
Visualizzazione post con etichetta ragazzi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta ragazzi. Mostra tutti i post
sabato 21 settembre 2019
NELLA SACRESTIA DELLA BASILICA DI SAN PIETRO SAREBBERO AVVENUTI ABUSI SESSUALI TRA DUE RAGAZZI QUASI COETANEI, ENTRAMBI EX STUDENTI AL PIO COLLEGIO OPERA DI DON FOLCI, IL PRE-SEMINARIO VATICANO

Etichette:
abusi sessuali,
BASILICA,
don Gabriele Martinelli,
istituto Don Folci,
monsignor Enrico Radice,
ragazzi,
Rinvio a giudizio,
sacrestia,
San Pietro,
Vaticano
mercoledì 18 settembre 2019
È EMERGENZA SICUREZZA NELLA CITY DOVE GLI ATTACCHI IN STRADA HANNO LASCIATO A TERRA 100 MORTI

È EMERGENZA SICUREZZA NELLA CITY DOVE GLI ATTACCHI IN STRADA HANNO LASCIATO A TERRA 100 MORTI
SEMPRE PIÙ RAGAZZINI GIRANO CON LAME IN TASCA E LE TELECAMERE E LA POLIZIA NON BASTANO
UN FALLIMENTO DEL MODELLO DEL SINDACO SADIQ KHAN CHE HA SEMPRE SOSTENUTO L’INTEGRAZIONE TRA STRANIERI E RESIDENTI, MA CHE HA OTTENUTO L’EFFETTO CONTRARIO FINENDO PER CREARE GHETTI…(VIDEO)
Federico Giuliani per “it.insideover.com”
Uno dei nuovi soprannomi che i media americani hanno dato a Londra è quello di “Stub-City”, ovvero la città delle pugnalate. E se perfino negli Stati Uniti, un Paese dove circolano più armi da fuoco che persone, si sono accorti che Londra è diventata un Far West, vuol dire che la situazione è più grave del previsto.
I numeri ufficiali sono quelli di un massacro. Dall’inizio del 2019 a settembre sono state uccise oltre 100 persone in seguito ad attacchi violenti, molti dei quali portati a compimento usando le lame affilate dei coltelli. Ma mentre starete leggendo questo pezzo, altre vittime avranno già allungato una lista infinita.
I numeri della strage
Lo spargimento di sangue nella Londra amministrata dal sindaco Sadiq Khan non mostra alcun segno di cedimento. Anzi, ogni giorno i tabloid riportano nuovi attacchi mortali in cui perdono la vita persone di ogni tipo: da studenti a padri e madri di famiglia, da bambini a lavoratori, da criminali a ragazzini.
Il 2018 è stato l’annus horribilis, con 132 omicidi e ben 14840 crimini con coltelli, e le probabilità che il 2019 sia ancora peggiore sono elevatissime. Già, le lame dicevamo, una delle piaghe che affligge la City; quest’anno hanno già perso la vita 20 adolescenti, 18 dei quali pugnalati a morte. Accanto al numero di omicidi complessivi troviamo infatti l’altrettanto altissima statistica sui morti per accoltellamento. E da gennaio 2019 a al 29 giugno scorso, per questo motivo, a Londra, sono già morte 33 persone.
Coltelli e violenza
Dando un’occhiata ai dati della Metropolitan Police, cioè la polizia di Londra – intesa come area metropolitana a esclusione della City of London – vediamo come i crimini con i coltelli abbiano subito un’impennata negli ultimi cinque anni.
Tra il 2015 e il 2016 i casi erano 9740, quasi 5100 in meno rispetto a oggi. La situazione peggiora se consideriamo il numero totale di omicidi, e quindi non solo quelli causati dai coltelli. Nel 2018 ci sono stati 134 casi, con una media di tre a settimana (dato peggiore degli ultimi dieci anni); per il momento, come si può vedere dall’infografica, abbiamo superato i 100.
Certo, le statistiche londinesi non sono peggiori rispetto a quelle americane, ma sentire Sadiq Khan affermare che “Londra rimane tra le città più sicure al mondo” appare quanto mai fuori luogo.
