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domenica 24 marzo 2019

LA GERMANIA VORREBBE CACCIARE A PEDATE L'AMBASCIATORE AMERICANO, CHE IL VICEPRESIDENTE DEL BUNDESTAG VUOLE DICHIARARE PERSONA NON GRATA

DIPLOMATICO ASSAI POCO DIPLOMATICO, VICINO A TRUMP E ALLA FAMIGLIA, TUTTA LA VERVE DI UN EX GIORNALISTA, TUTTA LA DETERMINAZIONE DI UN OMOSESSUALE MILITANTE CHE È ANCHE UN REPUBBLICANO E CONSERVATORE. LASCIATO A BAGNOMARIA PER UN ANNO, HA TRATTATO CON GLI INDUSTRIALI, PROVOCATO I POLITICI E INCORAGGIATO I SOVRANISTI. E ORA…

Maria Giovanna Maglie per Dagospia

richard grenell ex portavoce di john boltonRICHARD GRENELL EX PORTAVOCE DI JOHN BOLTON
Persona non grata, avaria diplomatica, commissario di una potenza di occupazione, termine quest'ultimo che in bocca in tedesco suona sempre sinistro. La Germania è ai ferri corti con un ambasciatore. Chi è il cattivo? E' Richard Grenell, ambasciatore degli Stati Uniti a Berlino,  diplomatico assai poco diplomatico, abilissimo e attivissimo sia negli affari che nella polemica politica,  vicino a Donald Trump e all'intera famiglia del presidente, tutta la verve di un ex giornalista  convertito alla politica e alla diplomazia, tutta  la determinazione di un omosessuale militante  che è anche un repubblicano e conservatore.

Trump lo ha mandato a trattare direttamente con gli industriali tedeschi, a provocare i politici, ad incoraggiare i sovranisti.

I tedeschi lo avevano capito per tempo, tanto è vero che prima di accettarne le credenziali lo hanno fatto aspettare un anno giocandosi anche la carta dell'omosessualità, loro che fanno pratiche di politically correct tutti i giorni, pur di evitare la iattura.
richard grenellRICHARD GRENELL

Da quando è arrivato, a differenza per esempio del discretissimo ambasciatore americano a Roma, Grenell esterna direttamente, e indirettamente sui social network.

Scrive Bloomberg che lo scontro con l'Europa sulla Cina, Trump non è destinato a vincerlo. Però si battaglia niente male e specialmente con alcuni Paesi, la Germania segnatamente, le relazioni non sono mai state a un livello così critico.

Se Grenell è stato mandato a provocare, il suo scopo è raggiunto, da quel che  sta accadendo in questi giorni nella capitale tedesca. Il vicepresidente del Bundestag, il liberale Wolfgang Kubicki,  ha chiesto addirittura di considerare l’ambasciatore Usa “persona non grata”.

Kubicki ha utilizzato termini che vanno ben al di là dei semplici canoni della diplomazia: “Chi, da diplomatico americano, si comporta come commissario di una potenza d’occupazione,  deve sapere che la nostra tolleranza conosce anche dei limiti”. E a Focus Online ha dichiarato: “Noi siamo un Paese sovrano e non dobbiamo dare l’impressione che gli ambasciatori di altri Paesi possano determinare la nostra politica interna”.

RICHARD GRENELL ANGELA MERKELRICHARD GRENELL ANGELA MERKEL
 Carsten Schneider, esponente del Spd, ha chiosato definendo  Grenell “un caso di avaria diplomatica totale”.
Ma che ha fatto questa volta  l'ambasciatore americano? Ha accusato il governo tedesco di non perseguire gli stessi obiettivi finanziari dell’Alleanza atlantica, ovvero ha ribadito lo sconto sul finanziamento della NATO tenuto altissimo dell'Amministrazione Trump.

 L’obiettivo del 2% del Pil da destinare alle spese per la difesa, è ben lontano dal piano proposto dal ministro delle Finanze Olaf Scholz. “I membri dell’Alleanza avevano concordato di avvicinarsi al 2% entro il 2024 e non di allontanarsene”, ha detto Grenell “Che il governo federale pensi invece di ridurre il suo contributo, già di per sé inaccettabile, all’efficienza operativa militare è un segnale preoccupante”.  Nel bilancio previsto dal ministro, la quota di prodotto interno lordo per la difesa aumenta in questi  anni solo  all’1,37% per poi ridursi all’1,25% entro il 2023.

L’ambasciatore americano ha ritenuto quindi di avere tutto il diritto  di risentirsi e dichiarare. Poi è passato a criticare  i contatti con la Cina comunista e in particolare l'annosa questione delle telecomunicazioni e dei rapporti con Huawei che dovrebbe entrare nel 5G tedesco.

RICHARD GRENELL ANGELA MERKELRICHARD GRENELL ANGELA MERKEL
Ha detto esplicitamente che la posizione tedesca di non escludere Huawei dalla costruzione della rete 5G in Germania avrebbe potuto mettere a rischio la collaborazione tra i servizi d'intelligence dei due

Non e’ piaciuta al cancelliere Angela Merkel, che detesta Grenell da ancor prima  che diventasse ambasciatore  per le sue inchieste da giornalista e dichiarazioni da politico esordiente sugli errori micidiali della campagna migratoria tedesca..

merkel xi jinpingMERKEL XI JINPING
La Cancelliera, riprendendo le frasi del rappresentante Usa contro la possibilità che Huawei entri nel 5G tedesco, ha detto: “Ci sono due cose di cui non ho nessuna considerazione: la prima, che si discuta pubblicamente di questioni sensibili legate alla sicurezza; la seconda, di escludere un partecipante solo perché viene da un certo Paese”.
il certo paese sarebbe la Cina, Vale la pena di ricordare che in Italia sta per arrivare il presidente cinese e che dopo una lunga serie di polemiche, dal piano di accordi con il governo italiano è stato cancellato tutto il settore legato alle telecomunicazioni.

angela merkel xi jinpingANGELA MERKEL XI JINPING
Non basta, anche  sul tema del budget per la difesa, il capo del governo tedesco ha detto: “La fetta di Pil destinata alla Difesa negli ultimi 10 anni è sempre cresciuta, e continuerà a crescere anche l’anno prossimo, all’1,37%. Ma la pianificazione finanziaria a medio termine non può essere presa come parametro. Decisiva è invece la spesa di anno in anno, e questa viene corretta ogni volta verso l'alto”.

