9 dicembre forconi: distruzione
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sabato 28 settembre 2019

USCIRE DALL’EURO PER SALVARE L’EUROPA. Cominciano a dirlo gli europeisti.

“E’ gran tempo che Macron dica ai francesi, ai tedeschi, e a  tutti gli  europei che il futuro del progetto europeo esige l’uscita dall’euro”.
Questo il punto centrale di un articolo dal titolo: “Zona euro: Macron ha bisogno del coraggio di De Gaulle”.
L’autore è Stefan  Kawalec, un economista  e  politico polacco che è stato vice-ministro delle Finanze a   Varsavia dal ’91  al ’94: il co-autore del “Piano Balcerowic”, la “terapia-d’urto” che ha fatto passare la Polonia dal sistema socialista a quello privatista  di  mercato  con tutte le conseguenze sociali immaginabili. E’ dunque un “super-europeista”, ideologicamente ferreo. Eppure adesso  sta implorando Macron, in quanto capo del secondo Stato più forte  e influente nella UE, di convincere la Germania di uscire per prima dall’euro, nel quadro di un ritorno ordinato alle monete nazionali.  Dopo aver rapidamente dimostrato che l’euro ormai rallenta  tutte le economie e penalizza senza speranza di ripresa le regioni più sfavorite(Germania Est e Italia del Sud),  Kawalec continua:
“Ci sono molti giustificati timori giustificati legati ad un’esplosione dell’euro, ma esiste una strategia”.  Elaborata da diversi economisti della UE, che  “hanno firmato  un Manifesto  per la Solidarietà Europea”,  che appunto  consiglia  “come prima  tappa l’uscita dei paesi più competitivi, anzitutto la Germania”; il che “scongiurerebbe il panico bancario nei paesi meno competitivi, se fossero  loro i primi a uscire.  La strategia di uscita ordinata e  non traumatica è  descritta, dice, nel saggio “The Economic Consequences of the Euro and the Safest Escape Plan”, scritto da lui stesso, S. Kawalec, E. Pytlarczyk, K. Kamiński.

In fondo quello che Kawalec scrive è meno stupefacente del “dove”  ha potuto dirlo: su L’Opinion,   periodico macroniano per eccellenza.  E non è  il solo segnale che di un ripensamento negli ambienti  europeisti per ideologia o perché  ne sono favoriti.
L’euro sta distruggendo  l’Europa, la nostra prosperità …  e le nostre banche”  –  E stavolta l’acuto è lanciato da due economisti tedeschi  che sono anche operatori sui mercati finanziari, Marc Friedrich e Mathias Weik.  “E’ giunto il momento di chiudere l’euro”, proclama il titolo del loro articolo su Focus.
Se la prendono ovviamente con le ultime decisioni di Draghi, i tassi d’interesse negativi e  l’ultimo quantitative easing inutile.  “La BCE manterrà bassi i tassi di interesse per molti anni”, scrivono: ” È il tentativo disperato di mantenere in vita l’euro  con denaro a basso prezzo. È ovvio che la valuta comune non funziona. È tempo di pensare alla fine prima che tutto peggiori”.
“Le conseguenze della politica della BCE sono serie”, strillano i due: “ Chi risparmia viene punito. Chiunque farà debiti sarà premiato. Se le persone in Germania iniziano effettivamente a consumare non solo i loro risparmi, ma anche per fare debiti e quindi non coprire più per la vecchiaia, allora ci verrà un’ondata di povertà, che supera ogni immaginazione. Chiunque accetti questo per mantenere in vita l’euro condannato non è solo inimmaginabilmente irresponsabile, ma anche altamente antisociale”.
Dopo questa prospettiva catastrofica per i risparmiatori tedeschi, i due  ammettono:
“L’euro separa l’Europa, piuttosto che unificarla. L’euro è troppo debole per la Germania e troppo forte per i paesi dell’Europa meridionale. Affinché i paesi dell’Europa meridionale possano riguadagnare  competitività, dovrebbero svalutare le proprie monete; impossibile nell’interesse dell’Eurozona. Di conseguenza, i paesi dell’Europa meridionale non saranno mai in grado di compiere progressi economici sotto l’euro,  qualunque massa di denaro  venga trasferita dal Nord al Sud Europa”.
Non è vero quello che dice la propaganda europeista, che l’euro  è una valuta stabile. “ Dalla sua introduzione, ha già perso il 30 percento del suo potere d’acquisto  a causa dei bassi tassi”.
“Le nostre previsioni:
Non appena la recessione nella zona euro avrà pieno effetto, i tassi di interesse continueranno a essere notevolmente ridotti
  • I programmi di acquisto sono aumentati drasticamente
  • le passività Target2 della Germania strapperanno il segno di un trilione di Euro
  • Sempre più banche in Europascompariranno dalla scena e le grandi banche europee perderanno completamente il collegamento con la cima del mondo
  • Le bolle del mercato finanziario continuano gonfiare: azioni, obbligazioni, ETF e proprietà immobiliari…
Conclusione (rullo di tamburi):

