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martedì 20 agosto 2019

“AUTOSTRADE PER L'ITALIA” STA RIACCENDENDO I TUTOR PER LA VELOCITÀ SU UNA PARTE DELLA RETE



QUANDO UN VEICOLO SUPERA I LIMITI PREVISTI DAL CODICE (NORMALMENTE 130 KM ALL'ORA) IL SISTEMA INVIA IN AUTOMATICO LA SEGNALAZIONE ALLA POLIZIA CHE POI FA PARTIRE LA MULTA 

ECCO LE TRATTE DOVE I TUTOR SONO DI NUOVO ATTIVI…

Jacopo Orsini per “il Messaggero”

tutorTUTOR
Rientro dalle vacanze con più controlli per gli automobilisti, soprattutto quelli abituati a schiacciare troppo il pedale dell'acceleratore. Dopo che la Cassazione ha messo fine alla cosiddetta guerra del Tutor, dando ragione ad Autostrade per l'Italia, la società già in queste ore sta riaccendendo gli occhi elettronici su una parte della rete. Il Tutor è un sistema di telecamere ad alta risoluzione che rileva la velocità media di un'auto su un certo tratto di autostrada.

Quando il veicolo supera i limiti previsti dal codice (normalmente 130 km all'ora) il sistema invia in automatico la segnalazione alla Polizia che poi fa partire la multa. Nell'aprile del 2018, in seguito a un contenzioso giudiziario partito 13 anni fa, la Corte di appello di Roma aveva stabilito che Autostrade aveva violato un brevetto della società toscana Craft e costretto il gruppo a spengere i Tutor.
mappa tutorMAPPA TUTOR

Su alcune tratte l'azienda aveva però mantenuto i controlli utilizzando un altro sistema di monitoraggio. Poi invece la settimana scorsa la Cassazione ha ribaltato il giudizio e dato definitivamente ragione all'azienda che fa capo alla famiglia Benetton. Autostrade ha quindi subito avviato le procedure per riaccendere le telecamere nei punti dove erano state spente.

LE POSTAZIONI
«I tecnici di Aspi sono già al lavoro insieme alla Polizia Stradale per riattivare progressivamente le prime tratte sotto monitoraggio del Tutor a partire dal contro-esodo - sottolinea il gestore -. Le tratte arriveranno a 1.000 km entro la fine della prima settimana di settembre. Le riattivazioni proseguiranno poi fino alla originaria copertura di 2.500 km».
Ecco le principali autostrade dove i controlli, a partire da queste ore ed entro l'8 settembre, saranno riattivati.
tutorTUTOR

Si parte dall'A1 Roma-Napoli dove le telecamere verranno riaccese tra Reggio Emilia e Bologna e in quattro tratte tra Roma e Napoli. Tre postazioni riattivate anche sull'A13 tra Bologna e Rovigo. Sull'A14 Adriatica tre tutor tra Bologna e Castel San Pietro e altri quattro tra Foggia e Bari. Attenzione anche sull'A4 tra Milano e Bergamo (quattro tratte controllate) e sull'A7 tra Genova e Serravalle (altre due zone monitorate).
tutor-autostradaTUTOR-AUTOSTRADA

Infine telecamere attive di nuovo anche sull'A26 tra Genova e Alessandria (quattro postazioni), sull'A8 Milano-Varese e sull'A30 che collega Caserta a Salerno. Poi nei prossimi mesi le verifiche della velocità verranno riattivate in tutti i punti dove erano già presenti.

«Aspi esegue le verifiche e le certificazioni previste dalla normativa vigente secondo un programma le cui priorità sono condivise con Polizia Stradale, sulla base dei volumi di traffico e dell'indice di incidentalità di ogni singola tratta», sottolinea ancora la società. Il Tutor - ricorda poi Autostrade per l'Italia - ha consentito di ridurre del 50% gli incidenti mortali sulle tratte dove è presente, mentre sull'intera rete, grazie anche ad altri interventi come l'asfalto drenante e le bande rumorose, il calo delle vittime è stato del 75%. Fonte: qui

giovedì 27 giugno 2019

Autovelox in città: le multe sono valide solo se c’è la corsia d'emergenza e il fermo. Tutte le altre sono impugnabili

La Cassazione sancisce che gli autovelox possono stare in città solo in strade urbane a scorrimento e rende nulle migliaia di sanzione

Autovelox in città: le multe sono valide solo se c’è la corsia d'emergenza e il fermo. Tutte le altre sono impugnabili


Buone notizie per gli automobilisti che hanno preso una multa in citta per eccesso di velocità. Una una sentenza della Corte di Cassazione rende impugnabili migliaia di sanzioni. Con il pronunciamento numero 16622/19, depositato il 20 giugno, gli Ermellini hanno dichiarato illegittimi i provvedimenti prefettizi che autorizzino l'installazione di apparecchi a funzionamento automatico con contestazione differita su strade urbane che non siano di tipo a scorrimento.

