9 dicembre forconi: gambizzato
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martedì 2 aprile 2019

ROMA: L’OMBRA DEI CLAN DIETRO L’AGGUATO A UN BAR A CINECITTA'

RICERCATI I DUE UOMINI CHE HANNO GAMBIZZATO DUE PREGIUDICATI CON PRECEDENTI PER DROGA E RAPINA 

GLI INQUIRENTI IPOTIZZANO UN REGOLAMENTO DI CONTI MA NON ESCLUDONO CHE IL BLITZ SIA UN SEGNALE DEI GRUPPI CRIMINALI EMERGENTI 

NELLA ZONA E' IN CORSO UNA GUERRA TRA VECCHIA MALA ROMANA E NUOVE LEVE DELLA CAMORRA 

IL RUOLO DI SENESE, GRANDE CONSIGLIERE DEGLI EQUILIBRI MAFIOSI CHE ATTRAVERSANO ROMA…

Maria Lombardi e Alessia Marani per “il Messaggero”

CINECITTA - SPARATORIA AL BAR A VIA FLAVIO STILICONECINECITTA - SPARATORIA AL BAR A VIA FLAVIO STILICONE
Due tazzine di caffè rovesciate sul tavolino fuori da bar. Accanto, un pacchetto di sigarette lasciato lì nella fuga. A pochi passi, sul marciapiede un macchia di sangue cerchiata dal gessetto, e le lettere gialle che segnano il tragitto dei proiettili. Cinque colpi sparati tra la gente, in via Fulvio Stilicone, a Cinecittà, periferia Sud-Est. Un regolamento di conti tra clan, in pieno giorno, e il quartiere piomba nel terrore. Sono le 15,38, un negoziante ha controllato l' ora. Due giovani su uno scooter nero sfrecciano lungo la via, si fermano davanti al Petit Bar, al civico 211. Hanno il volto coperto con i caschi.

L' obiettivo dell' agguato sono Mauro Gizzi, 65 anni, e Maurizio Salvucci, 51. I banditi sanno di trovarli lì, quei due passano intere giornate seduti a quel bar. Li chiamano per nome. Uno scende dallo scooter, passa in mezzo a due tavolini e colpisce Maurizio alla gamba. Mauro si alza, prova a scappare ma fa appena pochi passi. Una pallottola lo prende di striscio e lo ferma. Il tipo con il volto coperto e la pistola spara ancora, alcuni proiettili finiscono sulla serranda della tabaccheria accanto al bar, a quell' ora chiusa, altri danneggiano la vetrata dell' edicola.

RAPINE E MINACCE Cinque colpi, un avvertimento per le vittime, poi la fuga. I due si allontanano con lo scooter mentre sulla strada è il panico, c' è chi urla, chi scappa. I due feriti vengono soccorsi, Fabio Eleuteri, il barista prende una busta di plastica e nell' attesa dell' ambulanza la stringe attorno alla gamba di Maurizio per arrestare l' emorragia. Sul posto arrivano i carabinieri della compagnia Casilina e i colleghi del Nucleo Investigativo di via In Selci per i rilievi tecnico scientifici. Gli investigatori transennano l' area e raccolgono testimonianze. I due feriti vengono trasportati al policlinico Casilino, piantonati dai carabinieri. Non sono gravi. Chi ha sparato i cinque colpi di un calibro piccolo, forse da una semiautomatica del tipo Makarov dell' Est europeo, non voleva uccidere ma metter paura.

CINECITTA - SPARATORIA AL BAR A VIA FLAVIO STILICONECINECITTA - SPARATORIA AL BAR A VIA FLAVIO STILICONE
Perché? Mauro Gizzi è il cugino di Franco, 65 anni, incappato in un' operazione anti-camorra del Gico della Finanza nel 2009 e a capo, secondo gli inquirenti, di un gruppo criminale con base nel sud pontino capace di importare fiumi di hashish e cocaina dalla Spagna e dal Marocco stringendo affari direttamente con i ras internazionali del narcotraffico.

Non solo, Oltre ai precedenti per stupefacenti, i due cugini hanno in comune quelli per rapina. Franco, di recente, è stato arrestato dalla Mobile di Roma per il raid in una banca del Portuense. Anche Maurizio ha alle spalle precedenti per spaccio e rapina.

