9 dicembre forconi: incontro
Visualizzazione post con etichetta incontro. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta incontro. Mostra tutti i post

mercoledì 13 novembre 2019

L’INCONTRO TRA CONTE E MERKEL SU MIGRANTI, LIBIA, NATO E UNIONE BANCARIA SI E’ SVOLTO IN GRANDE “SINTONIA”.

IL CHE VUOL DIRE CHE L’INCUL**A E’ DIETRO L’ANGOLO 
LA GERMANIA VUOLE SPINGERE SULL’UNIONE BANCARIA(PERCHE' ALCUNE BANCHE TEDESCHE SONO TECNICAMENTE FALLITE ... IN PRIMIS DEUTSCHE BANK) FACENDO IN MODO CHE LE BANCHE EUROPEE SIANO DOTATE DI UN SISTEMA COMUNE DI ASSICURAZIONE SUI DEPOSITI(EHEHEHEHEH ...)
D.Pir. per “il Messaggero”

ANGELA MERKEL E GIUSEPPE CONTEANGELA MERKEL E GIUSEPPE CONTE
Sintonia(leggasi "incul**a"). E' questa la parola chiave dell'incontro di ieri fra il premier Giuseppe Conte e la cancelliera tedesca, Angela Merkel. Sintonia su migranti, Libia, Nato, Unione bancaria. Assieme a un confronto sullo spinoso dossier Arcelor Mittal. Il tutto condito con un messaggio chiaro per Bruxelles: la nuova coalizione sostiene l'approccio «critico ma costruttivo» dell'Italia nei confronti dell'Europa.

Conte ha accolto la cancelliera tedesca Angela Merkel a Roma mostrando grande apertura. Il premier non ha nascosto le divergenze su alcuni dossier, ma ha ribadito la comune volontà di lavorare insieme per affrontare le grandi sfide europee e combattere le «intolleranze» e le «forze disgregatrici» in seno all'Europa. Conte ha inoltre rivendicato anche la sua autonomia di pensiero, a prescindere dalla coalizione che lo sostiene.

L'AUTONOMIA
conte merkelCONTE MERKEL
«Se avrete la bontà di comparare i discorsi e le posizioni del sottoscritto assunte nel precedente esecutivo - ha detto rispondendo ai giornalisti in conferenza stampa - e quelle che esprimo in questo non vedrete differenze. Anche sul piano dell'approccio all'immigrazione ho sempre ritenuto che si dovesse partire dai diritti fondamentali di queste persone che soffrono e cadono in mano ai trafficanti di esseri umani».

Con la cancelliera la sintonia è tale che Conte si confronta anche sul delicatissimo dossier Arcelor Mittal. «Ci siamo ripromessi una cooperazione per cercare di confrontarci sulle soluzioni più avanzate dal punto di vista tecnologico e condividere le conoscenze» nel settore siderurgico, dice. Molto rispetto anche su dossier delicati come quello delle banche.

CONTE MERKELCONTE MERKEL
«L'intero governo federale è del parere che l'Unione bancaria deve essere portata avanti, per garantire la stabilità dell'euro questo è fondamentale», ha sottolineato la Cancelliera rispondendo a una domanda sulla proposta del suo ministro delle Finanze, Olaf Scholz, che ha suggerito di superare lo stallo per il completamento dell'Unione bancaria facendo in modo che le banche europee siano dotate di un sistema comune di assicurazione sui depositi. Una proposta che non ha trovato d'accordo il ministro dell'Economia, Roberto Gualtieri.

«La garanzia sui depositi(leggasi "incul**a"- ha sottolineato Merkel - è di grande significato per dimostrare la nostra forza come mercato interno. Sono assolutamente a favore di questo, sono anche per il perfezionamento dell'Unione bancaria. Il nostro ministro delle Finanze ha presentato una sua proposta molto schietta, chiara, netta, per dare un nuovo impulso al progetto. Concerteremo i particolari in seno al governo federale ma dobbiamo procedere».

Olaf Scholz nuovo ministro delle FinanzeOLAF SCHOLZ NUOVO MINISTRO DELLE FINANZE
Conte si è limitato a ribadire che il Parlamento italiano ha vincolato il governo a procedere secondo una «logica di pacchetto che comprende Esm, bilancio dell'Eurozona, Edis (sistema europeo di assicurazione dei depositi , ndr). E su questo l'Italia continuerà a mantenere il punto».

Posizioni concordi fra Italia e Germania anche sulla Nato - dopo lo schiaffo del presidente francese Emmanuel Macron che l'ha definita «in stato di morte cerebrale» - e sull'immigrazione, che vede la Germania «in prima linea». «Voglio ringraziare pubblicamente il governo tedesco perché in materia di migrazioni non ha fatto mancare il suo aiuto all'Italia. La Germania, se parliamo di sensibilità sul quadro complessivo dei problemi e l'esigenza della redistribuzione, è un Paese in prima linea e questo va riconosciuto», ha detto il premier. Ringraziamenti che la cancelliera restituisce «per l'impegno dell'Italia sulla Libia». E a meno di un mese dal prossimo vertice Nato sottolinea come l'Alleanza atlantica resti «un pilastro della politica internazionale».
roberto gualtieriROBERTO GUALTIERI