Multe impugnabili

Ne consegue, quindi, che le sanzioni elevate in ambito urbano con Autovelox fissi,se non vengono contestate immediatamente dalle Forze dell'Ordine sono impugnabili e annullabili nel caso gli apparecchi di controllo siano montato su tratti d'asfalto senza banchine.

Autovelox in città

Nel diffondere il testo della sentenza della Cassazione, che prosegue il solco tracciato da orientamenti precedenti (sentenze numero 4451/19 e numero 4090/19), il quotidiano di informazione giuridica dirittoegiustizia.it evidenzia come la decisione confermi che: "Il provvedimento prefettizio di individuazione delle strade lungo le quali è possibile installare apparecchiature automatiche per il rilevamento della velocità, senza obbligo di fermo immediato del conducente, può includere soltanto le strade del tipo imposto dalla legge e non altre".

Le strade urbane di scorrimento

Per quello che riguarda le arterie cittadine, le norme attuali includono solo le strade urbane di scorrimento, che per l'articolo 2 del Codice della Strada, sono quelle tra le altri condizioni devono avere anche una banchina. Questa, ricordano gli esperti della Giuffrè Francis Lefebvre, è identificabile come "uno spazio all'interno della sede stradale, ma esterno rispetto alla carreggiata, destinato al passaggio dei pedoni ovvero alla sosta di emergenza che deve restare libero da ingombri".

Sanzioni illegittime

Se, come nel caso oggetto del pronunciamento, relativo a una sanzione elevata nel comune di Firenze, tale area è troppo piccola e non consente manovre con un veicolo, in giudizio la classificazione della strada come a "scorrimento" può essere contestata e, in caso di accoglimento, la sanzione può essere annullata per illegittimità, appunto, del provvedimento prefettizio.
Fonte: qui

venerdì 5 aprile 2019

AVETE CAPITO PERCHÉ BEPPE GRILLO NON È PIÙ GARANTE DEL M5S?

PERCHÉ' FIOCCANO LE CAUSE DEGLI ESPULSI DAL MOVIMENTO E LUI NON LE VUOLE PAGARE: GIÀ 75MILA EURO SONO STATI RICONOSCIUTI A VARI EPURATI, CI SONO PROCEDIMENTI DI ALTRI 30 EX GRILLINI 

POVERO CASALEGGIO: LA NUOVA MULTA DEL GARANTE ARRIVA NEL GIORNO DELLE EURO-PRIMARIE E ALLA VIGILIA DEL MEETING DI IVREA DOVE CI SPIEGA IL FUTURO. LUI CHE NON SA GESTIRE NEMMENO I DATI DEGLI ISCRITTI

Mauro Suttora per ''Libero Quotidiano''

BEPPE GRILLO E DAVIDE CASALEGGIOBEPPE GRILLO E DAVIDE CASALEGGIO
Che sfortunato Davide Casaleggio. Proprio nel giorno delle primarie online per scegliere i candidati alle europee del 26 maggio, la sua piattaforma Rousseau è stata dichiarata fuorilegge dal Garante della Privacy. «Non garantisce gli standard minimi di segretezza e sicurezza del voto, che è manipolabile dagli organizzatori in qualsiasi momento, senza lasciar traccia». La sanzione è salata: 50mila euro. Da sempre i dissidenti grillini denunciavano l' assurdità di far votare gli iscritti del primo partito italiano sul server privato della società commerciale milanese Casaleggio & Associati. E senza alcuna certificazione esterna, tranne in due casi (le presidenziali 2013 e il voto per un nuovo statuto).

Il Garante avvertiva già da due anni della fragilità di Rousseau. Il rampollo Casaleggio, succeduto dinasticamente al padre Gianroberto dopo la sua morte tre anni fa, aveva assicurato di avere riparato le falle del sistema. Che però qualche burlone hackera allegramente in varie votazioni. E che ora viene giudicato irregolare alla radice.
sum2019 1SUM2019 1

La tegola sul Movimento 5 stelle (M5s) arriva proprio alla vigilia di Sum 2019, che si apre domani a Ivrea: il convegno annuale in cui Casaleggio junior si autoproclama «guru del futuro», giurando però di non essere il capo del M5s con Luigi Di Maio, ma un semplice «tecnico al servizio del movimento».

