9 dicembre forconi

domenica 4 settembre 2016

FACEBOOK-FOLLIA - ADESSO BLOCCA COME INAPPROPRIATO IL BOZZETTO DI UNA MANO DEL XVI SECOLO

DENUNCIATO DA UN INGLESE, INSORGE LA COMUNITA' DI ESPERTI D'ARTE INTERNAZIONALE 

ALLA FINE, IL SOCIAL DI ZUCKERBERG SI SCUSA, PERCHE' NON E' IN GRADO DI ANALIZZARE LA FONDATEZZA DELLE SEGNALAZIONI.


Quando Facebook esagera. Secondo quanto riporta El Pais, sono riusciti a censurare un post che riportava il bozzetto di una mano come "contenuto non appropriato".

LA MANO CENSURATA DA FACEBOOKLA MANO CENSURATA DA FACEBOOK

Il bozzetto in questione è di Hans Holbein Il Giovane e lo fece nel XVI secolo. E, come si vede, ritrae solo una mano.
 
Il bozzetto in questione è lo studio di una mano elaborato per il ritratto di Erasmo da Rotterdam, l'opera più famosa di Holbein.
 
Lo ha pubblicato sul suo profilo Facebook Stephen Ellcock, un esperto d'arte londinese. Dopo la pubblicazione del post ha ricevuto una comunicazione dal social network per aver violato, con il bozzetto, "le norme della comunità". Ed ha subito la sospensione di 30 giorni.

Contro l'iniziativa si è scagliata la community intellettuale londinese che ha iniziato a pubblicare le foto del bozzetto in molti profili.
 

facebook censura l arteFACEBOOK CENSURA L ARTE

A quel punto - racconta The Times - Facebook si è scusato, attribuendo la censura "ad un errore umano" ...
Fonte: qui

A CHE SERVONO LE OLIMPIADI?

ATENE 2004: DIECI ANNI DOPO, LE ROVINE DEI FASTI OLIMPICI 

STADI, PISCINE E ARENE, COSTATI NOVE MILIARDI DI EURO, TRASFORMATI IN DISCARICHE, SEMI DISTRUTTI, PIENI DI STERPAGLIE


VIDEO - ATENE 2004: DIECI ANNI DOPO, LE ROVINE DEI FASTI OLIMPICI


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Esattamente dieci anni fa, ad Atene si aprivano i XXVIII Giochi Olimpici Estivi. Due settimane di festa e sfarzo. ‘‘E’ un grande investimento che mostrerà i suoi frutti nel futuro’‘, diceva l’allora Ministro dell’Economia George Alogoskoufis. Ma non sapeva che non sarebbe proprio andata cosi’.


La maggior parte delle strutture utilizzate 10 anni fa, oggi sono in degrado. Stadi, piscine e arene trasformati in discariche, semi distrutti, pieni di sterpaglie. Abbandonati a loro stessi, insomma.

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Un enorme spreco per tanti: nove miliardi di euro circa. Un ‘buco’ che, per i critici, ha avuto un ruolo anche nella crisi economica, che ha messo poi in ginocchio la Grecia.


“La legge olimpica che aiuto’ a costruire velocemente queste strutture non si assicuro’ che il governo avesse i giusti permessi e compisse i passi necessari, perchè queste strutture venissero utilizzate adeguatamente anche dopo i Giochi”, ha spiegato Spyros Capralos, Presidente del Comitato Olimpico Ellenico.


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Poche inoltre sono le infrastrutture urbane che hanno migliorato Atene, come la nuova linea di metropolitana leggera a cielo aperto, che conduceva dal centro al Pireo.

“Il CIO oggi si preoccupa molto dell’eredità post-olimpica delle città” ha dichiarato Stratos Safioleas, portavoce internazionale ad Atene 2004.

“Il CIO presta molta attenzione all’impatto che le Olimpiadi provocano sulle città e sui Paesi ospitanti l’evento. E, di solito, questo porta alla creazione di nuove infrastrutture, perchè i Giochi servono proprio a questo: a creare infrastrutture sportive e non solo”.
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Non tutti i siti olimpici sono fortunamente delle cattedrali nel deserto. Alcuni sono stati trasformati, come l’ex Broadcast Center, che oggi è un centro commerciale e l’arena del badminton, diventata un teatro. Buone idee, ma non dal punto di vista degli sportivi greci.


sabato 3 settembre 2016

Caos politico in Brasile e Spagna: cosa sta succedendo?