Un confronto sereno, dunque, che non viene incrinato neanche dalle aspre parole del leader della Lega Matteo Salvini pronunciate prima ancora del faccia a faccia con Merkel. «Mi aspetto che l'Italia faccia l'Italia - ha detto il leader del Carroccio - e che non ci sia l'ennesima resa incondizionata da parte di questo governo di sinistra». Fonte: qui

martedì 29 ottobre 2019

IN QUESTI MINUTI IL PRESIDENTE DEL COPASIR, IL LEGHISTA RAFFAELE VOLPI SI STA DIVERTENDO NEL TRAFIGGERE LA POCHETTE DAL VOLTO UMANO ATTRAVERSO LE DOMANDE A VECCHIONE, CHE HA COMMESSO IL GRANDE ERRORE DI VEDERE UNO CHE NON POTEVA VEDERE: TALE CAZZATA È STATA FATTA PRESENTE A CONTE? MA ANCHE I GENERALI CARTA (AISE) E PARENTE (AISI) HANNO LA LORO PARTE DI COLPE

E’ VERO CHE CONTE HA AVVERTITO IL QUIRINALE DELLA VISITA DI BARR. MA NON HA AGGIUNTO CHE BARR AVREBBE INCONTRATO I NOSTRI SERVIZI…

Alle 15.30 il coordinatore dei Servizi Segreti, il vispo Gennaro Vecchione, voluto fortissimamente da Conte, ha fatto il suo ingresso nel locali del Copasir per rispondere sulle visite romane del ministro della Giustizia degli Stati Uniti William Barr.

RAFFAELE VOLPIRAFFAELE VOLPI
Rispetto al premier Conte, che ha potuto limitare il suo intervento a 90 minuti, Gennarino non ha questa facoltà, quindi il presidente del Copasir, il leghista Raffaele Volpi, sospinto anche dalla vittoria umbra, avrà da divertirsi nel trafiggere la Pochette dal volto umano attraverso le domande a Gennarino. Quest’ultimo è seduto su un bilama perché non sa nulla di ciò che sarà pubblicato prossimamente da Barr, quindi solo dicendo la verità potrà eventualmente respingere le deduzione del ministro di Trump.

WILLIAM BARR JOHN DURHAMWILLIAM BARR JOHN DURHAM

generale luciano cartaGENERALE LUCIANO CARTA
Di sicuro Vecchione ha commesso il grande errore di vedere uno che non poteva vedere. E tale cazzata è stata fatta presente al presidente (per mancanza di prove) del consiglio? Secondo: cosa ha consegnato di documenti e di telefonini l’intelligence italica agli americani?
mario parenteMARIO PARENTE

Anche i generali Carta (Aise) e Parente (Aisi) hanno la loro parte di colpe per non aver fatto presente a Vecchione che il suo ruolo è quello di coordinatore dei Servizi, non è un loro superiore; ergo, potevano benissimo rifiutare l’incontro con Barr e il procuratore Durham senza andare incontro alla legge marziale.

joseph mifsud vincenzo scottiJOSEPH MIFSUD VINCENZO SCOTTI
Ci dobbiamo quindi aspettare nei prossimi giorni alcuni contraccolpi di natura politica: o Conte scarica il suo Vecchione o si assume delle responsabilità che saranno care, molto care.

Chiaramente rimane un grosso interrogativo di fondo: come mai i nostri Servizi non hanno mai attenzionato la Link University di Vincenzo Scotti, quando era sotto gli occhi tutti il via via dei vari Mifsud e compagnia spiando? C’è una negligenza delle nostre Barbefinte che è acclarata.

sergio mattarella giuseppe conte 2SERGIO MATTARELLA GIUSEPPE CONTE 
POST SCRPTUM
E’ vero che Conte ha avvertito il Quirinale della visita del ministro Barr. Ma si è dimenticato di aggiungere che Barr avrebbe incontrato Vecchione, Carta e Parente…

giovedì 10 ottobre 2019

LA DIRETTRICE DELLA CIA GINA HASPEL È A ROMA, E HA INCONTRATO I VERTICI DEI SERVIZI SEGRETI (VECCHIONE, PARENTE, CARTA) NELLA SEDE DI PIAZZA DANTE.

ALLE AGENZIE HANNO DETTO CHE LA VISITA ERA PROGRAMMATA DA TEMPO, MA CERTO NON CAPITA TUTTI I GIORNI (NÉ TUTTI GLI ANNI, NÉ TUTTI I DECENNI) CHE IL CAPO DELLE SPIE AMERICANE ARRIVI A ROMA DOPO DUE VISITE ''IRRITUALI'' DEL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA E UNA UFFICIALE DEL SEGRETARIO DI STATO

gina haspel direttore della cia 4GINA HASPEL DIRETTORE DELLA CIA 
 (ANSA) - La direttrice della Cia, Gina Haspel, è stata oggi alla sede unitaria dell'intelligence a piazza Dante, dove ha incontrato i direttori di Dis, Aisi e Aise, Gennaro Vecchione, Mario Parente e Luciano Carta. La visita, a quanto si apprende, era programmata da tempo. Fonte: qui

mike pompeo donald trumpMIKE POMPEO DONALD TRUMP

mercoledì 6 febbraio 2019

Summit M5S-ala dura gilet gialli, parte duello con Lega

Ma Drouet dice no alla richiesta d'accordo 


Salvini avverte 'niente scambi Tav-Diciotti'