A Ivrea in livrea arriveranno domani, fra gli altri, Franco Bernabé (ex ad Eni e Telecom, dirigente del club Bilderberg, una volta odiato dai grillini complottisti), Marco Travaglio e l' allenatore Zeman. Sarà dura, questa volta, magnificare le doti di Rousseau («piattaforma per la democrazia unica al mondo«), ma rivelatasi una ciofeca.

beppe grillo davide casaleggioBEPPE GRILLO DAVIDE CASALEGGIO
Qualche grillino ora per disperazione sosterrà che si tratta di una vendetta in extremis del presidente della authority Garante della Privacy, Antonello Soro, ex deputato Pd, in scadenza quest' anno. Ma la multa di 50mila euro rischia di essere nulla in confronto ai 75mila euro di risarcimento danni cui è già stato condannato finora il M5s nelle cause intentate dai numerosi grillini radiati ingiustamente in questi anni. 

Cifra che aumenterà di molto, perché riguarda solo i primi espulsi: Roberto Motta e Antonio Caracciolo a Roma hanno ottenuto 30mila euro nel 2018, Mario Canino sempre a Roma 22mila euro a gennaio, più sei attivisti napoletani.

NOVE PROCEDIMENTI
Ma sono pendenti altre nove cause con una trentina di "vittime" in tutta Italia: due a Palermo con l' ex deputato Riccardo Nuti, una a Genova con Marika Cassimatis, cacciata da Grillo dopo aver vinto le primarie per sindaco, altre due a Napoli con ben 23 attivisti, e altre quattro a Roma.
Cassimatis grilloCASSIMATIS GRILLO

I soldi dovranno tirarli fuori Beppe Grillo e Davide Casaleggio. Ed è questo il principale motivo per cui il comico genovese si è allontanato dalla sua creatura: per non essere travolto finanziariamente dalla gestione autoritaria del movimento fondato nel 2009.
Intanto ieri i Cinquestelle sono stati messi sotto scrutinio in un convegno all' Umanitaria di Milano dall' associazione di giuristi Italiastatodidiritto, presieduta dall' avvocato Simona Viola. Il tema era: «Il M5s crede veramente alla democrazia, o si regge su princìpi non democratici riducendo i suoi 330 parlamentari a semplici portavoce?»

Per Fabrizio Cassella, docente di diritto costituzionale all' università di Torino, la risposta è chiara: «I Cinquestelle violano la Costituzione, che all' articolo 67 esclude il vincolo di mandato. Ogni parlamentare rappresenta la Nazione, e per approvare leggi nell' interesse generale dev' essere libero di argomentare, dibattere e negoziare, arrivando assieme ai suoi colleghi a una sintesi che bilanci i vari interessi particolari».
riccardo nutiRICCARDO NUTI

Ai deputati e senatori grillini, invece, tocca obbedire a una ferrea disciplina di partito.
E chi osa dissentire viene punito con l' espulsione. È capitato a 40 di loro la scorsa legislatura, e ad altri quattro in questa.

Il comandante Gregorio De Falco, in particolare, che un anno fa fu l' acquisto più prestigioso nella nuova compagine parlamentare (noto per aver intimato al capitano Francesco Schettino di non abbandonare la sua nave), è stato cacciato a gennaio. Non aveva votato la fiducia sul decreto sicurezza.
«Mi rendo conto che difendere il divieto di vincolo di mandato in un Paese di trasformisti non è popolare», ammette l' avvocato Guido Camera, «ma in democrazia la forma è tutto. Possiamo avere idee diverse sul contenuto delle leggi, ma sulle regole del gioco per farle dobbiamo essere tutti d' accordo».

gregorio de falco paola nugnesGREGORIO DE FALCO PAOLA NUGNES
E i referendum, caposaldo della democrazia diretta propagandata dai grillini? «Guardiamo alla Svizzera, il loro Paese ideale», ha detto il professor Dino Guido Rinoldi dell' università Cattolica di Milano, «dove lo scorso 25 novembre i cittadini hanno detto no a un quesito che voleva ridurre l' efficacia dei trattati internazionali». Tipico tema sovranista, mentre gli elvetici si sono dichiarati ben felici di sottostare a leggi sovranazionali. «Principio presente nell' articolo 11 della nostra Costituzione: l' Italia consente alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni».