Però "sarebbe un errore puntare sulle spese per la difesa in senso strettamente militare, bisogna ragionare anche in termine di prevenzione delle crisi e di sviluppo”.

giovedì 18 ottobre 2018

LA CONFERENZA SULLA LIBIA PRECIPITA VERSO IL FALLIMENTO


DOPO IL NO DI TRUMP, GLI USA RITIRANO LA PARTECIPAZIONE DEL SEGRETARIO DI STATO MIKE POMPEO, HAFTAR DÀ BUCA, MACRON GONGOLA 

A PALERMO CONTE SI RITROVERÀ UNICO CAPO DI GOVERNO (RICONOSCIUTO) IN MEZZO AI SOTTOPANZA DEGLI ALTRI PAESI 

D'ALTRONDE L'ITALIA NON È STATA CAPACE NEMMENO DI NOMINARE IL NUOVO AMBASCIATORE A TRIPOLI...

DAGONEWS
VINCENZO MOAVERO MILANESI CON IL GENERALE KHALIFA HAFTARVINCENZO MOAVERO MILANESI CON IL GENERALE KHALIFA HAFTAR

La conferenza sulla Libia in programma a Palermo i prossimi 12 e 13 novembre sta precipitando verso il fallimento. Il premier Conte aveva promesso prima la presenza di Donald Trump, ovviamente impegnato con le elezioni di midterm, poi di Mike Pompeo, segretario di Stato. Non ci sarà nell'uno né l'altro. Gli Stati Uniti si preparano a mandare una seconda fila del Dipartimento di Stato, perché ormai considerano la conferenza un evento di basso livello. La Russia, non vedendo all'orizzonte il nome dell'ex capo della Cia, ha optato per il viceministro degli Esteri, Bogdanov
giuseppe conte donald trump 9GIUSEPPE CONTE DONALD TRUMP 




Il generale Haftar, grande alleato di Macron (che nella regione è il nemico numero uno dell'Italia) ha dato forfait. La stessa Francia è indecisa sul livello di funzionario governativo da inviare a Palermo, sempre nell'ottica di umiliare il governo gialloverde. In poche parole, l'unico capo di governo (riconosciuto) sarà lo stesso Peppino Conte. Certo, non ci si può indignare con i leader stranieri: l'Italia non ha ancora nominato il nuovo ambasciatore a Tripoli, e loro devono inviare i loro pezzi grossi?

MACRON SERRAJ HAFTARMACRON SERRAJ HAFTAR
Sul nome del diplomatico resta forte la spaccatura tra il ministro Moavero Milanesi e il segretario generale della Farnesina Belloni: lui pensa all'ex di peso Buccino Grimaldi, lei ha sul tavolo i cv di Luciano Pezzotti (che fu ambasciatore in Afghanistan e poi inviato speciale nel Corno d'Africa) e Andreas Ferrarese (già a Beirut e in Kosovo, per citare solo le sedi più ''calde'').

Fonte: qui

giovedì 4 ottobre 2018

L’AMBASCIATORE AMERICANO LEWIS EISENBERG DEFINISCE IL GOVERNO ITALIANO “LA QUINTESSENZA DELLA DEMOCRAZIA IN AZIONE”


BELPIETRO: “GIUDICATE VOI CHI ABBIA RAGIONE E CHI INVECE TEMA DI PERDERE LA CADREGA ALLE PROSSIME ELEZIONI EUROPEE...”

AMBASCIATORE USA, 'ITALIA QUINTESSENZA DELLA DEMOCRAZIA'
GIANCARLO GIORGETTI E L AMBASCIATORE USA LEWIS EISENBERG A VILLA TAVERNAGIANCARLO GIORGETTI E L AMBASCIATORE USA LEWIS EISENBERG A VILLA TAVERNA

"L'attuale governo in Italia è la quintessenza della democrazia in azione". Lo ha detto, in un forum all'ANSA, l'ambasciatore Usa a Roma Lewis Eisenberg. "Al di là di come ognuno di noi la pensi le ultime elezioni in Italia hanno dimostrato che il popolo ha parlato. Questa è la democrazia", ha sottolineato il diplomatico americano, secondo il quale, nell'incontro a Washington tra il presidente americano Donald Trump e il premier Giuseppe Conte è emersa "una chimica e una comprensione reciproca evidente". "Usa e Italia hanno in comune l'impegno per la democrazia", ha detto il diplomatico Usa sottolineando "le forti relazioni bilaterali tra i due Paesi".

eisenbergEISENBERG

Eisenberg ha rimarcato il "ruolo strategico" dell'Italia nell'azione diplomatica per riportare la stabilità in Libia", aggiungendo però di non sapere se il presidente Donald Trump parteciperà alla conferenza organizzata dall'Italia il 12 e 13 novembre a Palermo. "Lo spero - ha commentato - ma non ho alcuna idea sui suoi programmi, e dove possa apparire".



