9 dicembre forconi: San Pietro
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sabato 21 settembre 2019

NELLA SACRESTIA DELLA BASILICA DI SAN PIETRO SAREBBERO AVVENUTI ABUSI SESSUALI TRA DUE RAGAZZI QUASI COETANEI, ENTRAMBI EX STUDENTI AL PIO COLLEGIO OPERA DI DON FOLCI, IL PRE-SEMINARIO VATICANO

DON GABRIELE MARTINELLI ESIGEVA DALLA VITTIMA, SUO COETANEO DI SEI MESI PIÙ GIOVANE, PRESTAZIONI SESSUALI, IN PIÙ OCCASIONI, CON UNA MEDIA DI DUE VOLTE LA SETTIMANA…
Franca Giansoldati e Giuseppe Scarpa per “il Messaggero”

san pietroSAN PIETRO
Persino nella sacrestia della basilica di San Pietro. Persino lì, in quel luogo sacro e inviolabile, sarebbero avvenuti degli abusi sessuali tra due ragazzi quasi coetanei, entrambi ex studenti al pio collegio Opera di Don Folci, il pre-seminario vaticano, situato a due passi da Santa Marta, finito al centro di due differenti inchieste, una vaticana e l'altra avviata dalla Procura di Roma.

Dagli elementi in mano ai magistrati italiani si fa riferimento a reati continuati relativi a violenze che si sarebbero sviluppate in un tempo ampio, attraverso imposizioni, abuso d'autorità, costrizioni, sudditanza psicologica tali da rendere la vittima - L.G. - impossibilitata a reagire con forza e autonomia.
DON GABRIELE MARTINELLIDON GABRIELE MARTINELLI

LA STRUTTURA EDUCATIVA
Ad aggravare il quadro di tormento ci sarebbe stata anche la condizione di libertà limitata della vittima, visto che la struttura educativa è una specie di convitto in cui tante famiglie (soprattutto del Nord Italia) mandano i propri figli in modo che possano frequentare gratuitamente il San Pio X, uno dei licei privati più prestigiosi di Roma. Ogni mattina i ragazzi escono per le lezioni e rientrano di pomeriggio varcando il confine di Stato - per studiare, partecipare alle funzioni liturgiche del Papa e coltivare la eventuale futura vocazione sacerdotale.

È in questa cornice, evidentemente sotto uno scarso controllo, che sono andate a svilupparsi amicizie morbose, legami malati e quasi patologici sfuggiti di mano agli educatori che non sono riusciti a riportare alla normalità. L'allora rettore del pre seminario, monsignor Enrico Radice, viene ritenuto responsabile di omissioni proprio per non aver fermato quelle violenze. Si parla anche di rapporti completi tra adolescenti.

Quattro giorni fa il tribunale vaticano ha chiesto il rinvio a giudizio di due preti, don Gabriele Martinelli, il presunto abusatore, all'epoca dei fatti era ancora studente, oggi sacerdote ammesso ai sacri ordini e consacrato dalle autorità ecclesiali; e don Radice. Entrambi erano stati ascoltati nei giorni scorsi.

PRETI SESSOPRETI SESSO
La settimana prima, invece, con una contemporaneità che forse potrebbe spiegare l'annuncio del Vaticano, la magistratura italiana ha effettuato una perquisizione nella casa di don Martinelli, in un paesino del comasco, per prelevare messaggi e conversazioni utili al caso, file audio, video, e documenti cartacei. Non solo.

La Procura di Roma ha anche inoltrato la domanda di rogatoria internazionale in Vaticano ai fini di un processo in Italia. I reati contestati sono pesanti. Violenza continuata e abuso di autorità contestati nel periodo in cui Martinelli è maggiorenne, mentre gli altri episodi relativi a quando era minorenne sono stati stralciati e inviati alla Procura dei minori.
DON GABRIELE MARTINELLIDON GABRIELE MARTINELLI

Si è trattato «di un disegno criminoso» che portava Martinelli, all'epoca minore ad esigere dalla vittima, suo coetaneo di sei mesi più giovane, «prestazioni sessuali, in più occasioni, con una media di due volte la settimana, iniziando le condotte fin dal primo settembre 2006; fatti per i quali procede la Procura».

Gli episodi sarebbero avvenuti all'interno del pre seminario e nelle aree limitrofe «in particolare nelle camerate, nella camera singola di Martinelli, nonché in altri luoghi dentro la Città del Vaticano, tra cui la sacrestia della basilica di San Pietro».



I PRETI E IL SESSOI PRETI E IL SESSO
Il quadro complessivo che sembra affiorare dalle carte e da diverse testimonianze, a proposito dell'ambiente circostante al convitto dei chierichetti, mostra di avere una dinamica non sempre lineare, come del resto provano anche alcune lettere anonime e ricattatorie che arrivarono in Segreteria di Stato già nel 2012 per descrivere comportamenti immorali e una sorta di giro gay parallelo che gravitava su San Pietro, e che difficilmente si concilia con un ambiente sacro. Per i magistrati italiani si tratta ora di ricostruire quelle relazioni e non sarà facile. L'omertà sembra contrassegnare la vita interna, così come la scarsa trasparenza.

