9 dicembre forconi: Udine
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lunedì 8 ottobre 2018

STRAGE NEL NORD-EST: 20 GIOVANI MORTI TRA UDINE E MESTRE PER OVERDOSE DELLA DROGA AD ALTO POTENZIALE. L'ULTIMA È UNA SEDICENNE FRIULANA



L'IPOTESI È CHE I VARI CLAN CHE GESTISCONO LO SPACCIO METTANO SUL MERCATO DROGA PIÙ POTENTE DEGLI ALTRI PER CONQUISTARE LA CLIENTELA, MA…  


alice, 16enne morta per colpa dell'eroina gialla 1ALICE, 16ENNE MORTA PER COLPA DELL'EROINA GIALLA 
Eroina “gialla” al centro delle indagini per la morte per overdose di quasi 20 giovani fra Udine e Mestre come quella - si ipotizza -  di Alice, 16 anni, studentessa friulana. Ma perché l'eroina, che nella maggior parte è definita sugar brown, viene in questo caso chiamata "gialla"? E perché viene considerata così pericolosa?

eroina gialla 1EROINA GIALLA 






In realtà, al di là del "colore" (mai così nettamente distinguibile) e delle sostanze da taglio usate (mai pericolose salvo rare eccezioni e salvo assunzioni estremamente massicce), il rischio legato alla dose (il "quartino" di grammo) viene soprattutto dal principio attivo dello stupefacente (ovvero la "forza" della droga a portare allo "sballo") che negli ultimi anni è sensibilmente aumentato per un banale motivo di domanda e offerta.
eroina gialla 2EROINA GIALLA 

La produzione di eroina è costantemente in aumento, mentre la richiesta ha vissuto anni di forte calo a spese di altre droghe soprattutto artificiali. Così per gli spacciatori non è più così determinante tagliare eccessivamente la "roba" acquistata dai trafficanti per aumentare il guadagno: si arriva a moltiplicare fino a 8 volte la quantità con l'uso di sostenze inerti e di sostanze chimiche quali paracetamolo e caffeina. La droga che così viene venduta al dettaglio con un principio attivo anche superiore al 50% con picchi del 70%, mentre negli anni tragici della tossicodipendenza da eroina si andava dall'uno al 10/15%.

alice, 16enne morta per colpa dell'eroina giallaALICE, 16ENNE MORTA PER COLPA DELL'EROINA GIALLA
Nel caso dell'eroina "gialla", per il taglio sarebbe stato usato metorfano, un oppioide che può essere impiegato sia come destrometorfano (che riduce i sintomi della tosse e che solo in casi di assunzione massiccia puà causare dipendenza e morte) e sia come levometorfano, stupefacente allucinogeno usabile in Italia solo con prescrizione medica.
eroina gialla 3EROINA GIALLA 










I più esposti all'overdose mortale risultano così essere, al di là del falso mito delle pericolosità delle sostanze da taglio smascherato da più ricerche nel corso dei decenni, coloro che si drogano saltuariamente e coloro che si imbattono in droga dal principio attivo assai più alto di quella usata abitualmente. Ogni caso di overdose, poi, fa storia a sé sia per la situazione della persona che si droga sia perché l'assunzione degli stupefacenti (a volte più di uno) può essere unita a quelli di farmaci e alcol.
eroina gialla 4EROINA GIALLA 

Non si esclude, infine, che bande di spacciatori, per conquistare quote di mercato, spaccino inizialmente di proposito eroina più "buona", ovvero più "potente" per battere la "concorrenza", fatta sempre salva la certezza che nessuno spacciatore, anche quello a caccia del guadagno più veloce, ha interesse a causare la morte dei clienti. 

Fonte: qui

lunedì 1 ottobre 2018

LIGNANO SABBIADORO: DUE RAGAZZINI MASSACRANO DI BOTTE UN COETANEO PER RUBARGLI CENTO EURO, FILMANO TUTTO COL CELLULARE E PUBBLICANO IL VIDEO ONLINE


LA VITTIMA ERA RIMASTO SOLO SULLA SPIAGGIA ED È STATO AVVICINATO DAI DUE COETANEI, CHE LO HANNO PRESO A CALCI E PUGNI: "TI UCCIDO, DAMMI IL TELEFONO E I SOLDI"




ragazzo aggredito a lignano sabbiadoroRAGAZZO AGGREDITO A LIGNANO SABBIADORO
Due ragazzini hanno massacrato un coetaneo per rubargli cento euro e hanno ripreso la violenza con il telefonino per poi pubblicarlo sui social. La vittima è stata sottoposta a intervento chirurgico alla mandibola e giudicata guaribile in 30 giorni.

