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domenica 28 luglio 2019
giovedì 6 giugno 2019
QUOTA CENTO: CALANO LE DOMANDE PER I NUOVI PENSIONAMENTI. SOLO 15MILA NELL'ULTIMO MESE.

LA MAGGIOR PARTE DELLE RICHIESTE ARRIVA DA LAVORATORI DIPENDENTI (51.644), A SEGUIRE QUELLI PUBBLICI (46.099), GLI ARTIGIANI (12.408), I COMMERCIANTI (11.965), GLI ISCRITTI AI FONDI SPECIALI (7.036) I COLTIVATORI DIRETTI (2.883)
Sono poco più di 142mila le domande presentate al 3 giugno all’Inps per quota 100, l’uscita anticipata dal lavoro con 62 anni di età e 38 anni di contributi. Nell’ultimo mese ne sono arrivate circa 15mila. Rispetto a febbraio, il primo mese in cui furono presentate un quarto del totale delle domande attese (circa 77mila su un totale di 290mila previste per il 2019) il rallentamento è evidente. Se a marzo - mettendo sotto la lente i “bollettini” dell’Inps su quota 100 - risultano presentate circa 33mila domande, le richieste sono drasticamente calate ad aprile (circa 18mila) e poi a maggio (circa 15mila, come detto in precedenza).
La maggior parte delle richieste arriva da lavoratori dipendenti (51.644), a seguire quelli pubblici (46.099), gli artigiani (12.408), i commercianti (11.965), gli iscritti ai fondi speciali (7.036) i coltivatori diretti (2.883) e in misura più marginale iscritti alla gestione separata e lavoratori dello spettacolo e sport.
Sono 50.164 le domande arrivate da persone con meno di 63 anni e 63.578 le richieste di persone tra i 63 e i 65 anni.
Si conferma poi la prevalenza di richieste da parte di uomini con il 74% delle domande rispetto al 26% di quelle inviate da lavoratrici.
Sul territorio le province che hanno registrato il maggior numero di domande, in valore assoluto, sono Roma (10.784), Milano (6.444), Napoli (5.968), Torino (4.999), Palermo (3.458). All’opposto troviamo Vibo Valentia (354), Isernia (321), Aosta (307), Fermo (300) e Sondrio (283). Fonte: qui
venerdì 19 aprile 2019
STANNO CONSEGNANDO LE PRIME TESSERE DEL REDDITO DI CITTADINANZA. IN SICILIA E IN CAMPANIA. GLI UFFICI POSTALI SONO ANCORA APERTI. LA METÀ DELLA GENTE HA TROVATO LA SORPRESA DI PASQUA: SULLE CARTE CI SONO POCHI SOLDI, 50/100 EURO. A CHI È ANDATA BENE 300/400 EURO
SU OLTRE 800 MILA DOMANDE, L’INPS HA RITENUTO IDONEE 470 MILA.
AVVISATE DI MAIO, BUFERA SUI SOCIAL: "DA OGGI FAREMO CAMPAGNA CONTRO I CINQUE STELLE"
Rosita Rijtano per www.repubblica.it
Un esercito di delusi. Sono tanti i cittadini che stanno riversando sui social network il proprio scontento dopo aver avuto notizia delle somme destinategli dal reddito di cittadinanza. I beneficiari hanno iniziato a ricevere i messaggi di conferma della domanda da parte dell'Istituto di previdenza sociale nelle scorse ore: delle circa 800mila richieste, al momento ne sono state accettate 487.677. Sms ed email hanno dato speranza a molte famiglie italiane, almeno fino a quando non è stato noto l'importo. Cifre inferiori alle aspettative e, in alcuni casi, irrisorie dato che c'è chi si è visto assegnare 40 euro. "Come si può vivere così?", sembra essere la domanda ricorrente. Un caso nel caso sono diventati i commenti firmati dalla pagina Inps per la famiglia che in questi giorni è stata presa d'assalto.
