9 dicembre forconi: Sebastian Kurz
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domenica 8 luglio 2018

AUSTRIA, I DATORI DI LAVORO POTRANNO CHIEDERE DI SFORARE I TURNI FINO A 12 ORE AL GIORNO (60 A SETTIMANA) SENZA GIUSTIFICARE LA RAGIONE

KURZ LA CHIAMA “FLESSIBILITÀ”, MA SINDACATI E OPPOSIZIONE SONO IMBUFALITI

Gaia Cesare per “il Giornale”

STRACHE KURZSTRACHE KURZ
Minacce di morte ai deputati che hanno votato le nuove misure: pietre tombali e ceri davanti alle loro abitazioni. I sindacati che minacciano un autunno caldissimo. L' opposizione che attacca l' Fpö, la destra «sociale» oltranzista al governo, per aver ceduto alle pressioni degli alleati conservatori Övp del Cancelliere Sebastian Kurz, definendo entrambi «traditori dei lavoratori», accusati di essersi inchinati ai grandi gruppi industriali.

STRACHE KURZ KERNSTRACHE KURZ KERN




E i due leader dei partiti al potere che parlano di «un' escalation senza precedenti» e di «un incredibile deragliamento». L' Austria si spacca dopo l' approvazione in Parlamento della nuova legge sulla flessibilità dell' orario di lavoro. Le 8 ore quotidiane e le 40 settimanali restano in piedi ma la novità crea a dir poco scompiglio a Vienna: il datore di lavoro potrà infatti chiedere di sforare fino a 12 ore il turno giornaliero e fino a 60 quello settimanale, senza essere costretto a giustificarne la ragione.
sebastian kurzSEBASTIAN KURZ

Niente confronto con i sindacati, addio alla concertazione che finora è stata prassi in Austria e respinti in Aula tutti gli emendamenti dell' opposizione. Il governo mostra di voler adottare la linea dura, non solo sul fronte immigrazione. E addirittura anticipa l' entrata in vigore del provvedimento: avrebbe dovuto essere il 1° gennaio 2019, sarà invece il 1° settembre di quest' anno. «Per garantire chiarezza e sicurezza - spiegano i vertici dell' esecutivo - dopo la discussione dei giorni passati che ha causato molta incertezza e disinformazione».

SEBASTIAN KURZ HEINZ-CHRISTIAN STRACHESEBASTIAN KURZ HEINZ-CHRISTIAN STRACHE



Ma l' opposizione si indigna: abbiamo scoperto di questa novità solo oggi (ieri, ndr) dai mass media. Chiede un referendum ma la proposta avanzata dai socialdemocratici viene bocciata spingendo il leader ed ex cancelliere Christian Kern a denunciare: «È il punto più basso raggiunto nel rapporto con i lavoratori negli ultimi trent' anni della nostra storia».

kurzKURZ





Solo dopo le proteste delle settimane scorse, che hanno scatenato consigli di fabbrica e assemblee (il provvedimento riguarda tutti i settori e gradi del lavoro dipendente), il vicecancelliere Strache (Fpö) ha spinto perché venisse introdotta la volontarietà della prestazione straordinaria. Un cambiamento che non soddisfa comunque le organizzazioni sindacali: «Il carattere volontario esiste solo sulla carta, l' emendamento è una tigre di carta».

kurzKURZ
La legislazione austriaca già prevedeva la possibilità di estendere l' orario di lavoro a 10 ore giornaliere e a 50 settimanali ma finora la flessibilità andava contrattata con i consigli di fabbrica e non solo con il singolo lavoratore, come prevedono invece le nuove misure.
Un cambiamento non da poco.

Equilibrato, tuttavia, dalla possibilità per i lavoratori - prevista dalla nuova legge - di rifiutare l' undicesima e dodicesima ora di lavoro, senza la necessità di spiegare il perché.
I partiti di governo difendono le misure: «La realtà mostrerà la nuova verità, cioè che nulla cambierà per gran parte dei dipendenti. Se i lavoratori vogliono, possono lavorare di più e guadagnare di più o utilizzare più blocchi di tempo libero».
E in effetti, la questione del tempo libero è uno dei punti che i deputati favorevoli alla riforma mettono sul piatto: «La giornata di 12 ore consente una settimana di lavoro di quattro giorni», spiega Barbara Rosenkranz, ex candidata alle presidenziali dell' Fpö, che poi ha lasciato per fondare la lista separata Flö.

