9 dicembre forconi: Cassazione
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domenica 22 settembre 2019

DUE ALBANESI HANNO SVALIGIATO 150 CASE MA LA CASSAZIONE LI SCARCERA: “CI SONO ERRORI NELLE MOTIVAZIONI”


SECONDO L’ACCUSA, UNA VOLTA PENETRATI NELLE VILLE FOTOGRAFAVANO LE VITTIME NEL SONNO 

LA BANDA, COMPOSTA DA SEI PERSONE, SI ERA SPECIALIZZATA NELLA VECCHIA “TECNICA DEL SUCCHIELLO”…

Massimiliano Nerozzi per www.corriere.it
ladro furto casaLADRO FURTO CASA
Per l’assenza di un’adeguata motivazione sulle esigenze cautelari, nell’ordinanza che li portò in prigione, la quarta sezione penale della corte di Cassazione ha scarcerato due cittadini albanesi, arrestati nell’aprile scorso dai carabinieri con l’accusa di aver svaligiato circa 150 abitazioni, tra colpi fatti e tentati. Avrebbero preso parte a una banda in azione per mesi tra Asti, Torino e Cuneo, che aveva il vizio di fotografare le vittime, nel sonno. Una sorta di souvenir dei colpi.
Mesi di indagini della compagnia di Pinerolo azzerate dalla decisione dei giudici, che hanno «annullato senza rinvio» le ordinanze emesse a suo tempo dal gip e, successivamente, dal tribunale del Riesame. La Cassazione ha infatti accolto il ricorso presentato dal difensore dei due, l’avvocato Antonio Genovese, disponendo «l’immediata liberazione» degli indagati (ne restano in carcere altri quattro).
ladro furto casaLADRO FURTO CASA
Del resto, che non tutto filasse liscio nella motivazione l’aveva annotato lo stesso Riesame, analizzando il provvedimento del gip: «Al quanto sintetica, priva effettivamente di un’analisi delle singole personalità degli indagati, per come almeno emergenti dalle indagini, e legate solo alle caratteristiche dei fatti in via più generale».
Nonostante ciò, i giudici non annullarono l’ordinanza, ma passarono alla sua integrazione: sostanzialmente, rimediando alla forma stringata del gip. Una scelta che va contro la giurisprudenza della Cassazione, alla luce delle modifiche introdotte dalla legge numero 47 del 2015 (articolo 11): «Il tribunale del Riesame — spiega la sentenza numero 6.230 del 2015 — provvede all’annullamento del provvedimento impugnato sia nel caso di motivazione inesistente, cui va equiparata quella di motivazione meramente apparente che si risolva in mere clausole di stile, sia in caso di motivazione non autonoma rispetto alla richiesta del pubblico ministero».
ladro furto casaLADRO FURTO CASA
La banda, composta da sei persone, si era specializzata nella vecchia «tecnica del succhiello»: con un attrezzo da falegname, i ladri bucavano gli infissi della finestra e facevano scattare la maniglia con una pinza. Colpivano a tappeto, muovendosi a piedi tra un obiettivo e l’altro, scegliendo soprattutto abitazioni isolate. Finché non erano arrivati i carabinieri.
Fonte: qui

domenica 15 settembre 2019

IL COMPLOTTO CONTRO DE MAGISTRIS ERA INVENTATO

SANCITO IL DEFINITIVO FALLIMENTO DELL' INDAGINE ''WHY NOT'', CHE DIEDE UNA SPALLATA DECISIVA AL GOVERNO PRODI E LA SPINTA AL MAGISTRATO PER ENTRARE IN POLITICA E FARSI ELEGGERE SINDACO DI NAPOLI 
LA CASSAZIONE HA ANNULLATO SENZA RINVIO DOPO UN INFINITO RIMPALLO TRA TRIBUNALI E CORTI D'APPELLO 
FACCI FA LA LISTA DELLE INCHIESTE DI DE MAGISTRIS FINITE NEL NULLA (DOPO AVER INDAGATO CENTINAIA DI PERSONE)
Filippo Facci per ''Libero Quotidiano''