La sorveglianza non basta
Nella classifica del sito Comparitech sulle capitali più sorvegliate al mondo, Londra occupa la sesta posizione con oltre 620mila telecamere a circuito chiuso per quasi 9,2 milioni di abitanti. Eppure gli omicidi continuano a sporcare di sangue le strade della capitale inglese.
Il tasso di omicidi è aumentato del 38% rispetto al 2014, e l’anno scorso Londra ha superato New York nel numero di omicidi per la prima volta nella storia. Alcuni sostengono che rimarcare la crescente pericolosità di Londra sia un’esagerazione, in quanto la sua situazione sarebbe simile a quella di altre grandi città europee; altri ancora ritengono che un certo numero di omicidi sia la normalità per una megalopoli quale è la City.
Tuttavia, confutare un fatto provato da numeri inequivocabili nascondendosi dietro a giustificazioni simili è il modo perfetto per non riuscire mai a trovare una valida soluzione a un problema gravissimo.
Il fallimento del modello di Sadiq Khan?
Il modello di Londra, portato ai massimi livelli sotto la gestione Sadiq Khan, è in crisi. La società londinese è attraversata da tensioni etniche che si sommano alle ben più impellenti questioni economiche, con gap enormi tra centro e periferia. Senza alcuna correzione, una delle capitali più affascinanti d’Europa si è trasformata in una sorta di teatro di guerra.
Fatta eccezione per le gang e le associazioni criminali, la tendenza di portare un coltello nei pantaloni si è diffusa a macchia d’olio anche tra i comuni adolescenti. Ma ridurre la causa della violenza di Londra al solo aumento della diffusione dei coltelli sarebbe un altro grave errore.
Ci sono infatti da considerare le rivalità tra le bande di quartiere, l’emarginazione degli abitanti dei sobborghi più malfamati e la lotta per il controllo del traffico di droga. Sadiq Khan ha inoltre sempre sostenuto che una maggiore integrazione tra stranieri e residenti fosse necessaria per ridurre la criminalità.
In realtà il sindaco di Londra ha ottenuto l’effetto contrario e, senza nemmeno rendersene conto, ha frammentato il contesto sociale locale creando veri e propri ghetti. Ognuno dei quali isolato dagli altri, con i propri valori, con la propria cultura, religione ed etnia.
Fonte: qui
sabato 6 luglio 2019
CREMONA, ARRESTATI 7 RAGAZZI TRA I 15 E I 18 ANNI CHE AVEVANO TRASFORMATO VIE E PIAZZE DELLA CITTÀ IN DEI RING PER RISSE E PESTAGGI

I VIDEO VENIVANO POSTATI SULLA PAGINA INSTAGRAM “CREMONA.DISSING” E LA GANG ERA TEMUTISSIMA TRA GLI ADOLESCENTI
SI DAVANO APPUNTAMENTO SUL SOCIAL “THISCRUSH” E…
Veronica Cursi per www.ilmessaggero.it
L'appuntamento è su Instagram o su Thiscrush, il social anonimo più famoso tra i ragazzini. E' qui che la "family", come si chiamano tra di loro, contatta altri giovanissimi per organizzare risse nelle piazze più famose di Cremona. L'obiettivo? Picchiare gente a caso, per gioco o per vendetta e riprendersi con il cellulare per postare quelle «esibizioni» e conquistare follower.
Stavolta è successo a Cremona, i carabinieri hanno arrestato 7 ragazzi tra i 15 e i 18 anni (4 in carcere, 3 ai domiciliari) e ne hanno denunciati altri 18: avevano trasformato alcune vie e piazze della città in veri e propri ring. Gli indagati prendevano di mira anche giovanissimi e i video delle risse e dei pestaggi venivano postati e commentati sulla pagina di Instagram "Cremona.dissing".