L'ambasciatore venezuelano è stato richiamato in patria e i rapporti diplomatici tra Brasile e Venezuela sono stati congelati. 

In Spagna, intanto, manca ancora un governo dopo circa 9 mesi dalle prime elezioni.

Il caso (e il caos) del Brasile

Una reazione estrema, quella del Venezuela, paese già di per sé in crisi sociale per il crollo delle quotazioni del petrolio, e che arriva in seguito alla destituzione di Dilma Rousseff dalla carica di presidente del Brasile, carica che, adesso, sarà ricoperta da Michel Temer, famoso per le sue doti di mediatore, fino alle prossime elezioni. Ma anche Temer non è un candidato sicuro, da nessun punto di vista: anche lui, infatti, non solo è coinvolto nello scandalo delle mazzette che giravano tra tutti gli alti esponenti del governo ma a rigor di logica, in qualità di vicepresidente, potrebbe essere accusato a sua volta di essere stato a conoscenza delle manovre fatte dalla Rousseff.

Il Senato, infatti, ha votato con 61 voti a favore (su un minimo necessario di 54) e 20 contrari. Ma non si è trattato di una debacle per la Rousseff, la contestata presidente, infatti, è riuscita a salvare l'eleggibilità che le permetterà di ripresentarsi. Tutto ebbe inizio con le accuse di irregolarità su alcuni conti presentati dalla stessa Rousseff, conti che dimostravano il raggiungimento di alcuni target in realtà mai raggiunti.

La fantasia (contabile) al potere

Fantasia contabile, per essere eufemistici, usata per coprire buchi di bilancio negli ultimi due anni, praticamente il periodo in cui la nazione carioca, grande promessa degli Emergenti e primo protagonista dei Brics, da registrato in realtà il suo crollo più repentino. Un escamotage adottato dallo staff della Rousseff per dare un'immagine migliore della sua politica e riuscire a vincere le elezioni, cosa puntualmente accaduta. 

Le tensioni politiche, però, si sono man mano esacerbate con la presenza, sullo sfondo, dello scandalo Petrobras, ovvero la “Mani pulite” brasiliana, uno scandalo che ha coinvolto tutto il Partito dei Lavoratori cui faceva parte ance la Rousseff la quale, però, non è stata inclusa nell'elenco degli indagati. 

Lo scandalo ha inoltre permesso di mettere a nudo un sistema strutturale di corruzione, favoritismi e cattiva gestione della res publica, dando il colpo di grazia all'immagine politica della nazione anche a livello internazionale.

Ma nemmeno la Spagna sorride 

Dall'altra parte dell'oceano, in Europa, Madrid torna a dover fare i conti con la mancanza di un governo. Nonostante due elezioni, una a dicembre e l'altra a giugno, il Parlamento della nazione iberica non riesce a trovare un accordo per un governo. 

L'ultima votazione vede 180 voti contrari alla presidenza di Mariano Rajoy, sintomo di un malessere generale dimostrato dalla mancanza di appoggio per il Partito Popolare del premier ad interim, tra l'altro anche lui da tempo al centro di una serie di scandali per corruzione che vedono coinvolti esponenti del suo partito e addirittura della Casa Reale. 

L'unica speranza, nonostante i reiterati rifiuti da parte della sinistra per un'alleanza, è che i prossimi due mesi possano dare a Rajoy un alleato. Evento che, al momento, risulta matematicamente impossibile.

Fonte: qui

venerdì 2 settembre 2016

Bond, una bolla mai vista nella storia

Ad esempio, il costo dell’indebitamento dello stato italiano nel corso degli anni.

Perché gli investitori dovrebbero comprare i titoli ai prezzi più alti della storia dell’umanità?

Che i politici giochino con le loro regole non è certo una notizia. 

