9 dicembre forconi: Kim Jong-Un
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mercoledì 27 febbraio 2019

Trump a Kim ad Hanoi: 'Summit sarà un successo'

'Un onore essere con te, Nord ha potenziale economico illimitato'


Ansa - Il secondo summit tra il presidente Usa Donald Trump e il leader Kim Jong-un "sarà un successo": è la previsione del tycoon, espressa nei primi commenti subito dopo il loro incontro al Metropole hotel di Hanoi. Trump ha ripetuto che la Corea del Nord "ha un potenziale economico senza limiti" e di "essere impaziente di vederlo" e rilevando di considerare un "onore essere con Kim".

Donald Trump e  Kim Jong-un sono si vedranno almeno cinque volte nell'ambito del summit che sarà aperto da un breve faccia a faccia e dalla "social dinner" in serata.
Trump-Kim, ad Hanoi al via secondo summit

Donald Trump e Kim Jong-un avranno in serata un incontro di circa due ore, prima occasione per un round negoziale ai massimi livelli sulla denuclearizzarione, sul miglioramento dei rapporti bilaterali e sulla pace duratura. In base alle indicazioni fornite dalla Casa Bianca, i due leader arriveranno all'hotel Sofitel Legend Metropole Hanoi intorno alle 18:30 (le 12:30 in Italia), tenendo un meeting 'one-on-one' di 20 minuti, prima della 'social dinner' aperta ai più stretti collaboratori della durata di in un'ora e 35 minuti.
Nell'elenco dei collaboratori che affiancheranno Trump nella cena con Kim ci sono il segretario di Stato Mike Pompeo e il chief of staff reggente Mick Mulvaney, mentre non risulta il consigliere per la sicurezza nazionale John Bolton, arrivato ieri ad Hanoi e considerato un "falco" finito tra l'altro nel mirino di Pyongyang per il suo richiamo alla denuclearizzazione del Nord sul modello libico. Kim, invece, sarà accompagnato dal "braccio destro" Kim Yong-chol, ex generale ed ex numero uno dei servizi segreti militari, e da un'altra persona che potrebbe alla fine risolversi in Kim Yo-jong, l'inseparabile e onnipresente sorella minore del leader. Trump e Kim "scalderanno" il meeting con conversazioni più leggere al fine di ricercare una sintonia: la parte iniziale, tuttavia, è ritenuta una cartina al tornasole sugli sviluppi possibili raggiungibili nel summit di domani dove saranno affrontati i temi più importanti, dalla denuclearizzazione ai rapporti bilaterali e alla pace duratura.

Rispetto al primo vertice di un solo giorno di giugno 2018 a Singapore, i due leader avranno più tempo per parlare del nodo nucleare e, soprattutto, per creare un rapporto personale.Trump e Kim spesero circa 5 ore insieme nella città/Stato, includendo un breve faccia a faccia e un colloquio allargato. Malgrado gli scarni dettagli sul programma, le prime battute del summit seguiranno una formula rodata, fatta da un faccia a faccia, da una cena e da un meeting allargato coi collaboratori più stretti. Sulle attese del programma, i leader potrebbero vedersi almeno 5 volte fino a giovedì, anche se non sono escluse ulteriori occasioni di confronto. A Singapore ci fu poi la breve passeggiata nel giardino del Capella hotel, a uso telecamere. Incerta la conferenza stampa: tutto dipende dal livello di "soddisfazione" dell'accordo, dicono fonti diplomatiche all'ANSA, che i due leader riusciranno a raggiungere.


Vertice Trump-Kim finisce senza accordo. Presidente Usa: “Firma non era buona cosa. No a richiesta di togliere sanzioni”


Vertice Trump-Kim finisce senza accordo. Presidente Usa: “Firma non era buona cosa. No a richiesta di togliere sanzioni”
Il summit di Hanoi in Vietnam si conclude senza una 'Cerimonia di firma congiunta', con il leader nordcoreano che già lasciava l'hotel Metropole mentre il numero uno della Casa Bianca apriva la sua conferenza stampa: "Abbiamo avuto un incontro molto produttivo, le differenze sono state ridotte", ma Kim "ha una certa visione che non coincide con la nostra"

