9 dicembre forconi: ferimento
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martedì 2 aprile 2019

ROMA: L’OMBRA DEI CLAN DIETRO L’AGGUATO A UN BAR A CINECITTA'

RICERCATI I DUE UOMINI CHE HANNO GAMBIZZATO DUE PREGIUDICATI CON PRECEDENTI PER DROGA E RAPINA 

GLI INQUIRENTI IPOTIZZANO UN REGOLAMENTO DI CONTI MA NON ESCLUDONO CHE IL BLITZ SIA UN SEGNALE DEI GRUPPI CRIMINALI EMERGENTI 

NELLA ZONA E' IN CORSO UNA GUERRA TRA VECCHIA MALA ROMANA E NUOVE LEVE DELLA CAMORRA 

IL RUOLO DI SENESE, GRANDE CONSIGLIERE DEGLI EQUILIBRI MAFIOSI CHE ATTRAVERSANO ROMA…

Maria Lombardi e Alessia Marani per “il Messaggero”

CINECITTA - SPARATORIA AL BAR A VIA FLAVIO STILICONECINECITTA - SPARATORIA AL BAR A VIA FLAVIO STILICONE
Due tazzine di caffè rovesciate sul tavolino fuori da bar. Accanto, un pacchetto di sigarette lasciato lì nella fuga. A pochi passi, sul marciapiede un macchia di sangue cerchiata dal gessetto, e le lettere gialle che segnano il tragitto dei proiettili. Cinque colpi sparati tra la gente, in via Fulvio Stilicone, a Cinecittà, periferia Sud-Est. Un regolamento di conti tra clan, in pieno giorno, e il quartiere piomba nel terrore. Sono le 15,38, un negoziante ha controllato l' ora. Due giovani su uno scooter nero sfrecciano lungo la via, si fermano davanti al Petit Bar, al civico 211. Hanno il volto coperto con i caschi.

L' obiettivo dell' agguato sono Mauro Gizzi, 65 anni, e Maurizio Salvucci, 51. I banditi sanno di trovarli lì, quei due passano intere giornate seduti a quel bar. Li chiamano per nome. Uno scende dallo scooter, passa in mezzo a due tavolini e colpisce Maurizio alla gamba. Mauro si alza, prova a scappare ma fa appena pochi passi. Una pallottola lo prende di striscio e lo ferma. Il tipo con il volto coperto e la pistola spara ancora, alcuni proiettili finiscono sulla serranda della tabaccheria accanto al bar, a quell' ora chiusa, altri danneggiano la vetrata dell' edicola.

RAPINE E MINACCE Cinque colpi, un avvertimento per le vittime, poi la fuga. I due si allontanano con lo scooter mentre sulla strada è il panico, c' è chi urla, chi scappa. I due feriti vengono soccorsi, Fabio Eleuteri, il barista prende una busta di plastica e nell' attesa dell' ambulanza la stringe attorno alla gamba di Maurizio per arrestare l' emorragia. Sul posto arrivano i carabinieri della compagnia Casilina e i colleghi del Nucleo Investigativo di via In Selci per i rilievi tecnico scientifici. Gli investigatori transennano l' area e raccolgono testimonianze. I due feriti vengono trasportati al policlinico Casilino, piantonati dai carabinieri. Non sono gravi. Chi ha sparato i cinque colpi di un calibro piccolo, forse da una semiautomatica del tipo Makarov dell' Est europeo, non voleva uccidere ma metter paura.

CINECITTA - SPARATORIA AL BAR A VIA FLAVIO STILICONECINECITTA - SPARATORIA AL BAR A VIA FLAVIO STILICONE
Perché? Mauro Gizzi è il cugino di Franco, 65 anni, incappato in un' operazione anti-camorra del Gico della Finanza nel 2009 e a capo, secondo gli inquirenti, di un gruppo criminale con base nel sud pontino capace di importare fiumi di hashish e cocaina dalla Spagna e dal Marocco stringendo affari direttamente con i ras internazionali del narcotraffico.