“Il Dexit è  meno costoso a lungo termine”

Comunque,  “L’euro non sopravviverà a una seconda recessione e la BCE non sarà in grado di assorbirla. Quando finalmente nei politici prevarrà la consapevolezza che un  Dexit dall’Eurozona sarà sicuramente la soluzione a lungo termine meno costosa? Ora è il momento di gestire l’euro in modo controllato, perché se l’euro collassa senza controllo, i costi, sia sociali che monetari, saranno molte volte più alti”.
Sembra quasi che i due  si siano consultai col polacco. Fatto sta che da vari segni, si ha l’impressione che gli economisti tedeschi preparino i media e l’opinione  pubblica alla fine dell’euro.
E  basta: chi vuole uscire  dalla UE deve poterlo fare”,  sbotta Hans Werner Sinn, l’ex presidente dell’IFO, spezzando la sua   influente lancia a favore della Brexit – e contro Bruxelles, che sta rendendo  l’uscita del  Regno Unito  un processo punitivo,  per dare una lezione ad altri tentati di uscire.
Thomas  Mayer,  fondatore del Flossbach von Storch Research Institute, spiega con perfetta onestà intellettuale  perché ll’Italia, non potendo né svalutare né fare debito, è condannata nell’euro all’estinzione  – o alla rivolta populista,
Un altro economista importante,  Achim Trueger, membro del Consiglio tedesco di esperti economici,  e sul Welt (mainstream), spara a zero sulla politica di “zero nero”  – il bilancio in pareggio –  del governo Merkel:   ” Il freno al debito  è una politica sbagliata e falsa, che poteva andare solo col bel tempo. Adesso arriva la recessione.  L’unione monetaria non è ben preparata per la prossima crisi, ed è proprio in questa situazione che abbiamo un paese con l’Italia in cui la situazione politica non è stabile.  Solo la politica di bilancio  – attraverso ulteriori spese statali o tagli alle tasse  – può sostenere l’economia. Se questo fallisce a causa del disaccordo politico, una crisi potrebbe  intensificarsi  –   e quindi la zona euro e quindi la stessa valuta comune sono in pericolo”.

“Il capitalismo rentier sta distruggendo la democrazia”  (e lo  scrive il Financial Times)

C’è di più. Anche in Usa e Regno Unito, ripensamenti  critici  del capitalismo terminale imperante stanno avendo luogo nei templi stessi dell’ideologia del mercato globale:  la scuola di Chicago, il Financial Times…

