9 dicembre forconi: Horst Seehofer
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domenica 8 luglio 2018

KURZ E SEEHOFER RAGGIUNGONO UN’INTESA SUI MIGRANTI: QUELLI REGISTRATI IN ITALIA SARANNO RISPEDITI DA NOI

“NON ADDOSSEREMO RESPONSABILITÀ ALL’AUSTRIA. L’OBIETTIVO È CHIUDERE LA ROTTA MEDITERRANEA”. ORA IL CERINO È IN MANO A SALVINI – LA PROSSIMA SETTIMANA CI SARÀ UN TRILATERALE DI FUOCO…

Flaminia Bussotti per “il Messaggero”

Dopo l' intesa raggiunta ieri a Vienna fra Sebastian Kurz e Horst Seehofer, il cerino, o come si dice qui lo schwarzen Peter, passa all' Italia, dopo essere stato a lungo in mano ad Angela Merkel, poi finito alla Spd e ritornato a Seehofer. Il ministro dell' Interno tedesco sperava di convincere il cancelliere austriaco a riprendersi alla frontiera i migranti sbarcati senza i requisiti in Germania. Da Kurz invece è arrivato un chiaro picche.
MIGRANTI ONGMIGRANTI ONG

L' Austria non ci pensa ad avallare soluzioni nocive al Paese, è il ritornello di Vienna, risuonato anche ieri nell' incontro con Seehofer con Kurz (Övp) e il vice-cancelliere Heinz-Christian Strache e il ministro degli interni Herbert Kickl (Fpö).

«Non addosseremo né ora né in futuro responsabilità sui migranti all' Austria che non le competono, lo posso escludere», ha assicurato Seehofer passando dalle minacce dei giorni scorsi a un tono conciliante.
sebastian kurz horst seehofer 5SEBASTIAN KURZ HORST SEEHOFER 








La Germania non adotterà misure verso l'Austria, a giorni ci sarà una riunione dei ministri degli interni dei tre paesi. L' obbiettivo è chiudere la rotta nel Mediterraneo, «questo è nell' interesse dell' Italia, ma anche dell' Austria e della Germania», ha sottolineato Kurz.

matteo salvini con i migrantiMATTEO SALVINI CON I MIGRANTI
La riunione trilaterale si terrà la settimana prossima a Innsbruck. Seehofer ha quasi scatenato una crisi di governo in Germania, arrivando anche a minacciare le dimissioni col rischio di far cadere la cancelliera Merkel e tornare alle urne, con il suo masterplan che prevedeva respingimenti di migranti ai confini e l' apertura di centri di transito alla frontiera.

Nodo controverso soprattutto il respingimento di coloro già registrati in un altro paese Ue, ma anche l' idea stessa di centri di transito: il primo punto era a danno in primis dell' Italia, ma anche l' Austria, che avrebbe dovuto riprendersi tutti gli altri sprovvisti dei requisiti per l' asilo in Germania, ne avrebbe fatto le spese.

PIANO AMMORBIDITO
Nel frattempo il piano è stato parecchio ammorbidito: la Merkel ha assicurato che la permanenza nei centri di transito sarebbe al massimo di 48 ore (dopodiché i migranti verrebbero trasferiti in normali centri di accoglienza). L' intesa di Vienna ridurrebbe notevolmente il numero dei respingimenti verso l' Austria (solo quelli che hanno presentato domanda di asilo in un altro paese): il numero di questi in Baviera sarebbe di circa 150 al mese.

sebastian kurz horst seehofer 6SEBASTIAN KURZ HORST SEEHOFER
Si tratta dei profughi «già registrati in Italia e Grecia che hanno fatto lì domanda di asilo», ha detto Seehofer. Negozieremo con quei due paesi per vedere «cosa possono fare» sui movimenti secondari. I migranti registrati in Italia e Grecia che arrivano alla frontiera austro tedesca saranno mandati nei centri di transito e poi rinviati a Roma o Atene: sarà «un contributo essenziale di Italia e Grecia per fermare la migrazione illegale».

Se i negoziati con Italia e Grecia dovessero fallire, si dovrà «pensare a nuove misure per fermare la migrazione illegale», ha precisato.

