9 dicembre forconi

mercoledì 4 ottobre 2017

Forchielli, l’anti-ottimista: «Evacuate i giovani dall’Italia»

Il fondatore di Mandarin Capital Partners nella redazione de Linkiesta: «Gli italiani sono diventati un popolo di camerieri, le aziende sono vecchie e lontane dall’innovazione, le università irriformabili. E i genitori sono delle bestie, perché accettano che i figli studino materie umanistiche»

Una serata contro l’ottimismo. Quando Alberto Forchielli entra nella redazione de Linkiesta, bastano pochi secondi per capire il senso del suo libro, “Trova lavoro subito!”, scritto con Stefano Carpigiani (Sperling & Kupfer). «Non è un manuale per trovare lavoro», dice, «volevo chiamarlo “Evacuate i ragazzi dall’Italia”. È un libro per i genitori di un ragazzo giovane che deve essere educato a fare delle scelte. Nasce dalla ribellione contro il renzismo, contro un ottimismo di maniera e senza sostanza che continua a venire spacciato». Invece nel nostro Paese, è il senso di tutto l’incontro organizzato in collaborazione con Moneyfarm, è in corso un declino devastante, destinato solo ad accelerare. «Non so quanto potremo andare avanti. Forse cinque, forse dieci anni», dice il fondatore di Mandarin Capital Partners, classe 1955, due terzi della vita passata tra gli Usa e l’Asia. L’invettiva è contro tutto il sistema: le università, le istituzioni, le aziende, ma anche, naturalmente, i giovani stessi e i loro genitori.
Il tutto comincia con un aneddoto su un suo collaboratore dell’ufficio di Shanghai. Si chiama Jeff. Lavora 16 ore al giorno, anche la notte. Vuole andare alla Harvard Business School, ha trovato il tempo di fare il test Gmat, con il risultato elevatissimo di 711. Ne parla con lo stesso Forchielli, che il giorno dopo incontra per caso dei professori di Harvard, parla loro del ragazzo e si sente rispondere: «Se dovessimo prendere tutti i cinesi che al Gmat hanno preso 711, avremmo al 90% studenti cinesi. Per loro la soglia minima è 760». Morale: in Cina ci sono sette milioni di laureati all’anno, gli studenti asiatici sono al top delle prestazioni nei test internazionali. «Capito con chi avremo a che fare nel futuro? Con ragazzi che dalla Cina all’India hanno fame e vedono l’istruzione come solo strumento di elevazione sociale. Studiano da quando hanno tre anni, ma davvero seriamente. Noi già ora paghiamo molto più i ragazzi a Shanghai che a Milano».
Quando si torna a vedere le cose italiane, c’è spazio solo per lo sconforto. ll primo bersaglio sono i genitori: «Delle bestie. Non sono capaci di dare un indirizzo. Quando i figli dicono “mi piace fare scienze politiche o lingue”, i genitori lasciano fare. Così a 24 anni sei finito». Quello che dovrebbero fare è far capire che le uniche discipline che avranno un futuro sono quelle “tradable”, ossia scambiabili nel mondo, perché basati su un linguaggio universale. Come informatica, fisica o medicina.
Così l’Italia, «un mezzo brodo, che non è nel club dei Paesi ad alto valore aggiunto né quelli a basso costo», è diventato per il managing partner di Mandarin quello che Indro Montanelli vedeva in modo per lo più metaforico: «Un Paese di camerieri», dove i ragazzi sono sottopagati per una semplice ragione di domanda e offerta.
Per chi rimane nel nostro Paese cosa c’è? «O c’è il pubblico, che però non ha più soldi. O vai nel privato. Ma le aziende italiane sono vecchie, non c’è un solo settore innovativo dove siamo. Non i chip come Taiwan, non i cellulari come la Corea del Sud, non il biotech, non il software, non il 3-D printing. Niente. I Paesi si misurano in unicorni, le startup che hanno una valutazione di più di un miliardo di euro. Quanti ne ha l’Italia? Solo una Yoox, che nato già da 15 anni, e poi basta». Se di unicorni non se ne vedono è perché «anche se un’idea buona, e anche se il primo milione lo riesci a tirare su, quando hai successo ti servono altri 6-7 round di finanziamenti. Ecco, in Italia 20 milioni non te li dà nessuno». I grandi agglomerati urbani, inoltre, quelli dove si mischiano talenti e finanza e che portano alla creazione di centri di ricerca e di grandi imprese, sono lontani: non solo la Silicon Valley ma anche Boston, Bangalore, Shenzen e, negli Usa, anche San Diego e Minneapolis. L’Europa? «Salvo solo Londra. I soldi ci sono ma mancano le università, manca la cultura, manca il culto dell’imprenditore».
Le università sono il vero punto critico, nella lettura di Forchielli. Per questo quando si chiede se ci sia una via d’uscita, la risposta parte da lì: «Bisognerebbe rifare dalla testa ai piedi le università. Introdurre il merito veramente. Renderle autonome dal punto di vista finanziario. Ma è impossibile. Servirebbero 30 anni di sacrifici, di duro studio per uscire da dove ci siamo cacciati». La notizia dello scandalo dei concorsi truccati negli atenei italiani, partito dalla denuncia di un ricercatore, sarebbe arrivata solo il giorno dopo.
Una testimonianza è arrivata anche da Sebastiano Picone, head of Sales & CRM di MoneyFarm. « Siamo italiani, abbiamo iniziato nel 2011 come startup nel mondo del Fintech. Ma a un certo punto abbiamo avuto bisogno di più risorse finanziarie e sopratuttto di talenti» ha raccontato. «Ci siamo spostati a Londra, dove il contesto è completamente diverso. In Italia di realtà istituzionali pronte a scommettere su un’azienda che fa qualcosa di nuovo non ce ne sono moltissime. A Londra oltre ai capitali ci sono competenze che altrove non si trovano. Il lato negativo è che molti dei talenti che si trovano sono italiani, che hanno dovuto lasciare il Paese. Detto questo, abbiamo anche una sede a Milano, con 45 persone e molti clienti».
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PADRE E FIGLIA DI MILANO SONO MORTI PER UN AVVELENAMENTO DA TALLIO