Droga e rapine il loro mondo comune e condiviso ai tavolini del bar. Gli inquirenti non escludono nulla. Nè che l' agguato sia il segnale di una egemonia che gruppi emergenti vogliono ribaltare o ricomporre a suon di piombo, né che vi siano dietro regolamenti di conti per spartizioni non andate a buon fine. Mauro ha anche precedenti di polizia per minacce. Una prima risposta potranno darla le immagini delle telecamere poste sulla strada e sul negozio di servizi immobiliari.

I TESTIMONI «Li conosco bene qui due, stanno sempre qui», racconta Fabio Eleuteri, il titolare del Petit bar. «Passano le giornate seduti al tavolino, bevono caffé e giocano a carte. Cosa fanno non lo so, Mauro e Maurizio per me sono clienti, quasi amici dato che li vedo tutti i giorni. Mica vado a indagare sugli affari loro. Paura? No, volevano colpire loro e non me. Mi sono spaventato per mio nipote di 15 anni e mia sorella che erano seduti al tavolino accanto. Mia sorella è sotto choc, si è barricata in casa».
CINECITTA - SPARATORIA AL BAR A VIA FLAVIO STILICONECINECITTA - SPARATORIA AL BAR A VIA FLAVIO STILICONE
La strada è sotto choc. «Mia figlia stava uscendo, era proprio sulla porta. Due centimetri e beccavano anche lei». Il padre della bambina di 11 anni è il titolare dell' agenzia di servizi immobiliari a pochi metri dal bar della sparatoria. «Sto ancora tremando, lei non si è resa conto subito di quello che succedeva».

Anche la signora che abita di fronte al Petit bar racconta delle giornate passate ai tavolini dalle due vittime. «E che volete che fanno tutto il giorno su un marciapiede? Traffici». C' è chi evita di passare lì davanti. «Brutte facce, è pieno di balordi che non combinano niente tutto il giorno. Quando devo andare a casa di mia suocera, attraverso la strada e passo dall' altra parte pur di non finire in mezzo a quei tipi». Simona stava tornando a casa da scuola, con il figlio piccolo, quando ha ricevuto il messaggio della sparatoria.

NELLA CAPITALE LA GUERRA TRA VECCHIA CRIMINALITÀ E NUOVE LEVE DELLA CAMORRA
M.D.R. e A.Mar. per “il Messaggero”

La droga, gli omicidi, le estorsioni e le rapine. C' erano una volta i napoletani della Tuscolana. Anzi, no: ci sono ancora. Perché se Mimì Domenico Pagnozzi, occhi di ghiaccio è in galera e nel 2013 è finito dietro le sbarre anche O' Pazzo, Michele Senese, il mandante romano della Nuova Famiglia, i sodali di un tempo continuano a dettare legge e a mandare avanti gli affari, tra spaccio, estorsioni e le incursioni in banca armi in pugno.
Michele SeneseMICHELE SENESE

Ma c' è chi scalpita per emergere e riprendersi il territorio. La periferia Sud-Est della Capitale dall' Appio a Cinecittà, con le appendici fino ai Castelli Romani, è zona presidiata dalla malavita autoctona nata all' ombra dell' alleanza stretta tra i Casalesi vicini a Mimì o' professore (mandato in soggiorno obbligato a Roma nel 2005) e i camorristi al seguito di Senese (approdato nella Capitale negli anni 90, mandato per eliminare i cutoliani e ritenuto il grande consigliere degli equilibri mafiosi che attraversano Roma).

Una joint-venture capace di investire cifre da capogiro nel narcotraffico importando fiumi di cocaina sulle piazze di mezza Roma e diventata così potente nei primi anni 2000 da ipotizzare persino l' eliminazione dei Casamonica per non avere più rivali in questo spicchio di città conteso. Il patto siglato con l' uccisione di Giuseppe Carlino il boss della Marranella nemico di Senese e fatto fuori con la complicità di Mimì.

GLI EQUILIBRI Con i boss in galera, però, la pax mafiosa è diventata molto sottile, l' aria si è fatta pesante. Anche a Cinecittà.

E gli spari di ieri ai tavolini del Petit Bar di via Flavio Stilicone indirizzati ai due pregiudicati non più di primo pelo, 65 anni Mauro Gizzi, 51 Maurizio Salvucci, fanno pensare a emergenti che vogliono alzare la testa. Mauro è il cugino di Franco, 65 anni, residente a Rocca Priora. Nel 2009 i loro nomi spuntarono fuori nel corso dell' operazione Nuovo Impero del Gico della Finanza.

carminati michele seneseCARMINATI MICHELE SENESE
Franco, di recente arrestato per una rapina in banca al Portuense, era a capo di un gruppo criminale dedito al narcotraffico, con base logistica nel sud pontino: l' organizzazione in affari con la Camorra, secondo gli investigatori, si riforniva di stupefacenti dal Marocco e dalla Spagna, trattando direttamente con trafficanti di quei due Paesi.