Non solo, Oltre ai precedenti per stupefacenti, i due cugini hanno in comune quelli per rapina. Franco, di recente, è stato arrestato dalla Mobile di Roma per il raid in una banca del Portuense. Anche Maurizio ha alle spalle precedenti per spaccio e rapina.

Droga e rapine il loro mondo comune e condiviso ai tavolini del bar. Gli inquirenti non escludono nulla. Nè che l' agguato sia il segnale di una egemonia che gruppi emergenti vogliono ribaltare o ricomporre a suon di piombo, né che vi siano dietro regolamenti di conti per spartizioni non andate a buon fine. Mauro ha anche precedenti di polizia per minacce. Una prima risposta potranno darla le immagini delle telecamere poste sulla strada e sul negozio di servizi immobiliari.

I TESTIMONI «Li conosco bene qui due, stanno sempre qui», racconta Fabio Eleuteri, il titolare del Petit bar. «Passano le giornate seduti al tavolino, bevono caffé e giocano a carte. Cosa fanno non lo so, Mauro e Maurizio per me sono clienti, quasi amici dato che li vedo tutti i giorni. Mica vado a indagare sugli affari loro. Paura? No, volevano colpire loro e non me. Mi sono spaventato per mio nipote di 15 anni e mia sorella che erano seduti al tavolino accanto. Mia sorella è sotto choc, si è barricata in casa».
CINECITTA - SPARATORIA AL BAR A VIA FLAVIO STILICONECINECITTA - SPARATORIA AL BAR A VIA FLAVIO STILICONE
La strada è sotto choc. «Mia figlia stava uscendo, era proprio sulla porta. Due centimetri e beccavano anche lei». Il padre della bambina di 11 anni è il titolare dell' agenzia di servizi immobiliari a pochi metri dal bar della sparatoria. «Sto ancora tremando, lei non si è resa conto subito di quello che succedeva».

Anche la signora che abita di fronte al Petit bar racconta delle giornate passate ai tavolini dalle due vittime. «E che volete che fanno tutto il giorno su un marciapiede? Traffici». C' è chi evita di passare lì davanti. «Brutte facce, è pieno di balordi che non combinano niente tutto il giorno. Quando devo andare a casa di mia suocera, attraverso la strada e passo dall' altra parte pur di non finire in mezzo a quei tipi». Simona stava tornando a casa da scuola, con il figlio piccolo, quando ha ricevuto il messaggio della sparatoria.

NELLA CAPITALE LA GUERRA TRA VECCHIA CRIMINALITÀ E NUOVE LEVE DELLA CAMORRA
M.D.R. e A.Mar. per “il Messaggero”

La droga, gli omicidi, le estorsioni e le rapine. C' erano una volta i napoletani della Tuscolana. Anzi, no: ci sono ancora. Perché se Mimì Domenico Pagnozzi, occhi di ghiaccio è in galera e nel 2013 è finito dietro le sbarre anche O' Pazzo, Michele Senese, il mandante romano della Nuova Famiglia, i sodali di un tempo continuano a dettare legge e a mandare avanti gli affari, tra spaccio, estorsioni e le incursioni in banca armi in pugno.
Michele SeneseMICHELE SENESE

Ma c' è chi scalpita per emergere e riprendersi il territorio. La periferia Sud-Est della Capitale dall' Appio a Cinecittà, con le appendici fino ai Castelli Romani, è zona presidiata dalla malavita autoctona nata all' ombra dell' alleanza stretta tra i Casalesi vicini a Mimì o' professore (mandato in soggiorno obbligato a Roma nel 2005) e i camorristi al seguito di Senese (approdato nella Capitale negli anni 90, mandato per eliminare i cutoliani e ritenuto il grande consigliere degli equilibri mafiosi che attraversano Roma).

Una joint-venture capace di investire cifre da capogiro nel narcotraffico importando fiumi di cocaina sulle piazze di mezza Roma e diventata così potente nei primi anni 2000 da ipotizzare persino l' eliminazione dei Casamonica per non avere più rivali in questo spicchio di città conteso. Il patto siglato con l' uccisione di Giuseppe Carlino il boss della Marranella nemico di Senese e fatto fuori con la complicità di Mimì.

