9 dicembre forconi: Tav
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mercoledì 24 luglio 2019

Tav, ira della base M5s: "Traditori".

Gli attacchi più duri sono quelli sul blog delle Stelle, il portale che ha raccolto l'eredità del primo blog di Grillo: è qui che gli attivisti si scagliano duramente contro la decisione del premier Giuseppe Conte di andare avanti con la Tav, con accuse rivolte soprattutto al Movimento per aver tradito le istanze grilline. I vaffa piovono, in ricordo del Movimento della prima ora. "Di solito non sono volgare, ma ora mi viene proprio spontaneo un bel 'Ma vaffa...!'...", si legge in uno dei tanti commenti. "Se date il benestare alla più stupida opera del secolo(alla pari del salasso del Mose ed ai costosi progetti per il lo stretto di Messina) che è il TAV siete finiti", scrive Paolo, mentre 'Scartabagat' lancia un'alternativa: "Non rimane che sperare in un m5s originale magari a guida Dibattista". "Siete ridicoli... traditori", fra gli altri, chiosa 'Randa'.
D'altronde, persino lo stesso fondatore del Movimento ha fatto trapelare la sua rabbia. Lui, Beppe Grillo, non risponde al telefono né agli sms dei giornalisti. Ma le persone più vicine a lui raccontano di un garante furente per la decisione, annunciata dal premier Giuseppe Conte, di aprire alla Tav. E non bastano le rassicurazioni di Luigi Di Maio: lasciare decidere il Parlamento sulla Torino Lione. Grillo è arrabbiatissimo, racconta chi gli è vicino. "Dopo Tap, trivelle, Ilva - lo sfogo del fondatore del Movimento con alcune persone fidate e riportato all'Adnkronos - tradire la Tav è l'ultimo tassello...".
Il tutto nonostante la strada del voto parlamentare annunciata da Di Maio: "La parola passa alle Camere, noi siamo per il no, è un'opera dannosa. Media, giornali, apparati, tutto il sistema schierato a favore. Non noi". Ma all'interno dei gruppi parlamentari cresce il malessere per la decisione del governo di dare di fatto il via libera al completamento dell'opera. Dopo il Tap e l'Ilva "è l'ennesima battaglia persa", il refrain dei malpancisti. Non è solo il senatore Airola ad insorgere dopo la mossa del presidente del Consiglio. Sia a Montecitorio che a palazzo Madama il rischio è che ci possano essere altre defezioni nei gruppi parlamentari. "Ma a rischiare di più è ora l'Appendino", l'osservazione generale. "Si è deciso di non prendere neanche in considerazione l'analisi costi-benefici", spiega più di un parlamentare.
Fonte: qui
Tav, arriva il via libera del premier Conte: "Si farà, fermare il progetto costerebbe più che completarlo"
Non realizzare la Tav costerebbe più che completare il progetto. Lo ha affermato il premier Giuseppe Conte, confermando il via libera da parte del governo alla linea Torino-Lione "in difesa degli interessi nazionali". In vista della "risposta da dare all'Europa entro venerdì", il presidente del Consiglio ha annunciato che l'Ue "si è detta disponibile ad aumentare lo stanziamento dal 40% al 55%, cosa che ridurrebbe i costi per l'Italia".
Lettore video di: Mediaset (Informativa sulla privacy)
"In gioco tanti soldi degli italiani" - "Rappresento un governo appoggiato da due forze politiche che sul punto la pensano in maniera opposta. In gioco ci sono tanti soldi, che sono vostri, e vanno gestiti con la massima attenzione. Vanno gestiti come farebbe un buon padre di famiglia", ha sottolineato il numero uno di Palazzo Chigi.
"Solo il Parlamento può decidere di non realizzare la Tav" - Conte ha poi evidenziato che la decisione di non realizzare l'opera "ci esporrebbe a tutti i costi derivanti dalla rottura dell'accordo con la Francia". "A queste condizioni solo il Parlamento potrebbe adottare una decisione unilaterale" per fermare il progetto, visto che la ratifica dell'accordo sulla Tav è stata operata dal Parlamento.
"Ne consegue che, se volessimo bloccare l'opera, e se fosse possibile intraprendere un progetto alternativo, non potremmo farlo con la Francia. Non potremmo confidare, come si dice in questi casi, in un mutuo dissenso", ha aggiunto il premier. 
Fonte: qui

martedì 23 luglio 2019

L’INGEGNERE LICENZIATO CON UNA MAIL DAL MINISTRO DEI TRASPORTI: “HO CHIESTO SPIEGAZIONI MA LUI NON MI HA RISPOSTO. SARÀ MOLTO IMPEGNATO, IMMAGINO”

