9 dicembre forconi: summit
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mercoledì 27 febbraio 2019

Trump a Kim ad Hanoi: 'Summit sarà un successo'

'Un onore essere con te, Nord ha potenziale economico illimitato'


Ansa - Il secondo summit tra il presidente Usa Donald Trump e il leader Kim Jong-un "sarà un successo": è la previsione del tycoon, espressa nei primi commenti subito dopo il loro incontro al Metropole hotel di Hanoi. Trump ha ripetuto che la Corea del Nord "ha un potenziale economico senza limiti" e di "essere impaziente di vederlo" e rilevando di considerare un "onore essere con Kim".

Donald Trump e  Kim Jong-un sono si vedranno almeno cinque volte nell'ambito del summit che sarà aperto da un breve faccia a faccia e dalla "social dinner" in serata.
Trump-Kim, ad Hanoi al via secondo summit

Donald Trump e Kim Jong-un avranno in serata un incontro di circa due ore, prima occasione per un round negoziale ai massimi livelli sulla denuclearizzarione, sul miglioramento dei rapporti bilaterali e sulla pace duratura. In base alle indicazioni fornite dalla Casa Bianca, i due leader arriveranno all'hotel Sofitel Legend Metropole Hanoi intorno alle 18:30 (le 12:30 in Italia), tenendo un meeting 'one-on-one' di 20 minuti, prima della 'social dinner' aperta ai più stretti collaboratori della durata di in un'ora e 35 minuti.
Nell'elenco dei collaboratori che affiancheranno Trump nella cena con Kim ci sono il segretario di Stato Mike Pompeo e il chief of staff reggente Mick Mulvaney, mentre non risulta il consigliere per la sicurezza nazionale John Bolton, arrivato ieri ad Hanoi e considerato un "falco" finito tra l'altro nel mirino di Pyongyang per il suo richiamo alla denuclearizzazione del Nord sul modello libico. Kim, invece, sarà accompagnato dal "braccio destro" Kim Yong-chol, ex generale ed ex numero uno dei servizi segreti militari, e da un'altra persona che potrebbe alla fine risolversi in Kim Yo-jong, l'inseparabile e onnipresente sorella minore del leader. Trump e Kim "scalderanno" il meeting con conversazioni più leggere al fine di ricercare una sintonia: la parte iniziale, tuttavia, è ritenuta una cartina al tornasole sugli sviluppi possibili raggiungibili nel summit di domani dove saranno affrontati i temi più importanti, dalla denuclearizzazione ai rapporti bilaterali e alla pace duratura.

Rispetto al primo vertice di un solo giorno di giugno 2018 a Singapore, i due leader avranno più tempo per parlare del nodo nucleare e, soprattutto, per creare un rapporto personale.Trump e Kim spesero circa 5 ore insieme nella città/Stato, includendo un breve faccia a faccia e un colloquio allargato. Malgrado gli scarni dettagli sul programma, le prime battute del summit seguiranno una formula rodata, fatta da un faccia a faccia, da una cena e da un meeting allargato coi collaboratori più stretti. Sulle attese del programma, i leader potrebbero vedersi almeno 5 volte fino a giovedì, anche se non sono escluse ulteriori occasioni di confronto. A Singapore ci fu poi la breve passeggiata nel giardino del Capella hotel, a uso telecamere. Incerta la conferenza stampa: tutto dipende dal livello di "soddisfazione" dell'accordo, dicono fonti diplomatiche all'ANSA, che i due leader riusciranno a raggiungere.


Vertice Trump-Kim finisce senza accordo. Presidente Usa: “Firma non era buona cosa. No a richiesta di togliere sanzioni”


Vertice Trump-Kim finisce senza accordo. Presidente Usa: “Firma non era buona cosa. No a richiesta di togliere sanzioni”
Il summit di Hanoi in Vietnam si conclude senza una 'Cerimonia di firma congiunta', con il leader nordcoreano che già lasciava l'hotel Metropole mentre il numero uno della Casa Bianca apriva la sua conferenza stampa: "Abbiamo avuto un incontro molto produttivo, le differenze sono state ridotte", ma Kim "ha una certa visione che non coincide con la nostra"

Il summit di Hanoi tra il presidente Usa Donald Trump e il leader nordcoreano Kim Jong-un si è concluso senza un accordo. Lo fa sapere la portavoce della Casa Bianca, Sarah Sanders, spiegando che “i rispettivi staff non vedono l’ora di incontrarsi in futuro” e precisando che i meeting tra i due leader sono stati “molto buoni e costruttivi“. “Hanno discusso di vari modi per far progredire la denuclearizzazione e di idee riguardanti l’economia”, recita la comunicazione della Casa Bianca. Il vertice però è terminato in anticipo, segno più tangibile del flop: nel programma originale era prevista una ‘Cerimonia di firma congiunta‘ e un pranzo di lavoro, ma alla fine i due leader hanno lasciato il summit senza cerimonia e Trump ha anticipato la conferenza stampa di due ore, mentre Kim lasciava l’hotel Metropole di Hanoi al termine dell’ultimo colloquio.

