9 dicembre forconi: energia rinnovabili
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domenica 7 luglio 2019

Gli Emirati Arabi Uniti accedono la più grande fattoria solare del mondo

Gli Emirati Arabi Uniti hanno lanciato la più grande fattoria a energia solare del mondo , la No.18-GW Noor Abu Dhabi, riporta l'Endgadget  citando un  tweet  del governo di Abu Dhabi.


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The world’s largest single solar plant, Noor Abu Dhabi, with a production capacity of nearly 1,177 MW commences commercial operation - a major milestone for the future of

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La struttura, che fa impallidire la più grande fattoria solare negli Stati Uniti - la Solar Star da 569 MW - è paragonabile solo ai parchi solari, che combinano diverse fattorie solari separate. Può fornire elettricità a 90.000 persone, secondo le informazioni ufficiali, da ben 3,2 milioni di pannelli solari. Di conseguenza, compenserebbe le emissioni pari a 1 milione di tonnellate, che equivale a rimuovere 200.000 automobili dalla strada.
Fedele alla sua reputazione di grande spender su vari progetti all'avanguardia, gli Emirati Arabi non si fermano a Noor Abu Dhabi . All'inizio di quest'anno, il Ministro per i cambiamenti climatici e l'ambiente di Abu Dhabi ha  annunciato  un altro progetto solare più grande. Avrebbe una capacità di 2 GW, ha detto il funzionario senza aggiungere ulteriori dettagli. L'unico progetto che sarebbe più grande di questo, è l'impianto pianificato da 2.6 GW dell'Arabia Saudita a La Mecca.
Mentre il Medio Oriente non è certo il primo luogo che viene in mente quando si pensa all'energia solare e ad altre fonti di energia rinnovabile, la regione sta cambiando, lentamente ma sicuramente. L'Agenzia internazionale per le energie rinnovabili ha pubblicato a febbraio un rapporto in cui si  afferma che  i membri del Consiglio di cooperazione del Golfo da solo avevano in programma di installare fino a 7 GW nella capacità di generazione di energia rinnovabile entro i primi anni del 2020.
Un precedente  rapporto  di IRENA ha detto che il GCC potrebbe risparmiare circa 354 milioni di barili di petrolio equivalente passando alle rinnovabili per il consumo interno entro il 2030. Ciò costituirebbe un calo del 23% del consumo interno di petrolio e gas con più delle materie prime destinate alle esportazioni: Arabia Saudita L'Arabia sta perseguendo questa strategia di riduzione del consumo interno di combustibili fossili al fine di incrementare le esportazioni.

Tra i membri del GCC, gli Emirati Arabi Uniti sono di gran lunga i più performanti: ospitano quasi il 79% della capacità solare totale installata nel gruppo. Vanta anche progetti di energie rinnovabili che non richiedono sovvenzioni per essere competitivi.

giovedì 18 aprile 2019

IL SOTTOSEGRETARIO AI TRASPORTI DELLA LEGA ARMANDO SIRI, VICINISSIMO A SALVINI, È INDAGATO PER CORRUZIONE

AVREBBE INTASCATO UNA MAZZETTA DA 30MILA EURO PER INTRODURRE NEL DEF UNA NORMA PER FAVORIRE ALCUNI IMPRENDITORI, CHE PERÒ NON È MAI PASSATA 
A DARGLI I SOLDI SAREBBE STATO UN PROFESSORE UNIVERSITARIO CHE SECONDO I PM È IN AFFARI CON UN IMPRENDITORE VICINO A COSA NOSTRA 
DI MAIO: “QUI LA QUESTIONE È MORALE, SIRI DOVREBBE DIMETTERSI”

INDAGATO SIRI: PER PM TANGENTE DA 30MILA EURO

(ANSA) -Sarebbe stata di 30mila euro la mazzetta intascata dal sottosegretario ai Trasporti della Lega Armando Siri per introdurre una norma nel Def che avrebbe favorito alcuni imprenditori nel campo delle energie rinnovabili. L'emendamento però non è mai passato. Siri è indagato per corruzione dai pm romani nell'ambito di una indagine nata a Palermo su un imprenditore dell'eolico, Vito Nicastri, ritenuto vicino a Cosa nostra.
VITO NICASTRIVITO NICASTRI

A consegnare il denaro a Siri sarebbe stato Paolo Arata, professore universitario, estensore del programma sull'energia della Lega e in affari, per i pm, con Nicastri. Siri, che non sapeva dei rapporti tra Arata e Nicastri, avrebbe ricevuto il denaro a casa del professore che sarebbe stato un suo grande sponsor nella politica.