GLI EQUILIBRI Con i boss in galera, però, la pax mafiosa è diventata molto sottile, l' aria si è fatta pesante. Anche a Cinecittà.

E gli spari di ieri ai tavolini del Petit Bar di via Flavio Stilicone indirizzati ai due pregiudicati non più di primo pelo, 65 anni Mauro Gizzi, 51 Maurizio Salvucci, fanno pensare a emergenti che vogliono alzare la testa. Mauro è il cugino di Franco, 65 anni, residente a Rocca Priora. Nel 2009 i loro nomi spuntarono fuori nel corso dell' operazione Nuovo Impero del Gico della Finanza.

carminati michele seneseCARMINATI MICHELE SENESE
Franco, di recente arrestato per una rapina in banca al Portuense, era a capo di un gruppo criminale dedito al narcotraffico, con base logistica nel sud pontino: l' organizzazione in affari con la Camorra, secondo gli investigatori, si riforniva di stupefacenti dal Marocco e dalla Spagna, trattando direttamente con trafficanti di quei due Paesi.

Era sempre il 2009 quando i carabinieri del Ros arrestarono 40 persone nell' operazione Orchidea della Dda, e altre 30 finirono indagate. I reati? Associazione mafiosa, associazione finalizzata al traffico internazionale di stupefacenti, riciclaggio, ricettazione e violazione della legge sulle armi. L' organizzazione aveva importato hascisc e cocaina a volontà dalla Spagna e dall' Olanda, per commercializzarle a Roma e nel Napoletano.

agguato via flavio stiliconeAGGUATO VIA FLAVIO STILICONE
Ruolo di spicco lo avrebbe avuto Senese. Ma subito emersero i rapporti con esponenti storici della criminalità romana, come Enrico Nicoletti, la camorra napoletana, la criminalità pugliese e uomini di Cosa Nostra: Crocifisso Rinzivillo, della famiglia di Gela, Stefano Fontana, della famiglia palermitana dell' Acquasanta, Salvatore Buccafusca, collegato al clan di Santa Maria del Gesù. Arrestato nell' operazione Camorra Capitale, per Pagnozzi, a ottobre, è stata confermata la condanna a trent' anni di galera. Arrivò in soggiorno obbligato e si prese questa parte di Roma. Adesso, in ballo c' è la spartizione militare di una grossa fetta di città, non solo al Tuscolano, ma anche a San Basilio fino alle borgate del Casilino.
Enrico NicolettiENRICO NICOLETTI

IL PENTITO Un pentito, Giuseppe Pandolfo, il killer di Serafino Cordaro boss di Tor Bella Monaca, ed ex luogotenente di Stefano Crescenzi, agli uomini della Squadra Mobile romana ammise: «C' è una sorta di Padrino, Un boss capace di esprime una vera e propria potenza criminale con duecento persone se non di più al suo seguito. La droga viene presa a Napoli o comunque da una persona potente di Roma che ha importanti legami con Napoli. Non voglio parlare di questa persona perché ho paura».

Fonte: qui

giovedì 7 febbraio 2019

HANNO CONFESSATO I DUE RAGAZZI SOSPETTATI PER IL FERIMENTO DI MANUEL BORTUZZO: SONO DUE VENTENNI DI ACILIA, LORENZO MARINELLI E DANIEL BAZZANO

"ABBIAMO SPARATO PER ERRORE"

LA SVOLTA DOPO IL RITROVAMENTO DI ALCUNE IMPRONTE SULLA PISTOLA CALIBRO 38 DA CUI È PARTITO IL COLPO 

MANUEL BORTUZZO - IL LUOGO DEL RITROVAMENTO DELLA PISTOLA




lorenzo marinelli 2LORENZO MARINELLI 
(ANSA) - Hanno ammesso di aver sparato per errore i due ragazzi ascoltati in questi minuti in questura per il ferimento del nuotatore Manuel Bortuzzo. I due ragazzi ventenni, secondo quanto si è appreso, si sarebbero presentati negli uffici della questura accompagnati dai loro legali. Sono entrambi di Acilia, quartiere nel quadrante sud di Roma, poco distante dal luogo del ferimento. Uno dei due avrebbe un doppio taglio di capelli, che corrisponde anche alle descrizioni dei testimoni.