Il summit di Hanoi tra il presidente Usa Donald Trump e il leader nordcoreano Kim Jong-un si è concluso senza un accordo. Lo fa sapere la portavoce della Casa Bianca, Sarah Sanders, spiegando che “i rispettivi staff non vedono l’ora di incontrarsi in futuro” e precisando che i meeting tra i due leader sono stati “molto buoni e costruttivi“. “Hanno discusso di vari modi per far progredire la denuclearizzazione e di idee riguardanti l’economia”, recita la comunicazione della Casa Bianca. Il vertice però è terminato in anticipo, segno più tangibile del flop: nel programma originale era prevista una ‘Cerimonia di firma congiunta‘ e un pranzo di lavoro, ma alla fine i due leader hanno lasciato il summit senza cerimonia e Trump ha anticipato la conferenza stampa di due ore, mentre Kim lasciava l’hotel Metropole di Hanoi al termine dell’ultimo colloquio.

“Abbiamo avuto un incontro molto produttivo, c’erano diverse opzioni ma questa volta abbiamo deciso che non era una buona cosa firmare una dichiarazione congiunta al summit”, ha spiegato proprio il presidente americano parlando ai giornalisti ad Hanoi. Per Trump alla base del mancato accordo c’è il rifiuto Usa alla richiesta “di togliere le sanzioni” avanzata da Pyongyang.  “Le differenze sono state ridotte”, ma Kim “ha una certa visione che non coincide con la nostra”, ha aggiunto.
“Non potevamo togliere tutte le sanzioni per quel settore che loro volevano”, quindi tutte le sanzioni rimangono, ha detto Trump. “Non abbiamo ceduto su nulla, noi siamo buoni amici del presidente Kim e della Corea del Nord, hanno un potenziale enorme, è incredibile, ma per quanto riguarda le sanzioni si trattava di un settore che noi non volevamo”, ha proseguito Trump. In particolare, gli Usa chiedevano che la Corea del Nord smantellasse il suo complesso nucleare di Yongbyon, ma Kim ha detto che non avrebbe acconsentito a meno che Washington non avesse tolto le sanzioni. “Dovevamo avere più di questo”, ha detto il presidente Usa ribadendo che le sanzioni saranno tolte “solo a denuclearizzazione completata”. In questo senso, il presidente Usa ha riferito che il leader nordcoreano “ha assicurato che non farà test su missili e niente che riguardi il nucleare”. Al di là delle dichiarazioni di circostanza, Trump ha poi ammesso che prima del prossimo summit con Kim Jong-un “potrebbe passare molto tempo“.

In conferenza stampa, dopo il fallimento del negoziato, il presidente Usa si è dovuto difendere anche dalle accuse lanciate mercoledì dal suo ex legale Michael Cohen dinanzi al Congresso: “Nessuna collusione con i russi”, ha replicato. Versione diversa quella fornita da Cohen, secondo cui “Trump mentì agli americani sui negoziati con Mosca per la sua Tower”. Fonte: qui

mercoledì 19 settembre 2018

KIM JONG-UN E IL PRESIDENTE SUDCOREANO MOON JAE IN FIRMANO UN PRIMO ACCORDO “PER RIDURRE LE TENSIONI” TRA I PAESI


LE DUE COREE HANNO CONCORDATO UN PROCESSO DI DENUCLEARIZZAZIONE E L’INTESA SU UNA “PENISOLA LIBERA DA MINACCE”




incontro kim jong un moon jae in 8INCONTRO KIM JONG UN MOON JAE IN
Il leader nordcoreano Kim Jong-un e il presidente sudcoreano Moon Jae-in hanno firmato a Pyongyang un primo accordo "per ridurre le tensioni": la cerimonia, trasmessa in diretta tv, si è tenuta alla Paekwawon State Guesthouse di Pyongyang, luogo dei colloqui bilaterali. I contenuti non sono stati ancora resi noti, ma i media di Seul hanno menzionato misure e iniziative per "scongiurare scontri militari accidentali".

incontro kim jong un moon jae in 9INCONTRO KIM JONG UN MOON JAE IN



Da parte sua, Donald Trump ha affermato che il leader nordcoreano Kim Jong-un ha accettato la visita di ispettori e la chiusura "permanente" dei siti nucleari e di test missilistici.

