9 dicembre forconi: animali
Visualizzazione post con etichetta animali. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta animali. Mostra tutti i post

martedì 2 ottobre 2018

LA LEGA È PRONTA A FAR APPROVARE UNA LEGGE CHE VIETI LE MACELLAZIONI KOSHER E HALAL SECONDO LE REGOLE DI EBREI E MUSULMANI.

NEMMENO LA RELIGIONE POTRÀ EVITARE CHE ALL'ANIMALE VENGANO RISPARMIATE SOFFERENZE INUTILI (FINORA C'ERA UN'ESENZIONE) 

Barbara Acquaviti per “il Messaggero”
macellazione halal 7MACELLAZIONE HALAL 
Non la considerano né una crociata, né una sorta di sovranismo a tavola. «Si tratta solo di rispetto dell' animale in quanto essere senziente», spiegano. La Lega è pronta a far approvare una legge che impone un cambio di regole alla macellazione kosher e halal, ovvero a quelle eseguite secondo i precetti della religione ebraica e musulmana.

A presentarla, lo scorso 31 agosto, è stata la senatrice ligure Stefania Pucciarelli. Ma un testo identico è stato depositato anche alla Camera dal suo collega di partito, Alex Bazzaro. Segno di una precisa volontà che la legge abbia il via libera.
macellazione halal 4MACELLAZIONE HALAL 4
Di fatto, si cancellano tutte le deroghe finora concesse per le macellazioni rituali: il che vuol dire che nulla, neanche questioni religiose, potranno evitare che l' animale venga prima stordito per evitargli sofferenze. È questo, infatti, quello che prevede la legge italiana, in linea con l' Unione europea.
LA DIRETTIVA
Nel 2013 è entrata in vigore una direttiva relativa alla protezione degli animali durante l' abbattimento. Viene tuttavia concesso il diritto agli Stati membri di stabilire delle eccezioni per motivi religiosi.
macellazione kosherMACELLAZIONE KOSHER
Ci sono per scempio Paesi in cui la macellazione rituale è proibita come Polonia, Danimarca, Norvegia, Svezia, Islanda, Lituania, Belgio e Svizzera. Se una mediazione è stata trovata altrove - è il ragionamento della Lega - allora può essere trovato anche qui da noi.
Come a dire: non è una questione di rispetto della cultura altrui ma di volontà politica.
Sia per la religione ebraica che per quella islamica, tuttavia, perché la carne possa essere consumata deve essere osservata una precisa tecnica, che non prevede, appunto, lo stordimento dell' animale.
Va anche detto che la legge alimentare ebraica richiede che gli animali destinati al macello, oltre a dover essere perfettamente sani, debbano essere trattati con rispetto e compassione, dunque che vengano evitati atti finalizzati a maltrattarli o a spaventarli.
Il disegno di legge targato Lega prevede quindi l' applicazione delle norme della legge e del regolamento anche alle cosiddette macellazioni rituali'. Nella relazione introduttiva la senatrice Pucciarelli spiega che senza dubbio le differenti tradizioni culturali devono avere adeguato riconoscimento ma che allo stesso tempo le tradizioni culturali non possono prevaricare il rispetto dei valori fondamentali riconosciuti dalle norme europee primarie e condivise dalla cultura comune.
macellazione halal 9MACELLAZIONE HALAL 
Un articolo della legge mira poi a tutelare il diritto alla libertà di scelta del consumatore e a garantire la trasparenza e per questo viene stabilito l' obbligo di etichettare la carne in base alla tipologia di macellazione.
IN LIGURIA
La battaglia della senatrice Pucciarelli ha per la verità origine qualche anno fa, quando da consigliera regionale in Liguria presentò un ordine del giorno per chiedere maggiori controlli in occasione della festa del Sacrificio.
Contro il rituale islamico, che si celebra sacrificando un ovino, un caprino, un bovino o un camelide rievocando le gesta di Abramo, bloccato mentre cercava di sacrificare il figlio Ismaele, si è schierato più volte il leader della Lega, Matteo Salvini.
Centinaia di migliaia di bestie sono macellate senza pietà, ha twittato quest' anno in occasione delle celebrazioni. Anche per questo la senatrice Pucciarelli è sicura di avere dalla sua parte i vertici della Lega.
Tuttavia, la legge vigente già impone - anche per queste occasioni - il rispetto di una serie norme igienico-sanitarie per cui non è previsto alcun tipo di deroga.
Fonte: qui

mercoledì 16 maggio 2018

BISTECCA SENZA ANTIBIOTICO? NON È FACILE, MA SI PUÒ

LE AZIENDE HANNO FIUTATO IL CAMBIO DI ROTTA NEI CONSUMATORI, CHE ADESSO PREFERISCONO SPENDERE DI PIÙ PUR DI MANGIARE CARNE “PULITA” 