LA PRIMA IPOTESI DEI CARABINIERI E DEGLI ESPERTI DELLA ASL È STATA QUELLA DI UNA PROLUNGATA ESPOSIZIONE A ESALAZIONI DI ESCREMENTI DI PICCIONE, CHE CONTENGONO IL METALLO PESANTE 
L’ALTRA IPOTESI INVECE…

GIOVANNI BATTISTA DEL ZOTTO E LA FIGLIA PATRIZIAGIOVANNI BATTISTA DEL ZOTTO E LA FIGLIA PATRIZIA
Hanno trascorso le vacanze nella loro casa di campagna a Verno, in provincia di Udine, come ogni estate, ma al rientro a NovaMilanese sono finiti in ospedale per avvelenamento da tallio, un metallo pesante estremamente tossico. Padre e figlia, Giovanni Battista e Patrizia Del Zotto di 94 e 62 anni sono morti, la madre novantenne è ricoverata con la figlia minore di 58 anni. La fonte di contaminazione è un mistero.

La prima ipotesi dei carabinieri e degli esperti della Asl è stata quella di una prolungata esposizione a esalazioni di escrementi di piccione, che contengono il metallo pesante. Gli animali hanno infestato il fienile della famiglia e il tallio, che ha un’incubazione di venti-trenta giorni, può essere letale sia per ingestione che per inalazione.
TALLIOTALLIO

Ora gli esperti stanno analizzando anche alimenti e conserve presenti nella casa di villeggiatura ed effettuano approfondite indagini su un pozzo artesiano nel terreno di proprietà della famiglia. Forse, nella loro vacanza di agosto, i Del Zotto hanno bevuto per un mese acqua avvelenata.