Ma anche la Conferenza dei vescovi nei giorni scorsi aveva criticato il pacchetto sostenendo la necessità di concedere più ore di riposo ai lavoratori per dare respiro alle famiglie. Proteste sono annunciate ora in tutta l' Austria.

Con il paradosso, nel frattempo, che dall' altra parte del mondo, la Corea del Sud si rallegra invece per aver ridotto da 68 a 52 le ore di lavoro settimanali.

Fonte: qui


KURZ E SEEHOFER RAGGIUNGONO UN’INTESA SUI MIGRANTI: QUELLI REGISTRATI IN ITALIA SARANNO RISPEDITI DA NOI

“NON ADDOSSEREMO RESPONSABILITÀ ALL’AUSTRIA. L’OBIETTIVO È CHIUDERE LA ROTTA MEDITERRANEA”. ORA IL CERINO È IN MANO A SALVINI – LA PROSSIMA SETTIMANA CI SARÀ UN TRILATERALE DI FUOCO…

Flaminia Bussotti per “il Messaggero”

Dopo l' intesa raggiunta ieri a Vienna fra Sebastian Kurz e Horst Seehofer, il cerino, o come si dice qui lo schwarzen Peter, passa all' Italia, dopo essere stato a lungo in mano ad Angela Merkel, poi finito alla Spd e ritornato a Seehofer. Il ministro dell' Interno tedesco sperava di convincere il cancelliere austriaco a riprendersi alla frontiera i migranti sbarcati senza i requisiti in Germania. Da Kurz invece è arrivato un chiaro picche.
MIGRANTI ONGMIGRANTI ONG

L' Austria non ci pensa ad avallare soluzioni nocive al Paese, è il ritornello di Vienna, risuonato anche ieri nell' incontro con Seehofer con Kurz (Övp) e il vice-cancelliere Heinz-Christian Strache e il ministro degli interni Herbert Kickl (Fpö).

«Non addosseremo né ora né in futuro responsabilità sui migranti all' Austria che non le competono, lo posso escludere», ha assicurato Seehofer passando dalle minacce dei giorni scorsi a un tono conciliante.
sebastian kurz horst seehofer 5SEBASTIAN KURZ HORST SEEHOFER 








La Germania non adotterà misure verso l'Austria, a giorni ci sarà una riunione dei ministri degli interni dei tre paesi. L' obbiettivo è chiudere la rotta nel Mediterraneo, «questo è nell' interesse dell' Italia, ma anche dell' Austria e della Germania», ha sottolineato Kurz.

matteo salvini con i migrantiMATTEO SALVINI CON I MIGRANTI
La riunione trilaterale si terrà la settimana prossima a Innsbruck. Seehofer ha quasi scatenato una crisi di governo in Germania, arrivando anche a minacciare le dimissioni col rischio di far cadere la cancelliera Merkel e tornare alle urne, con il suo masterplan che prevedeva respingimenti di migranti ai confini e l' apertura di centri di transito alla frontiera.

Nodo controverso soprattutto il respingimento di coloro già registrati in un altro paese Ue, ma anche l' idea stessa di centri di transito: il primo punto era a danno in primis dell' Italia, ma anche l' Austria, che avrebbe dovuto riprendersi tutti gli altri sprovvisti dei requisiti per l' asilo in Germania, ne avrebbe fatto le spese.

PIANO AMMORBIDITO
Nel frattempo il piano è stato parecchio ammorbidito: la Merkel ha assicurato che la permanenza nei centri di transito sarebbe al massimo di 48 ore (dopodiché i migranti verrebbero trasferiti in normali centri di accoglienza). L' intesa di Vienna ridurrebbe notevolmente il numero dei respingimenti verso l' Austria (solo quelli che hanno presentato domanda di asilo in un altro paese): il numero di questi in Baviera sarebbe di circa 150 al mese.

sebastian kurz horst seehofer 6SEBASTIAN KURZ HORST SEEHOFER
Si tratta dei profughi «già registrati in Italia e Grecia che hanno fatto lì domanda di asilo», ha detto Seehofer. Negozieremo con quei due paesi per vedere «cosa possono fare» sui movimenti secondari. I migranti registrati in Italia e Grecia che arrivano alla frontiera austro tedesca saranno mandati nei centri di transito e poi rinviati a Roma o Atene: sarà «un contributo essenziale di Italia e Grecia per fermare la migrazione illegale».