"Da adesso campagna contro i Cinque stelle"
Lo scontento è chiaro nei gruppi privati e pubblici dedicati al reddito di cittadinanza. C'è chi scrive: "40 euro? Vergogna. Ragazza madre di due figli, disoccupata. Questo è l'aiuto che date". O, ancora, "60 euro? È uno scherzo?". C'è chi si mostra incredulo: "Com'è possibile! Siamo 3 adulti disoccupati, l'Isee è 2400 euro, pagando 410 di affitto, e di reddito di cittadinanza l'importo è 197 euro".
Non c'è nulla di strano dato che la cifra spettante per il reddito o pensione di cittadinanza viene elaborata dall'Inps al netto delle prestazioni già spettanti e in applicazione della normativa del reddito di cittadinanza votata in parlamento e illustrata sul sito del Ministero del lavoro. In pratica, come ha spiegato a Tpi un'operatrice del Contact Center Inps, non si tiene conto solo dell'Isee (l'indicatore della situazione economica equivalente) ma anche di "redditi percepiti e dichiarati, delle pensioni sociali", nonché del "reddito dell'intero nucleo famigliare e non solo della persona, magari disoccupata, che l'ha richiesto".
Eppure in molti sembrano essersi lasciati abbagliare dai 780 euro, cioè l'importo massimo previsto e sbandierato in campagna elettorale. E allora c'è chi assicura vendetta, scrivendo che "da adesso farà campagna contro i Cinque Stelle". Il reddito di cittadinanza è stato uno dei cavalli di battaglia della propaganda del Movimento. La protesta è appena cominciata e chissà quali saranno le ricadute politiche in vista delle europee di fine maggio.
Il reddito di cittadinanza anche a un ex terrorista rosso
Tra chi invece sembra soddisfatto c'è Raimondo Etro, ex brigatista rosso, condannato nel 1999 a 20 anni e sei mesi di carcere per concorso nell'omicidio del giudice Palma e nella strage di via Fani, in cui venne sequestrato Aldo Moro e furono uccisi gli uomini della sua scorta. Etro ha mostrato l'sms che gli notificava l'accoglimento della richiesta al reddito di cittadinanza in una foto postata su Facebook, accompagnandola con un commento: "Qualcuno in futuro dirà: Salvini e di Maio hanno fatto anche alcune cose buone...e a ragione...".
La polemica sui commenti della pagina dell'Inps
Per alcuni sono degli "eroi nazionali", per altri degli "arroganti". Di certo, i social media manager che curano Inps per la famiglia, uno dei canali social ufficiali dell'Istituto nazionale di previdenza sociale, non stanno avendo vita facile in questi giorni. Prima il profilo è stato preso d'assalto da cittadini desiderosi di ottenere maggiori informazioni e di sfogarsi dopo aver ricevuto l'esito della pratica.
Tra i tanti commenti assurdi, quelli di utenti che hanno dichiarato di lavorare in nero. Poi le risposte fornite dall'account hanno iniziato a rimbalzare di bacheca in bacheca sulle reti sociali e c'è chi le ha definite arroganti e offensive. "Cogliamo l'occasione per scusarci con quanti possano essersi sentiti toccati od offesi da alcune nostre risposte", hanno scritto qualche ora fa i gestori della pagina, travolti dalle polemiche. Ma molti utenti si sono schierati dalla loro parte.
Attenzione ai fake
Come spesso accade in queste situazioni, non mancano i fake. Ad esempio, in uno degli screenshot condivisi su Twitter e Facebook sembra che in uno dei commenti ufficiali dell'Inps ci sia scritto: "Chi sta meglio non è un fottuto parassita. Vai in Africa se ti piace così tanto il terzo mondo". Si tratta di un falso account. Bisogna fare attenzione. La pagina ufficiale dell'Inps si chiama Inps per la famiglia non Inps per le famiglie.
