9 dicembre forconi: Mohamed bin Salman
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lunedì 26 novembre 2018

LA CIA HA IN MANO LE PROVE CHE INCHIODANO IL PRINCIPE MOHAMMED BIN SALMAN COME MANDANTE DELL’OMICIDIO KHASHOGGI


AL TELEFONO IL PRINCIPE SI LAMENTAVA CON IL FRATELLO DELL'IMBARAZZO CHE IL GIORNALISTA STAVA CAUSANDO ALLA CASA REALE 

MA LA CASA BIANCA NON VUOLE FORZARE LA MANO E COMPROMETTERE I RAPPORTI ECONOMICI E POLITICI CON L’ARABIA

Flavio Pompetti per “il Messaggero”

mohammed bin salman trump visit da cbcMOHAMMED BIN SALMAN TRUMP VISIT DA CBC
La Cia avrebbe in mano prove che inchiodano il principe saudita Mohammed bin Salman al ruolo di committente dell' omicidio Khashoggi. Lo ha rivelato ieri il quotidiano turco Hurriyet Daily, con un articolo che descrive la registrazione nelle mani dell' agenzia di una telefonata tra il giovane principe e suo fratello Khaled, ambasciatore della casa reale a Washington. In essa l'aspirante al trono di Riad darebbe l' istruzione di sbarazzarsi di Khashoggi appena possibile. La stessa direttrice della Cia Gina Haspel ne avrebbe parlato durante la visita ad Ankara lo scorso mese.

PROBLEMI
Omicidio Khashoggi - Salah Muhammad al TubaigyOMICIDIO KHASHOGGI - SALAH MUHAMMAD AL TUBAIGY
Al telefono il principe si lamentava con il fratello dell' imbarazzo che il giornalista stava causando alla casa reale, con le sue ripetute critiche per la lentezza delle riforme promesse per il Paese. Ancora una volta la rivelazione non ha convinto Donald Tump. Il presidente ieri per la seconda volta dall' inizio del suo mandato ha contraddetto la consuetudine che l' avrebbe voluto in visita ad una rappresentativa militare nel giorno del Ringraziamento.

Dalla sua villa di Mar A Lago, Trump si è invece fatto riprendere al telefono mentre parlava con alcuni dei presidi dell' esercito. In merito al caso Khashoggi, ha detto che «la Cia non ha emesso finora un giudizio conclusivo». «Se non è stato Salman a ordinare l'assassinio, di chi è allora la colpa?» gli è stato chiesto. «La colpa è del mondo, che è un posto feroce» è stata la risposta.

JAMAL KHASHOGGIJAMAL KHASHOGGI
Trump si attiene alla linea di realpolitik che ha sostenuto fin dall' inizio di questa storia brutale e grottesca, e lo fa senza alcun bisogno di nascondere la logica di stato che la sostiene. «Odio questo crimine e odio il depistaggio che è stato messo in atto ha detto il presidente E vi dico questo: il principe Salman lo odia ancora più di me. Ma volete davvero che io butti via centinaia di migliaia di posti di lavoro per seguire dei codici di comportamento che, se applicati fino in fondo, ci lascerebbero soli senza nemmeno un alleato?»

DIPLOMAZIE
JAMAL KHASHOGGIJAMAL KHASHOGGI
Lo stesso principe sente che la morsa dell' indignazione internazionale dei primi giorni dello scandalo si sta allentando. Ieri per la prima volta nell' ultimo mese ha lasciato i confini sicuri dell' Arabia Saudita per avventurarsi in terra degli Emirati, all' inizio di un giro di consultazioni con i Paesi alleati che prelude al summit dell' Opec in programma il 6 dicembre a Vienna. Il suo principale accusatore: il presidente turco Tayyip Erdogan ha concluso che l'omicidio del 2 di ottobre nel consolato saudita di Istanbul è stato ordinato «dai massimi vertici» della casa di Saud, ma ha evitato di fare il suo nome.