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MARCHIONNE DENUNCIA: “LE MACCHINE ELETTRICHE INQUINANO COME QUELLE A BENZINA”

E SPIEGA: LA CORRENTE VIENE PRODOTTA DA CENTRALI ELETTRICHE A CARBONE, QUINDI L'INQUINAMENTO E' SOLO SPOSTATO
LA FIAT NON PRODUCE AUTO IBRIDE
Paolo Griseri per La Repubblica

colonnine auto elettricheCOLONNINE AUTO ELETTRICHE
Oggi l' auto elettrica «può diventare un' arma a doppio taglio» e «alle condizioni attuali, inquina più o meno come quelle a combustibile fossile ». Sergio Marchionne non perde il gusto di mettere in discussione quelle che chiama «le formule magiche» con cui il mondo dell' auto immagina il futuro. L' occasione è la laurea honoris causa che gli conferisce l' Università di Trento nella cornice del Polo della Meccatronica di Rovereto, luogo di ricerca di eccellenza.
GIULIA ALFA ROMEOGIULIA ALFA ROMEO

Marchionne annuncia che «la rivoluzione in arrivo nell' auto potrebbe compromettere la nostra stessa identità di costruttori». E questo perché l' uso condiviso, legato soprattutto alla guida autonoma, finirà per trasformare l' automobile in una commodities. «Si salveranno solo i marchi con un brand molto forte. Per restare in casa nostra penso ad Alfa, Maserati, Jeep e naturalmente a Ferrari ». 

Le utilitarie senza identità invece, quelle che arriveranno da sole per portarci a fare la spesa, saranno sostanzialmente sovrapponibili le une alle altre.

colonnine auto elettriche4COLONNINE AUTO ELETTRICHE
«Di conseguenza - spiega Marchionne - i posti di lavoro di chi produce modelli premium, come accade nelle nostre fabbriche italiane, sono più sicuri di altri». Mentre i brand dei veicoli della produzione di massa tenderanno a indebolirsi.

Diverso è il discorso sull' auto elettrica: «Non è la soluzione di tutti i problemi», dice l' ad. E spiega che oggi «due terzi dell' energia elettrica deriva da fonti fossili». 

Dunque produrre auto elettriche senza scegliere di abbandonare il combustibile fossile nelle centrali sarebbe solo un modo di spostare altrove il problema

Perché «già quattro anni fa una ricerca condotta da un' università norvegese sosteneva che le vetture elettriche costituiscono una minaccia ambientale quasi doppia rispetto ai veicoli tradizionali in termini di potenziale riscaldamento del pianeta ».
MASERATI LEVANTEMASERATI LEVANTE

Parole che hanno suscitato ieri le forti proteste del grillino Di Maio e del Verde Bonelli. A margine della cerimonia Marchionne ha confermato il target del 2017 per un indebitamento industriale sotto i 2,5 miliardi e ha fissato «entro il 2018» lo spin off di Marelli che si ipotizzava in tempi più brevi.


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IL PREMIO NOBEL PER LA MEDICINA VA A TRE SCIENZIATI CHE HANNO IDENTIFICATO I GENI CHE REGOLANO L’OROLOGIO BIOLOGICO DEGLI ESSERE VIVENTI

PER GLI ESPERTI: “NON C' È SOLO IL JET LAG CHE INTERFERISCE CON I RITMI CIRCADIANI MA ANCHE IL LAVORO NOTTURNO. I TURNI DEVONO ESSERE BREVI PER NON DESINCRONIZZARE I RITMI SONNO-VEGLIA”
driana Bazzi per il Corriere della Sera

JEFFREY C HALL MICHEAL ROSBASH MICHAEL W YOUNGJEFFREY C HALL MICHEAL ROSBASH MICHAEL W YOUNG
Sonnolenza, stanchezza, confusione, mal di testa, impaccio nei movimenti, tutti sintomi del jet lag, la condizione di disagio fisico e psichico che ben conosce chi, viaggiando in aereo, attraversa rapidamente più fusi orari. La spiegazione? Ce la danno i tre vincitori del Nobel per la Medicina e la fisiologia 2017, gli americani Jeffrey C. Hall (72 anni), Michael Rosbash (73 anni) e Michael Young (68 anni): «Hanno scoperto i meccanismi che controllano il ritmo circadiano», recita la motivazione ufficiale dell' Accademia delle scienze svedese.

banchetto premio nobelBANCHETTO PREMIO NOBEL
In pratica, hanno identificato i geni che regolano l' orologio biologico interno di tutti gli organismi viventi, dalle piante all' uomo, e che ne «ritmano» le funzioni, in sintonia con i cicli della natura, del giorno e della notte («circadiani», appunto, cioè giornalieri, perché ci sono anche ritmi mensili, come quelli che regolano le mestruazioni secondo i cicli lunari, ogni 28 giorni). Ma rimaniamo ai ritmi circadiani. Quando vengono stravolte le condizioni esterne, come succede con l' attraversamento dei fusi orari, l' organismo continua a «ragionare» con i suoi ritmi interni, cioè vorrebbe andare a dormire a una certa ora, ma non lo può fare, perché per esempio, se dall' Italia si arriva in America può succedere che là è ancora giorno quando da noi è già notte.