Se i negoziati con Italia e Grecia dovessero fallire, si dovrà «pensare a nuove misure per fermare la migrazione illegale», ha precisato.

TRATTATIVA DIFFICILE
Seehofer si è detto consapevole che non saranno negoziati «facili» e, in un ennesimo rimpallo del cerino, lo ha passato di nuovo alla Merkel: «Presumo che a causa della complessità e della dimensione europea, i punti chiave dell' accordo dovranno essere stabiliti dai capi di governo», ha detto.
SALVINI AUSCHWITZSALVINI AUSCHWITZ

Da Vilnius il ministro degli esteri Enzo Maovero Milanesi ha intanto avuto l' assicurazione della collega austriaca Karin Kneissl che per ora Vienna non prevede al Brennero alcuna misura.

6 Luglio 2018

Fonte: qui

giovedì 28 giugno 2018

TRUMP PREPARA UN ASSIST PER IL GOVERNO ITALIANO, CHE GLI PIACE MOLTO: UNO SCONTO SULLE SPESE DI DIFESA NELLA NATO.

DI QUESTO E ALTRO HA PARLATO IL SUPER-FALCO JOHN BOLTON INCONTRANDO A ROMA GIUSEPPE CONTE, IN VISTA DEL VERTICE PUTIN-TRUMP CHE VI ANTICIPIAMO ESSERE ORMAI CERTO IL 15 LUGLIO A VIENNA, COL PATROCINIO DI KURZ

Maria Giovanna Maglie per Dagospia

Uno scontone dal creditore zio Sam. L’Italia spende molto nella Difesa e ospita a Napoli una base Nato tra le più importanti, perciò Trump, che al prossimo vertice dell'Alleanza Atlantica tornerà a esigere, e litigare se necessario, sull'adeguamento della quota dei Paesi membri al 2% del pil, potrebbe chiedere proprio a Bruxelles di sottrarre queste spese dalla cifra dovuta dall'Italia . Un grande favore, un assist a un alleato privilegiato, che è sul tavolo delle trattative.
JOHN BOLTON GIUSEPPE CONTEJOHN BOLTON GIUSEPPE CONTE

Che cosa si sono infatti detti il potentissimo John Bolton, esperto sommo di politica internazionale dai tempi di Ronald Reagan, falco dichiarato e raffinato intellettuale, da poco consigliere per la Sicurezza nazionale di Donald Trump, il quale ci ha messo più di un anno per riuscire a prenderlo con sé contro il parere delle colombe repubblicane? Perché Bolton in viaggio verso Mosca per preparare il vertice Putin Trump, che vi anticipiamo essere ormai certo il 15 luglio a Vienna, e dopo essere stato a Londra, che il presidente americano visiterà il 13 luglio, ha pensato bene di sostare anche a Roma?

CONTE PUTIN TRUMPCONTE PUTIN TRUMP

“Felice di aver ricevuto oggi l’ambasciatore John Bolton, Consigliere per la sicurezza americana, con cui abbiamo parlato del prossimo incontro con il presidente Donald Trump. A presto a Washington D.C.”. scrive in un tweet, con foto allegata, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

Sicuramente del viaggio del premier italiano a Washington si è anche parlato; sarà entro pochi mesi, come già venuto fuori al vertice del G7 in Canada, ed è un grazioso cadeau di Trump a un governo che gli piace molto. Ma c'è altro.

donald trump giuseppe conteDONALD TRUMP GIUSEPPE CONTE






L'Italia è presidente di turno dell'Osce, l'organizzazione per la sicurezza e la cooperazione europea che monitora strettamente la situazione in Crimea, origine delle sanzioni alla Russia. Bolton si aspetta che si segua con attenzione senza pregiudizi verso Mosca il dossier, ma nello stesso tempo ha chiesto all'Italia di evitare troppo facili dichiarazioni sul fatto che si debbano togliere subito le sanzioni. Prudenza, vanno usate come strumento di trattativa con Putin.

