9 dicembre forconi

giovedì 6 dicembre 2018

TONINELLI CONGELA GLI APPALTI GIÀ FINANZIATI. ''LA FRANCIA È D'ACCORDO, ASPETTIAMO L'ANALISI COSTI-BENEFICI''.



DI MAIO IN REALTÀ APRE: ''TERREMO CONTO SE L'OPERA È INIZIATA O NO. COME CON TAP E ILVA, NON CI BUTTIAMO IN UN VESPAIO'', OVVERO CONTENZIOSI INFINITI

TAV:DI MAIO,TERREMO CONTO SE OPERE SONO INIZIATE O NO
 (ANSA) - "L'analisi costi e benefici riguarda anche se un'opera è già partita o meno, gli impegni presi con i contratti. Lo abbiamo dimostrato con Tap o Ilva, non andiamo a buttarci in un vespaio. Sull'Ilva però non abbiamo preso la minestra degli altri, ma l'abbiamo migliorata". Lo ha detto il vicepremier Luigi DI Maio a Porta a Porta su Rai 1.

TAV: SALVINI, ANALISI COSTI BENEFICI? NON FACCIO INGEGNERE
 (ANSA) - "Non faccio l'ingegnere, ho fatto il classico. Ognuno faccia il suo mestiere". Così il vicepremier e ministro dell'interno Matteo Salvini ha risposto alle domande sull'analisi costi benefici della Tav durante la presentazione del libro di Bruno Vespa a Roma. E sulla continuità del progetto ha: "Sono per l'Italia dei sì, mi si portino i numeri".


TAV, IL GOVERNO CONGELA GLI APPALTI GIÀ FINANZIATI - IL MINISTRO TONINELLI: IN ACCORDO CON LA FRANCIA LE GARE SLITTANO AL 2019 - CHIAMPARINO: «IL TEMPO È GIÀ SCADUTO»
LUIGI DI MAIO A VILLA TAVERNALUIGI DI MAIO A VILLA TAVERNA
Diodato Pirone per “il Giornale

Nuovo colpo di freno sulla strada della Tav, la ferrovia ad Alta Velocità fra Torino e Lione.
Il governo italiano assieme a quello francese chiede alla Telt, la società italo-francese che coordina la costruzione dell' opera, di rinviare dalla fine di quest' anno al 2019 i bandi (cioè le gare) degli appalti già previsti e finanziati. Il senso dell' operazione - questo almeno è quello che spiega Toninelli - è di dare tempo per le conclusioni dell' analisi costi-benefici. E la decisione sarebbe condivisa da Italia e Francia.
toninelli di maio aereo di statoTONINELLI DI MAIO AEREO DI STATO


«La Francia condivide il nostro metodo e l' opportunità di una analisi costi-benefici approfondita e finalmente obiettiva sul Tav Torino-Lione», ha scritto Toninelli sulla sua pagina Facebook. E il ministro ha aggiunto altri dettagli: «Il 3 dicembre a margine del Consiglio Ue dei Trasporti - sottolinea - ho siglato con la mia omologa di Parigi, Elisabeth Borne, una lettera per chiedere congiuntamente a Telt, il soggetto attuatore della Tav, di pubblicare oltre la fine del 2018 i bandi dapprima attesi a dicembre».

L' annuncio arriva ad appena 24 ore di distanza dalla manifestazione degli imprenditori pro Alta velocità riunitisi appunto ieri a Torino e poche ore prima dell' incontro previsto per stamane alle 11 a Palazzo Chigi fra le associazioni imprenditoriali piemontesi e il premier Giuseppe Conte e il ministro dello Sviluppo Luigi Di Maio.

E proprio Di Maio ieri a Porta a Porta ha fornito un elemento interessante di valutazione sulle Grandi Opere. «Nella valutazione costi benefici - ha sottolineato - va considerato se un' opera è iniziata o meno E' successo con la Tap e l' Ilva».

IL PERCORSO
sergio chiamparino chiara appendino 1SERGIO CHIAMPARINO CHIARA APPENDINO
«Con la Francia stiamo conducendo un iter condiviso, ordinato e di chiarezza. Adesso condivideremo il percorso con la Commissione europea, applicando in pieno il contratto di governo», si legge ancora nel post del ministro Toninelli. «Nessun pregiudizio sull' opera, ma solo l' obiettivo di fare quanto mai fatto prima: usare bene i soldi di tutti i cittadini italiani». Fonti del ministero hanno specificato che il rinvio della pubblicazione dei bandi di gara Telt di fatto «congela di per sé qualunque aspetto della procedura».

conte salvini di maioCONTE SALVINI DI MAIO




Una sottolineatura che ha mandato su tutte le furie il presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino, da sempre favorevole alla Tav, che ha rilasciato la seguente dichiarazione. «La speranza che le parole del ministro Toninelli fossero foriere di una apertura del governo nell' incontro sulla Tav a Palazzo Chigi è subito sfumata».

«L'autentica interpretazione trapelata dal ministero - continua Chiamparino - lascia purtroppo intravvedere qual è il vero obiettivo del ministro Toninelli e del governo: allungare il brodo, scavallare le prossime elezioni, mettendo così a rischio la realizzazione della Torino-Lione».

ELISABETH BORNEELISABETH BORNE
«Spero che le organizzazioni economiche riescano a far cambiare loro idea, perché il tempo è scaduto», ha concluso il governatore del Piemonte. Intanto Parigi intende interdire il Traforo autostradale del Frejus ai mezzi pesanti con motori Euro4, al raggiungimento della soglia minima del 2% sul totale dei transiti. E, per incentivare il rinnovo delle flotte verso mezzi meno inquinanti, propone l'applicazione dal primo aprile di un sovrapedaggio del 5%. Le proposte sono state avanzate dalla delegazione francese nel corso della riunione della Commissione Intergovernativa del Traforo.