I due responsabili del ferimento di Manuel Bortuzzo sono Lorenzo Marinelli e Daniel Bazzano, hanno rispettivamente 24 e 25 anni e vivono ad Acilia.


MANUEL BORTUZZO FERITO A ROMA: INTERROGATI DUE SOSPETTATI

Due sospettati per il ferimento di Manuel Bortuzzo, il nuotatore ventenne ferito nei giorni scorsi all'Axa, si trovano ora in Questura. Gli investigatori li stanno interrogando in questi minuti.

Chi ha sparato a Manuel Bortuzzo non avrebbe usato guanti e lasciando tracce sulla pistola, un revolver calibro 38. La scientifica è al lavoro per isolare le impronte e arrivare così ad una identificazione certa di chi ha sparato. Indagini sono in corso per identificare anche lo scooter da cui sono partiti gli spari. La pistola è stata trovata nei pressi del pub di piazza Esquilo all'Axa a Roma, a pochi metri di distanza da dove sabato notte Manuel Bortuzzo, giovane promessa del nuoto, è stato gravemente ferito con un colpo di arma da fuoco. La notizia del ritrovamento è stata anticipata dal Messaggero e dal Corriere della Sera. 

via di acilia ritrovamento pistola foto mezzelani gmt 018VIA DI ACILIA RITROVAMENTO PISTOLA FOTO MEZZELANI
L'inviato di "Chi l'ha visto?" Ercole Rocchetti ha ritrovato in una strada di Acilia uno scooter che sarebbe stato dato alle fiamme la notte in cui è stato ferito Manuel Bortuzzo. Ha avvisato subito la Polizia, che accerterà se si tratta dello stesso mezzo usato dai due ricercati che hanno sparato al giovane nuotatore. Si tratta della stessa zona verso la quale si sarebbero diretti dopo gli spari, ripresi a bordo di uno scooter nero, uno con un casco chiaro e l'altro a capo scoperto con un taglio di capelli a "a scalini".

MANUEL BORTUZZOMANUEL BORTUZZO
"Ha saputo della paralisi ma non ha pianto". A parlare al Corriere della Sera è Franco Bortuzzo, padre di Manuel, che si trova all'ospedale San Camillo dove è ricoverato i figlio ferito nella notte tra sabato e domenica alla periferia sud di Roma. "Gli ho promesso che tornerà a vivere come una persona normale", aggiunge.

lorenzo marinelli 1LORENZO MARINELLI 
È stata ascoltata più volte dagli investigatori Martina, la fidanzata di Manuel Bortuzzo. Attraverso il suo racconto gli investigatori della squadra mobile stanno cercando di acquisire dettagli utili per risalire ai due uomini a bordo dello scooter da cui sono stati esplosi i colpi di pistola. Al momento lo scambio di persona rimane l'ipotesi più accreditata. Non sarebbero infatti emerse liti o attriti avuti recentemente dal ragazzo.

cuore di acilia foto mezzelani gmt 049CUORE DI ACILIA FOTO MEZZELANI














Le indagini hanno come obiettivo dare un volto ai due uomini a bordo dello scooter da cui e' partito il colpo di pistola. Si indaga negli ambienti della criminalità che gravita ad Acilia, anche tra le case popolari del quartiere nel quadrante sud di Roma, per risalire ai due uomini. Gli investigatori hanno ascoltato nelle ultime ore anche altri testimoni e amici di Manuel per acquisire elementi utili. A complicare il lavoro degli investigatori anche un clima di omerta' nella zona. Al momento l'ipotesi rimane quella dello scambio di persona. Chi ha premuto il grilletto potrebbe aver confuso Manuel con qualcuno che poco prima aveva preso parte a una rissa nel pub dall'altro lato della piazza. Alcuni dipendenti hanno raccontato che qualche protagonista della violenta rissa era già stato in quel locale in passato e aveva avuto un'altra lite. Tra loro potrebbe esserci anche qualche ex pugile.
MANUEL BORTUZZOMANUEL BORTUZZO
daniel bazzano 1DANIEL BAZZANO 