Ma è certamente una notizia che i politici stanno riscrivendo una regola in vigore dal 3000 a.C. Questa regola storica sostiene che i risparmiatori meritano di essere ricompensati quando prestano il loro denaro. Ora non più. In gran parte del mondo sviluppato i risparmiatori sono quelli che pagano per il privilegio di ottenere che i governi prendano in prestito il loro denaro. Attraverso la magia del moderno sistema delle banche centrali, alcuni stati in Europa e altre zone del mondo sono riusciti a guidare i tassi sul loro debito pubblico non solo ai minimi storici, ma addirittura in territorio negativo. Ai dati di lunedì 29 agosto, quasi 16 miliardi di dollari di titoli di stato in tutto il mondo stanno offrendo rendimenti sotto zero.


Sorprendentemente, i governi sono riusciti in questa impresa anche se il loro debito è aumentato e anche in presenza di una crescita economica lenta che mina la loro capacità di rimborso. 

Tali condizioni normalmente implicano una diminuzione della qualità del merito di credito e pertanto un tasso di interesse più elevato per compensare gli investitori per il maggior rischio. Invece il debito sovrano è diventato più costoso da sottoscrivere, anche perché i governi stampano più denaro e la banca centrale acquista con quei soldi i buoni del tesoro. E le banche commerciali non si astengono certo dal fare la loro parte.

In questa nuova economia (o alchimia), più sono insostenibili le finanze pubbliche di uno stato, meno costa finanziarsi. Il debito pubblico del Giappone è pari a oltre il 200% della sua economia. Il rendimento dei titoli a 10 anni in Giappone di recente è indietreggiato fino a un meno 0,06%.

Che cosa ha da dire al riguardo la storia? 

Nel periodico finanziario svizzero Finanz und Wirtschaft, James Grant osserva che a memoria d’uomo, ciò non è mai successo prima. 



Egli cita il lavoro del professor Richard Sylla della New York University, che ha scritto "La storia dei tassi di interesse", insieme a Sidney Homer. Sylla dice che nel suo libro sono "pochi e preziosi i segni meno davanti ai numeri dei rendimenti". Gli unici che riesce a ricordare riguardano i buoni del tesoro americano emessi intorno al 1941, poco prima di Pearl Harbor. Ma in quel caso "la ricerca ha dimostrato in seguito che l’anomalia potrebbe essere spiegata dal valore di un’opzione implicita nell’emissione stessa, rendendo quindi un artefatto i rendimenti negativi". In sintesi, sostiene Sylla, "Non ci sono mai stati rendimenti dei titoli di stato negativi in 5 mila anni di storia documentata ".

In altre parole, i titoli di Stato non sono mai stati così costosi. Da tutto ciò Paul Singer, fondatore dell’hedge fund Elliott Management, non si aspetta un lieto fine: è convinto che "tutto il mondo sviluppato è insolvente" per il debito enorme e le massicce promesse di ripagamento esistenti. Dice che un tasso negativo su un titolo di Stato è "più pazzo del tasso zero, e quel tasso era già pazzo a sufficienza”.

Non tutti sono però d'accordo. Ray Dalio, fondatore di Bridgewater Associates, che gestisce il più grande hedge fund del mondo, vede rendimenti decrescenti da questi sforzi monetari. Ma con poca inflazione in vista, non prevede grandi ragioni per un rialzo dei tassi. Ed è convinto che i banchieri centrali saranno in grado di gestire il periodo di transizione, quando arriverà il momento di alzarli.

Comunque vada a finire, lo sgonfiamento della bolla del debito sovrano potrebbe rendere tutti nostalgici dei giorni spensierati della crisi dei mutui del 2008. 

A livello internazionale, i titoli di stato sovrani negoziabili ammontano a quasi 60 mila miliardi di dollari, secondo l'Institute of International Finance. Si tratta di circa sei volte il debito da mutui dei proprietari americani di casa. Ma questi titoli sovrani sono una mera frazione delle passività degli stati di tutto il mondo. Se si contano le promesse politiche per sostenere i pensionati, i pazienti e altri soggetti, le obbligazioni salgono a centinaia di migliaia di miliardi di dollari in più.