trump e mohammed bin salmanTRUMP E MOHAMMED BIN SALMAN



Ora le diplomazie dei due Paesi stanno negoziando un possibile incontro di pacificazione la prossima settimana in occasione del G20 di Buenos Aires. Più esplicita la posizione del governo francese, il cui ministero degli Esteri ha decretato ieri sanzioni contro 18 cittadini sauditi, e ha specificato che il bando riguarda il loro diritto di accesso nell' area Schengen, in attesa di chiarimenti. Simili sanzioni erano state prese lunedì scorso dalla Germania.

recep tayyip erdoganRECEP TAYYIP ERDOGAN
A Riad sono 21 le persone detenute dalla polizia con l' accusa di aver partecipato all' uccisione di Khashoggi, e su cinque pende la pena capitale. Gli Usa hanno colpito con le sanzioni 17 sauditi, ma il nome di Mohammed bin Salman non è mai stato fatto.
Trump ha invece approfittato della giornata del Thanksgiving per ringraziare il prezioso alleato degli sforzi compiuti per arrestare la corsa all' aumento del petrolio, e riportare il costo di un barile sotto i 60 dollari in concomitanza con l' esodo festivo.

Fonte: qui

martedì 13 novembre 2018

IL PRINCIPE EREDITARIO SAUDITA BIN SALMAN, UN ANNO PRIMA DELL’OMICIDIO DEL GIORNALISTA JAMAL KHASHOGGI, AVREBBE DISCUSSO CON I SUOI FEDELISSIMI I PIANI PER ASSASSINARE I SUOI AVVERSARI POLITICI



LO SCRIVE IL “NEW YORK TIMES” SECONDO CUI NEL MIRINO DI RIAD C’ERANO FIGURE DI SPICCO DEL REGIME IRANIANO

KHASHOGGI: NYT, RIAD PIANIFICÒ ALTRI OMICIDI POLITICI - 007 VICINO A BIN SALMAN VOLEVA UCCISIONE GENERALE IRANIANO'
(ANSA) - Più di un anno prima dell'uccisione di Jamal Khashoggi nel consolato saudita a Istanbul il 2 ottobre scorso, alti funzionari di Riad, vicini al principe ereditario Mohammed bin Salman, avrebbero discusso piani per assassinare avversari politici.

mohammed bin salman trump visit da cbcMOHAMMED BIN SALMAN TRUMP VISIT DA CBC
Lo scrive il New York Times, secondo cui già in incontri del marzo 2017 a cui partecipò il generale Ahmed al Asiri - alto ufficiale d'intelligence e fedelissimo di bin Salman, cacciato il mese scorso con l'accusa di aver organizzato l'assassinio di Khashoggi - era stata sondata la possibilità di assoldare una compagnia privata con sede a Londra per uccidere figure di spicco iraniane, compreso il generale Qassem Suleimani, comandante delle forze al Quds dei Guardiani della Rivoluzione. Il piano sarebbe stato discusso a margine di colloqui con alcuni intermediari - in particolare l'uomo d'affari libanese-americano George Nader e l'israeliano Joel Zamel - che miravano inizialmente a mettere in campo un progetto di sabotaggio politico ed economico contro Teheran.
i principi carlo e william con il principe della corona saudita mohammed bin salmanI PRINCIPI CARLO E WILLIAM CON IL PRINCIPE DELLA CORONA SAUDITA MOHAMMED BIN SALMAN

KHASHOGGI: HUNT VOLA A RIAD, GB CHIEDE INCHIESTA TRASPARENTE
(ANSA) - La Gran Bretagna rompe il cordone sanitario diplomatico attorno a Mohammed bin Salman, il rampante erede al trono saudita finito nella bufera dopo l'uccisione del giornalista-dissidente Jamal Khashoggi nella sede del consolato di Riad a Istanbul. Lo fa con una visita del suo ministro degli Esteri, Jeremy Hunt, nei Paesi del Golfo tradizionali alleati di Londra, a cominciare proprio dall'Arabia Saudita.

bin salmanBIN SALMAN





Il Foreign Office rende noto che Hunt è partito oggi per Riad per incontri sia con re Salman sia con il principe Mohammed bin Salman. L'impegno è quello di rinnovare verso l'Arabia Saudita le pressioni del Regno Unito - secondo maggior fornitore di armi dopo gli Usa - a dar slancio al processo di pace Onu per mettere fine al "bagno di sangue nello Yemen", dove Riad guida una coalizione intervenuta militarmente al fianco del regime sunnita locale e contro i ribelli sciiti Huthi; oltre che a "collaborare con la Turchia per un'investigazione piena e credibile sulla morte di Khashoggi". Ma intanto l'isolamento è rotto. A seguire Hunt farà tappa negli Emirati Arabi Uniti.