HA COMINCIATO COOP E SI SONO ACCODATI TUTTI GLI ALTRI, È INTERVENUTA ANCHE L’UE, CHE CHIEDE DI DIMINUIRE LA DENSITÀ E MIGLIORARE LA QUALITÀ DELLA VITA DEGLI ANIMALI 

PER ALLEVARE SENZA FARMACI SERVE…

Elvira Naselli per Repubblica – Salute

antibiotici carneANTIBIOTICI CARNE
Antibiotic free. Sta lì, sull' etichetta: uova da galline allevate senza antibiotici. E sono in buona compagnia: c' è anche il pollo, molti salumi, la carne di bovino senza antibiotici negli ultimi 4 mesi di vita. Quella di suino. Una strada tracciata, sulla quale si stanno avviando molte aziende fiutando il cambio di rotta.

C' è da dire che gli allarmi sull' antibiotico-resistenza negli uomini - lanciati continuamente dall' Oms e anche dall' Efsa, l' autorità europea per la sicurezza alimentare - un ruolo l' hanno giocato. Convincendo le industrie alimentari a cercare di porre riparo. Ha cominciato Coop con la campagna " Alleviamo la salute": un investimento notevole che, dopo aver eliminato un anno fa gli antibiotici dalla linea a marchio per uova e pollo, ne ha ridotto e limitato l' utilizzo nei bovini e sta investendo oltre 3 milioni di euro per i suini.
antibiotici allevamentiANTIBIOTICI ALLEVAMENTI

Convincendo gli allevatori a cambiare modalità: più spazio agli animali, modifica di prassi consolidate, gestione migliore, più igiene. Evitando mutilazioni, come il taglio della coda ai suini. Provvedimenti che porteranno naturalmente ad una riduzione dell' uso di farmaci.

Perché è l' affollamento che costringe all' utilizzo della chimica, non solo per curare, ma in via preventiva. « Cambiamenti dovuti precisa la veterinaria Annalisa Scollo, del gruppo Suivet - ma che richiedono tempo. Sforzi impegnativi che il consumatore deve ricompensare per rendere il sistema sostenibile».
farmaci nella carneFARMACI NELLA CARNE

Ma si può davvero allevare senza antibiotici? In realtà è proprio la tipologia intensiva di allevamento che mal si sposa con l' antibiotic free. «Non ci sono alternative se si vuole alta produzione e basso costo della carne, se non ricorrere a consumi elevati di farmaci - premette Paolo Zucca, veterinario specializzato in comportamenti animali - e non solo antibiotici, ma antiparassitari, anticoccidici.

Per non parlare dell' utilizzo di antibiotici come promotori della crescita, vietato dal 2006 ma ancora in uso in altri paesi del mondo. L' antibiotico- resistenza l' abbiamo creata noi: per evitare che i polli si ammalassero si metteva un po' di antibiotico a basse dosi nel cibo, per aumentare la crescita e ridurre l' impatto microbico.
allevamento intensivo gallineALLEVAMENTO INTENSIVO GALLINE

Ma questo ha creato antibiotico-resistenza. Se si muore in ospedale per una banale infezione è perché si pretende di pagare le proteine animali a 4 euro al chilo. Non è solo questione di legittima compassione per gli animali. Ma di salvarsi la pelle. E riguarda tutti, anche i vegetariani. Quanto siamo disposti a pagare per questo?».

Quello del costo è certamente un punto critico. « Calcoliamo che la produzione antibiotic free - racconta Paolo Montagna, responsabile Assicurazione Qualità di Amadori, 1,2 miliardi di fatturato nel 2017 - costi il 10- 15% in più.

bisteccaBISTECCA
Perché ci sono regole particolari. Il nostro pollo Campese è senza antibiotici dal 2007, ma si tratta di una razza resistente, allevata all' aperto. Ed è stato facile evitare gli antibiotici. Allargare il progetto ad altre razze e all' allevamento nei capannoni ha significato migliorare gli impianti di qualità dell' aria, applicare le norme di biosicurezza: in questo modo circa il 20% della nostra produzione è antibiotic free. E credo sarà il nuovo modo di produrre».