incontro kim jong un moon jae in 7INCONTRO KIM JONG UN MOON JAE IN







Lo ha scritto il presidente americano in un tweet subito dopo il secondo round di colloqui a Pyongyang tra Kim e il presidente sudcoreano Moon Jae-in. Kim "ha concordato di permettere le ispezioni nucleari, oggetto di negoziati finali, e di procedere allo smantellamento permanente dei siti di lancio alla presenza di esperti internazionali".
incontro kim jong un moon jae in 6INCONTRO KIM JONG UN MOON JAE IN




Le due Coree hanno concordato "per la prima volta su passi specifici per la denuclearizzazione" che includono la chiusura "permanente" del sito di processamento dell'uranio di Yongbyon: lo ha detto il presidente sudcoreano Moon Jae-in dopo la firma dell'accordo del summit di Pyongyang.
incontro kim jong un moon jae in 47INCONTRO KIM JONG UN MOON JAE IN







Da parte sua, il leader Kim Jong-un ha affermato che c'è l'intesa su una "penisola libera da armi nucleari e minacce" per avanzare, con l'avanzamento dei rapporti intercoreani, verso una "nuova era di pace e prosperità".

Kim ha promesso di visitare Seul "nel prossimo futuro", secondo una dichiarazione congiunta resa nota dalla Corea del Sud durante l'incontro tra Kim e il presidente sudcoreano Moon Jae-in a Pyongyang.
incontro kim jong un moon jae in 5INCONTRO KIM JONG UN MOON JAE IN





Secondo i media di Seul, Moon ha detto che Kim potrebbe visitare Seul entro quest'anno. Sarebbe la prima visita di un leader del Nord nella capitale del Sud da quando la penisola fu divisa alla fine della Seconda guerra mondiale nel 1945.

Fonte: qui

martedì 12 giugno 2018

Trump e Kim Jong-un, accordo "storico" sul nucleare


SINGAPORE - Puntualissimi il presidente Donald Trump e l'omologo nordcoreano Kim Jong-un si sono incontrati alle 9 del mattino (le 3 in Italia) nell'hotel Capella sull''isola di Sentosa per dare il via al primo vertice al massimo livello tra tra i due paesi. Migliaia di scatti per la storia stretta di mano, ripetuta anche nel salottino dove si è svolto l'incontro bilaterale. "Kim vuole la denuclearizzazione e la pace più di me, sa che sarà un bene per il suo popolo. Abbiamo sottoscritto un documento di ampio respiro, credo che lui onorerà gli impegni", ha sintetizzato Trump al termine del vertice. "Kim darà il via al processo appena tornato in Corea. Posso dire che adesso lo conosco abbastanza bene".

I dettagli del documento non sono stati resi noti, ma ci sarebbero degli impegni reciproci. Da un lato, Kim avrebbe garantito l'avvio del processo di denuclearizzazione che - a detta di Trump - è un processo già iniziato "e si sta muovendo rapidamente". Dall'altro, Trump ha annunciato la sospensione delle manovre congiunte tra americani e sudcoreani al confine, definite troppo costose e non più vitali in una fase di disgelo. Uno scenario che coglie di sorpresa Seul, che infatti si è presa del tempo per analizzare a fondo il senso reale dell'annuncio.

Singapore, al via il summit Trump-Kim: l'interminabile scorta di auto del presidente Usa



Trump e Kim si sono incontrati su un patio del Capella Hotel, completo di tappeto rosso e di bandiere dei due Paesi sul fondo: la storica stretta di mano, nel primo faccia a faccia tra i leader dei due Paesi, è durata poco più di 10 secondi, con Trump che ha rafforzato il contatto con il giovane leader poggiando brevemente anche la mano sinistra sul braccio destro di Kim. Dopo un breve scambio diretto di saluti, i due leader si sono mostrati ai flash dei fotografi e alle telecamere per immortalare lo storico momento. Il vertice con il presidente Kim, aveva detto in apertura Trump, sarà "un incredibile successo" e "non ho dubbi avremo un incredibile miglioramento nelle relazioni bilaterali". Immediata la replica del presidente nordocoreano: "Ci sono stati una serie di problemi ma "li abbiamo superati tutti e oggi siamo qui".