Fonte: qui

lunedì 16 aprile 2018

MACRON SENZA AVVERTIRE IL PARLAMENTO NÉ L’ONU NÉ L’EUROPA HA DATO L'ORDINE DI ATTACCARE LA SIRIA

TANTO PER DISTOGLIERE L’ATTENZIONE DAGLI SCIOPERI CHE STANNO METTENDO IN GINOCCHIO LA FRANCIA 

NON SOLO: LA DECISIONE È MATURATA DOPO UN INCONTRO DEFINITO STRATEGICO A PARIGI CON IL PRINCIPE SAUDITA MOHAMMED BIN SALMAN, DINASTIA SUNNITA STORICAMENTE NEMICA DELLA SIRIA E DELL'IRAN

Giorgio Gandola per La Verità

macron napoleoneMACRON NAPOLEONE
Monsieur Hulot va alla guerra. Dopo essersi finto statista, economista e gollista, Emmanuel Macron ha voluto provare l' ebbrezza del bonapartista. Così ha indossato il doppiopetto da battaglia, si è presentato nella sala operativa dell' Eliseo e senza avvertire il Parlamento ha dato l' ordine ai Mirage di decollare, alle fregate di lanciare i missili sulla Siria.

Poiché non gli sembrava vero di poter vivere ‘L' ora più buia’ che aveva visto al cinema, mentre incitava i suoi ufficiali a premere i pulsanti rossi si è fatto fotografare seduto al centro del Gabinetto di guerra, sotto le luci al neon che sempre accompagnano le emergenze epocali. Vanità e marketing in dosi industriali.

MACRON BIN SALMANMACRON BIN SALMAN
«Abbiamo le prove che Bashar Al Assad ha usato le armi chimiche(balla!); la linea rossa è stata oltrepassata», ha detto subito dopo. Frase a effetto con una conseguenza inedita: quei missili destinati a fantomatici depositi di cloro in realtà sono idealmente finiti tutti a Bruxelles, a far deflagrare un' Europa che mai come questa volta si è fatta cogliere in pigiama, disorientata e disunita.

Nessuno aveva intenzione di seguire il diktat di Donald Trump al quale s' era accodata la Brexit island della signora Theresa May. Non le democrazie del Nord, non la Spagna del cauto Mariano Rajoy, non l' Italia scottata dall' affaire Libia e senza governo, neppure la Germania di Angela Merkel, sfilatasi per prima. 

Della serie: sostegno di facciata, ma non si spara un colpo.

IL PUPAZZO CON IL VOLTO DI MACRON IMPICCATO A NANTESIL PUPAZZO CON IL VOLTO DI MACRON IMPICCATO A NANTESattacco siria - aereo ingleseATTACCO SIRIA - AEREO INGLESE
Bruxelles aveva capito lo scenario e si era limitata a un' adesione formale, ma tutto questo a Macron non poteva bastare. Lui ha bisogno di mostrare i muscoli per cementare amicizie laddove è debole e per distogliere l' attenzione dal delicatissimo fronte interno. Non per niente la decisione di partecipare alla «notte dei fuochi» come mosca cocchiera di Washington è maturata qualche giorno fa, dopo un incontro definito strategico a Parigi con il principe saudita Mohammed Bin Salman, dinastia sunnita storicamente nemica della Siria e dell' Iran.

MACRON BIN SALMANMACRON BIN SALMAN
Bin Salman era al termine di un roadshow nelle capitali più importanti per mostrare un' immagine moderna del suo Paese e per firmare contratti: negli Usa si era fermato tre settimane, a Parigi tre giorni. E Macron, considerato un partner storico ma non un amico affidabile, è impegnato a risalire la china.

