9 dicembre forconi: violenza
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mercoledì 18 settembre 2019

È EMERGENZA SICUREZZA NELLA CITY DOVE GLI ATTACCHI IN STRADA HANNO LASCIATO A TERRA 100 MORTI

È EMERGENZA SICUREZZA NELLA CITY DOVE GLI ATTACCHI IN STRADA HANNO LASCIATO A TERRA 100 MORTI 
SEMPRE PIÙ RAGAZZINI GIRANO CON LAME IN TASCA E LE TELECAMERE E LA POLIZIA NON BASTANO 
UN FALLIMENTO DEL MODELLO DEL SINDACO SADIQ KHAN CHE HA SEMPRE SOSTENUTO L’INTEGRAZIONE TRA STRANIERI E RESIDENTI, MA CHE HA OTTENUTO L’EFFETTO CONTRARIO FINENDO PER CREARE GHETTI…(VIDEO)

Federico Giuliani per “it.insideover.com”

allarme sicurezza londra 8ALLARME SICUREZZA LONDRA 
Uno dei nuovi soprannomi che i media americani hanno dato a Londra è quello di “Stub-City”, ovvero la città delle pugnalate. E se perfino negli Stati Uniti, un Paese dove circolano più armi da fuoco che persone, si sono accorti che Londra è diventata un Far West, vuol dire che la situazione è più grave del previsto.

allarme sicurezza londra 7ALLARME SICUREZZA LONDRA 
 I numeri ufficiali sono quelli di un massacro. Dall’inizio del 2019 a settembre sono state uccise oltre 100 persone in seguito ad attacchi violenti, molti dei quali portati a compimento usando le lame affilate dei coltelli. Ma mentre starete leggendo questo pezzo, altre vittime avranno già allungato una lista infinita.
allarme sicurezza londra 5ALLARME SICUREZZA LONDRA 

I numeri della strage
Lo spargimento di sangue nella Londra amministrata dal sindaco Sadiq Khan non mostra alcun segno di cedimento. Anzi, ogni giorno i tabloid riportano nuovi attacchi mortali in cui perdono la vita persone di ogni tipo: da studenti a padri e madri di famiglia, da bambini a lavoratori, da criminali a ragazzini.
allarme sicurezza londra 4ALLARME SICUREZZA LONDRA 

Il 2018 è stato l’annus horribilis, con 132 omicidi e ben 14840 crimini con coltelli, e le probabilità che il 2019 sia ancora peggiore sono elevatissime. Già, le lame dicevamo, una delle piaghe che affligge la City; quest’anno hanno già perso la vita 20 adolescenti, 18 dei quali pugnalati a morte. Accanto al numero di omicidi complessivi troviamo infatti l’altrettanto altissima statistica sui morti per accoltellamento. E da gennaio 2019 a al 29 giugno scorso, per questo motivo, a Londra, sono già morte 33 persone.
allarme sicurezza londra 3ALLARME SICUREZZA LONDRA 

Coltelli e violenza
Dando un’occhiata ai dati della Metropolitan Police, cioè la polizia di Londra – intesa come area metropolitana a esclusione della City of London – vediamo come i crimini con i coltelli abbiano subito un’impennata negli ultimi cinque anni.

Tra il 2015 e il 2016 i casi erano 9740, quasi 5100 in meno rispetto a oggi. La situazione peggiora se consideriamo il numero totale di omicidi, e quindi non solo quelli causati dai coltelli. Nel 2018 ci sono stati 134 casi, con una media di tre a settimana (dato peggiore degli ultimi dieci anni); per il momento, come si può vedere dall’infografica, abbiamo superato i 100.
allarme sicurezza londra 9ALLARME SICUREZZA LONDRA 

Certo, le statistiche londinesi non sono peggiori rispetto a quelle americane, ma sentire Sadiq Khan affermare che “Londra rimane tra le città più sicure al mondo” appare quanto mai fuori luogo.

La sorveglianza non basta
Nella classifica del sito Comparitech sulle capitali più sorvegliate al mondo, Londra occupa la sesta posizione con oltre 620mila telecamere a circuito chiuso per quasi 9,2 milioni di abitanti. Eppure gli omicidi continuano a sporcare di sangue le strade della capitale inglese.

allarme sicurezza londra 2ALLARME SICUREZZA LONDRA 
Il tasso di omicidi è aumentato del 38% rispetto al 2014, e l’anno scorso Londra ha superato New York nel numero di omicidi per la prima volta nella storia. Alcuni sostengono che rimarcare la crescente pericolosità di Londra sia un’esagerazione, in quanto la sua situazione sarebbe simile a quella di altre grandi città europee; altri ancora ritengono che un certo numero di omicidi sia la normalità per una megalopoli quale è la City.

Tuttavia, confutare un fatto provato da numeri inequivocabili nascondendosi dietro a giustificazioni simili è il modo perfetto per non riuscire mai a trovare una valida soluzione a un problema gravissimo.
allarme sicurezza londra 13ALLARME SICUREZZA LONDRA 13

Il fallimento del modello di Sadiq Khan?
Il modello di Londra, portato ai massimi livelli sotto la gestione Sadiq Khan, è in crisi. La società londinese è attraversata da tensioni etniche che si sommano alle ben più impellenti questioni economiche, con gap enormi tra centro e periferia. Senza alcuna correzione, una delle capitali più affascinanti d’Europa si è trasformata in una sorta di teatro di guerra.

allarme sicurezza londra 12ALLARME SICUREZZA LONDRA 
Fatta eccezione per le gang e le associazioni criminali, la tendenza di portare un coltello nei pantaloni si è diffusa a macchia d’olio anche tra i comuni adolescenti. Ma ridurre la causa della violenza di Londra al solo aumento della diffusione dei coltelli sarebbe un altro grave errore.