TRUMP STA CON L' ITALIA CONTRO L'UE
Maurizio Belpietro per “la Verità”
maurizio belpietro intervistatoMAURIZIO BELPIETRO INTERVISTATO

Allora, vediamo di fare chiarezza su un po' di balle che vengono propagandate in questi giorni a proposito della manovra del governo. Cominciamo dallo spread. Fa ridere e anche un po' di pena leggere e ascoltare alcuni commentatori che si sbracciano a spiegarci gli effetti nefasti dello spread.

I suddetti ci intrattengono sostenendo l'inesistenza di complotti contro il nostro Paese, insistendo sulla normale reazione dei mercati i quali, spaventati di fronte alle decisioni della maggioranza pentaleghista, avrebbero deciso di voltare le spalle ai nostri titoli di Stato. Peccato che a negare il complotto siano gli stessi che per anni ci hanno riempito la testa con il complotto dello spread, ovvero con il golpe contro il governo Berlusconi.

merkel sarkozy papandreouMERKEL SARKOZY PAPANDREOU


Per difendere il Cavaliere hanno scritto alcune enciclopedie allo scopo di sostenere che il differenziale fra i nostri titoli di Stato e quelli tedeschi fosse un falso problema. Anzi, un artifizio malvagio escogitato da Angela Merkel e Nicolas Sarkozy, che avrebbero ordinato alle loro banche di non comprare più titoli di stato italiani per fare fuori il beneamato Cav.

Come da strumento del diavolo lo spread si sia all' improvviso trasformato in un messaggio benedetto da Dio, che dovrebbe indurre Luigi Di Maio e Matteo Salvini a rinsavire, non è ben chiaro. Se lo spread era brutto, sporco e cattivo perché aveva indotto Berlusconi alle dimissioni, com' è che all' improvviso è diventato invece bello e buono, e dovrebbe indurre i gialloblù a fare le valigie, o per lo meno a fare marcia indietro? La spiegazione resta un mistero, affidata alle capriole politiche oltre che a quelle giornalistiche.

di maio salviniDI MAIO SALVINI
E ora veniamo ai miliardi bruciati in Borsa, che secondo alcuni sarebbero 30. In realtà non è successo nulla di tutto ciò e chi scrive queste cose dimostra di non capire nulla di come funzioni il mercato. A Piazza Affari non c' è stato nessun falò, semplicemente le azioni hanno perso valore. Se tutti i detentori dei titoli oggetto di flessione avessero venduto, certamente l' investimento avrebbe registrato una perdita di 30 miliardi e dunque si potrebbe parlare di soldi bruciati.

Però così non è stato, perché al momento del calo non tutti, ma solo una piccola parte dei possessori di azioni ha deciso di vendere. Gli altri hanno tenuto le azioni nel loro portafogli e per loro non è cambiato nulla. Fra un giorno o fra un anno la quotazione potrebbe essere tornata dove stava oppure addirittura salita. E in questo caso che diremmo?
LEW EISENBERGLEW EISENBERG
Che i miliardi, da bruciati, sono improvvisamente riapparsi come l' Araba Fenice?

Lo stesso discorso vale per chi scrive che da venerdì scorso si sono persi 5,7 miliardi per il rialzo dello spread. La verità è che lo Stato non ha perso niente, perché da venerdì a oggi non ci sono state nuove emissioni e dunque non c' è stato rialzo dei tassi d' interesse sui titoli di stato. Lo spread registra l' andamento sul mercato, non quello che lo Stato deve pagare. I 6 miliardi sono semmai il costo che l' Italia dovrebbe sopportare se per tutto l' anno prossimo fosse costretta a finanziarsi sul mercato con un tasso che tenga conto di uno spread a 300 punti. Ma questa è altra cosa rispetto a dire che in tre giorni si sono persi 5,7 miliardi.

moscoviciMOSCOVICI
E adesso arriviamo al deficit, ossia a quella percentuale che fa tanto agitare l' Europa.
Bruxelles era disposta a tollerare un deficit allo 1,9 per cento, ma non può sopportarlo al 2,4 per cento, perché - questo dicono i soloni che pontificano in tv - significa che il nostro Paese rischia la bancarotta.

Bene e allora cerchiamo di capire di che cosa si tratti. L' Italia nel 2017 ha fatturato 1.716 miliardi e il deficit al 1,9 significherebbe una spesa oltre le entrate di 32,6 miliardi di euro. Nel caso in cui il deficit salisse al 2,4 per cento la spesa salirebbe a quota 41,2 miliardi.
Secondo i soloni da salotto (tv), ciò significa che un Paese che abbia 1.716 miliardi rischia il fallimento perché spende 8,5 miliardi in più.

Gli stessi economisti da telecomando, però si sono leggermente distratti, perché non ricordano che da quando è iniziata la stagione dei governi che rispettano le regole e si inginocchiano a Bruxelles, il debito pubblico, quello che preoccupa tanto l' investitore di Detroit che tutela le pensioni americane, è aumentato di 407 miliardi.
JUNCKER ORA LEGALEJUNCKER ORA LEGALE

Già, perché nell' ottobre del 2011, quando salì lo spread e Berlusconi scese dalla poltrona di Palazzo Chigi, il debito era a quota 1.916 miliardi e ad agosto scorso - fonte Banca d' Italia - aveva raggiunto i 2.323 miliardi. Conclusione: ma quante balle ci raccontano in tv e sui giornali?

P.s. Ieri il fallito ministro dell' Economia francese che ha trovato una seconda occupazione come commissario europeo, tal Moscovici, ha detto che in Italia c' è un governo xenofobo. L' ambasciatore americano in Italia, ossia la voce di Trump, ha invece dichiarato che il governo Conte è «la quintessenza della democrazia in azione». Giudicate voi chi abbia ragione e chi invece tema di perdere la cadrega alle prossime elezioni europee.

