9 dicembre forconi: pace fiscale
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sabato 17 novembre 2018

ICI DEL VATICANO – UN MILIARDO E LA PACE (FISCALE) È FATTA


IL GOVERNO AL LAVORO PER CHIUDERE IL CONTENZIOSO SULLE IMPOSTE NON PAGATE DALLA CHIESA: SI PENSA A UNA SANATORIA NELLA QUALE SI RINUNCIA A SANZIONI E INTERESSI 

IL SEGRETARIO GENERALE DELLA CEI STEFANO RUSSO: “4,8 MILIARDI DI ARRETRATI? LA CIFRA NON È ATTENDIBILE"


papa francescoPAPA FRANCESCO
Pace (fiscale) in terra agli uomini di buona volontà. Il governo studia il modo per incassare dal Vaticano l’Ici non versata dalla Chiesa e chiudere il contenzioso aperto dalla Corte di Giustizia europea una settimana fa.

Per i giudici l’Italia non può non reclamare l’imposta non versata durante il periodo 2006-2011, ma bisogna pure evitare lo scontro con le gerarchie vaticane. Qual è la soluzione?

Una sanatoria nella quale si rinuncia a sanzioni e interessi. Un miliardo e si chiude il contenzioso. I grillini parlano di trattenere l’8x1000 fino all’estinzione del debito (che ammonta a circa 5 miliardi). Ma significherebbe cercare uno scontro inutile, visto che dal Vaticano si mostrano stranamente dialoganti. In attesa della discussione formale che potrebbe essere chiesta dalla Commissione europea, a Palazzo Chigi si caldeggia un accordo soft, che metta d’accordo tutti.

«ARRETRATO DA 4,8 MILIARDI? CIFRA INATTENDIBILE»
Carlo Marroni per “il Sole 24 Ore”

GIUSEPPE CONTE E L IMMAGINE DI PADRE PIOGIUSEPPE CONTE E L'IMMAGINE DI PADRE PIO
«Una pace fiscale sul tema Ici? Non lo sappiamo di certo, lo apprendo da notizie di stampa. Dopo la sentenza della Corte di Giustizia dobbiamo avere ancora contatti con il Governo. Quello che si legge su possibili ripercussioni sono solo delle ipotesi. Credo che su questo siamo davvero in una fase prematura».

Il segretario generale della Cei, il vescovo Stefano Russo, in una pausa dell' assemblea straordinaria della Conferenza episcopale in corso dentro il Vaticano commenta le voci su un' ipotesi di "sanatoria" allo studio relativa al pagamento dell' Ici arretrata per gli anni 2006-2011 da parte di enti legati al no profit, tra cui quindi la Chiesa. Ipotesi che tra l' altro non trova conferma in ambienti di governo. La questione deve ancora essere affrontata dall' esecutivo di concerto con la Commissione Ue.

stefano russoSTEFANO RUSSO
La sentenza della Corte deve passare alla Commissione e poi arrivare sul tavolo del governo. Un iter tortuoso, che sarà dura arrivi in fondo. Ma le somme in ballo sono grosse, girano 4,8 miliardi «Non mi sento di avallare assolutamente questa cifra. Tra l' altro bisogna ricordare, e farlo con molta chiarezza: le attività potenzialmente coinvolte sono davvero molte e vanno da quelle della scuola alla sanità, dalla cultura all' assistenza, e non sono tutte della Chiesa, ma riguardano tutto il mondo no profit».

piazza san pietroPIAZZA SAN PIETRO
Ma su questo punto la linea del Papa è molto chiara: chi sfrutta i beni della chiesa per fini commerciali deve pagare. «E noi siamo del tutto d' accordo, è un nostro principio basilare quello che tutte le attività della Chiesa devono essere improntate alla massima trasparenza e correttezza. E guardi che nella stragrande maggioranza dei casi è così, da molto tempo».