“Abbiamo avuto un incontro molto produttivo, c’erano diverse opzioni ma questa volta abbiamo deciso che non era una buona cosa firmare una dichiarazione congiunta al summit”, ha spiegato proprio il presidente americano parlando ai giornalisti ad Hanoi. Per Trump alla base del mancato accordo c’è il rifiuto Usa alla richiesta “di togliere le sanzioni” avanzata da Pyongyang.  “Le differenze sono state ridotte”, ma Kim “ha una certa visione che non coincide con la nostra”, ha aggiunto.
“Non potevamo togliere tutte le sanzioni per quel settore che loro volevano”, quindi tutte le sanzioni rimangono, ha detto Trump. “Non abbiamo ceduto su nulla, noi siamo buoni amici del presidente Kim e della Corea del Nord, hanno un potenziale enorme, è incredibile, ma per quanto riguarda le sanzioni si trattava di un settore che noi non volevamo”, ha proseguito Trump. In particolare, gli Usa chiedevano che la Corea del Nord smantellasse il suo complesso nucleare di Yongbyon, ma Kim ha detto che non avrebbe acconsentito a meno che Washington non avesse tolto le sanzioni. “Dovevamo avere più di questo”, ha detto il presidente Usa ribadendo che le sanzioni saranno tolte “solo a denuclearizzazione completata”. In questo senso, il presidente Usa ha riferito che il leader nordcoreano “ha assicurato che non farà test su missili e niente che riguardi il nucleare”. Al di là delle dichiarazioni di circostanza, Trump ha poi ammesso che prima del prossimo summit con Kim Jong-un “potrebbe passare molto tempo“.

In conferenza stampa, dopo il fallimento del negoziato, il presidente Usa si è dovuto difendere anche dalle accuse lanciate mercoledì dal suo ex legale Michael Cohen dinanzi al Congresso: “Nessuna collusione con i russi”, ha replicato. Versione diversa quella fornita da Cohen, secondo cui “Trump mentì agli americani sui negoziati con Mosca per la sua Tower”. Fonte: qui

mercoledì 14 novembre 2018

Libia, Haftar diserta il summit di Palermo e la Turchia va via

Conte e Salamè chiudono il summit siciliano. "Abbiamo reso un servizio anche all'Europa", rivendica il premier. Ma le distanze tra gli attori in campo restano. Il generale della Cirenaica conferma la linea dura: "Nulla a che fare con la altre delegazioni". Il vicepresidente turco: "Siamo profondamente delusi"


sabato 16 giugno 2018

Il Summit Francia- Italia? Senza Leader.