“IL CONTRODOSSIER? SONO ACCUSE FALSE. IO SONO UN TECNICO E HO SEMPRE AVUTO RISPETTO DEI RUOLI. LA APPENDINO VUOLE HYPERLOOP? COSTA MOLTO DI PIÙ RISPETTO ALLA TAV E NON RISPONDE AD ALCUNA NECESSITÀ REALE”
«CONTRO DI ME ACCUSE FALSE VORREI SAPERE PERCHÉ MA LUI NON MI HA RISPOSTO»
Estratto dell’articolo di Christian Benna per il “Corriere della Sera”

danilo toninelli palestrato 2DANILO TONINELLI PALESTRATO 
«Egregio ingegnere, con la presente le comunichiamo che il suo rapporto professionale con il ministero dei Trasporti si interrompe». Il ministro Danilo Toninelli ha licenziato con una mail l' unico componente della commissione per l' analisi costi-benefici pro Tav.
Lui, Pierluigi Coppola, ingegnere napoletano, classe 1972, docente a Tor Vergata, torna all' attività di ricerca, «mi occuperò di auto a guida autonoma» ma si dice «molto amareggiato, per i modi inusuali con cui sono stato mandato via».
danilo toninelli palestratoDANILO TONINELLI PALESTRATO












Ingegner Coppola, perche Toninelli l’ha cacciata?
«Vorrei saperlo anche io. Nella mail che ho ricevuto mi si accusa di aver violato il codice di comportamento dei dipendenti pubblici. Non ho mai offeso la pubblica amministrazione, ne ho arrecato danno. Ho chiesto spiegazione al ministro ma non ho ricevuto risposta».

Allontanato perché pro Tav?
MARCO PONTI NO TAVMARCO PONTI NO TAV
«Sulla base delle mie analisi ritengo che la Torino-Lione sia un' opera utile che porta benefici. E ho contestato i metodi degli altri esperti. Da allora non ho partecipato più alle loro riunioni. Non capisco perché vengo mandato via proprio adesso».

Il ministro non risponde da marzo neanche agli altri esperti che hanno bocciato la Tav.
tav lavori linea torino lioneTAV LAVORI LINEA TORINO LIONE
«Sarà molto impegnato immagino. Noi siamo tecnici, non politici. Possiamo essere in disaccordo. Non ha senso finire in polemica».

Dal Mit però si gettano ombre sul suo operato. Avrebbe fatto circolare il controdossier che dice che la Tav conviene.
CHIARA APPENDINOCHIARA APPENDINO
«È falso. Le mie stime sull' opera erano molto diverse da quelle dei colleghi che hanno contestato l' opera. Ho consegnato il mio dossier alla struttura del Mit e a Toninelli. Qualcuno l' ha fatto circolare online, ma non io».

pierluigi coppola non firma analisi costi benefici tavPIERLUIGI COPPOLA NON FIRMA ANALISI COSTI BENEFICI TAV








(…)  La sindaca di Torino Chiara Appendino dice no alla Tav ma è favorevole all' Hyperloop. I treni superveloci a levitazione magnetica sono meglio della Tav?
«Non ho studiato bene questa tecnologia. Ma costa molto di più rispetto alla Tav e non risponde ad alcuna necessità reale».

«IO, EPURATO SENZA UNA SPIEGAZIONE POCA TRASPARENZA SULLA TORINO-LIONE»
Umberto Mancini per “il Messaggero”

pierluigi coppolaPIERLUIGI COPPOLA
«Non voglio fare polemiche, dico solo che sono amareggiato e che dopo 4 anni di lavoro al ministero dei Trasporti non mi sarei mai aspettavo di ricevere un simile trattamento». Il day after dell'ingegner Pierluigi Coppola, ormai ex esperto della struttura tecnica di Missione del Mit epurato il 16 luglio con una mail da Danilo Toninelli, è tutto sommato tranquillo. «Ho ricevuto tante telefonate e messaggi di stima e solidarietà da parte di colleghi ed amici». Di certo non si aspettava il polverone sollevato dalla politica.  

danilo toninelli palestrato.DANILO TONINELLI PALESTRATO.







