9 dicembre forconi: polmonite
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lunedì 10 settembre 2018

120 PERSONE AL PRONTO SOCCORSO A BRESCIA, UNA PICCOLA EPIDEMIA CAUSATA PROBABILMENTE DA UN BATTERIO


MA LA FONTE DEL CONTAGIO NON È ANCORA CHIARA. 

E TUTTI I PRIMI MARKER DI SCREENING EFFETTUATI IN PRONTO SOCCORSO, PER CAPIRE APPUNTO SE SI TRATTI DI POLMONITE DA LEGIONELLA, SONO RISULTATI NEGATIVI. 

Wilma Petenzi per il ''Corriere della Sera''

POLMONITEPOLMONITE
Centoventuno persone al pronto soccorso con gli stessi sintomi e la stessa diagnosi: polmonite. Centoventuno pazienti tutti concentrati nella Bassa Bresciana e in alcuni paesi al confine con l' alto Mantovano, sparsi tra i comuni di Calvisano, Carpenedolo, Montichiari, Acquafredda, Desenzano e Gavardo.

A essere preso d' assalto soprattutto l' ospedale di Montichiari: negli ultimi giorni al pronto soccorso la percentuale di consulti per polmonite è passata dall' 1 all' 80 per cento.
Una epidemia. Un picco di contagio inspiegabile, per ora. Una situazione seria che ha fatto finire in corsia già 107 persone. Medici e tecnici stanno cercando di capire se ci sia una correlazione fra tutti questi casi.

Se ci sia una fonte di contagio unica. E se, vista la sintomatologia non tradizionale, si sia in presenza di polmonite comunitaria, presa cioè tra le mura domestiche e causata dal batterio della legionella. Se si tratti di polmonite da legionella non si può ancora dire, quel che è certo è che questo batterio ha contagiato due dei pazienti, da ieri ricoverati in Rianimazione all' ospedale Civile di Brescia, le loro condizioni si sono aggravate e i medici hanno disposto il trasferimento dal reparto infettivi alla terapia intensiva.

POLMONITEPOLMONITE
Ma sono i casi di polmonite a preoccupare, perché la fonte del contagio non è ancora stata individuata. E tutti i primi marker di screening effettuati in pronto soccorso, per capire appunto se si tratti di polmonite da legionella, sono risultati negativi.
Anche l' Istituto superiore di Sanità è coinvolto nel percorso di valutazione del caso attraverso la Regione.

Sorvegliata speciale è la rete idrica, gli acquedotti, ma anche i pozzi, perché in alcuni dei paesi coinvolti i cittadini ricevono l' acqua da pozzi diversi e non da un unico distributore. All' Ats di Brescia stanno affluendo i dati dai vari pronto soccorso degli ospedali, in modo che si disegni tutta la mappa dell' epidemia e si possa capire quali sono le zone più colpite e quelle che possono essere considerate a rischio.

«Il personale di vigilanza del dipartimento di igiene e prevenzione sanitaria e del laboratorio di sanità pubblica di Ats Brescia - ha voluto precisare l' assessore regionale alla Sanità Giulio Gallera - è impegnato nella verifica della rete idrica dei comuni interessati: i tecnici stanno effettuando campionamenti dalle acque potabili mentre sono in corso in laboratorio analisi specifiche». Gli esiti saranno disponibili solamente nei prossimi giorni, non è possibile avere una riposta immediata.

acqua del rubinettoACQUA DEL RUBINETTO
Ieri pomeriggio è stato convocato un tavolo tecnico fra i sindaci e i gestori delle reti idriche per individuare tutte le fonti di approvvigionamento e conoscere lo stato degli acquedotti. L' Ats ha allertato anche i medici di medicina generale per avere informazioni sui pazienti con sintomatologia respiratoria. E allo stesso tempo è stato inviato ai comuni, che stanno diffondendo anche via social per raggiungere il maggior numero possibile di cittadini, un decalogo di comportamento.

Ats ha rassicurato sull' uso dell' acqua dell' acquedotto: si può bere e può essere usata per cucinare. Ma qualche attenzione è necessaria per l' uso di docce e rubinetti: meglio sostituire i filtri e pulire il calcare dai soffioni. Così come è opportuno lasciar scorrere l' acqua calda prima di utilizzarla, alternandola con quella fredda e aprendo le finestre, evitare l' uso di vasche idromassaggio, portare l' acqua della caldaia a 70-80 gradi. Non c' è allarme, rassicurano da Ats, ma ai primi sintomi di difficoltà respiratorie è bene recarsi dal medico o in ospedale, soprattutto se si è affetti da patologie croniche che deprimono il sistema immunitario.

Fonte: qui

domenica 5 agosto 2018

LAUDA FUORI DAL COMA: RESPIRA DA SOLO

FONTI MEDICHE A SITO AUSTRIACO: “MOLTO SODDISFATTI DEL DECORSO” DOPO IL TRAPIANTO DI POLMONE AL QUALE L’EX PILOTA E’ STATO SOTTOPOSTO GIOVEDI’ SCORSO


niki lauda 4NIKI LAUDA
Migliorano le condizioni di Niki Lauda, dopo il trapianto di polmone al quale è stato sottoposto giovedì scorso. Secondo quanto riporta il sito austriaco Oe24.at, che cita fonti dell'ospedale Allgemeinen Krankenhaus di Vienna, il tre volte campione del mondo di F1 oggi è stato risvegliato dal coma indotto, respira autonomamente ed è cosciente.

"Siamo molto soddisfatti del decorso operatorio - le parole del prof. Walter Klepetko, capo del dipartimento clinico di chirurgia toracica -. Prima dell'intervento, le condizioni del signor Lauda erano estremamente critiche, i polmoni erano fortemente danneggiati e, negli ultimi sette giorni, era stato tenuto in vita da un pompa cuore-polmoni. Ci vorrà del tempo, resterà ricoverato alcune settimane, ma siamo ottimisti".
   
MEDICI ESCLUDONO LEGAME CON INCIDENTE AL NURBURGRING
niki laudaNIKI LAUDA

Restano gravi ma stabili le condizioni di Niki Lauda, il 69enne tre volte campione del mondo di Formula 1 ricoverato nel reparto di rianimazione di un ospedale di Vienna dopo aver subito il trapianto di un polmone. Sulle sue condizioni vige il massimo riserbo, ma i medici spiegano che "serve tempo, solo quello potrà dirci se Lauda recupererà appieno". Intanto, sempre i medici hanno escluso che possa esserci una relazione tra il polmone sostituito e l'incidente del Nurburgring. Sono passati troppi anni e comunque nelle settimane successive al trapianto, l'ex pilota aveva sofferto di una fortissima polmonite, dalla quale non riusciva a riprendersi. Fonte: qui