Fonte: qui

“FATE IN FRETTA O RESTITUITECI I SOLDI” 

BRUXELLES INCALZA IL GOVERNO SULLA TAV: “I RALLENTAMENTI AVRANNO DELLE CONSEGUENZE” 

TRA FONDI GIÀ EROGATI E FUTURI RISCHIAMO DI PERDERE 1,2 MILIARDI 

L’UE È CONVINTA CHE L'OPERA SIA STRATEGICA NON SOLTANTO PER FRANCIA E ITALIA, MA PER L'INTERA EUROPA, SPECIALMENTE NEL CONTESTO DEL “CORRIDOIO MEDITERRANEO EU-TEN-T” (1 DEI 9 DELLA RETI TRANSEUROPEE NEL SETTORE TRASPORTI)

Sarina Biraghi per “la Verità”
danilo toninelli 3DANILO TONINELLI 3

Niente da fare. L'Ue è sempre pronta a mettere il dito nelle decisioni degli Stati sovrani anche quando questi si mettono d' accordo e a riprendersi i fondi in base al principio «usalo o perdilo». Il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli ha appena concluso una trattativa con la collega francese Elisabeth Borne per rinviare, alle prime settimane del 2019, l'emissione dei bandi di gara con cui sarà dato il via ai lavori per la realizzazione della Tav Torino-Lione ed ecco che interviene Bruxelles.

Senza mezzi termini minaccia: l'Italia deve andare avanti con la realizzazione della linea ferroviaria veloce Torino-Lione, o vedrà togliersi i soldi che l'Unione europea ha garantito al Paese. «Come qualsiasi altro progetto della Connecting europe facility, ritardi nella sua attuazione potrebbero portare a una riduzione dei finanziamenti Ue assegnati», che per la prima fase dei lavori della Tav sono 814 milioni di euro.
ELISABETH BORNEELISABETH BORNE

Così ha spiegato Enrico Brivio, portavoce per i Trasporti dell' esecutivo comunitario subito dopo l'accordo tra Italia e Francia per il rinvio al 2019. Dopo gli annunci del governo Conte di procedere a nuove valutazioni dell' opera, dice Brivio, «la Commissione non può escludere che possa dover chiedere all'Italia di rimborsare il contributo del Cef già erogato se non può essere ragionevolmente speso in linea con i termini dell'accordo di sovvenzione». Ciò, sottolinea, «in applicazione del principio "usalo o perdilo"».

beppe grillo no tavBEPPE GRILLO NO TAV
La Torino-Lione «è un progetto importante», e per via della sua natura strategica gode di «cofinanziamenti significativi dal bilancio dell'Unione europea». E secondo le regole, «i ritardi nell' attuazione del progetto potrebbero portare a una riduzione della sovvenzione Ue fornita all' Italia», ha spiegato Brivio dopo la trattativa «segreta», sottolineando: «Ora il progetto vede alcuni ritardi, inclusi quelli relativi alla sospensione del processo di appalto recentemente annunciato dalle autorità italiane».

Che si tratti di taglio ai fondi futuri o restituzione di quelli erogati, cifre ufficiali non ne circolano, ma secondo alcune previsioni, se i lavori non procederanno secondo i tempi l' Ue potrebbe chiedere all' Italia la restituzione di circa 500 milioni, rispetto la cifra iniziale erogata, e cancellare gli altri 700 milioni già previsti.

FORZA ITALIA E LA MANIFESTAZIONE SI TAV A TORINOFORZA ITALIA E LA MANIFESTAZIONE SI TAV A TORINO
Va ricordato che l' Europa ha appena aumentato i finanziamenti delle grandi opere passando dall' attuale 40% del costo dei lavori al 50% nel prossimo bilancio 2021-2027, aumenterà i finanziamenti in arrivo per la Torino-Lione e il tunnel del Brennero di circa 1,1 miliardi di euro. E abbasserà la quota residua che l'Italia deve ancora stanziare da 1,2 miliardi a 366 milioni.

«La situazione della Tav è monitorata da vicino dalla Commissione Ue e dall'Agenzia esecutiva per le reti e l'innovazione (Inea), in contatto con le autorità francesi e italiane» ha sottolineato il portavoce Ue, avvertendo che «a seconda degli sviluppi nelle prossime settimane, nella prima parte del prossimo anno potrebbero diventare necessari cambiamenti all' accordo di finanziamento per modificare l' ambito dell' azione e i suoi tempi».

la manifestazione 'si' tav' in piazza castello a torino 5LA MANIFESTAZIONE 'SI' TAV' IN PIAZZA CASTELLO A TORINO 
Se da una parte minaccia la rottura dell' accordo di sovvenzione dall' altra, Bruxelles è convinta che l' opera sia strategica non soltanto per la Francia e per l' Italia, ma per l' intera Europa, specialmente nel contesto del «corridoio mediterraneo Eu-Ten-T» (1 dei 9 della Reti transeuropee nel settore trasporti).

Nessuna preoccupazione da parte del ministro Toninelli che ha «cinguettato»: «Come detto di persona alla Commissaria Violeta Bulc, su #Tav, l' Ue non si preoccupi. Tutto l' iter sarà gestito in condivisione con la Francia e nel rispetto del contratto di governo. Non verranno sprecati soldi pubblici e, anzi, saranno utilizzati al meglio per il bene dei cittadini».
CANTIERE TORINO LIONE TAV VAL DI SUSACANTIERE TORINO LIONE TAV VAL DI SUSA

Rispondendo in Senato a un'interrogazione del Pd che chiedeva di conoscere i tempi di completamento dell' analisi costi-benefici, Toninelli ha riferito che quest' ultima era «attesa fra ottobre e novembre e poi è stata posticipata». La data trapelata dal governo per l'ufficialità dei conteggi sembrava fissata entro le elezioni di marzo ma con il fiato sul collo dell' Ue probabilmente bisognerà stringere i tempi.