GIUSEPPE CONTE CON I FRATI A SAN GIOVANNI ROTONDOGIUSEPPE CONTE CON I FRATI A SAN GIOVANNI ROTONDO
Forse dal 2012, anno del decreto Monti. Fino ad allora probabilmente non era così. «Se c' erano delle zone di opacità questo era anche da attribuire alla legge sull' Ici, che lasciava questi spazi. Con l' introduzione dell' Imu questo non è certamente più possibile, non solo per gli enti ecclesiastici ma per tutto il no profit.

stefano russo 1STEFANO RUSSO 







La nuova legge riconosce l' esenzione del pagamento dell' imposta immobiliare alle attività che offrono dei veri servizi sociali che, ribadisco, sono erogate anche da soggetti non legati alla Chiesa cattolica. Questo mette in chiaro, mi sembra che non si tratta affatto di un privilegio» Se non ci sarà questa "pace fiscale", un po’ sul modello della manovra, cosa potrebbe accadere in concreto?

CORTE DI GIUSTIZIA UECORTE DI GIUSTIZIA UE




«Ricordo che la sentenza della Corte afferma che la Commissione Ue, perchè il tema riguarda l' esecutivivo di Bruxelles, avrebbe dovuto verificare il maniera più puntuale la non possibilità per l' Italia di poter arrivare a riscuotere le cifre eventualmente dovute per i cinque anni, quindi 2006-2011. A questo punto non sappiamo quali passi saranno adottati. Ma noi siamo chiari: chi svolge attività commerciale deve pagare».

Serve quindi che vi sia chiarezza sulla natura e le modalità delle attività che si svolgono.
«Lo diciamo da molto, è necessario distinguere bene. Una diversa interpretazione oltre ad essere sbagliata comprometterebbe una serie di servizi per l' intera collettività».

mercoledì 19 settembre 2018

INTERVISTA DE “LA VERITÀ” A GIUSEPPE CONTE


“SONO ORGOGLIOSO DI ESSER POPULISTA, RIMPATRIEREMO I CLANDESTINI E FAREMO LA PACE FISCALE” 

DALLA MANOVRA ALL’EUROPA, IL RUOLO DELLE ONG E LE FURBATE DI MACRON, L’IMMIGRAZIONE E LA BATTAGLIA LEGALE CON I BENETTON: “DEVONO PAGARE PER LA RICOSTRUZIONE DEL PONTE. CHIEDEREMO AD AUTOSTRADE DI ANTICIPARE I SOLDI. SULLE CONCESSIONI INVECE…”

Mario Giordano per “la Verità”

giuseppe conte donald trump 14GIUSEPPE CONTE DONALD TRUMP 
Presidente Conte, cosa ci sarà in questa manovra?
«Reddito di cittadinanza, flat tax e riforma della Fornero: sono tutti punti qualificanti. Non ho mai avuto retropensieri. Mai pensato di fare una riforma e non un' altra».

Ma c'è un problema di compatibilità dei conti...
«Avvieremo subito tutte e tre le riforme ma ci sarà un meccanismo di gradualità».

Significa che, per esempio, il reddito di cittadinanza comincerà dalle pensioni?
«Al momento non mi sento di fare anticipazioni. Mi limito a osservare che l' impatto di questa riforma sarà subito significativo».

GIUSEPPE CONTEGIUSEPPE CONTE

Sottoscrive quest'ipotesi: pensioni di cittadinanza dal 1 gennaio, il resto nel 2019?
«È una possibilità. Diciamo che stiamo valutando le riforme anche sul piano dell'attuazione temporale. Ma c'è un aspetto tecnico da tenere in considerazione. Perché il reddito di cittadinanza funzioni davvero, cioè per evitare che abbia una mera funzione assistenziale, bisogna prima riformare i centri per l'impiego».

Se ne è parlato molto. Seguirete il modello tedesco?
«Sì, ne abbiamo parlato con la Merkel a Berlino. E siamo in contatto con alcuni esperti della Germania».

Per qualcuno le pensioni di cittadinanza sono pericolose: alcuni potrebbero smettere di versare i contributi...
GIUSEPPE CONTE E OLIVIA PALADINOGIUSEPPE CONTE E OLIVIA PALADINO
«Ho letto sui giornali quest' obiezione. Ne terremo conto, ma non credo ci sia questo rischio».