Era sempre il 2009 quando i carabinieri del Ros arrestarono 40 persone nell' operazione Orchidea della Dda, e altre 30 finirono indagate. I reati? Associazione mafiosa, associazione finalizzata al traffico internazionale di stupefacenti, riciclaggio, ricettazione e violazione della legge sulle armi. L' organizzazione aveva importato hascisc e cocaina a volontà dalla Spagna e dall' Olanda, per commercializzarle a Roma e nel Napoletano.

agguato via flavio stiliconeAGGUATO VIA FLAVIO STILICONE
Ruolo di spicco lo avrebbe avuto Senese. Ma subito emersero i rapporti con esponenti storici della criminalità romana, come Enrico Nicoletti, la camorra napoletana, la criminalità pugliese e uomini di Cosa Nostra: Crocifisso Rinzivillo, della famiglia di Gela, Stefano Fontana, della famiglia palermitana dell' Acquasanta, Salvatore Buccafusca, collegato al clan di Santa Maria del Gesù. Arrestato nell' operazione Camorra Capitale, per Pagnozzi, a ottobre, è stata confermata la condanna a trent' anni di galera. Arrivò in soggiorno obbligato e si prese questa parte di Roma. Adesso, in ballo c' è la spartizione militare di una grossa fetta di città, non solo al Tuscolano, ma anche a San Basilio fino alle borgate del Casilino.
Enrico NicolettiENRICO NICOLETTI

IL PENTITO Un pentito, Giuseppe Pandolfo, il killer di Serafino Cordaro boss di Tor Bella Monaca, ed ex luogotenente di Stefano Crescenzi, agli uomini della Squadra Mobile romana ammise: «C' è una sorta di Padrino, Un boss capace di esprime una vera e propria potenza criminale con duecento persone se non di più al suo seguito. La droga viene presa a Napoli o comunque da una persona potente di Roma che ha importanti legami con Napoli. Non voglio parlare di questa persona perché ho paura».

Fonte: qui

venerdì 3 agosto 2018

SPARI CONTRO UN AMBULANTE SENEGALESE A NAPOLI



DUE PERSONE A BORDO DI UNO SCOOTER SI SONO AVVICINATE E LO HANNO COLPITO A UNA GAMBA CON ALCUNI COLPI DI PISTOLA 


napoli spari contro un immigrato senegalese 2NAPOLI SPARI CONTRO UN IMMIGRATO SENEGALESE
Un venditore ambulante, Cissè Elhadji Diebel, 22 anni, senegalese in Italia con permesso di soggiorno, è stato ferito a una gamba da due sconosciuti con un colpo di pistola. Il fatto è avvenuto in via Milano, nel quartiere Vasto, non lontano dalla stazione ferroviaria centrale.
napoli spari contro un immigrato senegalese 3NAPOLI SPARI CONTRO UN IMMIGRATO SENEGALESE

napoli spari contro un immigrato senegalese 1NAPOLI SPARI CONTRO UN IMMIGRATO SENEGALESE










L'immigrato, intorno alle 22 di ieri sera, si trovava in compagnia di due amici, in strada, quando è sopraggiunto uno scooter con a bordo due persone: secondo quanto riferito dai compagni della vittima i due erano di pelle bianca, e uno di loro ha esploso alcuni colpi di pistola, forse tre, uno dei quali ha colpito a una gamba il senegalese.

Il ferito è stato condotto nell'ospedale San Giovanni Bosco, dove sarà sottoposto a intervento chirurgico per l'estrazione del proiettile, rimasto conficcato nell'arto. Diebel non è in pericolo di vita. Sull'episodio indaga la Polizia di Stato. 

