9 dicembre forconi: Re Salman
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domenica 21 ottobre 2018

IL NEW YORK TIMES RIVELA: “JAMAL KHASHOGGI HA TENTATO DI FUGGIRE DAL CONSOLATO SAUDITA, LO HANNO FERMATO, PRESO A PUGNI. LUI HA INIZIATO A URLARE, ALLORA UNO DEI PRESENTI LO HA PRESO PER IL COLLO, STRANGOLANDOLO FINO ALLA MORTE”


BIN SALMAN PROVA A SALVARE LA FACCIA: FA ARRESTARE 18 SAUDITI E LICENZIA IL VICECAPO DELL'INTELLIGENCE, AHMED AL ASSIRI, E IL CONSIGLIERE SAUD AL QAHTANI

KHASHOGGI: NYT, HA TENTATO FUGA, È STATO STRANGOLATO
(ANSA) - Jamal Khashoggi "ha tentato di fuggire dal Consolato, lo hanno fermato, preso a pugni. Lui ha iniziato a urlare, allora uno dei presenti lo ha preso per il collo, strangolandolo fino alla morte": lo scrive il New York Times citando un "alto funzionario saudita", il primo a confermare l'assassinio al quotidiano. "C'è un ordine generale del Regno di far rientrare i dissidenti che vivono all'estero. Quando Khashoggi ha contattato il Consolato, il generale Assiri ha inviato il team di 15 uomini", aggiunge la fonte.

Omicidio Khashoggi - Salah Muhammad al TubaigyOMICIDIO KHASHOGGI - SALAH MUHAMMAD AL TUBAIGY
KHASHOGGI: RE SALMAN ORDINA RIFORMA SERVIZI SEGRETI
(ANSA) - Il re saudita Salman ha disposto la creazione di un comitato ministeriale per la riforma dei servizi segreti a seguito della morte di Jamal Khashoggi. Lo riferisce la Bbc. Il comitato sarà presieduto dal principe ereditario Mohammed bin Salman.

KHASHOGGI: WP, CIA HA ASCOLTATO AUDIO, NON È MORTE ACCIDENTALE
(ANSA) - Il Washington Post afferma che "funzionari della Cia hanno ascoltato" le registrazioni audio turche che "provano che Khashoggi è stato ucciso e poi smembrato" e che la morte del giornalista saudita non è stata accidentale. La registrazione, se verificata - aggiunge il quotidiano che ha accusato Donal Trump di "cospirare con Riad" per prendere tempo e consentire ai sauditi di trovare una via di uscita - renderà difficile alla Casa Bianca accettare la versione dell'incidente.

JAMAL KHASHOGGIJAMAL KHASHOGGI
L'ARABIA AMMETTE: «KHASHOGGI È STATO UCCISO NEL CONSOLATO»
Viviana Mazza per il “Corriere della Sera”

«Il giornalista Jamal Khashoggi è morto in seguito a una colluttazione con alcune persone con cui si era incontrato nel consolato saudita a Istanbul». Per la prima volta arriva l' ammissione delle autorità di Riad, accompagnata dalla notizia dell' arresto di 18 sauditi e dal licenziamento del vicecapo dell' intelligence Ahmed Al Assiri e del consigliere Saud Al Qahtani, due figure molto vicine al principe Mohammed bin Salman, l' erede al trono.
bin salmanBIN SALMAN

Mentre i sospetti sul coinvolgimento di quest'ultimo nell' assassinio di Khashoggi spingono ormai lo stesso Trump a prendere le distanze (secondo il New York Times, il presidente Usa dice ora agli alleati che lui il principe Mohammed «lo conosce appena») c' è un altro fronte scottante per l' erede al trono saudita: quello interno.