E la flat tax?
«Ci sarà. Anche se, ragionevolmente, non potrà andare da subito a pieno regime».

Ma si comincerà da persone fisiche o piccole imprese?
«Vedremo. È un gioco a incastro. Ma fino a quando non avremo definito tutto non escluderei nessuna ipotesi».

Un altro tema molto discusso è quello della pace fiscale. Lei è d' accordo con la proposta di alzare il tetto da 100.000 euro fino a 1 milione?
«Stiamo valutando la soglia, ma per quanto mi riguarda la pace fiscale è imprescindibile».

giuseppe conte antonello venditti al canottieri roma 5GIUSEPPE CONTE ANTONELLO VENDITTI AL CANOTTIERI ROMA 




Imprescindibile?
«Certo. Siamo d' accordo che oggi il fisco è iniquo e inefficiente?»

Ci sembra un dato di fatto.
«E allora se concordiamo su questa diagnosi, concordiamo anche sul fatto che dobbiamo partire con un progetto organico di riforma, basato su una nuova alleanza tra cittadino e fisco. Il fisco non deve essere visto come nemico».

Ma nemmeno troppo amico degli evasori...
«Infatti noi daremo forti segnali contro l'evasione e l'elusione, come previsto dal contratto di governo. L' inasprimento delle pene è un tassello fondamentale della nostra riforma fiscale».

Inasprimento delle pene significa manette agli evasori?
JOHN BOLTON GIUSEPPE CONTEJOHN BOLTON GIUSEPPE CONTE
«Manette agli evasori è una sintesi giornalistica. Ma certo l' inasprimento delle pene significa che chi commette reato deve finire in carcere».

Obiezione inevitabile: parla di maggiore severità mentre prepara un condono?
«La pace fiscale non è un condono».

Perché?
«Condono significa fare cassa consentendo a tutti i furbi e i disonesti una via d'uscita, lasciando le cose come stanno. Come è stato fatto in passato».

Invece la pace fiscale?
«Noi proponiamo un meccanismo totalmente diverso dove l'azzeramento delle pendenze è funzionale per partire con un nuovo rapporto con il fisco».

elisabetta trenta giuseppe conteELISABETTA TRENTA GIUSEPPE CONTE
In questo quadro anche la soglia da 1 milione di euro per la pace fiscale non la disturba?
«Nel quadro di una riforma organica possono essere considerate varie soglie, che non abbiamo ancora deciso».

Sui giornali si è parlato anche di una possibile tassa sulle grandi imprese e sulle banche. Esiste qualcosa del genere allo studio?
«Non se ne è discusso».

Non teme che la manovra, per tenere insieme tutto, sia troppo timida? Che non risponda alle grandi attese suscitate nei cittadini?
«I cittadini si aspettano che il governo realizzi quanto scritto nel contratto di programma nell' arco dei 5 anni di legislatura. Un mese prima o un mese dopo...»

Lei dice che non conta?
«È chiaro che bisogna far presto. Ancora più importante è andare nella direzione giusta: se si imporrà una certa gradualità sono convinto che i cittadini capiranno e non romperanno il patto di fiducia che hanno instaurato con noi».
giuseppe conte emmanuel macron 4GIUSEPPE CONTE EMMANUEL MACRON 

Si è parlato molto, però, di tensioni all' interno del governo. Ha visto vacillare il ministro Tria?
«No, non l'ho mai visto vacillare. Del resto, non c'ero gli anni precedenti, ma immagino che tutte le volte che si fa una manovra economica il ministro dell' Economia diventi il terminale delle pressioni».

Il ministro Tria ha mai minacciato le dimissioni?
«Se l'avesse fatto l' avrei saputo. E non mi risulta».

A proposito di tensioni e pressioni, il decreto su Genova è incompleto. Manca la nomina del commissario...
LUIGI DI MAIO GIOVANNI TRIA GIUSEPPE CONTELUIGI DI MAIO GIOVANNI TRIA GIUSEPPE CONTE
«Il decreto prevede che il commissario sia nominato entro 10 giorni dal presidente del Consiglio dei ministri. Perché dite che è incompleto?»