Ingegnere, il rischio, viste le polemiche roventi e le parole di Salvini, è che adesso sia proprio il ministro Toninelli a finire sul banco dei possibili epurati, dei licenziabili in un ipotetico rimpasto di governo. Forza Italia, Pd, Lega e, pure una parte di 5Stelle, hanno messo nel mirino il ministro delle Infrastrutture. E non solo per il no alla tav ripetuto in maniera ossessiva. Ora anche il suo licenziamento in tronco dal dicastero fa discutere...
danilo toninelli palestrato 3DANILO TONINELLI PALESTRATO
«Non mi occupo di queste cose. Ho sempre avuto il massimo rispetto dei ruoli. Ho usato toni pacati e non voglio in nessun modo alimentare polemiche».

Sta di fatto però che è stato licenziato senza un minimo di preavviso, con una Pec firmata dal ministro Toninelli il 15 luglio scorso.
pierluigi coppola 2PIERLUIGI COPPOLA











«E' così. Ho avuto un giorno di tempo per lasciare le consegne, parlare con i colleghi, passare i dossier a cui stavo lavorando. Ripeto: questo mi lascia un po’ di amarezza. Forse non è stato considerato il lavoro fatto negli ultimi 4 anni. Io sono un tecnico. E come tale non voglio fare invasioni di campo. Mi occupo, anzi mi occupavo, di elaborare e fornire analisi tecniche al Mit. Solo di quello».

salvini visita il cantiere tav di chiomonte 14SALVINI VISITA IL CANTIERE TAV DI CHIOMONTE
Di fatto però paga il fatto di non essere allineato, di aver espresso, in maniera palese, il suo dissenso rispetto alle valutazioni finali della Commissione costi-benefici sulla Tav.
«Ho scritto una nota al ministro Toninelli per esprimere il mio dissenso sul metodo e sul fatto che se fossero state adottate le metodologie previste proprio dal Mit, le linee guida del decreto 300 del 2017, il risultato dell'analisi costi benefici sarebbe stato ben diverso».

marco ponti 4MARCO PONTI
La Commissione guidata dal professor Ponti ha invece scelto una strada diversa, bocciando, come noto, la Torino-Lione, come chiedeva proprio Toninelli e tutto il movimento 5Stelle. Lo stesso ministro, ricorderà bene, anticipò di fatto il verdetto della Commissione prima della pubblicazione del dossier.
CANTIERE TAV TORINO LIONECANTIERE TAV TORINO LIONE


«Non voglio fare invasioni di campo. Si tratta di una analisi che non condividevo e dalla quale mi sono dissociato non firmando il documento finale».

Si riferisce alla questione del mancato gettito per lo Stato delle accise per 6 miliardi all'origine del no alla Tav E ai temi dell'inquinamento e della strategicità dell'opera per Italia e Francia non considerati dalla Commissione?
«Quello e non solo. Io, come tutti i tecnici, mi occupo di fornire un supporto alla politica. Non entro nel merito delle scelte. Ho lavorato con tanta dedizione e mi sarei aspettato un atteggiamento più rispettoso visto l'impegno profuso nella Struttura tecnica di missione. Credo di aver dato sempre un contributo professionale».

Ultima domanda, sulla valutazione finale per la Tav, quella elaborata dalla sua ex Commissione costi-benefici, c'è stata molta confusione, è stata fatta una scelta di parte?
pierluigi coppola 1PIERLUIGI COPPOLA
«Non c'è stata grande trasparenza. Meglio: non c'è stata tutta la trasparenza necessaria rispetto ad una opera così importante sotto il profilo infrastrutturale per il nostro Paese».

Ma adesso rischia anche il presidente della Commissione Ponti che ha criticato il ministro Toninelli?
«Non lo so. Vediamo a settembre».

