9 dicembre forconi: amante
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mercoledì 16 maggio 2018

UCCIDE L’AMANTE E CUCINA I SUOI RESTI DURANTE UN BARBECUE CON I VICINI

Federica Macagnone per www.ilmessaggero.it

La 34enne Kelly M. Cochran sta già scontando l'ergastolo per aver ucciso un suo amante nel 2014 e suo marito nel 2016. Ma la parte peggiore della storia deve ancora venir fuori.

kelly m. cochran 4KELLY M. COCHRAN
Perché solo ora stanno emergendo nuovi indizi che rischiano di gettare su di lei una luce ancora più sinistra e orripilante: Kelly avrebbe assassinato in precedenza altri suoi nove amanti, servendo in almeno un'occasione i resti di uno di loro come cena ai vicini di casa durante un barbecue tra amici.

La donna era stata condannata al carcere a vita nel maggio 2017 per la morte di Chris Regan, un 51enne con cui aveva una relazione: tre anni prima lei e il marito Jason lo avevano attirato nella loro casa in Michigan, gli avevano sparato e lo avevano fatto a pezzi, per poi disperdere parte dei suoi resti nei boschi.
kelly m. cochran 2KELLY M. COCHRAN




Un'altra parte dei resti l'avrebbero cucinata e servita per cena durante un barbecue, stando ai racconti dei vicini e dei parenti che, a distanza di tempo, videro sotto una nuova luce alcuni particolari di quella serata che all'epoca li avevano insospettiti.

kelly m. cochran 1KELLY M. COCHRAN
Kelly e Jason avevano stretto un patto macabro: avrebbero ucciso tutte le persone coinvolte nelle loro relazioni extraconiugali. Lei, però, in seguito all'omicidio aveva sempre covato rancore nei confronti del marito per aver assassinato Regan e, nel febbraio 2016, uccise anche lui.

kelly m. cochranKELLY M. COCHRAN
Gli iniettò una dose fatale di eroina e poi lo soffocò con un cuscino. All'inizio simulò una disgrazia dovuta a un'overdose, poi, sotto la pressione degli investigatori, finì per confessare. Cosi come, successivamente, confessò anche l'omicidio di Regan: poche settimane fa, quando era già in carcere, è stata condannata per questo secondo delitto ad altri 65 anni che vanno ad aggiungersi all'ergastolo.

kelly m. cochran 3KELLY M. COCHRAN
Laura Frizzo, il capo della polizia di Iron River che indagò sulla scomparsa di Regan, è convinta però che il caso non sia finito qui. Secondo lei, ma anche secondo la famiglia di Kelly, la donna non è una persona che ha ucciso in due sole occasioni, ma una vera serial killer che avrebbe eliminato altri suoi nove amanti, scomparsi misteriosamente nel corso degli anni.

Tanti gli indizi e i particolari che, anche alla luce dei due omicidi acclarati, portano in questa direzione. E proprio a questo mistero il canale Investigation Discovery ha dedicato un documentario che sarà messo in onda il 28 e il 29 maggio.

Fonte: qui

martedì 8 maggio 2018

A MILANO UNA SIGNORA “CALDA E PIACENTE” DI 40 ANNI ACCOLTELLA L'AMANTE, UN TOY BOY DI 26 ANNI

QUANDO GLI È ARRIVATO UN MESSAGGINO DA UN’ALTRA, LEI È DIVENTATA UNA IENA , POI L'HA COLPITO CON UN COLTELLO 

ADESSO LA DONNA È AI DOMICILIARI (A CASA DEL MARITO)

Giammarco Oberto per www.leggo.it

coppiaCOPPIA
Lui, lei, l’altro. Una storia con tre protagonisti, anche se uno - come spesso accade in materia - non ne sapeva nulla: il marito. È stata una coltellata inferta per gelosia a portare alla luce la relazione clandestina, ma questa volta a finire all’ospedale non è stata la donna, esito quasi scontato nell’Italia dei femminicidi: il ferito è l’amante, poco più di un ragazzo, 26 anni. A brandire la lama invece è stata lei, che di anni ne ha 40 e vive con il marito a Pantigliate, paesino di 5800 abitanti venti chilometri a est di Milano.
PANTIGLIATE, MILANOPANTIGLIATE, MILANO

Ieri mattina è tornata a casa del marito a bordo di un’auto dell’Arma, con le manette ai polsi. Poche ore prima era stata arrestata per lesioni gravi, e in attesa del processo per direttissima dovrà condividere l’appartamento con l’uomo che ha tradito. E che ora non può fare altro che accettare una convivenza all’improvviso forzata.