Paolo ArataPAOLO ARATA









L'emendamento caldeggiato avrebbe dovuto fare retroagire i finanziamenti stanziati per le rinnovabili alla data di costituzione di una delle società di Nicastri che avrebbe potuto così beneficiarne. Parallelamente all'indagine romana la procura di Palermo ha ricostruito un giro di tangenti alla Regione siciliana per favorire Nicastri nell'ottenimento di alcune concessioni.

DI MAIO, DIMISSIONI SIRI È QUESTIONE MORALE E POLITICA
ARMANDO SIRI GIUSEPPE CONTEARMANDO SIRI GIUSEPPE CONTE
(ANSA) - "Non so se Salvini sia d'accordo con questa mia linea intransigente, ma è mio dovere tutelare il governo e l'integrità delle istituzioni" Così il vicepremier Luigi Di Maio sulla vicenda che coinvolge il sottosegretario Siri. "Un sottosegretario indagato per fatti legati alla mafia è un fatto grave. Non è più una questione tecnica giuridica ma morale e politica. Va bene rispettare i tre gradi di giudizio, ma qui la questione è morale. Ma se i fatti dovessero essere questi è chiaro che Siri dovrebbe dimettersi", ha aggiunto.



"Salvini sapeva del figlio di Arata" 
Federico Arata, figlio dell'imprenditore Paolo Arata, indagato per corruzione nel caso che ha portato sotto inchiesta il sottosegretario leghista Armando Siri, è stato assunto dal sottosegretario Giancarlo Giorgetti a palazzo Chigi. Secondo quanto riporta il quotidiano milanese "il contratto è stato firmato con il Dipartimento programmazione economica", e appena registrato dalla corte dei Conti.
Il Movimento 5 Stelle in una nota si domanda "se Salvini fosse a conoscenza di tutto questo". "La domanda che, per una questione di opportunità politica, ci poniamo, è se Salvini fosse a conoscenza di tutto questo. Ci auguriamo e confidiamo che il leader della Lega sappia fornire quanto prima elementi utili a chiarire ogni aspetto. Non solo al M5S, con cui condivide un impegno attraverso il contratto di governo, ma anche ai cittadini", si legge. Nella stessa nota scrivono i pentastellati: "Se quanto riportato dal Corriere della Sera corrispondesse al vero circa l'assunzione di Federico Arata, figlio dell'imprenditore-faccendiere Paolo, da parte del Sottosegretario Giancarlo Giorgetti a palazzo Chigi, allora ci troveremmo di fronte a un vero e proprio caso".
Il Partito Democratico, riporta l'AdnKronos, chiede al premier Giuseppe Conte di riferire in parlamento. Fonti Dem dicono: "Dopo le recenti rivelazioni della stampa secondo la quale il figlio dell'imprenditore Arata, indagato insieme al sottosegretario Siri, sarebbe stato assunto recentemente dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Giorgetti, il presidente Conte non può nascondersi e ha il dovere di presentarsi in Parlamento per chiarire una vicenda che getta inquietanti ombre sul Governo. Le ipotesi di indagine della Magistratura sono gravissime e impongono al Governo di fare chiarezza".
La Lega risponde con una nota: "Parlamentari e ministri della Lega continuano a lavorare anche in questi giorni di festa. Non rispondono a polemiche e insulti che si sgonfieranno nell'arco di qualche ora. Federico Arata è persona preparata".
Federico Arata è figlio di Paolo, accusato di corruzione perché avrebbe "dato o promesso" una mazzetta di 30mila euro al sottosegretario leghista Armando Siri per caldeggiare un emendamento al Def che avrebbe favorito Vito Nicastri, imprenditore alcamese ai domiciliari perché accusato di aver pagato la latitanza del boss Matteo Messina Denaro e tornato in cella ieri nell'ambito della nuova indagine.
Come scrive Gianluca Paolucci su La Stampa, Federico Arata è uno degli "architetti dell'Internazionale Sovranista", ospite frequente del Viminale da quando Matteo Salvini è diventato ministro. La vicinanza a Salvini si esprime anche nella sua presenza negli incontri che fanno parte delle "relazioni internazionali della Lega". Arata è stato uno degli intermediari tra Salvini e Bannon. Nel 2018 è stato infatti impegnato ad organizzare gli incontri tra il leader leghista e l'ideologo di Trump.
Sull'asse Usa e Italia è cresciuto il rapporto tra Arata e la politica italiana. La Stampa riporta che il viaggio in Usa di Salvini sarebbe potuto essere un'ottima occasione per dare visibilità alla proposta di Siri sulla flat Tax. Tour che non si è concretizzato ma che ha rafforzato il legame tra Arata e le personalità degli States.
Nell'estate del 2018 è impegnato nell'organizzazione degli incontri tra Salvini e Bannon e dell'adesione di Salvini al progetto allora denominato The Movement per costruire un'alleanza tra i partiti sovranisti europei. Agli amici confidava di essere stato proprio lui il «facilitatore» dell'incontro tra i due e dell'adesione di Salvini al progetto di Bannon.
Fonte: qui