Fonte: qui

martedì 25 giugno 2019

ENNESIMA SPACCATURA TRA I GRILLINI DOPO L’APERTURA DI LAURA CASTELLI AL TRACCIATO ALTERNATIVO DELLA TORINO-LIONE

LA SOLUZIONE È QUELLA PROPOSTA DALL’EX SINDACO DI VENAUS NILO DURBIANO, CHE PERMETTEREBBE DI SCAVARE 15 KM DI TUNNEL E NON 57 
LA PROPOSTA PIACE A SALVINI E CONTE, MA PER L’ALA DURA E PURA DEL MOVIMENTO, CHE HA PRESO VOTI SVENTOLANDO LA BANDIERA “NO TAV”, SAREBBE L’ENNESIMA FIGURACCIA…
I CINQUE STELLE SI SPACCANO SULL'APERTURA DI CASTELLI ALLA TAV "LEGGERA"
Federica Cravero per www.repubblica.it

laura castelliLAURA CASTELLI
Sarà la Torino- Lione uno dei temi più scottanti che Luigi Di Maio dovrà affrontare durante l’incontro che avrà con eletti e attivisti di Piemonte e Valle d’Aosta il 5 luglio. Una scossa di terremoto, infatti, sono state le dichiarazioni rilasciate sulle pagine di Repubblica dalla sottosegretaria all’Economia 5 Stelle Laura Castelli, che sono state interpretate come un segnale di apertura all’alta velocità, mostrando una spaccatura all’interno del movimento 5 Stelle tra chi in Piemonte continua ad opporsi strenuamente e chi invece, soprattutto nel resto d’Italia, lo vede come uno dei tanti temi di confronto con l’ala leghista del governo. «Ne parleremo durante l'assembla fissata per il 5 luglio, è necessario un confronto tra tutti prima di prendere una posizione » , frena Daniela Albano, consigliera 5S in Sala Rossa.

NILO DURBIANO 1NILO DURBIANO 
In particolare Castelli ha citato una soluzione di compromesso a cui stanno lavorando sindaci della Valsusa — e che sarebbe stata già ventilata anche alla Francia — che è quella proposta da Nilo Durbiano, che l’aveva elaborata quando era sindaco di Venaus, carica coperta fino a un mese fa. Una proposta, soprannominata “ Nilo- Tav”, che si propone, sulla scia di altre “ mini- Tav” di conciliare posizioni tanto diverse sulla Torino-Lione.

PAOLO FOIETTAPAOLO FOIETTA



«Il mio non è un progetto, ma una soluzione politica — spiega Durbiano — perché io non sono un tecnico, ma ero un sindaco di paese » . I pilastri fondamentali della sua idea sono di togliere uno dei due binari dall’attuale tunnel del Frejus per renderlo a senso unico e metterlo in sicurezza, scavandone un altro parallelo, da Oulx a Modane, per l’altro senso di marcia. Inoltre Durbiano vorrebbe spostare la stazione internazionale da Susa a Bardonecchia, per potenziare lo sviluppo dell’alta valle e liberare il nodo ferroviario di Torino con la gronda di Orbassano e Moncalieri. « In tutto si scaverebbero 15 chilometri di tunnel contro i 57 moltiplicati per tre canne del tunnel di base: anche un bambino capisce che si risparmiano tempo e denaro » , sintetizza Durbiano.
tav lavori linea torino lioneTAV LAVORI LINEA TORINO LIONE

Eppure, quando lo aveva presentato, non aveva convinto né i Cinque stelle piemontesi né i No Tav. E tantomeno i Sì Tav: Paolo Foietta, ex commissario di governo della Torino- Lione, aveva studiato quella proposta, « che però finiva per costare quanto il progetto attuale, senza garantire gli stessi volumi di merci — afferma Foietta — Si tratta di una mossa disperata che riporta indietro le lancette di 20 anni quando questa ipotesi era stata studiata dalla Provincia di Torino alla fine degli anni 90 per poi essere scartata perché giudicata costosa e insensata».

toninelli tavTONINELLI TAV
Per questo nessuno immaginava che la proposta sarebbe andata avanti. Invece Durbiano, in qualità di primo cittadino, mesi fa ha scritto al presidente del consiglio Giuseppe Conte, al ministro dei Trasporti Danilo Toninelli e ai due vicepremieri Matteo Salvini e Luigi di Maio. In questi mesi il suo dossier è stato letto e analizzato. « È stato preso in seria considerazione perché permette di salvaguardare gli standard europei ed evitare brutte figure — continua l’ex sindaco — Mi hanno convocato in prefettura e sono andato anche a Roma » . E a quanto pare il tentativo titanico dei Cinque stelle ora è di farlo piacere alla Lega e alla Francia.