La prova d' amicizia ai sauditi è solo il primo dei motivi di questa stagione con l' elmetto in testa del giovane presidente francese fin qui radiocomandato da Bruxelles. Il secondo è più strategico e deriva dai sondaggi: il consenso di Macron nella Francia profonda sta crollando. Nei primi 14 giorni di aprile, sette sono stati di sciopero generale: hanno incrociato le braccia piloti e addetti aeroportuali, netturbini, ma soprattutto i lavoratori delle ferrovie statali, che hanno paralizzato il Paese. E gli studenti sono scesi in piazza contro la riforma universitaria.
MACRON TRA I SOLDATIMACRON TRA I SOLDATI

«Il governo terrà duro», aveva annunciato in tv. 

E come risposta i sindacati gli hanno presentato 36 giorni di sciopero da qui a giugno. Un disastro d' immagine davanti a un problema serio: le Ferrovie francesi perdono 45 miliardi di euro e non vogliono tagliare i privilegi. Per contro, il Jobs act al camembert presentato dal governo è stato respinto al mittente.

La situazione è delicata, il rischio di impantanarsi come fece Francois Hollande è concreto. In questi casi cambiare le prime pagine dei giornali e i titoli dei tg con una narrazione diversa diventa indispensabile. E il gas di Assad è un argomento da non trascurare per provare a ridefinire il mood del Paese.

MACRON TRA I SOLDATIMACRON TRA I SOLDATI
Così l' ultraeuropeista Macron non si fa scrupoli, abbandona la foto ricordo con gli altri 27 membri, cancella frasi come «dobbiamo essere uniti per contare davanti al mondo globale», si guarda bene dal coinvolgere l' Onu o il Parlamento (e su questo l' opposizione in queste ore lo sta mettendo alle corde) e va alla guerra sui cacciabombardieri come aveva visto fare a due eroi dei fumetti della sua infanzia: Tanguy e Laverdure.

attacco in siriaATTACCO IN SIRIA
La strategia non è nuova, l' aveva già sperimentata Nicholas Sarkozy, che per scalzare l' Eni e sostituirla con la Total in Libia aveva scatenato (con la collaborazione del premio Nobel per la pace Barack Obama), la guerra contro Muammar Gheddafi trascinando l' Italia in un' avventura strategicamente folle della quale stiamo ancora pagando le conseguenze con scafisti e immigrati clandestini.

Per la verità i pm di Nanterre il mese scorso hanno scoperto che Sarkò doveva pure mettere a tacere un finanziamento di 20 milioni per la campagna elettorale ricevuto dal rais.

Allora si parlò di fosse comuni fotografate dai satelliti, di massacri perpetrati dalle guardie repubblicane di Gheddafi, di inoppugnabili prove(mai esibite!) che nei mesi successivi diventarono imbarazzanti immagini di un terreno smosso.
macron attacca putin a versaillesMACRON ATTACCA PUTIN A VERSAILLES

In nome della «Françafrique», di una leadership regionale neocoloniale ormai del tutto anacronistica, Macron ci riprova. E lo fa infischiandosene delle Nazioni unite, facendosi un baffo del parere vincolante della tanto declamata Europa che lo ha inventato. E passando oltre le parole dell' impalpabile, inutile alto commissario Ue, Federica Mogherini, che ieri ha detto: «Eravamo stati informati dei raid mirati sui siti di armi chimiche, misure prese all' unico scopo di prevenirne ulteriore uso. Secondo l' Unione europea non ci può essere altra soluzione al conflitto siriano che quella politica».
brigitte macronBRIGITTE MACRON

Mentre lei parla al vento, Macron gioca alla guerra nel bunker con i collaboratori allineati come polli d' allevamento e un paio di generali pieni di stellette. La «force de frappe» lo eccita. E le linee rosse degli altri fanno passare in secondo piano le sue.

Fonte: qui

venerdì 9 marzo 2018

MOHAMMED BIN SALMAN HA IN PROGRAMMA IL PIÙ GRANDE COLLOCAMENTO AZIONARIO DELLA STORIA

LA SAUDI ARAMCO, CHE HA IN MANO LE RISERVE PETROLIFERE DEL PAESE, VALE SECONDO LUI 2MILA MILIARDI, E LE BORSE MONDIALI FANNO A GARA PER AVERLA IN LISTINO
Francesca Caferri per la Repubblica

il principe saudita bin salmanIL PRINCIPE SAUDITA BIN SALMAN
Nella valigia del principe appena sbarcato a Londra c' è un tesoro: e forse questo aiuta a spiegare l' accoglienza che la Gran Bretagna ha preparato per Mohammed Bin Salman, erede al trono saudita, al suo primo viaggio all' estero da quando è diventato l' uomo più importante del Paese, scavalcando anche suo padre, re Salman.