TRUMP SALVINITRUMP SALVINI
Appena accennato invece, il contenzioso sull'Iran resta sospeso per trattative imminenti.. Sugli Ayatollah Bolton non sente ragione, è più falco di Trump. Il governo per ora si barcamena dopo l'adesione entusiastica del governo Gentiloni e l'irrigidimento delle altre nazioni Ue. Gli Stati Uniti, che hanno abbandonato l'accordo del 2015, sono pronti a sanzioni anche verso i Paesi europei che continuino a commerciare con l'Iran, oltre al fatto che gli affari con le banche americane finirebbero. Perciò una decisione si imporrà.

Con Matteo Salvini, Ministro dell'Interno, l'incontro invece è tutto dedicato al dossier Libia, le cui infiltrazioni terroristiche stanno soprattutto a cuore agli americani nel riassetto del casino mediorientale. Ma c'è anche un messaggio di complimenti da Washington per la nuova linea dura sull'immigrazione e la gestione pulita dell'affare spinoso della nave Aquarius.

Fonte: qui

IL VIAGGIO LAMPO DI SALVINI IN LIBIA HA MOSTRATO CHE SARÀ MOLTO DIFFICILE OTTENERE COLLABORAZIONE NELLA LOTTA AI TRAFFICANTI 

LA RUSPA FUNZIONA CON LE ONG E CON TONINELLI, MA NON CON AL SERRAJ, CHE (PER ORA) È L’UNICO INTERLOCUTORE RICONOSCIUTO DAL VIMINALE 

L’EFFETTO FINALE È QUELLO DI CREARE UNA DIVISIONE SEMPRE PIÙ AMPIA CON GLI ALLEATI DI GOVERNO, CHE…

Fiorenza Sarzanini per il "Corriere della Sera"

salvini sull aereo militare verso la libiaSALVINI SULL AEREO MILITARE VERSO LA LIBIA
È una sfida alle Ong ma anche ai 5 Stelle quella che il ministro dell' Interno Matteo Salvini lancia sui salvataggi in mare. Perché quando dice che «Toninelli avrebbe tutto il mio appoggio se ordinasse alla Guardia costiera di non rispondere agli Sos» sembra voler mandare un segnale preciso rispetto a possibili cedimenti sulla linea di fermezza che ha imposto sin dall' arrivo al Viminale.

matteo salvini con il vicepremier libico ahmed maitigMATTEO SALVINI CON IL VICEPREMIER LIBICO AHMED MAITIG







I dubbi del titolare delle Infrastrutture Danilo Toninelli sulla chiusura totale dei porti sono ben noti, tanto che le dichiarazioni di ieri sera del vicepremier Luigi Di Maio sulla possibilità che la «Lifeline» alla fine approdi in Italia sono servite proprio a dargli sostegno. E tanto basta a comprendere che la questione all' interno del governo è ormai ufficialmente aperta. Anche perché Salvini non può non sapere che la Guardia costiera ha l' obbligo di dare seguito alle richieste di aiuto, come previsto dai trattati internazionali, ma anche dal codice penale.

TONINELLITONINELLI
Il viaggio lampo di Salvini a Tripoli ha mostrato quanti ostacoli ci sono per riuscire ad ottenere la collaborazione nella lotta ai trafficanti. Il «no» del vicepresidente Ahmed Maiteeq alla creazione di hotspot in Libia ha fatto comprendere che non basteranno le 20 motovedette promesse e soprattutto che sono molte le parti da soddisfare.

Al momento l' unico interlocutore scelto dal titolare del Viminale «è quello riconosciuto a livello internazionale», vale a dire il premier Fayez Al Serraj: resta fuori - almeno ufficialmente - il generale Khalifa Haftar, fuori anche i capi tribù. E questo certamente avrà un peso nelle trattative. In attesa delle nuove istanze - compresa l' autostrada promessa nel 2013 dall' allora presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, che ieri sono tornati a mettere sul piatto del negoziato - il titolare del Viminale decide di alzare ulteriormente i toni sia contro le Ong, sia contro gli Stati europei che non collaborano, Francia in testa.

