9 dicembre forconi: mensa
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mercoledì 31 luglio 2019

TORINO: GLI STUDENTI DELLA CITTÀ NON POTRANNO PIÙ PORTARSI IL PANINO PREPARATO A CASA

martedì 5 giugno 2018

Intossicazione alimentare a Pescara: colpa di un batterio della carne






Foto d'archivio (Ansa)


Dai primi esami, il Campylobacter sembra essere il germe responsabile dei maloriaccusati da oltre 130 persone, di cui almeno 126 bimbi, di sette scuole del capoluogo abruzzese. Esclusa l'ipotesi salmonella

Il batterio Campylobacter sembra essere il responsabile dell’intossicazione alimentare che ha interessato oltre 130 persone, di cui almeno 126 bambini e alcune insegnanti, delle scuole dell'infanzia e elementari di Pescara. Si tratta, secondo le prime informazioni, di una delle malattie batteriche gastrointestinali più diffuse al mondo e che da 10 anni ha registrato un incremento. Esclusa, quindi, l'ipotesi salmonella. 

Nessun bambino in gravi condizioni

Attualmente sono una ventina i bambini ricoverati in Pediatria, nessuno comunque in gravi condizioni. Oltre a loro, tuttavia, tanti sono quelli, residenti in diverse zone della città, a casa con febbre alta e disturbi intestinali. "Saremo al fianco delle famiglie e a tutela della salute dei bambini, se verrà accertato che a provocare i malori è stato il cibo somministrato alla mensa - ha dichiarato il sindaco - Se dagli accertamenti il malore risultasse conseguenza della qualità del cibo ingerito a scuola attiveremo ogni forma di tutela a carico dell'ente per la salvaguardia della salute dei bambini. Il Comune offrirà ogni possibile forma di tutela nei confronti del concessionario".

Stop alle mense di scuole, materne e nidi

Il primo cittadino, in attesa dei risultati degli accertamenti del Nas e dell'indagine epidemiologica disposta dalla Asl, ha firmato un’ordinanza (da cui sono escluse le scuole private) che stabilisce la sospensione del servizio mensa da oggi fino a che non sarà chiarita la natura delle infezioni. Saltano dunque mensa e tempo pieno nelle elementari e medie comunali. Per materne e nidi, fa sapere il sindaco, "stiamo lavorando affinché l'attività didattica possa continuare per quanti vorranno ricondurre i bambini a scuola, ma solo dopo aver fatto consumare loro il pasto a casa". Alessandrini annuncia anche formule compensative per le rette sul tempo pieno "che verrà ripristinato una volta accertato che il cibo non ha determinato la situazione creatasi". Fonte: qui

giovedì 9 novembre 2017

SOLO PANE E OLIO PER I BIMBI NON IN REGOLA CON LA MENSA SCOLASTICA: LA DECISIONE DELLA SINDACA DI MONTEVARCHI SCATENA LE POLEMICHE: "DECISIONE DISCRIMINATORIA"

MA SILVIA CHIASSAI SI DIFENDE E DENUNCIA UN BUCO DI 500MILA EURO EREDITATO DALLA GIUNTA DI CENTROSINISTRA 

“COSÌ FACCIAMO PAGARE I GENITORI FURBETTI”
Carlo Giorni per il Fattoquotidiano.it

Silvia ChiassaiSILVIA CHIASSAI
I genitori non pagano la mensa e i bambini potranno mangiare solo un pasto frugalissimo: una fetta di pane, qualche goccio d’olio, acqua, un frutto. La decisione, come scrive la Nazione, è della sindaca Silvia Chiassai, 39 anni, psicologa, da un anno a capo della giunta di centrodestra di Montevarchi, in provincia di Arezzo.

Non solo: i figli dei genitori morosi siederanno in un tavolo a parte rispetto agli altri. Montevarchi, un paesone di circa 24mila abitanti, è uno dei Comuni passato un anno fa dalla sinistra alla destra. Come a Grosseto. E anche qui un mese fa l’amministrazione di centrodestra aveva avvertito i genitori morosi: “O pagate o i vostri figli non possono usufruire della mensa comunale”.

mensa a scuolaMENSA A SCUOLA
Quindi solo fettunta, come in Toscana si chiama la fetta di pane con l’olio. Nessun bambino, spiega la sindaca, resta “senza mangiare o è messo in un angolo perché vengono avvisati i genitori” e dal momento della verifica della morosità “ci sono due mesi di tolleranza”. Da 38 le famiglie “morose” sono diventate 20.

Ma è giusto punire i figli per la morosità dei genitori? Dal centrosinistra rispondono di no, che il provvedimento della sindaca di Montevarchi è vergognosa e per questo quattro parlamentari del Pd, tra i quali David Ermini, responsabile giustizia, e Dario Parrini, segretario regionale del partito, hanno annunciato un’interrogazione al Ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli: “Ci sono altre modalità per consentire al Comune di recuperare le somme dovute, evitando una sgradevole separazione tra i piccoli studenti”.

Silvia Chiassai 2SILVIA CHIASSAI 
Il caso approda anche al consiglio regionale della Toscana, dove la vicepresidente aretina Lucia De Robertis ha presentato un’interrogazione per protestare contro la decisione della sindaca di Montevarchi definita “discriminatoria”: “La scelta del sindaco Chiassai di mettere a pane e olio i bambini le cui famiglie non sono in regola col pagamento del servizio mensa ha un impatto pedagogico disastroso, perché scarica sugli incolpevoli bambini i comportamenti omissivi dei genitori”.

La sindaca però non torna sui suoi passi e difende il provvedimento preso sostenendo di aver ereditato un anno fa dalla giunta di centrosinistra un “buco” di circa 500mila euro, derivante dalle morosità accumulate per mense e trasporti. E precisa che i morosi non si trovano in cattive condizioni economiche, ma avrebbero solo un atteggiamento da “furbetti” della mensa comunale.

mensa a scuola 2MENSA A SCUOLA 2
In realtà su 1738 alunni quelli non in regola sarebbero soltanto venti. “Ci sono altre modalità previste dalla legge per consentire al Comune di recuperare le somme dovute evitando una sgradevole separazione tra i piccoli studenti – replicano i parlamentari Pd – Ci auguriamo che l’amministrazione ritiri il provvedimento e prenda misure differenti”.

Forse al centrodestra preme dare un segnale di forza e stando alle reazioni su facebook l’intento almeno in parte è stato raggiunto perché alle tante voci sdegnate per l’umiliazione inflitta di ragazzi morosi, se ne aggiungono altre di plauso nei confronti della sindaca e della sua giunta. “L’educazione la devono dare i genitori – si legge tra i tanti commenti su facebook – Questa sarebbe una legge da attuare. Poi i bimbi non sono puniti: o paghi o mangiano con i genitori”.

Fonte: qui