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venerdì 2 agosto 2019

I commissari antincendio di New York chiedono una nuova indagine sull'11 settembre, citando "Prove schiaccianti di esplosivi pre-piantati"

I vigili del fuoco della zona di New York hanno chiesto una nuova indagine sull'11 settembre, sostenendo che "prove schiaccianti" di " esplosivi pre-piantati ... hanno causato la distruzione dei tre edifici del World Trade Center ". Franklin Square e Munson Fire District al di fuori del Queens, New York, hanno fatto la storia diventando il primo organo legislativo nel paese a sostenere una nuova indagine sugli eventi dell'11 settembre, secondo  Architects and Engineers for 9/11 Truth.
La risoluzione, letta ad alta voce  e approvata nel corso di una riunione del 24 luglio 2019 e che chiedeva l'indagine è stata redatta dal commissario Christopher Gioia ed è stata approvata all'unanimità dai cinque commissari. 
Secondo Activist Post , il commissario Christopher Gioia ha dichiarato: “Siamo una comunità affiatata e non dimentichiamo mai i nostri fratelli e sorelle caduti. Faresti meglio a credere che quando l'intero corpo dei vigili del fuoco dello Stato di New York sarà a bordo, saremo una forza inarrestabile. Siamo stati i primi vigili del fuoco a approvare questa risoluzione. Non saremo gli ultimi ".

Commissari di Franklin Square e Munson Fire District: Philip F. Malloy, Jr (a sinistra), Dennis G. Lyons (secondo da sinistra): Joseph M. Torregrossa (al centro); Christopher L. Gioia (secondo da destra); Les Saltzman (a destra).




Secondo il rapporto AE911  :
L'impatto dell'11 settembre sulla comunità si estende ben oltre le vittime e le loro famiglie in lutto. Il 12 settembre 2001 fu chiamato il Corpo dei vigili del fuoco di Franklin Square per assistere all'enorme sforzo di salvataggio e di recupero che era appena iniziato. Innumerevoli membri del dipartimento, tra cui Gioia e il commissario Philip Malloy (allora vigili del fuoco), hanno trascorso settimane in pila alla ricerca invano di civili e compagni di risposta che potrebbero essere ancora vivi. Oggi, Malloy è una delle migliaia che soffrono di effetti cronici sulla salute.
Il dipartimento ha anche perso uno dei suoi in Thomas J. Hetzel, affettuosamente chiamato "Tommy" dai commissari. Hetzel era un membro a tempo pieno dei vigili del fuoco di New York oltre a servire come vigile del fuoco volontario in Franklin Square. Durante l'incontro è stato esposto un commovente memoriale di Hetzel e c'erano la vedova, i genitori e la sorella di Hetzel.
"Le famiglie Hetzel ed Evans hanno apprezzato molto il procedimento", ha continuato Gioia. "Sanno che è una lotta in salita. Ma almeno hanno speranza, che è qualcosa che non hanno avuto da molto tempo."