AL SERRAJAL SERRAJ
Ma l' effetto finale è quello di creare una divisione sempre più ampia con gli alleati di governo. Sulla scelta di far entrare a Pozzallo il mercantile Alexandre Maersk alla fine ha pesato il ruolo avuto dal centro di coordinamento di Roma per le operazioni di soccorso, ma anche il richiamo esplicito del garante per i detenuti Mauro Palma che in una lettera inviata all' ammiraglio Giovanni Pettorino, comandante della Guardia costiera, ha sottolineato come i 113 migranti a bordo «si trovano di fatto privati della libertà personale, pur non essendoci ovviamente alcun ordine in tal senso, impugnabile di fronte all' autorità giudiziaria, ai sensi dell' articolo 5 della Convenzione europea per i diritti umani». E poi il fatto che non si trattasse di una Ong.

matteo salvini il ministro dell’interno libico abdulsalam ashourMATTEO SALVINI IL MINISTRO DELL’INTERNO LIBICO ABDULSALAM ASHOUR




Su questo Matteo Salvini continua a mantenere il punto con un intento chiaro: chi si trova in difficoltà in acque internazionali e chiede soccorso deve essere indirizzato a Tripoli, Tunisi o Malta, perché non deve essere il centro di Roma a coordinare le operazioni.

Fonte: qui











L’AUSTRIA FA UNA MEGA ESERCITAZIONE ANTI MIGRANTI AL CONFINE CON LA SLOVENIA: CENTINAIA DI POLIZIOTTI E BLINDATI NELLA CITTÀ DI SPIELFELD PER FAR VEDERE ALL’EUROPA CHE KURZ È PRONTO A TUTTO 
IL MESSAGGIO È RIVOLTO ALLA MERKEL E A SEEHOFER: ECCO COSA SUCCEDERÀ SE CHIUDETE LA FRONTIERA BAVARESE… 

austria esercitazione anti migranti 16AUSTRIA ESERCITAZIONE ANTI MIGRANTI
Il governo di Sebastian Kurz domenica 1 luglio assumerà la presidenza semestrale dell’Unione europea, e ha pensato bene di far capire quali sono le sue intenzioni sui migranti.

La polizia austriaca ha fatto un’esercitazione anti migranti con centinaia di poliziotti in tenuta antisommossa e veicoli blindati nella città di Spielfeld, al confine con la Slovenia. Ma il vero destinatario del messaggio, come scrive il Daily Mail, è la Germania: se il ministro dell’Interno tedesco Seehofer ha intenzione di andare avanti con la paventata chiusura della frontiera bavarese, allora l’Austria farà lo stesso. E i migranti si troveranno davanti questo.
austria esercitazione anti migranti 2AUSTRIA ESERCITAZIONE ANTI MIGRANTI 2

Sebastian Kurz ha deciso di mostrare i muscoli, dopo aver partecipato al summit del blocco di Visegrad, e la sua posizione potrebbe non dispiacere a Matteo Salvini, che cerca alleati europei dopo la toccata e fuga senza esito in Libia. La crisi dei migranti sta facendo implodere la diplomazia europea e Kurz teme che la crisi di governo tedesca porti alla chiusura del confine meridionale. A quel punto tutti alzerebbero un muro.

austria esercitazione anti migranti 3AUSTRIA ESERCITAZIONE ANTI MIGRANTI




Nessuno vuole i migranti. Non li vuole la Spagna, che aveva mostrato il suo volto caritatevole per la nave Aquarius. Non li vuole Macron, che va dal Papa a invocare la solidarietà ma poi spara a Ventimiglia, non li vuole l’Italia. Da qualche parte però dovranno pur andare. Di certo, è il messaggio di Kurz, non in Austria.

horst seehofer angela merkelHORST SEEHOFER ANGELA MERKEL




In realtà Spielfeld e la frontiera con la Slovenia non sono un luogo di passaggio per i profughi disperati. Ma è perfetto per testare per la prima volta l’unità di protezione dei confini “Puma”. “Vogliamo prepararci a qualsiasi sviluppo e inviare un segnale chiaro che non ci saranno le stesse disattenzioni del 2015”, ha detto il vice cancelliere Heinz Christian Strache.

austria esercitazione anti migranti 5AUSTRIA ESERCITAZIONE ANTI MIGRANTI
Parole che fanno eco a quelle di Kurz, che dopo il summit flop dello scorso fine settimana, e in vista del prossimo Consiglio europeo, ha detto che l’Austria “farà tutto il necessario per difendere i propri confini”.