Il pestaggio è accaduto nella notte tra il 15 e il 16 luglio scorsi su una spiaggia di Lignano Sabbiadoro. I due aggressori sono stati identificati dalla polizia alcuni giorni fa dopo oltre due mesi di complesse indagini, avviate dopo aver scoperto in rete il filmato del pestaggio.

ragazzo aggredito a lignano sabbiadoro 2RAGAZZO AGGREDITO A LIGNANO SABBIADORO













Gli investigatori della Squadra Mobile di Udine hanno individuato prima la vittima e successivamente gli aggressori. La vittima era sulla spiaggia insieme ad alcuni amici dai quali si era momentaneamente allontanato. I due coetanei lo hanno notato e lo hanno aggredito a calci e pugni, rapinandolo di tutti i soldi che aveva con sé, circa 100 euro.         

Fonte: qui


lunedì 14 maggio 2018

ALLE ACCIAIERIE VENETE DI PADOVA CEDE UN PERNO E UNA “SIVIERA” CON 100 TONNELLATE D’ACCIAIO INCANDESCENDE TRAVOLGE QUATTRO LAVORATORI: IL PIÙ GRAVE HA USTIONI SUL 100 PER CENTO DEL CORPO

I COLLEGHI AVEVANO GIÀ SEGNALATO PROBLEMI DI SICUREZZA: “ORA CONFIDIAMO IN UN MIRACOLO”

Andrea Zambenedetti per la Stampa
incidente acciaierie venete 8INCIDENTE ACCIAIERIE VENETE 

Le ustioni di terzo grado sul cento per cento del corpo non sono in queste ore l' unica preoccupazione dei medici. A condizionare la possibilità di sopravvivenza dei lavoratori travolti ieri mattina da una colata di acciaio incandescente è anche l' impossibilità di rimuovere completamente i residui di metallo dal corpo.

È di quattro feriti, tre in pericolo di vita, il bilancio del drammatico incidente sul lavoro avvenuto ieri a Padova. Mancano dieci minuti alle 8 di ieri quando alle Acciaierie Venete avviene l' incidente. Quattro operai, due interni e due di una cooperativa incaricata delle manutenzioni, si trovano a distanza ravvicinata da una «siviera».
incidente acciaierie veneteINCIDENTE ACCIAIERIE VENETE

Il contenitore, che trasporta 100 tonnellate di acciaio a 1600 gradi, si sposta a dieci metri d' altezza. All' improvviso il gancio che lo tiene in asse si rompe o semplicemente si sgancia (questo punto potrebbe essere determinante per l' inchiesta). Il cestello si inclina e la colata incandescente finisce al suolo travolgendo i lavoratori e proiettando gli schizzi nel raggio di qualche metro.

incidente acciaierie venete 7INCIDENTE ACCIAIERIE VENETE 







L' allarme è immediato. Sul posto arrivano i Vigili del fuoco che mettono in sicurezza l'area, spengono la colata e consentono agli operatori del 118 di prestare i primi soccorsi ai quattro lavoratori travolti. Il più grave, Marian Bratu, originario della Romania, ha ustioni su tutto il corpo. Immediatamente l' elicottero lo porta al centro Grandi ustionati di Cesena.
incidente acciaierie venete 5INCIDENTE ACCIAIERIE VENETE 

Le prossime ore saranno determinanti per l' evoluzione del suo quadro clinico. Fuori dai cancelli dello stabilimento, tra le lacrime, i colleghi non possono far altro che sperare: «Confidiamo in un miracolo». Ustioni altrettanto gravi, estese al settanta per cento del corpo, per altri due dipendenti di una ditta di manutenzioni.