Fonte: qui

SALVINI E CONTE LAVORANO ALLA TAV: PUR DI FARLA SI POTREBBE CAMBIARE TRACCIATO


"Il dossier è in mano al presidente del Consiglio Giuseppe Conte che incontrerà le controparti europee e francesi. Si tratta di un progetto vecchio di venti anni che necessariamente va rivisto, ma al governo ho capito che non è tutto bianco o nero. E ci sono anche sindaci no Tav della Val Susa che stanno lavorando a un progetto di compromesso".

Le parole di realpolitik della viceministra dell' Economia Laura Castelli, grillina e noTav torinese della prima ora, irrompono nel dibattito pubblico con un' intervista rilasciata ieri a Repubblica. La Castelli indica, quindi, il tracciato alternativo a cui ha lavorato l' ex sindaco di Venaus Nilo Durbiano e che nei prossimi giorni sarà sottoposto alla votazione di quel Consiglio comunale e poi di quelli degli altri paesi della Valsusa.
Un progetto che, rivela Durbiano, "è già da tempo sulle scrivanie di Salvini, Di Maio, Conte e Toninelli". Di che cosa si stratta? Una modifica sostanziale del tracciato che cancellerebbe il tanto contestato tunnel di base dal progetto: "Eviterebbe - spiega Durbiano - di scavare tre gallerie, andata, ritorno e di servizio, per complessivi 162 chilometri". Durbiano, 59enne, sindaco a Venaus per quindici anni fino allo scorso 27 maggio, non iscritto ma elettore dei 5stelle, considera la sua "una proposta di soluzione politica, a cui, dai colloqui informali che ho avuto con esponenti leghisti, come il capogruppo alla Camera Riccardo Molinari, il Carroccio non sarebbe ostile".
BEPPE FIORELLO NILO DURBIANOBEPPE FIORELLO NILO DURBIANO

Anche il ministro dell' Interno, capo della Lega, Matteo Salvini avrebbe già mostrato interesse al progetto Tav targato Durbiano. "Sono stato a colloquio col prefetto di Torino Claudio Palomba per quattro ore su richiesta di Salvini, che scrisse alla prefettura chiedendo di convocarmi prima di Natale". Su quattordici sindaci della Val Susa direttamente interessati dall' annosa questione, "dodici hanno già espresso vicinanza alla nostra proposta alternativa".

NILO DURBIANONILO DURBIANO





Quindi, invece dei 162 chilometri complessivi del tunnel di base, il progetto Durbiano che il governo Conte starebbe valutando "prevede un tunnel di soli 15 chilometri tra Oulx e Modane: si tratterebbe semplicemente di un' altra canna parallela alla galleria del Frejus". Questo per Durbiano e la viceministra Castelli si sposerebbe con la risistemazione e il potenziamento dell' attuale e storica linea ferroviaria.

"Si arriverebbe a 23 milioni di tonnellate di merci l' anno su quella linea contro le 3 trasportate adesso", insiste Durbiano. Bisognerebbe quindi ripartire completamente da zero? Non secondo Durbiano, perché "i lavori in questo modo, dovendo scavare così poco, terminerebbero qualche lustro prima rispetto a quanto necessario col progetto attuale".
matteo salvini e giuseppe conte approvazione decreto sicurezza bis 2MATTEO SALVINI E GIUSEPPE CONTE APPROVAZIONE DECRETO SICUREZZA BIS 

Però, secondo alcuni ingegneri del Politecnico di Torino, per altro "amici" dei comuni no-Tav della Valle, sulle cartine presentate da Durbiano ci sarebbe un errore: i chilometri da scavare non sarebbero 15 ma più di 20; e questo "raddoppio" del Frejus non convince affatto i professori e il movimento noTav. Intanto il dibattito continua come sempre da decenni e gli interpreti di oggi dicono la loro.

NILO DURBIANO 1NILO DURBIANO 





Alessandro Di Battista, altro esponente di punta dei Cinquestelle, seppur in questo momento senza incarichi, a In 1/2 ora in più su Rai3 ribadisce a Lucia Annunziata: "Sulla Tav io sono contrarissimo, non per posizione ideologica ma credo sia un' opera pubblica che costa tanti denari e non è utile. Sono convinto che Conte possa trovare una soluzione. Credo che occorra investire in altre opere, servirà una mobilità diversa e sostenibile".