L’Austria ha suggerito che, se non sarà possibile creare nuovi hotspot in Libia (come sembra) allora i clandestini potrebbero essere dirottati in Albania, per poi essere rimpatriati. “Stiamo lavorando anche con la Danimarca e altri paesi del Nord Europa per risolvere lo stallo”, ha detto Kurz. Ma intanto, i poliziotti sono pronti. È solo un’esercitazione, con dei figuranti. Per ora.

mario kusanek e herbert kicklMARIO KUSANEK E HERBERT KICKLaustria esercitazione anti migranti 17AUSTRIA ESERCITAZIONE ANTI MIGRANTI

martedì 19 dicembre 2017

AUSTRIA: ACCORDO TRA CONSERVATORI E NAZIONALISTI: ALL'ULTRADESTRA DI STRACHE TRE MINISTERI CHIAVE: DIFESA, INTERNI E ESTERI

ECCO LA SQUADRA CHE FORMERÀ IL GOVERNO DI SEBASTIAN KURZ, IL CANCELLIERE PIU' GIOVANE DELLA STORIA DEL PAESE (HA 31 ANNI)  

Da ansa.it

kurz e stracheKURZ E STRACHE
Avrà ministeri cruciali, come Interni, Difesa ed Esteri, la destra oltranzista del Fpoe di Heinz-Christian Strache, nel nuovo governo austriaco del giovanissimo cancelliere Sebastian Kurz. Secondo le anticipazioni dell'Apa, Herbert Kickl andrà agli Interni, Mario Kunasek alla Difesa e Karin Kneissl agli Esteri. Strache, come previsto, sarà vicecancelliere.

Sedici persone faranno parte della squadra di governo di Sebastian Kurz, secondo quanto scrive l'Apa: oltre al cancelliere, sette ministri e una sottosegretaria del partito popolare Oevp e sei ministri e un sottosegretario degli alleati del Fpoe. Il ministro per la Cancelleria, l'Ue, i Media l'Arte e la Cultura è Gernot Bluemel; alle Finanze, Hartwig Loeger; all'Economia, Margarete Schramboeck; Istruzione e Università e Asili infantili, Heinz Fassmann; Donne e Famiglia, Juliane Bogner-Strauss; Giustizia e Riforme statali, Josef Moser; Agricoltura e Ambiente, Elisabeth Koestinger; sottosegretaria agli Interni, Karoline Edtstadler. Per il Fpoe, ci saranno il vicecancelliere Heinz-Christian Strache; agli Interni, Herbert Kickl; alla Difesa Mario Kunasek; alle Infrastrutture, Norbert Hofer; Sociale e Salute, Beate Hartinger; Esteri, Karin Kneissl; sottosegretario alla Finanze Hubert Fuchs.

17 Dicembre 2017

Fonte: qui

lunedì 16 ottobre 2017

IL 31ENNE KURZ STRAVINCE LE ELEZIONI IN AUSTRIA, BOOM DELL’ULTRADESTRA: I NAZIONALISTI DI STRACHE SONO QUASI IL SECONDO PARTITO

SE IL NEOCANCELLIERE SCEGLIERA' DI ALLEARSI CON LORO, VIENNA PUO’ DIVENTARE UNA SPINA NEL FIANCO DELL’UE E DELLA POLITICA MERKEL-MACRON 

IL CASO PROFUGHI

Letizia Tortello per la Stampa

L' Austria svolta a destra. L' onda nazionalista xenofoba e anti-islam dell' Fpö di Strache, dopo il boom previsto dai sondaggi, si ferma al terzo con il 26% dei voti.

Ma guadagna 11 seggi. Vienna ieri ha votato per rinnovare il parlamento. I socialdemocratici dell' Spö che erano il primo partito e governavano, considerando gli ultimi dati di ieri sera, tengono con il 26,9%, il peggior risultato di sempre, e finiscono secondi con il cancelliere uscente Christian Kern che ammette i suoi errori. Con loro, gli austriaci hanno messo un argine allo strapotere dell' estrema destra.

Comunque vada con la coalizione di governo, la cosa certa è che il Paese senza sbocchi sul mare farà pressione su Bruxelles per il controllo delle frontiere e per fermare l' immigrazione illegale. 

Nel caso di un' alleanza «nero-blu» delle destre, tra Kurz e Strache, che insieme hanno ottenuto quasi il 60%, l' Austria potrebbe diventare una spina acuminata nel fianco della Ue e per la politica di accoglienza di Merkel e Macron.