"ACCORDO STORICO"
"Abbiamo avuto un incontro storico, abbiamo deciso di lasciarci il passato alle spalle, abbiamo firmato un documento storico, il mondo vedrà un importante cambiamento", ha detto brevemente il leader nordcoreano Kim Jong-un poco prima della firma del documento congiunto con Trump. "Vorrei esprimere gratitudine al presidente Trump per aver fatto accadere questo incontro", ha aggiunto Kim. Il contenuto del documento sulla denuclearizzazione - che il presidente Usa ha definito "alquanto completo" - non è stato reso noto nei dettagli.

"PRESTO LA DENUCLEARIZZAZIONE DELLA COREA"
"La nostra relazione con la Corea del Nord sarà qualcosa di molto diverso rispetto al passato, abbiamo sviluppato un legame molto speciale", ha dichiarato Trump firmando il documento.  "Abbiamo avuto un incontro storico, abbiamo deciso di lasciarci il passato alle spalle, abbiamo firmato un documento storico, il mondo vedrà un importante cambiamento". "C'è molta soddisfazione e molta gioia, voglio ringraziare il presidente Kim", ha continuato Trump. "Abbiamo trascorso molto tempo insieme, ed è andato molto meglio di quello che si potesse prevedere e questo porterà tanto di più. E' un onore essere con il presidente Kim", ha aggiunto prima di stringere la mano e dare una pacca sulle spalle al leader di Pyongyang.  "Inviterò Kim alla Casa Bianca - ha detto Trump al termine del summit - Il processo di denuclearizzazione della Corea del Nord inizierà 'molto velocemente'".

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 40 MINUTI DI FACCIA A FACCIA
Il faccia a faccia fra Trump e Kim è terminato dopo meno di un'ora e subito dopo è iniziata la parte del vertice allargata alle delegazioni dei due Paesi. Seduto vicino al presidente Trump, il segretario di Stato, Mike Pompeo, il consigliere per la sicurezza nazionale, John Bolton, e il capo di gabinetto, John Kelly.

Trump e Kim sono rimasti seduti l'uno di fronte all'altro e il clima è apparso molto cordiale. Davanti alle telecamere, i due leader si sono stretti nuovamente la mano allungandosi sul tavolo lungo il quale sono seduti i partecipanti al summit.

"Molte persone nel mondo penseranno che sia una specie di film di fantascienza": sono le parole che avrebbe detto il leader nordcoreano Kim Jong-un al presidente americano Donald Trump dopo la loro stretta di mano, secondo la traduzione del suo interprete.


 IL VIDEO SULL'IPAD
Durante il colloquio, Donald Trump ha tirato fuori l'iPad e ha mostrato a Kim un breve video - girato in coreano e in inglese - in cui si definiscono gli obiettivi "alti" di un'intesa tra Usa e Nord Corea, una sorta di trailer agiografico della missione comune che li condurrà nella storia. È stato lo stesso Trump a mostrare il video ai giornalisti in apertura della conferenza stampa. Intitolato "Due uomini, due leader, un destino", il video ha toni epici e frasi a effetto sullo sfondo di scenari di guerra alternati a scene di sport e benessere: "Oggi può iniziare un nuovo mondo, un mondo di amicizia, rispetto e buona volontà". Trump ha raccontato di averlo mostrato a Kim ("Credo che gli sia piaciuto molto") e alla delegazione nordcoreana di otto persone: "Sono rimasti molto colpiti".

LA CENA
Finito il vertice allargato, ma non le conversazioni durante la colazione di lavoro a base di cocktail di gamberi e insalata di avocado, polpo, costolette di manzo servite con patate e broccoli al vino rosso, maiale in agrodolce e riso, baccalà con ravanelli. Come dessert, tortino al cioccolato, gelato alla vaniglia e tropezienne. Il presidente sudcoreano Moon Jae-in, primo capo di Stato a commentare, ha rivelato di aver trascorso "una notte insonne" e ha auspicato che il summit possa aprire "una nuova era di completa denuclearizzazione, pace e nuove relazioni tra Corea del Sud, Corea del Nord e Stati Uniti".