Fonte: qui

domenica 26 novembre 2017

NUOVA SPARATORIA A OSTIA: AGGUATO NEL CUORE DEL POTERE DEGLI SPADA DOPO LA GAMBIZZAZIONE DEL NIPOTE DI FASCIANI

SUL LITORALE È INIZIATA LA SECONDA STAGIONE DI ‘SUBURRA’, QUELLA VERA. LA GUERRA DEI CLAN SI ALLARGA DALLE PERIFERIE ALLE ZONE BORGHESI DI OSTIA 

‘VIVIAMO COME NEL BRONX, QUESTA GENTE DEVE SPARIRE’

1. NUOVA SPARATORIA A OSTIA: AGGUATO NEL CUORE DEL POTERE DEGLI SPADA

Federica Angeli e Salvatore Giuffrida per www.repubblica.it

Ancora una sparatoria a Ostia. A meno di tre giorni dalla gambizzazione del nipote di Fasciani in una pizzeria del centro, intorno alle 22 di ieri sono stati esplosi almeno cinque colpi di pistola in via Forni, quartier generale del clan Spada, dove il fratello del boss, Roberto (ora nel carcere di massima sicurezza di Tolmezzo dopo la testata al cronista di Nemo) gestiva una palestra. Non risultano comunque feriti.
ostia far westOSTIA FAR WEST

Gli spari sono stati esplosi contro la porta dell'abitazione di un membro della famiglia Spada, Silvano, che abita nei pressi del bar dove nel novembre del 2011 furono uccisi due pregiudicati della zona, Giovanni Galleoni e Francesco Antonini, conosciuti negli ambienti della mala come Baficchio e Sorcanera, entrati in conflitto con la famiglia Spada. Poco dopo è stata presa a calci e pugni anche la porta di casa di un altro membro della famiglia che abita poco distante, in via Baffigo.

Pochi giorni prima del ballottaggio a Ostia di domenica scorsa, che ha visto la vittoria dei 5Stelle, Silvano Spada si era guadagnato gli onori della cronaca per una foto pubblicata su Facebook che lo ritrae con il leader di Fdi Giorgia Meloni e la candidata del centrodestra Monica Picca. Immediata la ridda di polemiche con il 5stelle ma lo stesso Silvano aveva poi chiarito che “erano sotto casa mia e ho chiesto di fare un foto”.

ostia far westOSTIA FAR WEST
Gli agenti del Commissariato Lido sono intervenuti subito con una grossa operazione che si è protratta almeno fino alle 24 con numerose volanti: le sirene sono state sentite anche dai residenti di via Costanzo Casana e via Stiepovich e corso Duca di Genova, le principali direttrici che portano a Ostia Nuova, che ora deve fare i conti con una sparatoria i cui motivi rimangono tutti da chiarire ma che assume contorni e scenari inquietanti visto la distanza ravvicinata, meno di tre giorni, con la gambizzazione di Alessio Ferreri, nipote di Fasciani, avvenuta nella pizzeria di via delle Canarie intorno alle 22, proprio nello stesso orario degli spari di questa notte.

Una cosa è certa: la geografia della mala sul litorale romano si sta ridisegnando in queste ore. In una sfida sfrontata allo Stato come nelle terre mafia negli anni caldi.


2. LA NUOVA FAIDA DI OSTIA I PM: UNA GUERRA TRA CLAN
Mauro Evangelisti per il ‘Messaggero

OSTIA SUBURRAOSTIA SUBURRA
A Ostia è cominciata la seconda stagione di Suburra. Si torna a sparare quattro giorni dopo il voto del ballottaggio in cui il X Municipio sperava di avere scritto la parola fine all'epoca buia del commissariamento per mafia e il giorno dopo l'addio di Domenico Vulpiani (il commissario che aveva previsto «i clan sono pronti a riprendersi il territorio»). E a indagare per tentato omicidio aggravato dal metodo mafioso sono, non a caso, i pm della direzione distrettuale antimafia della procura di Roma (Ilaria Calò e Barbara Zuin, coordinati dal procuratore aggiunto Michele Prestipino).

A finire in ospedale, in gravi condizioni, è il nipote di una delle famiglie criminali che nella geopolitica di Ostia viene indicata come la più potente, i Fasciani. Non solo: il fratello dell'uomo fu arrestato per una storia di un grande traffico di droga proveniente dalla Catalogna. In questo dedalo di supposizioni, per capire perché a Ostia si spara di nuovo, emerge anche la suggestione di una banda emergente di cileni che vorrebbe mettere le mani sullo spaccio.

OSTIA SUBURRAOSTIA SUBURRA
ALLARME

Ce ne è abbastanza per fare dire ad Alessio, un ingegnere che passeggia in centro: «Gli agenti mandati durante le elezioni devono restare qua. Ormai le forze dell'ordine non controllano più il territorio». Un dipendente del Municipio scuote la testa: «Sembra che abbiano aspettato, anche simbolicamente, la fine del commissariamento per dire che qui continuano a comandare loro».