de magistrisDE MAGISTRIS
Mentre scriviamo - le 18 circa - nessuna importante homepage ha ancora dato la notizia del definitivo e tombale fallimento di un' inchiesta che, pure, richiese l' intervento dell' allora presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e poi fece indagare anche il presidente del Consiglio Romano Prodi, e poi, ancora, diede una spallata decisiva al suo governo perché finì indagato anche l' allora ministro della Giustizia, Clemente Mastella: e ciò nonostante quest' ultimo avesse chiesto al Csm il trasferimento proprio del pm che procedeva alle indagini, Luigi de Magistris. Un caso palese di conflitto d' interessi.

L' inchiesta ovviamente fu tolta al disastroso pm e s' infilò in una serie vacua di rimpalli e gradi giudiziari (rito abbreviato, primo grado, appello, Cassazione, appello-bis, rito ordinario in primo grado, appello, processo stralcio) sui quali ora è giunta la parola fine dopo che la Cassazione - ecco la notizia - ha annullato la sentenza d' Appello di Salerno che aveva dichiarato il non doversi procedere per prescrizione a beneficio dell' ex procuratore Salvatore Murone e dell' avvocato generale Dolcino Favi, coloro, ossia, che avevano sollevato de Magistris dalla sue indagini chiamate demenzialmente Why Not e Poseidone.
MASTELLA PRODIMASTELLA PRODI

Le stesse indagini che, dopo uno spaventoso can can mediatico, spinsero de Magistris a buttarsi infine in politica tanto che adesso è sindaco di Napoli, città che evidentemente se lo merita.

SENZA RINVIO

Dettaglio: la sesta sezione della Cassazione ha annullato la sentenza del caso senza rinvio, il che significa fine, fine davvero, tipo «non parlatecene più» e, se volete, contabilizzate i danni. L' annullamento infatti comporta la piena efficacia della sentenza di primo grado, che aveva assolto i magistrati catanzaresi e legittimato i loro provvedimenti contro de Magistris: il quale aveva favorito (siamo al 2008) perquisizioni e sequestri negli uffici giudiziari di Catanzaro e scatenato un inferno tra Procure che spinse il Quirinale a intervenire, come detto. Bene.

LUIGI DE MAGISTRIS CON VAROUFAKISLUIGI DE MAGISTRIS CON VAROUFAKIS
Quell' inferno si è spento definitivamente ieri, e ha sancito - chi l' immaginava - che a de Magistris le indagini furono tolte giustamente, mentre lui diceva il contrario e indagava mezzo mondo. In realtà quella sentenza ora definitiva aveva anche portato a una spaventosa serie di assoluzioni (comprese quelle del presidente della Regione Calabria, Agazio Loiero, e del presidente della Regione Calabria, Giuseppe Chiaravalloti) e spiace solo non poterle elencare per quante sono.

I commenti di alcuni tra gli interessati sono in parte sconcertanti. Salvatore Murone, ex procuratore aggiunto di Catanzaro ora assolto, si scaglia contro de Magistris e «il suo modo di fare il pubblico ministero, già stigmatizzato dai provvedimenti di carriera che lo hanno colpito portandolo fuori dalla magistratura tante inchieste eclatanti sono finite nel nulla, tanta gente ha sofferto inutilmente e il signor de Magistris non indossa più la toga».
LUIGI DE MAGISTRIS INDOSSA I VESTITI DI UN IMMIGRATO SENEGALESE NEL CALENDARIO DIVERSAMENTE UGUALILUIGI DE MAGISTRIS INDOSSA I VESTITI DI UN IMMIGRATO SENEGALESE NEL CALENDARIO DIVERSAMENTE UGUALI

De Magistris, invece, da una parte dice che gli assolti non hanno ancora letto le motivazioni della sentenza (che non ha letto neanche lui) e dall' altra nega incredibilmente tutto: definisce i reati come «fatto storico» e che i comportamenti furono illeciti e fatti contro di lui per danneggiarlo, e basta: «Dicessero quello che vogliono: da una parte ci sono le persone perbene, dall' altra le persone che hanno commesso fatti molto gravi». E quest' ultima cosa è proprio vera.