SARÀ IL MINISTERO GUIDATO DA LUIGINO A PORTARE IL RISCONTRO CHE LA PROCURA CERCA SULL’EFFETTIVA INCIDENZA DI ARMANDO SIRI NELLA PARTITA DELL’EOLICA CARA A PAOLO ARATA 
IL TENTATIVO NON È RIUSCITO IN MANOVRA, E SIRI CI AVREBBE RIPROVATO RIPRESENTANDO LO SESSO PRINCIPIO IN UN TESTO AL MISE…
Luca De Carolis e Paola Zanca per “il Fatto Quotidiano”

luigi di maio 1LUIGI DI MAIO 
Dicono di avere la prova. Quella che mancava: il riscontro inconfutabile che Armando Siri abbia davvero provato a incidere nella partita dell' eolico tanto cara al suo amico Paolo Arata, che gli è costata un' indagine per corruzione. E se fino a ieri la Procura di Roma non aveva in mano i testi precisi, ora sarà proprio il ministero dello Sviluppo Economico, quello guidato dal vicepremier Luigi Di Maio, a fornire gli elementi che possono appesantire la posizione del collega di governo leghista. La "massima collaborazione" con l' autorità giudiziaria è garantita, anche se ai piani alti del Mise tutti si trincerano dietro il riserbo, vista l' indagine in corso.

ARMANDO SIRIARMANDO SIRI
È proprio in quegli uffici che Armando Siri si "è fatto carico" di portare avanti la sua missione per conto di Arata e del suo socio occulto (secondo la tesi della Procura) Vito Nicastri, l' imprenditore mafioso che avrebbe finanziato la latitanza del boss Matteo Messina Denaro. Un tentativo, raccontano, fermato dal gabinetto del ministro che ha ritenuto non ci fossero i "presupposti" per trasformarlo in una proposta normativa: si trattava di "una sanatoria", una "estensione di benefici" che in sostanza, già a prima vista, sembrava nascondere un favore a qualcuno.
LUIGI DI MAIO REDDITO DI CITTADINANZA BY LUGHINOLUIGI DI MAIO REDDITO DI CITTADINANZA BY LUGHINO

L' approfondimento su chi fosse il potenziale beneficiario della norma però, spiegano adesso, non è stato fatto. Nel caso del testo presentato al ministero dello Sviluppo economico si trattava di allargare gli incentivi previsti agli impianti più datati. Praticamente lo stesso principio contenuto nell' emendamento presentato alla legge di Bilancio, che aveva come primo firmatario il capogruppo della Lega al Senato Massimiliano Romeo.

armando siri 2ARMANDO SIRI 
Fallito il tentativo sulla manovra, insomma, il sottosegretario Siri avrebbe giocato di sponda con i colleghi di partito. Che hanno ripresentato a palazzo Madama l' identica richiesta: applicare le "tariffe incentivanti" a tutti gli impianti entrati in vigore entro l' estate del 2017. L' emendamento non è passato. Prima che venisse messo ai voti è arrivato il parere negativo del ministero dell' Ambiente guidato da Sergio Costa: "Si esprime orientamento tecnico contrario - si legge nel parere - in quanto si sposta in avanti un termine per l' applicazione agli impianti a fonti rinnovabili di tariffe incentivanti più vantaggiose. Così si registrerebbe un impatto negativo sulle bollette per riconoscere un vantaggio ad impianti comunque già entrati in servizio".
luigi di maio ai box della formula e 4LUIGI DI MAIO AI BOX DELLA FORMULA E 

Nonostante il no dei tecnici, la Lega ha insistito perché il parere venisse riformulato: a quel punto è arrivato il no "politico" del ministro dei Rapporti con il Parlamento Riccardo Fraccaro, che si occupava del vaglio degli emendamenti alla manovra. Ma Siri non si è arreso. E sempre attraverso i colleghi del Carroccio ci ha riprovato nel Milleproroghe e nella legge di semplificazione: tutti elementi dell' incartamento che ora la Procura acquisirà negli uffici dei ministeri, a cominciare da quello guidato da Di Maio.
 
