9 dicembre forconi: cacciato
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giovedì 9 maggio 2019

SIRI: CONTE DECIDE D'IMPERIO LA REVOCA DEL SOTTOSEGRETARIO

Ansa - Siri: il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha deciso la revoca del sottosegretario leghista, indagato dalla procura di Roma per corruzione. Il decreto di revoca è stato adottato dal premier, sentito il Cdm che ha a lungo dibattuto.
"Prendo atto - è andato all'attacco il leder della Lega, Matteo Salvini - del fatto che la Raggi è indagata da anni ed è al suo posto. I nostri candidati sono specchiati. Se ci sono colpe di serie A e colpe di serie B, presunti colpevoli di serie A e di serie B.... a casa mia se uno vale uno, inchiesta vale inchiesta". "Noi abbiamo nessun problema, la questione morale riguarda altri. Mi dispiace che qualcuno si stia sporcando la bocca su Attilio Fontana", ha aggiunto. 
In due ore di riunione gelida ma senza scontri plateali si consuma la revoca del sottosegretario Armando Siri. Giuseppe Conte rispetta le previsioni e decide per "licenziare" l'esponente leghista ottenendo la fiducia dei suoi ministri e terminando la riunione senza la conta che, seppur simbolica, avrebbe fotografato la rottura tra la Lega e il capo del governo. "E' la vittoria degli onesti", esulta Luigi Di Maio. "Siri è innocente fino a prova contraria", è il muro alzato, anche a revoca fatta, da Matteo Salvini. E il caso non fa che accentuare un trend evidente già da giorni: da qui al 26 maggio tra il M5S e la Lega sarà guerra, su ogni tema, all'ultimo voto.
Il leader leghista per tutta la giornata colleziona iniziative e dichiarazioni lontanissime dal tema giustizia. Annuncia, ad esempio, la chiusura di tutti i negozi di Cannabis, andando allo scontro con il M5S. "Non diamo informazioni errate, i cannabis shop non vendono droga", sottolinea il titolare della Sanità Giulia Grillo. Cantieri, flat tax salario minimo, aiuti alle famiglie: il ring della guerra elettorale è segnato. "Convochiamo subito un tavolo su flat tax e salario minimo", annuncia Di Maio avvertendo: "ciascuno porterà le coperture alla sua proposta". Salvini ribadisce che non avrebbe mai fatto cadere il governo sul caso Siri. Ma non risparmia una stoccata al M5S: "la Raggi è indagata da anni ed è al suo posto". Ed una al suo premier, che su Siri e la Tav - osserva - "ha preso le parti del M5S". La battaglia è appena cominciata.

LO SCHIAFFO DELLA PROCURA DI MILANO A SALVINI: MENTRE LUI È CON LA CHIRICO A PARLARE DI RIFORMA DELLA GIUSTIZIA (FOTO), LORO FANNO ARRESTARE POLITICI E IMPRENDITORI LOMBARDI E INDAGANO IL PRESIDENTE LEGHISTA ATTILIO FONTANA 

DI MAIO E BONAFEDE FANNO DI CORSA UNA CONFERENZA STAMPA PER RIBADIRE CHE LORO SONO IL PARTITO DEI PM 

LE TOGHE ORMAI HANNO MESSO NEL MIRINO IL ''CAPITANO'', E LUI DA QUI AL 26 MAGGIO STARÀ BUONO: POTREBBE SUCCEDERE DI PEGGIO. NON A CASO HA INGOIATO IL ROSPO DELLA CACCIATA DI SIRI…

LO SCHIAFFO DELLA PROCURA DI MILANO: MENTRE SALVINI CON LA CHIRICO PARLA DI RIFORMA DELLA GIUSTIZIA, ARRESTANO POLITICI E IMPRENDITORI LOMBARDI

matteo salvini annalisa chiricoMATTEO SALVINI ANNALISA CHIRICO
DAGONOTA - Come va il rapporto tra Salvini e i magistrati? Giudicate voi: mentre era a Milano per la serata di ''Fino a Prova Contraria'', associazione di Annalisa Chirico che promuove la riforma della giustizia, la procura della città, guidata da Francesco Greco, faceva arrestare decine di persone, tra cui molti politici lombardi della maggioranza Forza Italia-Lega e l'ex socio di Siri, e iscriveva nel registro degli indagati il presidente della regione, il leghista Attilio Fontana. Una retata commentata così da Buffagni: ''In Lombardia hanno arrestato gli amici di Salvini''.
matteo salvini attilio fontanaMATTEO SALVINI ATTILIO FONTANA