FUMUS GIUDIZIARIO
L' unico fatto storico accertato, tuttavia, è che i napoletani sono governati dal magistrato (ex) che nella storia d' Italia ha più sfruttato un fumus giudiziario da lui stesso sollevato, con centinaia di vittime innocenti e un numero di fallimenti giudiziari che non ha precedenti.

Oggi abbiamo queste assoluzioni, nel complesso andrebbero annoverate vittime dei procedimenti «clinica degli orrori», quello sulla massoneria, sui cinque assessori comunali accusati di abuso d' ufficio (compresa la madre di un giudice di Catanzaro), sulla costruzione del nuovo palazzo di giustizia, sui farmacisti comunali che secondo de Magistris non avevano obliterato alcune fustelle, l' inchiesta «Artemide» che portò all' arresto dell' assessore regionale all' ambiente, quelle sul sindaco di Catanzaro (e altri) accusato di infiniti reati, quella sulle irregolarità negli esami di procuratore legale, su due villaggi turistici a Botricello, il sequestro di un intero ospedale (il Pugliese-Ciaccio di Catanzaro) e ancora l' inchiesta sul presidente della Regione Agazio Loiero, su 57 persone accusate di introdurre clandestini da avviare alla prostituzione e al traffico d' organi, per associazione mafiosa ai danni di due ex deputati, un giornalista e altri 34 tra prefetti, sottosegretari, assessori, consiglieri, magistrati e quant' altro, e ancora indagini su traffici di droga e di auto rubate.
DE MAGISTRIS ALLE URNEDE MAGISTRIS ALLE URNE
Non occorre precisare come sono finite queste inchieste. Fonte: qui

martedì 20 agosto 2019

“AUTOSTRADE PER L'ITALIA” STA RIACCENDENDO I TUTOR PER LA VELOCITÀ SU UNA PARTE DELLA RETE



QUANDO UN VEICOLO SUPERA I LIMITI PREVISTI DAL CODICE (NORMALMENTE 130 KM ALL'ORA) IL SISTEMA INVIA IN AUTOMATICO LA SEGNALAZIONE ALLA POLIZIA CHE POI FA PARTIRE LA MULTA 

ECCO LE TRATTE DOVE I TUTOR SONO DI NUOVO ATTIVI…

Jacopo Orsini per “il Messaggero”

tutorTUTOR
Rientro dalle vacanze con più controlli per gli automobilisti, soprattutto quelli abituati a schiacciare troppo il pedale dell'acceleratore. Dopo che la Cassazione ha messo fine alla cosiddetta guerra del Tutor, dando ragione ad Autostrade per l'Italia, la società già in queste ore sta riaccendendo gli occhi elettronici su una parte della rete. Il Tutor è un sistema di telecamere ad alta risoluzione che rileva la velocità media di un'auto su un certo tratto di autostrada.

Quando il veicolo supera i limiti previsti dal codice (normalmente 130 km all'ora) il sistema invia in automatico la segnalazione alla Polizia che poi fa partire la multa. Nell'aprile del 2018, in seguito a un contenzioso giudiziario partito 13 anni fa, la Corte di appello di Roma aveva stabilito che Autostrade aveva violato un brevetto della società toscana Craft e costretto il gruppo a spengere i Tutor.
mappa tutorMAPPA TUTOR

Su alcune tratte l'azienda aveva però mantenuto i controlli utilizzando un altro sistema di monitoraggio. Poi invece la settimana scorsa la Cassazione ha ribaltato il giudizio e dato definitivamente ragione all'azienda che fa capo alla famiglia Benetton. Autostrade ha quindi subito avviato le procedure per riaccendere le telecamere nei punti dove erano state spente.