Fonte: qui

mercoledì 4 luglio 2018

"SUA ARROGANZA" MACRON CACCIA L’AMBASCIATORE FRANCESE IN UNGHERIA

ERIC FOURNIER AVEVA ELOGIATO LA POLITICA DI ORBÁN IN UN MEMORANDUM RISERVATO.

MA "SUA ARROGANZA" NON HA GRADITO E HA DECISO DI MANDARE UN SEGNALE A MERKEL, ALLE PRESE CON LE CRESCENTI SIMPATIE CHE RISCUOTE IL LEADER UNGHERESE TRA I DEMOCRISTIANI D’EUROPA…

Andrea Tarquini per "la Repubblica"

macron napoleone"SUA ARROGANZA"  MACRON 
I politici italiani lo invitano (come Giorgia Meloni) a restituire sovranità monetaria all' Africa. O lo definiscono (come Matteo Salvini) " Napoleone nel mondo, ma in difficoltà a casa". Ma lui sembra ignorare le pressioni internazionali e sceglie di esercitare la sua leadership con azioni- lampo. Così il presidente francese, Emmanuel Macron, ha destituito e richiamato al ministero l' ambasciatore in Ungheria.

ERIC FOURNIERERIC FOURNIER






Il quale senza consultare Parigi aveva elogiato Orbán su ogni punto, contraddicendo la linea del governo che rappresenta. Subito nominato il nuovo capo missione: una donna stimatissima a Quai D' Orsay, Pascale Andreani.

viktor orbanVIKTOR ORBAN




Macron ha deciso nel week end. L' ambasciatore dimesso porta il nome di Eric Fournier.
JUNCKER ORBANJUNCKER ORBAN






In un memorandum riservato per il ministero degli Esteri francese e per l' Eliseo, ma scoperto da giornalisti investigativi, aveva elogiato la politica del premier ungherese alludendo ad ogni punto della sua controversa politica. Non solo tolleranza zero verso i migranti, ma anche il "sì" divenuto improvvisamente "no" al compromesso di Angela Merkel al vertice sull' immigrazione; l' autocrazia con cui Orbán governa lasciando l' economia in mano ad oligarchi amici, media imbavagliati, istituzioni occupate e private di ogni autonomia degna di uno stato di diritto; l' amicizia con Putin in un asse sempre più ostile alla Nato e all' Europa.

EMMANUEL MACRONEMMANUEL MACRON
È ovvio in qualsiasi paese e particolarmente nella prassi dell' efficiente ministero degli Esteri francese che un ambasciatore in contrapposizione frontale con le scelte del governo che rappresenta debba affrontare conseguenze. Macron ha fatto sapere: « Se avesse detto quelle cose in pubblico, sarebbe stato anche passibile di licenziamento in base al regolamento interno amministrativo ».

Non a caso il presidente francese ha scelto di compiere un duro gesto dimostrativo proprio ora. Lo ha fatto mentre la sua alleata Angela Merkel deve affrontare nei Popolari europei e a casa crescenti simpatie ed elogi verso la politica del leader ungherese, che raccoglie consensi crescenti nella famiglia dei democristiani del Vecchio continente. La partita è aperta. Vedremo come andrà a finire. Orbán non rinuncia a guidare i sovranisti di tutta Europa. Fonte: qui

martedì 14 marzo 2017

LA TURCHIA BLOCCA L’AMBASCIATORE OLANDESE E AVVERTE L’UNIONE EUROPEA: “L’ACCORDO SUI MIGRANTI E’ A RISCHIO”

E’ LA RITORSIONE DI ERDOGAN CONTRO AMSTERDAM, “COLPEVOLE” DI AVER VIETATO IL COMIZIO DI DUE MINISTRI TURCHI

Andrea Nicastro per il “Corriere della Sera”

È la Turchia ad avere il coltello dalla parte del manico. L'accordo da 2 miliardi l' anno con l' Ue per trattenere i rifugiati serve più agli europei terrorizzati che non ad Ankara. Così dopo le raffiche del presidente Erdogan contro il governo olandese («nazisti», «antidemocratici», «cani», «fascisti») è stato il «moderato» Omer Celik, ministro per i rapporti con l'Unione Europea, ad agitare lo spettro di un annullamento dell' accordo sui migranti.
erdogan al funerale delle vittime dell attentatoERDOGAN AL FUNERALE DELLE VITTIME DELL ATTENTATO

«Dovremmo rivedere quell' intesa e lasciar passare la gente via terra», ha detto. Si calcola che oggi in Turchia ci siano 3 milioni di rifugiati e molti altri si muoverebbero se solo Recep Tayyip Erdogan decidesse di aprire le frontiere con la Siria. L'ha ribadito anche il vicepremier, Numan Kurtulmus, portavoce del governo, aggravando la minaccia: «Facciamo esattamente quello che ci hanno fatto. Non permetteremo agli aerei dei diplomatici o inviati olandesi di atterrare in Turchia o di sorvolare il nostro spazio aereo».
ERDOGANERDOGAN

Dunque l' ambasciatore dell' Aia in missione all'estero non potrà rientrare. La baruffa diplomatica esplosa sabato per l' irrituale divieto di comizio in terra olandese nei confronti di due ministri turchi resta aperta, sull' orlo della rottura, ma nel frattempo sembra abbia già raggiunto gli effetti sperati dai suoi protagonisti.
Geert WildersGEERT WILDERS

Molti analisti ritengono che sia Erdogan sia i suoi più visibili bersagli nei Paesi Bassi, il premier Mark Rutte e il leader anti Islam Geert Wilders, hanno guadagnato consensi. Per i due rivali l'ultimo sondaggio parla di un aumento nelle intenzioni di voto di 5 punti a testa. Il premier uscente sarebbe in testa con il 20%, secondo lo xenofobo con il 16.