matteo salvini e giuseppe conte approvazione decreto sicurezza bis 1MATTEO SALVINI E GIUSEPPE CONTE APPROVAZIONE DECRETO SICUREZZA BIS 
Dall' opposizione rimane silenziosa e nel torpore domenicale dell' estate la voce del Pd, mentre è Angelo Bonelli, storico portavoce dei Verdi, a partire all' attacco di Di Maio e soci: "Il vicepremier è l' esempio di una mutazione perché su Ilva, Tap, Tav, fanghi tossici e condono edilizio come capo politico del M5S ha fatto esattamente o peggio di quei governi contro i quali faceva dura opposizione: ma ha fatto di più consentendo l' approvazione di leggi liberticide volute da Salvini, dimostrando che la vera questione non era aprire il parlamento come una scatoletta ma mantenere le poltrone".

Le botte da destra, invece, arrivano da Licia Ronzulli, vice capogruppo di Forza Italia al Senato: "Ci mancava pure il dualismo tra una corrente dei 5 stelle e l' altra, tra Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista, con quest' ultimo che mette in discussione decisioni già prese come, per esempio, quella sulla Tav. È immobilismo al cubo".

Fonte: qui

domenica 10 marzo 2019

GOVERNO ALLO SBANDO: GIUSEPPE CONTE RINVIA I BANDI PER LA TAV!


LA SUPERCAZZOLA DI GIUSEPPE CONTE: “HO CHIARITO CHE QUESTO GOVERNO E LE FORZE POLITICHE CHE LO SOSTENGONO SI SONO IMPEGNATI A RIDISCUTERE INTEGRALMENTE QUESTO PROGETTO ALLA LUCE DELLE ANALISI COSTI-BENEFICI" 

IL CONSIGLIO DEI MINISTRI SULLA TAV TORINO-LIONE DECIDE DI NON DECIDERE. 

RISULTATO? UNA FIGURA DI MERDA COLOSSALE PER L'ITALIA.

IL M5S SALVA IL CAVALLO DI BATTAGLIA E PER IL MOMENTO LE POLTRONE, SACRIFICANDO IL PAESE.

INCASSATO IL PRIMO CALCIO IN CULO DA DI MAIO, CHE FA SALVINI? NIENTE.

E' COSTRETTO A RINVIARE LA RESA DEI CONTI A DOPO LE EUROPEE PER UN SEMPLICE MOTIVO CHE SI CHIAMA CASO DICIOTTI: A FINE MARZO IL TRUCE MATTEO DOVRÀ AFFRONTARE IL VOTO DEL SENATO SULL'AUTORIZZAZIONE A PROCEDERE RICHIESTA DAL TRIBUNALE DI CATANIA. SE IL M5S DOVESSE MOLLARE SALVINI AL SUO DESTINO, NON È DETTO CHE NON NE ESCA CON LE OSSA ROTTE

IL DECLINO DI CONTE, M5S, LEGA DI SALVINI E DELL'ITALIA SARA' INEVITABILE.

AUGURI!
TAV: SALVINI, NON C'È NESSUNO CHE VINCE O CHE PERDE 
 (ANSA) - "Non c'è nessuno che vince o che perde, la Lega governa perché vincano gli italiani(BALLA COLOSSALE!)". Lo dichiara il vicepremier e ministro dell'Interno Matteo Salvini.

TAV: SIRI, NESSUNA RESA,IL FINANZIAMENTO UE È SALVO
 (ANSA) - "Non c'è nessuna resa da nessuna parte sulla Tav perché non ci sono guerre in corso. C'è stato un confronto serrato con l'obiettivo di salvaguardare il finanziamento Ue legato alla realizzazione dell'opera: l'obiettivo è stato raggiunto". Lo dice il sottosegretario alle Infrastrutture della Lega, Armando Siri, interpellato al telefono. "Ha prevalso il buonsenso e la razionalità(ALTRA BALLA COLOSSALE!)
", aggiunge con riferimento all'interlocuzione tra governo italiano e Telt sui bandi per la Tav.

salvini tavSALVINI TAV
TAV:TELT,CAPITOLATI SOLO SE OK GOVERNI,C'È DISSOLVENZA
 (ANSA) - "A nome del cda" di Telt, "consapevoli della delicatezza e dell'importanza politica della decisione, confermiamo l'avvio della prima fase di candidatura (invito alle imprese a presentare candidature) sottoponendo la successiva fase di trasmissione dei capitolati per le offerte al preventivo avallo dei due governi". Lo afferma Telt. Negli inviti c'è "l'esplicito riferimento alla facoltà per la stazione appaltante in qualunque momento di non dare seguito alla procedura senza che generi oneri per la stazione appaltante, né per gli Stati".
salvini tavSALVINI TAV