Ansa - L'avvio di un dialogo con i gilet gialli per dare slancio alla campagna per le Europee. In un albergo dell'hinterland meridionale di Parigi, Luigi Di Maio incassa una bozza di accordo con Christophe Chalencon, leader dell'ala dura del movimento transalpino e, soprattutto, con quella parte dei gilet gialli che scenderà in campo - con la lista Ric (referendum d'iniziativa polare) - il 26 maggio. Ma a Di Maio, per ora, basta. La prossima settimana, a Roma, l'incontro con la capolista Ingrid Lavavasseur potrebbe segnare un passo decisivo per la ratifica del manifesto comune lanciato dal M5S. Manifesto che, finora, raggruppa partiti minori di Paesi che porteranno a Strasburgo un numero comunque non cospicuo di europarlamentari. Ecco perché, nella strategia del M5S, l'accordo sia pur con una parte dei gilet gialli potrebbe fare da pivot in una campagna dove Di Maio è costretto a destreggiarsi tra socialisti, popolari e i sovranisti capeggiati dal suo alleato Matteo Salvini.
L'incontro con Chalencon e con alcuni esponenti della lista Ric avviene con un vero e proprio blitz Oltralpe, lontano dalle telecamere, che Di Maio e Alessandro Di Battista organizzano in Francia con gli eurodeputati Ignazio Corrao, Fabio Massimo Castaldo e Tiziana Beghin. "Il vento del cambiamento ha valicato le Alpi", esulta il vicepremier sottolineando le battaglie in comune con i gilet gialli: dall'ambiente alla democrazia diretta fino ai diritti sociali e al no alla Tav. Si tratta, invero, solo dell'ala più dura, guidata da Chalencon, 52enne fabbro di professione, considerato il leader dei 'gilet gialli liberi' e teorico di una vera e propria guerra civile, con tanto di sostituzione dell'attuale ministro dell'Interno francese con un esponente militare. Poco dopo, non a caso, uno dei principali - e più noti - leader dei gilet gialli, Eric Drouet, disconosce qualsiasi "iniziativa politica" fatta a nome del movimento. Chalencon non ha mai "detto niente alleanze" con il M5S. Le sue parole, nell'intervista al quotidiano Le Parisien, sono state decontestualizzate all'interno di una risposta più ampia in cui viene spiegato che, non avendo i gilet gialli ancora né eletti né liste, è prematuro parlare di "matrimonio" con il M5S per le Europee. E' quanto spiegano fonti vicine al vicepremier Luigi Di Maio spiegando che lo stesso Chalencon, in serata, ha chiarito con il leader M5S il senso delle sue parole al quotidiano francese. "L'alleanza è un matrimonio, io ho parlato di concubinato", ha spiegato Chalencon al vicepremier.

Chi è Chalecon, il leader dei gilet incontrato da M5s. Presentato dai media francesi nelle ultime settimane come uno dei leader dei cosiddetti "gilet gialli liberi", ha fatto parlare di sé per una serie di interviste in cui ha parlato di "guerra civile inevitabile". In un post su Facebook del 23 dicembre, accompagnato dalla dicitura "il caos annunciato", aveva lanciato un appello alle dimissioni di Emmanuel Macron, al quale aveva aggiunto un secondo appello all'esercito. Chiedeva un "governo di transizione per sentire e ascoltare il popolo". E precisava: "Lancio un appello a Macron o, se non vuole piegarsi, ai militari. Oggi spetta ai militari entrare in gioco per consentire l'insediamento di questo governo". L'intervento dei militari era stato già invocato da Chalencon il 3 dicembre, quando il leader dei gilet gialli aveva chiesto "un vero comandante" a palazzo Matignon, sede del governo francese. Secondo Chalencon, che ha ripetuto queste affermazioni alla radio Europe 1, questo passaggio avrebbe previsto la sostituzione del primo ministro Edouard Philippe con il generale de Villiers, ex capo di stato maggiore dell'esercito silurato da Macron.
Lo sciopero che paralizza la Francia. Oggi nel paese transalpino rallentamenti, blocchi e disagi nel quadro dello sciopero nazionale di 24 ore indetto dal sindacato CGT, a cui aderiscono anche i syndicats FO, Solidaires, France Insoumise e una parte dei gilet gialli. In un tweet, la società che gestisce la Tour Eiffel, uno dei monumenti simbolo di Parigi, avverte che "a causa del movimento di sciopero nazionale, oggi 5 febbraio, l'accesso ai visitatori potrebbe essere problematico". In totale, sono circa 160 gli avvisi di sciopero depositati nel Paese, in particolare, nella funzione pubblica (DGCCRF), nei trasporti (come il gruppo RATP che gestisce la metropolitana di Parigi o le ferrovie SNCF). Disagi, al momento,all'aeroporto di Nantes e blocchi nel porto di Le Havre. Questa mattina, secondo France Info, diverse centinaia di militanti tra lavoratori e gilet gialli hanno bloccato, tra l'altro, i mercati generali di Rungis, alle porte della capitale. Oltre alle rivendicazioni sociali come innalzamento dei salari ed equità fiscale, alcuni sfilano per difendere "la libertà di manifestare". Proprio oggi, infatti, l'Assemblea Nazionale è chiamata ad approvare la controversa legge 'anti-casseurs', che attribuirà ai prefetti la possibilità di vietare le manifestazioni. Un provvedimento che spacca la stessa maggioranza presidenziale di Emmanuel Macron.