Ci sono infatti da considerare le rivalità tra le bande di quartiere, l’emarginazione degli abitanti dei sobborghi più malfamati e la lotta per il controllo del traffico di droga. Sadiq Khan ha inoltre sempre sostenuto che una maggiore integrazione tra stranieri e residenti fosse necessaria per ridurre la criminalità.
allarme sicurezza londra 11ALLARME SICUREZZA LONDRA

In realtà il sindaco di Londra ha ottenuto l’effetto contrario e, senza nemmeno rendersene conto, ha frammentato il contesto sociale locale creando veri e propri ghetti. Ognuno dei quali isolato dagli altri, con i propri valori, con la propria cultura, religione ed etnia.

Fonte: qui

lunedì 16 settembre 2019

L’ATTRICE GLORIA CUMINETTI PRESA A PUGNI DA UN 34ENNE MAROCCHINO IRREGOLARE A TORINO


L’AGGRESSORE, IN STATO DI AGITAZIONE FORSE PER L’ASSUNZIONE DI DROGHE, E’ STATO ARRESTATO DAI CARABINIERI CON L’UTILIZZO DEL TASER. LA DONNA HA TRASCORSO LA HA TRASCORSO LA NOTTE IN OSPEDALE...
Elisa Sola per corriere.it
È stata colpita da un pugno così violento da finire a terra, praticamente svenuta. E’ un’aggressione che non ha un motivo, quella che ha subito sabato sera l’attrice Gloria Cuminetti, diplomata al Teatro stabile di Torino e volto noto nel mondo del cinema e della tv. La donna è stata picchiata in via Cecchi da un marocchino di 34 anni che camminava per strada urlando e manifestando segni di squilibrio.
GLORIA CUMINETTIGLORIA CUMINETTI
Il marocchino prima ha insultato e colpito una coppia, poi ha incontrato l’attrice e ha infierito contro di lei all’improvviso. Cuminetti, di origini bergamasche, attrice che conosce bene Torino, città dove ha scelto di vivere, ha chiamato i carabinieri, che nel giro di poco tempo sono riusciti a individuare Halim Ben Daoud, irregolare in Italia. L’uomo è stato violento anche con i carabinieri.
Ha aggredito anche i militari che sono stati costretti ad azionare il taser in dotazione e hanno sparato un colpo. Il giovane è stato portato all’ospedale San Giovanni Bosco ed è stato poi dimesso: era in stato di agitazione psicomotoria, forse anche per l’assunzione di droghe. L’attrice, trentenne, protagonista, tra l’altro, di “Sexxx” di Davide Ferrario, ha passato la notte in ospedale dove è stata ricoverata per accertamenti. Fonte: qui

sabato 17 agosto 2019

LE POLIZIE: “IN EUROPA STA CROLLANDO LA COESIONE SOCIALE”

“Non si moltiplicano solo le aggressioni  contro la polizia, ma anche quelli contro insegnanti, vigili del fuoco, volontari soccorritori….Una parte significativa della popolazione disprezza lo Stato. Viene meno la coesione sociale”.  Così il Reiner Wendt, il presidente del sindacato federale tedesco di polizia, in una inquietante intervista esclusiva al Deutsche W.N.
Nell’ultimo anno, sono state 38 mila le aggressioni contro  la polizia…esordisce l’intervistatore. E Wendt:
“La portata del fenomeno è molto più grande dell’aggressività  contro i poliziotti. Vi  è una incredibile intensità di violenza anche  contro i soccorritori, i pompieri che accorrono; e contro gli insegnanti ed altri gruppi che sono importanti colonne della coesione sociale.  Le persone che operano per  qualcosa attinente al bene comune incontrano tutte questo problema. E non c’è solo una prontezza a  ricorrere alla violenza, ma un vero disprezzo dello Stato. E per inciso,  non c’è uno strato  sociale specifico  tipicamente colpevole …tutte le classi   sociali”.

Come si spiega questo?
“Da un lato c’è una  radicalizzazione del linguaggio, della polemica politica, i discorsi d’odio, che influenza tutti e predispone alle  vie di  fatto.  Ma dall’altra parte  è che le persone sono arrabbiate con le elites, da   cui non si vedono più rappresentate.  I  politici  che predicano misure ecologiche contro l’inquinamento, mentre loro sono utenti continui di aerei; quelli che consigliano l’acqua e bevono il  vino. I cittadini si aspettano che i valori dichiarati e legiferati dai politici siano vissuti. Altrimenti c’è questa perdita di fiducia nelle autorità  sociali di questo paese.

MA poi Wendt va più a fondo.
“Quando anni fa ho detto che abbiamo bisogno di uno Stato forte, sono stato pubblicamente e severamente criticato. Oggi si teorizza e  glorifica lo stato minimo  –  lo si è applicato. Fino al punto che ci si deve ormai domandare: cosa vale lo Stato, per noi? Vale la pena mettersi al servizio del pubblico?