Martin Wolf: why rigged capitalism is damaging liberal democracy

Questo capitalismo truccato sta distruggendo la democrazia  liberale”, ha scritto proprio   sul Financial Times nientemeno che Martin Wolf,, il suo massimo guru del liberismo Globale.   Che cosa è il capitalismo col trucco? “E’ il capitalismo rentier”.  Quello dei Benetton in Italia, padroni delle autostrade  ex pubbliche. Quello delle mega-imprese che sono diventate monopoli privati, e perciò hanno eliminato ogni concorrenza, e “fanno il prezzo” dei servizi  che offrono, estraendo una “rendita” indebita, sempre più grande.
Negli ultimi quarant’anni, esordisce Wolf, proprio negli Stati Uniti  (avanguardia del liberismo) abbiamo visto verificarsi l’empia trinità:  grandi shock finanziari, aumento delle disuguaglianze e rallentamento della produttività”.
La gente  – gli elettori si alienano da questo capitalismo,  perché dà sempre   meno  alla gente comune.  “Fra il 1948  e il  1973, il reddito familiare reale mediano negli Stati Uniti è aumentato del 3% ogni anno.  A quel ritmo, c’era una probabilità del 96% che un  figlio avesse  un reddito più alto rispetto ai suoi genitori. Dal 1973, la famiglia mediana ha visto crescere il proprio reddito reale solo dello 0,4 per cento all’anno. . . Di conseguenza, il 28% dei bambini ha un reddito inferiore rispetto ai loro genitori “.
Quanto al  calo della produttività, i media  “europeisti” ci fanno  credere che è  un problema dell’Italia e degli italiani. Martin Wolf mostra invece che tutti i  paesi sviluppati, dalla Germania al Giappone, dal Regno Unito agli Usa, la  produttività  è calata: e in modo imponente dal  2010.  Le delocalizzazioni, e lì immigrazione che diminuisce i salari reali (a fa scadere la qualità del lavoro) c’entrano, ma fino a un certo punto.  E’  quasi stupefacente leggere  sul Financial Times   chi viene additato come   colpevole.  “La finanza ha un ruolo chiave. Il livello di sviluppo finanziario è buono solo fino a un certo punto, dopo di che diventa un freno alla crescita e che un settore finanziario in rapida crescita è dannoso per crescita aggregata della produttività ”.
Produttività cala in tutti i paesi sviluppati. Effetto imprevisto della finanza selvaggia.
Si legge questa inaudita espressione:
La  finanza tende  a metastatizzare come un cancro….la capacità del settore finanziario di  creare credito e denaro finisce  per finanziare le proprie attività, redditi e (spesso illusori) profitti”. La dittatura della finanza sull’economia reale produce  “una diversione di risorse umane di talento in  direzioni improduttive e inutili”.
Questo capitalismo globale,  finanziario, è truccato anche in un altro senso: elude ed evade le  tasse  nei paesi sviluppati,  ponendo la loro sede fittizia nei paradisi fiscali.  “Le società statunitensi dichiarano  un profitto sette volte maggiore nei piccoli paradisi fiscali (Bermuda, Caraibi britannici, Irlanda, Lussemburgo, Paesi Bassi, Singapore e Svizzera) rispetto a sei grandi economie (Cina, Francia, Germania , India, Italia e Giappone). Questo è ridicolo”.

Sei multinazionali  statunitensi dichiarano profitti sette volte maggiore nei piccoli paradisi fiscali (Bermuda, Caraibi britannici, Irlanda, Lussemburgo, Paesi Bassi, Singapore e Svizzera) rispetto a sei grandi economie (Cina, Francia, Germania , India, Italia e Giappone)
Dopo aver predicato per cinquant’anni la “deregulation” e il capitalismo senza confini, ora il Tempio comincia ad ammettere che il capitalismo va regolato,  che  – forse – occorre ritornare alla legislazione anti-trust che  negli anni ’30 obbligò le mega-corporations diventate monopoli privati, a spezzarsi in imprese  più  piccole.

E la Chicago School cambia dottrina

Abbiamo bisogno di un’economia capitalista dinamica che dia a tutti la convinzione giustificata di poter condividere i benefici. Ciò che sembriamo sempre più avere invece è un capitalismo instabile, un indebolimento della concorrenza, una debole crescita della produttività, un’elevata disuguaglianza e, non a caso, una democrazia sempre più degradata”, conclude Wolf.
Ma ancor  più stupefacente  è  quel che è avvenuto alla Università di Chicago: il supremo tempio  del dogma liberista assoluto, monetario e globale,  e  quindi “la  culla intellettuale del consenso anti-trust degli ultimi 4 decenni” –  come ha scritto il New York Times: la scuola  che  ha sempre difeso la libertà del capitale e la sua  “efficienza” , anche gettando l’anatema (della sua facoltà di legge) contro ogni pulsione a  criticare i monopoli privati, tipo  Google, Amazon, Facebook .
Ebbene: quale sensazione, durante la convocazione degli studenti nel giugno scorso, sentire  “uno  dei principali economisti della scuola”, incaricato  del  saluto,  lanciare “un grido di battaglia contro i monopoli tecnologici”,  i giganti digitali, che sono più potenti degli Stati, dei legislatori, e che dispongono di troppi dati su ciascuno di noi e se  li vendono…”Bisogna regolamentare”, bisogna  varare nuove leggi antitrust, ha detto sostanzialmente il professore.

