9 dicembre forconi: Vertice
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mercoledì 4 dicembre 2019

IL PRESIDENTE AMERICANO TORNA A USARE IL VECCHIO METODO DEL FUOCO E DELLA FURIA! IN EUROPA CONTRO MACRON: “È STATO MOLTO OFFENSIVO NEL DIRE CHE LA NATO È IN MORTE CEREBRALE”

A CASA BANDISCE I GIORNALISTI DI “BLOOMBERG” DAI SUOI EVENTI DI CAMPAGNA ELETTORALE, E INFINE IN ASIA SUI DAZI: “POSSIBILE ACCORDO CON LA CINA, MA DOPO LE ELEZIONI” 

OGGI CI SARÀ UN BILATERALE CON L’AMICO “GIUSEPPI” CONTE. GLI DIRÀ QUALCOSA SULLA CINA?


donald trump toglie la forfora dalla giacca di macronDONALD TRUMP TOGLIE LA FORFORA DALLA GIACCA DI MACRON
 NATO, TRUMP: MACRON MOLTO OFFENSIVO SU MORTE CEREBRALE ALLEANZA
(LaPresse) - Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha accusato il suo omologo francese Emmanuel Macron di essere stato "molto offensivo" nell'affermare che la Nato "in morte cerebrale". Durante una conferenza stampa a Londra, in vista del vertice in occasione del settantesimo anniversario dell'Alleanza atlantica, Trump ha ribadito che la Nato ha avuto un grande ruolo e che le osservazioni di Macron sono state "molto offensive".
DAZI, TRUMP: POSSIBILE ACCORDO CON CINA DOPO ELEZIONI USA
donald trump xi jinpingDONALD TRUMP XI JINPING
(LaPresse/AFP) - Un eventuale accordo commerciale con la Cina potrebbe "attendere l'esito delle elezioni presidenziali del novembre 2020 negli Stati Uniti". Lo ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, in una conferenza stampa tenutasi a Londra in occasione dell'apertura di un vertice Nato. "Non ho messo una scadenza", ha precisato Trump. "In un certo senso, mi piace l'idea di aspettare dopo le elezioni per l'accordo con la Cina", ha sottolineato, dando per assodata una sua rielezione alla Casa Bianca. Finora Trump si era detto convinto di essere in grado di chiudere presto un accordo, nonostante i segnali nelle ultime settimane che sembravano dire il contrario e nonostante le dichiarazioni minacciose del suo omologo cinese Xi Jinping. 
DAZI, TRUMP: POSSIBILE ACCORDO CON CINA DOPO ELEZIONI USA-2-
I POTENTI AL TAVOLO DEL G7 DI BIARRITZI POTENTI AL TAVOLO DEL G7 DI BIARRITZ
(LaPresse/AFP) - La guerra commerciale di Trump con la Cina e i vari tentativi, finora falliti, di raggiungere un accordo hanno destabilizzato i mercati e alimentato le tensioni geopolitiche. Soltanto la scorsa settimana Trump si vantava di essere vicino con il terminare il negoziato "uno degli affari commerciali più importanti di sempre". Ma da quel Washington ha provocato la rabbia cinese esprimendo sostegno ai manifestanti di Hong Kong, lanciando una lunga ombra sui progressi nei colloqui. "Sto andando molto bene nel cercare un accordo con la Cina, se voglio lo faccio", ha detto Trump in una conferenza stampa in vista del vertice della Nato. "Non credo sia corretto dire 'se vogliono farcela', ma 'se voglio farcela'", ha precisato lasciando intendere di avere il coltello dalla parte del manico. "Non so se voglio farcela, ma lo scoprirete presto, sorprenderò tutti", ha dichiarato ancora l'inquilino della Casa Bianca.
XI JINPING DONALD TRUMPXI JINPING DONALD TRUMP

IMPEACHMENT, TRUMP: PROCEDIMENTO È FARSA POLITICA ANTIPATRIOTTICA
(LaPresse) - Il procedimento di impeachment è "una farsa", orchestrata "per scopi politici" dai democratici antipatriottici. Così il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, durante una conferenza stampa a Londra con il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, in vista del vertice dell'Alleanza atlantica. "Oltre ad essere assolutamente anti-patriottica, non fa bene al futuro e alla stabilità del paese. Penso che non sia patriottico per i democratici" portare avanti il procedimento, ha dichiarato Trump ricordando che "è una brutta cosa per il nostro paese".
GIUSEPPE CONTE DONALD TRUMPGIUSEPPE CONTE DONALD TRUMP