E proprio il vicepremier del M5S in serata a Dritto e rovescio sostiene: "Negli uffici legislativi di vari ministeri c' era la proposta normativa di Siri sull' eolico, ma il M5S ha sempre dato parere negativo, perché rappresentava una sanatoria del settore. Se il Mise non avesse detto di no alla proposta probabilmente ci sarebbero stati anche membri del mio staff indagati".

Fonte: qui

mercoledì 4 ottobre 2017

MARCHIONNE DENUNCIA: “LE MACCHINE ELETTRICHE INQUINANO COME QUELLE A BENZINA”

E SPIEGA: LA CORRENTE VIENE PRODOTTA DA CENTRALI ELETTRICHE A CARBONE, QUINDI L'INQUINAMENTO E' SOLO SPOSTATO
LA FIAT NON PRODUCE AUTO IBRIDE
Paolo Griseri per La Repubblica

colonnine auto elettricheCOLONNINE AUTO ELETTRICHE
Oggi l' auto elettrica «può diventare un' arma a doppio taglio» e «alle condizioni attuali, inquina più o meno come quelle a combustibile fossile ». Sergio Marchionne non perde il gusto di mettere in discussione quelle che chiama «le formule magiche» con cui il mondo dell' auto immagina il futuro. L' occasione è la laurea honoris causa che gli conferisce l' Università di Trento nella cornice del Polo della Meccatronica di Rovereto, luogo di ricerca di eccellenza.
GIULIA ALFA ROMEOGIULIA ALFA ROMEO

Marchionne annuncia che «la rivoluzione in arrivo nell' auto potrebbe compromettere la nostra stessa identità di costruttori». E questo perché l' uso condiviso, legato soprattutto alla guida autonoma, finirà per trasformare l' automobile in una commodities. «Si salveranno solo i marchi con un brand molto forte. Per restare in casa nostra penso ad Alfa, Maserati, Jeep e naturalmente a Ferrari ». 

Le utilitarie senza identità invece, quelle che arriveranno da sole per portarci a fare la spesa, saranno sostanzialmente sovrapponibili le une alle altre.

colonnine auto elettriche4COLONNINE AUTO ELETTRICHE
«Di conseguenza - spiega Marchionne - i posti di lavoro di chi produce modelli premium, come accade nelle nostre fabbriche italiane, sono più sicuri di altri». Mentre i brand dei veicoli della produzione di massa tenderanno a indebolirsi.

Diverso è il discorso sull' auto elettrica: «Non è la soluzione di tutti i problemi», dice l' ad. E spiega che oggi «due terzi dell' energia elettrica deriva da fonti fossili». 

Dunque produrre auto elettriche senza scegliere di abbandonare il combustibile fossile nelle centrali sarebbe solo un modo di spostare altrove il problema

Perché «già quattro anni fa una ricerca condotta da un' università norvegese sosteneva che le vetture elettriche costituiscono una minaccia ambientale quasi doppia rispetto ai veicoli tradizionali in termini di potenziale riscaldamento del pianeta ».
MASERATI LEVANTEMASERATI LEVANTE

Parole che hanno suscitato ieri le forti proteste del grillino Di Maio e del Verde Bonelli. A margine della cerimonia Marchionne ha confermato il target del 2017 per un indebitamento industriale sotto i 2,5 miliardi e ha fissato «entro il 2018» lo spin off di Marelli che si ipotizzava in tempi più brevi.