LE POSTAZIONI
«I tecnici di Aspi sono già al lavoro insieme alla Polizia Stradale per riattivare progressivamente le prime tratte sotto monitoraggio del Tutor a partire dal contro-esodo - sottolinea il gestore -. Le tratte arriveranno a 1.000 km entro la fine della prima settimana di settembre. Le riattivazioni proseguiranno poi fino alla originaria copertura di 2.500 km».
Ecco le principali autostrade dove i controlli, a partire da queste ore ed entro l'8 settembre, saranno riattivati.
tutorTUTOR

Si parte dall'A1 Roma-Napoli dove le telecamere verranno riaccese tra Reggio Emilia e Bologna e in quattro tratte tra Roma e Napoli. Tre postazioni riattivate anche sull'A13 tra Bologna e Rovigo. Sull'A14 Adriatica tre tutor tra Bologna e Castel San Pietro e altri quattro tra Foggia e Bari. Attenzione anche sull'A4 tra Milano e Bergamo (quattro tratte controllate) e sull'A7 tra Genova e Serravalle (altre due zone monitorate).
tutor-autostradaTUTOR-AUTOSTRADA

Infine telecamere attive di nuovo anche sull'A26 tra Genova e Alessandria (quattro postazioni), sull'A8 Milano-Varese e sull'A30 che collega Caserta a Salerno. Poi nei prossimi mesi le verifiche della velocità verranno riattivate in tutti i punti dove erano già presenti.

«Aspi esegue le verifiche e le certificazioni previste dalla normativa vigente secondo un programma le cui priorità sono condivise con Polizia Stradale, sulla base dei volumi di traffico e dell'indice di incidentalità di ogni singola tratta», sottolinea ancora la società. Il Tutor - ricorda poi Autostrade per l'Italia - ha consentito di ridurre del 50% gli incidenti mortali sulle tratte dove è presente, mentre sull'intera rete, grazie anche ad altri interventi come l'asfalto drenante e le bande rumorose, il calo delle vittime è stato del 75%. Fonte: qui

mercoledì 31 luglio 2019

TORINO: GLI STUDENTI DELLA CITTÀ NON POTRANNO PIÙ PORTARSI IL PANINO PREPARATO A CASA

venerdì 5 luglio 2019

CONFERMATA DALLA CASSAZIONE LA CONDANNA A 4 ANNI E 6 MEDI DI RECLUSIONE PER L'EX BANCHIERE CESARE GERONZI E A 3 ANNI E 6 MESI PER MATTEO ARPE, NELL'AMBITO DEL PROCESSO SUL CRAC DELLE ACQUE MINERALI CIAPPAZZI, FILONE DELL'INCHIESTA PARMALAT

Cesare GeronziCESARE GERONZImatteo arpeMATTEO ARPE
(ANSA) - E' stata confermata dalla Cassazione la condanna a 4 anni e 6 medi di reclusione per l'ex banchiere Cesare Geronzi e a 3 anni e 6 mesi per Matteo Arpe, nell'ambito del processo sul crac delle acque minerali Ciappazzi, filone dell'inchiesta Parmalat. Sono stati condannati anche Roberto Monza e Antonio Muto a 3 anni e due mesi ciascuno, Riccardo Tristano a 3 anni e Eugenio Favale a 2 anni e 2 mesi.

sabato 23 febbraio 2019

LA CASSAZIONE CONDANNA ROBERTO FORMIGONI A 5 ANNI E DIECI MESI PER CORRUZIONE SUL CASO SAN RAFFAELE-MAUGERI

SARÀ IL PRIMO POLITICO CHE AFFRONTERÀ IL CARCERE CON LE NUOVE REGOLE STABILITE DAL DECRETO “SPAZZACORROTTI”, CHE VIETA LA CONCESSIONE DI QUALUNQUE BENEFICIO AI COLPEVOLI DI CORRUZIONE 

LA SENTENZA RIGUARDA I BENEFIT RICEVUTI DALL'ALLORA GOVERNATORE LOMBARDO PER FAVORIRE I DUE ENTI

Giovanna Stella per www.ilgiornale.it

roberto formigoni (2)ROBERTO FORMIGONI
Roberto Formigoni, per diciott'anni presidente della Lombardia, è stato condannato a cinque anni e dieci mesi con l'accusa di corruzione nell'ambito della vicenda dei fondi neri della fondazione Maugeri.

