9 dicembre forconi: Luigi De Magistris
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domenica 15 settembre 2019

IL COMPLOTTO CONTRO DE MAGISTRIS ERA INVENTATO

SANCITO IL DEFINITIVO FALLIMENTO DELL' INDAGINE ''WHY NOT'', CHE DIEDE UNA SPALLATA DECISIVA AL GOVERNO PRODI E LA SPINTA AL MAGISTRATO PER ENTRARE IN POLITICA E FARSI ELEGGERE SINDACO DI NAPOLI 
LA CASSAZIONE HA ANNULLATO SENZA RINVIO DOPO UN INFINITO RIMPALLO TRA TRIBUNALI E CORTI D'APPELLO 
FACCI FA LA LISTA DELLE INCHIESTE DI DE MAGISTRIS FINITE NEL NULLA (DOPO AVER INDAGATO CENTINAIA DI PERSONE)
Filippo Facci per ''Libero Quotidiano''

de magistrisDE MAGISTRIS
Mentre scriviamo - le 18 circa - nessuna importante homepage ha ancora dato la notizia del definitivo e tombale fallimento di un' inchiesta che, pure, richiese l' intervento dell' allora presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e poi fece indagare anche il presidente del Consiglio Romano Prodi, e poi, ancora, diede una spallata decisiva al suo governo perché finì indagato anche l' allora ministro della Giustizia, Clemente Mastella: e ciò nonostante quest' ultimo avesse chiesto al Csm il trasferimento proprio del pm che procedeva alle indagini, Luigi de Magistris. Un caso palese di conflitto d' interessi.

L' inchiesta ovviamente fu tolta al disastroso pm e s' infilò in una serie vacua di rimpalli e gradi giudiziari (rito abbreviato, primo grado, appello, Cassazione, appello-bis, rito ordinario in primo grado, appello, processo stralcio) sui quali ora è giunta la parola fine dopo che la Cassazione - ecco la notizia - ha annullato la sentenza d' Appello di Salerno che aveva dichiarato il non doversi procedere per prescrizione a beneficio dell' ex procuratore Salvatore Murone e dell' avvocato generale Dolcino Favi, coloro, ossia, che avevano sollevato de Magistris dalla sue indagini chiamate demenzialmente Why Not e Poseidone.
MASTELLA PRODIMASTELLA PRODI

Le stesse indagini che, dopo uno spaventoso can can mediatico, spinsero de Magistris a buttarsi infine in politica tanto che adesso è sindaco di Napoli, città che evidentemente se lo merita.

SENZA RINVIO

Dettaglio: la sesta sezione della Cassazione ha annullato la sentenza del caso senza rinvio, il che significa fine, fine davvero, tipo «non parlatecene più» e, se volete, contabilizzate i danni. L' annullamento infatti comporta la piena efficacia della sentenza di primo grado, che aveva assolto i magistrati catanzaresi e legittimato i loro provvedimenti contro de Magistris: il quale aveva favorito (siamo al 2008) perquisizioni e sequestri negli uffici giudiziari di Catanzaro e scatenato un inferno tra Procure che spinse il Quirinale a intervenire, come detto. Bene.

LUIGI DE MAGISTRIS CON VAROUFAKISLUIGI DE MAGISTRIS CON VAROUFAKIS
Quell' inferno si è spento definitivamente ieri, e ha sancito - chi l' immaginava - che a de Magistris le indagini furono tolte giustamente, mentre lui diceva il contrario e indagava mezzo mondo. In realtà quella sentenza ora definitiva aveva anche portato a una spaventosa serie di assoluzioni (comprese quelle del presidente della Regione Calabria, Agazio Loiero, e del presidente della Regione Calabria, Giuseppe Chiaravalloti) e spiace solo non poterle elencare per quante sono.

I commenti di alcuni tra gli interessati sono in parte sconcertanti. Salvatore Murone, ex procuratore aggiunto di Catanzaro ora assolto, si scaglia contro de Magistris e «il suo modo di fare il pubblico ministero, già stigmatizzato dai provvedimenti di carriera che lo hanno colpito portandolo fuori dalla magistratura tante inchieste eclatanti sono finite nel nulla, tanta gente ha sofferto inutilmente e il signor de Magistris non indossa più la toga».
LUIGI DE MAGISTRIS INDOSSA I VESTITI DI UN IMMIGRATO SENEGALESE NEL CALENDARIO DIVERSAMENTE UGUALILUIGI DE MAGISTRIS INDOSSA I VESTITI DI UN IMMIGRATO SENEGALESE NEL CALENDARIO DIVERSAMENTE UGUALI

De Magistris, invece, da una parte dice che gli assolti non hanno ancora letto le motivazioni della sentenza (che non ha letto neanche lui) e dall' altra nega incredibilmente tutto: definisce i reati come «fatto storico» e che i comportamenti furono illeciti e fatti contro di lui per danneggiarlo, e basta: «Dicessero quello che vogliono: da una parte ci sono le persone perbene, dall' altra le persone che hanno commesso fatti molto gravi». E quest' ultima cosa è proprio vera.