Perché manca il nome.
«Non ne abbiamo parlato. Eravamo concentrati su quello che serve davvero per la ricostruzione a Genova e non solo. Penso anche a Ischia, per esempio».

Ma il commissario sarà un tecnico o un politico?
«Non abbiamo niente contro i politici, ma in questo momento ci servono soprattutto figure che diano garanzie sotto il profilo della competenza tecnica e della capacità manageriale».

LUIGI DI MAIO GIOVANNI TRIA GIUSEPPE CONTELUIGI DI MAIO GIOVANNI TRIA GIUSEPPE CONTE
Lei è d' accordo sul fatto che i Benetton devono pagare la ricostruzione del ponte, ma non tocca loro eseguire i lavori?
«Assolutamente sì. E così abbiamo concepito il decreto: chiederemo ad Autostrade per l'Italia di anticipare i soldi e poi la ricostruzione avverrà a prescindere dal loro intervento».

E lei è anche d'accordo nel ridiscutere il sistema delle concessioni autostradali?
«Le due cose debbono procedere separatamente: un conto è la ricostruzione del ponte, un conto è il rapporto tra concedente è concessionario per quanto riguarda le autostrade».

La procedura è avviata?
«Sì, e non si interrompe con questo decreto».

A che punto siamo?
giuseppe conte angela merkelGIUSEPPE CONTE ANGELA MERKEL
«Autostrade per l' Italia ha fatto pervenire le repliche alla nostra contestazione, come è giusto che sia. Le valuteremo nel merito».

Qualcuno ha parlato di violazione dello Stato di diritto.
«Vorrei ribaltare completamente quelle accuse. Ma scusate: crolla un ponte, muoiono 43 persone, e il governo non deve chiedere conto a chi lo gestiva? La verità è che sarebbe stato gravemente irresponsabile, giuridicamente e politicamente, se non avessimo avviato la procedura di contestazione».

Ma lei sa che uscire da quella concessione sarà durissima, perché sono stati firmati accordi capestro per lo Stato...
GIUSEPPE CONTE LUIGI DI MAIO MATTEO SALVINIGIUSEPPE CONTE LUIGI DI MAIO MATTEO SALVINI
«Che ci siano clausole favorevoli ad Autostrade per l'Italia è sicuro, io quella concessione non l' avrei mai sottoscritta. Ma questo non significa che non ci sia un percorso giuridico serio e ben costruito per tutelare lo Stato».

È possibile se non altro bloccare l' ulteriore proroga di quattro anni della concessione ai Benetton, dal 2038 al 2042, dal momento che pare non sia ancora stata firmata ufficialmente?
«Quello è più difficile. Se mai fossimo costretti a pervenire a un compromesso tra le parti, potrebbe essere una soluzione. Ma in questo momento non considero questa ipotesi: ho avviato la procedura per la caducazione della concessione. A quello voglio arrivare».
GIUSEPPE CONTE IN CANADAGIUSEPPE CONTE IN CANADA

Passiamo all' altro tema chiave: l'immigrazione. Al Consiglio europeo di giugno eravate usciti tutti fiduciosi: l' Europa si muove. E invece l' Europa pare non faccia nulla. Dov'è l'errore?
«Ho sempre avuto consapevolezza che stavamo fissando dei principi, un processo che poi andava attuato...».

Sì, ma l'attuazione stenta.
«È vero. Il presidente Juncker e i commissari europei che in agosto hanno ricevuto due mie lettere si sono attivati, questo sì. Ma i meccanismi di gestione europea non ce li abbiamo ancora. E quindi ci ritroviamo in difficoltà. L' ho ripetuto anche oggi (ieri, ndr) al presidente di turno Kurz: dobbiamo fare presto».

Ma, a sentire il ministro lussemburghese Jean Asselborn, delle nostre difficoltà non importa molto al resto d' Europa...
«Se pensano che sia un problema soltanto italiano, vuol dire che gli anti europeisti sono loro».
giuseppe conteGIUSEPPE CONTE

Di solito è l'accusa che fanno a noi.
«Appunto. Va ribaltata. Non accetto lezioni da nessuno. Non le ho mai accettate, ma adesso meno ancora».