Insomma uno schiaffo sonoro partito dal Palazzo di Giustizia, lo stesso dove fu scritta la parola ''fine'' sulla parabola politica di Bettino Craxi, un altro milanese che puntava a governare l'Italia con piglio decisionista. I magistrati hanno ormai messo nel mirino il vicepremier, anche perché in questi mesi ha agito sempre senza consultare le toghe nelle sue decisioni, come si è visto chiaramente nei casi delle navi dei migranti.
francesco micheli annalisa chiricoFRANCESCO MICHELI ANNALISA CHIRICO




Un atteggiamento molto diverso da quello dei grillini, in particolare del Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, che come capo di gabinetto ha Fulvio Baldi, un magistrato attivo nel direttorio della corrente Unicost e studioso proprio delle normative che riguardano l'ordinamento giudiziario.

Bonafede e gli altri 5 Stelle hanno mantenuto un rapporto di grande collaborazione con le toghe (a partire da Davigo), e il messaggio è stato ribadito ieri con l'irrituale conferenza stampa congiunta che il ministro ha tenuto insieme al vicepremier Di Maio, nella quale hanno ribadito ''Tangentopoli non è mai finita, la corruzione è ancora una piaga fondamentale e gravissima''. Il messaggio che i M5S vogliono inviare agli elettori (e pure alle toghe) è chiaro: noi siamo il partito dei pm, la Lega invece…
LUIGI DI MAIO ALFONSO BONAFEDELUIGI DI MAIO ALFONSO BONAFEDE

Non è un caso se il Capitano, di solito fiammeggiante, abbia lasciato che Conte cacciasse a pedate Siri dal governo, addirittura ribadendo la fiducia al premier. Da qui al 26 maggio Salvini non cercherà altre rogne mettendosi di traverso all'esecutivo o dichiarando guerra ai magistrati. Dopo, chi vivrà vedrà (e conterà i voti delle europee).


L'APPELLO: «LA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA È UNA PRIORITÀ»
Cesare Zapperi per il ''Corriere della Sera''
fabio lattanziFABIO LATTANZI

All' ordine del giorno del Consiglio dei ministri di oggi c' è ben altro, ma se possibile c' è chi vorrebbe che in cima alla lista delle priorità venisse messa la riforma della giustizia.
L' associazione «Fino a prova contraria» guidata da Annalisa Chirico ha affidato al vicepremier Matteo Salvini, ospite ieri a Villa Necchi di una serata organizzata ad hoc con il fior fiore della società civile milanese (avvocati, banchieri, imprenditori; da Manfredi Catella a Francesco Micheli), il compito di portare davanti ai colleghi di governo il dossier. «Fatta salva l' obbligatorietà dell' azione penale - ha sottolineato Chirico - è necessario che il Consiglio superiore della magistratura e il Parlamento ogni anno decidano quali reati è giusto perseguire in via prioritaria. Così si avrebbe meno parzialità da parte dei pubblici ministeri e più trasparenza».
carlo bonomiCARLO BONOMI

La serata di «Fino a prova contraria» ha avuto anche un risvolto economico. Per gli organizzatori è necessario rilanciare il partito del Pil (ben rappresentato in platea). Carlo Bonomi, presidente di Assolombarda, ha rivolto a Salvini l' appello a tagliare i lacci e lacciuoli della burocrazia per consentire alle imprese di poter investire con tempi e procedure certe. E l' ex ministro Giulio Tremonti ha ripercorso i tentativi non sempre riusciti di imprimere una svolta liberale alla politica economica dei governi di cui ha fatto parte.

annalisa chirico ugo brachetti perettiANNALISA CHIRICO UGO BRACHETTI PERETTI

«TROPPI PROCESSI INUTILI, COSÌ NESSUNO INVESTE»
Tommaso Montesano per ''Libero Quotidiano''

Lo slogan è semplice: «Più giustizia, più crescita». Da qui l' hashtag che sta accompagnando, da inizio anno, l' azione del movimento Fino a prova contraria: #innomedelpil. «Un imprenditore cosa chiede per investire?
Tempi certi e decisioni prevedibili».
annalisa chirico sul palcoANNALISA CHIRICO SUL PALCO

Invece, denuncia Annalisa Chirico, in Italia la giustizia continua a essere in uno stato disastroso. Per arrivare a una sentenza di primo grado - ramo civile - ci vogliono almeno 360 giorni.