FUMUS GIUDIZIARIO
L' unico fatto storico accertato, tuttavia, è che i napoletani sono governati dal magistrato (ex) che nella storia d' Italia ha più sfruttato un fumus giudiziario da lui stesso sollevato, con centinaia di vittime innocenti e un numero di fallimenti giudiziari che non ha precedenti.

Oggi abbiamo queste assoluzioni, nel complesso andrebbero annoverate vittime dei procedimenti «clinica degli orrori», quello sulla massoneria, sui cinque assessori comunali accusati di abuso d' ufficio (compresa la madre di un giudice di Catanzaro), sulla costruzione del nuovo palazzo di giustizia, sui farmacisti comunali che secondo de Magistris non avevano obliterato alcune fustelle, l' inchiesta «Artemide» che portò all' arresto dell' assessore regionale all' ambiente, quelle sul sindaco di Catanzaro (e altri) accusato di infiniti reati, quella sulle irregolarità negli esami di procuratore legale, su due villaggi turistici a Botricello, il sequestro di un intero ospedale (il Pugliese-Ciaccio di Catanzaro) e ancora l' inchiesta sul presidente della Regione Agazio Loiero, su 57 persone accusate di introdurre clandestini da avviare alla prostituzione e al traffico d' organi, per associazione mafiosa ai danni di due ex deputati, un giornalista e altri 34 tra prefetti, sottosegretari, assessori, consiglieri, magistrati e quant' altro, e ancora indagini su traffici di droga e di auto rubate.
DE MAGISTRIS ALLE URNEDE MAGISTRIS ALLE URNE
Non occorre precisare come sono finite queste inchieste. Fonte: qui

martedì 17 aprile 2018

DE MAGISTRIS SI INFURIA PERCHE’ SEI DEGLI OLTRE CENTO MISSILI LANCIATI SULLA SIRIA SONO PARTITI DA UN SOTTOMARINO USA CHE, ALCUNE SETTIMANE FA, SOSTAVA A NAPOLI

MA DALLE BASI STATUNITENSI IN ITALIA NON È PARTITO NESSUNO DEGLI 85 MISSILI (66 TOMAHAWK NAVALI) LANCIATI DAGLI AMERICANI CONTRO DAMASCO

Gianandrea Gaiani per “il Messaggero”

de magistrisDE MAGISTRIS
Sei degli oltre cento missili che hanno colpito la Siria sono stati lanciati da un sottomarino nucleare americano dislocato nel Mediterraneo che, alcune settimane prima, si trovava in rada a Napoli. Una circostanza che ha scatenato le reazioni del sindaco Luigi De Magistris, secondo il quale il transito di questo tipo di mezzi «non è gradito e non deve essere autorizzato», perché si tratta di navi a propulsione nucleare.

La Capitaneria di porto, chiamata in causa dal primo cittadino, ha replicato di non avere competenza su decisioni simili. Anche perché la polemica ha poco a che fare con il ruolo del battello nell' attacco alla Siria, avvenuto in tempi successivi alla sosta a Napoli che ha fatto seguito alla conclusione di un' esercitazione Nato Dynamic Manta, nel marzo scorso, a cui parteciparono navi di superficie e sottomarini di diverse marine alleate.

SOTTOMARINO AMERICANOSOTTOMARINO AMERICANO
NESSUN INTERVENTO

Impossibile processare le imbarcazioni militari per le guerre combattute prima o che combatteranno dopo l' ingresso in un porto di uno Stato alleato, e di certo il sottomarino Warner non ha lanciato i 6 missili da crociera contro gli obiettivi in Siria dall' interno di un porto o nelle acque territoriali italiane.

Il lancio è avvenuto in mare aperto e in immersione, come è previsto per ogni battello subacqueo impiegato in operazioni belliche. Dalle basi statunitensi in Italia non è partito quindi nessuno degli 85 missili (66 Tomahawk navali) lanciati dagli americani contro Damasco e Homs né sono decollati i bombardieri B-1B che hanno lanciato i 19 missili aria-terra Jassm ER impiegati nel blitz dalle forze aeree di Washington: tali bombardieri sono decollati molto probabilmente dalla base qatarina di al-Udeid e del resto non sono mai stati basati in Italia.
la nave uss porter lancia un tomahawkLA NAVE USS PORTER LANCIA UN TOMAHAWK

Neppure l' aeroporto di Aviano (Pordenone) ha avuto un ruolo nelle missioni sulla Siria, così come i fanti aeromobili della 173a brigata dell' Us Army basati a Vicenza o i mezzi e le munizioni stoccate a Camp Darby (Pisa).