Le sirene hanno riempito la notte di un paesino dell’hinterland milanese, in un appartamento dove la donna incontrava clandestinamente il giovane. A far infuriare la 40enne - secondo quanto ricostruito dai militari - è stato un messaggino inviato all’amante da un’altra donna. È scoppiato un litigio via via sempre più acceso, finché la fedifraga ha scagliato a terra e distrutto il cellulare del ragazzo, per poi infilare la porta. Ma appena uscita si è resa conto di aver dimenticato il proprio telefonino.

POLICLINICO SAN DONATO MILANOPOLICLINICO SAN DONATO MILANO
È tornata sui propri passi, ma per vendetta il 26enne gliel’ha scagliato giù dalla finestra. E qui è scattato il raptus: la donna ha afferrato un coltello da cucina e sferrato un fendente, che ha colpito l’amante alla schiena, all’altezza della scapola. Molto sangue, ma in realtà la lama non è affondata e non ha leso nessun organo. La donna spaventata ha subito chiamato il 118. Il ragazzo è stato portato al Policlinico San Donato: è fuori pericolo. Poco dopo sono arrivati anche i carabinieri, che l’hanno arrestata per lesioni gravi. E riconsegnata al marito. Suo malgrado.

Fonte: qui

martedì 19 dicembre 2017

TEME CHE LA FIGLIA SIA LESBICA E LE ‘PRESTA’ IL GIOVANE AMANTE. CONDANNATA MADRE TORINESE, CHE IN TRIBUNALE SI È GIUSTIFICATA COSÌ

‘NON PENSAVO SAREBBERO ANDATI OLTRE I BACI’ 

‘PREOCCUPATA’ DALLA FIGLIA 13ENNE CHE STAVA TROPPO CON LE AMICHE, GUARDAVA CON FAVORE AL RAPPORTO COL SUO TOY BOY CHE DORMIVA IN CASA. DURISSIMA LA REQUISITORIA DEL PM…

Massimiliano Nerozzi per http://torino.corriere.it/

Preoccupata per le frequentazioni della figlia tredicenne («stava quasi sempre con le sue amichette»), prima ne favorì l’amicizia con un ragazzo di 18 anni ospitato in casa, poi diede «consenso e approvazione» a un rapporto sessuale dello stesso con la bambina: per questo la mamma, 57 anni, italiana, è stata condannata dalla prima sezione penale del tribunale di Torino a quattro anni e sei mesi di reclusione per concorso in atti sessuali con minorenne. «Non pensavo andassero oltre i baci», ha raccontato durante il suo esame in aula, prima di scoppiare in lacrime, alle richieste del pubblico ministero, Marco Sanini: sette anni e tre mesi, senza attenuanti.

Che gli saranno invece riconosciute dopo l’arringa del difensore, l’avvocato Antonio Mencobello. Restano le pene accessorie: perdita della responsabilità genitoriale, esclusione dalla successione della figlia e interdizione perpetua da qualunque incarico in scuole, uffici, istituzioni frequentate prevalentemente da minori.Il ragazzo era già stato giudicato, patteggiando una pena di un anno e otto mesi di reclusione, con sospensione condizionale.

«Stava sempre con le amichette, ero preoccupata»
Tutto iniziò quasi per caso, qualche anno fa, quando la donna, da poco separata, ospitò in casa per alcuni mese un ragazzo di 18 anni: «Io ero preoccupata per mia figlia — ha ricostruito la mamma — che stava quasi sempre con le sue amichette: non mi dispiaceva che fosse la sua fidanzatina. Lui era un bravo ragazzo e non pensavo andassero oltre i baci, di affetto, che c’erano stati». Senza neppure pensare che la figlia non aveva compiuto neppure 14 anni. «Ma io ne ho sette di differenza con mio marito, non pensavo potesse accadere tutto questo: lui mi diceva che non cercava sesso». Che poi trovò, proprio con la madre della bimba: «Una volta ho ceduto, ma non ci fu mai una relazione. Era una brava persona, mi dava stabilità, mio marito se n’era andato via di casa».
SESSO E SEDUZIONESESSO E SEDUZIONE