Per esempio:
“Siamo un paese economicamente forte, ma il numero dei volontari (no-profit) cala continuamente.  Pochissime persone fanno volontariato qui, e ancora calano.  La rottura della coesione sociale crea gruppi singoli con interessi individuali, che non vogliono avere  a che fare l’uno con l’altro. Le  persone sono minacciate dal declino sociale, c’è  il precariato…”

E questo fa crescere la rabbia?
“Il ritirarsi dello Stato dai suoi compiti originari  ha lasciato un segno già devastante,  per cui  molte persone si sentono abbandonate: Io non capisco, ad  esempio, perché i servizi d’interesse generale debbano essere lasciati al mercato. La teoria secondo cui il mercato regola tutto al meglio non si è concretizzata. Perché  persone bisognose di cure e assistenza in questo paese  debbono essere  soggette  a  meccanismi di mercato   basati sul profitto?   Le persone bisognose e di cure e assistenza vengono trattate come clienti.  Nella  Agenzia Federale per l’Impiego le persone disoccupate sono definite appunto  “clienti”:  l’uso  dei termini è rivelatore.  Lo Stato non è un’azienda e i cittadini non sono clienti, ma portatori in quanto cittadini di diritti fondamentali”.
Pochissimo Wendt dice  dei migranti etnici e clandestini,  e dei problemi che creano: il politicamente corretto richiede questo  tributo da parte  di un poliziotto.  Cita “la crisi dei  rifugiati del 2015”  per  dire che “lì abbiamo visto” che le frontiere esterne della UE non sono sicure, come ci avevano assicurato.
Ma è indicativa  la denuncia di un clima di rabbia e di violenza che monta, e che un poliziotto ne indichi la causa di fondo nello “stato minimo” che si  ha disertato dai suoi compiti sociali, insomma nel capitalismo terminale e austeritario adottato da Berlino –  per cui la gente – non solo gli etnicamente diversi , ma i tedeschi si capisce si sentono abbandonati .

Francia: “La gente non vuol più vivere insieme”

Ciò che ancor più colpisce, è che l’allarme del funzionario di polizia  germanico Wendt somiglia a  quello che lanciò,  il 3 ottobre 2018,  Gérard  Collomb, il ministro dell’Interno di Macron, nel dare le dimissioni dopo soli pochi mesi di carica. “Oggi”, disse, “si vive ancora fianco a fianco. Ma temo che domani vivremo faccia a faccia – uno contro l’altro”.
Andò  fino a evocare la guerra civile.  “Sono andato  nei quartieri Nord di Marsiglia, al Mirail di Tolosa, a Parigi..La situazione è del tutto degradata”. Anche lì una violenza che rivela un fondamentale disprezzo per lo Stato.  “E’  la legge del più  forte ad imporsi, i narcotrafficanti, gli  islamisti radicali, che hanno preso il posto della Repubblica” –  “Delle comunità  in Francia si affrontano, e  in modo sempre più violento.  Da qui a 5 anni, la situazione potrebbe diventare irreversibile. Abbiamo  cinque, sei anni per scongiurare il peggio. Poi…”.
Poche settimane dopo, cominciava il movimento dei Gilet Gialli. Quella “Francia periferica” e “abbandonata” dallo Stato che, per essere bianca e anziana,  non merita l’attenzione e il rispetto che si dedicano agli etnici.
E’ un sintomo ed una conseguenza di questo disprezzo dello stato che frattura la società con rabbia,  anche  il gran numero di suicidi fra ii poliziotti francesi:  47 da inizio anno.
(Qui sotto, a  Parigi,  una manifestazione non autorizzata di familiari di  poliziotti per reclamare dagli Interni “una vera risposta di fronte ai  47 suicidi di quest’anno”)

Anche in Italia  ondata di suicidi in divisa

Ma qui  in Italia?  Mentre finisco di scrivere questo articolo, un amico mi gira un comunicato del  SIULM
“Mentre stiamo cercando conferme su una CASO ODIERNO di tentato suicidio di un carabiniere, ricoverato in gravi condizioni in un ospedale lombardo, il SIULM ritiene doveroso diramare il seguente COMUNICATO : ” IL SIULM – Sindacato Interforze – dopo aver appreso con sconcerto, ancora, di due casi di suicidio di cittadini in uniforme avvenuti ieri 15 Agosto denuncia che  suicidi dei cittadini appartenenti a ff.aa./ff.pp. sono ben 35 da inizio anno! Una mattanza nel silenzio più assordante delle istituzioni che sembrano assuefatte a queste tragedie. Una così alta percentuale di suicidi, nonostante i severi test psico-attitudinali d’ingresso nei corpi militari e di polizia, addirittura doppia rispetto alla media nazionale, non allarma nessuno ? Anzi, ci sono poteri forti che hanno ostacolato in vari modi la legge in discussione in Parlamento che dovrebbe riconoscere vere tutele dignità e diritti sindacali al comparto militare. Chiunque sappia come è fatta la vita militare sa bene che il malessere passa anche dai diritti violati . Chiediamo una commissione di inchiesta politica e soprattutto un osservatorio permanente , con la partecipazione dei sindacati militari, che si occupi di tutti i casi occorsi ed a 360° . I militari sono senza una vera rappresentanza, non possono restarlo ancora a lungo, è ora di agire ” .
RIEPILOGO DEGLI EVENTI CONNESSI AD UN SUICIDIO A PARTIRE DAL 01 GENNAIO 2019, DISTINTI PER DATA, LUOGO E CORPO/ARMA DI APPARTENENZA: 