Barelli, speriamo in un miracolo  - "Speriamo in un miracolo, chiediamo il massimo rispetto per la privacy e confidiamo nell'operato delle forze dell'ordine e della magistratura affinché consegnino alla giustizia i responsabili del vile agguato avvenuto nella notte tra sabato e domenica". Così il presidente della Federnuoto Paolo Barelli sul ferimento di Manuel Bortuzzo. "Bisogna continuare ad essere fiduciosi e a lottare - sottolinea il n.1 della Fin lasciando l'ospedale San Camillo - Intanto sento doveroso ringraziare anche a nome di papà Franco, di mamma Rossella e dei fratelli Michelle, Jennifer e Kevin l'ospedale San Camillo, le forze dell'ordine e tutti coloro che stanno inviando messaggi di affetto e solidarietà Continueremo ad offrire la migliore assistenza possibile al giovane Manuel e alla sua famiglia - conclude Barelli - e auspichiamo che questo dramma possa diventare un monito per un futuro diverso. Una serata tra amici non può trasformarsi in tragedia".

Fonte: qui

Sparano e Manuel si accascia a terra. Tutta la scena nel video choc

Sono immagini forti, le pubblichiamo perché non si può voltare la testa altrove



Due minuti e ventidue di immagini. Forti, atroci, sconsigliate ai più e invece da vedere, incollati allo schermo, per quanti sapevano e hanno taciuto. 
Nella telecamera della tabaccheria di via Menandro, all’Axa, la scena terribile del ferimento di Manuel Mateo Bortuzzo, il diciannovenne trevigiano che sognava le Olimpiadi e che oggi è condannato alla sedia a rotelle per colpa di due ragazzi che hanno quasi la sua età e che sabato notte, su di giri dopo una rissa, hanno sparato tre proiettili contro il bersaglio sbagliato. “Abbiamo sparato per errore”, hanno detto davanti agli inquirenti Lorenzo Marinelli e Daniel Bazzano. Nel filmato Manuel e la fidanzatina Martina sono in piedi davanti al distributore di sigarette. Il ragazzo non indossa il cappuccio della giacca, né un berretto. Un faro da piazza Eschilo precede il motorino che sale su via Menandro in direzione di via di Acilia. I due nuotatori si girano, come chiamati dagli sconosciuti sullo scooter. Manuel si accascia e urla, mentre si tocca le gambe che già non sente più. 
L'omertà di chi conosceva in zona i nomi dei due responsabili e ha taciuto, coprendoli perfino, dovrà forse pesare sulle loro coscienze mentre le braccia di Manuel che sognava di nuotare cercano Martina. Hanno sbagliato a sparare. E un ragazzo innocente paga la pena peggiore. 
Fonte: qui

I 2 FERMATI PER IL FERIMENTO DEL NUOTATORE SONO SPACCIATORI DELLA PERIFERIA ROMANA: UNO DEI DUE PARE FOSSE NIPOTE DELL’ULTIMO BOSS DI ACILIA 

LA RETE DEI CASALESI SUL LITORALE E L’ASCESA DEI FRATELLI IOVINE: VOLEVANO COLPIRE LORO I SICARI DI MANUEL...

FULVIO FIANO E RINALDO FRIGNANI per il Corriere della Sera

Chissà se Manuel Bortuzzo ha avuto il tempo di associare i due volti a quelli di Suburra, la sua serie tv preferita, quando gli hanno sparato a tradimento sotto la pioggia di sabato notte. Lorenzo Marinelli e Daniel Bazzano sono così come te li aspetti nella loro banale riproposizione di modelli estetici visti in tv e seguiti da altri emuli, aspiranti boss. Le barbe lunghe, i capelli rasati ai lati, i tatuaggi più o meno evocativi della loro «malavita». Pesci piccoli, ma volti noti nella criminalità di Acilia. I due arrestati si aggiravano da tempo nella altrettanto evocativa «Piazza delle siringhe», uno spazio che non ha nemmeno trovato posto nella toponomastica ai margini del Villaggio Giuliano, al quartiere San Giorgio del paesone alle porte di Roma, case popolari e diffuso degrado da cliché.
LORENZO MARINELLILORENZO MARINELLI