“Ciò che ha reso sorprendente il discorso entusiasmante non è stato quello che ha detto, ma dove lo ha detto”, ha commentato elettrizzato il giornalista del  New  York Times: una violazione del dogma nel Vaticano del liberismo.
Luigi Zingales. Ha scandalizzato la Chicago School .
Ad aumentare il nostro stupore come italiani è apprendere che quell’economista “dei più importanti” che ha violato il dogma, altri non è che Luigi Zingales, padovano, 52 anni.   Colui che si mise con Oscar Giannino nel partito “Fare per fermare il Declino”  per sostenere Mario Monti   – attraverso il più assoluto liberismo imposto sulle nostre povere teste – e che poi sparò su Oscar Giannino  rivelando che  la  pretesa del giornalista di essere un laureato della Chicago Business School era una delle sue menzogne. Oggi, sarà bene che Giannino venga avvertito:  la Scuola di Chicago sta propiziando il “cambio di paradigma”  sul  capitalismo e la sua re-regolamentazione. Fra poco questo pensiero verrà di moda anche  da noi .  Il liberismo alla Giannino non si porta più.
Ed il nostro governo rischia di essere l’ultimo a difendere l’euro….
Fonte: qui

lunedì 2 settembre 2019

Snyder: gli esperti preparano il futuro apocalittico mentre le foreste terrestri bruciano