Parole grosse e alta tensione sarebbero servite anche a Erdogan grazie alla determinazione esibita nella difesa dei diritti del Paese. Sabato Erdogan aveva inviato i suoi ministri a promuovere presso i turchi in Olanda il referendum che dovrebbe garantirgli almeno altri 10 anni di potere, ma sapeva bene di disturbare un Paese in campagna elettorale. Eppure l'ha fatto.

il leader della destra olandese Gert WildersIL LEADER DELLA DESTRA OLANDESE GERT WILDERS
«La lite con i Paesi Bassi ha dato al referendum di Erdogan quell'iniezione di entusiasmo che gli mancava», ha scritto il quotidiano turco Hurriyet. Con il voto di mercoledì sempre più vicino, ieri sera è andato in tv il primo e unico faccia a faccia tra i due principali sfidanti: Rutte vs Wilders. «Siamo ai quarti di finale contro il populismo - è stato l'appello del premier liberal conservatore -. Poi toccherà alla Francia in semifinale e alla Germania in finale evitare il caos che si sono procurati gli inglesi con la Brexit». «Dobbiamo riguadagnare il controllo della nostra terra - ha ribattuto Wilders -. Ci libereremo tanto degli islamici come dell' Europa».

Fonte: qui

venerdì 30 dicembre 2016

DOPO L’AMBASCIATORE RUSSO UCCISO IN TURCHIA, ANCHE QUELLO GRECO IN BRASILE FA UNA BRUTTA FINE

IL SUO CADAVERE E’ STATO RITROVATO ALL’INTERNO DI UN’AUTO BRUCIATA A RIO DE JANEIRO 

L’UOMO E’ STATO VISTO L’ULTIMA VOLTA IN COMPAGNIA DELLA MOGLIE 3 GIORNI FA


Kyriakos AmiridisKYRIAKOS AMIRIDIS
La polizia brasiliana ritiene che il cadavere ritrovato all'interno di un'auto bruciata a Rio De Janeiro possa essere quello dell'ambasciatore della Grecia, Kyriakos Amiridis, scomparso tre giorni fa. Lo riferisce la rete televisiva Globo anche se non ci sono ancora conferme ufficiali. Il diplomatico, 59 anni, che si trovava a Rio per il Capodanno, era stato visto per l'ultima volta mentre lasciava la casa di alcuni amici della moglie, nel centro di Nova Iguacu, un comune nella zona nord della metropoli carioca.

Kyriakos AmiridisKYRIAKOS AMIRIDIS




La tv ha mostrato immagini dell'auto bruciata sostenendo che la targa corrisponde al veicolo preso in affitto dal diplomatico greco. La scomparsa dell'ambasciatore greco è stata confermata dal ministero degli Esteri di Atene. "Il ministero e l'ambasciata greca a Brasilia stanno monitorando il caso da vicino e, in stretta collaborazione con le autorità brasiliane, procederanno con tutte le azioni necessarie", si legge in una nota.
Michel Temer stringe la mano all ambasciatore Kyriakos AmiridisMICHEL TEMER STRINGE LA MANO ALL AMBASCIATORE KYRIAKOS AMIRIDIS














1. GANG DI NARCOS O RAPINATORI DI STRADA: L'AMBASCIATORE GRECO A RIO DE JANEIRO E’ STATO FATTO FUORI DA SUA MOGLIE E DALL'AMANTE!
2. IL CORPO DI KYRIAKOS AMIRIDIS E’ STATO TROVATO CARBONIZZATO IN UN'AUTO: LO HA UCCISO UN POLIZIOTTO DI 29 ANNI CHE AVEVA UNA RELAZIONE CON LA MOGLIE DEL DIPLOMATICO
3. ENTRAMBI HANNO CONFESSATO DOPO RIPETUTI INTERROGATORI: LUI È L'ESECUTORE, LEI LA MANDANTE. PER LA COPPIA È STATA CHIESTA LA CUSTODIA CAUTELARE IN CARCERE
4. LE LITI, LE TRACCE DI SANGUE, I SOSPETTI E I DEPISTAGGI



Filippo Femia per “la Stampa”

Sembrava un giallo, ma ha presto assunto i contorni di un omicidio da telenovela.
Kyriakos AmiridisKYRIAKOS AMIRIDIS
L'ambasciatore greco in Brasile Kyriakos Amiridis era scomparso lunedì scorso da Nova Iguaçu, 800 mila abitanti a Nord di Rio de Janeiro. Ieri il suo corpo è stato trovato carbonizzato all' interno di una Ford Ka nella periferia Nord della cidade maravilhosa.

Il modello e la targa coincidevano con il veicolo noleggiato dal diplomatico 59enne nei giorni scorsi. A ucciderlo è stato il poliziotto militare Sergio Gomes Moreira Filho (29 anni), che aveva una relazione con la moglie del diplomatico, la brasiliana Françoise de Souza Oliveira.

L AUTO CON IL CORPO DI KYRIAKOS AMIRIDISL AUTO CON IL CORPO DI KYRIAKOS AMIRIDIS
Entrambi hanno confessato dopo ripetuti interrogatori: lui è l' esecutore, lei la mandante. Per la coppia è stata chiesta la custodia cautelare in carcere. Stesso provvedimento per due presunti complici: un cugino di Sergio Gomes e un suo amico, Eduardo Tedeschi.
La scomparsa Amiridis si trovava a Nova Iguaçu con la moglie e la figlia di dieci anni per le vacanze di Natale e Capodanno. Lunedì sera, secondo il racconto della donna, era uscito di casa senza comunicare dove fosse diretto.