E comunque Toninelli ieri ha ribadito: «L'accordo con la Francia di condividere l' analisi costi-benefici insieme a quella tecnico-giuridica, non comprometterà la disponibilità del finanziamento europeo, il cui venir meno è stato agitato strumentalmente da più parti».

TAV TORINO LIONETAV TORINO LIONE
E ieri, intervistato sulla Tav il vicepremier Matteo Salvini ha detto: «Faccio il tifo per il sì. Comunque ci sono dei tecnici che stanno facendo il loro lavoro. Io mi atterrò al responso dei tecnici». Intanto ieri i No Tav hanno lanciato la manifestazione di domani: «La Torino-Lione è una contraddizione del nostro Paese, abbiamo chiamato le persone a scendere in piazza perché è stato attaccato il nostro pensiero con una piazza reazionaria».

Fonte: qui

COLPIRE I POVERI PER FAVORIRE I RICCHI – ECCO I MODELLI PENALIZZATI DALLA NORMA SULL'ANIDRIDE CARBONICA INSERITA NELLA FINANZIARIA.


CHI COMPRERÀ UNA PANDA DOVRÀ PAGARE IN PIÙ MENTRE CHI ACQUISTA UNA TESLA DA 120MILA EURO AVRÀ UNO SCONTO DI 6MILA EURO

Diodato Pirone per “il Messaggero”

fiat pandaFIAT PANDA
L’effetto è quello delle più famigerate imposte dell' 800, come la tassa sul sale o sul macinato: colpire gli acquisti dei più poveri per favorire i consumi dei più ricchi. Se davvero la tassa sull' anidride carbonica emessa dalle auto nuove, inserita all' improvviso ieri nella Finanziaria, dovesse diventare legge si otterrebbe questo paradossale risultato: chi da gennaio dovesse acquistare una Fiat Panda da 8/9.000 euro andrà a pagare 150 euro in più mentre chi dovesse comprare una lussuosa Tesla elettrica da 120.000 euro di listino otterrà uno sconto di 6.000 euro.

tesla 8TESLA 8
Se si considera che da gennaio a novembre di quest' anno sono state vendute in Italia 113.724 Fiat Panda - di gran lunga il modello preferito dagli italiani - e solo 47 Tesla si comprende il gigantesco effetto Robin Hood al contrario di questa norma che ieri ha lasciato di stucco l' intero mondo dell' automotive italiano, dalla Fiat all' ultimo concessionario passando per i sindacati metalmeccanici dei circa 300.000 addetti alla filiera.

fiat-pandaFIAT-PANDA


La tassa è fatta in modo tale da colpire in modo progressivo, da un minimo di 150 ad un massimo di 3.000 euro, le auto nuove - anche quelle euro6 - sulla base della quantità di CO2 (anidride carbonica) che producono. Accade così che quasi tutte le Panda costeranno 150 euro in più. Così come per la maggior parte di modelli popolarissimi come la stragrande maggioranza delle Lancia Y (44 mila immatricolazioni nei primi 11 mesi del 2018), delle Clio Renault (47 mila), delle Ford Fiesta (38.000). Si sale a quota 300 euro e con alcuni motorizzazioni, anche di più per la Giulietta dell' Alfa Romeo (16.500 esemplari venduti) e fra i 1.000 e i 2.000 euro per l' Alfa Romeo Stelvio (12.000 immatricolazioni).

tesla model sTESLA MODEL S
La tassa ha anche altri effetti paradossali: mentre alcune città chiudono il traffico anche ai modelli diesel di ultima generazione gli incentivi scattano per alcuni modelli con motori diesel a basso tasso di emissione di C02 come la Fiat Punto 1.3 Mjt, la DS3 BlueHDI 100, le Dacia Logan MCV 1.5 Blue dCi 75 e 90 Cv, tutti e quattro nel limite dei 90 g/km.


In ogni caso a dividersi i 300 milioni di incentivi (che una volta finiti nei primi mesi dell' anno non saranno più erogati nei successivi) saranno pochissimi modelli elettrici o ibridi, Già perché di auto elettriche si fa un gran parlare da anni ma a causa del loro costo decisamente elevato e della necessità di rinnovare le (carissime) batterie dopo pochi anni di esercizio la realtà è che l' auto elettrica o ibrida è riservata ai tassisti e a una fascia di clientela che può permettersi di spendere dai 25/30.000 euro in su.

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Qualche cifra? Quest' anno, sempre da gennaio a novembre, le auto completamente elettriche vendute in Italia sono state appena 4.165 su quasi 1,8 milioni (1.785.722 per l' esattezza). E le ibride, ovvero quelle che affiancano al motore tradizionale o endotermico un propulsore elettrico sono state appena 72.914. Stiamo parlando di una nicchia pressocché irrilevante pari a meno del 4% di tutte le vendite. Vendite che comunque sono quasi tutte di auto assemblate all' estero. Da notare che non è prevista alcuna rottamazione. Non solo. Questo bonus/malus sulle auto nuove sembra fatto apposta per favorire con soldi italiani lo sviluppo dell' automotive estero. E mai a misura d' uomo una tassa era stata annunciata 25 giorni prima della sua applicazione.