I due leader hanno lasciato Singapore a poco più di un'ora di distanza l'uno dall'altro, intorno alle 20 ora locale.


Fonte: qui

lunedì 28 maggio 2018

TRUMP RIAPRE AL VERTICE CON KIM JONG UN: "PROCEDIAMO MOLTO BENE"

GLI STATI UNITI AVEVANO ANNULLATO IL VERTICE FISSATO PER IL 12 GIUGNO A SINGAPORE MA IL LEADER DELLA COREA DEL NORD HA ESPRESSO LA SUA “FERMA VOLONTA’” DI INCONTRARE TRUMP
IL PRESIDENTE SUDCOREANO MOON JAE-IN: "PYONGYANG VUOLE LA DENUCLEARIZZAZIONE DELLA PENISOLA"

Il leader della Corea del Nord, Kim Jong-un, ha espresso la "sua ferma volontà" di incontrare il presidente americano Donald Trump. Lo riferisce l'agenzia ufficiale nordcoreana Kcna, dopo l'incontro a sorpresa di sabato tra Kim e il presidente sudcoreano Moon Jae-in. "Stiamo procedendo molto bene riguardo ai colloqui sul summit", ha dichiarato il numero uno della Casa Bianca. Gli Usa avevano annullato il vertice fissato per il 12 giugno a Singapore.

KIM TRUMPKIM TRUMP
Il Governo di Pyongyang ha inoltre riaffermato l'intenzione di procedere verso la denuclearizzazione della penisola, ha riferito Moon Jae-in parlando dell'incontro con Kim al villaggio di confine di Panmunjeom, luogo in cui nel 1953 fu firmato l'armistizio che pose fine alla Guerra di Corea. Secondo il presidente sudcoreano, la Corea del Nord resta tuttavia dubbiosa sulla "promessa degli Stati Uniti sulla sicurezza garantita" dopo il completamento del complesso processo di stop al nucleare.

Un altro incontro tra i leader delle due Coree dovrebbe tenersi il 1° giugno. Il faccia a faccia tra Kim e Trump dovrebbe svolgersi invece il 12 giugno a Singapore. Dalla parte americana sembra crescere la fiducia, caduta solo poche ore fa, che il vertice possa portare dei risultati positivi.

Fonte: qui

venerdì 11 maggio 2018

SI TERRÀ A SINGAPORE L'INCONTRO TRA TRUMP E KIM JONG UN.

TRUMP: ‘SARÀ UN MOMENTO SPECIALE PER LA PACE NEL MONDO’. E RINGRAZIA KIM PER IL RILASCIO DEI TRE PRIGIONIERI AMERICANI

KIM JONG UN: ‘CON TRUMP UNO STORICO PASSO PER LA PENISOLA. ALL’INCONTRO CON MIKE POMPEO UNA DISCUSSIONE PROFONDA PER IL BUON FUTURO DELLA COREA’

TRUMP, VERTICE CON KIM IL 12 GIUGNO A SINGAPORE

 (ANSA) - Lo storico vertice tra Donald Trump e Kim Jong-un si terrà a Singapore il prossimo 12 giugno. Lo rivela su Twitter il presidente americano.

CICCIO KIM TRUMPCICCIO KIM TRUMP
TRUMP, CON KIM SARÀ MOMENTO SPECIALE PER PACE MONDO

 (ANSA) - Il presidente americano Donald Trump, nell'annunciare su Twitter la data e il luogo dello storico vertice con Kim Jong-un, assicura che "entrambi cercheremo di renderlo un momento davvero speciale per la pace nel mondo".