1) 5 gennaio San Vittore polizia penitenziaria; 
2) 10 gennaio Padova polizia di Stato; 
3) 27 gennaio Foggia polizia ferrovia; 
4) 4 febbraio San Vittore polizia penitenziaria; 
5) 6 febbraio Campobasso carabinieri; 
6) 5 febbraio Torino caporalmaggiore esercito; 
7) 17 febbraio Sanremo Valle Armenia polizia penitenziaria; 
8) 22 febbraio Cuneo polizia penitenziaria; 
9) 11 marzo Clusone (Bergamo) maresciallo carabinieri (L.L.); 
10) 11 marzo Bergamo polizia locale (F.B.); 
11) 20 marzo Milano (caserma Coretto) Carabiniere; 
12) 28 marzo Chieti polizia; 
13) 29 marzo Caltanissetta polizia; 
14) 4 aprile Firenze polizia; 
15) 9 aprile L’Aquila polizia; 
16) 27 aprile Catanzaro polizia penitenziaria; 
17) 28 aprile Ragusa polizia; 
18) 28 aprile Pisa polizia penitenziaria; 
19) 1 maggio Vigevano finanziere; 
20) 8 maggio Perugia, carabinieri forestale; 
21) 13 maggio Desio polizia; 
22) 27 maggio via Gazzanise militare aeronautica; 
23) 5 giugno Chiaromonte (Potenza) carabinieri forestale; 
24) 18 giugno Milano polizia locale; 
25) 20 giugno Imperia carabinieri; 
26) 10 luglio Sardegna polizia penitenziaria; 
27) 30 giugno Marliana (Pistoia) carabiniere forestale; 
28) 6 luglio Foligno carabinieri; 
29) 11 luglio Bologna polizia penitenziaria; 
30) 17 luglio Asti carabinieri; 
31) 29 giugno Trieste polizia ferroviaria; 
32) 11 agosto Follonica carabinieri; 
33) 10 agosto Taranto marina militare; 
34) 15 agosto Palermo polizia; 
35) 15 agosto Pinerolo caporalmaggiore degli alpini. 

Per i dati sopra elencati ringraziamo l’amico Cleto IAFRATE AMMINISTRATORE DEL GRUPPO O.S.D. (OSSERVATORIO SUICIDI IN DIVISA) e componente del sindacato SIM Guardia di Finanza . @MIUI| 

Dovunque in Europa, per l’imposizione rigorosa del  “mercato”, s’è rotto quel fondamentale  “rapporto  di simpatia fra governanti e governati” che (come notò Sun Yat-sen,  il fondatore della Cina moderna), è la forza implicita e non dichiarata delle società occidentali.
Rabbia e disprezzo verso uno Stato che ha abbandonato i suoi doveri verso la cittadinanza, si scaricano primariamente, come violenza e  privazione di stima sociale, contro quelli che lo  incarnano in quanto ne portano una divisa  – e sono loro a pagare il tragico prezzo della pressione psichica e delegittimazione  morale del collasso del vivere insieme,  essi stessi sentendosi abbandonati dai politici e dai giudici, che palesemente “stanno col nemico”.  Nell’imminenza della Grande Ricaduta in Depressione,  questa è  la situazione delle forze  dell’Ordine in Europa. Fonte: qui

domenica 28 luglio 2019

ORA CHE FACCIAMO CON LE RAGAZZE CHE GIURARONO FEDELTÀ A FRANCESCO BELLOMO?

“IL GIORNALE”: “OGGI MOLTE DI LORO INDOSSANO LA TOGA. SONO QUASI TUTTI GIUDICI CIVILI E PENALI. NEI TRIBUNALI DOVE ESERCITANO, I PETTEGOLEZZI SUL LORO PASSATO NON MANCANO. E IN QUALCHE MODO RISCHIANO DI INFICIARNE LA SERENITÀ. PRIMA O POI, UN IMPUTATO ARRABBIATO O UN AVVOCATO DELUSO, RINFACCERÀ: ‘MA LEI NON ERA UNA DI QUELLE CHE…”