La sesta sezione penale della Cassazione, infatti, ha affrontato il ricorso del Celeste contro la sentenza con cui la Corte d'appello di Milano gli ha inflitto lo scorso settembre sette anni e mezzo di carcere per corruzione sulle delibere della Sanità made in Lombardia. Ora, la Cassazione ha confermato la condanna, ma riduce gli anni. L'ex governatore lombardo, infatti, dovrà scontare in carcere 5 anni e 10 mesi.

ROBERTO FORMIGONIROBERTO FORMIGONI
La decisione della Cassazione è arrivata dopo oltre quattro ore di camera di consiglio. La condanna definitiva per Roberto Formigoni è più bassa rispetto a quella inflittagli in appello perché è stato dichiarato prescritto il capo di imputazione di corruzione relativo al crac del San Raffaele.

L'ex governatore lombardo è il primo politico a dover affrontare il carcere con le nuove regole stabilite dal decreto "spazzacorrotti", che vieta la concessione di qualunque beneficio penitenziario ai colpevoli di corruzione, come finora accadeva solo per mafiosi e terroristi.
 
La Suprema Corte ha rigettato anche i ricorsi dell'ex direttore amministrativo della Maugeri, Costantino Passerino (condannato in appello a 7 anni e 7 mesi), dell'imprenditore Carlo Farina (3 anni e 4 mesi) e ha dichiarato inammissibile quello di Carla Vites, moglie dell'ex assessore Antonio Simone, che chiedeva di essere prosciolta con una formula più favorevole rispetto a quella pronunciata nei gradi di merito.

Il caso Maugeri
FORMIGONI SULLO YACHT DI DACCOFORMIGONI SULLO YACHT DI DACCO
Roberto Formigoni avrebbe ricevuto da Pierangelo Daccò l'uso esclusivo di yacht, l'acquisto di parte di una villa e altri benefit per un valore totale di 6,6 milioni in cambio di vantaggi per due le strutture sanitarie che in un decennio si sono assicurate finanziamenti per 120 milioni, il San Raffaele, e 180 milioni, la Maugeri.

Fonte: qui

venerdì 12 ottobre 2018

IL LEGHISTA BORGHI MULTATO PER IRREGOLARITÀ BANCARIE: DOVRÀ PAGARE 15 MILA EURO PER "CARENZE NELL'EROGAZIONE E NEL CONTROLLO DEL CREDITO" QUANDO ERA NEL CDA DI BANCA ARNER


IL DEPUTATO SI DIFENDE: “LA LEGGE NON È UGUALE PER TUTTI. COMUNQUE HO GIÀ PAGATO”

Estratto dell’articolo di www.repubblica.it

claudio borghi liraCLAUDIO BORGHI LIRA
Claudio Borghi, presidente leghista della commissione Bilancio della Camera, è stato sanzionato  definitivamente dalla Cassazione per "irregolarità consistenti in carenze nell'erogazione e nel controllo del credito". L'illecito amministrativo  è stato commesso quando Borghi era componente del Consiglio di amministrazione di Banca Arner messa sotto ispezione da Bankitalia nel 2013.

claudio borghi euroCLAUDIO BORGHI EURO
La Suprema Corte ha condannato l'esponente leghista, una delle menti economiche del Carroccio, al pagamento di 15mila euro più altri 2.550 da versare a Banca d'Italia per le spese legali. Il verdetto della Cassazione respinge la tesi di Borghi che sosteneva che c'erano state disparità nel trattamento sanzionatorio degli amministratori di Banca Arner finiti nel mirino della vigilanza bancaria.   […]

Fonte: qui




''LA CONDANNA DI UN GIUDICE DI SINISTRA? È IL MIO BENVENUTO IN POLITICA'' 


BORGHI VEDE CONFERMATA LA SANZIONE AMMINISTRATIVA DA 15MILA EURO PER LE IRREGOLARITÀ NELLA GESTIONE DI BANCA ARNER: ''ERAVAMO TUTTI NELLA STESSA CONDIZIONE MA HANNO COLPITO SOLO ME. LA LEGGE NON È UGUALE PER TUTTI. BANKITALIA MI SANZIONAVA MENTRE DORMIVA SULLE BANCHE CHE FALLIVANO. FIGURIAMOCI SE CON 10 MILIONI DI VOTI CI FERMIAMO DAVANTI ALLE LORO CRITICHE SULLA MANOVRA''