Bazzano, una compagna più giovane («Fidanzati ufficialmente a maggio 2018», annota Facebook) e un figlio di neanche un anno, mostra volentieri nelle foto social la pistola tatuata sulla spalla sinistra e la scritta «Tutto passa» all' altezza del petto. E posta frasi che significano tutto e niente ma servono forse a darsi un tono: «Se nella vita devi striscià, allora arzati e muori». Oppure: «Quando avrete il coraggio di dirmi in faccia quello che dite alle mie spalle sarete miei nemici. Fino a quel momento siete miei fan». E poi foto di canne e marijuana per quel tocco di trasgressività senza paura.
MANUEL BORTUZZOMANUEL BORTUZZO








Lorenzo Marinelli, ufficialmente idraulico, ha una faccia da paranza emergente in Gomorra . Due orecchini di brillanti poi rimossi, tatuaggi diffusi su tutto il corpo, è anche lui «fidanzato ufficialmente» e con un figlio piccolo. Esibisce spavaldo un dito medio con vistoso anello nella foto del profilo. In un' altra (scherzosa?) compare dietro le sbarre. «Sono strano lo ammetto, E conto più di un difetto Ma qualcuno lassù mi a guardato e mi a detto io ti salvo stavolta come l' ultima volta!!», scriveva (testuale e tutto maiuscolo) nel 2014. E poco prima «Sordi e paura mai avuti». Posizioni o simpatie politiche, invece, nei profili dei due fermati non vengono espresse.

Fonte: qui




IL VERO OBIETTIVO DEI DUE RAGAZZI CHE HANNO SPARATO A MANUEL BORTUZZO E’ UN 35ENNE APPASSIONATO DI BOXE E ARTI MARZIALI CHE ERA IN COMPAGNIA DI ALCUNI TIRAPIEDI DEI CASALESI CHE SPADRONEGGIANO AD ACILIA 
PER GLI INVESTIGATORI, LORENZO MARINELLI AVEVA A DISPOSIZIONE PIÙ ARMI, PAGANDO ALCUNI INCENSURATI AFFINCHE’ LE CUSTODISSERO 
UTILIZZAVA LE PISTOLE ALLA BISOGNA, PER TERRORIZZARE CHI NON PAGAVA LA DROGA...
Camilla Mozzetti Mirko Polisano per “il Messaggero”

MANUEL BORTUZZO - LORENZO MARINELLI E DANIEL BAZZANOMANUEL BORTUZZO - LORENZO MARINELLI E DANIEL BAZZANO
Otto giorni fa Manuel Bortuzzo si preparava a trascorrere il sabato sera con gli amici ora dal reparto di Terapia intensiva del San Camillo dov'è ricoverato si domanda: «Come hanno potuto due uomini con i figli piccoli sparare contro di me?». Lenta, eppure puntale, si fa largo la presa di coscienza per quanto accaduto.

La giovane promessa del nuoto è forte, lo ha dimostrato fin dall' inizio. Fin da quando ha riaperto gli occhi e compreso di non poter muovere le gambe: «Tornerò presto» ha ripetuto soltanto giovedì in un audio messaggio. Ma con chi lo va a trovare, tra le chiacchiere e i sogni per il futuro che questa tragedia non è riuscita a scalfire si insinuano anche quelle domande lecite che tuttavia rischiano di restare senza soddisfacenti risposte.
daniel bazzano 2DANIEL BAZZANO 

LE INDAGINI
Intanto le indagini della Squadra Mobile puntano a capire chi fosse il vero obiettivo della folle vendetta messa in atto da Lorenzo Marinelli e dal complice Daniel Bazzano dopo la rissa al pub dell'Axa. Per chi è stata scambiata la diciannovenne promessa del nuoto italiano centrata «per sbaglio» da un proiettile calibro 38? La polizia avrebbe già un sospetto su cui è concentrata l' attenzione; l' identikit è quello di un tipo definito dai frequentatori dell' O'Connell come «un attaccabrighe» e che già in passato avrebbe dato il là a «violente scazzottate».