TAV:COMITÉ LYON-TURIN,CON RINVIO SI BRUCIANO 300 MLN
 (ANSA) - "Ogni nuovo rinvio significherebbe uno spreco di centinaia di milioni di euro, dalla perdita dei 300 milioni di euro di fondi Ue fino alle spese legate ai ritardi nei lavori". Lo ha detto all'ANSA il delegato generale del Comité Transalpine Lyon-Turin, Stéphane Guggino, commentando le notizie provenienti dall'Italia. "Non ho informazioni precise riguardanti un eventuale rinvio dei bandi" di gara sulla Torino-Lione, ha detto ancora il delegato generale del Comité Transalpine Lyon-Turin, Stéphane Guggino, aggiungendo: "Mi sembra ci sia molta confusione, anche se sul piano della procedura tutto è possibile"
salvini visita il cantiere tav di chiomonte 17SALVINI VISITA IL CANTIERE TAV DI CHIOMONTE

TAV: PATUANELLI, SALVINI HA ADERITO A POSIZIONI M5S 
 (ANSA) - "Credo che Salvini ha giustamente deciso di aderire alle posizioni del M5S perché sono quelle inserite nel contratto di governo". Lo afferma, interpellato dai cronisti sul caso Tav al Villaggio Rousseau, il capogruppo M5S a Senato Stefano Patuanelli.

CHIARA APPENDINO LUIGI DI MAIO NO TAVCHIARA APPENDINO LUIGI DI MAIO NO TAV






TAV: DELRIO (PD),LETTERA CHIARA,GOVERNO BLOCCA L'OPERA
(ANSA) - "Adesso è tutto molto chiaro: Salvini piegandosi al M5s è il vero responsabile dello stop a una infrastruttura fondamentale per lo sviluppo del Paese". Così il capogruppo del Pd alla Camera Graziano Delrio commenta su Twitter lo scambio di lettere tra il governo italiano e la società Telt "che blocca, di fatto, la Tav". "Brennero, Terzo Valico, Torino Lione e Napoli Bari, noi abbiamo aperto i cantieri non Salvini. Nulla era bloccato. Gli investimenti totali crescevano al ritmo di 4% anno negli ultimi due anni. Con Lega e M5S diminuiscono. Salvini è stato troppo impegnato a girare in una continua campagna elettorale per guadagnare qualche punto percentuale al suo partito mentre gli investimenti sono bloccati da quando loro sono al governo", prosegue Graziano Delrio, capogruppo Dem ed ex ministro delle Infrastrutture.
salvini visita il cantiere tav di chiomonte 29SALVINI VISITA IL CANTIERE TAV DI CHIOMONTE

Dall’account facebook di Giuseppe Conte

giuseppe conte 4GIUSEPPE CONTE
Oggi è stata una mattinata di intenso lavoro che ha prodotto i suoi frutti. Ho inviato una lettera alla Telt, società incaricata della realizzazione della Torino - Lione, invitandola ad astenersi, con effetti immediati, da qualsiasi ulteriore attività che possa produrre ulteriori vincoli giuridici ed economici per lo Stato italiano con riguardo ai bandi di gara. Ho chiarito che questo Governo e le forze politiche che lo sostengono si sono impegnati a “ridiscutere integralmente” questo progetto e che abbiamo intenzione di interloquire con la Francia e con l’Unione europea alla luce delle più recenti analisi costi-benefici da noi acquisite. Ovviamente non vogliamo che nel frattempo si perdano i finanziamenti europei già stanziati.
salvini visita il cantiere tav di chiomonte 15SALVINI VISITA IL CANTIERE TAV DI CHIOMONTE

La società Telt mi ha appena risposto confermandomi che i capitolati di gara non partiranno senza l’avallo del mio Governo e del Governo francese e che, al momento, si limiteranno esclusivamente a svolgere mere attività preliminari, senza alcun impegno per il nostro Stato. Abbiamo promesso di tutelare esclusivamente gli interessi degli italiani.

Qui di seguito trovate le due lettere. Lavoriamo in piena trasparenza perché non ci lasciamo condizionare dalle pressioni opache di gruppi di potere o comitati di affari. Fino a quando questo Governo sarà in carica, per quanto mi riguarda, sarà così. Sempre.