Fonte: qui

Ecotassa auto 2019: dalla Panda alla Golf, così aumentano i prezzi con le nuove tasse
Fiat Panda: più 400 euro
Come si sa ormai, la Commissione Bilancio della Camera, nella discussione nel DDL Bilancio 2019, ha approvato un emendamento che prevede l’introduzione di un sistema di «bonus-malus» sulle immatricolazioni di auto nuove, in funzione delle emissioni di CO2, valido fino al 2021. Si prevede di applicare, già a partire dal primo gennaio sulle auto nuove un’imposta crescente all’immatricolazione che varia dai 150 ai 3.000 euro e parallelamente, nello stesso triennio, di introdurre un incentivo all’acquisto di veicoli ibridi e elettrici che emettono da 0 a 90 CO2 g/km, variabile da 1.500 a 6.000 euro. Costruttori e rivenditori incrociano le dita. Se venisse approvato quanto previsto dal governo –sostengono -, il mercato dell’auto rischierebbe una nuova frenata. I prezzi delle vetture inevitabilmente aumenterebbero. Ecco una serie di esempi che dimostrano quanto aumenterebbero i prezzi per alcune auto tra le più vendute.
Fiat Panda: il modello TwinAir Turbo S&S 4x4 (130 g/km di Co2) , attualmente in listino a 16.890 euro, aumenterebbe di 400 euro. Il modello Panda 1.2 Pop, in listino a 11.390 euro, aumenterebbe di 300 euro.
Fiat 500 X: più mille euro
La Fiat 500X, prima tra le Suv più vendute e seconda in classifica nella top-ten, vedrebbe favorite le versioni Diesel con motore 1.3 MultiJet, che hanno emissioni particolarmente contenute (111 g/km) e, pertanto, vedranno un modesto aumento di prezzo (da 21.000 a 21.150 euro), con le versioni a benzina con motore di 1.6 litri più penalizzate (emissioni di 154 g/km, imposta di 1.000 euro, prezzo aumentato da 19.250 a 20.250 euro).
Lancia Ypsilon: più 300 euro
Al terzo posto tra le auto più vendute in Italia troviamo un’altra delle compatte del Gruppo, la Lancia Ypsilon. Invariato il prezzo della più ecologica nella gamma della sfiziosa vetturetta, la 70 CV Ecochic Elefantino Blu (97 g/km, 17.350 euro), alimentata a metano, sovrapprezzo di 150 euro per la Ecochic GPL, alimentate a gas liquido (la Gold, 117 g/km, passerebbe quindi da 17.100 a 17.250 euro) e di 300 euro per il modello standard alimentato a benzina (che, con i suoi 128 g/km, passerebbe da 13.600 a 13.900 euro)
Renault Clio: più 400 euro
Ai piedi del podio, ma prima delle straniere, la Renault Clio vedrebbe premiate e senza variazioni nei listini delle versioni a GPL (98 g/km) e le Diesel (108-109 g/km), con aumenti contenuti sul resto della gamma (da 110 a 118 g/km, quindi la tassa risulterebbe contenuta in 150 euro), con l’eccezione dei modelli più prestazionali (220 CV, 135 g/km), che vedrebbero aumentato il prezzo di 400 euro (la Energy RS aumenterebbe da 30.750 a 31.150 euro).
Yaris: più 150 euro
La Yaris 1.5 a benzina, che ha emissioni di 116 g/km, vedrebbe un aumento di 150 euro (da 17.450 a 17.600 euro).
Range Rover Sport: più 2.500 euro
La Range Rover Sport 2.0 Si4 SE con emissioni di CO2 di 211 g/km, aumenterebbe di 2.500 euro, passando da 73.200 euro a 75.700 euro
Suzuki Jimny: più mille euro
La Suzuki Jimny risulterebbe piuttosto penalizzata (154 g/km, +1000 euro, da 22.500 a 23.500 euro).
Toyota Land Cruiser : più 2.000 euro
Toyota Land Cruiser 2.8 Diesel a 3 porte (190 g/km, + 2.000 euro, da 41.300 a 43.300 euro)
Mercedes classe G: più 3.000 euro
Mercedes classe G (263 g/km, + 3.000 euro, da 115.020 a 118.020)
Volkswagen Touran: più 300 euro
Volkswagen Touran 1.5 TSI (130 g/km) pagherebbe 300 euro in più (da 32.550 a 32.850)
Fiat 500 L: più 1000 euro
Fiat 500 L con motore 1.4 a benzina (95 cavalli, 156 g/km) verrebbe a pagare 1.000 euro in più (da 19.050 a 20.050 per la versione Urban)
Opel Zafira: più 1.500 euro
Opel Zafira 1.6 turbo 136 CV (167 g/km) pagherebbe 1.500 euro di tassa (da 27.800 a 29.300 euro per la versione Advance)
Volkswagen Golf GTI : più 500 euro
500 euro in più per la Volkswagen Golf GTI (245 cavalli, 144 g/km, da 36.900 euro a 37.400 euro)
Porsche 911 Carrera Coupé: più 2000 euro
2.000 euro in più per la Porsche 911 Carrera Coupé (190 g/km, da 102.883 a 104.883 euro
Ferrari 488 GTB : più 3000 euro

3.000 euro in più per la Ferrari 488 GTB (260 g/km, da 229.235 a 232.235).
Fonte: qui

UN FURGONE CARICO DI MIGRANTI IN FUGA VA A SBATTERE CONTRO UN’AUTO IN PROVINCIA DI TRIESTE: 16 FERITI


LA ZONA È QUELLA DEL MONRUPINO, DOVE I PASSEUR PROVENIENTI DALLA SLOVENIA ABBANDONANO I MIGRANTI DOPO AVERLI ACCOMPAGNATI OLTRE CONFINE

4 Dicembre 2018


furgone carico di migranti in fuga provoca un incidente 4FURGONE CARICO DI MIGRANTI IN FUGA PROVOCA UN INCIDENTE 

Un furgone carico di 12 migranti è andato a sbattere contro una o più auto provocando 16 feriti, di cui uno in gravi condizioni. Secondo quanto si è appreso, il furgone sfuggiva alle forze dell'ordine che lo avevano intercettato e intendevano effettuare un controllo. È avvenuto nella zona di Monrupino, sul Carso triestino, dove i passeur provenienti dalla vicina Slovenia abbandonano migranti dopo averli accompagnati oltre confine. 

furgone carico di migranti in fuga provoca un incidente 2FURGONE CARICO DI MIGRANTI IN FUGA PROVOCA UN INCIDENTE
Ricostruita la dinamica dell'incidente: il passeur che stava guidando il furgone con a bordo i migranti, si è schiantato frontalmente, dopo una doppia curva, contro un'auto. Il mezzo ha centrato frontalmente una macchina che transitava nel senso opposto. Secondo il bilancio fatto dal Sores, Sala Operativa Regionale Emergenza Sanitaria, i feriti dell'incidente sono complessivamente 16: sarebbe uno dei due passeur l'uomo in gravi condizioni. A bordo del furgone viaggiavano 12 migranti, pachistani o afgani, oltre ai due passeur, appunto, entrambi extracomunitari. I feriti sono stati portati tutti negli ospedali di Trieste, Gorizia, Monfalcone e Udine.