DAZI, CONTE: NE PARLERÒ CON TRUMP OGGI IN UN BILATERALE
GIUSEPPE CONTE E DONALD TRUMPGIUSEPPE CONTE E DONALD TRUMP
 (LaPresse) - "Avrò un bilaterale con il presidente Trump domani(oggi per chi legge), ne parleremo domani". Risponde così il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, al suo arrivo a Londra per il vertice Nato, ai cronisti che gli chiedono un commento sulle dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti, che minaccia dazi verso l'Europa, e in particolare verso Italia e Francia, se dovesse concretizzarsi la digital tax. "Ci sono tanti dossier che potrebbero preoccuparmi, però lavoriamo per risolvere tutto - aggiunge -. La preoccupazione la mettiamo da parte e abbiamo un approccio sempre concentrato per risolvere i problemi".

TRUMP BANDISCE I GIORNALISTI DI BLOOMBERG DAI SUOI EVENTI
Rita Lofano per www.agi.it
MICHAEL BLOOMBERG DONALD TRUMPMICHAEL BLOOMBERG DONALD TRUMP
La campagna di Donald Trump per la rielezione alla Casa Bianca mette al bando i giornalisti di Bloomberg che non potranno più avere accesso a eventi o comizi del tycoon. La decisione è stata annunciata dal manager della campagna di Trump, Brad Parscale, dopo la discesa in campo con i democratici dell'ex sindaco di New York Michael Bloomberg, proprietario del gruppo editoriale che porta il suo cognome.
Il direttore dell'agenzia finanziaria Bloomberg, John Micklethwait, la scorsa settimana, dettando la linea editoriale del gruppo durante le presidenziali, aveva fatto sapere che avrebbero proseguito con la tradizione "di non indagare su Mike (e la sua famiglia e fondazione)" estendendo questa pratica "ai suoi rivali nelle primarie democratiche". Bloomberg News, aveva aggiunto, continuerà invece ad indagare sull'amministrazione Trump, "in quanto attuale governo".
micheal bloomberg donald trumpMICHEAL BLOOMBERG DONALD TRUMP
Poiché "hanno apertamente dichiarato di essere di parte - è stata la risposta di Parscale in una nota - la campagna di Trump non concederà piu' credenziali media a rappresentanti di Bloomberg News per comizi o altri eventi elettorali". Sarà poi determinato "caso per caso", ha precisato, se interagire con singoli giornalisti o rispondere a richieste di Bloomberg News. "Questa resterà la policy della campagna di Trump - ha avvertito Parscale - fino a quando Bloomberg News non rivedrà la sua decisione". E il partito repubblicano si è allineato.
MICHAEL BLOOMBERG DONALD TRUMPMICHAEL BLOOMBERG DONALD TRUMP
Ronna McDaniel, direttrice del comitato direttivo del Partito Repubblicano, ha attaccato Bloomberg News, segnalando che il "Gop sta con il team di Trump e non concederà più credenziali" ai giornalisti della testa che fa capo al magnate dei media.
Rudy Giuliani, Donald Trump, Michael Bloomberg, Bill Clinton, Joe Torre.RUDY GIULIANI, DONALD TRUMP, MICHAEL BLOOMBERG, BILL CLINTON, JOE TORRE.
Michael Bloomberg ha deciso di affidare la gestione del suo gruppo ad un trust durante le presidenziali. "Non è la prima volta che mi sono fatto da parte per correre alle elezioni e come l'ultima volta - ha detto Bloomberg - ho messo in piedi una incredibile squadra di comando per assumere le redini". Micklethwait ha dunque negato ogni faziosità. "Abbiamo coperto Donald Trump in modo corretto, senza essere di parte da quando è diventato candidato nel 2015 e continueremo a farlo - ha assicurato - nonostante le restrizioni che ci sono state imposte dalla campagna di Trump". Fonte: qui

mercoledì 27 febbraio 2019

Trump a Kim ad Hanoi: 'Summit sarà un successo'

'Un onore essere con te, Nord ha potenziale economico illimitato'


Ansa - Il secondo summit tra il presidente Usa Donald Trump e il leader Kim Jong-un "sarà un successo": è la previsione del tycoon, espressa nei primi commenti subito dopo il loro incontro al Metropole hotel di Hanoi. Trump ha ripetuto che la Corea del Nord "ha un potenziale economico senza limiti" e di "essere impaziente di vederlo" e rilevando di considerare un "onore essere con Kim".