Un ragazzo tra i 35 e i 40 anni, appassionato di boxe, arti marziali e tatuaggi, che sarebbe stato nel locale in compagnia di tirapiedi e guardaspalle di esponenti di spicco dei Casalesi che spadroneggiano ad Acilia. Il giovane sarebbe stato localizzato nei pressi di piazza Eschilo e accertamenti sono in corso. Non solo su di lui ma anche su un suo compare. Entrambi, infatti, avrebbero un fisico simile a quello di Manuel.
lorenzo marinelli 2LORENZO MARINELLI

Nei minuti di Far West al pub, secondo una ricostruzione, il suo gruppo avrebbe affrontato quello rivale in cui erano schierati, tra gli altri, Marinelli, Bazzano detto Piddu, e un terzo uomo, che poi si era presentato ferito al pronto soccorso dell' ospedale di Ostia.
Finora è l' unico che risulta avere partecipato con certezza alla rissa, seppure giuri di «non ricordare» da chi le abbia prese. Una versione ritenuta poco credibile dalla Procura fin dalle prime dichiarazioni rese al commissariato del Lido.

Ma qual è la scintilla che ha innescato la baraonda al pub e che ha, poi, armato la mano di Marinelli? Tra le ipotesi, predomina quella di un regolamento di conti legato al traffico di stupefacenti, visti i trascorsi di Marinelli e Piddu, i quali dopo avere sparato a Manuel, durante la fuga in motorino, sono stati sentiti dire: «Se pijamo la piazza», come a evocare una faida in atto. Al pub, inoltre, sarebbero stati avvistati anche giovani della Nuova Ostia, feudo del clan Spada. Ma nulla è escluso, nemmeno che la furia della dozzina (almeno) di protagonisti della zuffa, sia scoppiata per motivi più futili, alimentata dall' alcol e dalla cocaina.
daniel bazzanoDANIEL BAZZANO

«NON ME NE CAPACITO»
Ieri, Manuel chiedeva ad uno dei suoi allenatori, Christian Galenda, dei due attentatori. «Era stupito spiega Galenda uscendo dalla Terapia intensiva dal fatto che giovani padri di famiglia con bambini nati da poco abbiano potuto agire con tale ferocia. Non se ne capacita».

Marinelli era molto legato allo zio morto a Rebibbia nel 2017 dove era rinchiuso per spaccio e detenzione di stupefacenti, boss ritenuto vicino ai clan Guarnera e Iovine, e per cui la prefettura vietò (e blindò) un funerale show stile Casamonica. Il 25enne Lorenzo era sotto osservazione della Finanza tanto che i baschi verdi lo avevano bloccato, a gennaio, con alcune dosi di cocaina e una pistola che, prima dell' arrivo degli agenti, aveva ceduto al suo socio in affari il quale fu arrestato e l' arma sequestrata.

lorenzo marinelli 1LORENZO MARINELLI 

Allora l' ipotesi investigativa era che Marinelli avesse nella sua disponibilità più armi, pagando la retta a incensurati che le custodivano, e che utilizzava, alla bisogna, per terrorizzare chi non pagava la droga. Anche Daniel fu denunciato per detenzione di stupefacenti.

Da parte sua Manuel continua a lottare e non è da solo. Ieri pomeriggio all' Axa, il quartiere dov' è stato ferito, i residenti sono scesi in strada in una fiaccolata di vicinanza al giovane la cui prognosi resta ancora riservata. Accanto al diciannovenne c' è la famiglia ma anche dagli psicologi del San Camillo. Le sue condizioni cliniche restano stazionarie: ieri i sanitari hanno continuato a drenare i polmoni, uno dei quali colpito da quella maledetta pallottola.