Nessuno vuole restare indietro: Esselunga ha qualche referenza di pollo, Conad ha venduto il cappone a Natale ed è in dirittura di arrivo con galletto, suino, salumi e wurstel. « La domanda è limitata - precisa Alessandra Corsi, responsabile marketing della marca Conad - e lo sviluppo è in funzione di quanti convertiranno gli allevamenti».

allevamento di maialiALLEVAMENTO DI MAIALI
Anche qui un piccolo contributo - piccolo numericamente perché si parla di 3000 maiali, ma non per l' impatto - lo ha dato Coop, promuovendo allevamenti di maiali liberi, per la linea Fior Fiore. Due strutture, in Chianti e in Maremma, per recuperare la tradizione dell' allevamento allo stato brado.

Animali che possono grufolare sulle colline, 250- 300 mq a testa. « Noi non usiamo antibiotici fin da quando arrivano i maialini a 90 giorni - racconta l' allevatore Enrico Bettoni - e con tanto spazio e tanto controllo non ce ne è mai stato bisogno. Ma sono Duroc, una razza rustica, con zampe forti e resistenza all' aperto. Se si dovesse ammalare un animale, cureremmo solo quello, isolandolo dagli altri».

vitelli al pascoloVITELLI AL PASCOLO
Un ruolo importante è quello delle istituzioni. A cominciare dalle comunitarie. « La Ue ci chiede di non tagliare più la coda ai suini - precisa Ugo Santucci, direttore Benessere animale del ministero della Salute - di accrescere gli spazi e diminuire la densità di animali, di aumentare le mangiatoie di cibo e acqua per non creare competizioni e di mettere materiale di arricchimento - pezzi di legno e attrazioni - per tutti gli animali, per tenerli occupati.

maiali allo stato bradoMAIALI ALLO STATO BRADO
E ci hanno messo in mora. Il sistema informatico Class farm, però, ci aiuterà a individuare il numero di prescrizioni di antibiotici per allevamento, e stabilire se si discosta dall' utilizzo normale; studiare quali farmaci vengono usati, per capire quale densità ha. E intervenire con prescrizioni o sanzioni. Il benessere animale è una necessità».

Fonte: qui

lunedì 2 ottobre 2017

“ENTRO IL 2050 L’ANTIBIOTICO-RESISTENZA FARA’ 10 MILIONI DI MORTI”

E’ L’ALLARME DELL’OMS MA L'ABUSO RIGUARDA ANCHE GLI ANIMALI 
GLI ESPERTI: “BISOGNA ATTUARE STRATEGIE PREVENTIVE COME LA SELEZIONE DI LINEE GENETICHE, PIANI VACCINALI, UN'ALIMENTAZIONE RICCA DI PROBIOTICI, STALLE NON AFFOLLATE”
Lorenza Castagneri per la Stampa

MUCCHE AL PASCOLOMUCCHE AL PASCOLO
È un paradosso. Avere più farmaci a disposizione dovrebbe essere una garanzia in più quando ci ammaliamo, ma, se dei medicinali si abusa o si fa un uso scorretto e non si cerca di prevenire con altre azioni la diffusione dei contagi, i problemi aumentano. Oggi, secondo l' Organizzazione mondiale della Sanità, una delle maggiori minacce alla salute collettiva è rappresentata dall' antibiotico-resistenza, vale a dire la capacità dei batteri di resistere alle cure antibiotiche dovuta a mutazioni genetiche o per l' acquisizione, da altri organismi, di germi resistenti.

mucche al pascoloMUCCHE AL PASCOLO
Si stima che, già nel 2050, questa potrebbe essere la causa di 10 milioni di morti all' anno nel mondo. Più del cancro. È un fenomeno che non si sviluppa solo negli individui, ma anche negli animali, ai quali viene somministrata, da tempo, una grande quantità di antibiotici. Un' infezione provocata da batteri resistenti su cinque arriva alle persone proprio attraverso carne, latte, uova e formaggi derivati o per via del contatto diretto con gli animali. In Italia la situazione è tutt' altro che rosea, se si considera che siamo il terzo Paese europeo per consumo di antibiotici in ambito zootecnico.