Perfino in Burundi e Zimbabwe sono messi meglio, ricorda il video con il quale a Milano - nella cornice di villa Necchi Campiglio - si apre il nuovo appuntamento organizzato dal movimento presieduto dalla giornalista, che ieri sera ha riunito oltre 300 persone in rappresentanza di quella che Chirico chiama «l' Italia che lavora, produce e si rimbocca le maniche. È questa l' Italia cui vogliamo dare voce.
annalisa chirico giuseppe cornetto bourlotANNALISA CHIRICO GIUSEPPE CORNETTO BOURLOT
Non quella che chiede sussidi e reddito di cittadinanza e desidera andare in pensione prima».

E all' Italia che produce - «il mondo produttivo» - serve una giustizia che funzioni. Sondaggi, studi e report - anche di fonte europea - confermano che «l' emergenza numero uno in Italia è la lentezza della giustizia». Come può un Paese che vuole crescere, si chiede Chirico, permettere che in tutti questi anni l'«imprenditore sia diventato un presunto colpevole?». Ecco altri numeri: 25mila detenuti incarcerati ingiustamente; 600 milioni di euro di risarcimenti. «E li paghiamo noi». Così il sistema è al collasso: «L' Italia ha troppe leggi penali. Tante leggi penali producono altrettante notizie di reato. Così i magistrati devono destreggiarsi: a causa della scarsità di risorse devono scegliere quali fascicoli portare avanti e quali no». Ma non è così che funziona.


annalisa chirico carlo nordio matteo salviniANNALISA CHIRICO CARLO NORDIO MATTEO SALVINI
Da qui la proposta lanciata al ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede (che, al contrario del suo collega Matteo Salvini, ministro dell' Interno, continua a disertare, seppure invitato, gli appuntamenti del movimento): «Gli chiederemo l' impegno di sostenere la nostra prossima battaglia affinché, pur mantenendo l' obbligatorietà dell' azione penale, la scelta di quali notizie di reato perseguire non spetti alla discrezionalità del procuratore, ma all' organo di autogoverno della magistratura, il Csm, cui dovrebbe spettare il compito di stabilire, ogni anno, le priorità della politica giudiziaria. Il Guardasigilli, sempre così impegnato, apra al confronto».
annalisa chirico matteo salviniANNALISA CHIRICO MATTEO SALVINI

In sala, oltre a Salvini, tra gli altri ci sono Giulio Tremonti, i magistrati Carlo Nordio e Stefano Dambruoso, il presidente di Assolombarda Carlo Bonomi. Il presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, ha inviato un messaggio. Chirico ringrazia e rilancia: «Costruttori, imprenditori, liberi professionisti, rappresentanti del mondo agricolo. Questa è una comunità che vuole vivere in un Paese più libero e competitivo. È ora di parlare di giustizia in modo pragmatico e costruttivo».

venerdì 25 maggio 2018

NEGLI USA UNA COPPIA DISPERATA PORTA IN TRIBUNALE IL FIGLIO BAMBOCCIONE DI 30 ANNI CHE SI RIFIUTA DI CERCARE LAVORO E DI ANDARSENE VIA DA CASA

IL GIUDICE SI INFURIA, LO SBATTE PER STRADA E GLI ORDINA: “TI VOGLIO FUORI, CERCATI UN’OCCUPAZIONE E SE TI SERVONO SOLDI VENDI GLI OGGETTI DI VALORE CHE POSSIEDI...”

VIDEO: MICHAEL ROTONDO DICE CHE I GENITORI NON SONO BRAVE PERSONE

Domenico Zurlo per "www.leggo.it"

michael rotondo 7MICHAEL ROTONDO 
Di lasciare la casa dei genitori proprio non aveva nessuna intenzione: nonostante i 30 anni, nonostante la sua condizione di «bamboccione», per riprendere una definizione di qualche anno fa che fece discutere.