Monica Guerzoni per il Corriere della Sera

Ideatore di alcune tra le più spericolate ricette economiche della Lega, Claudio Borghi Aquilini è noto per le esplosive teorie sull' uscita «inevitabile» dalla moneta unica. Far «saltare per aria» l' euro e tornare alla lira è il suo sogno proibito e ogni volta che lo rivela la moneta unica cola a picco. Sua la manina che due giorni fa ha chiuso di botto il microfono a Giovanni Tria: «L' audizione era finita, il caso non esiste...Con il ministro ci abbiamo riso tanto e Guido Crosetto può testimoniare. Magari Crozza ci farà uno dei suoi sketch».

Il presidente della commissione Bilancio della Camera è in vena di battute, eppure non ha ancora digerito la sentenza con cui la Cassazione ha confermato la multa di 15.500 euro che la Banca d' Italia gli aveva inflitto nel 2014, quando era nel Cda di Banca Arner: «Carenze nell' erogazione e nel controllo del credito». Borghi aveva fatto ricorso «per principio», convinto di aver subìto disparità nel trattamento sanzionatorio. Ma gli «ermellini» gli hanno dato torto, facendogli versare nelle casse di Via Nazionale anche 2.500 euro di spese legali.
claudio borghi euroCLAUDIO BORGHI EURO

Deluso?
«No, è solo una multa per irregolarità amministrative, del tutto ingiustificata e che ho pagato da tempo. Eravamo tutti nella stessa condizione, ma il relatore era di Magistratura democratica e mi ha dato il benvenuto in politica. La legge non è uguale per tutti».

Ha il dente avvelenato?
«È un' istituzione benemerita. In passato ho avuto molto da dire contro la Banca d' Italia e anche ora penso che dovrebbero fare autocritica per i gravi errori commessi».

Quali errori?
«Aver consentito il disastro di Montepaschi, la sua condanna a morte con l' acquisto di Antonveneta. Hanno pensato bene di multare me per un credito andato a buon fine, mentre dormivano sulle banche che fallivano. Non hanno fatto le barricate contro il Bail In e ora il problema di tutto è la Lega che vuole cambiare la legge Fornero?».

I soldi per smantellarla non bastano.
MATTEO SALVINI CLAUDIO BORGHI 2MATTEO SALVINI CLAUDIO BORGHI
«È curioso, se a dirlo è una istituzione che ha la funzione di creare il denaro. Per salvare le banche(francesi e tedesche, ma non le italiane!) ai tempi di Monti sono saltati fuori 60 miliardi, perché per le pensioni i soldi non ci sono? Non è che dopo dieci milioni di voti rinunciamo a una promessa elettorale perché lo dice la Banca d' Italia. Ha ragione Di Maio, perché non si candidano?».

Salvo miracoli la manovra sarà bocciata dalla Ue. Avete preso le contromisure?
«Ci aspettiamo la bocciatura, ma siamo attrezzati. E speriamo che gli altri Paesi, a cominciare dalla Francia, prendano atto che la casta dei tecnocrati è vecchia, sta assumendo le parvenze di una antica religione tribale».

Con chi ce l' ha?
claudio borghi matteo salvini alberto bagnaiCLAUDIO BORGHI MATTEO SALVINI ALBERTO BAGNAI
«Con i sacerdoti della Ue. Soggetti come Dombrovskis e Moscovici, che predicano i sacrifici promettendoti la ricompensa e mettendo i tabù. Se lo stregone ti dice che non puoi entrare nella capanna altrimenti cade il fulmine, tu gli porti in dono l' agnello o il pollo, ma un giorno qualcuno scopre che la divinità cattiva era in realtà il Mago di Oz».

Fuor di metafora?
moscoviciMOSCOVICI
«Dietro la maschera della divinità spaventosa che ti punisce c' è l' ex premier del Lussemburgo, Juncker. Ma sono finiti, sconfitti dagli elettori e dai loro stessi partiti».