Donald Trump e  Kim Jong-un sono si vedranno almeno cinque volte nell'ambito del summit che sarà aperto da un breve faccia a faccia e dalla "social dinner" in serata.
Trump-Kim, ad Hanoi al via secondo summit

Donald Trump e Kim Jong-un avranno in serata un incontro di circa due ore, prima occasione per un round negoziale ai massimi livelli sulla denuclearizzarione, sul miglioramento dei rapporti bilaterali e sulla pace duratura. In base alle indicazioni fornite dalla Casa Bianca, i due leader arriveranno all'hotel Sofitel Legend Metropole Hanoi intorno alle 18:30 (le 12:30 in Italia), tenendo un meeting 'one-on-one' di 20 minuti, prima della 'social dinner' aperta ai più stretti collaboratori della durata di in un'ora e 35 minuti.
Nell'elenco dei collaboratori che affiancheranno Trump nella cena con Kim ci sono il segretario di Stato Mike Pompeo e il chief of staff reggente Mick Mulvaney, mentre non risulta il consigliere per la sicurezza nazionale John Bolton, arrivato ieri ad Hanoi e considerato un "falco" finito tra l'altro nel mirino di Pyongyang per il suo richiamo alla denuclearizzazione del Nord sul modello libico. Kim, invece, sarà accompagnato dal "braccio destro" Kim Yong-chol, ex generale ed ex numero uno dei servizi segreti militari, e da un'altra persona che potrebbe alla fine risolversi in Kim Yo-jong, l'inseparabile e onnipresente sorella minore del leader. Trump e Kim "scalderanno" il meeting con conversazioni più leggere al fine di ricercare una sintonia: la parte iniziale, tuttavia, è ritenuta una cartina al tornasole sugli sviluppi possibili raggiungibili nel summit di domani dove saranno affrontati i temi più importanti, dalla denuclearizzazione ai rapporti bilaterali e alla pace duratura.

Rispetto al primo vertice di un solo giorno di giugno 2018 a Singapore, i due leader avranno più tempo per parlare del nodo nucleare e, soprattutto, per creare un rapporto personale.Trump e Kim spesero circa 5 ore insieme nella città/Stato, includendo un breve faccia a faccia e un colloquio allargato. Malgrado gli scarni dettagli sul programma, le prime battute del summit seguiranno una formula rodata, fatta da un faccia a faccia, da una cena e da un meeting allargato coi collaboratori più stretti. Sulle attese del programma, i leader potrebbero vedersi almeno 5 volte fino a giovedì, anche se non sono escluse ulteriori occasioni di confronto. A Singapore ci fu poi la breve passeggiata nel giardino del Capella hotel, a uso telecamere. Incerta la conferenza stampa: tutto dipende dal livello di "soddisfazione" dell'accordo, dicono fonti diplomatiche all'ANSA, che i due leader riusciranno a raggiungere.


Vertice Trump-Kim finisce senza accordo. Presidente Usa: “Firma non era buona cosa. No a richiesta di togliere sanzioni”


Vertice Trump-Kim finisce senza accordo. Presidente Usa: “Firma non era buona cosa. No a richiesta di togliere sanzioni”
Il summit di Hanoi in Vietnam si conclude senza una 'Cerimonia di firma congiunta', con il leader nordcoreano che già lasciava l'hotel Metropole mentre il numero uno della Casa Bianca apriva la sua conferenza stampa: "Abbiamo avuto un incontro molto produttivo, le differenze sono state ridotte", ma Kim "ha una certa visione che non coincide con la nostra"

Il summit di Hanoi tra il presidente Usa Donald Trump e il leader nordcoreano Kim Jong-un si è concluso senza un accordo. Lo fa sapere la portavoce della Casa Bianca, Sarah Sanders, spiegando che “i rispettivi staff non vedono l’ora di incontrarsi in futuro” e precisando che i meeting tra i due leader sono stati “molto buoni e costruttivi“. “Hanno discusso di vari modi per far progredire la denuclearizzazione e di idee riguardanti l’economia”, recita la comunicazione della Casa Bianca. Il vertice però è terminato in anticipo, segno più tangibile del flop: nel programma originale era prevista una ‘Cerimonia di firma congiunta‘ e un pranzo di lavoro, ma alla fine i due leader hanno lasciato il summit senza cerimonia e Trump ha anticipato la conferenza stampa di due ore, mentre Kim lasciava l’hotel Metropole di Hanoi al termine dell’ultimo colloquio.