Il ministro Asselborn dice anche che bisogna «fermare questi populisti». Si sente populista lei?
«Io sono orgoglioso di essere leader di un governo populista. L'articolo 1 della Costituzione precisa che la sovranità appartiene al popolo».

Però questo populismo spaventa molto...
«Che cosa significa populismo? È la frattura fra il popolo e le élite politiche che lo hanno governato, la misura della distanza che si è creata fra di loro».

In questa frattura si sono infilati alcuni movimenti politici.
giuseppe conte 1GIUSEPPE CONTE 
«Io penso che Lega e M5s offrano una rappresentazione e un percorso istituzionale alla rabbia e all'insoddisfazione popolare. Io stesso ho accettato l' incarico perché sono convinto che serva una soluzione a quella frattura fra élite e popolo di cui parlavamo. Perciò dico che sono orgogliosamente populista».

Le navi delle Ong non sono più nel Mediterraneo. Lo reputa un successo?
«Ho grande rispetto per le Ong e per le meritorie attività che fanno in giro per il mondo.
Ma le loro navi nel Mediterraneo hanno rischiato oggettivamente, anche se inconsapevolmente, di offrire una sponda al traffico illecito di immigrati».

Quindi è meglio che non ci siano più.
«Il loro intervento non può essere la soluzione del problema».

E la soluzione qual è?
«Una strategia complessiva. Quella che abbiamo portato in Europa, articolata ed elaborata. La risposta non può essere solo l'emergenza».
GIUSEPPE CONTEGIUSEPPE CONTE

Nel frattempo si trova con il vicepremier Salvini indagato per sequestro di persona. Lei gli ha espresso solidarietà. Ma qualche volta i toni del leader leghista, così lontani dai suoi, le hanno dato fastidio? Ha mai pensato: sta esagerando?
«Dico la verità: no. Salvini non ha mai creato, con le sue iniziative, uno scarto rispetto alla politica del governo in materia di immigrazione. Quindi il problema non si è posto».

Ha condiviso tutte le decisioni che ha preso?
«Questo governo ha condiviso in modo corale la strategia sull' immigrazione. E ci possiamo permettere di dire no all'accoglienza indiscriminata perché nel nostro progetto c'è attenzione alla tutela dei diritti fondamentali».
ROBERTO FICO E GIUSEPPE CONTEROBERTO FICO E GIUSEPPE CONTE

Ma vi accusano di essere razzisti, xenofobi, si citano Mussolini e Hitler...
«Questo governo non è razzista e Salvini non è xenofobo: dobbiamo sottrarci a simili ricatti che nascono malafede e spesso confidano nella soggezione culturale».

Lei è d' accordo anche nell' accelerare le procedure di rimpatrio dei clandestini?
«Questo è fondamentale. Ma ci vogliono gli accordi bilaterali con i Paesi. Anche in questo campo sarebbe importante il contributo dell'Europa: quando la commissione stipula intese di cooperazione con Paesi terzi dovrebbe ottenere in cambio la sottoscrizione degli accordi bilaterali».

Il caso Diciotti ha evidenziato che noi accogliamo persone che non possiamo identificare e che si rendono irreperibili. C'è una soluzione?
«Nelle conclusioni del Consiglio europeo di giugno si parla di centri controllati europei».

Cosa vuol dire?
«Centri dove gli immigrati vengano raccolti e identificati. E dove vengono esaminate le loro domande».
giuseppe conte saluta la follaGIUSEPPE CONTE SALUTA LA FOLLA

Ma questi centri sono fuori dall' Europa?
«Sono centri europei. Alcuni sono fuori dall'Europa, nei Paesi terzi che potrebbero essere i Paesi di transito. Sarebbe anche più sensato perché così si evita l'attraversamento del Mediterraneo che ha provocato 34.000 morti in 15 anni... Altri sono in Europa, ma questo è un po' scivoloso».

In effetti: c'è il rischio che i centri in Europa alla fine restino tutti in Italia.
«Sarebbe sbagliato e non potremmo mai accettarlo. Anche perché se fossero tutti in Italia non si riuscirebbero a gestire».

