9 dicembre forconi: sistema dei tutor
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martedì 20 agosto 2019

“AUTOSTRADE PER L'ITALIA” STA RIACCENDENDO I TUTOR PER LA VELOCITÀ SU UNA PARTE DELLA RETE



QUANDO UN VEICOLO SUPERA I LIMITI PREVISTI DAL CODICE (NORMALMENTE 130 KM ALL'ORA) IL SISTEMA INVIA IN AUTOMATICO LA SEGNALAZIONE ALLA POLIZIA CHE POI FA PARTIRE LA MULTA 

ECCO LE TRATTE DOVE I TUTOR SONO DI NUOVO ATTIVI…

Jacopo Orsini per “il Messaggero”

tutorTUTOR
Rientro dalle vacanze con più controlli per gli automobilisti, soprattutto quelli abituati a schiacciare troppo il pedale dell'acceleratore. Dopo che la Cassazione ha messo fine alla cosiddetta guerra del Tutor, dando ragione ad Autostrade per l'Italia, la società già in queste ore sta riaccendendo gli occhi elettronici su una parte della rete. Il Tutor è un sistema di telecamere ad alta risoluzione che rileva la velocità media di un'auto su un certo tratto di autostrada.

Quando il veicolo supera i limiti previsti dal codice (normalmente 130 km all'ora) il sistema invia in automatico la segnalazione alla Polizia che poi fa partire la multa. Nell'aprile del 2018, in seguito a un contenzioso giudiziario partito 13 anni fa, la Corte di appello di Roma aveva stabilito che Autostrade aveva violato un brevetto della società toscana Craft e costretto il gruppo a spengere i Tutor.
mappa tutorMAPPA TUTOR

Su alcune tratte l'azienda aveva però mantenuto i controlli utilizzando un altro sistema di monitoraggio. Poi invece la settimana scorsa la Cassazione ha ribaltato il giudizio e dato definitivamente ragione all'azienda che fa capo alla famiglia Benetton. Autostrade ha quindi subito avviato le procedure per riaccendere le telecamere nei punti dove erano state spente.

LE POSTAZIONI
«I tecnici di Aspi sono già al lavoro insieme alla Polizia Stradale per riattivare progressivamente le prime tratte sotto monitoraggio del Tutor a partire dal contro-esodo - sottolinea il gestore -. Le tratte arriveranno a 1.000 km entro la fine della prima settimana di settembre. Le riattivazioni proseguiranno poi fino alla originaria copertura di 2.500 km».
Ecco le principali autostrade dove i controlli, a partire da queste ore ed entro l'8 settembre, saranno riattivati.
tutorTUTOR

Si parte dall'A1 Roma-Napoli dove le telecamere verranno riaccese tra Reggio Emilia e Bologna e in quattro tratte tra Roma e Napoli. Tre postazioni riattivate anche sull'A13 tra Bologna e Rovigo. Sull'A14 Adriatica tre tutor tra Bologna e Castel San Pietro e altri quattro tra Foggia e Bari. Attenzione anche sull'A4 tra Milano e Bergamo (quattro tratte controllate) e sull'A7 tra Genova e Serravalle (altre due zone monitorate).
tutor-autostradaTUTOR-AUTOSTRADA

Infine telecamere attive di nuovo anche sull'A26 tra Genova e Alessandria (quattro postazioni), sull'A8 Milano-Varese e sull'A30 che collega Caserta a Salerno. Poi nei prossimi mesi le verifiche della velocità verranno riattivate in tutti i punti dove erano già presenti.

«Aspi esegue le verifiche e le certificazioni previste dalla normativa vigente secondo un programma le cui priorità sono condivise con Polizia Stradale, sulla base dei volumi di traffico e dell'indice di incidentalità di ogni singola tratta», sottolinea ancora la società. Il Tutor - ricorda poi Autostrade per l'Italia - ha consentito di ridurre del 50% gli incidenti mortali sulle tratte dove è presente, mentre sull'intera rete, grazie anche ad altri interventi come l'asfalto drenante e le bande rumorose, il calo delle vittime è stato del 75%. Fonte: qui

mercoledì 18 gennaio 2017

Tutor non a norma, multe da annullare. La sentenza 113 cambia tutto

Mandano nelle case degli italiani seicentomila multe l’anno. Ma il sistema dei tutor, evidenzia la Consulta, va continuamente tarato e certificato, altrimenti le sanzioni sono da annullare.

Basta un semplice ricorso dell’automobilista al giudice di pace. Il Giorno riporta la storia di Angelo Scavone, avvocato bolognese e già assessore al Traffico multato per aver sfrecciato sull’A1 tra i 160 e i 170 chilometri all’ora tra Modena, Lodi e Piacenza (133,92 euro moltiplicato per tre se paghi subito, 184,62 se aspetti 60 giorni) e nove punti in meno sulla patente. Ma Scavone ha fatto ricorso ai giudici di pace e ha vinto.
Si è appellato infatti alla Corte costituzionale e alla famosa sentenza 113 del 2015: “Tutte le apparecchiature impiegate nell’accertamento delle violazioni dei limiti di velocità siano sottoposte a verifiche periodiche di funzionalità e di taratura“. Controlli che devono avere almeno una cadenza annuale, spiega Luigi Vingiani, segretario nazionale della Confederazione giudici di pace: “Da quando è entrata in vigore la sentenza, mi saranno capitati almeno un migliaio di ricorsi, quasi tutti sui tutor. Mai visto un prefetto portare la documentazione della taratura” e se “non ce la portano, il ricorso deve essere accolto“.
Secondo la Polizia stradale, “ormai gli strumenti sono quasi tutti tarati“, “ci siamo adeguati, abbiamo acquistato pacchetti manutentivi e di assistenza. La documentazione può essere richiesta dagli stessi automobilisti. I tutor sono tarati annualmente”.Tant’è, le Prefetture non forniscono “le prove” e si rassegnano a perdere i ricorsi. “Certo, per la taratura della velocità media misurata dal tutor, il problema è più complesso. Il documento non è unico ma composto da tanti elementi. Forse la difficoltà sta proprio qui”.
Nessuno sa poi fornire dei dati sui ricorsi contro tutor e autovelox. Il ministero della Giustizia comunica che i nuovi casi erano quasi 81mila nei primi sei mesi dell’anno scorso ma sicuramente sono cresciuti dopo la sentenza della Corte Costituzionale che è di fine aprile. Quindi le sentenze emesse superavano quota 145mila mentre quelli pendenti al 30 giugno sfioravano i 334mila.
Fonte: Libero