Torna la guerra dei clan, ripetono a Ostia. Sì, ma quali clan? Riavvolgiamo indietro il nastro a giovedì sera, alle 21.50, poche ore dopo l'accensione delle luminarie di Natale nella centralissima piazza Anco Marzio, salotto buono, dove i commercianti si sono auto tassati per dimostrare che c'è un'altra Ostia, elegante e tranquilla. A due chilometri circa, in via delle Canarie, uno scooter si ferma davanti a una pizzeria, Nuova Discogiro.

Da sapere: è un quartiere residenziale, con bei palazzi, dimenticate certe brutte periferie romane. Vicino c'è una pineta dove vanno a giocare i bambini. Chi guida lo scooter resta lì, il passeggero scende. E' ben vestito, entra nel lato in cui c'è la cucina della pizzeria. Indossa il casco, ma alza la visiera, vuole farsi riconoscere.
OSTIA SUBURRAOSTIA SUBURRA

Tutto plateale, ormai non sai più se le fiction seguono la realtà o è la realtà che si adatta al linguaggio delle fiction. L'uomo ha una pistola e la punta contro il proprietario, Alessandro Bruno, 50 anni, e il pizzaiolo, Alessio Ferreri, 41. Spara un primo colpo verso il pavimento, quasi per sfregio, poi un secondo, che raggiunge Bruno al polpaccio; infine altri due, diretti a Ferreri, ferito al gluteo e a una coscia.

ostia fascistaOSTIA FASCISTA
L'uomo esce, risale sullo scooter guidato dal complice, e si allontana. Poco dopo, in via delle Baleniere, i due scompaiono, resta solo la moto, a cui viene dato fuoco.

Possibile dunque che fosse un'azione ben organizzata, con qualcuno pronto a dare un passaggio in macchina alla coppia che ha agito e un altro che ha incendiato la moto. Subito dopo scatta la caccia all'uomo, cinque o sei pattuglie si dirigono a Nuova Ostia (un paio di chilometri dalla pizzeria): case popolari, la maggioranza dei cittadini è onesta, qui prima delle elezioni Casapound distribuiva pacchi di generi alimentari; qui c'è la palestra di Roberto Spada, arrestato per avere colpito con una testata un giornalista della Rai, attirando così l'attenzione dei media di tutta Italia sul «mare di Roma», che pure già due anni fa aveva subito una umiliazione ben più grave, l'arresto del presidente e lo scioglimento del X Municipio per infiltrazioni mafiose.

REGOLE

enrico spada 2ENRICO SPADA 2
Ecco, ieri gli investigatori della Dda stavano cercando di ricostruire la trama di questa nuova storia di sangue a Ostia, che un tempo non sarebbe finita sui tg nazionali, ma che sorprende perché di solito la grande criminalità per garantirsi il business non ama i riflettori. Sparare pochi giorni dopo le elezioni, con il Viminale che si è occupato di Ostia, può volere dire solo due cose: o i clan si sentono talmente potenti da colpire anche guardando (metaforicamente) in camera, o al contrario stanno agendo sbandati che non seguono le regole.

Gli investigatori del commissariato di Ostia, della squadra mobile e della Dda stanno valutando la biografia dei due feriti. La figlia del titolare, Sara Bruno, 21 anni, ripete: «Avrebbero dovuto lasciarci un bigliettino di spiegazioni, proprio non si capisce perché siano venuti a sparare nella nostra pizzeria». A differenza di quanto si pensava all'inizio, il vero obiettivo sembra essere Ferreri, il pizzaiolo: è nipote di Carmine Fasciani e cognato di Ottavio Spada. 

Il fratello di Ferreri è stato arrestato nel corso di una indagine sul traffico internazionale di cocaina.

spadaSPADA
Può essere un regolamento di conti all'interno dello stesso clan, può essere invece che la pace Fasciani-Spada stia vacillando. Altre tracce: già in passato era stata lanciata una molotov contro la serranda del locale; poco tempo fa, invece, qualcuno ha bruciato la macchina della madre di Ferreri. Ora c'è chi come il parlamentare di Fdi, Fabio Rampelli, propone addirittura di «mandare al confino i capi clan».