Parlando con gli ospiti dopo l'incontro, il commissario Dennis Lyons ha dichiarato: "Abbiamo un memoriale - un pezzo di acciaio del World Trade Center con 28 fori in cui andavano le viti e dadi. Ogni anno l'11, abbiamo messo una rosa dentro ogni buca per i 24 pompieri della contea di Nassau e quattro residenti di Franklin Square che sono morti l'11 settembre. "
La risoluzione completa del dipartimento recita :
Considerando che gli attacchi dell'11 settembre 2001 sono indissolubilmente e per sempre legati a Franklin Square e ai vigili del fuoco di Munson;
Mentre, l'11 settembre 2001, mentre operava presso il World Trade Center di New York City, il vigile del fuoco Thomas J. Hetzel, badge # 290 della Hook and Ladder Company # 1, Franklin Square e Munson Fire Department di New York, è stato ucciso a svolgimento delle sue funzioni, insieme a 2.976 altri soccorritori e civili;
Considerando che, i membri dei Franklin Square e dei vigili del fuoco di Munson sono stati chiamati ad assistere nelle successive operazioni di salvataggio e recupero e pulizia del sito del World Trade Center, affliggendo molti di loro con malattie potenzialmente letali a causa della respirazione delle tossine mortali presenti al sito;
Considerando che i commissari del Board of Fire di Franklin Square e Munson Fire District riconoscono la natura significativa e convincente della petizione prima che il procuratore degli Stati Uniti per il distretto meridionale di New York riferisse crimini federali non perseguiti presso il World Trade Center l'11 settembre , 2001, e invitando il procuratore degli Stati Uniti a presentare tale petizione a una giuria speciale ai sensi della Costituzione degli Stati Uniti e 18 USC SS 3332 (A);
Considerando che, le prove schiaccianti presentate in detta petizione dimostrano oltre ogni dubbio che esplosivi e / o materiali incendiari erano pre-piantati - non solo aerei e gli incendi conseguenti - hanno causato la distruzione dei tre edifici del World Trade Center, uccidendo la stragrande maggioranza delle vittime che morì quel giorno ;
Considerando che le vittime dell'11 settembre, le loro famiglie, la gente di New York City e la nostra nazione meritano che ogni crimine relativo agli attacchi dell'11 settembre 2001 sia indagato al massimo e che ogni persona responsabile sia di fronte alla giustizia ;
ORA PERTANTO, SI DEVE RISOLVERE che i Commissari del Board of Fire di Franklin Square e Munson Fire District sostengano pienamente un'indagine federale della giuria e un procedimento giudiziario su tutti i reati connessi agli attacchi dell'11 settembre 2001, nonché tutti gli sforzi da altre entità governative per indagare e scoprire tutta la verità che circonda gli eventi di quel giorno orribile.
Richard Gage, AIA of Architects and Engineers for 9/11 Truth è apparso sul podcast di Quoth the Raven lo scorso venerdì per discutere del perché lui e la sua organizzazione credono che una nuova indagine sia giustificata. Fonte: qui

mercoledì 3 aprile 2019

NEW YORK IMPONE UNA TASSA DA 11 DOLLARI (25 PER FURGONI E CAMION) PER ENTRARE IN AUTO NELLA ZONA PIÙ TRAFFICATA, OVVERO DALLA 60^ STRADA IN GIÙ, ALLE PENDICI DI CENTRAL PARK. I SOLDI ANDRANNO AL TRASPORTO PUBBLICO, VISTO CHE LA METRO È PROSSIMA AL COLLASSO

OVVIAMENTE SI OPPONGONO MOLTI COMMERCIANTI E ''PENDOLARI'', CHE VEDONO L'ENNESIMA GABELLA DI DE BLASIO

Francesco Semprini per ''la Stampa''

harrison ford dirige il traffico a new yorkHARRISON FORD DIRIGE IL TRAFFICO A NEW YORK
New York sarà la prima città americana a imporre la tassa sul traffico a chiunque voglia recarsi, a bordo del proprio veicolo, sotto la 60ª strada, ovvero al confine tra la zona «Upper» (East o West) e Midtown, alle pendici di Central Park.

Un' ampia porzione urbana, in sostanza, sarà delimitata a Zona a traffico limitato (Ztl) e per accedervi occorre pagare un pedaggio attraverso un sistema elettronico articolato nei diversi punti di accesso sulla 60ª appunto. Il costo per ottenere il permesso di entrata varierà dagli 11 ai 12 dollari per le vetture normali sino a 25 dollari per i furgoni e camion che si vanno ad aggiungere ai pedaggi dei caselli di accesso a New York City attraverso ponti e tunnel.
harrison ford dirige il traffico a new york copiaHARRISON FORD DIRIGE IL TRAFFICO A NEW YORK COPIA




La tassa ha l' obiettivo di ridurre il traffico cittadino appesantito in questi ultimi anni dal proliferare di veicoli privati sia ad uso privato che commerciale. Proprio per questo la pionieristica gabella è stata soprannominata «congestion tax», ovvero tassa contro il congestione del traffico.