Anche se il mercato del debito pubblico è significativamente più grande di quello dei mutui, ci sono diverse analogie. Durante il boom immobiliare, si è assistito a tutti i tipi di innovazioni di finanza immobiliare, come i prestiti "no-doc", in cui il reddito e il patrimonio del debitore non erano documentati. Finanziamenti che sono stati chiamati prestiti bugiardi. Anche il boom del debito sovrano ha certamente la sua quota di prestiti bugiardi. Alcuni paesi europei violano regolarmente gli impegni a limitare i deficit di bilancio. E per quanto riguarda la documentazione, qualcuno ha trovato una descrizione completa e comprensibile della contabilità degli stati?


In materia di reddito, i governi hanno un grande vantaggio rispetto ai proprietari di casa perché i politici godono del potere di tassare. Ma chi può verificare che il governo italiano, per esempio, sarà in grado di incassare le entrate per pagare i suoi conti?

La bolla dei titoli di stato non è divertente, finché dura. E' doloroso per i risparmiatori e corrosivo per la società avere governi che puniscono sistematicamente la parsimonia. La bolla incoraggia governi sconsiderati a spendere ulteriormente oltre i loro mezzi, tanto si è ricompensati da questo tipo di prestiti. Forse non è una sorpresa che la bolla dei titoli di Stato costruita dai governi non si sia trasformata nella crescita economica promessa. Chi può tranquillamente investire quando il prezzo ufficiale del credito appare così disonesto?

Gli Stati Uniti sono solo pochi passi dietro Europa e Giappone nella sperimentazione monetaria. La presidente della Federal Reserve, Janet Yellen, non ha parlato di tassi negativi nel descrivere la sua cassetta degli utensili monetari durante il suo discorso della scorsa settimana a Jackson Hole, ma lo staff della Fed ha studiato la questione. Il kit di strumenti è già affollato e la Yellen ha descritto i vari modi la Fed è intervenuta e dovrà intervenire in futuro. E ha spiegato che non è possibile prevedere i tassi futuri "perché la politica monetaria dovrà rispondere a qualsiasi perturbazione che riguardi l'economia".

Gli storici che analizzeranno questo periodo potrebbero concludere che i banchieri centrali stessi sono stati gli elementi di perturbazione primaria dell'economia. George Gilder nota nel suo nuovo libro, "The Scandal of Money", che l'economia era cresciuta molto velocemente nel dopoguerra, prima che la Fed e le altre banche centrali cominciassero a impiegare tali kit di utensili da espansione economica.

Singer, il manager di hedge fund, si interroga sul motivo per cui la Fed goda ancora di un tale potere, anche dopo l’incompetenza dimostrata prima dell'ultima crisi. Invece dell’estremismo monetario, per stimolare la crescita Singer raccomanda l’attuazione di riforme di politica fiscale, normativa, dell’istruzione e di politica commerciale.

Insomma, agli investitori non resta che una speranza(e chi di speranza vive, disperato muore!): quella che i banchieri centrali di oggi abbiano un livello di saggezza mai raggiunto da coloro che hanno avuto responsabilità politiche negli ultimi 5 mila anni.

Fonte: MF

I nuovi missili da crociera russi colpiranno dalla stratosfera

I bombardieri modernizzati russi voleranno nella stratosfera
Nikolaj Litovkin, RIR, 31 agosto 20161384776994_d091d0b5d0b7d0b8d0bcd0b5d0bdd0b8-1d0bad0bed0bfd0b8d18fd0bad0bed0bfd0b8d18f

Il Tu-160M2 è stato aggiornato e potrà volare a una quota di 20000 metri, dove alcuna arma o missile da difesa aerea esistente può raggiungerlo.


Il Ministero della Difesa russo riceverà i primi bombardieri strategici lanciamissili Tu-160M2 aggiornati con i motori NK-32 alla fine del 2016. Gli sviluppatori del motore hanno dichiarato che il nuovo motore permetterà all’aereo di volare nella stratosfera, ad una quota di 20000 metri. “La nuova versione dell’NK-32 può operare non solo come turbogetto ma anche come motore a razzo. Grazie a questo, il Tu-160M2 potrà volare a una quota in cui alcun sistema antiaereo nemico può colpirlo“, ha detto una fonte dell’industria della difesa russa. Il primo volo dell’aereo modernizzato avverrà nel 2018. Viktor Bondarev, il comandante dell’Aeronautica russa, ha detto che il Ministero della Difesa prevede di acquistare circa 50 Tu-160M2, la cui costruzione in serie avrà inizio nel 2021.