domenica 21 ottobre 2018

AFFLUENZA MODESTA AL CIRCO MASSIMO PER “ITALIA 5 STELLE”, L’INCONTRO A ROMA DEL M5S


DI MAIO GONFIA IL PETTO: “ABBIAMO COMBATTUTO PER L’ONESTÀ” 

FICO LO RIPORTA CON I PIEDI PER TERRA: “NON CI SARÀ UN'ALLEANZA CON LA LEGA A LIVELLO REGIONALE O EUROPEO: LA NOSTRA IDENTITÀ DEVE RIMANERE” 

DI BATTISTA ANNUNCIA IL RITORNO A NATALE: “MI MANCA LA BATTAGLIA.

ITALIA 5 STELLE A CIRCO MASSIMO, DI MAIO: 'ABBIAMO COMBATTUTO PER ONESTÀ'

luigi di maioLUIGI DI MAIO
Da un palchetto delle agorà una portavoce pentastellata incalza gli astanti: "Qui oggi dobbiamo cambiare l'Italia". Arriva trionfante il vicepremier Di Maio: "Stasera dopo tre ore di Cdm posso dirvi che nel decreto fiscale non ci sarà nessuno scudo e nessun condono". Così Luigi Di Maio da palco di Italia 5 Stelle accolto dagli applausi del pubblico.

"Ce l'abbiamo messa tutti in questi tre giorni e non per combattere qualcuno ma per affermare un principio: l'onestà". "Stiamo al governo e ancora riempiamo le piazze. Continuiamo a inondare le istituzioni di brava gente". Lo ha detto Luigi Di Maio, vicepremier e capo politico M5s, dal palco 5 Stelle del Circo Massimo a Roma. Il fatto, ha proseguito il leader M5s è che "molti di voi che oggi sono qui alla prossima Italia 5 Stelle potrebbero essere nuovi sindaci o europarlamentari".

roberto ficoROBERTO FICO
Sul palco palloncini per ricordare l'addio ai vitalizi. A ricordare il lavoro dei gruppi parlamentari i capigruppo di Camera e Senato Francesco D'Uva e Stefano Patuanelli che hanno incitato la base ad applaudire tutta la schiera dei parlamentari M5s. Anche il presidente della Camera Roberto Fico nel suo intervento ricorda l'abolizione dei vitalizi dei parlamentari: "Sembrava un obiettivo irraggiungibile, impossibile: abbiamo lavorato tutti insieme e siamo arrivati ad un risultato. Ma il punto non è tanto la questione economica ma una più profonda, significa riparare una ferita che il popolo italiano sentiva verso le istituzioni" ha detto Fico. "Non è che alle elezioni ci sarà un'alleanza con la Lega a livello regionale o europeo: la nostra identità deve rimanere": così il presidente della Camera dice no all'allenza con la Lega alle amministrative.
italia 5 stelleITALIA 5 STELLE

"Tutte le voci devono avere un grande rispetto e noi oggi non ci dobbiamo mai dimenticare chi eravamo ieri; questo è uno dei punti fondamentali perché spesso si arriva nei Palazzi e ci si accomoda" afferma il presidente della Camera ricordando come, fino a non molto tempo fa era il M5S a portare davanti a Montecitorio le istanze dei cittadini. "E oggi le porte di Montecitorio sono aperte a tutti", sottolinea Fico.

Non manca neanche Alessandro di Battista che annuncia "Tornerò a Natale, abbiamo già fatto il biglietto. Vediamo poi che succederà. Non pensavo che mi mancasse così tanto la battaglia". Una decisione che dice di non rimpiangere nonostante le battaglie che si è "perso in Italia". Nonostante tutto, commenta, "ho preso la decisione giusta..".

danilo toninelliDANILO TONINELLI
Non manca la sua analisi della situazione: "I panni sporchi si lavano in casa? Non è detto: io voglio essere informato delle cose o questioni strane che accadono in cdm e che spero siano risolte al meglio. Lo voglio sapere come cittadino che vota. Luigi ha dimostrato da quale parte sta, dalla parte dell'onestà intellettuale". dice in collegamento dall'America Latina . "Vedere che c'è qualcuno che si incazza perché c'è qualcosa che non va? Ma viva la faccia!" aggiunge.

Un palco rotondo al centro dello spazio che consente alle persone di circondarlo e circolargli liberamente intorno e due grandi schermi sullo sfondo che amplificano l'immagine di quanti vi salgono. È' l'innovazione della nuova edizione di Italia 5 stelle, la festa nazionale del Movimento che riporta la kermesse a Roma, al circo Massimo dove già aveva festeggiato nel 2014. Il nuovo allestimento di Italia 5 stelle è stato ideato per festeggiare con gli iscritti il passaggio al governo del paese. E come il Movimento ci è arrivato.