La gang era diventata famosa e temuta tra i giovanissimi di Cremona tanto che sul profilo anonimo di Thiscrush "Cremonadissing's Crush Page" in tanti scrivevano: «Mi spiegate perché dovete picchiare gente a caso?». E' qui che si sfidavano con altre crew: «Siamo di Milano dissing, in Lombardia comandiamo noi». O ancora: «Brescia comanda», «Venite a Lodi che vi apriamo in due». E in rete finiva tutto. Le minacce: «Siamo pronti a toccare tutte le ragazze di Cremona, anche le più piccole» e le esortazioni: «Dovete riportare l'ordine, ristabilire chi comanda».
Ed era proprio questa pagina il palcoscenico in cui i componenti del branco rendevano pubblico il loro operato, anche come sfida aperta alle autorità. Gli arrestati sono accusati di rapina e tentata estorsione, concorso in atti persecutori, spaccio di sostanze stupefacenti, danneggiamento e risse. La gang era composta prevalentemente da minorenni, ma, per la presenza di qualche 18enne, l'inchiesta è stata condivisa tra Procura per i minorenni di Brescia, con il Pm Emma Avezzú e la Procura di Cremona con la collega Vitina Pinto.
FIGHT CLUB
Come il celebre film sugli incontri clandestini "Fight Club" anche i ragazzi di Cremona si davano appuntamento per picchiarsi. Contrariamente alla pellicola di David Fincher, però, i giovanissimi, quasi tutti minorenni, non si vedevano negli scantinati, ma nella centralissima piazza Marconi. «Allora alle 4 si jumpa?», uno dei messaggi nella chat ad indicare l'orario dell'appuntamento.
Nella pagina Instagram erano pubblicati i video delle risse e venivano pubblicate immagini di Piazza Marconi resa simile ad un ring per incontri di box, con la scritta «the ring is for boy», che significa «il ring è per ragazzi» e sull'immagine della piazza «This Ring is for real men» che tradotto significa «questo ring è per uomini veri».
Un gioco, una sfida. Un fenomeno che si ripete identico anche in molte altre città italiane. A Piacenza, dove nell'ottobre del 2018 furono identificati 63 ragazzini che partecipavano a questi incontri. Ma anche a Roma. Lo avevamo raccontato lo scorso gennaio, quando sui social girarono filmati di combattimenti tra ragazzini della Capitale.
Perché, come per le foto hot di minorenni con il seno o il sedere in bella mostra, anche questi pestaggi sono pubblicizzati via social per aumentare la popolarità, affinché Instagram diventi la vetrina del proibito dove condividere tutto: sesso, droga, violenza. Purché se ne parli. E dietro questa compravendita di seguaci una rete di pseudo-influencer, ragazzini di 15, 16 anni che tra i giovanissimi sono veri e propri idoli e dall'alto dei loro 20, 30 mila follower dettano le regole. E Instagram continua a guardare.
Fonte: qui
martedì 11 giugno 2019
GANG DI RAGAZZI, NEL TORINESE UN 20ENNE È STATO PRESO A SPRANGATE DOPO ESSERSI RIBELLATO A UN TENTATIVO DI RAPINA DI POCHI SPICCI ...

A ROMA UN 24ENNE È SALITO IN MACCHINA E HA TRAVOLTO ALCUNI RAGAZZI CON CUI AVEVA LITIGATO FUORI DA UNA DISCOTECA
A NAPOLI UNA BABY GANG HA AGGREDITO TRE 20ENNI
COSA HANNO IN COMUNE QUESTI EPISODI?
LA RABBIA BESTIALE DI GIOVANI ANNOIATI E SENZA SCRUPOLI
Giordano Tedoldi per “Libero quotidiano”
Sono giovani, spesso minorenni, annoiati, senza scrupoli. Sono i protagonisti degli ultimi episodi di violenza verificatisi a Roma, Torino, Napoli. Menano colpi di spranga per due euro, com' è successo a Rivoli, nella provincia torinese, dove all' una di notte una gang di periferia composta da cinque ragazzi, di cui tre minorenni e gli altri maggiorenni di poco (18 e 21 anni) ha accerchiato due fratelli che tornavano a casa per rapinarli del cellulare e dei soldi, anche se erano solo pochi spicci.