Rosita Rijtano per www.repubblica.it
Un esercito di delusi. Sono tanti i cittadini che stanno riversando sui social network il proprio scontento dopo aver avuto notizia delle somme destinategli dal reddito di cittadinanza. I beneficiari hanno iniziato a ricevere i messaggi di conferma della domanda da parte dell'Istituto di previdenza sociale nelle scorse ore: delle circa 800mila richieste, al momento ne sono state accettate 487.677. Sms ed email hanno dato speranza a molte famiglie italiane, almeno fino a quando non è stato noto l'importo. Cifre inferiori alle aspettative e, in alcuni casi, irrisorie dato che c'è chi si è visto assegnare 40 euro. "Come si può vivere così?", sembra essere la domanda ricorrente. Un caso nel caso sono diventati i commenti firmati dalla pagina Inps per la famiglia che in questi giorni è stata presa d'assalto.
"Da adesso campagna contro i Cinque stelle"
Lo scontento è chiaro nei gruppi privati e pubblici dedicati al reddito di cittadinanza. C'è chi scrive: "40 euro? Vergogna. Ragazza madre di due figli, disoccupata. Questo è l'aiuto che date". O, ancora, "60 euro? È uno scherzo?". C'è chi si mostra incredulo: "Com'è possibile! Siamo 3 adulti disoccupati, l'Isee è 2400 euro, pagando 410 di affitto, e di reddito di cittadinanza l'importo è 197 euro".
Non c'è nulla di strano dato che la cifra spettante per il reddito o pensione di cittadinanza viene elaborata dall'Inps al netto delle prestazioni già spettanti e in applicazione della normativa del reddito di cittadinanza votata in parlamento e illustrata sul sito del Ministero del lavoro. In pratica, come ha spiegato a Tpi un'operatrice del Contact Center Inps, non si tiene conto solo dell'Isee (l'indicatore della situazione economica equivalente) ma anche di "redditi percepiti e dichiarati, delle pensioni sociali", nonché del "reddito dell'intero nucleo famigliare e non solo della persona, magari disoccupata, che l'ha richiesto".
Eppure in molti sembrano essersi lasciati abbagliare dai 780 euro, cioè l'importo massimo previsto e sbandierato in campagna elettorale. E allora c'è chi assicura vendetta, scrivendo che "da adesso farà campagna contro i Cinque Stelle". Il reddito di cittadinanza è stato uno dei cavalli di battaglia della propaganda del Movimento. La protesta è appena cominciata e chissà quali saranno le ricadute politiche in vista delle europee di fine maggio.
Il reddito di cittadinanza anche a un ex terrorista rosso
Tra chi invece sembra soddisfatto c'è Raimondo Etro, ex brigatista rosso, condannato nel 1999 a 20 anni e sei mesi di carcere per concorso nell'omicidio del giudice Palma e nella strage di via Fani, in cui venne sequestrato Aldo Moro e furono uccisi gli uomini della sua scorta. Etro ha mostrato l'sms che gli notificava l'accoglimento della richiesta al reddito di cittadinanza in una foto postata su Facebook, accompagnandola con un commento: "Qualcuno in futuro dirà: Salvini e di Maio hanno fatto anche alcune cose buone...e a ragione...".
La polemica sui commenti della pagina dell'Inps
Per alcuni sono degli "eroi nazionali", per altri degli "arroganti". Di certo, i social media manager che curano Inps per la famiglia, uno dei canali social ufficiali dell'Istituto nazionale di previdenza sociale, non stanno avendo vita facile in questi giorni. Prima il profilo è stato preso d'assalto da cittadini desiderosi di ottenere maggiori informazioni e di sfogarsi dopo aver ricevuto l'esito della pratica.
Tra i tanti commenti assurdi, quelli di utenti che hanno dichiarato di lavorare in nero. Poi le risposte fornite dall'account hanno iniziato a rimbalzare di bacheca in bacheca sulle reti sociali e c'è chi le ha definite arroganti e offensive. "Cogliamo l'occasione per scusarci con quanti possano essersi sentiti toccati od offesi da alcune nostre risposte", hanno scritto qualche ora fa i gestori della pagina, travolti dalle polemiche. Ma molti utenti si sono schierati dalla loro parte.