Gli piaceva troppo essere servito e riverito da mamma e papà, ma questi ultimi non erano d'accordo: così lo hanno portato in tribunale, nello Stato di New York, e hanno anche avuto ragione.

mark e christina rotondoMARK E CHRISTINA ROTONDO



È successo a Syracuse e i protagonisti si chiamano Mark e Christina Rotondo (i genitori) e Michael (il figlio): il giudice della Corte Suprema ha ordinato al giovane di andar via da casa, dopo che Mark e Christina si erano detti furibondi per il figlio fannullone, che gravava sulle loro spalle senza cercarsi un lavoro e senza collaborare in casa.
michael rotondo 2MICHAEL ROTONDO 






«Ti voglio fuori», ha ordinato il magistrato, Donald Greenwood. Il giovane, da parte sua, ha definito il provvedimento «oltraggioso» annunciando che farà ricorso contro la decisione: «Non vedo perché non possiamo semplicemente aspettare un po' prima che me ne vada», ha detto.
michael rotondo 3MICHAEL ROTONDO 




Dai coniugi sono partite addirittura delle lettere di avvertimento al figlio, ben cinque dall'inizio di febbraio, in cui gli si chiedeva - non senza dargli tempo - di andare via. 

«Devi lasciare immediatamente questa casa. Hai due settimane, e non ti sarà permesso di tornare», avevano scritto, promettendo di intraprendere «tutte le azioni necessarie per far rispettare questa decisione».
michael rotondo e i genitoriMICHAEL ROTONDO E I GENITORI

E infatti, poco dopo hanno assunto un avvocato, dandogli anche 1.100 dollari come aiuto a trovare un'abitazione: lui li ha intascati, ma non si è mai mosso.

la casa dei genitoriLA CASA DEI GENITORI








«Ci sono posti disponibili anche per coloro con una pessima storia lavorativa, come te», hanno scritto, ordinandogli di trovare un lavoro e consigliandogli, se gli serviva più denaro, di vendere gli oggetti di valore che possedeva.
fanculoFANCULO

Lui, però, in una mozione ha detto che essendo un membro della famiglia non può essere sfrattato.

E ha anche sostenuto che comunque gli è dovuto un preavviso di sei mesi. Il giudice Greenwood non è stato tuttavia d'accordo: «Sto concedendo lo sfratto», ha detto e, ha aggiunto, «penso che l'avviso sia sufficiente».

Fonte: qui

giovedì 30 novembre 2017

LO IOR HA "ALLONTANATO" DAL SUO INCARICO L'ATTUALE "AGGIUNTO" AL DIRETTORE GENERALE DELL'ISTITUTO, GIULIO MATTIETTI

GIULIO MATTIETTI
MATTIETTI SAREBBE STATO ALLONTANATO DUE GIORNI FA, SCORTATO FUORI DAL VATICANO…

(ANSA) - Lo Ior ha "allontanato" dal suo incarico l'attuale aggiunto" al direttore generale dell'Istituto, Giulio Mattietti, nominato nel novembre 2015 insieme all'attuale direttore generale, Gian Franco Mammì. Da quanto apprende l'ANSA da fonti qualificate, Mattietti sarebbe stato allontanato due giorni fa, scortato fuori dal Vaticano. Al momento non se ne conoscono i motivi. Interpellata, la Sala Stampa della S.Sede ha confermato l'allontanamento. A quanto risulta, inoltre, nei giorni passati ci sarebbe stato un analogo provvedimento a carico di un dipendente dell'Istituto.