«Dobbiamo senz' altro migliorare, ma l' attenzione a livello globale e locale c' è», racconta, con un vena d' ottimismo, Bartolomeo Biolatti, docente dell' Università di Torino e presidente della Società italiana delle scienze veterinarie: è lui l' autore di un rapporto per Coop sull' antibiotico-resistenza (con la collega Tiziana Cannizzo e la collaborazione di specialisti di numerosi atenei e centri di ricerca), dato che proprio Coop con la campagna «Alleviamo la salute» vuole contribuire a ridurre l' utilizzo dei farmaci negli animali.
carne 3CARNE 3

La catena di supermercati ha infatti deciso di imporre ai suoi 1600 allevatori un rigido elenco di buone pratiche per favorire il benessere degli animali, contenere l' impiego di antibiotici e allo stesso tempo abbassare i rischi per i consumatori e l' ambiente. «È il primo passo», riprende Biolatti, citando anche il caso della Danish Crown, gruppo danese che ha creato una filiera di suini in cui l' uso di questi medicinali è bandito.

«Come riuscirci? Per esempio, attuando strategie preventive perché gli animali non si ammalino, come la selezione di linee genetiche resistenti alle malattie, piani vaccinali, un' alimentazione ricca di probiotici e prebiotici, stalle non sovraffollate e ambienti aerati in modo da evitare l' accumulo di gas tossici». Non c' è una specie che si salvi. La resistenza dei batteri agli antibiotici può interessare tutti gli animali cosiddetti «da reddito»: galline, polli, conigli, suini, bovini e non solo. Accade, per esempio, quando l' allevatore fa un uso eccessivo di farmaci per prevenire infezioni quali gastroenteriti e polmoniti, che potrebbero diffondersi da un capo all' altro, impedendogli di vendere i suoi prodotti.

antibioticiANTIBIOTICI
Così si riesce a uccidere gran parte dei batteri e a bloccare il contagio di massa, ma i microrganismi resistenti sopravvivono: aumentando le loro difese, diventano invincibili. Nell' uomo questi possono provocare infezioni a decorso moderato o anche malattie gravi e potenzialmente mortali. Già adesso, ogni anno, la resistenza agli antibiotici associata all' uso scorretto di questi medicinali è responsabile nel mondo di oltre 700 mila decessi, 25 mila nella sola Ue.

SEDE OMS GINEVRASEDE OMS GINEVRA
Mettere in atto le giuste contromisure è, perciò, una delle priorità delle organizzazioni internazionali, sia politiche sia scientifiche. «L' Europa ha già avviato due piani d' azione - rivela Biolatti -. Uno è stato attuato tra 2011 e 2016 e un altro è partito quest' anno. I programmi impegnano tutti gli attori della filiera - veterinari, allevatori, istituzioni, autorità di controllo, operatori del settore alimentare - a promuovere l' uso corretto degli antibiotici, i quali vanno impiegati solo per curare le malattie di origine batterica e non virale come i raffreddori, a meno che non si verifichino complicazioni come bronchiti o polmoniti».

abuso di medicinaliABUSO DI MEDICINALI
Ne va della salute umana e anche animale, oltre che dell' ambiente, perché diminuire l' uso di medicinali significa che in natura si disperderanno meno inquinanti. Ma ne va pure dei bilanci dei servizi sanitari nazionali. Alcuni studi stimano che, se davvero nel 2050 ci saranno 10 milioni di morti per antibiotico-resistenza, i costi per fronteggiare il fenomeno saranno enormi: sull' ordine di diversi trilioni di dollari ogni anno. Numeri enormi.

carne rossaCARNE ROSSA
Per questo motivo considerazioni analoghe all' antibiotico-resistenza negli animali vengono fatte per l' antibiotico-resistenza nelle persone, sempre più diffusa. Il ministero della Salute ha appena inviato alle Regioni un «Piano di contrasto» che prevede, entro il 2020, la riduzione dell' uso di antibiotici fino al 10% in ambito territoriale e del 5% in ospedale, oltre che un taglio superiore al 30% nel settore veterinario.

Il progetto nasce perché in Italia la resistenza agli antibiotici si mantiene tra le più elevate d' Europa. I problemi maggiori sono provocati da due microrganismi: l' Enterococcus faecium, che può provocare infezioni del tratto urinario, setticemie, endocarditi, diverticoliti e meningiti, e la Klebsiella pneumoniae, responsabile delle polmoniti.

Fonte: qui