Stop ai rincari
La misura, contenuta assieme ad altri provvedimenti nella legge sul bilancio in discussione al Senato statale, ha l' obiettivo di scongiurare il rincaro dei biglietti di autobus e metropolitana, ma anche aiutare a finanziare i lavori di ammodernamento della metropolitana che da tempo richiede interventi immediati, tali da creare ai passeggeri dei cinque Borough ripetuti inconvenienti fra ritardi e malfunzionamenti.

L' idea di una tassa sul traffico, già operativa in altre grandi città come Londra, Stoccolma e Singapore, era in cantiere già da tempo per la Grande Mela.
Ci aveva già provato l' ex sindaco Michael Bloomberg più di 10 anni fa per incoraggiare l' uso dei mezzi pubblici. È stato poi il governatore dello Stato di New York Andrew Cuomo a ipotizzarla nel 2017, in seguito agli eccessivi ritardi accumulati dalla metropolitana di New York a causa di diversi incidenti della metro, tentativo anche questo rivelatosi vano.

È andata meglio questa volta grazie all' accordo di massima raggiunto in seno al consiglio comunale e a livello statale, in tempo utile per la scadenza dell' 1 aprile, quando dovrà essere presentata la legge di bilancio dell'«Empire State».

colombo central park new yorkCOLOMBO CENTRAL PARK NEW YORK
Questo anche nell' ambito della lotta al traffico avviata dalla giunta di Bill de Blasio che ha già introdotto un tetto al numero massimo di auto dedicate alle varie società e App di servizio con conducente, da Uber a Lyft passando per Via. Sono state proprio queste ultime additate come la causa principale, di concerto con le difficoltà incontrate dal servizi di trasporto pubblico, dell' aumento del traffico del New York. Tale da imporre una tassa ad hoc che potrebbe generare sino a un miliardo di dollari di ricavi.

Alcune App dedicate tuttavia non si professano contrarie al pedaggio perché potrebbe far aumentare, in seconda istanza, l' utilizzo di auto pubbliche.

Levata di scudi
Non mancano però le polemiche, con i critici che la ritengono solo una nuova gabella sui cittadini newyorchesi già tartassati dalla giunta de Blasio e chiedono esenzioni per varie categorie, fra le quali le fasce a più basso reddito: il timore è che la misura possa discriminare i più poveri.

Contrari anche i commercianti della City che temono un ricarico dei fornitori, e le associazioni degli automobilisti che denunciano la carenza di opportuni fondi comunali e statali dedicati alla manutenzione di strade e autostrade.

Fonte: qui
vista su central parkVISTA SU CENTRAL PARK

sabato 14 luglio 2018

VIDEO CHOC: AGGUATO NEL BRONX A SALVATORE "SALLY DAZ" ZOTTOLA, 41ENNE GANGSTER MAFIOSO AFFILIATO DELLA FAMIGERATA FAMIGLIA BONANNO

L’UOMO VIENE RAGGIUNTO DA UNA SCARICA DI PROIETTILI, MA IL SICARIO LO CREDE MORTO E SI ALLONTANA 

LA VITTIMA SI RIFIUTA DI COLLABORARE CON L’FBI PER L’IDENTIFICAZIONE DELL'AGGRESSORE



salvatore zottola 5SALVATORE ZOTTOLA
Sopravvissuto miracolosamente a un agguato che i suoi rivali gli avevano teso, ricoverato con gravi ferite alla testa, al petto e alle mani, il 41enne gangster mafioso Salvatore "Sally Daz" Zottola si rifiuta di collaborare con l'Fbi e di fornire indicazioni che possano aiutare gli investigatori a mettere le mani su chi gli ha sparato con ferocia: sa che una mossa del genere non farebbe altro che mettere la sua famiglia ancora più a rischio di vendette trasversali.