Lo scrive David Ignatius, firma del Washington Post con formidabili contatti sia a Riad che nella Cia: «Fonti saudite mi dicono che coloro che si oppongono a Mbs si stanno silenziosamente raccogliendo attorno al Principe Ahmed bin AbdulAziz». Ignatius non è l' unico ad aver colto segnali di spaccature nella Casa di Saud.
JAMAL KHASHOGGIJAMAL KHASHOGGI

Più fonti parlano di malumore dei principi riuniti in conclave per arginare l' emergenza. Notizie inverificabili si accompagnano a dati di fatto. Il primo è che i metodi di Mbs, diventato erede al trono saltando ed esautorando parenti più anziani, mettendone altri agli arresti per corruzione e accentrando il potere, non sono mai piaciuti a molti principi che ora, dopo il caso Khashoggi, possono metterne apertamente in discussione l' idoneità a guidare il Paese (è il re infatti a nominare il suo erede ma sono i 35 principi del Consiglio del Giuramento di Fedeltà che dovranno confermarlo al potere).
putin Mohammed bin SalmanPUTIN MOHAMMED BIN SALMAN

Il secondo segnale è il dissenso del principe Ahmed bin AbdulAziz, 76 anni, fratello di Re Salman. Il 3 settembre a Londra, mentre entrava nella sede dell' ambasciata, si è fermato a parlare con alcuni manifestanti yemeniti che gridavano slogan contro la famiglia reale. Ha detto loro che gli slogan dovrebbero rivolgersi contro chi governa, suo fratello e suo nipote: in un filmato si sente bene mentre esprime questo concetto.

MACRON BIN SALMANMACRON BIN SALMAN


Sempre a settembre su Twitter è nato l' hashtag in arabo #Ahmed_bin_AbdulAziz_re_dell' Arabia_Saudita. Il terzo segnale è che l' 82enne Re Salman ha deciso di gestire di persona il caso Khashoggi: secondo la Reuters ne era stato tenuto all' oscuro dal figlio, ma dopo le reazioni internazionali ha inviato in Turchia il suo più fidato consigliere, il principe Khaled Al Faisal: una prima esautorazione di Mbs.

Poi è stata avviata l' inchiesta che ha condotto alle ammissioni di ieri. Ma fa riflettere anche che re Salman abbia promesso una riforma dei servizi di intelligence, guidata da suo figlio Mohammad, sottolineando così l' intenzione di proteggerlo.
(Ha collaborato Farid Adly)

Fonte: qui

domenica 19 novembre 2017

RE SALMAN, SONO SEMPRE PIÙ INSISTENTI LE VOCI CHE VORREBBERO VICINO IL GIORNO DELL'ABDICAZIONE DELL'ANZIANO SOVRANO DELL’ARABIA IN FAVORE DEL FIGLIO MOHAMMED BIN SALMAN

C’E’ LUI DIETRO LA CAMPAGNA ANTICORRUZIONE CHE HA PORTATO ALL’ARRESTO DI DECINE DI PRINCIPI, FUNZIONARI E UOMINI D’AFFARI
Rolla Scolari per la Stampa
SALMANSALMAN

La libertà in cambio di molto denaro. È quello che si starebbe negoziando in queste ore in quella prigione dorata che è diventato il lussuoso hotel Ritz-Carlton di Riad. Le autorità dell' Arabia Saudita starebbero infatti scendendo a patti con le decine di principi, funzionari e soprattutto uomini d' affari accusati di corruzione e arrestati il 4 novembre in una inedita e vasta ondata di detenzioni, passata alla storia come la notte dei lunghi coltelli.

Secondo fonti del «Financial Times», i vertici sauditi starebbero «cercando accordi con tutti quelli del Ritz: tirate fuori i soldi e andrete a casa».

Tra i detenuti d' eccellenza, ci sono uomini d' affari dalle vastissime fortune, come il nipote di re Salman, il principe Alwaleed bin Talal, un sessantenne con una rete d' affari da circa 19 miliardi secondo il Bloomberg Billionaires Index; Bakr bin Laden, del Saudi Binladin Group, specializzato in costruzioni edili; il magnate Waleed al-Ibrahim a capo di Mbc, quel Middle East Broadcasting Center che possiede l' emittente satellitare al-Arabiya.