Ma gli altri Paesi europei non sembrano intenzionati ad ospitarli.
«Quando Macron sostiene che non ci saranno centri in Francia fa un' uscita politicamente insostenibile».

Macron anti europeista?
giuseppe conte saluta la folla 5GIUSEPPE CONTE SALUTA LA FOLLA 
«Diciamo che la sua posizione non è in linea con le conclusioni da lui stesso approvate al Consiglio europeo».

Il suo governo è accusato spesso di essere impreparato. Si mettono in evidenza errori e gaffe
«Il clima massmediatico non è certo gravido di preziosi consigli. Mettiamola così: non avverto una stampa particolarmente amica, ma non me ne faccio un cruccio».

Si sente a capo di un governo giustizialista?
«Assolutamente no».
La legittima difesa è uno dei temi che divide la sua maggioranza...
«È un tema delicato. Bisognerà trovare soluzioni fra i vari progetti in Parlamento».

Quindi non si procederà per decreto.
«Non è all' ordine del giorno».

E nei contenuti?
sergio mattarella giuseppe conteSERGIO MATTARELLA GIUSEPPE CONTE
«Alcune applicazioni giurisprudenziali lasciano una qualche incertezza che bisogna diradare. Se uno si è difeso non è giusto che si debba fare tre gradi di giudizio. Nello stesso tempo non avallerei una soluzione che possa dare messaggi sbagliati».

In che senso?
«Non si può giustificare la vendetta: se uno viene aggredito non può ritenersi legittimato a rincorrere l'aggressore e ammazzarlo».

Le danno fastidio i due vicepremier così attivi e presenti, anche sul piano mediatico?
«Non mi sento per nulla oscurato. Al contrario: l'ho voluto, l'ho posto io come condizione. Penso che sia un meccanismo che funzioni bene, al di là di come viene narrato».

Michele Serra ha detto che lei è un vaso di gomma.
«Sono passato dal vaso di coccio al vaso di gomma... Ci sta tutto, per carità. Ma io penso che la presenza dei dei due leader politici all' interno del governo dia forza al governo medesimo».
mattarella e giuseppe conteMATTARELLA E GIUSEPPE CONTE

Lo sente comunque come governo Conte?
«Non è che lo sento: è il governo Conte».

Le è costato molto rinviare il concorso per la cattedra alla Sapienza di Roma?
«L'ho fatto per sensibilità istituzionale. Ho capito che poteva essere fraintesa. Ma in prospettiva mi sarebbe piaciuto lavorare a Roma, dove vive mio figlio, anziché a Firenze dove ho la cattedra».

Ma fra 5 anni si immagina di nuovo all'università?
«Farò il presidente del Consiglio impegnandomi al massimo fino all'ultimo giorno. Un minuto dopo, però, tornerò in Università a insegnare. Del resto ero lì anche quel mattino in cui sono stato chiamato al Quirinale»

Fonte: qui

venerdì 8 giugno 2018

LUIGINO DI MAIO CONQUISTA L’ASSEMBLEA DI CONFCOMMERCIO

"I CONTROLLI SULLE TASSE SONO TROPPO COMPLICATI E VOI SIETE ONESTI FINCHÉ LO STATO NON DIMOSTRA L'EVASIONE”. 

PROMETTE DI NON FAR AUMENTARE L’IVA, DI ABOLIRE SPESPOMETRO E STUDI DI SETTORE: “AL LORO POSTO AGIRÀ UN SISTEMA CHE INVERTE L'ONERE DELLA PROVA, CHE DEVE ESSERE A CARICO DELLO STATO, SI INCROCERANNO LE BANCHE DATI DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE”

QUALE SARA’ L’INCIDENZA SUL GETTITO DI QUESTE MISURE? 