CHI DECIDE? 

«In realtà nei referendum la risposta è sempre importante quanto la domanda», ha avvertito Valerio Onida, già presidente della Corte Costituzionale. Chi decide quali argomenti sottoporre a un sì e a un no, e in che forma? Nel caso dei grillini, è sempre la srl Casaleggio, dall' alto, a formulare i quesiti online per i suoi iscritti. Non c' è mai stata una votazione su iniziativa della base.

nicola biondo marco canestrari il sistema casaleggioNICOLA BIONDO MARCO CANESTRARI IL SISTEMA CASALEGGIO
In questo senso una testimonianza preziosa è, dall' interno, quella di Nicola Biondo.
Già responsabile della comunicazione dei deputati grillini, Biondo pubblica proprio in questi giorni il suo secondo libro sul M5s: 'Il sistema Casaleggio' (ed. Ponte alle Grazie, con Marco Canestrari): «Il vero padrone del movimento non è mai stato Grillo, ma prima Gianroberto Casaleggio e poi il figlio Davide.

Fonte: qui

giovedì 17 gennaio 2019

TARGHE ESTERE, LA PACCHIA È FINITA PER OLTRE 3 MILIONI DI FURBETTI



IL TRUCCO PER ELUDERE TASSE E MULTE NON FUNZIONA PIÙ: 110.000 SANZIONI SOLO A MILANO 

L’IDEA ERA UN MODO PER SALVARE IL PORTAFOGLI: IL BOLLO PER UNA VETTURA CON 150 HP IN ITALIA SFIORA I 350 EURO, MENTRE IN ROMANIA NE COSTA 40, IN BULGARIA 80…

S. Bar. per “la Verità”

Altro che pochi furbetti, gli automobilisti con residenza in Italia, che giravano con una targa straniera, erano ormai oltre 3 milioni. Facile capire perché: il bollo per una vettura con 150 hp in Italia sfiora i 350 euro, mentre in Romania ne costa 40, in Bulgaria 80.
Pare invece che il primo automobilista a essere multato perché guidava un' automobile straniera da residente in Italia, sebbene sia stato fermato a causa dell' incompatibilità ecologica del suo automezzo, sia stato un uomo di origini romene abitante a Ravenna.

TARGHE STRANIERE IN ITALIATARGHE STRANIERE IN ITALIA
Il fatto è accaduto il 4 dicembre scorso, giorno dell' entrata in vigore della normativa prevista dalla legge n. 132 del primo dicembre 2018, che ha convertito il decreto n. 113 del 4 ottobre. All' automobilista è stata contestata sia la violazione della normativa antismog, sia la violazione dell' aggiornato articolo 93 del codice della strada, che prevede il cambio di targa con un' italiana trascorsi 60 giorni di residenza nel nostro Paese. Con salassata di 1.152 euro e fermo del veicolo. Niente paura invece per chi decide di importare un automezzo dall' estero: il tempo per fare la nuova immatricolazione rimane di 12 mesi come già previsto.

Girare con una targa dell' Est non era soltanto una questione di elusione fiscale della tassa di possesso o dei nostri premi assicurativi, c' era anche la questione della sicurezza a causa di revisioni inesistenti, ma soprattutto per il problema di recapitare le multe in caso di violazioni.

TARGHE STRANIERE IN ITALIATARGHE STRANIERE IN ITALIA
Il primato nazionale di multe a queste targhe è stato registrato dalla città di Milano con 110.000 sanzioni nel 2017 (la fonte è il portale per la sicurezza stradale), delle quali oltre la metà non veniva pagata. Ma le brutte sorprese erano in agguato anche per chi, da assicurato, si accorgeva soltanto dopo un sinistro con una vettura estera che la sua compagnia non aveva alcun accordo con le organizzazioni di assicurazione di queste nazioni. In pratica nel 90% degli incidenti che coinvolgessero auto italiane e altre estero vestite, anche se il conducente nostrano aveva ragione non riusciva a farsi liquidare i danni.