Lui, più in pericolo di così non potrebbe essere: i suoi nemici lo vogliono morto, come dimostrano le immagini registrate da una telecamera di sicurezza al momento dell'agguato e diffuse dalla polizia.

salvatore zottola 6SALVATORE ZOTTOLA




Nel filmato si vedono i suoi aggressori arrivare a bordo di una Nissan rossa intorno alle 6.30 del mattino e fermarsi accanto alla sua, ferma in una strada del Bronx, a New York, vicino a dove vive: Zottola, affiliato della famigerata famiglia mafiosa Bonanno, esce immediatamente dall'abitacolo strisciando in terra e riparandosi dietro la vettura.

Uno dei sicari scende, lo raggiunge, gli spara diversi colpi di pistola e, certo di averlo ucciso, fugge via. 

salvatore zottola 2SALVATORE ZOTTOLA




Ora, visto che il gangster non collabora, la polizia ha deciso di diffondere  il filmato e ha lanciato un appello affinché i testimoni si facciano avanti per dare informazioni utili. Nella speranza che qualcuno abbia il coraggio di spezzare il muro di omertà, abituale in casi come questo.

venerdì 25 maggio 2018

NEGLI USA UNA COPPIA DISPERATA PORTA IN TRIBUNALE IL FIGLIO BAMBOCCIONE DI 30 ANNI CHE SI RIFIUTA DI CERCARE LAVORO E DI ANDARSENE VIA DA CASA

IL GIUDICE SI INFURIA, LO SBATTE PER STRADA E GLI ORDINA: “TI VOGLIO FUORI, CERCATI UN’OCCUPAZIONE E SE TI SERVONO SOLDI VENDI GLI OGGETTI DI VALORE CHE POSSIEDI...”

VIDEO: MICHAEL ROTONDO DICE CHE I GENITORI NON SONO BRAVE PERSONE

Domenico Zurlo per "www.leggo.it"

michael rotondo 7MICHAEL ROTONDO 
Di lasciare la casa dei genitori proprio non aveva nessuna intenzione: nonostante i 30 anni, nonostante la sua condizione di «bamboccione», per riprendere una definizione di qualche anno fa che fece discutere.

Gli piaceva troppo essere servito e riverito da mamma e papà, ma questi ultimi non erano d'accordo: così lo hanno portato in tribunale, nello Stato di New York, e hanno anche avuto ragione.

mark e christina rotondoMARK E CHRISTINA ROTONDO



È successo a Syracuse e i protagonisti si chiamano Mark e Christina Rotondo (i genitori) e Michael (il figlio): il giudice della Corte Suprema ha ordinato al giovane di andar via da casa, dopo che Mark e Christina si erano detti furibondi per il figlio fannullone, che gravava sulle loro spalle senza cercarsi un lavoro e senza collaborare in casa.
michael rotondo 2MICHAEL ROTONDO 






«Ti voglio fuori», ha ordinato il magistrato, Donald Greenwood. Il giovane, da parte sua, ha definito il provvedimento «oltraggioso» annunciando che farà ricorso contro la decisione: «Non vedo perché non possiamo semplicemente aspettare un po' prima che me ne vada», ha detto.
michael rotondo 3MICHAEL ROTONDO 




Dai coniugi sono partite addirittura delle lettere di avvertimento al figlio, ben cinque dall'inizio di febbraio, in cui gli si chiedeva - non senza dargli tempo - di andare via. 

«Devi lasciare immediatamente questa casa. Hai due settimane, e non ti sarà permesso di tornare», avevano scritto, promettendo di intraprendere «tutte le azioni necessarie per far rispettare questa decisione».
michael rotondo e i genitoriMICHAEL ROTONDO E I GENITORI

E infatti, poco dopo hanno assunto un avvocato, dandogli anche 1.100 dollari come aiuto a trovare un'abitazione: lui li ha intascati, ma non si è mai mosso.

la casa dei genitoriLA CASA DEI GENITORI








«Ci sono posti disponibili anche per coloro con una pessima storia lavorativa, come te», hanno scritto, ordinandogli di trovare un lavoro e consigliandogli, se gli serviva più denaro, di vendere gli oggetti di valore che possedeva.
fanculoFANCULO

Lui, però, in una mozione ha detto che essendo un membro della famiglia non può essere sfrattato.