DI MAIO PROMETTE LA RIVOLUZIONE DELLE TASSE "MAI PIÙ PERSECUZIONI"
Roberto Giovannini per “la Stampa”

luigi di maio confcommercioLUIGI DI MAIO CONFCOMMERCIO
L'intenzione era chiaramente quella di placare ansie e preoccupazioni, e di cercare di sedurre il mondo dei commercianti. E così, ieri, all' Assemblea annuale di Confcommercio il vicepremier e ministro di Sviluppo e Lavoro Luigi Di Maio ha sapientemente giocato le sue carte, ottenendo 15 volte applausi a scena aperta nel corso del suo intervento. Il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli aveva appena affermato che «sull'Iva non si tratta e non si baratta», che «la battaglia contro gli aumenti dell' Iva è una battaglia a favore di tutto il Paese».
carlo sangalliCARLO SANGALLI


E così, il leader pentastellato ha ottenuto una vera e propria ovazione prendendo un impegno pesante: «Avete la mia parola qui a Confcommercio - ha detto Di Maio - che l'Iva non aumenterà e le clausole di salvaguardia saranno disinnescate».

L'«ONERE DELLA PROVA»
Gli applausi sono piovuti fragorosamente quando poi Di Maio ha affermato che molte delle misure varate in questi anni per cercare di contrastare l'evasione fiscale saranno abolite o depotenziate. «Sono state fatte delle norme antievasione che però rendono tutto troppo complicato e trattano tutti come fossero evasori, finiscono col perseguitare i cittadini che le tasse le hanno sempre pagate.

confcommercio logoCONFCOMMERCIO LOGO




Non credo a spesometro, redditometro o split-payment: sono strumenti che dovevano servire a punire i disonesti e premiare gli onesti, ma in realtà si impiegano ancora 100 giorni l'anno per tutti gli adempimenti, rendendo schiavi quelli che producono valore», ha detto il ministro. 

Al loro posto agirà un sistema che «inverte l'onere della prova, che deve essere a carico dello Stato», e funzionerà «incrociando le banche dati della Pubblica amministrazione. Perché siete tutti onesti, ed è onere dello Stato provare il contrario».

EVASIONE FISCALEEVASIONE FISCALE
In realtà, a dire il vero, redditometro e spesometro sono proprio questo: sistemi automatici con cui lo Stato utilizza le sue banche dati e chiede conto ai contribuenti di discrepanze tra quanto emerso e quanto dichiarato. Detto che le politiche fiscali sono materia del ministro dell' Economia Giovanni Tria, che ieri era atteso a Confcommercio e non è venuto, resta da vedere gli effetti sul gettito di misure come queste.

Di Maio ha ricordato che suo padre era un piccolo imprenditore, ha detto che «non bisogna bombardare i cittadini di leggi, perché ce ne sono già troppe». Ha negato che il governo sia contrario alle infrastrutture («chi sta raccontando l'idea che questo sia il governo del no alle infrastrutture sbaglia»). E ha promesso di semplificare prima possibile le norme sugli appalti, «diventate così complicate che scoraggiano dal fare l'opera. Credo nell' esempio delle istituzioni: se si comportano in modo corretto ed etico anche i cittadini si comporteranno in modo corretto ed etico».
evasione-fiscaleEVASIONE-FISCALE

In tema di conti pubblici il vicepremier ha spiegato di volere aprire un negoziato con Bruxelles.«Ci teniamo alla tenuta dei conti, ma se vogliamo portare avanti dei progetti economici dobbiamo contrattare con Europa le condizioni che l'Italia non può più sostenere, dicendo anche dei no».

UN PUNTO DI DISSENSO
Al contrario, grande freddezza quando il vicepremier ha ribadito l'intenzione di varare il reddito di cittadinanza. Prima Sangalli aveva definito «utili» gli «strumenti che mìtigano gli effetti della povertà assoluta, ma la via maestra resta il reddito che viene dal lavoro. Lavoro dignitoso e salario giusto».