STRACHE KURZSTRACHE KURZ
È accaduto ancora una volta quel che è capitato in Olanda prima e in Francia poi, dove l' estrema destra populista non ha sfondato. I popolari impersonati dal «Re Sole» dell' Övp, il 31enne Sebastian Kurz, staccano tutti con un risultato ben sopra il 31%.

Kurz vince, ma avrà bisogno di un partner. Martedì si apriranno le consultazioni con il presidente della Repubblica Van der Bellen, che già fa sapere: «Certi ministri non sono graditi». Si riferisce ad un' eventuale nomina del suo rivale alle presidenziali Norbert Hofer (Fpö). Se il 31enne diventerà cancelliere, sarà il leader più giovane del mondo.

Determinato a proteggere i confini del Paese d' Oltralpe dall' arrivo dei migranti e a respingere in toto quelli irregolari. Chiederà alla Ue più sussidiarietà e autonomia per gli Stati dal governo centrale di Bruxelles.

«Il nostro è un risultato storico, in 50 anni è la seconda volta che arriviamo al primo posto, non succedeva dagli anni '70», commenta contento Kurz alla tv Orf pubblica. Soprattutto se si considera il suo «miracolo»: ministro degli Esteri uscente, ha preso in mano il partito cristianodemocratico rottamando la vecchia guardia cinque mesi fa e l' ha fatto balzare in testa.
STRACHE KURZ KERNSTRACHE KURZ KERN

La svolta Il voto dice che la quieta e silenziosa Austria, cerniera dell' Europa, con un' economia che cresce quasi il doppio di quella dell' Italia e per la prima volta nel 2017 più della media europea, si è ribellata all' arrivo di quasi 90 mila migranti nel 2015 (più che in Germania rispetto alla popolazione). Voleva una svolta. Il vincitore Kurz, enfant prodige della politica austriaca, a 24 anni sottosegretario all' Integrazione e a 27 ministro, l' ha incarnata.

È stato scaltro a rappresentare il cambiamento. Amico del premier ungherese Orban, con lui ha gioito della chiusura della rotta balcanica. Ha interpretato l' umore di base della popolazione, caratterizzato dalla paura, la sua retorica ha messo nello stesso calderone rifugiati e terroristi islamici, è stato bravo a soggiogare tutti i temi alla questione migranti, trattandoli come il capro espiatorio di quel che non va nel Paese. Nel nuovo Nationalrat guadagnerà 15 deputati. Mentre 11 in più ne prenderanno i liberalnazionalisti di Strache.
kurzKURZ

Nazionalisti ripuliti La Fpö erede di Haider cresce rispetto a cinque anni fa. Ha quasi eguagliato il risultato del '99, quando si coalizzò con l' Ovp e l' Austria attirò su di sé le sanzioni di 14 Stati europei per i toni xenofobi del suo governo. Vienna precipitò nel peggior isolamento della sua storia. Ora l' alleanza potrebbe replicarsi. Strache gioca su due tavoli. Ha abbandonato il passato giovanile vicino ai gruppi neonazisti, i suoi toni sono diversi dall' AfD tedesca. «Siamo arrivati al cuore della società», ha commentato.

«Visto che ci hanno copiato il programma, ci sono possibilità di fare una coalizione». Con i popolari, con cui condivide la visione sull' immigrazione, o con i socialdemocratici dell' Spö, che sarebbe un' alleanza certo bipolare: Kern ha posto come condizione per collaborare una visione non euroscettica.

kurzKURZ
Ko socialdemocratico Il cancelliere uscente ammette «gli errori commessi». Sono «tempi difficili per i socialdemocratici - dice -, ma considerata la situazione europea il risultato va bene». L' Austria apre uno scenario di incertezza, che potrebbe portarla più vicina ai Paesi di Visegrad, sicuramente lontana dalla confinante Germania, con cui qualunque cancelliere dovrà fare i conti.