A Milano, dove il numero dei veicoli estero vestiti era inferiore soltanto a Roma, la prima sanzione per mancato rispetto dell' articolo 93 pare sia stata elevata il 4 gennaio con una sanzione di 712 euro, ma il costo in taluni casi può salire fino a 2.800 euro. Sono escluse dalla regola le auto a noleggio e in leasing, purché siano di società comunitarie che non abbiano una sede italiana, e quelle in comodato da parte delle aziende. In pratica, se un lavoratore tedesco o austriaco permane in Italia anche per tre anni, può circolare senza essere multato con l' auto aziendale.

macchine e targhe identicheMACCHINE E TARGHE IDENTICHE
Dal novembre scorso specialmente gli uffici della motorizzazione di Lombardia, Veneto, Lazio ed Emilia sono stati subissati di pratiche per l' emissione di nuove targhe, oltre 100 al giorno. Dal punto di vista fiscale, per ogni pratica le province e lo Stato incassano 101,20 euro, più 42 euro per la targa e una somma variabile tra 150 e 200 euro per l' imposta locale di immatricolazione.

In media 400 euro a veicolo. Che targare estero servisse per eludere multe e balzelli è dimostrato dal fatto che i casi di rimpatrio degli autoveicoli nei Paesi di immatricolazione sono stati finora soltanto qualche migliaio e avvenuti praticamente prima e durante l' attuazione del decreto, che non prevedeva periodo transitorio. Mentre oggi per poter far rientrare un automezzo servono targa provvisoria e foglio di via, così non si rischia la multa fino al confine.

AUSTRIA TARGHE 3AUSTRIA TARGHE 3
Un altro fenomeno che sta riguardando il mondo dell' automobile riguarda lo smaltimento delle vetture non più ecocompatibili a causa delle limitazioni alla circolazione. Non certo una novità, ma che ora sta crescendo in fretta. Il motivo è semplice: un' automobile diesel ancora efficiente ma di classe ecologica 3 in Lombardia non ha futuro e il suo valore è minimo. Così migliaia di bisarche piene partono per il Sud Italia e per i Paesi dell' Est Europa. Come se venti, inquinanti e micropolveri si fermassero alla frontiera.

Fonte: qui

martedì 13 novembre 2018

UN NOBILE FIORENTINO RISCHIA DI ESSERE PROCESSATO PER FALSO IDEOLOGICO E FALSE DICHIARAZIONI ALLE AUTORITÀ


PER IL FISCO ERA IRREPERIBILE DA 20 ANNI MA CONTINUAVA A VIVERE IN OLTRARNO: TRA MULTE E ARRETRATI DEVE PAGARE CIRCA…


AGENZIA ENTRATEAGENZIA ENTRATE
È rimasto irreperibile per 20 anni dall'anagrafe del Comune di Firenze ma intanto continuava a vivere nell'Oltrarno, in via Maggio, mentre Palazzo Vecchio e l'Agenzia delle Entrate lo cercavano perché pagasse, tra multe stradali e arretrati col fisco, circa 98mila euro.

firenze oltrarnoFIRENZE OLTRARNO





Ora, un nobile fiorentino rischia di essere processato per falso ideologico e false dichiarazioni alle autorità. Il pm Christine von Borries gli ha notificato l'avviso di conclusione delle indagini. Gli accertamenti su di lui sono partiti da un esposto dell'avvocatura del Comune. Gli uffici, cercando di riscuotere il pagamento delle multe, avevano scoperto che il nobile risultava irreperibile dall'anagrafe fiorentina fin dal 1998, anno in cui aveva chiesto la cancellazione della residenza.

agenzia entrate firenzeAGENZIA ENTRATE FIRENZE
I vigili urbani, incaricati di rintracciarlo, hanno cercato altri luoghi di residenza ma non trovavano sue tracce in nessuno dei domicili ricavabili da atti pubblici, alcuni stilati con autocertificazione come per l'acquisto e il leasing di due automobili Mercedes. La sua presenza infatti non risultava né in via della Villa Demidoff a Firenze, né agli indirizzi di Bucine (Arezzo) e San Casciano Val di Pesa (Firenze).
firenzeFIRENZE










Alcuni indirizzi tentati dagli investigatori erano stati forniti da lui stesso in varie circostanze, anche in denunce e querele presentate ai carabinieri per fatti vari, un furto, un incidente stradale, un esposto per una questione di vicinato e altro.

firenze oltrarno 1FIRENZE OLTRARNO 
Le ricerche, attraverso un controllo incrociato delle banche dati hanno infine portato la polizia giudiziaria a bussare all'ultimo piano di un palazzo di via Maggio dove finalmente il nobile è stato rintracciato e la sua vicenda è stata interamente ricostruita.