Fonte: qui

LA CDP GIALLOVERDE: ''UN PIANO DA 200 MILIARDI PER SPINGERE PMI E TERRITORI''.

PALERMO E TONONI APPROVANO IL PIANO 2019-21, CON 30% DI IMPIEGHI IN PIÙ MA L'AVVERTIMENTO DI GUZZETTI: ''PRUDENTE AMMINISTRAZIONE DEL RISPARMIO POSTALE'' 
DI MAIO: ''SPORTELLI IN TUTTA ITALIA PER IL CREDITO ALLE AZIENDE'' 
SU TIM LA CASSA APRE SULLA RETE, MA NON FARÀ IL PRIMO PASSO: PRIMA VUOLE VEDERE COME FINISCE LO SCONTRO ALL'ULTIMA AZIONE TRA ELLIOTT E VIVENDI
CDP: DI MAIO, SPORTELLI IN TUTTA ITALIA PER CREDITO AZIENDE
 (ANSA) - Il nuovo piano strategico di Cdp, presentato ieri, prevede una "rete su tutto il territorio che assisterà le imprese e aiuterà gli imprenditori e i piccoli risparmiatori quando le banche private non saranno disponibili a erogare crediti e strumenti di aiuto e agevolazione". Così, in una diretta Facebook, il ministro dello Sviluppo economico Luigi Di Maio ha commentato la presentazione del piano di Cassa.

LUIGI DI MAIO GIOVANNI TRIA GIUSEPPE CONTELUIGI DI MAIO GIOVANNI TRIA GIUSEPPE CONTE
Per Di Maio si tratta di "una grande occasione", con la quale sarà possibile "dare una grande mano con strumenti dello Stato alle imprese". Insomma,ha concluso, "del modello francese abbiamo parlato per anni e adesso si sta materializzando con gli sportelli in tutta Italia che aiuteranno le imprese a stare meglio".


CDP, PIANO DA 200 MILIARDI PER SPINGERE PMI E TERRITORI
Celestina Dominelli per “il Sole 24 Ore

Una rifocalizzazione forte sul core business in un' ottica di sostenibilità e senza alcuno spazio per operazioni ardite. Con il piano industriale 2019-2021 approvato ieri, i vertici di Cdp, l' ad Fabrizio Palermo e il presidente Massimo Tononi, consegnano un messaggio inequivocabile a quanti, dalle parti della politica, ne hanno evocato in questi mesi l' intervento a ogni pie' sospinto.

E, davanti al ministro dell' Economia, Giovanni Tria, che parla «di un impulso importante al rilancio dell' economia italiana», si dicono pronti ad attivare oltre 200 miliardi tra il 2019 e il 2021 (il 32% in più del triennio precedente), di cui 111 miliardi assicurati direttamente (+23%) e 92 miliardi (+47%) garantiti, attraverso l' effetto leva, da investitori privati e istituzionali.
fabrizio palermoFABRIZIO PALERMO

Uno sforzo imponente, dunque, avendo però come «bussola molto chiara», è la linea scandita dal presidente dell' Acri, Giuseppe Guzzetti, «l' equilibrio economico-finanziario degli investimenti» e «l' imperativo categorico della prudente amministrazione del risparmio postale, valore non negoziabile».

Nessuna apertura, dunque, a investimenti in perdita, ma «un piano dall' Italia per l' Italia con un obiettivo sfidante» (copyright di Palermo) e con un focus crescente sulle imprese - e, in particolare, sulle pmi e sul loro accesso al credito -, che assorbiranno gran parte dello sforzo (83 miliardi). L' obiettivo, come anticipato ieri dal Sole24ore.com, è di arrivare, da qui al 2021, a 60mila aziende supportate.

Sostenendo, per cominciare, l' innovazione con l' ampliamento di finanziamenti a medio-lungo termine (in tandem con le banche) e con interventi più incisivi nel venture capital (anche grazie alla sponda di modifiche normative ad hoc). Mentre, per spingere la crescita, si farà perno soprattutto sul rafforzamento del supporto all' export (polo Sace-Simest) e sul lancio, tra l' altro, di fondi di filiera in tre settori (meccanica, agro-alimentare e white economy). Con una missione di fondo: creare un accesso unico a tutte le soluzioni del gruppo non prima, ça va sans dire, di aver rafforzato, con almeno un presidio in ogni regione, la presenza sul territorio.
fabrizio palermoFABRIZIO PALERMO

Un approdo, quest' ultimo, irrinunciabile per la Cdp targata Palermo-Tononi. Ecco perché il piano prosegue mobilitando 25 miliardi in tre anni a favore di enti locali e territorio per accelerare la realizzazione delle infrastrutture (mettendo in campo un' unità dedicata, Cdp Infrastrutture, che dovrà affiancare le amministrazioni nella progettazione delle opere), per rafforzare la collaborazione con la Pa (anche attraverso anticipazioni per il pagamento dei debiti alle imprese) e per sostenere i servizi di pubblica utilità (dalla salute all' istruzione).