“Abbiamo avuto un incontro molto produttivo, c’erano diverse opzioni ma questa volta abbiamo deciso che non era una buona cosa firmare una dichiarazione congiunta al summit”, ha spiegato proprio il presidente americano parlando ai giornalisti ad Hanoi. Per Trump alla base del mancato accordo c’è il rifiuto Usa alla richiesta “di togliere le sanzioni” avanzata da Pyongyang.  “Le differenze sono state ridotte”, ma Kim “ha una certa visione che non coincide con la nostra”, ha aggiunto.
“Non potevamo togliere tutte le sanzioni per quel settore che loro volevano”, quindi tutte le sanzioni rimangono, ha detto Trump. “Non abbiamo ceduto su nulla, noi siamo buoni amici del presidente Kim e della Corea del Nord, hanno un potenziale enorme, è incredibile, ma per quanto riguarda le sanzioni si trattava di un settore che noi non volevamo”, ha proseguito Trump. In particolare, gli Usa chiedevano che la Corea del Nord smantellasse il suo complesso nucleare di Yongbyon, ma Kim ha detto che non avrebbe acconsentito a meno che Washington non avesse tolto le sanzioni. “Dovevamo avere più di questo”, ha detto il presidente Usa ribadendo che le sanzioni saranno tolte “solo a denuclearizzazione completata”. In questo senso, il presidente Usa ha riferito che il leader nordcoreano “ha assicurato che non farà test su missili e niente che riguardi il nucleare”. Al di là delle dichiarazioni di circostanza, Trump ha poi ammesso che prima del prossimo summit con Kim Jong-un “potrebbe passare molto tempo“.

In conferenza stampa, dopo il fallimento del negoziato, il presidente Usa si è dovuto difendere anche dalle accuse lanciate mercoledì dal suo ex legale Michael Cohen dinanzi al Congresso: “Nessuna collusione con i russi”, ha replicato. Versione diversa quella fornita da Cohen, secondo cui “Trump mentì agli americani sui negoziati con Mosca per la sua Tower”. Fonte: qui

venerdì 13 luglio 2018

Juncker, il capo della commissione europea, non si regge in piedi al vertice Nato

Juncker mai visto: il capo della commissione europea non si regge in piedi al vertice Nato Video




Il presidente della Commissione Europea Jean Claude Juncker barcolla circondato da altri leader politici tra cui Angela Merkel al vertice Nato.Il video in queste ore sta facendo il giro del web, scatenando anche diverse illazioni: prima tra tutte che Juncker fosse ubriaco (come spesso hanno insinuato i giornali inglesi). 
Il Sun, che pubblica anche le immagini di Juncker sorretto da Theresa May e Donald Trump, sembra abbia risolto il mistero: pare che il presidente della Commissione Europea ha lasciato il vertice su una sedia a rotelle perché soffre di sciatica. 

Fonte: qui

mercoledì 4 luglio 2018

PER TRUMP L'EUROPA È CATTIVA QUANTO LA CINA, SOLO UN PO' PIÙ PICCOLA. AD ECCEZIONE DELL'ITALIA, CHE GLI PIACE, E CHE HA UN GOVERNO CHE GLI SEMBRA UN ALLEATO AFFIDABILE NELLA TRATTATIVA BILATERALE CHE PREDILIGE IL PRESIDENTE

DAZI, NATO E SPESE MILITARE: L'11 E 12 LUGLIO SI PREANNUNCIA UN VERTICE TEMPESTOSO, ANCHE SE QUALSIASI PREVISIONE CATASTROFICA DELLA VIGILIA E’ ESAGERATA VISTO CHE TRUMP UTILIZZA IL METODO DI SPAVENTARE PRIMA PER TRATTARE MEGLIO DOPO

Maria Giovanna Maglie per Dagospia

Cattiva quanto la Cina, solo un po' più piccola: così l'Unione Europea , parola di Trump, con la sola eccezione dell'Italia, che gli piace, il cui governo gli sembra finalmente un alleato affidabile nella trattativa nazione con nazione che predilige il presidente americano, anche più dell'Austria di Kurz e dell’ Ungheria di Orban.

Tanto che si parla di una tappa a Roma all'arrivo in Europa per il vertice Nato dell'11 e 12 luglio, oltre alla visita già ufficialmente annunciata del premier Giuseppe Conte a Washington alla fine del mese, il 30 luglio. E tanto che si parla pure di una disponibilità americana a ridurre a noi e solo noi la cifra del debito Nato, e di un possibile impegno dell'Alleanza nel Mediterraneo per contenere gli sbarchi una volta che i confini europei venissero chiusi e Schengen di fatto salutata per sempre. Scusate se è poco.