E ha anche sostenuto che comunque gli è dovuto un preavviso di sei mesi. Il giudice Greenwood non è stato tuttavia d'accordo: «Sto concedendo lo sfratto», ha detto e, ha aggiunto, «penso che l'avviso sia sufficiente».

Fonte: qui

giovedì 24 maggio 2018

ATTENTI AL"K2": ALLARME NEGLI USA PER LA MARIJUANA SINTETICA CHE TRASFORMA I GIOVANI AMERICANI IN ZOMBIE

PIU’ DI 25 PERSONE IN OVERDOSE A NEW YORK 

ECCO QUALI SONO I SINTOMI RISCONTRATI NEI RAGAZZI CHE HANNO ASSUNTO LA NUOVA DROGA


Una nuova e potentissima sostanza psicotropa ha fatto il suo ingresso nelle strade di New York, trasformando i giovani americani in «zombie». Più di 25 persone sono state ricoverate in ospedale nella Grande Mela per le reazioni dovute all'assunzione di marijuana sintetica nota come «K2».

Come si legge sulla Cnn, la polizia è intervenuta in uno stabile nel quartiere di Bedford-Stuyvesant, a Brooklyn, sabato, dove 33 giovani erano in overdose, nello stesso luogo in cui un episodio simile si era verificato nel 2016. Gli agenti stanno cercando la persona che ha distribuito la sostanza. «K2» è il nome del composto sintetico che imita l'effetto del THC, l'ingrediente più psicoattivo della marijuana.

MARIJUANAMARIJUANA
«Sembravano zombie»

«Sembravano degli zombie, mentre si accasciavano contro gli edifici e si sdraiavano sui marciapiedi», ha raccontato la polizia, prima che le ambulanze caricassero gli utenti storditi e confusi sulle barelle. Questo tipo di droga è poco costosa, spesso venduta da uno a cinque dollari per una dose.

Confezionato con nomi come Spice, AK-47, Smacked, Green Giant Scooby Snax, iBlown e Dank, il «K2» può portare a convulsioni, psicosi, dipendenza e morte. Più di 6.000 persone sono state ricoverate al pronto soccorso di New York a causa del K2 dal 2015 e ci sono stati due morti confermati.

Fonte: qui

domenica 8 aprile 2018

TRUMP TOWER – UN INCENDIO È DIVAMPATO AL 50° PIANO: UN MORTO E DI QUATTRO FERITI

LA VITTIMA È TOSS BRASSNER, MERCANTE D’ARTE E AMICO DI ANDY WARHOL 

ALL'ULTIMO PIANO VIVE LA TRUMP FAMILY 

FUGGI FUGGI DALL’EDIFICIO, MENTRE I TURISTI SCATTAVANO FOTO DEL GRATTACIELO IN FIAMME

VIDEO: INCENDIO ALLA TRUMP TOWER


indendio alla trump tower 21INDENDIO ALLA TRUMP TOWER 
Un uomo è morto nell'incendio al 50° piano della Trump Tower di New York e quattro vigili del fuoco sono rimasti feriti sembra non in maniera grave. Le fiamme si sono sviluppate intorno alle 18 locali e hanno completamente distrutto l'appartamento. Il fumo e il fuoco hanno scatenato il fuggi fuggi degli inquilini, con i turisti che da bordo strada scattavano le foto al grattacielo di proprietà del presidente degli Stati Uniti e funge da quartier generale per l'organizzazione di Donald Trump. L'ultimo piano, l'attico, ospita la famiglia Trump con il presidente degli Stati Uniti che però in quel momento era a Washington.

todd brassnerTODD BRASSNER
Il proprietario dell'appartamento era un mercante d'arte, Todd Brassner, amico del celebrato Andy Warhol, di cui secondo il  New York Daily News aveva venduto anche alcune opere. E' stato trovato privo di vita quando i vigili del fuoco sono riusciti a domare le fiamme e a entrare nella casa. Durante le operazioni quattro vigili del fuoco sono rimasti feriti.