RICERCATORIRICERCATORI
Questi ritmi, ci dicono i tre ricercatori (che si suddivideranno in parti uguali il milione circa di euro del Premio) dipendono, dunque, dai geni. Loro ne hanno scoperti tre che determinano un accumulo di particolari sostanze nelle cellule durante la notte, sostanze che vengono, poi, eliminate durante il giorno ed è così che le cellule governano il ritmo circadiano. Siamo noi e l' ambiente, quindi, che possiamo alterare negativamente questo equilibro. «Le loro scoperte risalgono a 35 anni fa - spiega Roberto Manfredini, direttore del Dipartimento di medicina interna dell' Università di Ferrara e uno dei massimi esperti italiani di cronobiologia - e le hanno fatte su moscerini del vino, che non dormivano.

ritmo circadianoRITMO CIRCADIANO
Poi questi stessi geni sono stati trovati nell' ipotalamo dell' uomo, la ghiandola del cervello che funziona da orologio biologico principale. Come un generale, comanda i capitani, cioè le altre cellule dell' organismo e dice loro come comportarsi. Ma, recentemente, si è anche scoperto che le cellule dei vari organi hanno un loro orologio che ne scandisce le attività».

Insomma, un meccanismo sofisticato che ha a che fare con numerose funzioni dell' organismo. Per esempio con la regolazione della pressione arteriosa che aumenta di molto al mattino (ecco perché gli infarti accadono spesso nelle prime ore del giorno), con la temperatura del corpo che raggiunge il massimo verso le sei di sera (ecco perché a quell' ora si misura la febbre), con la secrezione di melatonina, l' ormone che favorisce il sonno (ma che viene posticipata se ci si espone troppo alla luce artificiale di sera o si è «illuminati» dai tablet prima di dormire, con il risultato che si diventa insonni).

orologio biologico 4OROLOGIO BIOLOGICO
Il Nobel di quest' anno è più un premio alla «Fisiologia» che alla «Medicina» (entrambe le discipline previste), perché spiega i meccanismi di base del funzionamento del nostro organismo, ma dalle ricerche di Hall, Rosbash e Young sono scaturite lezioni pratiche per i medici. «Non c' è solo il jet lag che interferisce con l' orologio biologico - continua Manfredini che ha lavorato anche con Samantha Cristoforetti, la nostra astronauta, per studiare la desincronizzazione dei ritmi circadiani nello spazio -. Pensiamo ai lavoratori notturni.

JET LEGJET LEG
Agli infermieri, agli addetti dei supermercati H24, alle hostess o agli steward. L' esperienza insegna che i turni devono essere brevi, per non desincronizzare i ritmi sonno-veglia. Per esempio, un giorno o due, con recupero. No ai turni di notte per due mesi o più». 

Pena danni alla salute che vanno da disturbi cardiovascolari fino all' insorgenza di tumori. Ma c' è anche un risvolto pratico di queste ricerche da Nobel. «Un esempio riguarda la dieta - commenta Manfredini -. Siccome il metabolismo cala di sera e di notte, mangiare tardi fa ingrassare». E la somministrazione di farmaci? «Gli anti colesterolo è meglio prenderli di sera perché è allora che il fegato produce più colesterolo » conclude Manfredini.

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BAGNINI E CAMERIERI FANNO CRESCERE L’OCCUPAZIONE: SCENDE ALL’11,2% IL TASSO DI DISOCCUPAZIONE: -0,2%

PADOAN: “DATI INCORAGGIANTI” 

ESULTA IL PALLONARO: “ORA DATECI RAGIONE SUL JOBS ACT”. 

IN EUROPA LA PERCENTUALE DI CHI CERCA LAVORO E’ DIMINUITA DELLO 0,8%, ED IL TASSO E’ AL 9%...