Il tesoro con cui Mohammed Bin Salman si presenta in Gran Bretagna si chiama Saudi Aramco, o semplicemente Aramco, la più grande società petrolifera del mondo, di cui il governo saudita si appresta a portare in Borsa una piccola parte entro la fine dell' anno, in quello che si annuncia il più importante collocamento azionario ( Ipo) della storia delle borse mondiali.

Il valore previsto secondo gli analisti oscilla fra i 1.000 e i 1.500 miliardi di dollari, ma il principe vorrebbe arrivare a 2.000 miliardi: una cifra in grado di risollevare il London Stock exchange dallo shock post- Brexit, ma che fa gola ad altri mercati, primo fra tutto New York, non a caso prossima tappa del tour di MBS. In entrambi gli appuntamenti, Aramco ufficialmente non è fra i temi della visita: MBS vuole presentare i suoi piani di modernizzazione del Paese al mondo. Ma, al di là dell' agenda ufficiale, il tema dell' Ipo è quello su cui da mesi si concentrano i governi britannico e americano.
mohammed bin salman al saud principe ereditarioMOHAMMED BIN SALMAN AL SAUD PRINCIPE EREDITARIO

La cifra stimata per l' operazione - insieme ai milioni di sterline di armi che Londra fornisce regolarmente a Riad - aiuta a spiegare l' accoglienza senza precedenti per un uomo che non ha il rango di capo di Stato che Londra ha riservato a MBS: pranzo con la regina Elisabetta, cena con i principi Carlo e William e serata privata presso la residenza di campagna del primo ministro, a Chequers.

L' offensiva di charme dei reali non è che l' ultima puntata di un lungo corteggiamento: a luglio il numero uno della Borsa, Xavier Rolet, ha proposto una modifica al regolamento del listino pensato apposta per accogliere Aramco, riducendo dal 25 al 5 per cento la percentuale minima di una società che può essere quotata.

La risposta di New York non si è fatta attendere: ad ottobre per chiedere ai sauditi di portare nella Grande mela il loro gioiello è intervenuto direttamente il presidente Donald Trump, naturalmente via Twitter: «Apprezzeremmo molto il fatto che l' Ipo si facesse a New York», ha scritto.

SAUDI ARAMCOSAUDI ARAMCO
New York sarebbe, secondo chi segue l' operazione a Riad, l' opzione preferita da Mohammed Bin Salman ma a suo sfavore c' è un elemento non di poco conto: la legge che consente ai familiari delle vittime dell' 11 settembre di chiedere risarcimenti all' Arabia Saudita - 11 dei 19 attentatori erano sauditi - espone Aramco al rischio di cause. Rischio che molti fra i consiglieri di MBS non vogliono correre.

Chi vincerà la partita? Spalancando i cancelli di Buckingham Palace Londra spera di fare passi avanti. Ma la realtà è più intricata di un pranzo a corte: « La scelta non sarà solo finanziaria, ma anche politica - spiega Hadi Fathallah, analista del Carnegie center - La decisione finale sarà presa con il road show che le banche d' affari stanno preparando: non sarà facile raccogliere tanti soldi. L' Ipo dovrà essere fatta dove gli investitori si diranno pronti a mettere soldi: e la maggior parte dei soldi in questo momento vengono dagli Stati Uniti».

LONDON STOCK EXCHANGELONDON STOCK EXCHANGE
Eppure Londra non rinuncia a sperare, come ha confermato ieri il vice ministro degli Esteri Alistair Burt. Con buona pace delle centinaia di persone che ieri a Londra hanno protestato contro la visita di MBS e il supporto del governo britannico per la sua guerra in Yemen: un conflitto che ha ucciso più di 10mila persone e ha ridotto alla fame 400mila bambini. E che va avanti anche grazie alle armi che Londra vende a Riad.