Uno dei fratelli, vent' anni, si è ribellato e per tutta risposta è stato selvaggiamente sprangato, picchiato e preso a calci, subendo un trauma cranico e altre lesioni guaribili in 35 giorni. Fortunatamente nonostante l' ora tarda c' erano altri testimoni, ma la loro presenza non ha minimamente scoraggiato la furia dei ragazzi.
Quando l' aggredito è riuscito ad atterrarne uno, tutti sono scappati, e un altro ha perso il documento d' identità che, raccolto da un passante, è stato consegnato ai carabinieri, i quali sono riusciti a individuare tutti i componenti del pestaggio.
GLI ARRESTI
I fatti risalgono ad aprile, ieri sono stati arrestati. A Roma invece, intorno alle quattro di sabato mattina, all' uscita da una discoteca dell' Eur, la "Bibliotechina", due comitive stavano ancora discutendo dopo essersi affrontate dentro il locale per i soliti stupidi motivi che scoppiano nelle discoteche. Quando una delle due comitive ha cominciato a dirigersi alla fermata della metropolitana, sembrava la cosa fosse finita lì.
E invece un ventiquattrenne, letteralmente fuori di sé, è salito a bordo della sua Volkswagen Polo, ha pestato sull' acceleratore e ha falciato i quattro avversari che tornavano a casa, tre diciottenni e un cinquantatreenne. È scappato ma è stato rintracciato dalla polizia.
Due degli investiti sono stati portati in ospedale con codice rosso, non sono in pericolo di vita ma il più grave dovrà subire un intervento di chirurgia maxillo-facciale. In quelle stesse ore, poco distante, un egiziano di vent' anni è stato accoltellato a un fianco. L' aggressore è fuggito, il suo coltello è stato ritrovato e la polizia lo sta ancora cercando.
Un episodio simile si era avuto sempre nella capitale a gennaio, quando due amici ubriachi, per vendicarsi di due buttafuori di una discoteca che, visto il loro stato, non li avevano fatti entrare, erano risaliti sulla loro Mercedes classe B e li avevano travolti, ferendo anche un altro ragazzo quando si erano dati alla fuga. I due aggressori si sono poi costituiti, sono due fratelli di 27 e 30 anni.
Segnaliamo anche che pochi giorni fa, a Napoli, una baby gang di ben trenta ragazzini tra i quattordici e i diciotto anni ha aggredito tre giovani di 20, 21 e 23 anni nella zona dei Decumani. Il ventenne è stato ricoverato con una prognosi di due settimane per contusioni al fianco e al torace, i suoi amici hanno un trauma cranico e un trauma facciale, per fortuna lievi. Anche in questo caso, spiegano gli inquirenti, la violenza è esplosa per motivi futili.
RABBIA BESTIALE
Cosa tiene insieme tutti questi episodi? La giovane età, la rabbia bestiale, il ricorso a una violenza sproporzionata rispetto agli scopi. Questi ragazzi "annoiati" e "senza scrupoli", a volte ubriachi o fatti, non ci pensano un istante a spaccare la faccia o a mettere sotto con la macchina chi li contraddice, chi non li fa entrare in discoteca, chi si rifiuta di dargli lo smartphone o qualche moneta.
Per un pretesto insignificante circondano come un branco di lupi le vittime, forti della loro superiorità numerica, e infieriscono senza controllo. Non vogliamo esagerare il fenomeno, ma è questo che accade nelle nostre città. Qual è la ragione di questa violenza selvaggia?
L' elenco delle motivazioni è sempre lo stesso: una società lassista, i genitori irresponsabili, un' educazione viziata e permissiva, oppure il disagio, il degrado, l' incultura. Ma più che le ragioni, consigliamo di concentrarci sui castighi. È venuto il tempo di trattare questi fanciulli teppisti con la durezza che la loro ferocia merita, senza più concedere alibi per la loro giovane età.