Perché la Russia aggiorna i Tu-160?
La Russia attualmente lavora alla costruzione dei bombardieri strategici di nuova generazione PAK-DA (acronimo di “complesso aereo prospettico per l’aviazione a lungo raggio”), il cui sviluppo è però in ritardo. La prima unità apparirà solo tra il 2020 e il 2025. “Il comando delle forze aerospaziali russe ora lavora a un sostituto a “medio termine” del PAK-DA. Una serie di aerei a lungo raggio presto terminerà l’operatività e sarà necessario sostituirli con aerei dotati di nuova tecnologia“, spiegava Dmitrij Litovkin, analista militare del quotidiano Izvestija. Una fonte dell’industria della Difesa ha detto che il progetto potrebbe diventare il programma più costoso del Ministero della Difesa per il 2020. Il costo è paragonabile alla costruzione dei nuovi sottomarini nucleari della classe Borej, che trasportano i missili Bulava, da 5-7 miliardi di dollari.
L’armamento del Tu-160M2

Secondo gli esperti militari il Tu-160M2 sarà utilizzato non solo come deterrente, ma anche per rispondere alle sfide del Ministero della Difesa. “La parola ‘lanciamissili’ sottolinea la capacità del bombardiere di utilizzare missili alati nucleari e convenzionali, tra cui i missili da crociera a lunga gittata di nuova generazione Kh-101 e Kh-555“, afferma Pjotr Dajnekin, ex-comandante dell’Aeronautica russa ed eroe della Russia, aggiungendo che l’aereo potrà trasportare il missile alato Kh-55SM programmato per colpire bersagli a terra. “Il Tu-160 può essere equipaggiato con qualsiasi tipo di bombe nucleari e convenzionali: perforanti, antibunker, a grappolo, mine navali e così via. Il peso totale del carico bellico raggiungerà le 40 tonnellate“, secondo Dajnekin. Il nuovo aereo, aggiungeva, potrà colpire obiettivi all’esterno dell’area che i sistemi di difesa antiaerei esistenti possono coprire.

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I nuovi missili da crociera russi colpiranno dalla stratosfera

Nikolaj Litovkin, RBTH, 30 agosto 201616

Le nuove testate potranno violare i sistemi di difesa aerea ed intercettori nemici dalla stratosfera, ad una quota di 45000 metri, secondo gli esperti militari, e la nuova arma non avrà impiego operativo ma solo come deterrente.

I progettisti russi effettuano i test finali dei recentissimi missili da crociera Kh-32 per i bombardieri a lungo raggio Tu-22M3 coinvolti nell’operazione in Siria. La nuova arma potrà salire nella stratosfera ad una quota di 45000 metri, con una testata nucleare o convenzionale da 500 kg per colpire obiettivi con pochi metri di errore. Ogni bombardiere a lungo raggio può trasportare solo due di questi missili da crociera, ciascuno dei quali pesa circa sei tonnellate. Igor Korotchenko, caporedattore della rivista Natsjonalnaja Oborona (Difesa Nazionale), ha detto a RBTH che il Kh-32 è ideale per attaccare portaerei e grandi navi nemici. “Tuttavia, l’arma non verrà utilizzata nelle operazioni estere delle Forze aerospaziali e servirà solo da deterrente nell’ambito della dottrina militare della Federazione Russa“.


Le specifiche del Kh-32

Il missile è dotato di un sistema di navigazione inerziale (un sistema autonomo insensibile alla guerra elettronica) e testate a ricerca di calore o a guida radar. 