Poi c' è il capitolo, di recente acquisizione, della cooperazione allo sviluppo. Le risorse stanziate sono 3 miliardi che saranno destinati a progetti nei paesi in via di sviluppo e nei mercati emergenti. Con la Cassa che punta a ritagliarsi, non solo qui, un approccio più proattivo anche attraverso un cambio del suo modello operativo.

MASSIMO TONONIMASSIMO TONONI
Infine, il dossier caldo delle grandi partecipazioni strategiche. Su cui ieri il management si è limitato a fornire l' indirizzo generale: il riassetto sarà portato avanti sulla base di una logica industriale e per settori attività. Il grosso del copione, insomma, è ancora di là da venire.


TIM, CDP APRE A GOVERNO SU RETE. IN CDA NODO ASSEMBLEA
 (ANSA) - Cdp è entrata in Tim per "sostenere lo sviluppo dell'azienda" e la "finalità dell'investimento non è cambiata". Così come "al momento" la Cassa custode del risparmio postale non ha "allo studio" un incremento della sua quota nel gruppo di tlc, che resta ferma al 4,9%. Il presidente Massimo Tononi dedica pochi cenni a Tim, riservando per ora alla Cassa il ruolo di "osservatore esterno" sul progetto di rete unica, che pure non potrà non coinvolgere la Cdp, che con l'Enel controlla Open Fiber.

Ma sono parole di apertura: la duplicazione della rete "può rappresentare uno spreco di risorse" mentre l'azione del governo che, facendo leva sulla sete di plusvalenze del fondo Elliott, spinge per le nozze con Open Fiber, è "ragionevole". E gli auspici del governo sono chiari. "Quello che abbiamo fatto getterà le basi per avere un player unico per la connettività e la rete" ha detto il vice premier Luigi Di Maio, riferendosi agli incentivi per la rete unica.
bollore de puyfontaineBOLLORE DE PUYFONTAINE

"Nell'epoca delle autostrade digitali come quelle materiali, lo Stato deve essere protagonista, se si può avere un player unico per tutti i cittadini siamo ancora più contenti, ma deciderà Tim". In ogni caso la rete unica "può aiutare i livelli occupazionali di Tim e può aiutarla a uscire da questa impasse", dice ancora Di Maio: "vogliamo salvaguardare i livelli occupazionali, ma ancor prima viene la strategicità della rete".

Se la politica fa un tifo sfegatato e la Cdp aspetta una chiamata in panchina, chi dovrà fare il primo passo è Tim, che dopo il cambio di cavallo voluto da Elliott - i cui consiglieri hanno sostituito il ceo Amos Genish con Luigi Gubitosi - può portare avanti le istanze pro-scorporo che tanto piacciono al fondo americano e al governo ma che, invece, non sono per niente gradite a Vivendi, primo azionista di Tim.

GUZZETTIGUZZETTI
Per ora i francesi alzano la voce, criticando continuamente la gestione di Elliott e opponendosi a uno 'spezzatino', ma non giocano l'asso della convocazione dell'assemblea per procedere a un rimpasto del cda. Sulla stampa si scrive di una pattuglia di fondi al 5% che potrebbero chiedere un'assemblea per nominare i revisori, con Vivendi che potrebbe poi chiedere l'integrazione dell'odg per giocarsi la rivincita con Elliott.

Di certo c'è una 'raccomandazione' dei sindaci affinché si proceda in tal senso. E di certo ci sono le richieste di Vivendi per la convocazione di un'assemblea sui revisori "in tempi molto rapidi" e che domani farà certamente sentire la sua voce in cda, dove ha cinque rappresentanti. Oggi intanto si è svolto lo strategy day di Tim, con il consiglio di amministrazione che ha incontrato le prime linee manageriali per fare il punto sull'andamento e le prospettive delle varie aree di attività del gruppo.

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EMILIO ARNESANO, PUBBLICO MINISTERO A LECCE, È STATO ARRESTATO STAMANI SU ORDINE DEL GIP DI POTENZA, NELL'AMBITO DI UN'INCHIESTA DELLA PROCURA DELLA REPUBBLICA DEL CAPOLUOGO LUCANO SU FAVORI E PRESTAZIONI SESSUALI OTTENUTI DAL MAGISTRATO…

(ANSA) - Emilio Arnesano, pubblico ministero a Lecce, è stato arrestato stamani su ordine del gip di Potenza, nell'ambito di un'inchiesta della Procura della Repubblica del capoluogo lucano su favori e prestazioni sessuali ottenuti dal magistrato. E' stata disposto anche il sequestro di un'imbarcazione e di oltre 18 mila euro nei confronti dello stesso magistrato, "in quanto profitto del reato di corruzione". 

Il gip di Potenza ha posto agli arresti domiciliari altre quattro persone nella stessa inchiesta che ha portato all'arresto del pm di Lecce. Si tratta di tre dirigenti dell'Asl di Lecce - Ottavio Naracci, direttore generale, e due dirigenti, Giorgio Trianni e Giuseppe Rollo, e dell'avvocato Benedetta Martina. Inoltre, è stato ordinato il divieto di dimora a Lecce dell'avvocato Salvatore Antonio Ciardo.


IL PM DELLA PROCURA DI LECCE, EMILIO ARNESANO, CHIEDEVA PRESTAZIONI SESSUALI PER GARANTIRE UN ESITO FAVOREVOLE DEI PROCEDIMENTI GIUDIZIARI O LA PROMOZIONE AGLI ESAMI DI STATO PER DIVENTARE AVVOCATO. E RICEVEVA REGALI DI OGNI GENERE: BARCHE, BATTUTE DI CACCIA, SOGGIORNI IN LUOGHI DI LUSSO, VISITE MEDICHE E PURE SCATOLE DI VIAGRA...