Luca Fazzo per “il Giornale”
ALESSIA IACOPINIALESSIA IACOPINI
C' è chi è venuto allo scoperto, rendendo interviste, come il pm di Massa Alessia Iacopini, secondo cui Francesco Bellomo «era come dottor Jekyll e mister Hyde». Delle altre va tutelata la privacy, perché in questa vicenda rivestono il ruolo di vittime. Ma un dato è certo, ed emerge dalle due inchieste condotte in Italia contro Bellomo, giovane e brillante consigliere di Stato, finito agli arresti dieci giorni fa per avere imposto alle allieve dei suoi corsi obblighi che sconfinavano nel plagio e nella violenza.
francesco bellomo 6FRANCESCO BELLOMO
Le due indagini sono state condotte, con esiti opposti, dalle Procure di Bari e di Milano. È possibile incrociare i dati delle prime due inchieste con due decreti ministeriali: quelli con la data 18.1.2016 e 12.3.2019. Sono i decreti che immettono in ruolo due infornate di centinaia di nuovi magistrati. E si scopre che buona parte delle vittime di Bellomo compaiono nei due elenchi.
Oggi, insomma, indossano la toga. Tranne la Iacopini, che fa il pubblico ministero, sono quasi tutti giudici civili e penali. Nei tribunali dove esercitano, i pettegolezzi sul loro passato non mancano. E in qualche modo rischiano di inficiarne la serenità. Prima o poi, un imputato arrabbiato o un avvocato deluso, rinfaccerà: «Ma lei non era una di quelle che per avere la borsa di studio ha firmato il contratto con Bellomo?».
Francesco BellomoFRANCESCO BELLOMO
L'inchiesta della Procura di Bari si è chiusa con l' arresto di Bellomo e del suo collaboratore Davide Nalin. Quattro le vittime individuate. Due di queste sono riuscite a diventare giudici. Una è la Iacopini, che le carte dell' indagine di Bari definiscono «legata a lui (Bellomo) da una relazione sentimentale dall' estate 2013 al febbraio 2016», e che avrebbe subito «reiterate e sistematiche condotte di controllo, imposizione, minaccia, vessazione e denigrazione». Un bombardamento di sms cui la vittima a volte cedeva: «Non vorrei perderti (...) La verità è che, anche se sono coinvolta, non riesco ad essere affettuosa e presente quanto meriteresti. E non credo che dipenda dal sentimento, ma dalla mia natura».
ALESSIA IACOPINIALESSIA IACOPINI
Ha superato il concorso per diventare magistrato, e amministra la giustizia in un tribunale del Sud, anche la borsista di Bellomo che ai pm racconta di avere firmato, dopo le ritrosie iniziali, il contratto che le veniva sottoposto dal consigliere di Stato giustificandosi così: «Ero condizionata dalla figura di Bellomo che induceva una certa soggezione. Posso dire che una sorta di venerazione era condivisa da gran parte dei partecipanti al corso. Il motivo che mi indusse ad accettare era la curiosità, una certa attrazione verso questa persona che percepivo come fuori dal Comune».
francesco bellomoFRANCESCO BELLOMO
Il troncone d' inchiesta milanese si è concluso con la richiesta di archiviazione da parte della Procura, secondo cui «nessun comportamento volto a coartare la libertà morale delle studentesse può invero essere ravvisato nella sottoposizione di contratti di collaborazione la cui sottoscrizione, pur nella sua singolarità, era rimessa alla libera volontà delle alunne»; peraltro spesso i contatti non erano unilaterali ma «iscritti nell' ambito di una rete di scambi connotata da reciprocità». Nessuna delle quattro vittime si è opposta alla richiesta di archiviazione: tre di loro nel frattempo sono divenute giudici in altrettanti tribunali del Nord. Il gip Guido Salvini però non è convinto che reato non ci sia stato, e ha fissato udienza per il 16 settembre. Fonte: qui

giovedì 18 luglio 2019

I PM SBUGIARDANO LA VERSIONE DI CAROLA RACKETE: “I MIGRANTI NON ERANO IN PERICOLO. SEA WATCH? ATTO DI FORZA”


IL RICORSO DELLA PROCURA DI AGRIGENTO CONTRO LA LIBERAZIONE DELLA RACKETE: “SONO STATE VIOLATE LE LEGGI” 

SECONDO LA PROCURA CI SONO ALTRI TRE MOTIVI CHE DIMOSTRANO L'ERRATA VALUTAZIONE GIURIDICA DEL GIP ALESSANDRA VELLA, CHE CON LA SUA ORDINANZA DEL 2 LUGLIO HA TRASFORMATO LA TEDESCA IN UN' EROINA…

Fausto Biloslavo per “il Giornale”
CAROLA RACKETE NELLA COPERTINA DELLO SPIEGELCAROLA RACKETE NELLA COPERTINA DELLO SPIEGEL

Carola Rackete non aveva alcun diritto o dovere «umanitario» di forzare il blocco imposto dal Viminale e schiacciare contro il molo la motovedetta della Guardia di Finanza per far sbarcare i migranti. Il ricorso della procura di Agrigento contro l' ordinanza del Gip, che aveva lasciato andare la capitana ha un punto fermo molto chiaro.

«Non si può ritenere sussistente la scriminante dell' avere adempiuto a un dovere visto, che i migranti erano in sicurezza nella rada con la massima assistenza delle autorità che avevano anche disposto alcuni sbarchi per motivi sanitari», scrivono nelle 18 pagine presentate in Cassazione il procuratore di Agrigento, Luigi Patronaggio, l'aggiunto Salvatore Vella e il pubblico ministero Gloria Andreoli. In pratica il 29 giugno la comandante tedesca di Sea watch 3 ha violato la legge e non è vero che a bordo i migranti erano in pericolo di vita e dovevano venire sbarcati ad ogni costo. I reati contestati a Rackete sono di resistenza a pubblico ufficiale e resistenza o violenza a nave da guerra.
LUIGI PATRONAGGIOLUIGI PATRONAGGIO

Secondo la procura ci sono altri tre motivi che dimostrano l'errata valutazione giuridica del Gip Alessandra Vella, che con la sua ordinanza «assolutoria» del 2 luglio ha trasformato Carola in un' eroina dei due mondi. Anche se venisse accolto il ricorso «blindato», che non è trapelato, la talebana dell' accoglienza della Ong tedesca resterà libera e bella. Per decidere sulla misura cautelare la procura avrebbe dovuto investire il Tribunale del riesame.