L'incendio è scoppiato in una appartamento residenziale. Lo ha twittato Eric Trump, secondogenito del presidente. Il grattacielo ospita appartamenti e uffici.

indendio alla trump tower 14INDENDIO ALLA TRUMP TOWER 
Fonte: qui

venerdì 9 marzo 2018

MOHAMMED BIN SALMAN HA IN PROGRAMMA IL PIÙ GRANDE COLLOCAMENTO AZIONARIO DELLA STORIA

LA SAUDI ARAMCO, CHE HA IN MANO LE RISERVE PETROLIFERE DEL PAESE, VALE SECONDO LUI 2MILA MILIARDI, E LE BORSE MONDIALI FANNO A GARA PER AVERLA IN LISTINO
Francesca Caferri per la Repubblica

il principe saudita bin salmanIL PRINCIPE SAUDITA BIN SALMAN
Nella valigia del principe appena sbarcato a Londra c' è un tesoro: e forse questo aiuta a spiegare l' accoglienza che la Gran Bretagna ha preparato per Mohammed Bin Salman, erede al trono saudita, al suo primo viaggio all' estero da quando è diventato l' uomo più importante del Paese, scavalcando anche suo padre, re Salman.

Il tesoro con cui Mohammed Bin Salman si presenta in Gran Bretagna si chiama Saudi Aramco, o semplicemente Aramco, la più grande società petrolifera del mondo, di cui il governo saudita si appresta a portare in Borsa una piccola parte entro la fine dell' anno, in quello che si annuncia il più importante collocamento azionario ( Ipo) della storia delle borse mondiali.

Il valore previsto secondo gli analisti oscilla fra i 1.000 e i 1.500 miliardi di dollari, ma il principe vorrebbe arrivare a 2.000 miliardi: una cifra in grado di risollevare il London Stock exchange dallo shock post- Brexit, ma che fa gola ad altri mercati, primo fra tutto New York, non a caso prossima tappa del tour di MBS. In entrambi gli appuntamenti, Aramco ufficialmente non è fra i temi della visita: MBS vuole presentare i suoi piani di modernizzazione del Paese al mondo. Ma, al di là dell' agenda ufficiale, il tema dell' Ipo è quello su cui da mesi si concentrano i governi britannico e americano.
mohammed bin salman al saud principe ereditarioMOHAMMED BIN SALMAN AL SAUD PRINCIPE EREDITARIO

La cifra stimata per l' operazione - insieme ai milioni di sterline di armi che Londra fornisce regolarmente a Riad - aiuta a spiegare l' accoglienza senza precedenti per un uomo che non ha il rango di capo di Stato che Londra ha riservato a MBS: pranzo con la regina Elisabetta, cena con i principi Carlo e William e serata privata presso la residenza di campagna del primo ministro, a Chequers.

L' offensiva di charme dei reali non è che l' ultima puntata di un lungo corteggiamento: a luglio il numero uno della Borsa, Xavier Rolet, ha proposto una modifica al regolamento del listino pensato apposta per accogliere Aramco, riducendo dal 25 al 5 per cento la percentuale minima di una società che può essere quotata.

La risposta di New York non si è fatta attendere: ad ottobre per chiedere ai sauditi di portare nella Grande mela il loro gioiello è intervenuto direttamente il presidente Donald Trump, naturalmente via Twitter: «Apprezzeremmo molto il fatto che l' Ipo si facesse a New York», ha scritto.

SAUDI ARAMCOSAUDI ARAMCO
New York sarebbe, secondo chi segue l' operazione a Riad, l' opzione preferita da Mohammed Bin Salman ma a suo sfavore c' è un elemento non di poco conto: la legge che consente ai familiari delle vittime dell' 11 settembre di chiedere risarcimenti all' Arabia Saudita - 11 dei 19 attentatori erano sauditi - espone Aramco al rischio di cause. Rischio che molti fra i consiglieri di MBS non vogliono correre.