Uno è ricoverato a Verona, l' altro a Padova, anche per loro la prognosi è riservata. Critiche, ma fortunatamente non sarebbe in pericolo di vita, le condizioni di un quarto lavoratore.
incidente acciaierie venete 6INCIDENTE ACCIAIERIE VENETE 


«Avevamo già segnalato che queste siviere si muovevano mentre c' erano delle persone al lavoro nelle vicinanze - spiega Loris Scarpa, segretario padovano della Fiom, che ha raggiunto personalmente l' azienda - nonostante questo siamo davanti a quattro lavoratori, giovanissimi ma al tempo stesso esperti, feriti in modo grave. Non è pensabile che ancora oggi qualcuno vada al lavoro e non sia sicuro di tornare a casa.

Le aziende non sono più strutturate per vedere la sicurezza come prioritaria. Non è più un problema che riguarda una singola azienda, ma ormai questa situazione riguarda l' intero Paese».
incidente acciaierie venete 4INCIDENTE ACCIAIERIE VENETE 

Acciaierie Venete è un gruppo che conta in totale mille dipendenti tra gli stabilimenti del Centro e Nord Italia e produce ogni anno un milione e 500 mila tonnellate di acciaio.
Oggi nello stabilimento padovano lo sciopero di 24 ore. I sindacati annunciano mobilitazioni anche negli altri stabilimenti del settore metalmeccanico. Nel frattempo tocca agli inquirenti: i tecnici dello Spisal hanno lavorato a lungo dentro lo stabilimento e i carabinieri hanno sequestrato l' area in cui è avvenuto l' incidente su ordine della magistratura che, come da prassi, ha provveduto ad aprire un fascicolo.
incidente acciaierie venete 3INCIDENTE ACCIAIERIE VENETE 

Il 2018 si conferma un anno nero sul fronte degli incidenti sul lavoro. Da Carrara a Lucca, passando per Siracusa, Gorizia, Reggio Calabria e Genova, solo per citare le ultime tragedie in ordine di tempo, la sicurezza sul lavoro rimane una delle emergenze che a quanto pare potrebbe rimanere tale ancora a lungo.

Fonte: qui








Incidente alle Acciaierie Venete, indagati anche i vertici della Danieli

Una colata di acciaio fuso ha investito domenica mattina alle 7.50 quattro operai al lavoro nello stabilimento di via Francia a Padova




17 Maggio 2018 - Sono 7 gli indagati per l'incendio di domenica scorsa, 13 maggio, alle Acciaierie Venete di Padova, in cui sono rimasti gravemente ustionati quattro operai. Lo stabilimento resta sotto sequestro, ferma la produzione almeno fino a quando i consulenti della Procura della Repubblica di Padova non daranno il nulla osta. A darne notizia è il Mattino di Padova.

Tra i nomi degli indagati, compaiono anche Giampiero Benedetti, presidente della Danieli di Buttrio, Giacomo Mareschi Danieli, consigliere della Danieli, e Alessandro Trivillin, consigliere della Danieli. L'accusa è di lesioni personali colpose: l'azienda di Buttrio, infatti, ha fornito la traversa di sollevamento che ha ceduto durante lo spostamento del contenitore di acciaio fuso.

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Alle 7.50 di domenica mattina, 13 maggio, durante la fase di spostamento di un contenitore di acciaio fuso, si è rotto un perno da cui sono partiti schizzi di materiale a circa 1600 gradi che hanno investito i quattro operai. Due di loro sono in ospedale ricoverati in gravi condizioni.

Intanto salgono a 4 le ore di sciopero proclamate in provincia di Padova, con un presidio davanti alle Acciaierie Venete, rispetto alle 2 proclamate per il settore metalmeccanico in tutto il Veneto. «Siamo ormai in presenza - affermano oggi in una nota i sindacati di categoria - di una interminabile catena di morti sul lavoro che in questi mesi ha funestato il Veneto e il paese, che occorre fermare al più presto per garantire a tutti i lavoratori e in tutti i luoghi di lavoro il diritto alla salute e alla sicurezza».

Fonte: qui

venerdì 11 maggio 2018

A UDINE UNA RAGAZZA AMOREGGIA CON IL COMPAGNO MENTRE QUESTI E’ AL VOLANTE ...