Kyriakos AmiridisKYRIAKOS AMIRIDIS
Poi più nessuna notizia. Ma la donna ha denunciato la sua scomparsa soltanto mercoledì, 48 ore dopo. L' ipotesi del rapimento è stata subito scartata dagli inquirenti: dopo diverse ore non era arrivata alcuna richiesta di riscatto. Le indagini hanno poi virato sulla criminalità comune: l' auto carbonizzata è stata ritrovata sotto un cavalcavia che collega i diversi quartieri della Baixada Fluminense, crocevia dei narcotrafficanti carioca insanguinato da oltre 1900 omicidi da gennaio a novembre di quest' anno.

LE TRACCE DI SANGUE
L AUTO CON IL CORPO DI KYRIAKOS AMIRIDISL AUTO CON IL CORPO DI KYRIAKOS AMIRIDIS
Con il passare delle ore si è fatta strada la pista passionale. Per i media brasiliani il diplomatico ellenico e la moglie, sposati da 15 anni, avevano avuto una violenta discussione nei giorni prima di Natale. L' ambasciatore, in quell' occasione, avrebbe anche aggredito la donna. Secondo la Divisione Omicidi della Baixada Fluminense quella sera è maturata la vendetta nella mente di Françoise, che ha subito avvisato l' amante: lì avrebbero pianificato l' omicidio.

Michel Temer stringe la mano all ambasciatore Kyriakos AmiridisMICHEL TEMER STRINGE LA MANO ALL AMBASCIATORE KYRIAKOS AMIRIDIS
La svolta nelle indagini è arrivata dal ritrovamento di alcune macchie di sangue sul divano della casa affittata dall' ambasciatore. Il killer ha provato a pulire le tracce senza però riuscire a cancellarle. Ieri Sergio Gomes, in forza a un' unità pacificatrice che pattuglia la favela Fallet, ha confessato. Gli agenti gli hanno mostrato le immagini delle telecamere di videosorveglianza che lo inchiodano: lo si vede entrare e uscire dalla casa dell' ambasciatore greco la sera della sua scomparsa. Il poliziotto ha quindi spiegato di aver ucciso Amiridis a colpi di pistola dopo una violenta lite in casa.

Francoise de Souza OliveiraFRANCOISE DE SOUZA OLIVEIRA
Poi, alle 3 del mattino, ha caricato il cadavere sull' auto successivamente data alle fiamme a chilometri di distanza. Kyriakos Amiridis era un grande appassionato di Rio de Janeiro, di cui è originaria la moglie, dove si recava per passare il suo tempo libero. La sua carriera diplomatica era iniziata nel 1985 ad Atene, con passaggi in Serbia, Belgio e Olanda. Tra il 2001 e il 2004 era stato console generale a Rio. Poi, dal 2012 alla fine del 2015 era stato trasferito in Libia. E lo scorso gennaio aveva preso servizio nella sede di Brasilia. Nei giorni scorsi il tragico epilogo. Ora si attende soltanto la conferma dalla prova del Dna.

Fonte: qui
Francoise de Souza OliveiraFRANCOISE DE SOUZA OLIVEIRA

mercoledì 21 dicembre 2016

A MOSCA SONO CONVINTI CHE IL MANDANTE DELL’OMICIDIO DELL’AMBASCIATORE KARLOV SIA UNO DEI NUOVI CAPI DEGLI 007 TURCHI, INTERESSATO A FAR SALTARE L’INTESA TRA PUTIN E ERDOGAN

LA PARTE “ISLAMIZZATA” DEI SERVIZI DI ANKARA NON VEDE DI BUON OCCHIO LA DISTENSIONE PRO-ASSAD

Gian Micalessin per “il Giornale”

l omicidio dell ambasciatore russo ad ankaraL OMICIDIO DELL AMBASCIATORE RUSSO AD ANKARA
Vladimir Putin non lo dice apertamente, ma ha idee assai precise sui mandanti dell'uccisione dell' ambasciatore ad Ankara Andrey Karlov. E sulle ragioni di quella plateale esecuzione. «È stata senza dubbio una provocazione rivolta a far fallire la normalizzazione delle relazioni russo-turche e a far deragliare il processo di pace portato avanti da Russia, Turchia, Iran e altri» ripete da lunedì sera il presidente russo che nel frattempo ha ordinato a Sergei Naryshkin e Alexander Bortnikov, i capi dell' intelligence esterna e interna, di scoprire «chi ha diretto le mani del killer» e innalzare il «livello della lotta al terrorismo» facendo sentire «ai banditi che questo sta avvenendo».
l omicidio dell ambasciatore russo ad ankaraL OMICIDIO DELL AMBASCIATORE RUSSO AD ANKARA

In quelle tre frasi sono condensate convinzioni e intenzioni del presidente. La prima è che Mevlüt Mert Altintas, il 22enne poliziotto di Ankara autore dell' omicidio, non sia solo un invasato fondamentalista, ma anche una pedina manovrata da quei settori dell' intelligence turca interessati a far naufragare il progetto di «pax siriana» garantito da Mosca, Ankara e Teheran.

Un progetto destinato a prender il via proprio ieri a Mosca durante i colloqui trilaterali tra il ministro degli esteri russo Sergei Lavrov, quello turco Mevlüt Çavusoglu e l'omologo iraniano Mohammad Javad Zarif. Colloqui in cui Çavusoglu ha parlato, per la prima volta, di «soluzione politica», accettando l'idea di un negoziato con Damasco e archiviando le posizioni di una Turchia da sempre in piena sintonia con Stati Uniti, Francia, Gran Bretagna, Arabia Saudita e Qatar nel chiedere l'allontanamento di Bashar Assad.
PUTIN ERDOGANPUTIN ERDOGAN

Proprio questa retromarcia, per un Putin abituato a ragionare da ex del Kgb, avrebbe spinto qualcuno a utilizzare la pedina Altintas. Un qualcuno da cercare all' interno della «nuova leva» di alti ufficiali d'ispirazione islamista inseriti ai vertici del Mit (Millî stihbarat Tekilat, Organizzazione nazionale dell' intelligence) dopo la ristrutturazione segnata, nel 2009, dall'allontanamento della vecchia guardia kemalista e la nomina a capo dei servizi segreti del fedelissimo Hakan Fidan.