Fonte: qui

LA VITTORIA DI KURZ IN AUSTRIA APRIRA’ UN BRACCIO DI FERRO TRA ITALIA E AUSTRIA PER I MIGRANTI 
DA MINISTRO DEGLI ESTERI, ANNUNCIO’ DI SCHIERARE L’ESERCITO AL CONFINE CON IL BRENNERO 
LA CAMPAGNA ELETTORALE DEL GIOVANISSIMO LEADER SI È INCENTRATA SOPRATTUTTO SULLE MISURE DA ATTUARE CONTRO STRANIERI E ISLAM RADICALE
Valentina Errante per “il Messaggero”

La crisi diplomatica era stata sfiorata a luglio scorso. Quando, da ministro degli esteri, Sebastian Kurz aveva annunciato di schierare l'esercito per bloccare il Brennero. L'ambasciatore era stato convocato dalla Farnesina ed era arrivata una durissima reazione del ministro dell'Interno Marco Minniti. Ad agosto, Kurz ha chiesto all'Italia di non sbarcare più migranti dalle isole dal Mediterraneo ma di lasciarli a Lampedusa per poi riportarli indietro. Non una parola sulla gestione dei flussi.
STRACHE KURZ KERNSTRACHE KURZ KERN

E adesso, con il suo governo, lo scontro sul tema immigrazione sembra inevitabile. È stato il tema della sua campagna elettorale, quello che forse più degli altri ha convinto gli elettori. Anche se sarà difficile che il giovane leader del Partito popolare austriaco possa davvero realizzare la sua idea per risolvere la questione più calda: esaminare le richieste dei migranti fuori dai confini nazionali (ed europei) per ridurre gli arrivi. Lo scontro con l'Italia si riproporrà di certo, al Brennero, dove i controlli sono ancora in atto, e al Tarvisio, sui quali, periodicamente, l'Austria muove pesanti attacchi sostenendo che migranti non registrati, provenienti dal Mediterraneo, superino i confini.

LE MOSSE
kurzKURZ
Il primo risultato in materia di immigrazione, Kurz potrebbe incassarlo già prima di novembre, quando scade la deroga di due anni concessa dai regolamenti Ue sull'area Schengen. La sospensione, adottata da alcuni paesi, tra i quali l'Austria doveva essere una misura eccezionale, adottata per contrastare la minaccia terroristica e per impedire che migranti provenienti da altri Stati europei varcassero il confine in violazione del regolamento di Dublino, che impone al Paese di primo ingresso la gestione dei migranti.

AUSTRIA BRENNEROAUSTRIA BRENNERO
E invece la Commissione ha già chiesto una proroga su sollecitazione dei paesi interessati. Le polemiche non mancheranno perché la richiesta (arrivata anche da Francia e Austria) riguarda l'allungamento dai due ai quattro anni dei controlli alle frontiere. Ma è certo che adesso le politiche dell'Austria procederanno ancor più pesantemente in questa direzione.

Lo scorso anno i controlli sono stati avviati anche in tanti valichi minori. L'obiettivo è riuscire a gestire eventuali nuovi flussi di massa, come quello che, due anni fa, proprio l'Austria sostenne dalla Slovenia. Per questo sono state predisposte buche nel terreno per poter installare rapidamente reti di recinzione. Del resto, la campagna elettorale del giovanissimo Kurz si è incentrata soprattutto sulle misure da attuare contro i migranti e l'islam radicale.

scontri tra polizia e black bloc al brennero 9SCONTRI TRA POLIZIA E BLACK BLOC AL BRENNERO 9
«Faremo di tutto per fermare la migrazione illegale, fermeremo gli abusi del nostro sistema sociale». Cifre alla mano il giovane candidato ha spiegato che i numeri dell'accoglienza, sostenuti dall'Austria, soano sproporzionati. Per i poco meno di 9 milioni di abitanti (8.773.686) e in rapporto alla sua popolazione il Paese ospita attualmente oltre il doppio dei profughi presenti in Italia. Negli ultimi due anni le richieste di asilo sono state 1.998 per milione di abitanti in Italia e 4.587 in Austria.
scontri tra polizia e black bloc al brennero 6SCONTRI TRA POLIZIA E BLACK BLOC AL BRENNERO 6

IL VIMINALE
Il rapporto con l'ex ministro degli Esteri austriaco è già stato segnato dai precedenti estivi. La preoccupazione per le nuove politiche è inevitabile, ma si tendono a escludere scenari catastrofici. Le regole europee non possono essere violate e l'Austria, in caso contrario, incorrerebbe in procedure di infrazione. Si dà per scontata la proroga di controlli ai confini. Recentemente sono stati concessi anche sui treni che oltrepassano il Brennero. Ma gli spot da campagna elettorale, difficilmente, diventano politica.

Fonte: qui