Attenzione ai fake
Come spesso accade in queste situazioni, non mancano i fake. Ad esempio, in uno degli screenshot condivisi su Twitter e Facebook sembra che in uno dei commenti ufficiali dell'Inps ci sia scritto: "Chi sta meglio non è un fottuto parassita. Vai in Africa se ti piace così tanto il terzo mondo". Si tratta di un falso account. Bisogna fare attenzione. La pagina ufficiale dell'Inps si chiama Inps per la famiglia non Inps per le famiglie.
Reddito di cittadinanza: La delusione sugli importi
Non accenna a placarsi la polemica sugli esigui importi del reddito e della pensione di cittadinanza accreditati ai vincitori della “lotteria” governativa. Infatti tutti i “vincitori” si aspettavano di ricevere tondo tondo i famosi 780 euro. Quando invece hanno verificato che alcuni importi erano prossimi allo zero, si sono scatenate le polemiche sulle pagine di facebook dell’Inps. Alcuni operatori dell’Istituto forse scambiando la pagina istituzionale per il proprio account privato hanno risposto per le rime e la polemica invece di placarsi, ne è risultata aumentata. Ciò ha costretto il commissario dell’Inps a fare delle precisazioni che al momento sembrano aver avuto scarso esito. Oppure ci può essere un’altra interpretazione. Visto che gli addetti alla pagina di facebook, come lo stesso commissario ha precisato, non sono incauti addetti di qualche call center, ma funzionari dell’Inps che finora non avevano mai debordato, costoro forse autonomamente o forse ispirati da qualche suggerimento, in considerazione delle risposte poco istituzionali in auge da qualche tempo da parte dei vertici governativi ( uno per tutti: chiamare Juncker, il Commissario UE ubriacone) hanno rotenuto di potersi adeguare, aumentando “vieppiù” il furore dei beneficiari.
Non accenna a placarsi la polemica sugli esigui importi del reddito e della pensione di cittadinanza accreditati ai vincitori della “lotteria” governativa. Infatti tutti i “vincitori” si aspettavano di ricevere tondo tondo i famosi 780 euro. Quando invece hanno verificato che alcuni importi erano prossimi allo zero, si sono scatenate le polemiche sulle pagine di facebook dell’Inps. Alcuni operatori dell’Istituto forse scambiando la pagina istituzionale per il proprio account privato hanno risposto per le rime e la polemica invece di placarsi, ne è risultata aumentata. Ciò ha costretto il commissario dell’Inps a fare delle precisazioni che al momento sembrano aver avuto scarso esito. Oppure ci può essere un’altra interpretazione. Visto che gli addetti alla pagina di facebook, come lo stesso commissario ha precisato, non sono incauti addetti di qualche call center, ma funzionari dell’Inps che finora non avevano mai debordato, costoro forse autonomamente o forse ispirati da qualche suggerimento, in considerazione delle risposte poco istituzionali in auge da qualche tempo da parte dei vertici governativi ( uno per tutti: chiamare Juncker, il Commissario UE ubriacone) hanno rotenuto di potersi adeguare, aumentando “vieppiù” il furore dei beneficiari.
Eppure doveva essere ovvio che i 780 euro era il limite massimo da cui andavano sottratti gli altri sussidi eventualmente corrisposti.
A questo punto l’Istituto di Previdenza per fugare dubbi su una elargizione generalizzata di bassi importi, al più bastanti per una pizza e coca cola, ha ritenuto opportuno precisare che quasi 337mila degli importi erogati per il reddito di cittadinanza, pari al 71% delle prime 472.970 domande elaborate dall’Inps, superano i 300 euro. Il 50% è compreso nella fascia tra 300 e 750 euro, mentre oltre i 750 euro si attesta il 21% delle somme in pagamento. Soltanto il 7% è compreso nella fascia tra i 40 e i 50 euro. Lo stato delle richieste e l’ammontare del reddito riconosciuto può essere verificato sul sito dell’Inps attraverso il servizio online per la consultazione delle domande di reddito e pensione di cittadinanza. Si ricorda che per l’accesso a tale servizio è necessario disporre del PIN Inps, oppure dello SPID o, ancora, della carta nazionale dei servizi (CNS).