Paolo Baroni per La Stampa

ISTAT OCCUPAZIONE 1ISTAT OCCUPAZIONE 
Premessa: parliamo dei dati di agosto, che ovviamente sono fortemente influenzati dal boom della stagione turistica e dalla cancellazione dei voucher, fattore che ha spinto ancor di più di contratti a termine. Detto questo il numero degli occupati continua a salire (+36mila unità a quota 23 milioni 124 mila nuovo record da luglio 2008), la disoccupazione cala di altre due decimi all' 11,2% (ma siamo sempre tra gli ultimi in Europa, dove il calo medio è ben più consistente: -0,8 punti al 9,1%), quella giovanile scende dal 35,3 al 35,1 (-2,2 rispetto al 2016), l' occupazione femminile arriva a sfiorare il 50% e si riduce pure lo stock degli inattivi.
RENZI BAGNINORENZI BAGNINO

Per il ministro dell' Econonia Padoan si tratta di «dati molto incoraggianti. E' un risultato - spiega - che va ascritto alla crescita ed al rafforzamento del mercato del lavoro». «I dati Istat confermano che continua il cammino positivo e che il miglioramento dell' occupazione accompagna la crescita dell' economia - commenta a sua volta il ministro del Lavoro Poletti - . Prosegue la tendenza di medio-lungo periodo di crescita dell' occupazione: +375mila occupati nell' ultimo anno, +978mila da febbraio 2014, dei quali 565mila permanenti».

bagninoBAGNINO
«Il Jobs act funziona, ora dateci ragione sul futuro» twitta, scambiando come al suo solito "lucciole per lanterne", invece Matteo Renzi. Anche Cisl e Uil parlano di «numeri positivi», «confortanti» e chiedono al governo di proseguire con le politiche di sostegno all' occupazione. Per la Cgil, invece, i numeri «confermano le difficoltà dettate da una ripresa fragile fondata su un incremento dell' occupazione in grossa parte precaria che non premia i giovani».

inchino padoanINCHINO PADOAN
Stando all' Istat la crescita congiunturale dell' occupazione interessa tutte le classi di età ad eccezione dei 35-49enni ed è determinata da due componenti: le donne ed i lavoratori a termine. Rispetto a luglio risultano sostanzialmente stabili gli occupati permanenti mentre calano ancora gli indipendenti. Su base annua la crescita interessa uomini e donne e riguarda i lavoratori dipendenti (+417 mila, di cui +350 mila a termine e +66 mila permanenti). A crescere sono soprattutto gli occupati ultra55enni (+354 mila), ma crescono anche i 15-34enni (+167 mila), mentre calano i 35-49enni (-147 mila).

ISTAT OCCUPAZIONEISTAT OCCUPAZIONE
Previsioni per i prossimi mesi? Paolo Mameli, senior economist di Intesa Sanpaolo non esclude che a settembre-ottobre ci possa essere «una correzione: la nostra previsione per la media annua 2017 è 11,3%, in calo rispetto al 2016 (11,7%) ma al di sopra del valore corrente. Solo a 2018 inoltrato il tasso dei senza-lavoro potrebbe scendere stabilmente sotto l' 11%».

Fonte: qui

IL SOTTOSEGRETARIO ROSSI SI DIMETTE DOPO IL SERVIZIO CHE SVELA COME IL FIGLIO SIA ASSUNTO DALLA CAMERA MA NON SI PRESENTI MAI AL LAVORO

E CHE VENIVA INVECE SVOLTO DA UNA STAGISTA NON PAGATA, COSTRETTA PURE A BECCARSI LE AVANCES DELL’ON. CARUSO (SCELTA CIVICA)

Le Iene e il sottosegretario Domenico Rossi



LE ‘IENE’ SONO TORNATE E PIZZICANO IL DEPUTATO CHE FA PROPOSTE INDECENTI ALLA STAGISTA (IN NERO). FILIPPO ROMA INCHIODA L’ON. CARUSO DI SCELTA CIVICA (GRAZIE, MONTI!), CLICCA QUI


FILIPPO ROMA DOMENICO ROSSIFILIPPO ROMA DOMENICO ROSSI
DIFESA: SOTTOSEGRETARIO ROSSI RIMETTE DELEGHE DOPO LE IENE
 (ANSA) - Il sottosegretario alla Difesa, Domenico Rossi, ha rimesso le proprie deleghe dopo una trasmissione televisiva delle Iene da cui emergerebbe che un parlamentare - il deputato Mario Caruso (democrazia solidale centro democratico) - avrebbe formalmente assunto il figlio del sottosegretario, che non si presenterebbe mai al lavoro, per fargli un favore, e che lo stipendio in realtà gli arriverebbe dal padre. "Sono accuse infondate e lesive della mia persona", afferma Rossi.