COREA NORD: TRUMP, GRAZIE A KIM PER RILASCIO AMERICANI

(ANSA-AP) - "Vogliamo ingraziare Kim Jong-un". Così il presidente americano Donald Trump ha accolto i tre americani rilasciati ieri dalle autorità nordcoreane ed appena rientrati negli Stati Uniti. Trump ha detto che Kim vuole trovare un accordo sulla denuclearizzazione della penisola coreana. "Credo veramente che voglia fare qualcosa", ha detto Trump, aggiungendo che i negoziati con la sua amministrazione "non sono mai andati così lontano".
kim jong un moon jae inKIM JONG UN MOON JAE IN

COREE: MINISTRO ESTERI SEUL IN USA PER MEETING CON POMPEO

 (ANSA) Il ministro degli Esteri sudcoreano Kang Kyung-wha andrà negli Stati Uniti per incontrare domani il segretario di Stato Mike Pompeo, recentemente designato dal presidente Donald Trump a guidare la diplomazia americana. In base a quanto riferito da Seul in una nota, Kang e Pompeo terranno una conferenza stampa al termine del loro primo incontro finalizzato a preparare la visita del 22 maggio a Washington del presidente Moon Jae-in, oltre che a discutere le "recenti condizioni sulla sicurezza" nel nordest asiatico.

kim jong un moon jae in al confineKIM JONG UN MOON JAE IN AL CONFINE
L'obiettivo è fare in modo che il prossimo summit tra Trump e il leader nordcoreano Kim Jong-un produca i massimi risultati possibili, a partire dalla denuclearizzazione e dalla pace stabile e duratura nella penisola. Pompeo ha appena concluso la sua seconda missione in Corea del Nord dopo quella di Pasqua, definendo con il leader Kim Jong-un luogo, giorno e dettagli vari per il summit con Trump, ottenendo anche la liberazione dei tre cittadini Usa detenuti.

KIM, SUMMIT CON TRUMP STORICO PASSO PER PENISOLA

 (ANSA) - Il summit con il presidente Donald Trump porterà positivi sviluppi rispetto alle recenti tensioni: è il leader nordcoreano Kim Jong-un ad averlo detto incontrando ieri a Pyongyang il segretario di Stato americano Mike Pompeo. "Sarà uno storico summit per un eccellente primo passo verso lo sviluppo positivo degli scenari nella penisola coreana e la costruzione di buon futuro", ha affermato Kim nel resoconto della Kcna. Il Rodong Sinmun, organo ufficiale del Partito dei Lavoratori, dedica oggi la prima pagina all'incontro Kim-Pompeo. 

mike pompeo 2MIKE POMPEO 
All'incontro è stata fatta "una discussione profonda su questioni pratiche per tenere il summit tra Corea del Nord e Usa e le sue procedure e i modi. Kim Jong-un ha raggiunto un consenso soddisfacente sulle questioni discusse con il segretario di Stato", ha aggiunto la Kcna. La visita di Pompeo a Pyongyang, la seconda dopo quella di Pasqua ma nei panni di capo della Cia, era stata organizzata per definire elementi portanti del summit come giorno e luogo, e altri dettagli, insieme alla sorte dei tre cittadini americani detenuti nel Paese eremita, uno dei quali dal 2015. La Kcna ha riferito che Kim "ha accettato un suggerimento ufficiale del presidente americano sul loro rilascio" dando un "provvedimento di amnistia anche per il loro rimpatrio".

Pompeo ha poi consegnato "un messaggio verbale" di Trump, mentre Kim ha apprezzato molto che il presidente americano abbia mostrato "profondo interesse nel risolvere le questioni attraverso il dialogo". I media nordcoreani hanno dato una copertura molto estesa alla visita di Pompeo, con il Rodong Sinmun che ha dedicato l'intera prima pagina e la serie di 8 foto nelle quali sono riconoscibili Kim Yong-chol, vice presidente del Comitato centrale del Partito dei Lavoratori e capo dello United Front Department che cura le relazioni intercoreane, e Andrew Kim, alla guida della Korea Mission Center della Cia.

Fonte: qui

giovedì 10 maggio 2018

MIKE POMPEO TORNA DALLA COREA DEL NORD CON GLI OSTAGGI AMERICANI: COSA C’ENTRA CON L’ACCORDO IRANIANO? MOLTISSIMO

LA TELEFONATA MACRON-ROUHANI  E L’ITALIA SENZA GUIDA IN QUESTO MOMENTO CRUCIALE 

IL GRAN DISCORSO REAGANIANO DI TRUMP SU TEHERAN: I SOLDI OTTENUTI DALLO SCONGELAMENTO DELLE SANZIONI SONO STATI USATI PER DESTABILIZZARE IL MEDIORIENTE

Maria Giovanna Maglie per Dagospia

mike pompeo 3MIKE POMPEO 
Mike Pompeo torna a Washington da Pyongyang con 3 americani liberati. Che c'entra con l'iran? C'entra.