Le lettere della 13enne
Intanto il flirt tra la bimba e il ragazzo continuò, degenerando: «Trovai delle lettere di mia figlia, in cui si parlava del loro rapporto sessuale». Davanti al tribunale, ha detto di essersi arrabbiata di brutto, lì: «Con mia figlia, che presi a schiaffi e con lui». Una versione che però contrasta con il racconto dei due. Un paio di anni dopo, la bimba trovò il coraggio di confessarsi con la preside della scuola, che allertò la polizia municipale: poi ci fu l’intervento del tribunale dei minori, gli assistenti sociali e il lento recupero tra psicologi e comunità.

Salvo poi tornare dalla mamma, cui non erano passate le stesse preoccupazioni: «Mia figlia aveva avuto una relazione con un’altra ragazza». Durissima, la requisitoria del pm, che ha citato le frasi della figlia e del ragazzo: «Quella donna era una manipolatrice, e sfruttò l’innamoramento del ragazzo per la piccola». Senza freni: «Un giorno disse a lui: “So che stai con mia figlia, ma non puoi stare anche con me?”».

Fonte: qui

venerdì 30 dicembre 2016

DOPO L’AMBASCIATORE RUSSO UCCISO IN TURCHIA, ANCHE QUELLO GRECO IN BRASILE FA UNA BRUTTA FINE

IL SUO CADAVERE E’ STATO RITROVATO ALL’INTERNO DI UN’AUTO BRUCIATA A RIO DE JANEIRO 

L’UOMO E’ STATO VISTO L’ULTIMA VOLTA IN COMPAGNIA DELLA MOGLIE 3 GIORNI FA


Kyriakos AmiridisKYRIAKOS AMIRIDIS
La polizia brasiliana ritiene che il cadavere ritrovato all'interno di un'auto bruciata a Rio De Janeiro possa essere quello dell'ambasciatore della Grecia, Kyriakos Amiridis, scomparso tre giorni fa. Lo riferisce la rete televisiva Globo anche se non ci sono ancora conferme ufficiali. Il diplomatico, 59 anni, che si trovava a Rio per il Capodanno, era stato visto per l'ultima volta mentre lasciava la casa di alcuni amici della moglie, nel centro di Nova Iguacu, un comune nella zona nord della metropoli carioca.

Kyriakos AmiridisKYRIAKOS AMIRIDIS




La tv ha mostrato immagini dell'auto bruciata sostenendo che la targa corrisponde al veicolo preso in affitto dal diplomatico greco. La scomparsa dell'ambasciatore greco è stata confermata dal ministero degli Esteri di Atene. "Il ministero e l'ambasciata greca a Brasilia stanno monitorando il caso da vicino e, in stretta collaborazione con le autorità brasiliane, procederanno con tutte le azioni necessarie", si legge in una nota.
Michel Temer stringe la mano all ambasciatore Kyriakos AmiridisMICHEL TEMER STRINGE LA MANO ALL AMBASCIATORE KYRIAKOS AMIRIDIS














1. GANG DI NARCOS O RAPINATORI DI STRADA: L'AMBASCIATORE GRECO A RIO DE JANEIRO E’ STATO FATTO FUORI DA SUA MOGLIE E DALL'AMANTE!
2. IL CORPO DI KYRIAKOS AMIRIDIS E’ STATO TROVATO CARBONIZZATO IN UN'AUTO: LO HA UCCISO UN POLIZIOTTO DI 29 ANNI CHE AVEVA UNA RELAZIONE CON LA MOGLIE DEL DIPLOMATICO
3. ENTRAMBI HANNO CONFESSATO DOPO RIPETUTI INTERROGATORI: LUI È L'ESECUTORE, LEI LA MANDANTE. PER LA COPPIA È STATA CHIESTA LA CUSTODIA CAUTELARE IN CARCERE
4. LE LITI, LE TRACCE DI SANGUE, I SOSPETTI E I DEPISTAGGI



Filippo Femia per “la Stampa”

Sembrava un giallo, ma ha presto assunto i contorni di un omicidio da telenovela.
Kyriakos AmiridisKYRIAKOS AMIRIDIS
L'ambasciatore greco in Brasile Kyriakos Amiridis era scomparso lunedì scorso da Nova Iguaçu, 800 mila abitanti a Nord di Rio de Janeiro. Ieri il suo corpo è stato trovato carbonizzato all' interno di una Ford Ka nella periferia Nord della cidade maravilhosa.