FILIPPO ROMA DOMENICO ROSSIFILIPPO ROMA DOMENICO ROSSI
"Insinuazioni che infangano, ancora una volta, la mia reputazione. Mio figlio ha un regolare contratto di assistente parlamentare con un deputato della Camera. Il documento, consultabile, conferma l'assenza di un rapporto di dipendenza dal mio ufficio contrariamente a quanto riportato nel servizio. Un incarico di natura fiduciaria che non prevede vincoli di orario lavorativo e anche per questo con una minima retribuzione".


CAMERA:MATTIELLO,COLLABORATORI SIANO FORMALIZZATI DA CAMERA
DOMENICO ROSSIDOMENICO ROSSI
 (ANSA) - "I collaboratori e le collaboratrici parlamentari sono prima di tutto lavoratori e come tali vanno trattati. Al netto della situazione oggetto della denuncia sulla quale mi aspetto una verifica da parte dei Questori della Camera per quanto di loro competenza, che io stesso ho sollecitato, si pone un problema più generale di trasparenza nella gestione del rapporto di lavoro. E' giusto che sia il parlamentare ad individuare il proprio collaboratore, ma sarebbe meglio che il rapporto di lavoro fosse formalizzato con la Camera stessa, come avviene in Europa e come sostenuto dalla Associazione Italiana dei collaboratori parlamentari".

domenico rossi sottosegretarioDOMENICO ROSSI SOTTOSEGRETARIO
A sostenerlo è il deputato Pd Davide Mattiello che interviene dopo l'inchiesta della trasmissione tv Le Iene sulla gestione illegale e lo sfruttamento di persone in uffici di collaborazione parlamentare a Montecitorio. "L'autodichiarazione parlamentare (ovvero la particolare prerogativa dei due rami del Parlamento di risolvere, attraverso un organismo giurisdizionale interno, le controversie insorte con i propri dipendenti ndr) non può spingersi fino a diventare tutela dell'arbitrio", conclude il deputato.


Le Iene e le proposte indecenti dell'onorevole



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martedì 3 ottobre 2017

IN VENETO UN INTERO TRENO OSTAGGIO PER UN’ORA DI CINQUE GIOVANI STRANIERI


"E' TUTTO NOSTRO":  VISIBILMENTE ALTERATI, HANNO INSULTATO E PRESO DI MIRA IL CAPOTRENO ED ALCUNI PASSEGGERI 

HANNO SVUOTATO UN ESTINTORE, SONO VOLATI SPUTI, INSULTI E MINACCE A CHI CERCAVA DI CALMARLI 

POI ALL'ARRIVO DI UNA PATTUGLIA DI CARABINIERI ECCO COSA E’ SUCCESSO...

Un intero treno ostaggio per un’ora di cinque giovani stranieri, visibilmente alterati, che hanno insultato e preso di mira il capotreno ed alcuni passeggeri. È stato svuotato un estintore, sono volati sputi, insulti e minacce ai viaggiatori che cercavano di calmarli. Poi, all’arrivo di una pattuglia dei carabinieri, c’è stato il fuggi-fuggi generale dei protagonisti.

IN VENETO UNA GANG PRENDE IN OSTAGGIO UN TRENOIN VENETO UNA GANG PRENDE IN OSTAGGIO UN TRENO
C’è chi si è calato dai finestrini del treno fermo alla stazione di Castello di Godego, chi invece è fuggito dalle porte del convoglio. Sembra che un paio dei protagonisti del caos sul treno della linea Venezia-Bassano sia stato preso e identificato dai militari della compagnia di Castelfranco. Un viaggio da incubo, documentato, oltre che dalle testimonianze di alcuni viaggiatori, anche da alcune foto coraggiosamente scattate durante il parapiglia generale.