italia 5 stelleITALIA 5 STELLE
Quattro grandi padiglioni raccontano la storia del movimento: le origini, le "stelle" nelle istituzioni e le "stelle" al governo, ovvero le tre fasi del Movimento nato alle origini nelle piazze e nei gazebo, entrato poi in parlamento e poi al governo. Ognuno dei padiglioni è indicato con una gigantografia, rispettivamente, di Beppe Grillo al primo V Day per le origini, di Alessandro di Battista per raccontare la fase della battaglia all'opposizione nella scorsa legislatura e di una piazza gremita da cui si innalzano lettere giganti che formano la scritta "governo 5 stelle" per la fase attuale.

davide casaleggioDAVIDE CASALEGGIO
In questi spazi viene raccontata la storia del Movimento. Un padiglione con la gigantografia di Gianroberto Casaleggio serve invece come luogo di incontro per raccontare il progetto del Movimento in prospettiva: si chiama "Il futuro, Rousseau 2050". Lì si raccontano i progressi e i piani per la realizzazione della democrazia diretta. Oltre i padiglioni ci sono poi le agorà il cui accesso è garantito anche alle persone con disabilità.

Sono tre aree in cui cittadini e rappresentanti nelle istituzioni discutono di programmi attuati e da realizzare. Tutti i parlamentari portano una maglietta gialla che li rende riconoscibili al pubblico, essendo per lo più " portavoce" al primo mandato e quindi ancora poco conosciuti. Tutto intorno i servizi , con i gazebo che vendono gadget, i punti di distribuzione di acqua pubblica, ristoranti, bar.

IL FLOP DI «ITALIA 5 STELLE» POCA GENTE ALLA FESTA E CASALEGGIO SI NASCONDE
Domenico Di Sanzo per “il Giornale”
italia 5 stelleITALIA 5 STELLE

Due chilometri e mezzo. Questa la distanza tra la piazza pentastellata di Italia 5 Stelle e il cuore del potere del «governo del cambiamento». Dal Circo Massimo, teatro della kermesse grillina, a Palazzo Chigi, campo di battaglia di un consiglio dei ministri decisivo per il futuro dell' esecutivo. Alla fine, la «pace armata» c' è stata. Lo ha annunciato lo stesso Luigi Di Maio, appena arrivato a Italia 5 Stelle, in serata, aizzando la folla al grido di «Onestà! Onestà!».

Tutto il corollario allestito dalla task force eventi del M5s ha il sapore di un ritorno al passato. Proprio nella giornata più difficile per la tenuta dell' alleanza con la Lega. Nei gazebo, le pareti sono tappezzate di storia grillina: dal primo V-Day di Bologna del 2007, con Grillo trascinatore indiscusso, la fondazione del Movimento due anni dopo, le prime elezioni regionali del 2010 con percentuali da prefisso telefonico, lo tsunami tour del 2013. Fino all' arrivo in Parlamento, alla fine della campagna elettorale di cinque anni fa.
Nel menù dei punti «ristoro» l' unica traccia di carne è nella pizza con la mortadella.

luigi di maioLUIGI DI MAIO
C' è anche una scelta vegan friendly, tutto all' insegna del rispetto dell' ambiente. Con i punti distribuzione dei bicchieri plastic free e le fontanelle di acqua disseminate in tutto il Circo Massimo. Di Maio, quando sale sul palco dopo «tre ore di consiglio dei ministri», rivendica «il record di presenze, già dal sabato» ottenuto in questa edizione di Italia 5 Stelle. Per tutta la giornata, in verità, lo scenario è piuttosto desolante. 

È difficile trovare qualcuno che non abbia il badge con su scritto «stampa» oppure «parlamentare» o ancora «regionale» o «sindaco».

Nonostante la volontà di un ritorno alle origini «movimentiste», sul pratone romano vanno in scena riti tipici della politica tradizionale. Eletti locali che cercano di accreditarsi con gli onorevoli di Montecitorio e Palazzo Madama, futuri candidati alle Europee (così si definisce una signora, votazione online permettendo) che vanno a stringere le mani di deputati e senatori. Le Agorà, che dovrebbero essere spazi di partecipazione riservati al dibattito tra attivisti e consiglieri regionali, sono semivuote. L'unico vero «richiamo della foresta» delle origini è l' antipatia verso i giornalisti. La Repubblica, Il Giornale e Libero i più odiati.

E tra i capisaldi del Movimento del 2009, secondo le voci che si rincorrono, starebbe per crollare anche la regola del doppio mandato. Gli attivisti chiedono, i «portavoce» tentennano. «Di Maio non può smettere di fare politica» è il ragionamento esemplare delle alte sfere, pochi militanti sono d' accordo.
italia 5 stelleITALIA 5 STELLE

Prima dell' arrivo della squadra «ministeriale» guidata da Di Maio, l' unica star di giornata è Davide Casaleggio. Il figlio del fondatore, presidente dell' Associazione Rousseau, si fa vedere solo nel primo pomeriggio. Alle 15 interviene a un dibattito sul tema «Diventare cittadini digitali. Nuovi diritti, nuovi doveri», ma ieri si era già fatto vedere alla Camera accompagnato dal suo ex dipendente Pietro Dettori.

Solite visioni sulla partecipazione e «il superamento della democrazia rappresentativa», si parla di «dialogare con le foreste e gli algoritmi». Con i giornalisti che lo inseguono all' interno e all' esterno del padiglione «Rousseau» nemmeno una parola. Il capo della Casaleggio e Associati scappa via dal Circo Massimo assediato da microfoni e telecamere. Poi, finito l' assalto dei cronisti, rientra nell' arena. Un paio di selfie, due chiacchiere con qualche attivista e via di nuovo. A chi domanda se si fida di Matteo Salvini risponde con un silenzio gelido. Giù il sipario.