Un mondo senza foreste sarebbe un deserto apocalittico e in questo momento stiamo perdendo le nostre foreste a un ritmo sorprendente. Mentre leggi questo articolo, oltre 10.000 incendi si stanno diffondendo nelle aree boscose del Sud America e dell'Africa e i leader globali sembrano impotenti a fare qualsiasi cosa al riguardoGran parte dell'attenzione dei media è stata rivolta agli orribili incendi nella foresta pluviale amazzonica e ci viene detto che il numero di incendi in Brasile è aumentato  dell'85% rispetto allo scorso anno.  Ma il numero di incendi è in realtà molto più alto in Africa.   In effetti, è  stato riferito  che ci sono "circa cinque volte più incendi in Africa che in Amazzonia" a questo punto.  Il nostro pianeta viene letteralmente distrutto davanti ai nostri occhi e molte persone non sembrano curarsene.
Parliamo prima di quello che sta succedendo in Amazzonia. In  un precedente articolo , ho discusso del fatto che quest'anno ci sono stati più di 72.000 incendi in Brasile quest'anno e almeno  640 milioni di acri  sono stati colpiti da quegli incendi. La CNN fece in modo che un aereo sorvolasse alcune delle aree più gravemente danneggiate, e ciò a cui assistevano coloro che erano sull'aereo  era quasi troppo orribile per le parole ...Volare sopra il peggior stato afflitto da incendi dell'Amazzonia (durante la scorsa settimana), Rondonia, è estenuante principalmente a causa della scala infinita della devastazione. Dapprima il fumo mascherava il flusso costante di campi incendiati e si inabissa; di strade tortuose che si intrecciavano in nient'altro che cenere. Sotto, i granelli arancioni di un minuscolo fuoco potrebbero ancora infuriare, ma gran parte della terra appariva un mausoleo della foresta che un tempo lo abbelliva.
"Questa non è solo una foresta che sta bruciando", ha detto Rosana Villar di Greenpeace, che ha aiutato la CNN a organizzare il suo volo sulle aree danneggiate e in fiamme. “Questo è quasi un cimitero. Perché tutto ciò che puoi vedere è la morte. ”
La foresta pluviale amazzonica è stata descritta come  "i polmoni della Terra"  perché produce così tanto del nostro ossigeno, ma molte persone non si rendono conto che la seconda più grande foresta pluviale tropicale del mondo è in realtà nel bacino del Congo, e ci sono anche altri incendi stanno accadendo lì proprio ora.
In effetti, secondo i dati ufficiali diffusi dalla NASA, il numero di incendi nell'Africa centrale  è più di cinque volte superiore  al numero di incendi che infuria attualmente in Brasile ...
I dati del sistema di informazione antincendio della Nasa per la gestione delle risorse hanno mostrato almeno 6.902 incendi in Angola e 3.395 incendi nella Repubblica Democratica del Congo.
Gli stessi dati hanno portato gli incendi del Brasile a 2.127.
Questi incendi nell'Africa centrale sono diventati così diffusi che hanno persino attirato l'attenzione  del presidente francese Emmanuel Macron ...
Se guardi i dati della Fire Information for Resource Management Map (FIRMS) della NASA, che mostrano un ampio campione di incendi in Angola, Zambia e Repubblica Democratica del Congo. L'area allarmante di questi incendi ha lasciato alcune persone a chiedersi perché tanta attenzione sia rivolta all'Amazzonia, mentre in superficie sembra che l'Africa sia accesa con ancora più fiammate. Perfino il presidente francese Emmanuel Macron, che ha guidato l'accusa di soccorsi internazionali e soluzioni per l'incendio dell'Amazzonia e ha promesso aiuti dalla Francia, ha dichiarato su Twitter che avrebbe preso in considerazione l'idea di avviare un'iniziativa simile per l'Africa subsahariana.
Fortunatamente, la buona notizia è che gli incendi nel bacino del Congo non sono così fuori controllo come gli incendi nella foresta pluviale amazzonica, ma ci viene anche detto  che questo potrebbe presto cambiare ...
Organizzazioni come Greenpeace Africa, che si concentra principalmente sul richiamare l'attenzione sui problemi della deforestazione, stanno monitorando la situazione, riconoscendo che al momento attuale, gli incendi sono relativamente "su piccola scala" rispetto alle fiamme dell'Amazzonia o persino ai precedenti incendi africani .
Ma ciò non significa che le fiamme siano sotto controllo. "Questo è qualcosa che potremmo sperimentare di nuovo domani se oggi non venissero prese misure preventive", ha detto oggi a Newsweek Irène Wabiwa Betoko, responsabile della campagna forestale senior di Greenpeace Africa.
Molti degli incendi in Africa sono stati provocati intenzionalmente dagli agricoltori per liberare la terra, ma stanno ancora erodendo gli ecosistemi critici. E non possiamo permetterci di continuare a trattare il nostro pianeta in questo modo, perché stiamo perdendo specie ad un ritmo sorprendente.
La Terra sta assistendo a una perdita di specie senza precedenti, che alcuni ecologi stanno definendo una  sesta estinzione di massa . A maggio, un  rapporto delle Nazioni Unite ha  avvertito che 1 milione di specie sono minacciate di estinzione. Più recentemente,  571 specie di piante  sono state dichiarate estinte.
Ma le estinzioni sono avvenute da quando esiste la vita sulla Terra. La domanda importante è: è aumentato il tasso di estinzione? La nostra ricerca,  pubblicata oggi su Current Biology , ha scoperto che alcune piante si sono estinte fino a 350 volte più velocemente della media storica, con conseguenze devastanti per specie uniche.
Quante specie dobbiamo perdere prima di preoccuparci finalmente?
Se segui il mio lavoro  su base regolare , allora sai già che sono profondamente preoccupato per la nostra "cultura della morte". Le nostre guerre infinite hanno ucciso migliaia, milioni di bambini sono stati uccisi nelle nostre "cliniche" e stiamo spazzando via innumerevoli specie di piante e animali senza nemmeno pensarci due volte.
Che tipo di mostri siamo diventati? Siamo così freddi e senza cuore, e tutto ciò di cui ci preoccupiamo è noi stessi.
Nel frattempo, le conseguenze a lungo termine di cui così tanti hanno avvertito stanno iniziando ad arrivare. In effetti, un  articolo della CNN  sugli incendi dell'Amazzonia che è stato appena pubblicato coraggiosamente ha dichiarato che "il futuro apocalittico è qui ed è impaziente" ...
È difficile vedere qualsiasi pretesa di sorte avversa futura come allarmista, quando vedi gli skyline resi invisibili dal fumo, le fiamme marciano attraverso le pianure come lava e senti i tassisti disinteressati dirti che non l'hanno mai visto così male. Il futuro apocalittico è qui ed è impaziente.
Per una volta, concordo davvero con la CNN.
Dato abbastanza tempo, nulla sopravviverebbe. Stiamo sistematicamente distruggendo noi stessi e tutto ciò che ci circonda e per un po 'non ci è sembrato di dover temere le conseguenze a lungo termine.
Ma ora i tempi bui sono alle porte e la puzza delle nostre vie malvagie è diventata innegabile.
Autore di Michael Snyder tramite il blog The End of The American Dream