Fonte: qui
giovedì 7 febbraio 2019
HANNO CONFESSATO I DUE RAGAZZI SOSPETTATI PER IL FERIMENTO DI MANUEL BORTUZZO: SONO DUE VENTENNI DI ACILIA, LORENZO MARINELLI E DANIEL BAZZANO
"ABBIAMO SPARATO PER ERRORE"
LA SVOLTA DOPO IL RITROVAMENTO DI ALCUNE IMPRONTE SULLA PISTOLA CALIBRO 38 DA CUI È PARTITO IL COLPO
MANUEL BORTUZZO - IL LUOGO DEL RITROVAMENTO DELLA PISTOLA
(ANSA) - Hanno ammesso di aver sparato per errore i due ragazzi ascoltati in questi minuti in questura per il ferimento del nuotatore Manuel Bortuzzo. I due ragazzi ventenni, secondo quanto si è appreso, si sarebbero presentati negli uffici della questura accompagnati dai loro legali. Sono entrambi di Acilia, quartiere nel quadrante sud di Roma, poco distante dal luogo del ferimento. Uno dei due avrebbe un doppio taglio di capelli, che corrisponde anche alle descrizioni dei testimoni.
I due responsabili del ferimento di Manuel Bortuzzo sono Lorenzo Marinelli e Daniel Bazzano, hanno rispettivamente 24 e 25 anni e vivono ad Acilia.
MANUEL BORTUZZO FERITO A ROMA: INTERROGATI DUE SOSPETTATI
Da www.ansa.it
Due sospettati per il ferimento di Manuel Bortuzzo, il nuotatore ventenne ferito nei giorni scorsi all'Axa, si trovano ora in Questura. Gli investigatori li stanno interrogando in questi minuti.
Chi ha sparato a Manuel Bortuzzo non avrebbe usato guanti e lasciando tracce sulla pistola, un revolver calibro 38. La scientifica è al lavoro per isolare le impronte e arrivare così ad una identificazione certa di chi ha sparato. Indagini sono in corso per identificare anche lo scooter da cui sono partiti gli spari. La pistola è stata trovata nei pressi del pub di piazza Esquilo all'Axa a Roma, a pochi metri di distanza da dove sabato notte Manuel Bortuzzo, giovane promessa del nuoto, è stato gravemente ferito con un colpo di arma da fuoco. La notizia del ritrovamento è stata anticipata dal Messaggero e dal Corriere della Sera.
L'inviato di "Chi l'ha visto?" Ercole Rocchetti ha ritrovato in una strada di Acilia uno scooter che sarebbe stato dato alle fiamme la notte in cui è stato ferito Manuel Bortuzzo. Ha avvisato subito la Polizia, che accerterà se si tratta dello stesso mezzo usato dai due ricercati che hanno sparato al giovane nuotatore. Si tratta della stessa zona verso la quale si sarebbero diretti dopo gli spari, ripresi a bordo di uno scooter nero, uno con un casco chiaro e l'altro a capo scoperto con un taglio di capelli a "a scalini".
"Ha saputo della paralisi ma non ha pianto". A parlare al Corriere della Sera è Franco Bortuzzo, padre di Manuel, che si trova all'ospedale San Camillo dove è ricoverato i figlio ferito nella notte tra sabato e domenica alla periferia sud di Roma. "Gli ho promesso che tornerà a vivere come una persona normale", aggiunge.
È stata ascoltata più volte dagli investigatori Martina, la fidanzata di Manuel Bortuzzo. Attraverso il suo racconto gli investigatori della squadra mobile stanno cercando di acquisire dettagli utili per risalire ai due uomini a bordo dello scooter da cui sono stati esplosi i colpi di pistola. Al momento lo scambio di persona rimane l'ipotesi più accreditata. Non sarebbero infatti emerse liti o attriti avuti recentemente dal ragazzo.