L'obiettivo è fissare dei paletti alle operazioni delle Ong, che fanno quello che vogliono violando norme e divieti. La decisione della Cassazione sul ricorso servirà da pietra miliare anche per i prossimi casi. Carola, però, deve preoccuparsi di più del secondo filone d' inchiesta sull' ipotesi di reato di favoreggiamento dell' immigrazione clandestina. Oggi è previsto ad Agrigento il suo interrogatorio fiume sul recupero dei migranti davanti alle coste libiche. Il procuratore aggiunto Salvatore Vella è deciso a portare fino in fondo l' inchiesta. Una fonte del Giornale, che si occupa del caso, spiega che «questa volta non finirà in una bolla di sapone come le altre».
CAROLA RACKETE BY OSHOCAROLA RACKETE BY OSHO

Gli investigatori avrebbero in mano indizi e prove che potrebbero incastrare l' estremista umanitaria dell' Ong tedesca Sea watch. Ieri è continuato l' interrogatorio, iniziato il giorno prima, di Erasmo Palazzotto, deputato dell' estrema sinistra di Liberi e uguali, capo missione del veliero Alex. Anche in questo caso pur di sbarcare i migranti in Italia il 6 luglio è stato seguito l'«esempio» di Carola e l' imbarcazione della Ong Mediterranea Saving Humans ha forzato il blocco. Palazzotto è indagato per favoreggiamento dell' immigrazione clandestina e «disobbedienza, resistenza e violenza a nave da guerra».
CAROLA RACKETE - FOTO REPUBBLICACAROLA RACKETE - FOTO REPUBBLICA

Secondo il suo avvocato, Fabio Lanfranca, «la vicenda è lineare. È stato fatto di tutto per aiutare gente in difficoltà. E questo è quello che l' onorevole sta raccontando in maniera puntuale, precisa e documentando tutti i passaggi». Sia Alex che la nave Sea watch 3 sono sotto sequestro. Nel frattempo è stata intercettata l' ennesima lettera minatoria con polvere da sparo e l' ogiva di un proiettile indirizzata al procuratore capo di Agrigento e alla Gip Vella. Le minacce sono firmate da una fantomatica «ultradestra sovranista». Il braccio di ferro con le Ong ha provocato l' invio alla procura di venti lettere minatorie.

CAROLA RACKETECAROLA RACKETE
A Patronaggio è stata assegnata una scorta. In Toscana sono state raccolte in 24 ore 2.248 firme contro il premio che la Regione guidata dal centro sinistra vuole conferire a Carola Rackete. Marco Stella, vicepresidente del Consiglio regionale di Forza Italia e promotore della petizione ha spiegato che «la gente è arrabbiata perché non ci sta a vedere premiata ed eletta a modello una persona che viola le nostre leggi».

Fonte: qui












INTERROGATA DAI PM DI AGRIGENTO, CAROLA RACKETE ORA POTREBBE TORNARE IN GERMANIA 

IL SUO CASO HA FATTO PASSARE IN SECONDO PIANO LA NOTIZIA DELLA RICHIESTA DI RINVIO A GIUDIZIO DELLA PROCURA DI RAGUSA NEI CONFRONTI DEL COMANDANTE MARC REIG CREUS DI “OPEN ARMS”, LA NAVE DELL'OMONIMA ONG SPAGNOLA E IL CAPO MISSIONE ANA ISABEL MONTES MIER 

L'ACCUSA DI VIOLENZA PRIVATA FUNZIONALE AL FAVOREGGIAMENTO DELL' IMMIGRAZIONE CLANDESTINA RIGUARDA IL CASO DEL 15 MARZO 2018...

Fausto Biloslavo per “il Giornale”