TRUMP SALVINITRUMP SALVINI
Trump prepara un piatto che è fatto di stretta sul debito Nato, guerra delle tariffe e dei dazi con la minaccia di ritirare gli Stati Uniti dal WTO, l'organizzazione per il commercio mondiale, summit con Putin nonostante la freddezza dell'Inghilterra che gli ha dichiarato la guerra delle spie, aperta ostilità verso una serie di Paesi europei capitanati dalla Germania, con tanto di brusche lettere di richiamo all'ordine e al rispetto dei pagamenti pena decisioni drastiche come il ritiro delle truppe dell'Alleanza da zone delicate di confine, e smantellamento delle basi in Germania.

E’ il quadro della vigilia del viaggio di Donald Trump in Europa, composto da due giorni di vertice Nato, visita a Londra, e concluso il 16 con il vertice con Vladimir Putin a Helsinki in Finlandia.
La teoria del presidente americano è semplice. E’ dalla fine della seconda guerra mondiale che gli Stati Uniti sostengono in parte preponderante tanto il peso della difesa quanto quello dell'economia europea. Gli americani sono sempre più insofferenti di questa posizione così scomoda nella quale sono sempre loro a dare che si tratti di tariffe sulle automobili o di soldati .

CONTE PUTIN TRUMPCONTE PUTIN TRUMP
Non solo le nazioni europee si rifiutano di ascoltare queste lamentele equilibrando il peso delle loro tariffe di esportazione e importazione, o semplicemente come da lui proposto al G7 di Quebec eliminandole, ma anche si rifiutano di ottemperare a quel che nel 2014 è stato ufficialmente deciso, ovvero di portare il contributo Nato di ogni Paese membro al 2% del pil, il prodotto interno lordo.

Per quanto riguarda questo 2%, Trump ritiene che soprattutto la Germania e la Merkel, alla quale ha scritto una lettera molto dura, siano responsabili di sottovalutare quel che significa la base Nato in Germania con 35.000 militari, e di spingere altre nazioni a un cattivo comportamento seguendo l'esempio tedesco.

Diverso sarebbe il ragionamento per l'italia, che rimane ampiamente al di sotto del 2% di contributo, è appena sopra l’1, ma sostiene una base Nato importante e nelle missioni in Afghanistan e Kosovo ed e’ seconda per impegno e invio di militari solo agli Stati Uniti. Si lascia così intuire che sia possibile detrarre dalla cifra che manca al 2% questo tipo di spesa, e sarebbe un bel sollievo.
Strettamente legato alla questione dei soldi, ma anche al dibattito politico violento all'interno della turbolenta Unione Europea, sarà un altro punto cruciale del dibattito al vertice. Si era già visto due anni fa a Varsavia, ma con Trump è diverso e si scontreranno due diverse sensibilità.
ORBAN TRUMPORBAN TRUMP

I Paesi dell’Est continuano a considerare la Russia la principale minaccia alla sicurezza dell’Alleanza; i Paesi del Sud, capitanati dall'Italia, che ora non china più la testa, chiedono invece una maggiore attenzione al fianco Sud. Per questa seconda scelta è necessaria una pacificazione e una progressiva apertura a Mosca, sulla quale nel G7 in Canada Donald Trump si è espresso a favore con chiarezza, accompagnato solamente dal premier italiano al suo esordio. La Russia, hanno detto, deve essere riammessa e il G7 deve tornare G8.

Vertice tempestoso e’ annunciato e vertice tempestoso sara’, anche se qualsiasi previsione catastrofica della vigilia e’ esagerata visto che Trump utilizza il metodo di spaventare prima per trattare meglio dopo.

Dall' accordo con l'Iran però è uscito senza timore, come da quello sul clima, e anche da un'organizzazione internazionale che ritiene ideologica e inutile come l'Unesco.
ORBAN TRUMPORBAN TRUMP

Tutta da vedere la visita a Londra, con una May che appare un leader abbastanza debole in realtà, e invece il sindaco pakistano di Londra che prepara accoglienze di protesta, ma soprattutto il muso duro degli inglesi verso Putin per la guerra delle spie dopo l'avvelenamento in Inghilterra di un ex spia russa e di sua figlia. Se Trump si sente come Reagan, Theresa May non è la sua Thatcher.

SADIQ KHANSADIQ KHAN
Attenzione perché proprio da risultati frustranti e negativi del vertice a Bruxelles e della visita a Londra, Trump potrebbe essere spinto a concessioni maggiori nel Summit con Putin per portare a casa risultati da rivendicare. Il riconoscimento dell'annessione della Crimea? Vedremo.