Fonte: qui

sabato 15 settembre 2018

IL MINISTRO TONINELLI SI SCEGLIE L' ESPERTO CONDANNATO PER BANCAROTTA

INTRIERI, COINVOLTO NEL FALLIMENTO DELLA COMPAGNIA AEREA GANDALF, FRA I 14 SUPER CONSULENTI CHE VIGILERANNO SULLE INFRASTRUTTURE 

TONINELLI CON LE NOMINE EVIDENTEMENTE NON SA CHE PESCI PIGLIARE, INFATTI A PARTIRE DA QUELLA DELLA COMMISSIONE ISPETTIVA DEL MIT SUL CROLLO DEL PONTE MORANDI…

Giacomo Amadori per la Verità

È uno dei 14 esperti(???) esterni scelti da Danilo Toninelli per il ministero dei Trasporti. Dovrà far parte della struttura tecnica di missione del dicastero per l' indirizzo strategico, lo sviluppo delle infrastrutture e l' alta sorveglianza.

Peccato che il consulente con ruolo da controllore abbia subito almeno due condanne penali, di cui una passata in giudicato per bancarotta fraudolenta.

intrieriINTRIERI
Del resto Toninelli con questo tipo di nomine(dimostrandosi non all'altezza del compito) non sta avendo molta fortuna, a partire da quella della commissione ispettiva del Mit sul crollo del ponte Morandi, in cui inserì i nomi di alcuni futuri indagati proprio per quel disastro (tre su sei). Le competenze dell' esperto di cui ci occupiamo oggi sono così sinteticamente descritte: «Economista, trasporto aereo». E in effetti Gaetano Francesco Intrieri, classe 1965, originario di Messina, si è occupato in passato di ristrutturazione di compagnie aeree.

Sembra che il Movimento 5 stelle si sia rivolto a lui per trovare il cavillo per poter dismettere l' Air force Renzi. Quando Toninelli annunciò lo stop al leasing dell' Airbus 340, Intrieri twittò: «Un Paese che prova lentamente a riprendersi la sua dignità. Bravo ministro Danilo Toninelli sono fiero di averti dato il mio contributo tecnico nel tutelare i soldi degli Italiani».

crozza toninelliCROZZA TONINELLI


Nuccio (questo il soprannome dello specialista) è stato anche incaricato di studiare e provare a risolvere il dossier Alitalia e i suoi incredibili buchi neri. Sembra che Intrieri, docente di Controllo di gestione all' università Tor Vergata ed esperto di aeronautica, sia un profondo conoscitore della materia. Addirittura avrebbe scoperto un deprecabile commercio di pezzi di ricambio provenienti dal magazzino dell' ex compagnia di bandiera, svenduti e ricomprati dalla stessa azienda a cifre anche 150 volte superiori, magari dopo appena tre mesi.

Però questo presunto fustigatore degli sprechi altrui ha nel curriculum una piccola macchia: una condanna per bancarotta fraudolenta patrimoniale, confermata il 26 ottobre 2017 dalla Corte suprema di Cassazione.

La vicenda risale al 2003 quando Intrieri ricopre per cinque mesi l' incarico di amministratore delegato della compagnia aerea Gandalf spa, nata a Parma a fine 1998 e fallita nel 2004.

crozza toninelliCROZZA TONINELLI
Al termine di quell' anno la Procura della città ducale apre un fascicolo sul crac, su denuncia di alcuni ex soci della Gandalf, e bisogna attendere sette anni per arrivare all' udienza preliminare. Due imputati patteggiano, gli altri vanno a processo. Finiranno tutti assolti a eccezione di Intrieri.

«Il processo a qualcosa è servito anche se avevamo chiesto di verificare anche le responsabilità di chi doveva controllare, a partire dalla Consob», è il commento degli avvocati di parte civile Francesco Verri e Vincenzo Cardone. L' esperto di Toninelli in appello è stato condannato a tre anni e sei mesi, pena ridotta a due anni e quattro mesi grazie al riconoscimento delle attenuanti generiche e cancellata dall' indulto del 2006.