Le indagini hanno come obiettivo dare un volto ai due uomini a bordo dello scooter da cui e' partito il colpo di pistola. Si indaga negli ambienti della criminalità che gravita ad Acilia, anche tra le case popolari del quartiere nel quadrante sud di Roma, per risalire ai due uomini. Gli investigatori hanno ascoltato nelle ultime ore anche altri testimoni e amici di Manuel per acquisire elementi utili. A complicare il lavoro degli investigatori anche un clima di omerta' nella zona. Al momento l'ipotesi rimane quella dello scambio di persona. Chi ha premuto il grilletto potrebbe aver confuso Manuel con qualcuno che poco prima aveva preso parte a una rissa nel pub dall'altro lato della piazza. Alcuni dipendenti hanno raccontato che qualche protagonista della violenta rissa era già stato in quel locale in passato e aveva avuto un'altra lite. Tra loro potrebbe esserci anche qualche ex pugile.
Barelli, speriamo in un miracolo - "Speriamo in un miracolo, chiediamo il massimo rispetto per la privacy e confidiamo nell'operato delle forze dell'ordine e della magistratura affinché consegnino alla giustizia i responsabili del vile agguato avvenuto nella notte tra sabato e domenica". Così il presidente della Federnuoto Paolo Barelli sul ferimento di Manuel Bortuzzo. "Bisogna continuare ad essere fiduciosi e a lottare - sottolinea il n.1 della Fin lasciando l'ospedale San Camillo - Intanto sento doveroso ringraziare anche a nome di papà Franco, di mamma Rossella e dei fratelli Michelle, Jennifer e Kevin l'ospedale San Camillo, le forze dell'ordine e tutti coloro che stanno inviando messaggi di affetto e solidarietà Continueremo ad offrire la migliore assistenza possibile al giovane Manuel e alla sua famiglia - conclude Barelli - e auspichiamo che questo dramma possa diventare un monito per un futuro diverso. Una serata tra amici non può trasformarsi in tragedia".
Fonte: qui
Sparano e Manuel si accascia a terra. Tutta la scena nel video choc
Sono immagini forti, le pubblichiamo perché non si può voltare la testa altrove
Due minuti e ventidue di immagini. Forti, atroci, sconsigliate ai più e invece da vedere, incollati allo schermo, per quanti sapevano e hanno taciuto.
Nella telecamera della tabaccheria di via Menandro, all’Axa, la scena terribile del ferimento di Manuel Mateo Bortuzzo, il diciannovenne trevigiano che sognava le Olimpiadi e che oggi è condannato alla sedia a rotelle per colpa di due ragazzi che hanno quasi la sua età e che sabato notte, su di giri dopo una rissa, hanno sparato tre proiettili contro il bersaglio sbagliato. “Abbiamo sparato per errore”, hanno detto davanti agli inquirenti Lorenzo Marinelli e Daniel Bazzano. Nel filmato Manuel e la fidanzatina Martina sono in piedi davanti al distributore di sigarette. Il ragazzo non indossa il cappuccio della giacca, né un berretto. Un faro da piazza Eschilo precede il motorino che sale su via Menandro in direzione di via di Acilia. I due nuotatori si girano, come chiamati dagli sconosciuti sullo scooter. Manuel si accascia e urla, mentre si tocca le gambe che già non sente più.
L'omertà di chi conosceva in zona i nomi dei due responsabili e ha taciuto, coprendoli perfino, dovrà forse pesare sulle loro coscienze mentre le braccia di Manuel che sognava di nuotare cercano Martina. Hanno sbagliato a sparare. E un ragazzo innocente paga la pena peggiore.
Fonte: qui
I 2 FERMATI PER IL FERIMENTO DEL NUOTATORE SONO SPACCIATORI DELLA PERIFERIA ROMANA: UNO DEI DUE PARE FOSSE NIPOTE DELL’ULTIMO BOSS DI ACILIA
LA RETE DEI CASALESI SUL LITORALE E L’ASCESA DEI FRATELLI IOVINE: VOLEVANO COLPIRE LORO I SICARI DI MANUEL...