E ben poco è gradito anche il salario minimo di legge, che i commercianti vedono come il fumo negli occhi. «Capisco che il salario minimo è una questione che preoccupa - ha detto Di Maio - ma serve per tutta la generazione di lavoratori che è fuori dalla contrattazione nazionale», parlando dei precari ed esplicitamente dei «riders» che consegnano i pasti a casa in bicicletta. Una definizione che rassicura un po' Confcommercio ma anche Confindustria, il cui presidente Vincenzo Boccia plaude all' annuncio dello stop agli aumenti delle aliquote Iva.
EVASIONE FISCALEEVASIONE FISCALE

DALLA PACE FISCALE AI CONTROLLI UN PIANO PER VOLTARE PAGINA
Luca Cifoni per “il Messaggero”

La cosiddetta pace fiscale - essenzialmente un condono anche piuttosto generoso - dovrebbe essere il primo passo, anche se si pone il problema dell'intreccio con la definizione agevolata (ovvero rottamazione) ancora in corso. Poi l'abolizione di strumenti ritenuto troppi invasivi, o meglio un'abolizione più accelerata perché in molti casi i relativi processi sono già in corso. In generale, un approccio basato su meno controlli invasivi e sul ricorso ai mezzi tecnologici, a partire dall'incrocio delle banche dati.

AGENZIA ENTRATEAGENZIA ENTRATE
Al di là della riforma dell'Irpef e della riduzione dell' Ires per le società, la filosofia fiscale del governo giallo-verde ruota intorno a questi punti fermi. Un'agenda che corrisponde sostanzialmente agli impegni presi in campagna elettorale, ma che deve ancora essere trasformata in uno specifico elenco di provvedimenti legislativi.

Prima che ciò avvenga, andrà naturalmente completata la squadra economica, vice ministri e sottosegretari da affiancare al ministro Tria, tuttora impegnato a prendere le redini della macchina del Mef: toccherà a lui - in base alle norme sullo spoils system - decidere se confermare i capi dei Dipartimenti e i direttori delle Agenzie fiscali.

Soprattutto da parte leghista sembra ci sia molta fretta a procedere con la sanatoria dei debiti fiscali pregressi. Andrà però valutato il fatto che non si è ancora conclusa la prima parte dell'operazione rottamazione (devono essere pagate quarta e quinta rata luglio e settembre) mentre per la seconda hanno fatto domanda circa 950 mila contribuenti che ora attendono una risposta.

AGENZIA ENTRATE ROMAAGENZIA ENTRATE ROMA
La prospettiva di un pagamento limitato (tra il 6 e il 25 per cento dell' importo dovuto in base anche al reddito dell' interessato, invece dell' intera somma ma senza sanzioni e interessi) potrebbe avere un effetto destabilizzante su queste operazioni e sui relativi introiti già inseriti nel bilancio dello Stato. Dunque le modalità saranno studiate con attenzione.

Quanto agli strumenti da abolire, il redditometro (ovvero l'accertamento presuntivo del reddito in base alle spese del contribuente) è stato di fatto abbandonato dall'Agenzia delle Entrate, mentre lo spesometro (comunicazione delle fatture emesse e ricevute) sparirà dal prossimo anno con l'avvento della fatturazione elettronica; in un' intervista a Italia Oggi l' esponente grillina Carla Ruocco ha ipotizzato un debutto anticipato ma con modalità super-semplificate.
Evasione FiscaleEVASIONE FISCALE

Simile destino attende gli studi di settore, che dopo una fase di sperimentazione e di consultazione con le associazioni di categoria, dovrebbero essere sostituiti nel 2019 dagli Isa, indicatori sintetici di affidabilità: una sorta di pagella del contribuente in chiave premiale al posto del meccanismo presuntivo dei ricavi delle imprese.

LA COMPLIANCE
Quanto all' incrocio delle banche dati, quelle fiscali in realtà sono già interconnesse nelle loro varie componenti: ad esempio con il passaggio di Equitalia nell' Agenzia delle Entrate la riscossione ha accesso diretto all' anagrafe dei conti correnti per rendere più mirati i pignoramenti.

Un prossimo passo potrebbe essere l' interconnessione con gli archivi elettronici degli enti locali. In questa logica diventerebbe possibile ridurre la frequenza delle verifiche dirette presso le imprese. Infine resta da capire se con il nuovo corso proseguirà la linea della compliance, che passa ad esempio attraverso l' invio di lettere ai contribuenti prima della fase di accertamento: un approccio che ha dato buoni risultati finanziari.

Fonte: qui