Che è considerato il demiurgo di tutte le inconfessabili alleanze con Jabat Al Nusra, la costola siriana di Al Qaida, e con quello Stato Islamico a cui il Mit di Fidan ha garantito rifornimenti di armi e munizioni, libero transito in Turchia e appoggi per la commercializzazione del petrolio.

Hakan FidanHAKAN FIDAN
Ora però il Cremlino vuole capire se Hakan Fidan, l'uomo a cui Erdogan affidò la propria salvezza nella notte del golpe, sia ancora così vicino al presidente turco. Nei sospetti di Putin la pax siriana guidata da Mosca e contrassegnata dalla sofferta scelta turca di abbandonare al proprio destino i ribelli jihadisti di Aleppo Est avrebbe innescato uno scontro tra la presidenza e quei settori «islamizzati» dell' intelligence decisi a far naufragare l'inedita entente cordiale con Mosca e Teheran.

ASSAD PUTINASSAD PUTIN
Quindi Putin potrebbe rispondere all'uccisione dell' ambasciatore mantenendo intatti i rapporti politici con un Erdogan, trasformato obtorto collo da nemico in alleato, ma lanciando nel frattempo una spietata guerra sotterranea contro quei settori dei servizi segreti di Ankara che osteggiano i suoi piani. Settori a cui allude quando parla di «quanti hanno armato le mani del killer».

Dunque mentre l' uscita di scena di Obama e l' investitura di Donald Trump potrebbero favorire un' inattesa pax siriana garantita da accordi tra Ankara, Mosca e Teheran l' uccisione dell' ambasciatore Karlov rischia di aprire un' inedita guerra intestina sul fronte turco. Una guerra da cui lo stesso Erdogan rischia di venir travolto.

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I MISTERI DIETRO LA MORTE DELL’AMBASCIATORE KARLOV 

PERCHÉ IL DIPLOMATICO NON ERA AFFIANCATO DA UNA SCORTA RUSSA? 

LA REAZIONE DELLA POLIZIA È STATA LENTA? 

L’ATTENTATORE HA AVUTO TEMPO DI FARE UN PROCLAMA PRESENTANDO IL SUO GESTO COME UNA VENDETTA PER ALEPPO: TUTTO CASUALE? 

POTEVA ESSERE PRESO VIVO?

1 - IL KILLER DI ANKARA NELLA SCORTA DI ERDOGAN
Marta Ottaviani per “la Stampa”

l omicidio dell ambasciatore russo ad ankaraL OMICIDIO DELL AMBASCIATORE RUSSO AD ANKARA
Mevlut Mert Altintas, il poliziotto 22enne che lunedì sera ha ucciso l'ambasciatore russo, Andrei Karlov, in almeno due occasioni avrebbe operato nel servizio di sicurezza del presidente Recep Tayyip Erdogan. A riportare la notizia alcuni media locali, secondo cui l'agente prestò servizio durante le visite di Erdogan a Konya nel dicembre 2014 e a Bursa il primo febbraio 2015.

Nel preparare l'attentato al diplomatico russo nulla è stato lasciato al caso: l'uomo aveva già visitato il luogo del delitto nel fine settimana. È questo uno dei particolari emersi dalle indagini che ha fatto sorgere nuove polemiche sulle falle nella sicurezza attorno al diplomatico.

l omicidio dell ambasciatore russo ad ankaraL OMICIDIO DELL AMBASCIATORE RUSSO AD ANKARA
Il killer aveva anche chiesto e ottenuto una licenza di due giorni, ma ha impiegato quel tempo per trasferirsi in un albergo vicino alla galleria dove era previsto il discorso di Karlov. Lunedì pomeriggio si è fatto la barba si è messo un completo scuro da poliziotto in borghese e si è avviato verso la mostra per aspettare la sua vittima. Grazie al tesserino delle forze dell' ordine ha evitato tutti i controlli, incluso il metal detector.

«Quando lo abbiamo visto - ha raccontato al quotidiano Sozcu Timur Ozkan, il curatore dell'esibizione - lo abbiamo riconosciuto e capito che era già stato qui tre giorni prima. Ma non ci abbiamo trovato nulla di strano». 

I colpi esplosi contro il diplomatico sono in tutto nove, solo due sarebbero quelli che ne hanno provocato la morte.
l omicidio dell ambasciatore russo ad ankaraL OMICIDIO DELL AMBASCIATORE RUSSO AD ANKARA

Un team di investigatori russi è arrivato ad Ankara, pronto a collaborare per capire chi siano i mandanti morali dell' omicidio. Fonti vicine al governo dicono che ci sono «chiare prove» che l'attentato sia opera di Fethullah Gulen, ex imam in autoesilio negli Usa ex alleato del presidente Erdogan e dal 2013 considerato fonte di tutti i mali della Turchia, incluso il fallito golpe dello scorso 15 luglio. Si scava ovunque, soprattutto nel passato dell'assassino.

Mevlut Mert Altintas era nato nel 1994 a Soke, nel distretto di Manisa, non lontano da Smirne, roccaforte della Turchia laica, ma in un territorio sotto il controllo della confraternita islamica Naksibendi, che con Gulen non ha nulla a che vedere. I professori del Cumhuriyet Anadolu Lisesi lo hanno definito uno studente «mediocre e asociale».
l omicidio dell ambasciatore russo ad ankaraL OMICIDIO DELL AMBASCIATORE RUSSO AD ANKARA

Dopo la licenza superiore, Mevlut ha frequentato una "dershane", scuole di ripetizioni private, che preparano all' ingresso in università e dove Gulen ha sempre avuto il monopolio, tanto che dopo il golpe molte sono state chiuse. Respinto all' esame di Stato, il killer ha rinunciato all'istruzione universitaria iscrivendosi alla scuola di polizia. E qui si concentrano le indagini dei servizi segreti.