domenica 1 settembre 2019

La lotta si intensifica drammaticamente mentre entrambi i lati si preparano per "La guerra finale" tra Israele e Iran

Stiamo per vedere scoppiare la terza guerra mondiale in Medio Oriente? Negli ultimi giorni, Israele ha tentato di prevenire gli attacchi delle forze iraniane e dei loro alleati colpendo obiettivi in ​​Siria, Gaza, Libano e Iraq. 
Come vedrai di seguito, i leader politici sia in Libano che in Iraq stanno ora accusando Israele di una "dichiarazione di guerra", e Hezbollah si impegna a colpire Israele duramente.   Naturalmente se scoppia una guerra in piena regola tra Israele e uno dei suoi vicini, è probabile che diventi quasi immediatamente una guerra multi-fronte. Ma al centro, questo è un conflitto tra Israele e Iran. Gli iraniani hanno ripetutamente promesso di spazzare via la nazione di Israele dalla faccia del pianeta, e l'imminente "guerra finale" sarà letteralmente una questione di vita o di morte per quelle due nazioni.  Entrambe le parti si stanno preparando per questa "guerra finale" da molto tempo, e una volta che esploderà completamente la morte e la distruzione di cui saremo testimoni saranno fuori classifica.
Proprio negli ultimi giorni, i combattimenti si sono intensificati in modo drammatico poiché gli israeliani hanno condotto operazioni  in quattro diversi territori ...
Le forze israeliane hanno apertamente rivendicato attacchi durante il fine settimana in Siria e nella Striscia di Gaza amministrata dai palestinesi e sono state incolpate per altre due operazioni in Libano e Iraq. Quando sono emerse notizie su ciò che è accaduto in tutta la regione, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha accennato agli sforzi in corso all'estero del suo paese, raccontando a un incontro di pianificazione di lunedì che "approfondiremo le nostre radici e colpiremo i nostri nemici".
Gli attacchi in Siria, in Libano e in Iraq hanno preso di mira in modo specifico le forze iraniane e i loro alleati, e l'obiettivo era  prevenire imminenti attacchi contro Israele ...
In Siria, gli aerei da guerra israeliani hanno ucciso due membri degli Hezbollah libanesi. Israele afferma che gli individui stavano sostenendo un complotto del Corpo della Guardia rivoluzionaria islamica iraniana per lanciare droni carichi di esplosivi in ​​Israele. Gli israeliani affermano che la specifica unità del Corpo di Guardia Rivoluzionaria Islamica responsabile era la Forza Quds, guidata da Qassem Soleimani. Se fosse vero, la Forza Quds stava probabilmente usando Hezbollah come proxy negabile per evitare collegamenti diretti tra la trama e Teheran.
In un'altra operazione in Libano, Israele prese di mira un altro gruppo alleato iraniano, il Fronte popolare per la liberazione della Palestina. In Iraq, importanti figure allineate all'Iran hanno accusato Israele di un altro attacco aereo.
I missili non volano direttamente avanti e indietro tra Israele e Iran, ma a questo punto esiste essenzialmente uno stato di guerra, e molti sono profondamente preoccupati per quello che succederà dopo.
In particolare, sembra che Hezbollah potrebbe lanciare un attacco su larga scala contro Israele in qualsiasi momento, perché la sua leadership è assolutamente furiosa che gli israeliani abbiano appena colpito il loro quartier generale  a Beirut ...
Hassan Nasrallah, segretario generale di Hezbollah, ha minacciato di attaccare Israele come rappresaglia per un attacco di droni nel fine settimana nel quartier generale dell'organizzazione a Beirut. Le tensioni tra Israele e Hezbollah sono al punto più alto dalla guerra del 2006.