IN VENETO UNA GANG PRENDE IN OSTAGGIO UN TRENOIN VENETO UNA GANG PRENDE IN OSTAGGIO UN TRENO
L’incredibile vicenda è avvenuta sabato sera, sulla linea Venezia-Bassano, tra le stazioni di Castelfranco e Castello di Godego. In treno c’erano decine di viaggiatori, in particolare trevigiani e bassanesi. Erano le 21.30 passate quando il treno proveniente da Venezia è arrivato alla stazione di Castelfranco. Lì un nutrito gruppo di giovani africani, in particolare maghrebini, visibilmente alterati, alcuni con in mano delle bottiglie di alcolici, sono entrati nel treno diretto a Bassano ed hanno subito iniziato a litigare con un giovane. Lo hanno spinto fino in fondo al treno. Del gruppo, cinque erano particolarmente esagitati. Alcuni passeggeri hanno cercato d’intervenire per calmare gli animi, ma l’opera, seppur nobile nelle intenzioni, ha soltanto contribuito ad accenderli ulteriormente.

Un 57enne di Bassano del Grappa, che rientrava con la moglie da una giornata trascorsa alla Biennale di Venezia, testimone di una vicenda “surreale”, come lui stesso la definisce, racconta quello che è successo “perché spero che non si possa più ripetere in futuro un viaggio in treno del genere”.
IN VENETO UNA GANG PRENDE IN OSTAGGIO UN TRENOIN VENETO UNA GANG PRENDE IN OSTAGGIO UN TRENO

«Stavo tornando a Bassano con mia moglie dopo aver trascorso una giornata alla Biennale di Venezia», racconta. «Il viaggio è filato via liscio fino a Castelfranco, quando è salito un gruppo di giovani africani, in particolare maghrebini. Erano alterati, probabilmente dall’alcol. Alcuni avevano delle bottiglie di alcolici in mano. Se la sono presa con un giovane.

Non so se fosse salito con loro o addirittura facesse parte del loro gruppo. So soltanto che l’hanno spinto ed insultato per più di mezzo treno. Il nostro era uno di quei convogli aperti, non separati dalle porte e quindi, sporgendosi verso il corridoio si poteva vedere tutto. Naturalmente ci siamo tutti impauriti per quel trambusto e soprattutto per l’aggressività ingiustificata di quei giovani. Nel frattempo il treno è ripartito ma gli animi, invece di quietarsi, si sono surriscaldati».

IN VENETO UNA GANG PRENDE IN OSTAGGIO UN TRENOIN VENETO UNA GANG PRENDE IN OSTAGGIO UN TRENO
Arrivato a Castello di Godego il treno s’è fermato. «Penso - continua il viaggiatore - per quasi cinquanta minuti. Il punto è che alcuni viaggiatori hanno cercato di calmare gli animi. Ma invece di quietarli, li hanno riaccesi. Ci sono state urla, spinte nei confronti dei passeggeri, qualcuno ha attivato un estintore. C’erano mamme e bambini nel convoglio. Ciò che non capisco è che più volte abbiamo attivato l’impianto di allarme il pulsante di Sos ma non funzionava. Il capotreno è intervenuto ma cosa poteva fare da solo?»

Una situazione “surreale” così la definisce lo stesso viaggiatore. «Ad un certo punto ho iniziato a fotografare - spiega - e qualcuno di loro mi ha visto e mi ha minacciato “Ti spacco la faccia”, ha detto. Il treno a Castello di Godego è rimasto fermo per quasi un’ora, finché poi sono intervenuti i carabinieri».

Alla vista dei lampeggianti delle pattuglie dei militari dell’Arma di Castelfranco c’è stato il fuggi fuggi generale. Alcuni dei protagonisti si sono calati dai finestrini, altri sono usciti dalle porte del convoglio fermo a Godego. Pare che un paio siano stati anche identificati dai militari.

«Mi chiedo - conclude il viaggiatore - cosa sarebbe successo se in treno ci fosse stata una ragazza sola. Si parla di sicurezza ma poi non si può viaggiare tranquilli nemmeno quando si è in treno. Spero che episodi non possano mai più ripetersi»

Fonte: qui