AI DOMICILIARI E' FINITA ANCHE L’AVVOCATESSA BENEDETTA MARTINA CHE, IN CAMBIO DI SESSO CON ARNESANO, OTTENEVA PROVVEDIMENTI FAVOREVOLI AI SUOI ASSISTITI

L’AMICA “DI BELLA PRESENZA”, PISCINE ABUSIVE E LE INDAGINI CHE SI ALLARGANO PERCHE’…

Angela Balenzano per il “Corriere della Sera”

EMILIO ARNESANO BENEDETTA MARTINAEMILIO ARNESANO BENEDETTA MARTINA
Un pm chiedeva prestazioni sessuali per garantire un esito favorevole dei procedimenti giudiziari o la promozione agli esami di Stato per diventare avvocato. E riceveva regali di ogni genere: barche, battute di caccia, soggiorni in luoghi di lusso, corsie preferenziali per visite mediche per familiari e amici, pure «scatole di viagra» dice il gip.

È lo spaccato che emerge dall' inchiesta della Procura di Potenza che ha portato all' arresto (in carcere) di Emilio Arnesano, pm della Procura di Lecce accusato di corruzione in atti giudiziari e abuso d' ufficio. In carcere è finito anche il dirigente dell' Asl di Lecce Carlo Siciliano. Ai domiciliari, invece, Ottavio Narracci, direttore generale dell' Asl, i due dirigenti Asl Giorgio Trianni e Giuseppe Rollo e l' avvocatessa Benedetta Martina.
EMILIO ARNESANOEMILIO ARNESANO

Le indagini portate avanti dalla Guardia di finanza e iniziate dal dissequestro di una piscina abusiva nella villa di Trianni, sono durate 4 mesi durante i quali è emerso che il pm «del tutto privo di qualsiasi freno inibitorio, in modo continuo e irrefrenabile - scrive il gip di Potenza Amerigo Palma - si rendeva responsabile, a getto continuo, di molteplici episodi di corruzione o di abuso, prostituendo l' esercizio della sua funzione in cambio di incontri sessuali ed altri favori» perché era «inserito in un sistema ben collaudato di reciproco scambio di favori».

In questo contesto si inserisce la figura dell' avvocatessa Martina che, in cambio di prestazioni sessuali, avrebbe ottenuto che i processi a carico degli imputati che difendeva avessero una conclusione favorevole. Arnesano - stando alla ricostruzione della Procura - avrebbe anche aiutato una collega di Martina a superare gli orali all' esame da avvocato, sempre in cambio di sesso. «Ha chiesto alla sua interlocutrice (Martina, ndr ) se la candidata fosse di bella presenza. Martina assentiva alla richiesta - è scritto nelle carte - precisando che avrebbero iniziato gradualmente, ovvero con un caffè».
EMILIO ARNESANOEMILIO ARNESANO

Ci sono infine le contestazioni ai dirigenti Asl: Arnesano sarebbe intervenuto, per quanto riguarda Narracci, per indirizzare favorevolmente un processo per peculato. Trianni, accusato di aver realizzato una piscina abusiva, riuscì a ottenerne il dissequestro. Da Siciliano, in cambio di altri favori, avrebbe ottenuto una barca di 12 metri (sequestrata) che pagò a un prezzo molto inferiore al suo valore. Per pilotare i procedimenti penali, secondo l' accusa, avrebbe usato «il consolidato metodo di sostituzione in udienza».

L'indagine rischia di allargarsi perché, secondo il gip, i procedimenti «emersi potrebbero non essere gli unici. È opportuno estendere le indagini ai fascicoli ancora esistenti presso il suo ufficio per i quali vi sia il sospetto che siano stati usati come strumento per avere favori».

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BENEDETTA MARTINABENEDETTA MARTINA


UN CESSNA PERDE QUOTA, TAGLIA I FILI ELETTRICI E FINISCE PER SCHIANTARSI SULL’ABITATO DI CULIACAN IN MESSICO



TUTTE MORTE LE QUATTRO PERSONE CHE VIAGGIAVANO A BORDO DEL VELIVOLO. DUE BIMBI SONO RIMASTI FERITI 




schianto cessna 9SCHIANTO CESSNA
Grave incidente in Messico: a Culiacan (Sinaloa) un piccolo aereo di linea si è schiantato su una casa.

Secondo i media locali vi sarebbero 4 vittime e 2 feriti (entrambi bambini).

Il velivolo, della compagnia Aerocalafia, che collega Culiacan a Durango, La Paz e Los Cabos, si è abbattuto sull’edificio per cause non ancora accertate.

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ATAC! A CAUSARE IL CEDIMENTO DELLA SCALA MOBILE NELLA METRO A DI ROMA NON SONO STATI I TIFOSI RUSSI DEL CSKA MOSCA MA LA MANCANZA DI MANUTENZIONE DI ATAC



IL RAPPRESENTANTE LEGALE DELLA SOCIETA’ E 3 FUNZIONARI DELL’AZIENDA RESPONSABILI DI MANUTENZIONE E COLLAUDI SOTTO ACCUSA PER DISASTRO E LESIONI COLPOSE- VIDEO


Marco Carta per “il Messaggero”

roma crolla scala mobile in metro 4ROMA CROLLA SCALA MOBILE IN METRO
Non saltavano, ma hanno rischiato la vita per la mancanza di manutenzione di Atac. A causare il cedimento della scala mobile alla fermata Repubblica della Metro A non sono stati i tifosi russi del Cska Mosca. 