Ripassiamo in piazza Anco Marzio, sotto le luminarie di Natale. Giorgio Gastaldi, dell'associazione dei commercianti, sorride amaro: «Mi chiamano i miei fornitori da Torre del Greco e chiedono ma che cosa sta succedendo a Ostia? Questa è una cittadina bella e tranquilla, ma si parla solo di fatti negativi. Commercianti e ristoratori che investono, rischiano di pagare caro l'immagine deformata, perché ormai da Roma vengono sempre meno qui nel Litorale».
roberto spada di silvio triassiROBERTO SPADA DI SILVIO TRIASSI


3. «VIVIAMO COME NEL BRONX QUESTA GENTE DEVE SPARIRE»
Mirko Polisano per il ‘Messaggero

«Ormai qui è davvero il Bronx proprio come lo descrivono». I residenti di via delle Canarie, zona residenziale di Ostia, stentano a crederci. Eppure i colpi di pistola si sono sentiti. Uno dietro l'altro. «Finché si sparano tra di loro va bene - dice Giorgio R., un abitante della vicina e più nota via delle Baleniere - Questa gente deve sparire da qui».

«Non abbiamo udito nulla - dice Maria Grazia C., insegnante di lettere in pensione che abita proprio davanti il locale dove giovedì sera si è consumato l'agguato - stavamo ancora cenando. Ho visto però la gente uscire dal locale senza pantaloni e con il sangue che scorreva lungo le gambe. Sembrava una fiction. Una volta queste cose succedevano solo a piazza Gasparri a Nuova Ostia».

I PARENTI
post di armando spada su facebookPOST DI ARMANDO SPADA SU FACEBOOK
La gente è quella che ha sparato ma è anche quella che lavora e fa affari con i Fasciani. C'è anche l'indignazione di un intero quartiere dietro gli spari di giovedì notte nella pizzeria di Ostia. «Noi non abbiamo paura di nessuno». Sara ha appena 20 anni ed è la figlia di Alessandro Bruno, il 50enne gestore della pizzeria di Ostia raggiunto dai colpi di pistola. È lei la titolare del locale dove è stato aperto il fuoco. Anche se i suoi sogni da 20enne la vorrebbero modella a sfilare sui red carpet dell'alta moda. Il suo profilo Instagram è scandito da pose e sorrisi ammiccanti. «Come quelle di tutti i ragazzi della mia età», afferma mentre fuori dall'ospedale Grassi attende di vedere il papà ferito da un proiettile a una gamba.

«Se questa cosa fosse accaduta al Tufello - dice - nessuno ne avrebbe parlato. E invece è avvenuta a Ostia e in questo momento. Ed eccoci la solita storia della mafia. La pizzeria è il mio futuro e adesso che sarà di noi? Chi ci ripaga dei danni?».
palestra roberto spadaPALESTRA ROBERTO SPADA

LA PUBBLICITÀ

«Tutta questa pubblicità ci fa solo male. Io ieri sera neanche c'ero - prosegue - non so come siano andate le cose. Ma di sicuro non è come è stato scritto. L'attività è frutto di tanti sacrifici. Per noi queste non sono cose all'ordine del giorno, ci inorridiscono e ci fanno male. Un fulmine a ciel sereno, bizzarro e inspiegabile». Ma tra i tanti dubbi apparenti, c'è una certezza. Quella di Alessio Ferreri, 41enne pizzaiolo raggiunto anche lui dai proiettili.

«È il nipote di Fasciani e allora? - ribatte Miriam Negri, mamma di Sara e moglie di Sandro Bruno- Non so se era lui l'obiettivo, ma ha sempre lavorato onestamente. Mai un problema. Mio marito lo conosce da quando aveva 15 anni. Per noi è Alessietto, facevano i fornai insieme, poi Sandro si è messo in proprio e lo ha chiamato. Alessio era il piccoletto del forno. Avrà fatto qualche errore in passato, ma forse a causa delle persone che aveva intorno, chissà».

Miriam lavora come collaboratrice scolastica in un istituto superiore di Ostia. E ancora non si spiega perché la loro pizzeria si è macchiata di sangue. «Quello non ha detto nulla prima di sparare - racconta la donna - io ero lì».

FASCIANIFASCIANI
«Quando questo è entrato - prova a ricostruire - mi ha fatto una buona impressione: un ragazzo distinto, vestito bene. Alessio stava preparando la pancetta, mio marito stava decidendo cosa prendere dal fornitore. Poi abbiamo sentito la porta, il campanello e gli spari. Prima uno verso il basso, Alessio e Alessandro si sono accasciati, poi il sangue. Ma che ci hanno preso?, ha detto mio marito, non se ne erano neanche accorti. Noi siamo le vittime, non i carnefici. Io non ho avuto paura e stanotte ho dormito tranquillamente».


FASCIANI OSTIAFASCIANI OSTIA
Fonte: qui
CARMINE FASCIANICARMINE FASCIANI