente".

LA RABBIA DEL SINDACO DI TREVISO
Dalla pagina Facebook “MARIO CONTE sindaco”

+++DROGA NELL’EX CASERMA SERENA+++

mario conte sindaco treviso 3MARIO CONTE SINDACO TREVISO 
Grazie ad una intensa attività di indagine condotta attraverso appostamenti, controlli incrociati e verifiche delle segnalazioni, gli Agenti del Nucleo di Pg della Polizia Locale, con l’ausilio delle unità cinofile, hanno rinvenuto nei locali dell’ex Caserma Serena ingenti quantità di sostanze stupefacenti. Centinaia di dosi pronte per essere smerciate nel nostro territorio.

Chiederò al Prefetto di accelerare l’iter per la chiusura di questa struttura che, a quanto pare, è diventata un hub dello spaccio… Oggi, però, sono particolarmente arrabbiato.  E sapete perché?
mario conte sindaco treviso con matteo salviniMARIO CONTE SINDACO TREVISO CON MATTEO SALVINI




Perché lo spacciatore processato per direttissima questa mattina, non solo con la condanna a 2 anni con i benefici di legge non passerà un giorno in carcere, ma si vedrà pure restituire i soldi dalla PL perché, secondo i magistrati, non ci sarebbe la prova che il denaro fosse il provento dell’attività di spaccio.

mario conte sindaco treviso 1MARIO CONTE SINDACO TREVISO 










Nonostante le somme, nonostante le dosi, nonostante il cellulare e la lista clienti!!!
Inoltre presenterò al Ministro dell’Interno Matteo Salvini una relazione dettagliata perché non è possibile buttare all’aria mesi di indagini per la mancanza di certezza della pena. Penso sia una cosa frustrante per le stesse Forze dell’ordine.

Ringrazio il comandante della Polizia Locale Maurizio Tondato e tutti i suoi uomini per il grande lavoro e la professionalità dimostrata anche in questa importante operazione antidroga.

Fonte: qui

martedì 2 ottobre 2018

IN PROVINCIA DI TREVISO L’ADDIO AL CELIBATO DI UN RAGAZZO MOLDAVO FINISCE IN TRAGEDIA: UN MORTO E SETTE FERITI



IL GRUPPO DI AMICI STAVA FESTEGGIANDO IN UN PUB QUANDO DUE ROMENI, INFASTIDITI DALLA CONFUSIONE, HANNO AFFRONTATO E POI AGGREDITO I RAGAZZI A COLPI DI COLTELLO 

IL PROMESSO SPOSO SAREBBE IN PROGNOSI RISERVATA

Serenella Bettin per “il Giornale”

COLTELLOCOLTELLO
Scontri tra etnie e l'addio al celibato finisce con un morto e sette feriti di cui due gravissimi. Ancora tensioni, ancora scontri tra etnie, ancora odio che corre tra stranieri in casa nostra. E stavolta sono romeni contro moldavi. Sabato sera durante i festeggiamenti di un addio al celibato si è scatenata una tremenda rissa, per futili motivi, a Fontane di Villorba, un piccolo paese in provincia di Treviso.

Una decina di ragazzi, tutti moldavi, stavano festeggiando il loro amico Giovanni, 24 anni, prossimo alle nozze. Avevano cenato in un fast food della zona e poi avevano deciso di continuare i festeggiamenti a casa del futuro sposo. Un appartamento in un condominio, in una zona non residenziale ma tranquilla, a pochi metri dall'ingresso del noto pub Galloway.

Ma qui, si sa, una birra, due, anche tre, l'alcol, i bicchieri di vino, l' euforia del momento e la gioia per il loro amico destinato alle nozze, i ragazzi moldavi avrebbero fatto troppo rumore e disturbato il vicinato. Erano all' incirca le 22.30. Subito da un appartamento del condominio si sono affacciati due romeni. Poi sono scesi, erano in due, forse tre, sui trent'anni. Uno ha iniziato a fronteggiare i moldavi, sono volate parole grosse, probabilmente anche per conti del passato rimasti in sospeso e i romeni si sono lamentati per il troppo «baccano».

AGGRESSIONE CON IL COLTELLOAGGRESSIONE CON IL COLTELLO
Ma dalle lamentele sono passati alla violenza. Armati di fendenti e coltelli i romeni hanno iniziato a colpire chiunque, ammazzando Igor Ojovanu, moldavo di 21 anni, morto per la profonda coltellata e ferendone altri due in modo grave. Uno versa in pericolo di vita. Gli altri sono stati colpiti con diverse coltellate, riportando tagli e ferite su tutto il corpo e rimanendo poi lì, sanguinanti sull' asfalto.

Gli investigatori non escludono che i romeni fossero stati in preda a delle sostanze stupefacenti, date le modalità con cui avrebbero sprigionato tutta la loro violenza. Appena Ojovanu si è accasciato a terra, privo di vita, gli aggressori, prima dell' arrivo delle forze dell' ordine, sono scappati con la loro auto. Alcuni amici hanno anche provato a soccorrerlo, praticandogli un massaggio cardiaco, ma ormai per lui non c'era più niente da fare. I medici del 118 quando sono arrivati sul posto non hanno potuto far altro che constatarne il decesso.