Alcuni tra i sospetti, scrive il «Financial Times», sarebbero disposti a trovare un accordo e in alcuni casi a cedere fino al 70 per cento dei loro beni e dei loro asset.
re salman e mohammed bin salmanRE SALMAN E MOHAMMED BIN SALMAN
Dietro alla campagna anti-corruzione c' è il giovane e ambizioso principe ereditario Mohammed bin Salman. Per molti, la sua nuova spinta legalista non è altro che un modo per consolidare il proprio potere a corte. Il principe è anche all' origine di quel piano Vision 2030 che vorrebbe smarcare l' Arabia Saudita dalla dipendenza del petrolio, con la creazione tra le altre cose di un gigantesco fondo di investimenti.

Per lui, queste nuove entrare rappresentano una garanzia per il futuro. Sono infatti sempre più insistenti le voci che vorrebbero estremamente vicino il giorno dell' abdicazione del padre, l' anziano sovrano Salman, in suo favore. In quel caso, il 32enne Mohammed bin Salman si troverebbe alla testa di un regno che, anche a causa del crollo dei prezzi del greggio su scala globale, ha raggiungo l' anno scorso un deficit di bilancio pari a 79 miliardi di dollari.

Negli ultimi anni, l' Arabia Saudita ha introdotto misure di austerità senza precedenti.
mohammed bin salmanMOHAMMED BIN SALMAN
Si tratta di una trasformazione epocale in un Paese che per decenni ha vissuto comodamente sulla rendita petrolifera: alcuni sussidi statali sono stati cancellati e le autorità valutano l' introduzione di tasse. Il procuratore generale saudita stima che il giro di corruzione degli arrestati sia costato allo Stato 100 miliardi di dollari: tale somma finirebbe nelle casse vuote dello Stato. 

I segnali che la campagna anti-corruzione avesse obiettivi di raccolta fondi sono arrivati subito dopo gli arresti, quando l' apposita Commissione ha fatto sapere di avere il potere, tramite decreto reale, di congelare asset e beni dei detenuti anche senza aspettare i risultati dell' inchiesta. La Banca centrale dei vicini e alleati Emirati Arabi, scrive Reuters, avrebbe già girato agli istituti di credito locali la richiesta di fornire informazioni su 19 conti di cittadini sauditi, e 1700 conti bancari nazionali in Arabia Saudita sarebbero stati già congelati.

Fonte: qui

ARABIA SAUDITA, LA LOTTA ALLA CORRUZIONE LANCIATA DALL’EREDE AL TRONO SAUDITA SPAVENTA GLI INVESTITORI STRANIERI 

DOPO L'ONDATA DI "ESPROPRI PRINCIPESCHI" A RISCHIO GLI AFFARI NEL GOLFO - UN IMPRENDITORE: "NON SAPPIAMO PIÙ CON CHI FARE BUSINESS"

Giordano Stabile per la Stampa

re salman e mohammed bin salmanRE SALMAN E MOHAMMED BIN SALMAN
Ora gli «espropri principeschi» spaventano il mondo degli affari e gli investitori in Arabia Saudita.

Anche se la lotta alla corruzione lanciata dall' erede al trono Mohammed bin Salman è vista come un cambiamento positivo, che sul lungo termine porterà a un' economia di mercato più efficiente, sul breve periodo la preoccupazione è che possa innescare una fuga di capitali e bloccare gli investimenti necessari alla realizzazione delle riforme.

L' obiettivo è giusto, i metodi lasciano perplessi. 

Soprattutto il blocco dei conti correnti dei sospettati, compresi alcuni fra i più importanti uomini d' affari sauditi, e il rilascio di alcuni in cambio del versamento nelle casse dello Stato di ingenti somme di denaro, come è emerso nei giorni scorsi. Principi e businessmen rinchiusi nel sontuoso Ritz Carlton sono un' immagine che piace alla popolazione, e portano consensi al futuro re e alla sua lotta contro le «élite corrotte».