Chi vincerà la partita? Spalancando i cancelli di Buckingham Palace Londra spera di fare passi avanti. Ma la realtà è più intricata di un pranzo a corte: « La scelta non sarà solo finanziaria, ma anche politica - spiega Hadi Fathallah, analista del Carnegie center - La decisione finale sarà presa con il road show che le banche d' affari stanno preparando: non sarà facile raccogliere tanti soldi. L' Ipo dovrà essere fatta dove gli investitori si diranno pronti a mettere soldi: e la maggior parte dei soldi in questo momento vengono dagli Stati Uniti».

LONDON STOCK EXCHANGELONDON STOCK EXCHANGE
Eppure Londra non rinuncia a sperare, come ha confermato ieri il vice ministro degli Esteri Alistair Burt. Con buona pace delle centinaia di persone che ieri a Londra hanno protestato contro la visita di MBS e il supporto del governo britannico per la sua guerra in Yemen: un conflitto che ha ucciso più di 10mila persone e ha ridotto alla fame 400mila bambini. E che va avanti anche grazie alle armi che Londra vende a Riad.

Fonte: qui

martedì 12 dicembre 2017

PAURA E DELIRIO A NEW YORK PER UN ATTENTATO A PORT AUTHORITY, LA STAZIONE CENTRALE DEI BUS

LA POLIZIA HA FERMATO UN 27ENNE ORIGINARIO DEL BANGLADESH, AKAYED ULLAH, CON ADDOSSO UN GIUBBOTTO-BOMBA 

L'EX CAPO DELLA POLIZIA: "E' STATO ISPIRATO DALL'ISIS" 

CI SONO QUATTRO FERITI MA NESSUNO E' IN PERICOLO DI VITA 

IL VIDEO DELL'ESPLOSIONE



NEW YORK: POLIZIA, UOMO FERMATO È AKAYED ULLAH

(ANSA) - Il fermato per l'esplosione di New York ha 27 anni e si chiama Akayed Ullah. Lo afferma il capo della polizia di New York, James O'Neill. L'uomo è attualmente in ospedale.

NEW YORK: UOMO ARRESTATO AVEVA TUBO-BOMBA ADDOSSO

NEW YORK - ESPLOSIONE A PORT AUTHORITYNEW YORK - ESPLOSIONE A PORT AUTHORITY
(ANSA-AP) - La persona fermata dopo l'esplosione alla Port Authority aveva un tubo-bomba addosso che è esploso accidentalmente quando il sospetto si trovava su una banchina della metropolitana di New York attorno alle 7:30 del mattino. Lo ha detto una fonte ufficiale - che ha chiesto l'anonimato - alla Associated Press. Sia il fermato, sia un'altra persona rimasta ferita, non sono in pericolo di vita, ha aggiunto la fonte.

NEW YORK: MEDIA, IL FERMATO ORIGINARIO DEL BANGLADESH

(ANSA) - L'uomo fermato per l'esplosione a New York sarebbe originario del Bangladesh. Lo riportano i media Usa.

NEW YORK, ESPLOSIONE A STAZIONE BUS MANHATTAN

(ANSA) - Un'esplosione sarebbe avvenuta a Port Authority, la stazione centrale dei bus a New York. La polizia e i vigili del fuoco sono sul posto, secondo i media americani, che riferiscono di scene di panico.

NEW YORK: MEDIA, EVACUATE TRE LINEE DELLA METRO

(ANSA) - Le linee della metropolitana di New York A, C e E sono state evacuate in seguito alle segnalazioni di un'esplosione nell'area di Port Authority, sulla 42ma strada e l'Ottava Avenue, non lontano da Times Square. Lo riferiscono i media americani.
NEW YORK - ESPLOSIONE A PORT AUTHORITYNEW YORK - ESPLOSIONE A PORT AUTHORITY

NEW YORK: MEDIA, 'CI SONO FERITI, TROVATO UN ORDIGNO'

(ANSA) - Una persona è stata fermata per l'esplosione a Port Authority, a New York, vicino Times Square. Lo riporta la stampa americana, sottolineando che un ordigno è parzialmente esploso e ci sarebbero alcuni feriti.