I MILITANTI BOCCIANO SALVINI «È UN FALSO, C' È SOLO SAN LUIGI»
Domenico Di Sanzo per “il Giornale”
italia 5 stelleITALIA 5 STELLE

Mancano ancora più di due ore all' arrivo di Luigi Di Maio sul palco.
Ma, a un certo punto, a prendersi la scena è un attivista siciliano che esibisce un cartello, abbandonandosi alla vanità delle luci dei flash di fotografi e curiosi. La scritta recita: «40% punto e basta». «Ho portato questo messaggio - dice - perché noi in un futuro dovremmo governare da soli, noi siamo alternativi alla Lega, spero che la prossima volta vadano col centrodestra e noi da soli dobbiamo arrivare al 40%».

Mentre tra la sabbia, il prato e gli stand, sgattaiolano i parlamentari al gran completo, da Emilio Carelli e Gianluigi Paragone, ai capigruppo di Camera e Senato Francesco D' Uva e Stefano Patuanelli, il messaggio dell' attivista siciliano sembra essere molto condiviso dalla «base» grillina.

italia 5 stelleITALIA 5 STELLE
Quello con la Lega di Salvini è un «matrimonio d' interesse» spiega un militante di Aprilia, provincia di Latina. Antonio, da Napoli, precisa: «Salvini è un falso, io credo solo in San Luigi». Il mantra suona così: «La stella polare è solo il contratto di governo, Salvini deve rispettare il contratto, noi e la Lega siamo alternativi». Clara, anche lei dalla provincia di Napoli, dice di avere sempre votato a sinistra e, prima del M5s, per l' Italia dei Valori. Poi attacca: «Non mi piacciono i suoi modi, Salvini fa leva sulla paura, lui ha bisogno di un nemico: prima erano i meridionali, ora sono gli immigrati».

di maio e paragoneDI MAIO E PARAGONE



«Noi il condono non lo mandiamo giù - è il messaggio fatto recapitare al Capitano da Bonaria, attivista pesarese - a me Salvini non piace». Al Circo Massimo, la «base» proviene quasi tutta da una militanza di sinistra delusa. Votavano per il Pci, i Ds, anche il Pd oppure i Radicali e l' Idv. Leggevano Repubblica da sempre, poi sono passati a comprare Il Fatto Quotidiano di Marco Travaglio: «L' unico giornale libero - è il coro ripetuto - a Repubblica scrivono solo fregnacce».

La maggioranza di loro non sopporta Salvini «per la sua arroganza», molti altri non condividono le politiche economiche della Lega, quasi nessuno si fida di lui. L' unico riferimento è il «contratto», evocato continuamente nei capannelli di attivisti che si aggrappano a Di Maio e alla sua «sincerità».

davide casaleggioDAVIDE CASALEGGIO
All' ingresso del gazebo sulle politiche europee, troneggia il simbolo di Efdd, a Bruxelles gruppo del M5s, di cui fa parte il partito del populista britannico Nigel Farage. Lì davanti c' è chi ipotizza «un prossimo M5s europeo» e riferisce di «contatti con la Romania e la Bulgaria». Ma la sintesi la fornisce Alfredo, dalla provincia di Lecce: «Io ero 5 Stelle pure quando ero di sinistra».

Fonte: qui

martedì 16 ottobre 2018

IL PREMIER CONTE CONVOCA PARLAMENTARI E CONSIGLIERI PUGLIESI 5 STELLE PER DISCUTERE DEL GASDOTTO


LA RIPRESA DEI LAVORI PER L’INFRASTRUTTURA È IMMINENTE DOPO IL FERMO ESTIVO 

IL MOVIMENTO NO TAP ORGANIZZA UNA MANIFESTAZIONE CONTRO LA PRESENZA DELLA NAVE ADHEMAR, PRONTA A RIPRENDERE IL CANTIERE, TRA L’IMBARAZZO DEI GRILLINI, DA SEMPRE CONTRARI ALL’OPERA…


tap
Tap, oggi è il giorno del ‘giudizio’: il premier Conte ha convocato i parlamentari e consiglieri pugliesi. Intanto, a Brindisi, è prevista per oggi alle ore 14 la manifestazione a Costa Morena contro la presenza della nave Adhemar D/Snt Venant, pronta ad iniziare il cantiere Tap a largo di San Foca, nel Salento.

Il premier Conte
GIUSEPPE CONTEGIUSEPPE CONTE



A Roma, oggi, si parlerà del gasdotto Tap che dovrebbe nascere in terra pugliese. I parlamentari Cinque Stelle pugliesi e consiglieri regionali sono stati convocati dal premier Giuseppe Conte sulla questione Tap.

La ripresa dei lavori per la realizzazione dell’infrastruttura energica che porterà il gas dell’Azerbaijan in Europa, infatti, sarebbe imminente.

Il cantiere si dovrebbe riaprire a Melendugno, in provincia di Lecce, nel cuore del Salento. L’incontro tra il presidente Conte e i politici pugliesi si dovrebbe tenere questa sera, dopo i lavori del Consiglio dei ministri, impegnati con la discussione della Manovra.