La polizia è tradizionalmente uno degli apparati dello Stato dove l'infiltrazione di Gulen è stata più efficace. A destare sospetti c'è anche il fatto che il giorno del golpe il giovane poliziotto fosse ufficialmente in licenza. Il suo superiore è finito vittima delle purghe del Presidente Erdogan seguite al colpo di Stato e che hanno riguardato decine di migliaia di persone. Mevlut durante la scuola di polizia avrebbe anche beneficiato, come molti altri, di una borsa di studio messa a disposizione da Sahin llgi, un imprenditore della zona legato a Gulen.
ANDREY KARLOVANDREY KARLOV

La stampa islamica, soprattutto il quotidiano Yeni Safak, grida a un complotto della Cia, che secondo i giornali vicini a Erdogan proteggerebbe l' ex imam. Ma secondo alcuni media turchi le parole pronunciate dal killer prima di morire, farebbero pensare un legame con al-Nusra o quella galassia di gruppi jihadisti che ha iniziato a proliferare nella Mezzaluna con lo scoppio della crisi siriana.

2 - DIPLOMATICO RUSSO, DA ANKARA ACCUSE AGLI USA
Guido Olimpio per il Corriere della Sera

ANDREY KARLOVANDREY KARLOV
Una foto che dice molto, scattata nella sala di Mosca dove si sono incontrati i rappresentanti di Iran, Turchia e Russia. Una guardia iraniana non ha mai perso di vista il collega turco. Sguardo fisso, a pochi metri dal tavolo dove erano sedute le delegazioni. Un riflesso di quanto avvenuto solo 24 ore prima, ad Ankara, con l'ambasciatore russo Andrej Karlov assassinato da un poliziotto fuori servizio, Mevlüt Altintas. Omicidio sotto le telecamere che ha sviluppato due storie parallele, tra diplomazia e indagini.

Erdogan ha mandato messaggi rassicuranti, ha annunciato che una strada sarà dedicata alla vittima. E gli inquirenti sono stati veloci nel fermare 7 persone, parenti del killer, e il suo compagno di stanza. Arresti che potrebbero essere seguiti da altri, visto che il governo sostiene che l'omicida «non ha agito da solo».
ANDREY KARLOVANDREY KARLOV

Per le fonti turche l'agguato è un piano ordito dal nemico numero due (dopo i curdi Pkk), il religioso Fethullah Gülen ospitato negli Usa, anche loro infilati - dai media - nella lista dei sospetti. La tesi è che l' assassino sarebbe stato indottrinato e preparato fin da piccolo perché avrebbe frequentato una scuola della fazione.

Inoltre nell' abitazione avrebbero trovato materiale di al Qaeda e gulenista. Addebiti da dimostrare con elementi concreti e non con semplici quanto scontati teoremi. I primi esiti dell' inchiesta, però, sono stati comunicati a Washington che ha reagito bollando come false le accuse di Ankara.

altintas ucciso dalle forze specialiALTINTAS UCCISO DALLE FORZE SPECIALI
Altintas ha certamente preparato l'azione. Si è dato malato con i superiori, ha compiuto una ricognizione nel fine settimana visitando la casa d'arte, quindi ha dormito in un hotel poco lontano evitando di tornare al suo appartamento. Lunedì sera è uscito per la sua missione. Quando si è presentato all' ingresso il metal detector è scattato ma lui ha convinto gli agenti a farlo passare mostrando il tesserino. Era un collega. Quindi si è piazzato all' interno dove ha atteso Karlov.

Poco dopo gli ha sparato 11 volte, centrandolo con 9 proiettili. Attacco concluso dall'intervento delle unità scelte. La ricostruzione lascia spazio a interrogativi. Perché il diplomatico non era affiancato da una scorta russa? La reazione della polizia è stata lenta? L' attentatore ha avuto tempo di fare un proclama presentando il suo gesto come una vendetta per Aleppo: tutto casuale? Potevano prenderlo vivo?

arresto madre di altintasARRESTO MADRE DI ALTINTAS
Anche Mosca vuole capire ed ha mandato un team di 18 funzionari che hanno ispezionato la scena dell' agguato, raccolto elementi. Nessuno abbassa la guardia temendo altre sorprese. Putin in persona ha ordinato agli 007 di incrementare la sicurezza all' interno e all' estero. Ad Ankara si sentono sotto pressione. Curdi e Isis organizzano attentati, lunedì un uomo ha aperto il fuoco davanti all' ambasciata americana, instabilità perenne.
Insieme alla difesa si pensa al dopo. Il vertice tripartito irano-russo-turco ha rilanciato la soluzione politica per il conflitto.

Il Cremlino ha presentato un programma per giungere ad una svolta, una road map ribattezzata «documento di Mosca». Il capo della diplomazia Sergej Lavrov ne ha fornito i dettagli al segretario di Stato americano Kerry aggiungendo che il piano è aperto a chiunque voglia aderire.

altintas diplomato a smirneALTINTAS DIPLOMATO A SMIRNE
Il messaggio è che la morte di Karlov - definita una provocazione - non ha fermato l'iniziativa diplomatica. Anche se non pochi sottolineano che i problemi tra Russia e Turchia restano, cercano solo di nasconderli. L'accusa a Gülen diventa la via più facile e può essere anche un test per Donald Trump: concederà l' estradizione, come è parso ipotizzare? 

Sullo sfondo Aleppo. Il sacrificio della città - tradita anche da Erdogan - non ha offeso solo Altintas ma tanti musulmani. 

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