Come vedremo della minaccia di uscire dall'Organizzazione per il commercio mondiale che cosa resterà. All'organizzazione l'Unione Europea ha fatto ricorso contro le tariffe aumentate principalmente sull'acciaio da parte degli Stati Uniti d'America. È la classica vicenda sulla quale la disinformazione fa premio perché in realtà è vero che i dazi imposti dall'Europa sono superiori in maniera immotivata rispetto a quelli delle merci che provengono dagli Stati Uniti.
Mette sull'avviso da posizione talebane europee uno scaltro amministratore come Marchionne.

TRUMP MARCHIONNETRUMP MARCHIONNE
Io capisco la posizione di Trump, politicamente la capisco. Credo che bisogna correggere delle anomalie negli scambi commerciali a livello internazionale. E lui ha una forza straordinariamente diretta nel cercare di correggerli, è immediato", ha detto Marchionne, durante la presentazione della Jeep Wrangler consegnata all'Arma dei Carabinieri. I dazi imposti "non sono la fine del mondo, è un problema da gestire. È tutto gestibile". O forse no.

Fonte: qui

giovedì 28 giugno 2018

TRUMP PREPARA UN ASSIST PER IL GOVERNO ITALIANO, CHE GLI PIACE MOLTO: UNO SCONTO SULLE SPESE DI DIFESA NELLA NATO.

DI QUESTO E ALTRO HA PARLATO IL SUPER-FALCO JOHN BOLTON INCONTRANDO A ROMA GIUSEPPE CONTE, IN VISTA DEL VERTICE PUTIN-TRUMP CHE VI ANTICIPIAMO ESSERE ORMAI CERTO IL 15 LUGLIO A VIENNA, COL PATROCINIO DI KURZ

Maria Giovanna Maglie per Dagospia

Uno scontone dal creditore zio Sam. L’Italia spende molto nella Difesa e ospita a Napoli una base Nato tra le più importanti, perciò Trump, che al prossimo vertice dell'Alleanza Atlantica tornerà a esigere, e litigare se necessario, sull'adeguamento della quota dei Paesi membri al 2% del pil, potrebbe chiedere proprio a Bruxelles di sottrarre queste spese dalla cifra dovuta dall'Italia . Un grande favore, un assist a un alleato privilegiato, che è sul tavolo delle trattative.
JOHN BOLTON GIUSEPPE CONTEJOHN BOLTON GIUSEPPE CONTE

Che cosa si sono infatti detti il potentissimo John Bolton, esperto sommo di politica internazionale dai tempi di Ronald Reagan, falco dichiarato e raffinato intellettuale, da poco consigliere per la Sicurezza nazionale di Donald Trump, il quale ci ha messo più di un anno per riuscire a prenderlo con sé contro il parere delle colombe repubblicane? Perché Bolton in viaggio verso Mosca per preparare il vertice Putin Trump, che vi anticipiamo essere ormai certo il 15 luglio a Vienna, e dopo essere stato a Londra, che il presidente americano visiterà il 13 luglio, ha pensato bene di sostare anche a Roma?

CONTE PUTIN TRUMPCONTE PUTIN TRUMP

“Felice di aver ricevuto oggi l’ambasciatore John Bolton, Consigliere per la sicurezza americana, con cui abbiamo parlato del prossimo incontro con il presidente Donald Trump. A presto a Washington D.C.”. scrive in un tweet, con foto allegata, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

Sicuramente del viaggio del premier italiano a Washington si è anche parlato; sarà entro pochi mesi, come già venuto fuori al vertice del G7 in Canada, ed è un grazioso cadeau di Trump a un governo che gli piace molto. Ma c'è altro.

donald trump giuseppe conteDONALD TRUMP GIUSEPPE CONTE






L'Italia è presidente di turno dell'Osce, l'organizzazione per la sicurezza e la cooperazione europea che monitora strettamente la situazione in Crimea, origine delle sanzioni alla Russia. Bolton si aspetta che si segua con attenzione senza pregiudizi verso Mosca il dossier, ma nello stesso tempo ha chiesto all'Italia di evitare troppo facili dichiarazioni sul fatto che si debbano togliere subito le sanzioni. Prudenza, vanno usate come strumento di trattativa con Putin.