Fonte: qui

sabato 20 gennaio 2018

LE MULTE STRADALI CI ARRIVERANNO TRAMITE POSTA ELETTRONICA CERTIFICATA PEC

IN GAZZETTA UFFICIALE IL DECRETO CHE RENDE OPERATIVO L'INVIO DEL VERBALE PER E-MAIL 

LA NOTIFICA DIGITALE SI CONSIDERA EFFETTUATA, PER IL COMANDO DI POLIZIA, DAL MOMENTO IN CUI…


multeMULTE
Nella Gazzetta Ufficiale del 16 gennaio 2018 n. 12 è pubblicato il decreto del Ministero dell’Interno del 18 dicembre 2017 che disciplina le procedure di notificazione a mezzo PEC dei verbali di accertamento delle violazioni del codice della strada.

Verbali notificati a mezzo PEC. Con l’entrata in vigore dell’atteso decreto ministeriale la notifica dei verbali stradali deve essere effettuata prioritariamente con la posta elettronica certificata, senza spese particolari. E i verbali si considerano notificati nel momento in cui viene generata la ricevuta di avvenuta consegna completa del messaggio PEC.

A distanza di qualche anno dall’entrata in vigore del d.l. n. 69/2013 viene finalmente data attuazione alla specifica indicazione per cui «entro quattro mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, le procedure per la notificazione dei verbali di accertamento delle violazioni del codice della strada, di cui al d.l. del 30 aprile 1992, n. 295, tramite posta elettronica certificata nei confronti dei soggetti abilitati all’utilizzo della posta medesima, escludendo l’addebito delle spese di notificazione a carico di questi ultimi».

multeMULTE
Le procedure di notifica. In buona sostanza arriva la notifica elettronica della violazione per tutti i soggetti obbligati per legge a dotarsi di una PEC e per i privati interessati a questa opportunità. Nel frattempo però, anche il codice dell’amministrazione digitale è stato aggiornato con l’introduzione del domicilio digitale quindi il panorama normativo è ancora più completo.

Il decreto appena pubblicato stabilisce il contenuto minimo del messaggio da inoltrare via PEC e dei relativi allegati. Inoltre disciplina le procedure corrette di notifica, anche nel caso marginale in cui non sia possibile procedere in modalità digitale. La notifica dei verbali di violazione delle regole stradali a mezzo PEC può essere effettuata nei confronti di tutti i soggetti che dispongono di un domicilio digitale o forniscano un indirizzo di PEC anche al momento del controllo stradale.

In ogni caso il comando prima di procedere con la notifica tradizionale dovrà ricercare negli elenchi pubblici per comunicazioni elettroniche l’indirizzo digitale dell’interessato, specifica il Viminale.
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Il verbale spedito in modalità digitale dovrà contenere nell’oggetto la dizione chiara di «atto amministrativo relativo ad una sanzione amministrativa prevista dal codice della strada» e dovrà contenere, in allegato, sia la relazione di notifica dettagliata che una copia del verbale sottoscritta con firma digitale.

Invio e ricezione della notifica. La notifica digitale si considera effettuata, per il comando di polizia, dal momento in cui verrà generata la ricevuta di accettazione. Per il destinatario «dal momento in cui viene generata la ricevuta di avvenuta consegna completa del messaggio via PEC». Se la notifica via PEC del verbale stradale risulterà impossibile per causa imputabile al destinatario (per esempio per PEC scaduta) il comando procederà alla notifica tradizionale della sanzione con addebito dei costi a carico del trasgressore.

Infine la stessa procedura ordinaria postale potrà essere utilizzata dagli organi di polizia stradale qualora la notifica digitale non risulterà possibile per qualsiasi altra causa (per esempio utente privato sprovvisto di domicilio digitale e posta elettronica certificata).

MULTE ROMA 7MULTE ROMA 

giovedì 28 dicembre 2017

IL SINDACO DI SAVONA VIETA AI CANI DI FARE PIPÌ IN CENTRO: 500 EURO DI MULTA AI PROPRIETARI CHE TRASGREDISCONO

GLI ANIMALISTI SONO SUL PIEDE DI GUERRA E SONO SCESI IN PIAZZA PER PROTESTARE CONTRO UNA DISPOSIZIONE CHE, A LORO GIUDIZIO, È “CRUDELE”: I BISOGNI LIQUIDI SONO IMPOSSIBILI DA METTERE IN UN SACCHETTO

Azzurra Noemi Barbuto per “Libero Quotidiano”

IL CANE FA PIPIIL CANE FA PIPI
È una vera vita da cani quella degli oltre 6.500 cuccioli iscritti all' anagrafe canina di Savona e per i quali il sindaco Ilaria Caprioglio ha disposto il divieto di fare la pipì in centro, pena una multa di 500 euro.