L’AUTO SBANDA E DANNEGGIA QUATTRO VEICOLI PARCHEGGIATI 

I DUE, NON RIUSCENDO PIÙ A RIPARTIRE A CAUSA DI UN PNEUMATICO FUORI ASSE, SCENDONO E SCAPPANO FINO A QUANDO…


Un'Alfa in corsa che sbanda in città ammaccando quattro vetture in sosta, l'impossibiltà di proseguire a causa dei danni rimediati, la fuga a piedi dei due occupanti e la loro individuazione. Ciò che incuriosice, oltre al fatto in sé, è la ragione dell'andamento a zig zag del veicolo.

«Da quello che si vedeva dal finestrino - ci ha raccontato il conducente dell' auto che seguiva la macchina in questione - il livello di intimità della coppia era profondo. C'erano tutti gli estremi del rapporto orale». L'episodio si è verificato ieri sera lungo viale Ungheria, verso le 20.30, per avere la sua conclusione all'altezza di piazzetta del Pozzo.“

IL RACCONTO
«Mi sono accorto che qualcosa non andasse già un centinaio di metri prima - spiega il nostro testimone -, quando ho notato l'auto andare a destra e sinistra vistosamente, rallentare e poi proseguire con alcune difficoltà.

SESSO ORALE IN MACCHINASESSO ORALE IN MACCHINA
Essendo davanti a me, giocoforza, ho notato una ragazza in preda a vistose effusioni d'amore: baciava il suo compagno, lo accarezzava, si appoggiava a lui, fino a quando la sua sagoma è sparita dalla mia visuale per poi a tratti ricomparire. Arrivati al semaforo rosso di via Zoletti, verso piazzale d'Annunzio, pensavo che la cosa finisse, ma mi sbagliavo. Pochi metri più avanti l'Alfa ha ricominciato a zigzagare, andando a sbattere contro alcune vetture posteggiate a lato».

LA FUGA DEI RESPONSABILI

L'auto con i due occupanti, dopo aver ammaccato il primo mezzo, è andata successivamente a sbattere violentemente contro la ruota posteriore di una seconda vettura - rovinandole l'assetto - finendo poi la sua corsa qualche metro più avanti, sulla stretta laterale di piazzetta del Pozzo, dopo aver strisciato ulteriormente due fiancate di altrettante macchine. A quel punto la coppia - non riuscendo più a mettere in marcia la vettura a causa di un pneumatico fuori asse - è scesa, dileguandosi per le vie limitrofe. La fuga, però, è durata solo pochi minuti.
SESSO ORALE IN MACCHINASESSO ORALE IN MACCHINA

L'INDIVIDUAZIONE DELLA COPPIA

Diversi sono stati i passanti e i commercianti che, richiamati dal rumore e dallo stridio provocato dal molteplice impatto, hanno notato la scena. Con senso del dovere, osservando i due responsabili scappare, hanno quindi allertato il Comando di Polizia dell'Uti Friuli Centrale, che ha inviato sul posto un paio di pattuglie.

Gli agenti, raccolte le testimonianze, si sono quindi messi alla ricerca del focoso duo, individuato circa mezz'ora dopo vicino alla stazione dei treni. Si tratta di due ragazzi italiani della Bassa friulana, lei 22enne e lui 23enne. Dopo i dovuti riscontri, nei prossimi giorni si procederà con i provvedimenti del caso per risarcire i proprietari delle auto danneggiate.

Fonte: qui

mercoledì 8 novembre 2017

A UDINE UN UOMO E’ STATO MULTATO PER AVER LASCIATO APERTO IL FINESTRINO DEL SUO FURGONE PARCHEGGIATO

PER GLI AGENTI IL SUO GESTO AVREBBE POTUTO FAVORE L'AZIONE DI EVENTUALI BANDITI 

“CERCANO DI SCONGIURARE I REATI CONTRO IL PATRIMONIO E INTANTO MI SPILLANO 57 EURO!”

Claudio Cartaldo per il Giornale.it

AUTOMOBILISTA MULTAAUTOMOBILISTA MULTA
Una multa salatissima, per aver lasciato il finestrino dell'auto aperta. Vi direte: impossibile. E invece è successo a Tavagnacco, in provincia di Udine. 

Dove Renato Garibaldi aveva parcheggiato il suo furgone di fronte ad un centro commerciale lasciando aperto il finestrino. 

Eccesso di sicurezza? Forse.