UN ALTRO ALLIEVO
DON GABRIELE MARTINELLIDON GABRIELE MARTINELLI
I vertici dell'istituto Don Folci, tuttavia, hanno sempre smentito con forza che vi siano stati abusi sessuali di qualsiasi natura all'interno, minimizzando e sconfessando anche le dichiarazioni di un altro allievo coinvolto, Kamil Jarembowki. Questo ragazzo entrato nel preseminario nel 2009 all'età di 13 anni venne allontanato per comportamenti immorali nel 2013. Fuggì dal preseminario per raggiungere un amico in Veneto, un altro ex alunno, per poi essere riammesso nella scuola previo impegno a mantenere fede alla vita comunitaria.

Gianluigi NuzziGIANLUIGI NUZZI
È lui ad avere parlato con Gianluigi Nuzzi, il primo ad avere raccolto la testimonianza di Kamil che ha dato il via a tutto il filone di inchiesta. Due anni fa in Vaticano ci fu una riunione piuttosto burrascosa in cui si decise se procedere o meno per diffamazione contro Nuzzi per la pubblicazione del libro. Ma memori dei problemi che avevano dato i due processi precedenti di Vatileaks 1 e Vatileaks 2 si decise di lasciare correre. Adesso però i nodi sembrano essere arrivati al pettine. Fonte: qui

sabato 6 luglio 2019

Translatio Petri ad Orientem ?

Nel giorno in Vladimir Vladimirovic Putin visita  Roma  –  Il  Papa, Bergoglio,  senza preavviso,  ha regalato alcune reliquie di San Pietro  all’arcivescovo Giobbe  di Telmesso, capo della delegazione del patriarcato ortodosso di Costantinopoli.  Sono reliquie che Paolo VI aveva voluto tenere nella sua cappella  privata.
La decisione ha stupefatto tutti, anche perché, El Papa ha consegnato brevi manu  e  sbrigativamente la cassetta di bronzo con nove frammenti ossei del primo pontefice  come un suo regalo  privato  – di   solito il dono di reliquie segue  un rituale  solenne – ma soprattutto, come ha ben detto  l’arcivescovo di Telmesso, “Le reliquie del santo apostolo Pietro furono sempre tenute a Roma.  La Chiesa ortodossa non li ha mai richiesti perché non appartennero mai alla Chiesa di Costantinopoli”, ha aggiunto l’arcivescovo”.  Infatti è così. Accade che gli ortodossi rivogliano le reliquie che i Crociati  rubarono in Costantinopoli,  ma non hanno mai preteso di “avere” Petrus.

Un gesto ”profetico”, certamente, come ha  notato il prelato greco.  Ancor più  profetica la spiegazione  di Bergoglio: “Io non vivo più nel Palazzo Apostolico, non uso mai questa cappella, non celebro mai la Santa Messa qui, e abbiamo le reliquie di San Pietro nella basilica stessa, quindi sarà meglio siano essere tenute a Costantinopoli “.
Insomma: tenetele voi, ché a me non servono.
Ovviamente a noi salta alla  mente un’altra profezia,  espressa involontariamente da un altro sommo pontefice-.