TRATTATIVA DIFFICILE
Seehofer si è detto consapevole che non saranno negoziati «facili» e, in un ennesimo rimpallo del cerino, lo ha passato di nuovo alla Merkel: «Presumo che a causa della complessità e della dimensione europea, i punti chiave dell' accordo dovranno essere stabiliti dai capi di governo», ha detto.
SALVINI AUSCHWITZSALVINI AUSCHWITZ

Da Vilnius il ministro degli esteri Enzo Maovero Milanesi ha intanto avuto l' assicurazione della collega austriaca Karin Kneissl che per ora Vienna non prevede al Brennero alcuna misura.

6 Luglio 2018

Fonte: qui

martedì 3 luglio 2018

GERMANIA (E EUROPA) SULL’ORLO DI UNA CRISI DI MERKEL – IL GOVERNO TEDESCO RISCHIA DI CADERE.

SERVE UN’INTESA SUI RESPINGIMENTI AL CONFINE, MA ANGELA NON CEDE 

L’ULTIMATUM DI SEEHOFER: SVOLTA ENTRO TRE GIORNI O AUF WIEDERSEHEN MERKEL! 

SCHAUBLE: “L’UNIONE È SULL’ORLO DELL’ABISSO”


horst seehofer angela merkelHORST SEEHOFER ANGELA MERKEL
Senza un accordo, il governo tedesco è appeso a un filo. La riunione a Berlino tra Angela Merkel e Horst Seehofer con il presidente del Bundestag Wolfgang Schäuble a fare da mediatore, è uno degli ultimi tentativi di trovare un compromesso nella crisi politica tra la cancelliera della Cdu e il suo ministro dell’Interno, leader della Csu bavarese.

Serve un’intesa sui respingimenti al confine tedesco dei richiedenti asilo già registrati in un altro Paese Ue: la misura voluta da Seehofer che Merkel ha stoppato, perché la ritiene una mossa “unilaterale” di uno Stato, e non intende cedere neanche di un centimetro.
horst seehoferHORST SEEHOFER



Il vertice è solo l’ultimo atto, per ora, della crisi di governo tedesca cominciata a metà giugno. Uno strappo tra i due storici alleati democristiani che nella notte tra domenica e lunedì ha conosciuto un nuovo capitolo, con la riunione a Monaco dei vertici della Csu e l’ultimatum dato da Seehofer alla cancelliera. Dopo aver minacciato due volte le dimissioni, il ministro degli Interni si è appellato a un ultimo disperato tentativo di trovare un accordo.

MERKEL SEEHOFERMERKEL SEEHOFER

Ma se “entro tre giorni” non otterrà da Merkel una svolta soddisfacente sulla questione migranti, allora lascerà “tutte le poltrone“. “L’Unione è sull’orlo dell’abisso“, ha detto lunedì mattina Schäuble che ora chiede ai due protagonisti della crisi di trovare un compromesso. La Csu, dopo quanto successo domenica notte, ha cercato invece di minimizzare, dichiarandosi aperta a una possibile soluzione.

TITOLO LIBERO LA CULONA SI E' SGONFIATATITOLO LIBERO LA CULONA SI E' SGONFIATA

“La stabilità del governo per noi non è in discussione, e neppure la fine del gruppo parlamentare comune è la strada giusta”, ha addirittura detto il presidente della Baviera, Markus Soeder, secondo il quale “in un governo si può raggiungere molto, ma fuori no”. “Noi riteniamo che ci sia bisogno di maggiore sicurezza alle frontiere”, ha continuato parlando a margine di un evento a Passau, e sottolineando che il partito sia comunque disponibile al compromesso. Nel pomeriggio dalla sede della Cdu, la Konrad-Adenauer-Haus, dopo una riunione fiume cominciata alle 8.30, sono arrivati anche i toni concilianti della Merkel, disponibile a trovare una soluzione.
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Lo scenario: accordo, cambio di ministro o urne –Tutto comunque è rimandato a quello che uscirà dal faccia a faccia Merkel-Seehofer in cui, scrive il quotidiano bavarese Sueddeutsche Zeitung, “quasi tutto è ancora possibile“. A questo punto tra Berlino e Monaco, tra Cdu e Csu, potrebbe davvero esserci la rottura, come non succedeva dal 1976. Merkel ha poche opzioni davanti a sé.