Bandiera No Tap
no tap 1NO TAP 
Oggi pomeriggio è prevista a Brindisi presso Costa Morena una protesta messa in campo dal Movimento No Tap. “La società svizzera Tap Ag, con un progetto di gasdotto inutile, dannoso e costoso che arriva dall’Azerbaijan, vuole riprendere i lavori dopo il fermo estivo.

Ricordiamo che TAP è privo delle concessioni demaniali marittime e che l’ordinanza della capitaneria di porto è illegittima secondo il parere del Comune di Melendugno e che la non assoggettabilità a Valutazione Impatto Ambientale in mare è attualmente  contestata in tribunale – scrive il Movimento –. La nave posatubi ADHEMAR DSNT VENANT della Jan de Nul SA, subappaltatrice di SAIPEM SPA e per conto di TAP AG, deve posizionare un palancolato subacqueo a circa 1,5 KM dalla costa antistante la Marina di San Foca di Melendugno per il fissaggio del gasdotto.
RUSPE IN AZIONE IN GRECIA PER IL GASDOTTO TAPRUSPE IN AZIONE IN GRECIA PER IL GASDOTTO TAP

Perciò la Capitaneria di Porto di Otranto ha già emesso l’ordinanza n. 73/2018 che vieta la balneazione, la pesca e la navigazione su tutta la costa di San Basilio, San Foca fino a Torre dell’Orso dal 5 ottobre 2018 al 31 dicembre 2018” concludono.

15 Ottobre 2018

Fonte: qui

martedì 9 ottobre 2018

IL MINISTRO SU DRAGHI: ''VOGLIO ESSERE GOVERNATO DALLE LEGGI, NON DAGLI UOMINI. IL PRESIDENTE DELLA BCE CON ABILE MOSSA SALVÒ L'EURO ''INVENTANDOSI'' IL QUANTITATIVE EASING, MA CI VOLLERO 3 ANNI. STAVOLTA... ''

''IL 2,4% DI DEFICIT? È UN PIANO PRUDENTE E BEN ORGANIZZATO. NON CI SONO DIFFICOLTÀ NELL'ECONOMIA ITALIANA PERCHÉ IL NOSTRO SURPLUS COMMERCIALE È FORTE'' 

SE A MAGGIO VINCONO I SOVRANISTI, SALVINI LO CANDIDERA' A CAPO DELLA COMMISSIONE UE?

UE: MINISTRO SAVONA, “BISOGNA EUROPEIZZARE IL CAMBIAMENTO”
 (Agenzia Nova) - E’ necessario “europeizzare il cambiamento” o l’alternativa sarà “la deuropeizzazione della conservazione”, ovvero l’Europa “imperfetta” che cerca di mantenere in vita un sistema imperfetto. Lo ha detto oggi alla Stampa estera il ministro degli Affari Europei, Paolo Savona, presentando ai giornalisti il documento “Una politeia per un'Europa diversa, più forte e più equa” recentemente inviato a Bruxelles.

PAOLO SAVONA GIUSEPPE CONTE MATTEO SALVINIPAOLO SAVONA GIUSEPPE CONTE MATTEO SALVINI
Il documento di 17 pagine è suddiviso in tre parti: l'architettura istituzionale della politica monetaria; l'architettura istituzionale della politica fiscale e la conformazione da questa assunta; le regole della competizione anche in relazione agli aiuti di Stato. Savona ha auspicato che la politica monetaria europea “venga governata da statuti e non dall'abilità di uomo come Mario Draghi (presidente uscente della Banca centrale europea), che ha inventato una soluzione per evitare la crisi dell’euro, ma per cui ci sono volute tre anni”.



SAVONA ALL'UE: "CON IL PILOTA AUTOMATICO SI VA A SBATTERE"
Francesco Bonazzi per Alliance News

Senza un maggiore dialogo, a cominciare dal bilancio, l'Europa va a sbattere contro un iceberg e la protesta sovranista si de-europeizza. Paolo Savona, ministro per le Politiche europee, sceglie la sede della Stampa estera in Italia per mettere i puntini sulle "i" sul presunto euroscetticismo suo e del governo.

paolo savona col suo libro (2)PAOLO SAVONA COL SUO LIBRO (2)
"Non sono euroscettico, datemi pure del genio o dell'idiota, ma io non voglio cambiare l'architettura comunitaria", ha detto l'economista sardo che Sergio Mattarella non volle a Via XX Settembre. "I giornali tedeschi dicono che per me è tutto sbagliato", ha proseguito Savona, "ma non è vero".

"Ho solo detto e ripeto che l'Ue he ha delle imperfezioni e per questo io chiedo di discutere e la base della discussione, il terreno giusto, è la legge di bilancio". Il ministro ribadisce: "L'assetto deve rimanere quello attuale, ma o riusciamo a discutere del resto, a europeizzare il cambiamento, oppure il conservatorismo e il sovranismo, che in ogni paese ha caratteri diversi, temo che porti al fatto che ognuno si terrà i propri difetti".

Savona ha respinto anche l'accusa per il governo Conte di usare "metodi degli anni Ottanta", ovvero più inflazione e debito, per crescere, violando le promesse dell'Italia al tempo di Maastricht e di Ciampi: "Con una politica monetaria ormai cautelativa e un commercio internazionale in difficoltà, l'Ue tiene il pilota automatico e se non cambia direzione va a sbattere contro l'iceberg pur di confermare il pilota automatico".