“Uno di loro, di nome Caifa, che era sommo sacerdote in quell’anno, disse loro: «Voi non capite nulla  e non considerate come sia meglio che muoia un solo uomo per il popolo e non perisca la nazione intera».  Questo però non lo disse da se stesso, ma essendo sommo sacerdote profetizzò che Gesù doveva morire per la nazione  e non per la nazione soltanto, ma anche per riunire insieme i figli di Dio”.
Se  Bergoglio è “sommo  sacerdote”, ha in qualche modo consacrato a sua insaputa una Translatio Petri a Orienten  – gravida di significati  mistici e geopolitici, di cui nemmeno si rende conto. Non voglio qui evocare la potente ed inquietante mistica della Translatio Imperi  ad Orientem,  da Roma a Costantinopoli, che nutrì  la teologia  politica di Dante – fino alla Terza Roma moscovita.
Ma che accada nei  giorni in cui Putin è a Roma, ha forse  un senso più profondo.
Sulla tesi che  Vladimir Vladimirovic abbia chiesto a  Bergoglio  di consacrare la Russia alla Vergine di Fatima, ho  ricevuto una conferma da parte di un sacerdote  americano.
Una storia inverosimile, che vi riferisco come l’ho avuta.  Sono gli anni in cui un centro religioso, il Kolbe Center, invita a tenere un seminario a Montefiascone il professor John Sanford, un celebre genetista della Cornell University, celebre anche perché ha abbracciato, contro il darwinismo la teoria dell’ intelligent design.  Sanford arriva con la moglie; entrambi non (ancora) cattolici, vengono accompagnati per la città papale da Hannah Holden, una giovane biologa neoconvertita  dal  protestantesimo.
Spirito ardente,  la giovane Hannah  resta a Roma dopo che Sanford e  signora sono ripartiti, perché vuol tentare – rispettosamente ma con ostinazione – di  aver con Bergoglio una colloquio privato per fargli capire che “l’insegnamento dell’evoluzionismo nelle scuole cattoliche distruggeva la fede della sua generazione”. Scrive una lettera ogni giorno al Pontefice e  la consegna in Vaticano. Mai una risposta.
Putin bacia l’icona della Vergine che ha appena regalato al Papa. E’ l’incontro del 2013.
Nel 2013,  si apprende che Putin verrà a Roma a incontrare Bergoglio. Il sacerdote americano scrive ad Hannah, che è ancora a Roma, per suggerirle  di consegnare all’ambasciata russa una lettera a Vladimir Vladimirovic, in cui spiegherà brevemente che la Santa Theotokos è apparsa a tre fanciulli in Portogallo nel 1917, ed  ha chiesto al Papa e ai vescovi di consacrare la Russia al suo Cuore Immacolato, perché ciò avrebbe prodotto una rinascita del cristianesimo nel mondo e  un’era di pace.
“E’ il segno”, concludeva la lettera, “che la vostra nazione, mister Putin, è stata scelta da Dio per essere luce  per ogni nazione sulla terra. Chieda, la prego, al Papa, di  consacrare la  sua patria al Cuore Immacolato della Theotokos”.
Hannah  va con la lettera all’ambasciata russa, e qui ha difficoltà a spiegarsi coi  militari russi di guardia;  sono cordiali ma lei non parla né russo né italiano. Uno dei militari le suggerisce di tornare il giorno dopo.  Il giorno seguente,  il soldato di guardia  chiama qualcuno al telefono, poi le fa varcare il cancello. La giovane biologa arriva ad una porta e suona il campanello. All’uomo in camicia  bianca e dallo sguardo penetrante che apre la porta, porge la lettera e lo prega  di consegnarla, gentilmente, al signor Putin. L’uomo fa sì con  la testa, senza dire una parola. Hannah se ne va.
A  questo punto bisogna spiegare, dice il sacerdote, che la giovane scienziata Hannah sa tutto di biologia, ma niente di politica. Solo poche settimane dopo, mentre (tornata in America) guarda in tv  le Olimpiadi Invernali in Russia,  quando le  telecamere riprendono in primo piano il Presidente che inaugura i giochi, si rende conto che  l’uomo in camicia che le aveva aperto la porta  all’ambasciata era Vladimir Putin in persona.
Il prete americano afferma che poco dopo, lui stesso  ha saputo per via indiretta,  da un sacerdote sudamericano presente all’incontro, che effettivamente Putin ha chiesto al Papa di consacrare la Russia, e  Bergoglio avrebbe risposto: “ Non è nei miei programmi”, That is not in my agenda, all’americana.
Nulla obbliga a credere a questa storia. Ma nulla impedisce di riconoscervi una divina sorridente ironia della Mediatrice che si prende cura di questa generazione sciagurata ed  ha promesso, contro ogni verosimiglianza, il trionfo del suo Cuore Immacolato. E dispone le cose e le coincidenze, i tempi e gli incontri fortuiti, secondo il grande piano che – sappiamo – non fallirà.
La Madre di Dio di Vladimir
La  maggior  parte delle ossa di Pietro sono e restano a  Roma. Il Vaticano  è costruito sopra la sua sepoltura, perché  è Lui la Roccia, l’axis mundi. Ma la sua translatio ad Orientem è  – forse  – una sicurezza   nell’eventualità di saccheggi e profanazioni che pur sono stati profetizzati (dalla Vergine delle Tre Fontane) e, ancor più, un pegno e una sicurezza  di unione che sarà ritrovata, nel gran giorno della rinascita della  fede che oggi è difficile immaginare, e della ritrovata unità della prima alla Seconda e alla Terza Roma. Fonte: qui

venerdì 30 marzo 2018

ATTENZIONE, CADONO CALCINACCI NELLA BASILICA DI SAN PIETRO

PROBABILMENTE SONO STUCCHI DELLA NAVATA LATERALE - SECONDO ALCUNI TESTIMONI NESSUNO SAREBBE RIMASTO FERITO TRA I TURISTI CHE AFFOLLAVANO IN QUEL MOMENTO LA BASILICA


Alcuni calcinacci, presumibilmente pezzetti di stucco, sono caduti oggi pomeriggio all'inizio della navata laterale della basilica di San Pietro, poco più avanti della cappella che ospita la Pietà di Michelangelo.

Secondo quanto riferito da alcuni testimoni, nessuno sarebbe rimasto ferito tra i turisti che affollavano numerosi in quel momento la basilica e che si sono allontanati subito, scattando immagini con i telefonini. Fonte: qui
basilica di san pietroBASILICA DI SAN PIETRO