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Senza un’improvvisa intesa con Seehofer da trovare al massimo entro il 4 luglio, dovrebbe accettare le dimissioni del suo ministro. Seehofer potrebbe essere sostituito da un altro esponente della Csu, per esempio il capogruppo Alexander Dobrindt. L’altro scenario sarebbe la fine della coalizione.

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A quel punto la cancelliera si presenterebbe in Parlamento a chiedere la fiducia, per certificare la mancanza di una maggioranza. Da quel momento dovrebbero passare 60 giorni prima di tornare al voto. Per evitare le urne Merkel potrebbe tentare due strade: un governo di minoranza con i socialdemocratici, oppure una nuova coalizione con Spd e Verdi. In caso di accordo last minute invece, la cancelliera si presenterebbe comunque davanti al Bundestag per una fiducia che servirebbe semplicemente a sancire la fine della crisi.

HORST SEEHOFER ANGELA MERKELHORST SEEHOFER ANGELA MERKEL
La riunione di domenica – Per due volte nel corso della serata di domenica Seehofer aveva minacciato le dimissioni. Le prime sono state respinte dal suo stesso partito, per mano del capogruppo Alexander Dobrindt, che le ha definite inaccettabili. Le secondo le ha ritirate il ministro stesso, spiegando che avrebbe cercato un nuovo accordo con la sua cancelliera. Un balletto che è lo specchio della fragilità degli equilibri politici tedeschi.

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Che la situazione sia “molto seria“, lo aveva ammesso anche la stessa Merkel in un’intervista alla Zdf rilasciata domenica alle 14, prima che a Monaco si compiesse il dramma Seehofer. Ha dichiarato che farà “tutto il possibile per raggiungere risultati e continuare a tutelare la responsabilità per il nostro Paese”. Ma sul casus belli della crisi non è arretrata di un centimetro: nessuna apertura, al momento, ai respingimenti al confine tedesco dei richiedenti asilo già registrati in un altro Paese Ue. “La considererei una mossa unilaterale di uno Stato”, ha più volte spiegato.

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Seehofer: “Ci parleremo ancora” – I controlli alla frontiera sono invece il punto cardine del masterplan sull’immigrazione redatto da Seehofer: un testo su cui la Csu si gioca la faccia, anche in vista delle elezioni del prossimo ottobre nella sua Baviera. “Dico di sì, che mi dimetterò da ministro e da capo del partito e che lo farò entro tre giorni”, ha confermato Seehofer nella notte, parlando fuori dalla sede del partito a Monaco e anticipando un incontro in giornata con la Cdu, “nella speranza che si possa arrivare ad un accordo”.
angela merkel horst seehoferANGELA MERKEL HORST SEEHOFER


“Ci parleremo ancora – ha detto il ministro degli Interni – Nell’interesse di questo paese e della capacità della nostra coalizione e dell’esecutivo di governo, cosa che vogliamo preservare. Vogliamo raggiungere un accordo sulle questioni chiave del controllo dei confini e dei respingimenti alle frontiere, e solo su questi punti”. “Spero che ci riusciremo”, ha concluso.

horst seehofer 1HORST SEEHOFER 




La crisi dopo il Consiglio Ue – L’Asylstreit, così come i quotidiani tedeschi chiamano la crisi di governo sull’immigrazione, sembrava essere giunta a una svolta in positivo dopo il Consiglio europeo di settimana scorsa. Il partito del ministro Seehofer chiedeva di ottenere a Bruxelles “qualcosa di peso equivalente” ai respingimenti. Per Merkel il risultato delle trattative era stato “anche più di qualcosa che abbia peso equivalente”.

Horst SeehoferHORST SEEHOFER
Credeva che i fratelli bavaresi potessero essere soddisfatti quando ha indirizzato loro la lettera di otto pagine dal titolo Più ordine e controllo nella politica migratoria in cui annunciava tra l’altro di aver stretto accordi con 14 Stati Ue per velocizzare i respingimenti. Fonte: qui