Il modello e la targa coincidevano con il veicolo noleggiato dal diplomatico 59enne nei giorni scorsi. A ucciderlo è stato il poliziotto militare Sergio Gomes Moreira Filho (29 anni), che aveva una relazione con la moglie del diplomatico, la brasiliana Françoise de Souza Oliveira.

L AUTO CON IL CORPO DI KYRIAKOS AMIRIDISL AUTO CON IL CORPO DI KYRIAKOS AMIRIDIS
Entrambi hanno confessato dopo ripetuti interrogatori: lui è l' esecutore, lei la mandante. Per la coppia è stata chiesta la custodia cautelare in carcere. Stesso provvedimento per due presunti complici: un cugino di Sergio Gomes e un suo amico, Eduardo Tedeschi.
La scomparsa Amiridis si trovava a Nova Iguaçu con la moglie e la figlia di dieci anni per le vacanze di Natale e Capodanno. Lunedì sera, secondo il racconto della donna, era uscito di casa senza comunicare dove fosse diretto.

Kyriakos AmiridisKYRIAKOS AMIRIDIS
Poi più nessuna notizia. Ma la donna ha denunciato la sua scomparsa soltanto mercoledì, 48 ore dopo. L' ipotesi del rapimento è stata subito scartata dagli inquirenti: dopo diverse ore non era arrivata alcuna richiesta di riscatto. Le indagini hanno poi virato sulla criminalità comune: l' auto carbonizzata è stata ritrovata sotto un cavalcavia che collega i diversi quartieri della Baixada Fluminense, crocevia dei narcotrafficanti carioca insanguinato da oltre 1900 omicidi da gennaio a novembre di quest' anno.

LE TRACCE DI SANGUE
L AUTO CON IL CORPO DI KYRIAKOS AMIRIDISL AUTO CON IL CORPO DI KYRIAKOS AMIRIDIS
Con il passare delle ore si è fatta strada la pista passionale. Per i media brasiliani il diplomatico ellenico e la moglie, sposati da 15 anni, avevano avuto una violenta discussione nei giorni prima di Natale. L' ambasciatore, in quell' occasione, avrebbe anche aggredito la donna. Secondo la Divisione Omicidi della Baixada Fluminense quella sera è maturata la vendetta nella mente di Françoise, che ha subito avvisato l' amante: lì avrebbero pianificato l' omicidio.

Michel Temer stringe la mano all ambasciatore Kyriakos AmiridisMICHEL TEMER STRINGE LA MANO ALL AMBASCIATORE KYRIAKOS AMIRIDIS
La svolta nelle indagini è arrivata dal ritrovamento di alcune macchie di sangue sul divano della casa affittata dall' ambasciatore. Il killer ha provato a pulire le tracce senza però riuscire a cancellarle. Ieri Sergio Gomes, in forza a un' unità pacificatrice che pattuglia la favela Fallet, ha confessato. Gli agenti gli hanno mostrato le immagini delle telecamere di videosorveglianza che lo inchiodano: lo si vede entrare e uscire dalla casa dell' ambasciatore greco la sera della sua scomparsa. Il poliziotto ha quindi spiegato di aver ucciso Amiridis a colpi di pistola dopo una violenta lite in casa.

Francoise de Souza OliveiraFRANCOISE DE SOUZA OLIVEIRA
Poi, alle 3 del mattino, ha caricato il cadavere sull' auto successivamente data alle fiamme a chilometri di distanza. Kyriakos Amiridis era un grande appassionato di Rio de Janeiro, di cui è originaria la moglie, dove si recava per passare il suo tempo libero. La sua carriera diplomatica era iniziata nel 1985 ad Atene, con passaggi in Serbia, Belgio e Olanda. Tra il 2001 e il 2004 era stato console generale a Rio. Poi, dal 2012 alla fine del 2015 era stato trasferito in Libia. E lo scorso gennaio aveva preso servizio nella sede di Brasilia. Nei giorni scorsi il tragico epilogo. Ora si attende soltanto la conferma dalla prova del Dna.

Fonte: qui
Francoise de Souza OliveiraFRANCOISE DE SOUZA OLIVEIRA