Fonte: qui

domenica 19 febbraio 2017

CACCIATO - L’EX CONSIGLIERE PER LA SICUREZZA, MICHAEL FLYNN, PRESE I SOLDI PER UN’INTERVISTA DEL 2015 DA UN’EMITTENTE RUSSA. E NON POTEVA FARLO

SILURATO

IL SOSTITUTO HARWARD, EX NAVY SEALS, INDIVIDUATO DA TRUMP HA RINUNCIATO, PERCHE' VOLEVA PORTARE IL SUO STAFF 

ARRIVA UN NUOVO DIRETTORE COMUNICAZIONE ALLA CASA BIANCA

Da Ansa

FLYNNFLYNN
Si complica la posizione Michael Flynn: il Pentagono non ha trovato alcun documento indicante che l'ex consigliere per la sicurezza nazionale avesse ricevuto un'autorizzazione per accettare soldi da un governo straniero prima del viaggio a Mosca a fine 2015 per una intervista retribuita in occasione del gala per i 10 anni della tv filo Cremlino Russia Today, dove sedette vicino a Putin.

Lo scrive il Wsj citando una lettera del segretario facente funzioni dell'esercito Robert Speer inviata a Elijah Cummings, deputato dem della commissione controllo. Era stato lo stesso Flynn a riferire di essere stato pagato, e bene, per quell'intervista ed ora Cummings vuole sapere quanto: per questo ha chiesto i dati al suo agente. ''Stiamo tentando di accertare l'ammontare percepito dal gen. Flynn per la sua apparizione, la fonte del finanziamento e se possa aver ricevuto altri pagamenti da altre fonti straniere per ulteriori impegni'', ha spiegato. La Costituzione vieta ai militari in pensione di ricevere soldi da governi stranieri senza l'autorizzazione del Congresso.

HARWARDHARWARD
Il viceammiraglio Robert Harward, scelto dal presidente americano Donald Trump come consigliere per la Sicurezza nazionale al posto del dimissionato Michael Flynn, avrebbe declinato l'offerta.

Un possibile motivo sarebbe legato al fatto che Harward aveva posto come condizione quella di portarsi il suo team. Se la notizia data da alcuni media Usa fosse confermata, si tratterebbe dell'ennesima tegola per l'amministrazione Trump. In particolare Harward si sarebbe rifiutato di tenere il vice di Flynn, K.T.McFarland, cui Trump aveva promesso di conservare il posto, e dopo un giorno di braccio di ferro avrebbe preferito rinunciare.

NAVY SEALNAVY SEAL
Ex Navy Seal, Harward, 60 anni, ha servito come vice del commando centrale Usa sotto l'attuale capo del Pentagono, James Mattis, di cui era considerato un amico e alleato. In precedenza era stato vice comandante generale del comando per le operazioni speciali congiunte a Fort Bragg, in North Carolina. Harward aveva guidato truppe sia in Iraq che in Afghanistan per sei anni dopo l'11 settembre. Sotto George W. Bush, aveva fatto parte del National Security Council come direttore strategico e delle politiche anti terrorismo.
james mattisJAMES MATTIS

Dopo il forfait del vice ammiraglio Robert Harward per sostituire il 'dimissionato' Michael Flynn, travolto dal Russiagate, Donald Trump ha fatto sapere via twitter di avere in lista il gen. Keit Kellogg, che temporaneamente ricopre già la carica di consigliere per la sicurezza nazionale ed è "molto in gioco", ed altri tre candidati, che non ha menzionato. Kellogg è stato anche consigliere di politica estera per Trump durante la campagna elettorale. Il tycoon non ha precisato quando intende procedere alla nomine ma si presume presto, per colmare un vuoto in una posizione chiave.

Mike DubkeMIKE DUBKE
Mike Dubke, è stato poi scelto come nuovo Direttore della comunicazione della Casa Bianca, secondo quanto riferisce la Cnn online citando in forma anonima due funzionari dell'amministrazione e affermando che la nomina dovrebbe essere ufficializzata oggi. La notizia è riportata anche da Fox News, secondo cui Dubke - che dovrebbe prendere il posto di Jason Miller, che fece un passo indietro poco dopo esser stato scelto lo scorso dicembre - era già ieri alla Casa Bianca.

La nomina di Dubke, nota la Cnn, dovrebbe alleggerire la pressione sul portavoce Sean Spicer, che finora oltre a svolgere il suo lavoro ha anche dovuto fare le funzioni di Direttore della comunicazione, due incarichi che normalmente sono separati. Dubke è stato coinvolto nella politica locale, statale e federale sin dal 1988, secondo quanto si legge nella sua bibliografia pubblicata nel sito web della Crossroads Media.

Fonte: qui