Sono considerate zone off-limits tutti i marciapiedi del centro storico, le zone pedonali e «tutti gli elementi edilizi/architettonici e di arredo urbano presenti nelle suddette aree», ossia «facciate degli edifici, colonne dei portici, pali e paline, aiuole, panchine, cestini raccogli rifiuti e quant' altro presente», si legge nell' ordinanza. Se i cani sapessero leggere, esclamerebbero: «Non si può più pisciare in pace!».

Gli animalisti sono sul piede di guerra e già il 23 dicembre sono scesi in piazza per protestare contro una disposizione che, a loro giudizio, è crudele ed i cui responsabili sono i proprietari dei negozi del cuore della città, che da anni chiedono maggiore pulizia e che le vie centrali, deputate allo shopping e al passeggio, non siano trasformate in latrine pubbliche per i cani che non di rado abbandonano i loro bisogni liquidi davanti agli esercizi commerciali rendendo l' aria - a loro dire - irrespirabile.

Ilaria CaprioglioILARIA CAPRIOGLIO
Se i bisogni solidi vengono raccolti con l' apposito guanto e gettati nel cassonetto, quelli liquidi sono impossibili da portare via. Secondo gli animalisti ed i proprietari dei cani esiste un unico modo davvero efficace per impedire che un cucciolo faccia la pipì in centro quando gli scappa: non recarsi in centro. Ecco perché il provvedimento del sindaco è stato considerato alla stregua di un atto che vieta illegittimamente l'accesso alle vie più belle di Savona a coloro che hanno un cagnolino al seguito.

Ilaria CaprioglioILARIA CAPRIOGLIO
Caprioglio si è difesa sostenendo che «nessuno vuole escludere i cani dalla città» e che sarà sufficiente, all' occorrenza, «trascinare il cane giù dal marciapiede». Il sindaco non ha considerato però che gli animali non possono dire: «Ehi, scusa, mi scappa la pipì, spostiamoci in strada prima che sia troppo tardi!».

Fido, quando deve, la fa lì dove gli capita e non cerca la toilette. Del resto, fanno così anche migliaia di immigrati clandestini che le nostre città sono state costrette ad accogliere sì, ma in strada. Persino in una metropoli decorosa come Milano la puzza di urina in pieno centro è soffocante e non è colpa dei cani, ma degli immigrati che, pur avendo a disposizione a pochi passi i bagni pubblici, decidono di non utilizzarli e di dare libero sfogo in strada, alla luce del sole e sotto gli occhi increduli dei passanti, ai loro bisogni corporali. Non abbiamo pensato a modi efficaci per contrastare questi diffusi fenomeni di inciviltà, ma a Savona ce la prendiamo con i cani che osano fare la pipì senza chiedere il permesso.

Nel febbraio del 2015 la Corte di Cassazione si era mostrata comprensiva verso i cuccioli, sottolineando in una sentenza che «è dato di comune esperienza che, per quanto l' animale possa essere bene educato, il momento in cui lo stesso decide di espletare i propri bisogni fisiologici è talvolta difficilmente prevedibile, trattandosi di un istinto non altrimenti orientabile e comunque non altrimenti sopprimibile mediante il compimento di azioni verso l'animale che si porrebbero al confine del maltrattamento».

CASSAZIONECASSAZIONE
In tali circostanze il proprietario del cane è chiamato ad utilizzare il buonsenso, o il senso civico, che coincidono, «riducendo il più possibile il rischio che l' animale possa lordare i beni di proprietà di terzi», come pareti di edifici, macchine parcheggiate, vetrine. Se Fido proprio non ce la fa a trattenerla, il padrone, per evitare conseguenze amministrative o penali, deve essere munito di una bottiglietta d'acqua e farne scivolare il contenuto sulla pipì del suo amico a quattro zampe.
CASSAZIONECASSAZIONE

Per la Suprema Corte, che con tale sentenza nel 2015 ha assolto un uomo dal reato di imbrattamento di un edificio di interesse storico perché costui era dotato di una bottiglietta d'acqua, tale comportamento del padrone sarebbe indice della volontà evidente non solo di non provocare alcun danno ma di minimizzare i danni eventualmente arrecati dal suo cane.