Ma sono quelle stesse élite ad avere i più stretti rapporti con il mondo degli affari in Occidente e nella regione.

mohammed bin salmanMOHAMMED BIN SALMAN
Un importante investitore libanese, che preferisce rimanere anonimo, sintetizza così: «Hanno tutti paura di essere il prossimo». Il giro di vite non guarda in faccia nessuno, ha coinvolto l' uomo più ricco dell' Arabia Saudita, Alwaleed bin Talal, ma anche il potentissimo ex capo dei servizi Bandar bin Sultan al-Saud. E adesso nessuno si sente al sicuro. «Il programma di riforme Vision 2030 - continua il businessman libanese - necessita di centinaia di miliardi di investimenti: liberarsi della corruzione è la precondizione perché possa funzionare, ma con il blocco dei conti, l' esproprio di intere aziende, spaventa più che incentivare, chi si metterebbe in affari con qualcuno che può perdere tutto da un giorno all' altro?».

La Vision 2030 punta a diversificare l' economia e a ridurre la dipendenza dal settore petrolifero, che fornisce il 95 per cento degli introiti per lo Stato. Ma l' arresto di personaggi come Alwaleed bin Talal, ha sottolineato per esempio il Financial Times, «può affossare l' interesse degli investitori internazionali». Le autorità saudite hanno cercato di minimizzare.
SALMANSALMAN

La lotta alla corruzione, ha sottolineato il governatore della Saudi Arabian General Investment Authority, Ibrahim al-Omar, serve proprio a proteggere gli investitori «dalle pratiche contrarie alla legalità». Come i contratti vinti solo in base alle «buone connessioni» con gli ambienti politici, pratica diffusa nella regione. Ma la spiegazione non convince fino in fondo. Soprattutto se il crackdown viene abbinato al ritardo nella privatizzazione parziale, il 5%, della mega compagnia petrolifera di Stato, la Saudi Aramco.

Rumours sempre più insistenti legano gli «espropri principeschi», che potrebbero fruttare oltre 100 miliardi di dollari, alla mancata cessione di quote dell' azienda. Il 5 per cento dell' Aramco, secondo le stime più diffuse, equivale proprio a 100 miliardi di dollari. L' anno scorso il deficit pubblico ha toccato i 110 miliardi, pari a un astronomico 17 per cento del Pil. Mohammed bin Salam deve colmare il buco nei conti pubblici e trovare le risorse per le riforme. Dopo una dura austerity, con il taglio degli innumerevoli sussidi ai cittadini - per la casa, l' elettricità, la benzina - è tornato in parte sui suoi passi per non rischiare di perdere l' appoggio popolare. La lotta alle «élite corrotte» necessita anche di un pizzico di populismo. Ma spaventa gli investitori. La strada è davvero stretta per l' ambizioso principe ereditario.

Fonte: qui
Mohammed bin SalmanMOHAMMED BIN SALMAN

domenica 8 ottobre 2017

PUTIN PLAYMAKER


VEDE MADURO E GLI PROMETTE PETROLIO, VEDE IL SAUDITA SALMAN (PRIMA VOLTA AL CREMLINO) E LO CONVINCE A LASCIARE IN SELLA ASSAD IN SIRIA IN CAMBIO DI RIDIMENSIONARE L’IRAN  

LO ZAR DI MOSCA GIOCA A TUTTO CAMPO (BUSINESS E NON SOLO) A FRONTE DEI CASINI INTERNI DELL’AMERICA DI TRUMP

5 Ottobre 2017

Giuseppe Agliastro per la Stampa

MADURO PUTINMADURO PUTIN
Ieri un «amico» di vecchia data come il presidente venezuelano Nicolas Maduro. Oggi un alleato decisamente più recente come il re saudita Salman bin Abdulaziz. Nel giro di 48 ore Vladimir Putin apre le porte del Cremlino ai leader di due Paesi lontani i cui interessi si intrecciano però sempre più strettamente con quelli della Russia. Sia il Venezuela sia l' Arabia Saudita sono grandi produttori di petrolio, e proprio il futuro del mercato mondiale del greggio è uno dei temi più importanti tra quelli al centro dei colloqui tra il presidente russo e gli altri due capi di Stato.