Ma oltre ad essere di importo inferiore di quello previsto, comunque saranno pochi coloro che avranno diritto realmente alla pensione di cittadinanza mentre l’Inps aveva ipotizzato che ad accedere sarebbero state 250 mila famiglie ed il Ministro del lavoro ne aveva annunciate 500 mila.
I criteri per accedere all’integrazione si stanno rivelando molto restrittivi. In pratica avranno diritto alla pensione di cittadinanza grosso modo lo stesso numero di soggetti che attualmente chiede l’assegno sociale, ( 120 mila nuclei familiari). L’assegno sociale è pari a 458 euro mensili per 13 mensilità (in modo da raggiungere i 5.954 euro annui), in crescita dopo i 70 anni, ed è inferiore al limite massimo per la pensione di cittadinanza (7.560 annui) ma i criteri per accedervi sono decisamente meno rigidi di quelli richiesti per la pensione di cittadinanza. La pensione di cittadinanza risulterà nella maggior parte dei casi un’integrazione dell’assegno o della pensione sociale. Fonte: qui
A questo punto l’Istituto di Previdenza per fugare dubbi su una elargizione generalizzata di bassi importi, al più bastanti per una pizza e coca cola, ha ritenuto opportuno precisare che quasi 337mila degli importi erogati per il reddito di cittadinanza, pari al 71% delle prime 472.970 domande elaborate dall’Inps, superano i 300 euro. Il 50% è compreso nella fascia tra 300 e 750 euro, mentre oltre i 750 euro si attesta il 21% delle somme in pagamento. Soltanto il 7% è compreso nella fascia tra i 40 e i 50 euro. Lo stato delle richieste e l’ammontare del reddito riconosciuto può essere verificato sul sito dell’Inps attraverso il servizio online per la consultazione delle domande di reddito e pensione di cittadinanza. Si ricorda che per l’accesso a tale servizio è necessario disporre del PIN Inps, oppure dello SPID o, ancora, della carta nazionale dei servizi (CNS).
Ma oltre ad essere di importo inferiore di quello previsto, comunque saranno pochi coloro che avranno diritto realmente alla pensione di cittadinanza mentre l’Inps aveva ipotizzato che ad accedere sarebbero state 250 mila famiglie ed il Ministro del lavoro ne aveva annunciate 500 mila.
I criteri per accedere all’integrazione si stanno rivelando molto restrittivi. In pratica avranno diritto alla pensione di cittadinanza grosso modo lo stesso numero di soggetti che attualmente chiede l’assegno sociale, ( 120 mila nuclei familiari). L’assegno sociale è pari a 458 euro mensili per 13 mensilità (in modo da raggiungere i 5.954 euro annui), in crescita dopo i 70 anni, ed è inferiore al limite massimo per la pensione di cittadinanza (7.560 annui) ma i criteri per accedervi sono decisamente meno rigidi di quelli richiesti per la pensione di cittadinanza. La pensione di cittadinanza risulterà nella maggior parte dei casi un’integrazione dell’assegno o della pensione sociale. Fonte: qui
giovedì 14 marzo 2019
L'"ASSISTENZIALISMO" PIACE PARECCHIO PURE AL NORD
ALLE POSTE SONO ARRIVATE GIÀ 122 MILA RICHIESTE DI REDDITO DI CITTADINANZA E MOLTE PROVENGONO DA LOMBARDIA E PIEMONTE
CON 5 MILIONI DI POVERI ASSOLUTI (FONTE ISTAT) PENSARE CHE 780 EURO SIANO UN INCENTIVO AL DIVANO E’ DA SCIOCCHI ...