Dunque, secondo la Corte di Cassazione, il padrone deve vigilare sul comportamento del suo animale, tenendolo al guinzaglio, cercando di farlo desistere dall' azione, se e fin quando è possibile, e, qualora fido non riesca proprio a trattenerla fino al raggiungimento di un luogo più consono, il proprietario deve lavare via l' urina, manifestando così la volontà di riparare.

non e per farci la pipiNON E PER FARCI LA PIPI
Adesso il quesito è: sarà sufficiente un pochino di acqua per evitare la multa di 500 euro che il sindaco di Savona ha disposto nei confronti dei proprietari dei cani che incautamente urinano all' interno del vasto perimetro del centro città? E se i cani dovessero fare pipì su un' aiuola basterà innaffiarla per non incorrere nella salata sanzione? La questione è tutt' altro che chiara. Sembra che munirsi di bottiglietta e pulire per l' intransigente Caprioglio non sia affatto sufficiente. Nel dubbio qualcuno potrebbe dotarsi di pannolino.

Fonte: qui

giovedì 30 novembre 2017

LA RAGGI ANNUNCIA LA DIFFERENZIATA CON MODULO RFID NEI SACCHETTI.

OGNI SACCHETTO POTRÀ ESSERE COLLEGATO ALL’UTENTE: ‘CHI RICICLA DI PIÙ, PAGHERÀ DI MENO’. MA CHI RICICLA MALE, POTRÀ ESSERE MULTATO. 

IN MOLTI PAESI, LE MUNICIPALIZZATE DEI RIFIUTI SI FINANZIANO CON LE SANZIONI


DIFFERENZIATA COL CHIP VIRGINIA RAGGIDIFFERENZIATA COL CHIP VIRGINIA RAGGI
Parte al quartiere ebraico di Roma la raccolta differenziata tecnologica con sacchetti ‘intelligenti’, in grado grazie a un chip di riconoscere a quale utente appartiene. Un modo per identificare chi ricicla di più e chi meno, potendo in questo modo variare anche le tariffe della Tari. Il nuovo modello di prelievo dei rifiuti inizia in un’area di 40mila metri quadrati che si sviluppa attorno al Portico d’Ottavia, nella quale sono presenti circa mille utenze domestiche e non. E da febbraio 2018, nelle intenzioni dell’amministrazione comunale, dovrebbe coinvolgere 490mila abitanti del X e VI Municipio per poi essere estesa entro l’anno a più di un milione di cittadini.

“Passo dopo passo stiamo rendendo concreto il nostro piano per ridurre e gestire in modo sostenibile i materiali post consumo prodotti ogni giorno a Roma – ha spiegato la sindaca Virginia Raggi – I rifiuti verranno separati in sacchetti intelligenti dotati di etichetta Rfid, che traccia il rifiuto con radiofrequenza. L’etichetta sarà letta da un’antenna collocata sui mezzi per la raccolta e i conferimenti di ogni singolo utente saranno registrati puntualmente”.

DIFFERENZIATA CON CODICE IDENTIFICATIVODIFFERENZIATA CON CODICE IDENTIFICATIVO
Roma, afferma la Raggi, “è la prima tra le capitali europee” ad utilizzare questa tecnologia: “Abbiamo fortemente voluto questa innovazione anche perché iniziare a registrare i conferimenti delle utenze è per Roma il primo passo verso l’applicazione della tariffa puntuale che fa pagare di meno chi ci aiuta a riciclare di più”.

Saranno coinvolti nella prima sperimentazione 760 residenti, 327 utenze domestiche e 68 utenze non domestiche tra ristoranti, negozi, supermercati, alimentari e scuole. Tutte le frazioni di rifiuto saranno conferite presso due punti mobili di raccolta presidiati da personale Ama posizionati in altrettanti punti di raccolta, mentre i ristoratori avranno orari e modalità di conferimento diversi.

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“Il nuovo sistema di raccolta che abbiamo messo a punto grazie anche alla collaborazione con la Comunità ebraica – spiega il presidente Ama Lorenzo Bagnacani – coniuga le esigenze di maggior decoro e di sicurezza specifiche di quest’area. Sono felice che il sistema di raccolta basato sulla tecnologia Rfid, che la città di Roma sta mettendo a punto per prima tra le capitali europee, venga attuato proprio a partire da uno dei rioni storici più antichi”.

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