SAVONA, "NON ABBIAMO ALCUNA ULTIMA SPIAGGIA DA SPREAD O ALTRO"
Francesco Bonazzi per Alliance News

DRAGHI TRIADRAGHI TRIA
Paolo Savona smentisce che lo spread in rialzo e i dazi possano peggiorare il quadro dell'economia italiana in misura tale da costringere il suo governo a rivedere le stime e i piani annessi al Def.

A una domanda diretta di un cronista, il ministro delle Politiche europee ha chiarito che l'annunciata revisione trimestrale del quadro economico (primo appuntamento a fine anno) non vuol dire che ci siano particolari paure perché "le nostre stime di crescita sono cautelative" e il nostro Def "non mina la stabilità finanziaria di nessuno e non siamo all'ultima spiaggia".

Savona ha aggiunto che "il nostro piano è prudente e ben organizzato" e che "non ci sono difficoltà nell'economia italiana perché il nostro surplus commerciale è stabilmente forte e produrrà nel prossimo triennio EUR160 miliardi di surplus di risparmio privato non utilizzato". Risparmio che "ovviamente non verrà sequestrato", ma che "spingeremo le aziende a usare in patria".
draghi merkelDRAGHI MERKEL

Poi un riferimento non banale alla prossima scadenza di Francoforte: "Preferisco che la Bce sia governata da istituzioni e non dall'abilità di un singolo uomo come Mario Draghi, che è stato fondamentale".

Quanto alle aspre polemiche sul Def, Savona ha detto che la "colpa" delle reazioni anche forti di Matteo Salvini e Luigi Di Maio è di Bruxelles che "non ha letto il documento, ma appena ha visto il 2,4% sul deficit si è inalberata".


SALVINI RAFFORZA L'ASSE CON LE PEN
Adnkronos

"Questo non è un incontro elettorale". Non è servita a molto la premessa che Matteo Salvini ha fatto, iniziando a parlare nella sede dell'Ugl, di fronte alla ex roccaforte del Pci di via delle Botteghe Oscure, nel centro di Roma. Il leader della Lega, con al fianco Marine Le Pen, capo dell'ex Front National, ora Rassemblement National, non ha potuto tenere le carte coperte più di tanto, perché il tema, ormai, è il voto del prossimo maggio per la Ue.

MATTEO SALVINI E MARINE LE PENMATTEO SALVINI E MARINE LE PEN
"Io sono autonomista e sovranista, non posso imporre una lista comune in paesi diversi". Ma per Salvini, quello del governo dell'Europa ("dopo le vittorie ci ritroveremo a Bruxelles") è la partita più importante, su cui passa anche la tenuta del governo gialloverde, vista la tensione attuale tra Roma e la Ue. I nodi da sciogliere sono tanti: intanto perché candidati 'autonomisti' e 'sovranisti' - dall'Ungheria alla Svezia, alla Germania trovano posto in famiglie europee diverse - popolari, liberali e euroscettici. E tirare fuori un nome comune per guidare la nuova Ue, quella che per Salvini nascerà alla "fine di una rivoluzione di buon senso che inevitabilmente sta percorrendo l'Europa e non solo", non è compito facile.

Salvini ribadisce la linea comune con l'alleata francese: "Lavoriamo" da tempo "a un progetto comune dell'Europa futura", ha spiegato, mentre la leader della destra francese annuiva. "Questo Fronte della libertà lavorerà per avere un progetto comune, un'idea di futuro comune" che valga per "i prossimi 30 anni" un lavoro da fare "se possibile, anche con candidati comuni, ma lasciando la libertà ai singoli Paesi, popoli e governi". "Il capo dei sovranisti italiani è ormai riconosciuto come capo dell'alleanza a livello europeo - sottolineano a fine incontro fonti del Carroccio a Bruxelles - l'incontro con la Le Pen, che arriva a Roma, ne è la plastica dimostrazione".
MATTEO SALVINI E MARINE LE PENMATTEO SALVINI E MARINE LE PEN

Un riconoscimento perché "è ormai lui il punto di riferimento europeo, come riconoscono in tanti anche a Bruxelles". Che spinge qualcuno ad affermare come "sia matura l'ipotesi di provare a tirare fuori un nome italiano per la candidatura 'sovranista' a Bruxelles".

Tra i profili valutati positivamente, spiegano le stessi fonti Ue "ci sarebbe di sicuro Jimmie Akesson" il giovane leader dei democratici svedesi, che ha appena raccolto il 18% dei consensi in una delle patrie europee della socialdemocrazia. Ma "un nome come quello di Paolo Savona, attuale ministro del governo gialloverde italiano potrebbe essere spendibile se le urne determineranno una svolta netta in senso populista".

salvini wilders le pen petriSALVINI WILDERS LE PEN PETRI
"L'unica esclusione che faccio a priori è con i socialisti", ha ancora detto oggi Salvini, parlando delle alleanze dopo il voto per decidere i posti di comando. Che ha concluso il suo intervento con l'invito al partito popolare europeo, in vista del congresso del prossimo novembre, a prendere le distanze dalla sinistra. Poi il pranzo con la Le Pen, per proseguire il discorso, in vista del voto di fine maggio.

Fonte: qui