Fonte: qui

venerdì 29 dicembre 2017

PER IL RILASCIO DI AL WALEED BIN TALAL, ARRESTATO CON ALTRI 200 PRINCIPI SAUDITI CON L’ACCUSA DI CORRUZIONE, L’EREDE AL TRONO MOHAMMAD BIN SALMAN PRETENDE 6 MILIARDI DI DOLLARI, UN TERZO DEL SUO PATRIMONIO

E SE NON COLLABORA E PAGA, LE ACCUSE POSSONO ANCHE PEGGIORARE… 

Viviana Mazza per il “Corriere della sera”

Al Waleed Bin TalalAL WALEED BIN TALAL
Il prezzo della libertà per Al Waleed bin Talal è di 6 miliardi di dollari, secondo fonti consultate dal quotidiano americano Wall Street Journal. II 62enne Al Waleed è uno dei 200 principi e ministri sauditi arrestati, con l'accusa di corruzione, nella retata ordinata a novembre dall'erede al trono, suo cugino Mohammed bin Salman.

È un terzo della sua ricchezza. Al Waleed è uno degli uomini più ricchi del mondo con un patrimonio di 18,7 miliardi e quote in società come Twitter e Four Seasons. Poteva andargli peggio: altri principi sono stati costretti a consegnare il 70% di quel che possiedono, secondo il Financial Times .

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Le accuse non sono state formalizzate, ma se Al Waleed non collabora potrebbero includere riciclaggio ed estorsione. «Quello che diciamo è: restituite il denaro e tornate a casa - ha spiegato al Corriere il ministro degli Esteri Adel Al Jubeir in una recente intervista -. In questo modo crediamo che si possano chiudere rapidamente i casi. Se invece non vogliono patteggiare finiranno in tribunale, ma crediamo che la maggioranza sceglierà la prima strada».

Diversi miliardi di dollari sono già stati recuperati, ma l' erede al trono mira a 100 miliardi. Un altro principe, Miteb bin Abdullah, un tempo considerato possibile pretendente alla corona, ha capitolato consegnando un miliardo. Le banche svizzere, dove si trovano molti conti sauditi, stanno collaborando - scrive il Times - e preparando i trasferimenti.

re salman e mohammed bin salmanRE SALMAN E MOHAMMED BIN SALMAN
Ma il principe Al Waleed - secondo il Journal - preferisce sfidare in tribunale il cugino anziché consegnare una cifra che intaccherebbe la sua Kingdom Holding Co, impero costruito in un quarto di secolo. Pagare, inoltre, lo farebbe sembrare colpevole. Sarebbero dunque in corso dei negoziati per arrivare a un compromesso: Al Waleed potrebbe cedere una quota significativa della sua società, che da sola vale 8,7 miliardi, a patto di mantenerne la guida.

La corruzione è un problema enorme per l'economia saudita e le autorità sostengono che finalmente lo stanno affrontando, per realizzare la «Visione 2030», piano di riforme che prevede anche la riduzione della dipendenza dal petrolio. Il governo respinge l' accusa che la retata sia una mossa anche politica, che mira a far fuori i rivali di MbS (come è chiamato, dalle sue iniziali).

AL WALEED BIN TALALAL WALEED BIN TALAL
«Ma se il suo più grande alleato era proprio il principe Al Waleed! - ci dice il ministro degli Esteri -. Era anche lui un sostenitore del cambiamento. Però i fatti sono fatti». Al Waleed, come già suo padre, il principe Talal bin Abdulaziz, auspicava riforme sociali, pensava agli affari e non ambiva al trono. Ma c' è chi dice che sia proprio il potere finanziario di Al Waleed a infastidire il cugino. La Kingdom Holding Co ha agito a lungo come un' estensione dello Stato, facendo affari all' estero che MbS vuole stringere attraverso il fondo sovrano del Regno.