NEW YORK: MEDIA, POLIZIA A CACCIA DI ALTRI ORDIGNI

NEW YORK - ESPLOSIONE A PORT AUTHORITYNEW YORK - ESPLOSIONE A PORT AUTHORITY
(ANSA) - La polizia starebbe cercando altri eventuali ordigni esplosivi nell'area di Port Authority, sulla 42ma strada e l'Ottava strada, non lontano Times Square. Lo riportano i media americani citando alcune fonti.

NEW YORK: POLIZIA CONFERMA L'ESPLOSIONE A MANHATTAN

(ANSA) - La polizia di New York (Nypd) conferma che un'esplosione è avvenuta questa mattina nei pressi del bus terminal della Port Authority, a Manhattan. Lo riferisce la Cnn.

NEW YORK - ESPLOSIONE A PORT AUTHORITYNEW YORK - ESPLOSIONE A PORT AUTHORITY



NEW YORK: L'ORDIGNO TROVATO È UNA BOMBA ARTIGIANALE

(ANSA) - L'ordigno esplosivo rinvenuto a Port Authority, a New York, sarebbe una 'bomba-tubo', un ordigno artigianale. Lo riporta la Cnn citando alcune fonti, secondo le quali l'ordigno è esploso prematuramente. Non si conoscono invece le generalità della persona fermata.

NEW YORK: NY1 TV, FERMATO AVEVA UN GIUBBOTTO ESPLOSIVO

NEW YORK - ESPLOSIONE A PORT AUTHORITY
NEW YORK - ESPLOSIONE A PORT AUTHORITY
(ANSA) - Secondo NY1, la principale tv cittadina di New York, la persona fermata dalla polizia aveva addosso un giubbotto esplosivo e lo avrebbe fatto detonare. Lo afferma il reporter Dean Meminger, che cita fonti della polizia.

Fonte: qui












“HO AGITO PER VENDETTA” 

L’ATTENTATORE DI NEW YORK, AKAYED ULLAH, EX TASSISTA ORIGINARIO DEL BANGLADESH: “HANNO BOMBARDATO IL MIO PAESE E VOLEVO FARE DEL MALE QUI”


AKAYED ULLAH - ESPLOSIONE A PORT AUTHORITY A NEW YORKAKAYED ULLAH - ESPLOSIONE A PORT AUTHORITY A NEW YORK
1 - NEW YORK: POLIZIA, UOMO FERMATO È AKAYED ULLAH  

(ANSA) - Il fermato per l'esplosione di New York ha 27 anni e si chiama Akayed Ullah. Lo afferma il capo della polizia di New York, James O'Neill. L'uomo è attualmente in ospedale.

2 - ATTENTATORE HA COSTRUITO ORDIGNO AL LAVORO

(ANSA) - L'attentatore di Manhattan avrebbe raccontato agli investigatori di aver costruito l'ordigno artigianale che indossava al momento dell'esplosione al suo posto di lavoro. Lo riporta la Cnn, senza per ora specificare che tipo di attività svolgesse Akayed Ullah, originario del Bangladesh.

3 - ATTENTATORE A FBI 'HO AGITO PER VENDETTA'

NEW YORK - ESPLOSIONE A PORT AUTHORITYNEW YORK - ESPLOSIONE A PORT AUTHORITY

(ANSA) - "Ho agito per vendetta": questo avrebbe detto agli investigatori dell'Fbi - secondo quanto riportano alcuni media americani - Akayed Ullah, l'uomo di 27 anni che a Manhattan ha fatto esplodere un ordigno artigianale che indossava. Ullah, secondo le prime ricostruzioni, e' un ex tassista originario del Bangladesh che vive a Brooklyn. "Hanno bombardato il mio Paese e volevo fare del male qui", avrebbe affermato l'attentatore.

Fonte: qui