Questa soluzione permetterà di migliorare notevolmente la precisione, rendendolo indipendente dai sistemi di navigazione satellitari GPS/GLONASS. A differenza degli altri missili, il Kh-32 sale nella stratosfera alla quota orbitale, dove non ci sono caccia o missili avversari. Poi vola per 1000 km prima di piombare sul bersaglio. Secondo una fonte nell’industria della Difesa, alcun sistema di difesa missilistico può rilevare il Kh-32 avvicinarsi sul bersaglio: né il sistema S-400 Trjumf, né il MIM-104 Patriot. “La velocità del Kh-32 è cinque volte quella del predecessore, schierato dalla fine degli anni ’60”, ha detto la fonte. “I sistemi di difesa aerea missilistici non possono rilevare la testata che scende a una velocità di oltre 5400 km/h“. Secondo la fonte, il Kh-32 non viola le disposizioni del Trattato sullo spazio del 1967 in quanto non viene lanciato in orbita. Inoltre non viola le disposizioni del Trattato sulle Forze Nucleari a Raggio Intermedio, che non vieta di sviluppare missili aria-superficie, spiega la fonte. Il Kh-32, paragonabile a un aereo da caccia per dimensioni, è un aggiornamento del missile dalla fine degli anni ’60 che poteva anche essere dotato di una testata nucleare o convenzionale da 500 kg. Tuttavia, il raggio operativo era solo di 90 chilometri e la precisione lasciava molto a desiderare. Ma oggi, i progettisti hanno creato un nuovo motore che permette al missile di colpire bersagli a 1000 km, e un nuovo sistema di controllo che si coordina con altre munizioni impiegate nella salva.0019b91ecbef157cd6a81eTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

giovedì 1 settembre 2016

IL "JOBS ACT" FUNZIONA, MA AL CONTRARIO!

ISTAT: "63MILA OCCUPATI IN MENO A LUGLIO, È IL PRIMO CALO DA QUATTRO MESI" 


LA DISOCCUPAZIONE GIOVANILE SCHIZZA AL 39,2% 


AUMENTANO I POSTI DI LAVORO PER GLI OVER 50


DONNE E LAVORO IN FABBRICA

A luglio gli occupati tornano a calare dello 0,3% rispetto al mese di giugno (-63 mila), interrompendo la tendenza positiva registrata nei quattro mesi precedenti.

Lo rileva l'Istat sottolineando che, rispetto allo stesso mese del 2015, ci sono 266 mila occupati in più (+1,2%). 

Il calo su base mensile è attribuibile sia agli uomini sia in misura maggiore alle donne e riguarda gli autonomi (-68 mila), mentre restano sostanzialmente invariati i dipendenti.

sarta al lavoroSARTA AL LAVORO

Il tasso di disoccupazione scende all'11,4% a luglio, in calo di 0,1 punti percentuali su giugno: torna così al livello di maggio. 


I disoccupati (2,9 milioni) diminuiscono dell'1,3% rispetto a giugno (-39 mila). Il calo interessa sia gli uomini (-1,4%) sia le donne (-1,2%) e tutte le classi di età eccetto i 15-24enni (+23 mila) e i 25-34enni (+38 mila). A questa riduzione contribuisce anche l'aumento degli inattivi (+53 mila).


DISOCCUPAZIONE GIOVANILEDISOCCUPAZIONE GIOVANILE

Sul fronte dei giovani, il tasso di disoccupazione dei 15-24enni, cioè la quota di giovani disoccupati sul totale di quelli attivi, è pari al 39,2%, in aumento di due punti percentuali rispetto al mese precedente. 

Dal calcolo del tasso di disoccupazione sono esclusi i giovani inattivi, cioè coloro che non sono occupati e non cercano lavoro, nella maggior parte dei casi perché impegnati negli studi.

Buone notizie per quanto riguarda l'occupazione degli over 50: nella stima preliminare relativa al mese di luglio, l'Istituto nazionale di statistica certifica un aumento di 402mila occupati in un anno. 

L'aumento potrebbe essere legato al ritardo dell'età pensionabile.
Fonte: qui


AD ALEPPO E’ STATO UCCISO IL BRACCIO DESTRO DI AL BAGHDADI, MUHAMMAD AL ADNANI



MUHAMMAD AL ADNANI - GUIDAVA L’INTELLIGENCE CHE COORDINAVA GLI ATTACCHI TERRORISTICI, DA PARIGI A BRUXELLES 

AL SUO POSTO IL CALIFFO POTREBBE “PROMUOVERE” SALEH HAIFA, EX FEDELISSIMO DI SADDAM HUSSEIN


Giampaolo Cadalanu per “la Repubblica”
AL ADNANIAL ADNANI

Sulla testa di Tah Subhi Falaha, meglio conosciuto come Abu Muhammad al Adnani, il Dipartimento di Stato americano aveva messo una taglia di cinque milioni di dollari. 