E anche lo stesso governo libanese è estremamente arrabbiato. In effetti, il presidente del Libano ha dichiarato pubblicamente che ciò che Israele ha appena fatto è essenzialmente l'equivalente di  "una dichiarazione di guerra" ...
Il presidente libanese Michel Aoun ha incontrato lunedì il coordinatore speciale delle Nazioni Unite per il Libano Jan Kubis, definendo le mosse di Israele a Beirut e Qusaya "una dichiarazione di guerra".
La dichiarazione ha fatto eco alle parole della potente Alleanza Fateh irachena, che ha chiamato attacchi separati che hanno ucciso un comandante della milizia nella città di confine di Al-Qaim "una dichiarazione di guerra contro l'Iraq e il suo popolo", secondo l'Associated Press.
Questa è una situazione estremamente grave. Israele è letteralmente sull'orlo della guerra con Hezbollah, e molti ritengono che una simile guerra sia inevitabile.
Nel frattempo, un blocco molto potente nel governo iracheno ha anche accusato Israele di  "una dichiarazione di guerra" ...
Un potente blocco nel parlamento iracheno ha chiesto il ritiro delle truppe statunitensi  dall'Iraq , a seguito di una serie di raid aerei contro le milizie sciite appoggiate dall'Iran nel paese che sono state incolpate di  Israele .
Lunedì la Fatah Coalition ha dichiarato di ritenere gli  Stati Uniti  pienamente responsabili della presunta aggressione israeliana, "che consideriamo una dichiarazione di guerra contro l'Iraq e il suo popolo".
Non avevamo visto gli obiettivi degli attacchi militari israeliani in Iraq fino a poco tempo fa, e questo ultimo attacco ha assolutamente infuriato le milizie sciite. Durante la processione funebre per il comandante che fu ucciso durante l'attacco, alcuni combattenti sciiti  stavano calpestando la bandiera americana ...
Il gruppo della milizia sciita, nel frattempo, ha tenuto una processione funebre a Baghdad per il comandante ucciso domenica.
"Non c'è altro Dio più grande che Dio!" Urlavano i partecipanti al lutto mentre marciavano dietro uno stendardo con le parole "Morte in America" ​​e "Morte in Israele". Alcuni calpestavano una bandiera americana mentre marciavano.
Migliaia di soldati statunitensi sono morti, altre migliaia sono rimaste ferite e abbiamo speso trilioni di dollari nel processo di "liberazione" dell'Iraq, ed è così che si sentono per noi.
Che spreco colossale.
Alla fine, nulla sarà in grado di fermare la guerra massiccia che sta arrivando nella regione. Gli iraniani e tutti i loro alleati hanno un odio alimentato religiosamente per Israele che la maggior parte delle persone che vivono nel mondo occidentale non capiranno mai, e sono assolutamente ossessionati dal distruggere permanentemente la nazione di Israele come esiste oggi. Non ci sarà mai pace tra le due parti e il prossimo conflitto apocalittico sarà letteralmente una battaglia per la sopravvivenza nazionale.
Questo può sicuramente essere descritto come un periodo di  "guerre e voci di guerre" , e la situazione sul campo è estremamente fluida in questo momento.   Il fatto che gli israeliani abbiano altre elezioni nazionali in arrivo aggiunge un ulteriore livello di complessità a tutto ciò e che le elezioni possono far accelerare gli eventi ancora più velocemente di quanto molti si aspettassero.
Preghiamo per la pace, perché in questo momento le tensioni sono estremamente alte e le cose stanno iniziando a perdere il controllo.
E quando scoppierà una guerra in piena regola, è molto probabile che gli Stati Uniti vengano coinvolti e ciò avrà enormi implicazioni per tutti noi.