TRUMP SALVINITRUMP SALVINI
Appena accennato invece, il contenzioso sull'Iran resta sospeso per trattative imminenti.. Sugli Ayatollah Bolton non sente ragione, è più falco di Trump. Il governo per ora si barcamena dopo l'adesione entusiastica del governo Gentiloni e l'irrigidimento delle altre nazioni Ue. Gli Stati Uniti, che hanno abbandonato l'accordo del 2015, sono pronti a sanzioni anche verso i Paesi europei che continuino a commerciare con l'Iran, oltre al fatto che gli affari con le banche americane finirebbero. Perciò una decisione si imporrà.

Con Matteo Salvini, Ministro dell'Interno, l'incontro invece è tutto dedicato al dossier Libia, le cui infiltrazioni terroristiche stanno soprattutto a cuore agli americani nel riassetto del casino mediorientale. Ma c'è anche un messaggio di complimenti da Washington per la nuova linea dura sull'immigrazione e la gestione pulita dell'affare spinoso della nave Aquarius.

Fonte: qui

IL VIAGGIO LAMPO DI SALVINI IN LIBIA HA MOSTRATO CHE SARÀ MOLTO DIFFICILE OTTENERE COLLABORAZIONE NELLA LOTTA AI TRAFFICANTI 

LA RUSPA FUNZIONA CON LE ONG E CON TONINELLI, MA NON CON AL SERRAJ, CHE (PER ORA) È L’UNICO INTERLOCUTORE RICONOSCIUTO DAL VIMINALE 

L’EFFETTO FINALE È QUELLO DI CREARE UNA DIVISIONE SEMPRE PIÙ AMPIA CON GLI ALLEATI DI GOVERNO, CHE…

Fiorenza Sarzanini per il "Corriere della Sera"

salvini sull aereo militare verso la libiaSALVINI SULL AEREO MILITARE VERSO LA LIBIA
È una sfida alle Ong ma anche ai 5 Stelle quella che il ministro dell' Interno Matteo Salvini lancia sui salvataggi in mare. Perché quando dice che «Toninelli avrebbe tutto il mio appoggio se ordinasse alla Guardia costiera di non rispondere agli Sos» sembra voler mandare un segnale preciso rispetto a possibili cedimenti sulla linea di fermezza che ha imposto sin dall' arrivo al Viminale.

matteo salvini con il vicepremier libico ahmed maitigMATTEO SALVINI CON IL VICEPREMIER LIBICO AHMED MAITIG







I dubbi del titolare delle Infrastrutture Danilo Toninelli sulla chiusura totale dei porti sono ben noti, tanto che le dichiarazioni di ieri sera del vicepremier Luigi Di Maio sulla possibilità che la «Lifeline» alla fine approdi in Italia sono servite proprio a dargli sostegno. E tanto basta a comprendere che la questione all' interno del governo è ormai ufficialmente aperta. Anche perché Salvini non può non sapere che la Guardia costiera ha l' obbligo di dare seguito alle richieste di aiuto, come previsto dai trattati internazionali, ma anche dal codice penale.

TONINELLITONINELLI
Il viaggio lampo di Salvini a Tripoli ha mostrato quanti ostacoli ci sono per riuscire ad ottenere la collaborazione nella lotta ai trafficanti. Il «no» del vicepresidente Ahmed Maiteeq alla creazione di hotspot in Libia ha fatto comprendere che non basteranno le 20 motovedette promesse e soprattutto che sono molte le parti da soddisfare.

Al momento l' unico interlocutore scelto dal titolare del Viminale «è quello riconosciuto a livello internazionale», vale a dire il premier Fayez Al Serraj: resta fuori - almeno ufficialmente - il generale Khalifa Haftar, fuori anche i capi tribù. E questo certamente avrà un peso nelle trattative. In attesa delle nuove istanze - compresa l' autostrada promessa nel 2013 dall' allora presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, che ieri sono tornati a mettere sul piatto del negoziato - il titolare del Viminale decide di alzare ulteriormente i toni sia contro le Ong, sia contro gli Stati europei che non collaborano, Francia in testa.