CAROLA RACKETECAROLA RACKETE
Carola Rackete, accolta come una star da uno sparuto gruppo di fan, è stata interrogata ieri alla procura di Agrigento. Al momento la montagna ha partorito un topolino con la capitana ed i pm che parlano all' unisono di «incontro sereno». L' ex comandante della Sea watch, libera e bella, potrebbe pure tornare nelle prossime ore a casa in Germania.
La notizia ben più importante, ma oscurata dalla capitana, è la prima richiesta di rinvio a giudizio di un' inchiesta sulle Ong dopo il caso Juventa di due anni fa.
CAROLA RACKETECAROLA RACKETE
La procura di Ragusa vuole processare il comandante e la capo missione di Open arms per un recupero di migranti davanti alla Libia. Il sequestro delle videocamere go pro sugli elmetti dei soccorritori della Ong spagnola hanno rivelato che fin dall' inizio dicevano in inglese ai migranti «we go to Italy», andiamo in Italia.
Ieri mattina al tribunale di Agrigento la tedesca Rackete ha risposto dell' ipotesi di reato di favoreggiamento dell' immigrazione clandestina. L' interrogatorio, che doveva essere fiume, è durato appena 4 ore e sembra quasi avere messo d' accordo il procuratore aggiunto Salvatore Vella, i sostituti Alessandra Russo e Cecilia Baravelli e l'indagata.
«É stato un incontro sereno al quale seguiranno tutte le valutazioni del caso» trapelava dalla procura. «É in corso l'interrogatorio di #Carola. La nostra Capitana è serena e spiegherà agli inquirenti come ha adempiuto al dovere di soccorrere e portare in salvo le persone trovate in mare» annunciava Sea watch, l' Ong estremista tedesca.
CAROLA RACKETECAROLA RACKETE
Finito l'interrogatorio la stessa Carola ha spiegato di essere «molto contenta per l'opportunità di aver spiegato tutti i dettagli del salvataggio del 12 giugno». E subito dopo ha colto l' occasione per lanciare i soliti proclami da eroina dei due mondi. «Spero che la Commissione europea dopo l' elezione del nuovo Parlamento faccia il meglio possibile per evitare queste situazioni e che tutti i Paesi accettino le persone salvate dalle flotte di navi civili» ha aggiunto. Alla domanda su cosa pensa del ministro dell' Interno, Matteo Salvini, ha risposto in maniera sibillina: «Niente».
Più duro e «politico» il suo avvocato, Alessandro Gamberini: «Che il clima di odio ci sia e che venga alimentato da dichiarazioni irresponsabili, aggressive e false come ha fatto il ministro Salvini sui social è pacifico». Ovviamente Carola ha ribadito davanti ai pm di avere agito «per necessità». Secondo la capitana Lampedusa «era l' unico porto sicuro» e «rifarebbe tutto». Il legale ha sottolineato che «è libera e non fa più parte dell' equipaggio di Sea watch 3» la nave della Ong sotto sequestro. Se volesse potrebbe tornare in Germania anche subito.
Marc Reig CreusMARC REIG CREUS
L' improvvisata conferenza stampa di Carola ha fatto passare in secondo piano la notizia della richiesta di rinvio a giudizio della procura di Ragusa nei confronti del comandante Marc Reig Creus di Open arms, la nave dell' omonima Ong spagnola e il capo missione Ana Isabel Montes Mier.
Ana Isabel Montes MierANA ISABEL MONTES MIER
L'accusa di violenza privata funzionale al favoreggiamento dell' immigrazione clandestina riguarda il caso del 15 marzo 2018. Secondo i titolari dell' inchiesta, il procuratore capo Fabio D' Anna e il sostituto Santo Fornasier, gli indagati avrebbero imposto all' Italia lo sbarco dei migranti recuperati la largo della Libia senza rispondere alle indicazioni del centro di soccorso di Roma e del loro paese di bandiera, la Spagna, che li sollecitava a fermarsi a Malta.
Il 18 marzo dello scorso anno erano stati sbarcati 218 migranti a Pozzallo. Open Arms è stata sequestrata e poi lasciata andare. Nelle ultime ore, in contemporanea con l' interrogatorio di Carola, la nave della Ong spagnola è salpata da Lampedusa dirigendosi verso la Libia. Ieri pomeriggio era all' altezza del porto tunisino di Sfax alla ricerca di migranti.
open armsOPEN ARMS
Fonte: qui

domenica 7 aprile 2019

I media vorranno presto poter cancellare la storia

Ho chiesto per la prima volta al Dott. D. alcuni anni fa se potevo trasformare uno dei suoi commenti sulla Terra Automatica in un saggio. Di seguito viene illustrato il motivo per cui l'ho chiesto. Non è sicuro che capisca perché alcuni dei suoi discorsi si fanno notare mentre altri no, ma certamente lo fanno. Vai alla sezione commenti automatici sulla Terra per capirlo. Lui è lì ogni giorno.
E tu sei libero di non essere d'accordo, naturalmente. E io stesso sono bravo, ho un tema sullo stesso argomento in attesa, ma adoro la vista da laggiù. Niente non mi piace.