Adesso che il braccio destro di Abubakr al Baghdadi e portavoce del sedicente Stato islamico «ha affrontato il martirio mentre si occupava delle operazioni ad Aleppo», come dichiara senza dare altri dettagli l’agenzia dello stesso organismo jihadista Amaq, non è ben chiaro chi potrà riscuotere il pagamento, se le “Forze siriane democratiche” (Sdf) della coalizione sostenuta dagli Usa, altri miliziani curdi o magari, per una beffa del destino, un pilota di cacciabombardiere di Damasco o di Mosca.
baghdadiBAGHDADI

Al suo posto potrebbe andare Iyad al-Obaidi, alias Saleh Haifa, ex fedelissimo di Saddm Hussein e oggi considerato il responsabile finanziario dell’Is. Ma per l’organizzazione integralista è sicuramente una perdita significativa. 

Al Adnani, siriano di Idlib di 39 anni, ex militante di Al Qaeda e seguace di Al Zarqawi, era anche stato “emiro” — cioè comandante militare — di Haditha, prima di essere imprigionato dagli americani nel carcere di Camp Bucca, in Iraq. Proprio durante la detenzione molto probabilmente aveva costruito il legame con Al Baghdadi, per poi essere rilasciato con la partenza di gran parte del contingente Usa e la chiusura della prigione, nel 2009.


AL ADNANIAL ADNANI

Ma più ancora che un guerriero, Al Adnani era considerato un leader in crescita, tanto più pericoloso in quanto univa le capacità militari al rigore teorico. Secondo gli studiosi del jihadismo, era proprio lui che seguiva ed elaborava la delicata strategia di comunicazione dell’Isis, strumento efficace di proselitismo, che guidava attraverso l’Emni, il servizio di intelligence da lui creato.

E allo stesso tempo era lui che nei campi di addestramento jihadista illustrava ai compagni di lotta le parole di Muhammad ibn ‘Abd al Wahhab, il teologo arabo che predicava la “purificazione” dell’islam attraverso il ritorno alle origini e i costumi dei primi discepoli del Profeta.

OSAMA E ZAWAHIRIOSAMA E ZAWAHIRI

Al Adnani era accanto ad Al Baghdadi anche nel momento più delicato per la storia dell’IsIS: il “no” ad Ayman Al Zawahiri e la rottura dei rapporti con Al Qaeda, dopo un litigio sull’intervento in Siria. 


Il successore di Osama bin Laden aveva accettato la dichiarazione di fedeltà di Jabhat Al Nusra, un gruppo jihadista che invece Al Baghdadi considerava estensione dell’Is (allora Isis). 

A quest’ultimo Al Zawahiri aveva chiesto di lasciare la Siria, ma proprio Al Adnani aveva ribattuto punto per punto gli ordini dell’ex medico egiziano, sancendo così la rottura totale con Al Qaeda.

ALEPPO SOTTO BOMBARDAMENTOALEPPO SOTTO BOMBARDAMENTO

La sua era probabilmente una delle figure più carismatiche dell’universo fondamenta-lista: alla raffinatezza dell’arabo classico usato nelle solenni dichiarazioni pubbliche univa la spietatezza e la mancanza di scrupoli coltivate nell’offensiva contro gli sciiti sotto la guida di Al Zarqawi.

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Non era un caso che la sua fosse una delle voci più usate nelle registrazioni audio diffuse sul web, accanto a quella di Al Baghdadi: proprio Al Adnani ha avuto l’onore di proclamare il Califfato e sottolineare il dovere di adesione per ogni buon musulmano. 


Ma soprattutto Al Adnani era l’uomo della ferocia contro l’Occidente: quella voce la usava per predicare il ricorso a qualsiasi arma, dall’automobile al sasso, per colpire. Il suo nome era stato fatto dai pianificatori dell’assalto al Bataclan, ma anche l’attacco di Nizza era sicuramente ispirato alle sue parole. Ora la sua predicazione all’odio è finita.


Fonte: qui