Marco Palombi per il “Fatto quotidiano”
C' è un fantasma che s' aggira per l' Italia: è la realtà e, nel nostro caso, la realtà di una crisi nazionale che vede il Pil ancora 5 punti più in basso e 1,8 miliardi di ore lavorate (e quindi pagate) in meno rispetto al 2008; che conta cinque milioni di "poveri assoluti" e 9,3 milioni di "poveri relativi" (Istat). La realtà, dicevamo, ha questa brutta abitudine di ripresentarsi ogni tanto e lo ha fatto in questo fine settimana, quando s' è scoperto che Lombardia e Piemonte sono tra le prime cinque regioni per richieste di reddito di cittadinanza dopo pochi giorni dal suo lancio.
Eppure sono mesi che leggiamo di questo benedetto "partito del Nord" o "della crescita" o "del Pil" - e comunque sempre del Nord - che si ribella, stanco di politiche assistenziali, auscultato e solleticato dai meglio media e dal loro relativo circo: un fronte trasversale che impazzisce dal desiderio del tunnel in Val di Susa e si sente male solo a pensare che qualcuno voglia percepire un sussidio dallo Stato.
È "il popolo del sofà" già irriso dal leghista old fashioned Luca Zaia e dal suo collega Attilio Fontana, che teme che il reddito di cittadinanza possa "determinare uno stile di vita", ovviamente nel Sud che non intraprende e aspetta l' elemosina pubblica. Ma non sono solo i governatori nordisti a irridere "i divanisti" solleticando l' orgoglio dell' operoso Nord vessato dai fannulloni: politici (pure soi-disant di sinistra), commentatori, imprenditori, vescovi.
Come ha riassunto Libero qualche giorno fa: "Risorse dimezzate per il Settentrione, il Sud si pappa tutto" E poi c' è la realtà della crisi più lunga e intensa mai vissuta dal Paese, tutto, in tempo di pace. E i numeri non possono che raccontarla: sono quasi 122 mila le domande di reddito di cittadinanza pervenute a Poste italiane dal 6 marzo a sabato e le prime cinque regioni per numero di richieste sono la Campania con 16.112, la Lombardia con 16.015, la Sicilia con 13.873, il Lazio con 11.644 e il Piemonte con 11.244. Il dato è atteso al punto che la previsione è già contenuta nelle stime del ministero sugli effetti del decreto e in parte "giustificata" dal fatto che al Nord vive il 47% dei residenti in Italia, assai più che al Centro e al Sud.
Com' è noto, la previsione "bollinata" dalla Ragioneria generale prevede che la platea dei beneficiari (calcolata all' 85% degli aventi diritto) sarà composta da circa 1,3 milioni di nuclei familiari (compresi i single) e circa 4 milioni di persone interessate.
Ovviamente il Mezzogiorno - che ha più alte percentuali di aventi diritto al reddito di cittadinanza sul totale della popolazione - riceverà percentualmente più benefici dalla misura, ma la stima del ministero prevede comunque che Lombardia e Piemonte restino tra le prime sei regioni per numero di richieste anche a regime e che, in generale, circa metà delle persone aiutate siano residenti al Centro e, soprattutto, al Nord: parliamo di quasi due milioni di persone che vivono - non si sa se ignorate o tollerate - spalla a spalla col "partito del Nord", che peraltro visto da vicino sembra più che altro il partito dei ricchi.
È bene ricordare che qui parliamo di richieste, la cui accettazione andrà verificata alla luce del meccanismo infernale di condizionalità (i famosi paletti) messe alla concreta applicazione della misura. A consuntivo, probabilmente, si scoprirà che il cosiddetto "reddito di cittadinanza" (che non è un reddito di cittadinanza) finirà in discreta parte alle imprese sotto forma di sgravio sulle assunzioni di percettori del sussidio. E a quel punto assisteremo alla giravolta mediatica del partito del Nord, che applaudiva mentre si regalavano 10 miliardi a chi guadagna tra 18 e 24mila euro senza paletti di reddito familiare e patrimonio e oggi si strappa le vesti perché 7 miliardi vanno a gente che guadagna zero o giù di lì. La famosa "pacchia per immigrati e rom" di cui Il Giornale di Berlusconi.
11 Marzo 2019
Fonte: qui
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