Dr. D .:  Legalmente, il percorso è abbastanza chiaro e incredibilmente vecchio. È sempre stato illegale calunniare (a voce) o diffamare (in stampa) qualcuno.
I bambini di Covington lo stanno seguendo proprio ora. È illegale ovunque, inclusa la Gran Bretagna e la Nuova Zelanda, e la soglia legale ha un paio di punti. Deve esserci un danno dimostrabile, i fatti forniti devono essere sbagliati, devono essere specifici e così via. Quindi denunci civilmente per risarcimento in misura con il danno causato. Abbastanza semplice. Ma se è una vera diffamazione del genere, non solo "Non sono d'accordo con te", allora tutti questi elementi sono assolutamente in gioco. Nessuna falsa accusa, non solo ottenere i fatti sbagliati in caso di incidente.
Inoltre, il governo non è mai il querelante. Anche se, in teoria, suppongo che potrebbero prendere posizione, in pratica calunnie e diffamazioni sono perseguite da privati ​​contro i privati, il che elimina un elemento importante della censura e della repressione governativa ... Il problema è che ora l'intera forza dei media è residente in 5 corporazioni delle dimensioni della maggior parte dei paesi, nessuno ha mai fatto causa a nessuno, tanto meno sfidandoli con le pistole all'alba.
Questo e il mercato si sta adattando alla nuova realtà: è usato per essere quello quando un giornale ha avvilito catastroficamente il cagnolino come diciamo noi Yanks, la gente cancellerebbe la propria sottoscrizione a un tale pezzo di immondizia pura, inutile e fuorviante . ... Ma nessuno paga più le notizie; non c'è nulla da cancellare. I clic sono gratuiti. Quindi, anche se è completamente sbagliato, consapevolmente, provatamente sbagliato in 10 minuti di google, se si ottengono clic vengono pagati, quindi c'è un nuovo incentivo OPPOSTO a mentire, fintanto che le bugie sono convenienti. È letteralmente impossibile essere screditato con questo modello. Guarda Brian Williams su NBC e Donna Brazile su Fox.
Tuttavia, si può ancora essere citati in giudizio in caso di penuria e non essere in grado di pagare le fatture per i clic, e mi aspetto che questa sia una nuova industria in crescita, forse guidata da Nunes. Certamente Buzzfeed e Vox non hanno aspettato, stanno crollando sotto la loro bufera di sciocchezze e scarsa reputazione, mentre tanti blogger che hanno capito bene continuano a salire nonostante ogni repressione che gli algos possono lanciare contro di loro. E questo è l'aggiustamento del mercato, nota: senza il governo.
Ecco come gli americani e le nazioni legali con la libertà di parola lo fanno e lo fanno sempre. Perché legalmente, non esiste una cosa come "incitamento all'odio". Se ci fosse, sarebbe considerato un crimine, una tirannia talmente diabolica che persino l'esistenza di opinioni è illegale. Ti è permesso odiare. Perché? Poiché tu sei umano, non blocchiamo le persone per pensare e sentire le cose, e ringraziamo il nostro Dio sempre amorevole per questo.
Hai anche il permesso di dire che odi qualcuno. Perché? Perché è sia un fatto che una tua opinione. Quale sarebbe l'alternativa, l'amore universale attuato dalla forza violenta perpetua? Se le persone non sanno che non ti piacciono, non puoi essere preavvisato, non puoi risolvere le cose, non abbiamo un dibattito aperto sul mercato delle idee.
Quello che NON PUOI fare - e ancora, questa è la legge ovunque e sempre - è REALMENTE DANNEGGIATORE qualcuno. Perché le parole sono solo aria a basso costo, suono e furia, a significare nulla.
Un mondo in cui le persone sono terrorizzate solo dalle parole è un mondo in cui l'uomo è il più debole che sia mai vissuto ed è estremamente facile da conquistare. Ma questo è il mondo occidentale ora, apparentemente non avendo mai visto o sentito violenza, in realtà crede che "le parole siano violenza". ... Cioè fino a essere così deboli, tali violette, tali fiocchi di neve, la loro totale debolezza attira la VERA violenza che divora la loro nazione in ore, come vedono con imperi decadenti e cadenti nel corso della storia.
Ci sono alcune altre cose: sei generalmente responsabile se le tue parole causano danni fisici o monetari. Inoltre, non si può quindi chiedere un danno specifico a una persona specifica, come si chiama ogni giorno il mio popolo, perché essendo più pericoloso, la legge vuole prevenire l'omicidio piuttosto che punirlo. Ma qualsiasi persona razionale può seguirli senza nemmeno sapere che la legge esiste, anche se, come tutte le leggi negli Stati Uniti, non viene applicata, o applicata solo a persone che non amano.
Ma è tutto terribilmente semplice. I media legalmente NON POSSONO raccontare bugie come questa senza pagarne le conseguenze. Per fortuna, tuttavia, il governo non è il querelante e il repressore. Legalmente possiamo avere discussioni aperte in cui cattive idee, cattive convinzioni possono essere lette apertamente e confutate, come quelle del Mein Kampf; come deve essere, perché l'unica alternativa è controllare e cancellare la storia, e quindi non potremmo mai imparare, mai riconoscerla. Punire le persone per le loro idee e sentimenti, rendendo la loro stessa esistenza una prigione.
I media vorranno presto cancellare la storia e forse lo stanno già facendo. Voglio dire, hanno appena cancellato Patrick Moore dalla fondazione di Greenpeace ieri. Ma senza l'autorizzazione della propaganda legale contro il popolo e il pagamento in contanti del governo che presto verrà rivelato - a lungo usato ma firmato dalla legge da Obama - CNN, MSNBC e i ragazzi andranno in rovina su un business plan che ha stato completamente screditato.
Così sotto il capitalismo di mercato - e ora privi della protezione monetaria e legale delle loro bugie da parte del governo, e sotto attacco per pregiudizi monopolio e con ordini esecutivi che ricordano a tutti che il discorso è sempre libero - i bugiardi stanno per essere denunciati, andare in bancarotta e scomparire.
È un peccato, perché dubito che abbiano la competenza per pulire i bagni. Questo è quello che fanno le nazioni libere, e lo stanno facendo in questo momento, invece di fare tutte le notizie, tutti i fatti e tutta la storia.
"Chi controlla il passato controlla il futuro. Chi controlla il presente controlla il passato. " 

- George Orwell, 1984
Tradotto automaticamente con Google

Blog di Raul Ilargi Meijer's Automatic Earth