Vittime, al contrario, della mala gestione e dell' assenza di controlli dell' azienda capitolina dei trasporti. È questa l' ipotesi della procura di Roma che, a meno di due mesi dall' incidente dello scorso 23 ottobre, ha individuato quattro dei presunti responsabili dell' incidente, soprattutto nella mancata prevenzione: tre di loro sono funzionari Atac che ricoprono un ruolo apicale all' interno dell' azienda e che si occupano di manutenzione e collaudi. Il quarto, invece, è il legale rappresentante della società che - dopo avere vinto l' appalto Atac - si occupa della manutenzione ordinaria e straordinaria della scala mobile della fermata Repubblica, ancora chiusa dal giorno dell' incidente.

roma crolla scala mobile in metro 7ROMA CROLLA SCALA MOBILE IN METRO
LE CONTESTAZIONI Per tutti e quattro, i reati che verranno contestati sono disastro colposo e lesioni colpose.

Nei prossimi giorni, dopo la formalizzazione dell' iscrizione sul registro degli indagati, la Procura conferirà l' incarico per la perizia che dovrà accertare le cause meccaniche del cedimento.

roma crolla scala mobile in metro 8ROMA CROLLA SCALA MOBILE IN METRO






Secondo le prime ricostruzioni, ad essere andato in tilt sarebbe stato il sistema che fa mulinare le lastre di metallo che avrebbe ceduto di colpo, senza l' entrata in funzione il freno di emergenza in grado di arrestare la caduta libera. Le scale, infatti, da quanto si vede nei filmati agli atti dell' inchiesta, hanno prima rallentato bruscamente per poi accelerare d' improvviso, inghiottendo decine di passeggeri nel tappo che nel frattempo si era creato per via dei gradini affastellati e distrutti.

C' è chi ipotizza che possa essersi staccato il gancio di uno scalino, ma solo la perizia (a cui gli indagati potranno partecipare nominando un loro consulente) potrà fare piena luce sull' incidente.

LE PARTI OFFESE Il fascicolo per ora vede fra le parti offese anche i due tifosi russi che hanno che hanno sporto denuncia contro l' Atac per le lesioni riportate. Il numero delle vittime pronte a chiedere un risarcimento (sono 24 complessivamente i feriti), potrebbe aumentare. Anche perché il comportamento dei supporter russi, giunti per seguire il match di Champions League Roma-Cska, non avrebbe determinato il cedimento della scala mobile.

roma crolla scala mobile in metro 5ROMA CROLLA SCALA MOBILE IN METRO 
Il pm Francesco Dall' Olio e il procuratore aggiunto Nunzia D' Elia hanno visionato tutti i video delle telecamere di sorveglianza, a partire dalle 12 ore precedenti l' incidente. E dai filmati non sarebbe mai emersa una condotta anomala o particolarmente violenta da parte dei tifosi. Nessuno, insomma, si sarebbe messo a saltare, a tal punto da danneggiare la scala mobile, come ipotizzato inizialmente.

Per questo la procura si è concentrata sulla manutenzione, individuando, oltre all' azienda che avrebbe dovuto tenere sotto monitoraggio la struttura, anche i responsabili preposti al controllo per conto di Atac.

roma crolla scala mobile in metro 3ROMA CROLLA SCALA MOBILE IN METRO


La quale, in una nota diramata a poche ore dall' incidente, aveva difeso il proprio operato. «Sulla scala mobile in questione- si legge nel comunicato diffuso dall' azienda lo scorso ottobre - sono stati effettuati regolarmente gli interventidi manutenzione, le verifiche e le prove dei dispositivi di sicurezza, secondo quanto previsto dal piano di manutenzione e dalla normativa». Per Atac, insomma, sarebbe stato fatto tutto il possibile. Secondo la procura, invece, il crollo poteva essere evitato. O meglio, doveva.

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LA GUARDIA DI FINANZA HA ARRESTATO 11 GUARDIE GIURATE ADDETTE AL TRASPORTO E ALLA VIGILANZA DEI BIGLIETTI E DEL DENARO DI PARCOMETRI E BIGLIETTERIE DELL’ATAC 

PORTAVANO VIA DALLE CASSE BANCONOTE E MONETE, SPESSO NON RENDICONTATE DAL CONTATORE ELETTRONICO, PER UN GUADAGNO ILLECITO TRA I 250 E I 500 EURO A TESTA AL GIORNO…

(ANSA) - La Guardia di Finanza ha arrestato 11 guardie giurate addette al trasporto e alla vigilanza dei biglietti e del denaro di parcometri e biglietterie bus e metro di proprietà di Atac. Gli indagati attraverso alcuni stratagemmi e approfittando dell'obsolescenza delle macchine emettitrici di biglietti, asportavano dalle casse banconote e monete, spesso anche non rendicontate dal contatore elettronico. La media del guadagno illecito per ciascuno degli indagati si è aggirato tra i 250 e i 500 euro a testa al giorno.

PARCOMETRO ATACPARCOMETRO ATAC
Gli undici indagati - a seguito delle indagini svolte dalle Fiamme Gialle del Gruppo Frascati, coordinate dalla Procura della Repubblica di Roma, nell'operazione denominata 'Banda Bassotti' - sono ritenuti responsabili, a vario titolo, dei reati di peculato e simulazione di reato. Altre due persone sono state destinatarie dell'obbligo quotidiano di presentazione alla polizia giudiziaria.

I diversi riscontri eseguiti - sia presso l'azienda municipalizzata, sia esaminando le stesse macchine distributrici di biglietti - hanno permesso di delineare un collaudato sistema criminale, tanto semplice quanto dannoso, fonte di danni costanti per Atac. Il profitto, sottolineano gli inquirenti, veniva utilizzato per l'acquisto di beni di consumo di varia natura e per il pagamento di vacanze.
BIGLIETTERIA ATACBIGLIETTERIA ATAC

Tutti gli indagati erano ampiamente a conoscenza del sistema, ma alcuni di loro preferivano agire individualmente o, comunque, senza dividere con il collega di turno il provento dell'attività illecita. Per giustificare gli ammanchi, quando rilevati dalla società titolare dell'appalto in sede di rendicontazione, le guardie ricorrevano a espedienti di ogni tipo, arrivando anche a simulare dei tentativi di furto.

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