AL SERRAJAL SERRAJ
Ma l' effetto finale è quello di creare una divisione sempre più ampia con gli alleati di governo. Sulla scelta di far entrare a Pozzallo il mercantile Alexandre Maersk alla fine ha pesato il ruolo avuto dal centro di coordinamento di Roma per le operazioni di soccorso, ma anche il richiamo esplicito del garante per i detenuti Mauro Palma che in una lettera inviata all' ammiraglio Giovanni Pettorino, comandante della Guardia costiera, ha sottolineato come i 113 migranti a bordo «si trovano di fatto privati della libertà personale, pur non essendoci ovviamente alcun ordine in tal senso, impugnabile di fronte all' autorità giudiziaria, ai sensi dell' articolo 5 della Convenzione europea per i diritti umani». E poi il fatto che non si trattasse di una Ong.

matteo salvini il ministro dell’interno libico abdulsalam ashourMATTEO SALVINI IL MINISTRO DELL’INTERNO LIBICO ABDULSALAM ASHOUR




Su questo Matteo Salvini continua a mantenere il punto con un intento chiaro: chi si trova in difficoltà in acque internazionali e chiede soccorso deve essere indirizzato a Tripoli, Tunisi o Malta, perché non deve essere il centro di Roma a coordinare le operazioni.

Fonte: qui











L’AUSTRIA FA UNA MEGA ESERCITAZIONE ANTI MIGRANTI AL CONFINE CON LA SLOVENIA: CENTINAIA DI POLIZIOTTI E BLINDATI NELLA CITTÀ DI SPIELFELD PER FAR VEDERE ALL’EUROPA CHE KURZ È PRONTO A TUTTO 
IL MESSAGGIO È RIVOLTO ALLA MERKEL E A SEEHOFER: ECCO COSA SUCCEDERÀ SE CHIUDETE LA FRONTIERA BAVARESE… 

austria esercitazione anti migranti 16AUSTRIA ESERCITAZIONE ANTI MIGRANTI
Il governo di Sebastian Kurz domenica 1 luglio assumerà la presidenza semestrale dell’Unione europea, e ha pensato bene di far capire quali sono le sue intenzioni sui migranti.

La polizia austriaca ha fatto un’esercitazione anti migranti con centinaia di poliziotti in tenuta antisommossa e veicoli blindati nella città di Spielfeld, al confine con la Slovenia. Ma il vero destinatario del messaggio, come scrive il Daily Mail, è la Germania: se il ministro dell’Interno tedesco Seehofer ha intenzione di andare avanti con la paventata chiusura della frontiera bavarese, allora l’Austria farà lo stesso. E i migranti si troveranno davanti questo.
austria esercitazione anti migranti 2AUSTRIA ESERCITAZIONE ANTI MIGRANTI 2

Sebastian Kurz ha deciso di mostrare i muscoli, dopo aver partecipato al summit del blocco di Visegrad, e la sua posizione potrebbe non dispiacere a Matteo Salvini, che cerca alleati europei dopo la toccata e fuga senza esito in Libia. La crisi dei migranti sta facendo implodere la diplomazia europea e Kurz teme che la crisi di governo tedesca porti alla chiusura del confine meridionale. A quel punto tutti alzerebbero un muro.

austria esercitazione anti migranti 3AUSTRIA ESERCITAZIONE ANTI MIGRANTI




Nessuno vuole i migranti. Non li vuole la Spagna, che aveva mostrato il suo volto caritatevole per la nave Aquarius. Non li vuole Macron, che va dal Papa a invocare la solidarietà ma poi spara a Ventimiglia, non li vuole l’Italia. Da qualche parte però dovranno pur andare. Di certo, è il messaggio di Kurz, non in Austria.

horst seehofer angela merkelHORST SEEHOFER ANGELA MERKEL




In realtà Spielfeld e la frontiera con la Slovenia non sono un luogo di passaggio per i profughi disperati. Ma è perfetto per testare per la prima volta l’unità di protezione dei confini “Puma”. “Vogliamo prepararci a qualsiasi sviluppo e inviare un segnale chiaro che non ci saranno le stesse disattenzioni del 2015”, ha detto il vice cancelliere Heinz Christian Strache.

austria esercitazione anti migranti 5AUSTRIA ESERCITAZIONE ANTI MIGRANTI
Parole che fanno eco a quelle di Kurz, che dopo il summit flop dello scorso fine settimana, e in vista del prossimo Consiglio europeo, ha detto che l’Austria “farà tutto il necessario per difendere i propri confini”.

L’Austria ha suggerito che, se non sarà possibile creare nuovi hotspot in Libia (come sembra) allora i clandestini potrebbero essere dirottati in Albania, per poi essere rimpatriati. “Stiamo lavorando anche con la Danimarca e altri paesi del Nord Europa per risolvere lo stallo”, ha detto Kurz. Ma intanto, i poliziotti sono pronti. È solo un’esercitazione, con dei figuranti. Per ora.

mario kusanek e herbert kicklMARIO KUSANEK E HERBERT KICKLaustria esercitazione anti migranti 17AUSTRIA ESERCITAZIONE ANTI MIGRANTI