C'era una ragione precisa perché Trump anticipasse la sua decisione di tirare fuori l'America dall'accordo con l'Iran, a parte quella evidente di stroncare i lavorii interni e internazionali capitanati dall’ex segretario di stato di Obama, John Kerry, che si era messo a tramestare da privato cittadino in un affare di Stato?

Sicuramente c'era la volontà di far sapere alla Corea del Nord e ai suoi mentori, la Russia e la Cina, che accordi farlocchi non se ne fanno più, inutile quindi tentare la replica di quello che fu con l’Iran con i preparativi dell'incontro con Kim jong-un.

Risultato apparentemente subito raggiunto perché la Corea ha rilasciato stamattina 3 cittadini americani prigionieri da più di un anno e li ha mandati a casa assieme al segretario di stato Mike Pompeo in visita diplomatica preparatoria del summit. Era una liberazione pretesa dell'Amministrazione americana come precondizione, ma sulla quale Pyongyang tentava di rinviare.
mike pompeo 2MIKE POMPEO

La qualità e il successo dell'accordo con la Corea del Nord sono sicuramente al centro dei pensieri di Donald Trump, ma nello scegliere lo scenario duro contro l'Iran, nell’uscire dall'accordo senza dare altri mesi di tempo agli europei che li avevano chiesti, Trump ancora una volta ha preferito alla diplomazia indiretta il confronto diretto, con tutti i problemi che questo comporta per le istituzioni finanziarie e politiche ed economiche europee. Pensate solo al settore bancario e alle aziende italiane che hanno asset negli Stati Uniti che potrebbero essere congelati se continueranno gli affari con l'Iran. L'avvertimento è stato mandato ad aziende come l'italiana Eni e la francese Total.

La cronaca racconta di una telefonata fra il presidente francese Emmanuel Macron e Hassan Rouhani nel pomeriggio. Un vertice dei ministri degli Esteri francese, britannico e tedesco con la controparte iraniana e’ stato convocato per lunedì. Ambasciatori e governi si affrettano a sottolineare che l'accordo non è morto, ma bisogna trovare la strada per farlo andare avanti. La cancelliera tedesca Angela Merkel parla di "decisione grave”.

mike pompeo donald trumpMIKE POMPEO DONALD TRUMP
Trump ha certo cementato il rapporto con l'Arabia Saudita, nuovo partner regionale, e sancito definitivamente Il ritorno del rapporto pienamente preferenziale con Israele. Tra qualche giorno una delegazione guidata dal segretario al Tesoro, Mnuchin, e composta dalla figlia Ivanka e dal genero Jared Kushner, va a Gerusalemme a inaugurare la nuova sede dell'ambasciata americana nella capitale israeliana.

Il palazzo restaurato rapidamente proprio per dare un seguito alle decisioni del presidente sara’ inaugurato assieme al nuovo nome della piazza in cui e’ stato costruito, che si chiamerà con nome sterminato “Piazza Stati Uniti in onore del presidente Donald Trump”’.

kim jong un moon jae inKIM JONG UN MOON JAE IN
Al di là delle dichiarazioni bellicose del commissario europeo Federica Mogherini - sempre molto attenta a valutare gli aspetti positivi nel rapporto con l’Iran, ma altrettanto attenta a valutare quelli negativi con Israele, dimenticando per esempio completamente il peso delle dichiarazioni antisemite del palestinese Abu Mazen - l'Europa si troverà di fronte alla difficoltà di reagire alle decisioni americane senza danneggiare ulteriormente i rapporti già messi a rischio dalle minacce di una guerra commerciale di dazi con l’Europa.

Servirebbe perciò un grande lavoro di diplomazia europea che si metta a parlare di tutto, delle intere questioni regionali e non solo del nucleare iraniano, che affronti la Siria come questione centrale. Ma l'Europa, sia chiaro, unita non è, basta rileggere i toni usati da Emmanuel Macron, così diversi da quelli della Mogherini, o dalle poche parole della Merkel.