Fonte: qui

domenica 15 maggio 2016

Un sindaco calabrese, grazie al fotovoltaico, ha azzerato la Tasi per i suoi cittadini

panorama_san_lorenzo-tAntonio Cersosimo, primo cittadino di San Lorenzo Bellizzi (Cosenza), ha cancellato la Tasi 2014 per i suoi 700 concittadini grazie agli impianti fotovoltaici costruiti recentemente

19/09/2014
ELENA VERONELLI

Tra “taglia-incentivi”, “sblocca-trivelle” e moratorie regionali c’è ancora chi crede alle fonti rinnovabili. È il caso di Antonio Cersosimo, sindaco di San Lorenzo Bellizzi, in provincia di Cosenza, Comune situato tra riserve naturali e promontori, ricco di flora e fauna selvatica dove corrono e volano liberi cinghiali, grifoni, falchi, volpi, lupi. Qui i neanche 700 abitanti non pagheranno per l’anno 2014 la famigerata Tasi (Tassa sui servizi indivisibili) proprio grazie al fotovoltaico. E i proprietari degli immobili situati nel centro storico che decideranno di ristrutturare la loro casa saranno esentati dal pagamento delle tasse per 5 anni. 
Due anni fa, sfruttando i generosi incentivi del quinto Conto Energia, il sindaco Antonio Cersosimo ha deciso di investire sul fotovoltaico installando tre impianti (da 13 MW) nei terreni situati nei Comuni di Corigliano Calabro, Cassano allo Ionio e Francavilla Marittima, dove vigeva l’autorizzazione per l’installazione su serra. Un’operazione che ha permesso di risparmiare 90.000 euro all’anno, portando in attivo il bilancio economico della città e permettendo di abbassare così le tasse ai cittadini, eliminando anche la Tasi. 
Secondo Cersosimo l’investimento fatto nel 2012 ha portato benefici economici già dall’anno successivo all’acquisto, e garantirà un introito per i prossimi 25 anni. Anche se, per il futuro, il sindaco non appare molto ottimista: “Speriamo di poter ripetere l’eliminazione della Tasi anche per i prossimi anni. Dipende però dai tagli dello Stato centrale, che ogni anno aumentano sempre di più”, ha detto Cersosimo contattato da Tuttogreen. E poi, continua il sindaco, “con la nuova normativa sugli incentivi diventa difficile continuare a puntare sul solare. Prima il sussidio riusciva a coprire l’investimento iniziale, ora non è più così”.  
Tuttavia, San Lorenzo Bellizzi è una vera e propria un’oasi nel deserto. Soprattutto di questi tempi, in cui le rinnovabili sono spesso viste più come un problema che come una soluzione, a livello sia centrale che locale. Con lo “spalma-incentivi” per ridurre le bollette alle Pmi si è parlato solo di quanto i sussidi al settore (effettivamente tra i più alti al mondo) pesino sulle bollette dei consumatori e di come, a causa di una remunerazione troppo generosa del capitale investito, si siano favorite posizioni di rendita. Dal canto loro le Regioni vanno avanti a colpi di moratorie e provvedimenti ad hoc per bloccare nuovi impianti da rinnovabili, soprattutto quelli eolici, perché ritenuti troppo impattanti visivamente e quindi dannosi per il turismo. Il tutto mentre il Governo Renzi sembra guardare solo al petrolio e al gas e punta sullo “sblocca-Italia”, che accentra il potere per velocizzare la ricerca e l’estrazione di idrocarburi ma nulla dice sulle rinnovabili.  
Inoltre, la decisione del sindaco di togliere la Tasi è stata presa in totale contrasto con la logica della circolare dell’Agenzia delle Entrate dello scorso dicembre, che prevede per la produzione di energia attraverso un impianto fotovoltaico installato su tetto (superiori a 3 kW) un aggravio fiscale. In altre parole, la Tasi e le altre imposte sugli immobili aumentano perché gli impianti fotovoltaici fanno variare la rendita catastale. A dispetto di chi si sceglie questa fonte energetica proprio per diminuire la bolletta elettrica e risparmiare. 
Il caso di San Lorenzo Bellizzi - commenta Agostino Re Rebaudengo, presidente di AssoRinnovabili - ben rappresenta un esempio virtuoso dei benefici connessi alla produzione di energia rinnovabile. Dimostra, inoltre, quanto sia miope e controproducente la strategia messa in atto dal Governo con una norma come lo spalma incentivi, che danneggerà gravemente il settore. Facciamo quindi i nostri complimenti ad un’amministrazione comunale che ha visto nel fotovoltaico un’opportunità per migliorare la qualità della vita sul proprio territorio sia da un punto di vista ambientale che da un punto di vista economico. Un esempio - conclude Re Rebaudengo - che speriamo sia presto seguito da molti altri comuni”. 
Fonte: qui