L'attacco unilaterale condotto nella notte tra venerdì e sabato scorsi da forze missilistiche anglo-franco-americane ha coinvolto solo indirettamente le basi italiane. Le ragioni sono evidenti: se queste installazioni sono risultate indispensabili per le forze aeree e navali statunitensi e Nato in occasione degli attacchi contro i serbi in Bosnia (1995), Kosovo (1999) e soprattutto durante le operazioni contro il regime libico di Muammar Gheddafi (2011), per intervenire in Siria i nostri alleati hanno potuto utilizzare installazioni ben più vicine al teatro operativo.
attacco in siriaATTACCO IN SIRIA

I britannici conservano due basi aeree a Cipro, gli statunitensi dispongono di una rete di aeroporti a Creta, in Qatar, Emirati Arabi Uniti, Kuwait, Giordania e Turchia, come del resto i francesi che hanno però preferito far decollare i propri aerei coinvolti nel blitz dal territorio metropolitano.

Quanto alle navi ha poco senso valutarne il ruolo in termini di basi poiché le unità navali statunitensi coinvolte nell' attacco hanno lanciato i propri missili dalle acque del Golfo Persico e del Mar Rosso, mentre solo il sottomarino d' attacco a propulsione nucleare John Warner ha lanciato sei missili Tomahawk dalle acque del Mediterraneo.
attacco in siria 1ATTACCO IN SIRIA 1

L'unica base che ha ricoperto un ruolo di supporto all' attacco alla Siria è quella di Sigonella. L' aeroporto siciliano ha visto il decollo degli aerei spia U-2 e dei droni a lungo raggio per la ricognizione strategica Global Hawk. Anche i pattugliatori marittimi P-9 Poseidon sono decollati dalla base siciliana per tenere d' occhio la quindicina di navi e sottomarini russi che hanno lasciato il porto siriano di Tartus nelle ore precedenti il blitz missilistico.

ATTACCO SIMBOLICO
L'attacco delle potenze Occidentali è stato simbolico e non ha comportato scontri diretti con mezzi e armi russi ma se i P-8 avessero aperto il fuoco contro le navi di Mosca automaticamente la loro base di partenza in Sicilia sarebbe diventata un obiettivo legittimo per una ritorsione missilistica.

attacco in siriaATTACCO IN SIRIA
Per questa ragione in termini politico-strategici la vera questione in ballo circa l' utilizzo delle basi italiane da parte delle forze statunitensi non riguarda tanto l'autorizzazione o meno del nostro governo all'impiego per azioni belliche ma la valutazione, che prima o poi dovrà essere fatta a Roma, se corrisponda o meno ai nostri interessi appoggiare iniziative militari unilaterali statunitensi e delle potenze nucleari europee che aumentano la destabilizzazione alle porte dell' Italia, nel nostro giardino di casa. 

Una riflessione che non metterebbe in discussione la fedeltà alla Nato, poiché il blitz sulla Siria non ha coinvolto l' alleanza considerato che nessuno Stato membro è stato invaso o minacciato.

Fonte: qui

domenica 11 marzo 2018

IL COMUNE DI NAPOLI SULL'ORLO DEL CRAC, DE MAGISTRIS GIOVEDI’ INCONTRA GENTILONI

“NON ANDREMO IN DISSESTO” 

E A CHI GLI CHIEDEVA SE DAL MOVIMENTO 5 STELLE AVESSE AVUTO SEGNALI, IL SINDACO HA DETTO…


«Io da ieri sto cercando il presidente Gentiloni al telefono, mi auguro di trovarlo oggi». Lo ha detto il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, a margine dell'inaugurazione dell'anno giudiziario del Tar Campania, commentando la sentenza della Corte dei Conti sui debiti del Comune di Napoli.

«Trovo incredibile - ha aggiunto de Magistris - che nonostante tutte le azioni che abbiamo messo in campo, nonostante abbiamo completamente ragione, nonostante non andiamo in dissesto, dobbiamo vedere come mettere in bilancio 100 milioni di euro da sottrarre a altro e come liberarci la cassa». Ai cronisti che gli chiedevano se dal Movimento 5 Stelle ha avuto segnali per la risoluzione del caso, de Magistris ha detto: «Non ancora, ma diamo loro il tempo di insediarsi».


Un paio d'ore dopo l'annuncio, affidato a una nota diffusa da Palazzo Chigi: «Stamattina la segreteria di Palazzo Chigi ha contattato il mio capo di gabinetto, Attilio Auricchio, per fissare un incontro sul debito CR8 a Palazzo Chigi giovedì. Oggi pomeriggio mi ha chiamato il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni  con il quale mi sono intrattenuto in un cordiale colloquio telefonico.  

Non avevo dubbi che mi avrebbe richiamato vista la sua tradizionale correttezza istituzionale. Mi ha assicurato che sta seguendo personalmente la questione ed entrambi abbiamo auspicato che giovedì, a Palazzo Chigi, si possa chiudere definitivamente la questione con il via libera per l’eliminazione dell’intero pignoramento delle casse del Comune di Napoli».

Fonte: qui