Il presidente francese infatti ha parlato esplicitamente della possibilità di una rinegoziazione che includa garanzie oltre il 2025 ed anche il programma missilistico di Teheran, affermazione che, fatta il giorno del ritiro degli Stati Uniti che denunciano i limiti invalicabili di un accordo definito orribile, assume un significato forte.
mogherini e rohaniMOGHERINI E ROHANI
Vogliamo dire con chiarezza che l'asse franco-tedesco è in pezzi, che Macron e la Merkel non vanno d'accordo su nulla?

E con chi sta l'Italia senza governo? Che rapporto c'è tra l’ammissione che cambiamenti sono necessari del presidente francese, e la difesa a spada tratta dell'accordo definito “il culmine di dodici anni di diplomazia, che l’Unione è determinata a preservare e chiediamo che lo stesso faccia la comunità internazionale perché riguarda la nostra intera sicurezza collettiva”, dell'italiana Mogherini? Ah, saperlo.

Hassan Rouhani, intervenuto in diretta tv poco dopo la conferenza di Trump, ha mescolato il linguaggio istituzionale con quello da duro intransigente, come al solito. “C’è poco tempo per iniziare i negoziati per mantenere in piedi l’accordo sul nucleare. Qualora i negoziati fallissero, ho dato disposizione all’Agenzia per l’energia atomica iraniana di essere pronta a riprendere l’arricchimento dell’uranio come mai prima, già nelle prossime settimane”.

Che tipo di negoziati? La Mogherini aveva già annunciato di non prendere in considerazione le accuse mosse la scorsa settimana dal premier israeliano Benjamin Netanyahu, che aveva mostrato la mole di documenti trafugati dal Mossad secondo cui Teheran avrebbe continuato a sviluppare il nucleare per fini militari.

“Io non ho visto argomentazioni su violazioni da parte dell’Iran dei suoi impegni nucleari”, aveva detto la Mogherini. Netanyahu le ha risposto che non li ha neanche letti. Intendiamoci, quello con l'Iran del 2015, il cui nome tecnico è Jcpoa, è un accordo di natura politica, come tale facilmente modificabile, che è esattamente il segnale che Donald Trump ha voluto mandare agli europei e ai russi .
trump netanyahuTRUMP NETANYAHU
Lo ha fatto con un discorso fortemente legato alla tradizione dell'interesse nazionale, nella migliore accezione reaganiana. Questo accordo non aiuta gli interessi delle Lobby americane, non li proteggi, al contrario li espone al rischio futuro ed immediato di una nazione che lo ha usato come cash, modo per procacciarsi denaro, e continuare il progetto nucleare in casa, le trame per consolidare la propria leadership nella regione, e non solo.

Un argomento forte ma anche l'unico modo per aggirare le regole dell'agenzia per il nucleare delle Nazioni Unite che certifica il rispetto degli iraniani per le clausole dell'accordo. È l'accordo che e’ sbagliato, dice Trump, è l'accordo che e’ antiamericano(multinazionali). Quanto agli Stati Uniti, pronti a sedersi di nuovo a un tavolo di trattative con l'Iran, ma questa volta su premesse serie. Si accettano scommesse.

macron, merkel, trumpMACRON, MERKEL, TRUMP
Sul piano interno Donald Trump si sente tranquillo. Ritiene di aver spiegato con sufficiente chiarezza, anzi l'Amministrazione ritiene che questo fosse già il pensiero degli' americani, che l'accordo è servito soltanto a finanziare per molti anni l'influenza iraniana in Medio Oriente, l'espansione in Iraq Siria, Libano e Yemen.

Che il preteso riformismo di Rouhani è soltanto una delle facce del suo governo, che i soldi arrivati a palate non sono stati usati per l'economia interna, al contrario inflazione rampante, sistema finanziario corrotto, scioperi stroncati nel sangue sono la realtà quotidiana. Che la comunità internazionale ha mostrato complicità e ha legittimato il suo Governo invece di isolarlo .

Fonte: qui