I carabinieri del Comando provinciale di Treviso sono riusciti a individuare i due aggressori. Non si esclude la presenza di un terzo. I due sono stati fermati e portati in caserma e ieri pomeriggio sono stati interrogati. Per loro ieri sera si attendeva la convalida del fermo. I militari dell' Arma hanno interrogato anche i vicini, una decina sarebbero i testimoni sentiti finora. Tutti i feriti sono stati trasportati all' ospedale Ca' Foncello di Treviso.

AGGRESSIONE CON IL COLTELLOAGGRESSIONE CON IL COLTELLO
Anche il promesso sposo parrebbe essere in prognosi riservata. E non è la prima volta che romeni fronteggiano moldavi o moldavi fronteggiano romeni. Come quelle risse accadute, qualche anno fa, in un locale notturno, che poi venne chiuso, di Marghera. O come quella maxi rissa a Mestre, nel giugno 2013, sempre con moldavi e romeni, finita in colpi di spranga e chiavi inglesi. 

Fonte: qui

martedì 7 agosto 2018

UN CONTADINO DEL TREVIGIANO, STANCO DI VEDER CORRERE I MOTOCICLISTI NELLA STRADA DAVANTI CASA, ESCE CON LA SCOPA IN MANO E SI PIAZZA IN MEZZO ALLA CARREGGIATA CERCANDO DI FERMARE UN CENTAURO. CHE LO CENTRA IN PIENO E LO AMMAZZA

NEANCHE UN'ORA PRIMA LA MOGLIE AVEVA SCRITTO UN POST SUI SOCIAL CHIEDENDO UN INTERVENTO, ''PRIMA CHE SUCCEDA QUALCOSA DI GRAVE''

Manuela Collodet per www.ilgazzettino.it

UGO ENRICO STERLACCIUGO ENRICO STERLACCI
Ha lottato per otto giorni. Ieri mattina ha detto addio alla vita. Ugo Enrico Sterlacci, agricoltore 41enne di Sernaglia della Battaglia, è morto al Ca' Foncello dove era stato ricoverato sabato scorso in condizioni disperate. Per otto giorni è rimasto appeso alla vita nel reparto di rianimazione centrale dell'ospedale trevigiano. Alla fine il suo destino si è fatalmente compiuto.

L'INCIDENTE
Una tragedia immensa, quanto assurda. Esasperato dalle pazze corse di un centauro lungo via Farra, via sulla quale si affaccia la sua abitazione, Ugo Enrico sabato 28 luglio era corso in strada con una scopa per vedere chi fosse il pilota che aveva scambiato il rettilineo per una pista. Il destino ha voluto che il centauro dopo pochi minuti ritornasse indietro.
ugo enrico sterlacciUGO ENRICO STERLACCI

L'uomo a quel punto ha iniziato ad attraversare la strada, forse per costringere il motociclista a rallentare o a fermarsi. Forse per rimproverarlo delle spericolate evoluzioni nella via. Ma non ne ha avuto il tempo: il motociclista lo ha centrato in pieno.

ugo enrico sterlacci 2UGO ENRICO STERLACCI





Ugo Enrico è stato sbalzato a venti metri di distanza, rimanendo immobile sull'asfalto. Il motociclista è rovinato a terra, riportando solo lievi lesioni. Il personale medico arrivato in via Farra ha capito subito la gravità delle ferite del 41enne, tanto da far intervenire l'elicottero. Ricoverato in rianimazione, Ugo Enrico ha lottato per otto giorni. Ieri il tragico epilogo.

UGO ENRICO STERLACCI CON LA MOGLIE MARIKA PILLONUGO ENRICO STERLACCI CON LA MOGLIE MARIKA PILLON
IL RICORDO
 «Ho passato giorni a chiedere a Dio perché proprio a noi, amore mio». In un post in Facebook è racchiuso l'amore della moglie Marika Pillon, travolta in un attimo da un dolore senza parole. «Da quel maledetto sabato - scrive - in cui una frazione di secondo ha spezzato i nostri sogni, mi sono chiusa nel reparto di rianimazione centrale di Treviso, circondata da angeli dal camice bianco, verde e blu, sempre al tuo fianco pregando per un miracolo. Parlandoti. Baciandoti. Stringendoti. Riavvolgendo i nostri meravigliosi ricordi, i nostri progetti bellissimi, sempre circondata dagli amici più veri.

Quello che ti ho detto stamattina, lo sappiamo noi, ma quello che voglio dire a tutti con amore e serenità è quella che per me è l'unica verità: tutto l'amore che mi hai donato in questi 23 anni insieme è talmente infinito da bastarmi per tutta la vita. Mi hai riempita di Amore, quello più forte e autentico, quello che pochi possono dire di aver conosciuto, di protezione, di passioni per la vita.

ugo enrico sterlacci 1UGO ENRICO STERLACCI
Non ci siamo fatti mancare niente, ce la siamo vissuta come abbiamo sempre voluto noi. Ora vi prego: non voglio le vostre condoglianze. Voglio sorrisi, perché chi ha avuto la fortuna di conoscerlo, ha conosciuto una persona unica».

IL PRESAGIO
Proprio la donna neanche un'ora prima che il marito venisse investito aveva scritto un post nel gruppo Facebook di Sernaglia denunciando la pericolosità della strada e chiedendo un intervento prima che ci scappasse il morto. «Ora non voglio condoglianze. Voglio che prendiate esempio dalla sua passione per la vita, che lo ricordiate con un sorriso, quel suo sorriso che farà' sempre parte di me, di noi».

Fonte: qui