FULVIO FIANO E RINALDO FRIGNANI per il Corriere della Sera
Chissà se Manuel Bortuzzo ha avuto il tempo di associare i due volti a quelli di Suburra, la sua serie tv preferita, quando gli hanno sparato a tradimento sotto la pioggia di sabato notte. Lorenzo Marinelli e Daniel Bazzano sono così come te li aspetti nella loro banale riproposizione di modelli estetici visti in tv e seguiti da altri emuli, aspiranti boss. Le barbe lunghe, i capelli rasati ai lati, i tatuaggi più o meno evocativi della loro «malavita». Pesci piccoli, ma volti noti nella criminalità di Acilia. I due arrestati si aggiravano da tempo nella altrettanto evocativa «Piazza delle siringhe», uno spazio che non ha nemmeno trovato posto nella toponomastica ai margini del Villaggio Giuliano, al quartiere San Giorgio del paesone alle porte di Roma, case popolari e diffuso degrado da cliché.
Bazzano, una compagna più giovane («Fidanzati ufficialmente a maggio 2018», annota Facebook) e un figlio di neanche un anno, mostra volentieri nelle foto social la pistola tatuata sulla spalla sinistra e la scritta «Tutto passa» all' altezza del petto. E posta frasi che significano tutto e niente ma servono forse a darsi un tono: «Se nella vita devi striscià, allora arzati e muori». Oppure: «Quando avrete il coraggio di dirmi in faccia quello che dite alle mie spalle sarete miei nemici. Fino a quel momento siete miei fan». E poi foto di canne e marijuana per quel tocco di trasgressività senza paura.
Lorenzo Marinelli, ufficialmente idraulico, ha una faccia da paranza emergente in Gomorra . Due orecchini di brillanti poi rimossi, tatuaggi diffusi su tutto il corpo, è anche lui «fidanzato ufficialmente» e con un figlio piccolo. Esibisce spavaldo un dito medio con vistoso anello nella foto del profilo. In un' altra (scherzosa?) compare dietro le sbarre. «Sono strano lo ammetto, E conto più di un difetto Ma qualcuno lassù mi a guardato e mi a detto io ti salvo stavolta come l' ultima volta!!», scriveva (testuale e tutto maiuscolo) nel 2014. E poco prima «Sordi e paura mai avuti». Posizioni o simpatie politiche, invece, nei profili dei due fermati non vengono espresse.
Fonte: qui
IL VERO OBIETTIVO DEI DUE RAGAZZI CHE HANNO SPARATO A MANUEL BORTUZZO E’ UN 35ENNE APPASSIONATO DI BOXE E ARTI MARZIALI CHE ERA IN COMPAGNIA DI ALCUNI TIRAPIEDI DEI CASALESI CHE SPADRONEGGIANO AD ACILIA
PER GLI INVESTIGATORI, LORENZO MARINELLI AVEVA A DISPOSIZIONE PIÙ ARMI, PAGANDO ALCUNI INCENSURATI AFFINCHE’ LE CUSTODISSERO
UTILIZZAVA LE PISTOLE ALLA BISOGNA, PER TERRORIZZARE CHI NON PAGAVA LA DROGA...
Camilla Mozzetti Mirko Polisano per “il Messaggero”
Otto giorni fa Manuel Bortuzzo si preparava a trascorrere il sabato sera con gli amici ora dal reparto di Terapia intensiva del San Camillo dov'è ricoverato si domanda: «Come hanno potuto due uomini con i figli piccoli sparare contro di me?». Lenta, eppure puntale, si fa largo la presa di coscienza per quanto accaduto.
La giovane promessa del nuoto è forte, lo ha dimostrato fin dall' inizio. Fin da quando ha riaperto gli occhi e compreso di non poter muovere le gambe: «Tornerò presto» ha ripetuto soltanto giovedì in un audio messaggio. Ma con chi lo va a trovare, tra le chiacchiere e i sogni per il futuro che questa tragedia non è riuscita a scalfire si insinuano anche quelle domande lecite che tuttavia rischiano di restare senza soddisfacenti risposte.