Fonte: qui

Mohammed bin SalmanMOHAMMED BIN SALMAN

domenica 19 novembre 2017

RE SALMAN, SONO SEMPRE PIÙ INSISTENTI LE VOCI CHE VORREBBERO VICINO IL GIORNO DELL'ABDICAZIONE DELL'ANZIANO SOVRANO DELL’ARABIA IN FAVORE DEL FIGLIO MOHAMMED BIN SALMAN

C’E’ LUI DIETRO LA CAMPAGNA ANTICORRUZIONE CHE HA PORTATO ALL’ARRESTO DI DECINE DI PRINCIPI, FUNZIONARI E UOMINI D’AFFARI
Rolla Scolari per la Stampa
SALMANSALMAN

La libertà in cambio di molto denaro. È quello che si starebbe negoziando in queste ore in quella prigione dorata che è diventato il lussuoso hotel Ritz-Carlton di Riad. Le autorità dell' Arabia Saudita starebbero infatti scendendo a patti con le decine di principi, funzionari e soprattutto uomini d' affari accusati di corruzione e arrestati il 4 novembre in una inedita e vasta ondata di detenzioni, passata alla storia come la notte dei lunghi coltelli.

Secondo fonti del «Financial Times», i vertici sauditi starebbero «cercando accordi con tutti quelli del Ritz: tirate fuori i soldi e andrete a casa».

Tra i detenuti d' eccellenza, ci sono uomini d' affari dalle vastissime fortune, come il nipote di re Salman, il principe Alwaleed bin Talal, un sessantenne con una rete d' affari da circa 19 miliardi secondo il Bloomberg Billionaires Index; Bakr bin Laden, del Saudi Binladin Group, specializzato in costruzioni edili; il magnate Waleed al-Ibrahim a capo di Mbc, quel Middle East Broadcasting Center che possiede l' emittente satellitare al-Arabiya.

Alcuni tra i sospetti, scrive il «Financial Times», sarebbero disposti a trovare un accordo e in alcuni casi a cedere fino al 70 per cento dei loro beni e dei loro asset.
re salman e mohammed bin salmanRE SALMAN E MOHAMMED BIN SALMAN
Dietro alla campagna anti-corruzione c' è il giovane e ambizioso principe ereditario Mohammed bin Salman. Per molti, la sua nuova spinta legalista non è altro che un modo per consolidare il proprio potere a corte. Il principe è anche all' origine di quel piano Vision 2030 che vorrebbe smarcare l' Arabia Saudita dalla dipendenza del petrolio, con la creazione tra le altre cose di un gigantesco fondo di investimenti.

Per lui, queste nuove entrare rappresentano una garanzia per il futuro. Sono infatti sempre più insistenti le voci che vorrebbero estremamente vicino il giorno dell' abdicazione del padre, l' anziano sovrano Salman, in suo favore. In quel caso, il 32enne Mohammed bin Salman si troverebbe alla testa di un regno che, anche a causa del crollo dei prezzi del greggio su scala globale, ha raggiungo l' anno scorso un deficit di bilancio pari a 79 miliardi di dollari.

Negli ultimi anni, l' Arabia Saudita ha introdotto misure di austerità senza precedenti.
mohammed bin salmanMOHAMMED BIN SALMAN
Si tratta di una trasformazione epocale in un Paese che per decenni ha vissuto comodamente sulla rendita petrolifera: alcuni sussidi statali sono stati cancellati e le autorità valutano l' introduzione di tasse. Il procuratore generale saudita stima che il giro di corruzione degli arrestati sia costato allo Stato 100 miliardi di dollari: tale somma finirebbe nelle casse vuote dello Stato. 

I segnali che la campagna anti-corruzione avesse obiettivi di raccolta fondi sono arrivati subito dopo gli arresti, quando l' apposita Commissione ha fatto sapere di avere il potere, tramite decreto reale, di congelare asset e beni dei detenuti anche senza aspettare i risultati dell' inchiesta. La Banca centrale dei vicini e alleati Emirati Arabi, scrive Reuters, avrebbe già girato agli istituti di credito locali la richiesta di fornire informazioni su 19 conti di cittadini sauditi, e 1700 conti bancari nazionali in Arabia Saudita sarebbero stati già congelati.