Di certo c'è che i poliziotti lo hanno multato perché in questo modo ha favorito l'azione di eventuali banditi. Tutto accade ai primi di ottobre, come racconta la Stampa. La temperatura esterna è ancora molto calda e nel furgone c'erano alcuni minori italiani e stranieri che il signor Garibaldi ospita nella sua cooperativa.

ATTENTI AL FINESTRINO APERTOATTENTI AL FINESTRINO APERTO
Prima di scendere attiva l'antifurto ma lascia aperto il finestrino del guidatore: non l'avesse mai fatto. Infranto l'art. 158 del codice della strada, che impone a tutti gli autisti e proprietari di mezzi ad "adottare le opportune cautele atte a evitare incidenti ed impedire l'uso del veicolo senza il suo consenso". Alla fine della fiera, la multa è stata di 57 euro. Ma poteva andargli peggio.

"Cercano di scongiurare i reati contro il patrimonio e intanto sottraggono dalle mie tasche 57 euro (16 sono le spese di notifica, ndr) - ha detto alla Stampa Garibaldi -: ho già fatto ricorso al Giudice di Pace contro la multa perché ciò che è accaduto è inaudito. Per quanto riguarda la deterrenza al furto del mezzo, dispongo di un apposito dispositivo, mentre per il suo contenuto preferisco risparmiare i soldi del finestrino rotto.
MULTA AUTOMULTA AUTO

Nel Ducato precedente lo hanno distrutto tre volte, per rubare un' autoradio che non valeva nulla". Garibaldi ha pensato a tutto. 

Per evitare che gli distruggano ogni volta il finestrino, lo lascia aperto e attiva l'antifurto per evitare che si portino via l'auto. Ma alla polizia non va bene. Per la dirigente della sezione della Polizia Stradale di Udine Anna Lisa Mongiorgi, tutto è stato fatto correttamente.

MULTA 1MULTA 
Legge applicata alla lettera e senza sbavature. "Il mezzo era posteggiato in quella zona da oltre due ore - ha detto - Lavoriamo con buon senso e non vogliamo essere rigidi: capita di allontanarsi per qualche istante, ma non era questa la circostanza. Stiamo parlando dell' uscita da un casello autostradale, dove gli episodi criminosi sono in aumento. Certamente meglio una sanzione da pochi euro, 28 se avesse pagato entro cinque giorni dalla notifica, sfruttando il 30% di riduzione prevista dalla legge, che il furto del mezzo".

Fonte: qui

mercoledì 4 ottobre 2017

PADRE E FIGLIA DI MILANO SONO MORTI PER UN AVVELENAMENTO DA TALLIO

LA PRIMA IPOTESI DEI CARABINIERI E DEGLI ESPERTI DELLA ASL È STATA QUELLA DI UNA PROLUNGATA ESPOSIZIONE A ESALAZIONI DI ESCREMENTI DI PICCIONE, CHE CONTENGONO IL METALLO PESANTE 
L’ALTRA IPOTESI INVECE…

GIOVANNI BATTISTA DEL ZOTTO E LA FIGLIA PATRIZIAGIOVANNI BATTISTA DEL ZOTTO E LA FIGLIA PATRIZIA
Hanno trascorso le vacanze nella loro casa di campagna a Verno, in provincia di Udine, come ogni estate, ma al rientro a NovaMilanese sono finiti in ospedale per avvelenamento da tallio, un metallo pesante estremamente tossico. Padre e figlia, Giovanni Battista e Patrizia Del Zotto di 94 e 62 anni sono morti, la madre novantenne è ricoverata con la figlia minore di 58 anni. La fonte di contaminazione è un mistero.

La prima ipotesi dei carabinieri e degli esperti della Asl è stata quella di una prolungata esposizione a esalazioni di escrementi di piccione, che contengono il metallo pesante. Gli animali hanno infestato il fienile della famiglia e il tallio, che ha un’incubazione di venti-trenta giorni, può essere letale sia per ingestione che per inalazione.
TALLIOTALLIO

Ora gli esperti stanno analizzando anche alimenti e conserve presenti nella casa di villeggiatura ed effettuano approfondite indagini su un pozzo artesiano nel terreno di proprietà della famiglia. Forse, nella loro vacanza di agosto, i Del Zotto hanno bevuto per un mese acqua avvelenata.

Fonte: qui