LE INDAGINI
Intanto le indagini della Squadra Mobile puntano a capire chi fosse il vero obiettivo della folle vendetta messa in atto da Lorenzo Marinelli e dal complice Daniel Bazzano dopo la rissa al pub dell'Axa. Per chi è stata scambiata la diciannovenne promessa del nuoto italiano centrata «per sbaglio» da un proiettile calibro 38? La polizia avrebbe già un sospetto su cui è concentrata l' attenzione; l' identikit è quello di un tipo definito dai frequentatori dell' O'Connell come «un attaccabrighe» e che già in passato avrebbe dato il là a «violente scazzottate».
Un ragazzo tra i 35 e i 40 anni, appassionato di boxe, arti marziali e tatuaggi, che sarebbe stato nel locale in compagnia di tirapiedi e guardaspalle di esponenti di spicco dei Casalesi che spadroneggiano ad Acilia. Il giovane sarebbe stato localizzato nei pressi di piazza Eschilo e accertamenti sono in corso. Non solo su di lui ma anche su un suo compare. Entrambi, infatti, avrebbero un fisico simile a quello di Manuel.
Nei minuti di Far West al pub, secondo una ricostruzione, il suo gruppo avrebbe affrontato quello rivale in cui erano schierati, tra gli altri, Marinelli, Bazzano detto Piddu, e un terzo uomo, che poi si era presentato ferito al pronto soccorso dell' ospedale di Ostia.
Finora è l' unico che risulta avere partecipato con certezza alla rissa, seppure giuri di «non ricordare» da chi le abbia prese. Una versione ritenuta poco credibile dalla Procura fin dalle prime dichiarazioni rese al commissariato del Lido.
Ma qual è la scintilla che ha innescato la baraonda al pub e che ha, poi, armato la mano di Marinelli? Tra le ipotesi, predomina quella di un regolamento di conti legato al traffico di stupefacenti, visti i trascorsi di Marinelli e Piddu, i quali dopo avere sparato a Manuel, durante la fuga in motorino, sono stati sentiti dire: «Se pijamo la piazza», come a evocare una faida in atto. Al pub, inoltre, sarebbero stati avvistati anche giovani della Nuova Ostia, feudo del clan Spada. Ma nulla è escluso, nemmeno che la furia della dozzina (almeno) di protagonisti della zuffa, sia scoppiata per motivi più futili, alimentata dall' alcol e dalla cocaina.
«NON ME NE CAPACITO»
Ieri, Manuel chiedeva ad uno dei suoi allenatori, Christian Galenda, dei due attentatori. «Era stupito spiega Galenda uscendo dalla Terapia intensiva dal fatto che giovani padri di famiglia con bambini nati da poco abbiano potuto agire con tale ferocia. Non se ne capacita».
Marinelli era molto legato allo zio morto a Rebibbia nel 2017 dove era rinchiuso per spaccio e detenzione di stupefacenti, boss ritenuto vicino ai clan Guarnera e Iovine, e per cui la prefettura vietò (e blindò) un funerale show stile Casamonica. Il 25enne Lorenzo era sotto osservazione della Finanza tanto che i baschi verdi lo avevano bloccato, a gennaio, con alcune dosi di cocaina e una pistola che, prima dell' arrivo degli agenti, aveva ceduto al suo socio in affari il quale fu arrestato e l' arma sequestrata.
Allora l' ipotesi investigativa era che Marinelli avesse nella sua disponibilità più armi, pagando la retta a incensurati che le custodivano, e che utilizzava, alla bisogna, per terrorizzare chi non pagava la droga. Anche Daniel fu denunciato per detenzione di stupefacenti.
Da parte sua Manuel continua a lottare e non è da solo. Ieri pomeriggio all' Axa, il quartiere dov' è stato ferito, i residenti sono scesi in strada in una fiaccolata di vicinanza al giovane la cui prognosi resta ancora riservata. Accanto al diciannovenne c' è la famiglia ma anche dagli psicologi del San Camillo. Le sue condizioni cliniche restano stazionarie: ieri i sanitari hanno continuato a drenare i polmoni, uno dei quali colpito da quella maledetta pallottola.
Fonte: qui
Iscriviti a:
Post (Atom)













