Fonte: qui

venerdì 14 settembre 2018

LUCA TRAINI IN CARCERE È DIVENTATO AMICO DI SENEGALESI E MAROCCHINI

SPARÒ A CASO AI ''NERI'' DI MACERATA, MA ORA HA CAPITO CHE ''È COLPA DI UN'INTEGRAZIONE SBAGLIATA. NON È LA RAZZA CHE FA LA CRIMINALITÀ, È L'AMBIENTE. SE CONOSCI LE PERSONE POI TI ACCORGI CHE SIAMO TUTTI POVERACCI''. E PARLA DELLA FIDANZATA, DEI PROBLEMI DI DROGA E COSA HA PENSATO QUANDO HA VISTO LE PERSONE DA LUI FERITE

Benedetta Lombo per https://www.corriereadriatico.it/

luca trainiLUCA TRAINI
«All’inizio della detenzione non voleva incrociare nessun detenuto di colore, oggi racconta di due di loro: “Uno assomiglia a mio fratello, l’altro è un simpaticone”». Nella perizia su Luca Traini richiesta dal Tribunale, lo psichiatra Massimo Picozzi descrive i cambiamenti del tolentinate che il 3 febbraio, in un folle raid razzista, aveva sparato a sei persone di colore per vendicare la morte di Pamela Mastropietro.

luca trainiLUCA TRAINI
È una vera e propria conversione quella registrata dal perito nel corso dei tre colloqui avvenuti in carcere il 12, il 13 e il 16 giugno. Traini, che per Picozzi «presenta tratti disarmonici di personalità che non si traducono in un quadro patologico capace di incidere sulla capacità di intendere e volere» nel raccontarsi si è messo a nudo, ha parlato del passato, dei suoi turbamenti presenti e del sogno di sposarsi e avere un figlio, anzi una bimba.

LUCA TRAINI MACERATALUCA TRAINI MACERATA


Del suo passato Traini ha ricordato l’esperienza di sorvegliante nelle zone terremotate per tre mesi, ma anche la delusione del ritorno a casa nel vedere «le persone che avevano tutto e si buttavano via, mentre lui aveva conosciuto la disperazione di chi aveva realmente perduto ogni cosa».

Ha raccontato il suo rapporto con la fidanzata con problemi di droga, della somiglianza anche fisica con Pamela e che “se non ci fosse stata lei, la faccenda di Pamela non mi avrebbe fatto tutto questo effetto”. Ha raccontato di come minacciare spacciatori e denunciarli, come aveva fatto nell’ultimo anno e di non aver avuto più fiducia nelle istituzioni. Dopo il raid, però, nel carcere di Ancona Traini qualcosa sarebbe cambiato.

luca traini 8LUCA TRAINI 8



«La vista – scrive Picozzi – dei segni dell’intervento chirurgico all’addome di un ragazzo da lui colpito e una lettera scritta dalla cognata dove la donna gli ricordava quali traumi il suo gesto avesse provocato ai suoi familiari, alla madre soprattutto», avrebbero minato le sue certezze. Da qui il graduale ravvedimento. «Tre settimane dopo ha visto al Tg la ragazza ferita, sofferente e allettata e ha iniziato a pensare che forse quelli con cui se l’era presa non erano obiettivi, ma persone».
luca traini 7LUCA TRAINI

«Oggi – continua lo psichiatra – avverte di essere una persona utile, sente la responsabilità di “tener buoni” quanti gli scrivono lamentandosi per i problemi dell’immigrazione (dalla Francia agli Usa, dal Klan ai gruppi Lepenisti)». E pensa al futuro. «Accetta le conseguenze del suo gesto, parla di interviste, libri, di una onlus; per riabilitare la propria immagine, per rifondere le vittime. Aspetta il processo, la condanna “agli anni che saranno”, ma insieme vorrebbe intraprendere in carcere un percorso universitario che ha sempre desiderato; studierebbe storia o psicologia».

Poi il sogno del matrimonio con la fidanzata, «se lei lo aspettasse e nel frattempo si disintossicasse, lui la sposerebbe», scrive Picozzi. «Aggiunge d’avere vicino di cella un senegalese che è “un pezzo di pane”, cui ha regalato un paio di magliette; non è colpa sua, aggiunge, se è finito in carcere, è il risultato di un’integrazione sbagliata. Poi ci sono marocchini, albanesi “non è la razza che fa la criminalità, ma l’ambiente”. “Se poi conosci le persone ti accorgi che “siamo tutti poveracci”». Il processo va avanti, oggi Picozzi sarà sentito in aula.

Fonte: qui