Nella sintonia "pragmatica" registrata oggi all'Eliseo tra Giuseppe Conte ed Emmanuel Macron c'è l'incomodo di Matteo Salvini. Il premier italiano e il presidente francese depongono le asce di guerra (verbale) del caso Aquarius e riportano i rapporti tra Roma e Parigi sui binari tradizionali della collaborazione. Ma è un'armonia precaria, finita già questo pomeriggio sotto la lente di ingrandimento del 'premier ombra' Matteo Salvini, lui che in questa settimana ha dettato le carte dello scontro con mezza Europa ma non con i suoi alleati sovranisti. "Voglio vedere i fatti - dice Salvini in un comizio elettorale nel torinese - sono come San Tommaso...".
E' proprio questo il punto del bilaterale tra Conte e Macron, un incontro che è rimasto in bilico fino a 48 ore fa, cioè fino a quando il presidente francese ha alzato la cornetta del telefono per ricucire con Palazzo Chigi. E' su questo palazzo che Macron continua a fare leva per respingere l'avanzata populista e bloccare il nascente 'asse dei volenterosi' lanciato dal Cancelliere austriaco Sebastian Kurz con Salvini e il ministro degli Interni tedesco Horst Seehofer, oltranzista sull'immigrazione tanto da mettere in crisi il governo con Merkel.
"L'Italia - dice Macron - ha un capo di governo, la Francia ha un capo di stato, la Germania ha anche un capo di governo. Se i paesi sono d'accordo nel decidere qualcosa, è lì che succede perché sono responsabili nei confronti delle loro persone e del loro Parlamento". Poi, ironico: "Bisogna avere un approccio conforme, una situazione europea che possa convincere tutti. Se poi il ministro dell'Interno italiano ha contatti privilegiati con alcuni in Europa è una fortuna per noi, per trovare soluzioni e portare più solidarietà. E' una buona notizia per tutti...".
E' un appello a Conte a farsi valere con Salvini, in qualità di presidente del Consiglio in carica. Macron cerca insomma di ripristinare un asse con Roma e Berlino, dove il premier italiano si recherà lunedì, primo vertice con Angela Merkel. Già, ma Conte può solo tentare di contenere Salvini, non più di tanto. In gioco ci sono gli equilibri del governo gialloverde.
Ma soprattutto ci sono giochi internazionali che stanno cercando di rovesciare i tradizionali rapporti di forza tra gli Stati europei e anche tra Stati Uniti ed Europa. Di mezzo c'è anche Donald Trump, insomma, oltre che Vladimir Putin, ma questa è un'altra storia. Quella di oggi è che, proprio mentre era in corso il vertice della rappacificazione all'Eliseo, il presidente americano è tornato a elogiare Conte: "Fantastico! Sembra che essere duri sull'immigrazione ora paghi". Non è un caso.
Di fianco a Macron in conferenza stampa, Conte si sbilancia a chiamarlo "l'amico Emmanuel". Prova a tenere le distanze con Salvini: non usa il gergo leghista soprattutto in tema di immigrazione. Non parla di "pacchia" bensì di "diritti" e "solidarietà" e chiede che sia "l'intero arco del Mediterraneo" a farsene carico, non solo "l'asse dei volenterosi" di Salvini con Kurz e Seehofer.
Lunedì Conte andrà a Berlino da Merkel. Ma troverà una Cancelliera debole, con un governo già rosicchiato dal tarlo sovranista che chiude le frontiere ma pensa internazionale (sembra un ossimoro ma sta succedendo). A Parigi intanto il premier annuncia la preparazione di "una proposta italiana di riforma del regolamento di Dublino, da condividere con la Francia e la Germania e concretizzare durante il semestre di presidenza austriaca", quindi a partire da luglio, dopo il consiglio europeo di fine mese. Ma potrebbero restare parole senza seguito, soprattutto nella parte della redistribuzione in Europa dei migranti che arrivano in Italia. I primi a dire no sono gli alleati di Salvini: l'Austria, i paesi di Visegrad.
"E' chiaro che il funzionamento di Dublino al momento non è operativo perché l'Italia si trova in una situazione di Paese di primo ingresso nello spazio Schengen - sono le parole di Conte - Non è più sostenibile questo per un Paese, qualunque esso sia, e lì dobbiamo trovare nuove regole che consentano maggiore solidarietà. Io non sono chiuso a nessuna innovazione, ho un approccio pragmatico".
L'altra parte della proposta di riforma del regolamento di Dublino è quella destinata ad avere più successo, condivisa in toto anche da Macron, che anche oggi sull'accoglienza non si sbilancia (come sempre: "Solo chi ha diritto all'asilo, non gli 'economici'"). Ed è la parte che prevede centri di smistamento delle richieste di asilo nei paesi di provenienza dei profughi, 'hotspot' gestiti da tutta l'Ue. "Bisogna rafforzare a livello europeo i rapporti con i Paesi di origine e transito dei migranti per prevenire i viaggi della morte", dice Conte, servono "centri di protezione europei nei paesi di origine e di transito per accelerare identificazione e richieste di asilo".
Su questo Parigi c'è. Sul resto, meno. Anzi sul caso Aquarius Macron non le manda a dire: "Quando una nave arriva nelle vostre acque ve ne dovete prendere carico. La Francia rispetterà sempre il diritto internazionale. La difficoltà dell'Italia non può risolversi bypassando il diritto internazionale ma con un approccio cooperativo Ue". Conte invece si limita a parlare di "sintonia con tutti i ministri...".
Salvini per oggi fa 'San Tommaso'. Da Orbassano commenta il vertice francese: "Poi ci fanno lezioni i francesi che al confine con Ventimiglia e il Piemonte respingono donne e bambini. Lezioni dal governo francese non ne prendo". Su Conte: "Se in questi momenti c'è un premier italiano senza il cappello in mano è perché noi abbiamo detto che andremo in Europa senza calare le brache". Ma la sua agenda è diversa da quella di Conte, di un sovranismo che il premier per ora fa fatica a contenere, ammesso che lo voglia fare.
Fonte: qui
Migranti, Conte: «È arrivato il momento di voltare pagina» (Corriere TV)

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