VENEZUELAVENEZUELA
Ma non è di certo l' unico. Sul tavolo ci sono anche la rivolta in Venezuela, la profonda crisi economica del Paese sudamericano, il conflitto in Siria e il ruolo dell' Iran in Medio Oriente. Intervenendo a un forum sull' energia, Putin ha dichiarato che l' accordo sul taglio della produzione petrolifera tra Paesi Opec e non Opec può essere prolungato «come minimo fino alla fine del 2018».

Anche Venezuela e Arabia Saudita - le cui economie si basano largamente sull' oro nero - dovrebbero essere dello stesso parere: l' intesa ha infatti mantenuto a galla i prezzi del greggio, letteralmente crollati negli ultimi anni. Non per niente, appena messo piede a Mosca, Maduro ha sottolineato che «è necessario» continuare a rispettare il patto «con un alto livello di disciplina».

SCONTRI IN VENEZUELASCONTRI IN VENEZUELA
Il Cremlino sostiene il governo venezuelano dai tempi di Hugo Chavez. E continua a farlo adesso che migliaia e migliaia di persone scendono in piazza contro Maduro e il chavismo contestando l' annullamento di fatto dei poteri del parlamento, dove l' opposizione aveva conquistato la maggioranza nelle elezioni del 2015. Le forze dell' ordine reprimono le manifestazioni con la violenza. In quattro mesi, i morti sono stati 120. E con la crisi economica la popolazione è ormai allo stremo, senza cibo né medicinali. Una boccata d' ossigeno per il governo venezuelano arriva proprio da Mosca. Mentre gli Usa sanzionano Caracas, il Cremlino aiuta Maduro a restare in sella.

PUTIN SALMANPUTIN SALMAN
«Grazie per il sostegno politico e diplomatico in questo momento difficile», ha detto il presidente venezuelano a Putin, che si è congratulato per «i contatti con le forze d' opposizione». Maduro ha affermato che l' incontro è stato «un successo» e ha ringraziato la Russia per l' invio di cereali.

PUTIN SALMANPUTIN SALMAN
Ma il Cremlino aiuta il governo di Caracas anche finanziariamente: la Rosneft ha pagato in anticipo 6 miliardi di dollari alla Petroleos de Venezuela per le forniture di greggio, e - secondo fonti della Reuters - Maduro dipende sempre più dal denaro della Russia, che intanto negozia con Caracas la partecipazione nei progetti petroliferi più remunerativi del Paese. Maduro in cambio spera di ristrutturare un vecchio debito da 2,8 miliardi di dollari con Mosca per l' acquisto di carri armati e missili in modo da non trovarsi con l' acqua alla gola e si aspetta nuove armi dalla Russia.

SIRIANI IN FUGA DALLA GUERRASIRIANI IN FUGA DALLA GUERRA
Anche sul fronte saudita il petrolio è solo una parte della posta in gioco. L' incontro tra Putin e re Salman è molto atteso a Mosca, dove la strada tra l' aeroporto di Vnukovo e il centro della capitale è stato tappezzato di cartelli in russo e in arabo per dare il benvenuto al sovrano che ieri ha iniziato la sua prima visita in Russia. Mosca e Riad - due colossi mondiali degli idrocarburi - firmeranno oggi accordi per tre miliardi di dollari, e ciò dimostra come siano sempre più vicine.
assad putinASSAD PUTIN

Ma un nodo gordiano della loro relazione è rappresentato dall' Iran, acerrimo rivale dei sauditi ma alleato della Russia e di Assad nel conflitto in Siria, dove invece Riad appoggia dei gruppi ribelli. Re Salman teme che l' intervento dei pasdaran iraniani dia a Teheran un ruolo primario nella Siria del futuro. E cerca un compromesso con Putin. «La mia sensazione - spiega Mark Katz, politologo della George Mason University - è che i sauditi siano disposti a permettere che Assad resti al potere a patto che Mosca si adoperi per contenere l' influenza iraniana in Siria».

Fonte: qui