Fonte: qui

ARABIA SAUDITA, LA LOTTA ALLA CORRUZIONE LANCIATA DALL’EREDE AL TRONO SAUDITA SPAVENTA GLI INVESTITORI STRANIERI 

DOPO L'ONDATA DI "ESPROPRI PRINCIPESCHI" A RISCHIO GLI AFFARI NEL GOLFO - UN IMPRENDITORE: "NON SAPPIAMO PIÙ CON CHI FARE BUSINESS"

Giordano Stabile per la Stampa

re salman e mohammed bin salmanRE SALMAN E MOHAMMED BIN SALMAN
Ora gli «espropri principeschi» spaventano il mondo degli affari e gli investitori in Arabia Saudita.

Anche se la lotta alla corruzione lanciata dall' erede al trono Mohammed bin Salman è vista come un cambiamento positivo, che sul lungo termine porterà a un' economia di mercato più efficiente, sul breve periodo la preoccupazione è che possa innescare una fuga di capitali e bloccare gli investimenti necessari alla realizzazione delle riforme.

L' obiettivo è giusto, i metodi lasciano perplessi. 

Soprattutto il blocco dei conti correnti dei sospettati, compresi alcuni fra i più importanti uomini d' affari sauditi, e il rilascio di alcuni in cambio del versamento nelle casse dello Stato di ingenti somme di denaro, come è emerso nei giorni scorsi. Principi e businessmen rinchiusi nel sontuoso Ritz Carlton sono un' immagine che piace alla popolazione, e portano consensi al futuro re e alla sua lotta contro le «élite corrotte».

Ma sono quelle stesse élite ad avere i più stretti rapporti con il mondo degli affari in Occidente e nella regione.

mohammed bin salmanMOHAMMED BIN SALMAN
Un importante investitore libanese, che preferisce rimanere anonimo, sintetizza così: «Hanno tutti paura di essere il prossimo». Il giro di vite non guarda in faccia nessuno, ha coinvolto l' uomo più ricco dell' Arabia Saudita, Alwaleed bin Talal, ma anche il potentissimo ex capo dei servizi Bandar bin Sultan al-Saud. E adesso nessuno si sente al sicuro. «Il programma di riforme Vision 2030 - continua il businessman libanese - necessita di centinaia di miliardi di investimenti: liberarsi della corruzione è la precondizione perché possa funzionare, ma con il blocco dei conti, l' esproprio di intere aziende, spaventa più che incentivare, chi si metterebbe in affari con qualcuno che può perdere tutto da un giorno all' altro?».

La Vision 2030 punta a diversificare l' economia e a ridurre la dipendenza dal settore petrolifero, che fornisce il 95 per cento degli introiti per lo Stato. Ma l' arresto di personaggi come Alwaleed bin Talal, ha sottolineato per esempio il Financial Times, «può affossare l' interesse degli investitori internazionali». Le autorità saudite hanno cercato di minimizzare.
SALMANSALMAN

La lotta alla corruzione, ha sottolineato il governatore della Saudi Arabian General Investment Authority, Ibrahim al-Omar, serve proprio a proteggere gli investitori «dalle pratiche contrarie alla legalità». Come i contratti vinti solo in base alle «buone connessioni» con gli ambienti politici, pratica diffusa nella regione. Ma la spiegazione non convince fino in fondo. Soprattutto se il crackdown viene abbinato al ritardo nella privatizzazione parziale, il 5%, della mega compagnia petrolifera di Stato, la Saudi Aramco.

Rumours sempre più insistenti legano gli «espropri principeschi», che potrebbero fruttare oltre 100 miliardi di dollari, alla mancata cessione di quote dell' azienda. Il 5 per cento dell' Aramco, secondo le stime più diffuse, equivale proprio a 100 miliardi di dollari. L' anno scorso il deficit pubblico ha toccato i 110 miliardi, pari a un astronomico 17 per cento del Pil. Mohammed bin Salam deve colmare il buco nei conti pubblici e trovare le risorse per le riforme. Dopo una dura austerity, con il taglio degli innumerevoli sussidi ai cittadini - per la casa, l' elettricità, la benzina - è tornato in parte sui suoi passi per non rischiare di perdere l' appoggio popolare. La lotta alle «élite corrotte» necessita anche di un pizzico di populismo. Ma spaventa gli investitori. La strada è davvero stretta per l' ambizioso principe ereditario.

Fonte: qui
Mohammed bin SalmanMOHAMMED BIN SALMAN