Per l' accusa Intrieri avrebbe sottratto dalle casse della Gandalf quasi mezzo milione di euro a fini personali.

I giudici hanno valutato congrua la pena, «tenuto conto del tempo (l' appellante ha commesso le distrazioni nel breve periodo inferiore a cinque mesi del suo mandato di amministratore delegato) e delle modalità (organizzate) dell' azione delittuosa, della gravità del danno cagionato, dell' intensità del dolo e dei motivi del delinquere (vantaggio patrimoniale personale), della condotta processuale (il gip che lo ha interrogato è stato clamorosamente preso in giro e solo l' attività di indagine della Guardia di finanza ha indotto l' appellante a una confessione), della non incensuratezza».

In effetti nell' interrogatorio del 13 maggio 2015 Intrieri (nel verbale definito «celibe» e «possidente»), dichiara al pm Pietro Errede di essere sottoposto ad altri procedimenti penali e di aver riportato una condanna «a seguito di un decreto penale».
promo stasera italia toninelliPROMO STASERA ITALIA TONINELLI

Quindi confessa: «I 429.000 euro da me incassati sono serviti per appianare i miei debiti con la Banca Intesa () Non è vero che ho effettuato pagamenti alla A.W.S. (una società americana che aveva detto di aver pagato), ndr». In quel momento Intrieri è agli arresti domiciliari e i suoi difensori proveranno successivamente a sostenere che «le confessioni siano state rese in una situazione "difficile"». Per i giudici della Cassazione, un' affermazione «priva di concludenza».

Nella loro sentenza gli ermellini sono lapidari: «Intrieri è stato condannato perché operando quale amministratore delegato della Gandalf spa si appropriò di euro 429.000 e di euro 50.000 sottratti alle casse sociali» e «li versò sui propri conti correnti, facendo delle somme suddette un uso personale».

Tutti soldi «introitati col pretesto di dover soddisfare debiti sociali». Una ricostruzione corroborata da una prova granitica: «L' appropriazione della somma di 429.000 euro è stata confessata ad abundantiam dallo stesso imputato nell' interrogatorio del 13 maggio 2015», scrivono le toghe del Palazzaccio. Per le quali le conclusioni dei colleghi di primo e secondo grado «sono ineccepibili e nemmeno intaccate dagli argomenti difensivi, atteso che appoggiano su accertamenti della polizia giudiziaria e sulle confessioni dell' imputato fantasiosamente sminuiti, nella loro valenza dimostrativa, dai difensori di quest' ultimo».

DANILO TONINELLIDANILO TONINELLI
Su Twitter Intrieri ama dibattere di calcio (è stato anche presidente del Cosenza calcio) e in particolare del suo Milan. Ma tra una battuta da bar sport e l' altra qualcuno gli ricorda il passato: «Buonasera #Gandalf a che punto crede siano i 10 milioni del potere?
Secondo i miei calcoli, in questo momento dovrebbero essere più o meno alle porte di #Mordor... Aspetto con ansia una sua risposta all' alba del terzo giorno con il volto costantemente rivolto a Est...

Grazie». Intrieri a questi mattacchioni risponde per le rime (persino con epiteti come «imbecille» o «pagliaccio»), minacciando querele: «Tra me e lei, da Gandalf sono stato assolto, ma è un dettaglio» scrive a uno, «ho fatto recuperare un sacco di soldi agli investitori di Gandalf () se poi lei ha altre notizie me le dia così ci vediamo in tribunale» chiosa con un altro. Quindi scandisce: «La mia storia manageriale è di successo e se mi chiamano compagnie aeree di tutto il mondo un motivo ci sarà () grazie al mio lavoro Gandalf che era sospesa fu riammessa alle contrattazioni (in Borsa, ndr) e quello lo dice il tribunale non io. Rifarei tutto quello che feci in Gandalf salvandola anche con le conseguenze giudiziarie che ebbi.
toninelliTONINELLI
Ne sono fiero». Chissà se lo sarà anche il ministro Toninelli.

Fonte: qui