Una lettera è stata inviata da Palazzo Chigi alla Telt per autorizzare l'approvazione di avvisi per i 2,3 miliardi di lavori del tunnel di base della Tav con la clausola di dissolvenza che sarà motivata dall'avvio della procedura di revisione del trattato italo-francese. Il premier Giuseppe Conte ha pubblicato il carteggio con Telt. "La società Telt mi ha appena risposto confermandomi che i capitolati di gara non partiranno senza l'avallo del mio governo e del governo francese e che, al momento, si limiteranno esclusivamente a svolgere mere attività preliminari, senza alcun impegno per il nostro Stato".

"Ho chiarito che questo Governo e le forze politiche che lo sostengono si sono impegnati a "ridiscutere integralmente" questo progetto e che abbiamo intenzione di interloquire con la Francia e con l'Unione europea alla luce delle più recenti analisi costi-benefici da noi acquisite. Ovviamente non vogliamo che nel frattempo si perdano i finanziamenti europei già stanziati".

TAV TORINO LIONETAV TORINO LIONE
Un portavoce di Telt ha confermato la ricezione della lettera i cui contenuti non sono stati resi noti. Lunedì il Cda della società si riunirà  per dare il via libera ai bandi da 2,3 miliardi di euro per i lavori di scavo del tunnel di base e Palazzo Chigi precisa che 'si va verso il rinvio, lunedì non ci saranno i bandi'. L'obiettivo di Telt dunque è quello di rispettare la volontà dei governi.

"Sulla Tav la situazione si sta risolvendo positivamente. Quindi ora parliamo di altro e andiamo avanti", ha scritto il vicepremier Luigi Di Maio su facebook.  Ma il presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparimo non ci sta.  La lettera di Palazzo Chigi invita Telt "a non fare i capitolati d'appalto, lasciando aperto uno spiraglio non chiarissimo. Vedremo lunedì". "È come se il governo dicesse di far partire le manifestazioni d'interesse, sapendo già che i capitolati d'appalto non saranno mai affidati - aggiunge - una roba da Repubblica delle banane".  "Se i bandi non partono senza se e senza ma, il governo vada in Parlamento e si assuma le sue responsabilità. Se non è in grado di farlo, se ne vada a casa".


Il no alla Tav è una "battaglia identitaria del Movimento" cinquestelle. Lo ha detto a Napoli il presidente della Camera, Roberto Fico. "Nel 2005 la prima riunione non del movimento perché non esisteva, ma dei meetup che nascevano fu fatta a Torino perché quel giorno c'era la grande manifestazione per dire no alla Tav - racconta Fico - eravamo un centinaio di persone, oggi alcuni non ci sono, c'era anche Beppe Grillo, finì la riunione e andammo tutti alla manifestazione No Tav". Fico sottolinea che "non era un'idea ideologica o per dire no a qualcosa, era per dire di cambiare rotta rispetto a opere che non servono e non servivano, con documenti concreti e sostanziali".

CANTIERE TAV TORINO LIONECANTIERE TAV TORINO LIONE
"Il primo atto nel 2013 quando arrivammo in Parlamento come parlamentari di M5S alla Camera e al Senato, la prima uscita pubblica di tutto il MoVimento 5 stelle parlamentare fu di andare a visitare i cantieri della Tav per comprendere a che punto ci trovavamo, per dire l'ennesimo no documentato e non ideologico alla tav - ha ricordato il presidente della Camera Roberto Fico a Napoli - quindi è una lotta che ha attraversato ogni periodo storico dai meetup al movimento, non è un atto ideologico perché abbiamo visto tutte le relazioni che sono negative senza contare che ogni volta purtroppo, e non solo in Italia, che un'opera va avanti in un certo modo crescono anche le spese che in questo momento non sono a bilancio, diciamo così". "È chiaro che è una battaglia identitaria del MoVimento 5 stelle e quindi comprendo bene la durezza". Nonostante tutto però per il presidente della Camera "la legislatura è saldamente in piedi, c'è la nostra Carta costituzionale, la nostra Repubblica e semmai avverrà qualcosa la parola passerà sempre al Presidente della Repubblica, non al presidente della Camera".

CANTIERE TAV TORINO LIONECANTIERE TAV TORINO LIONE
E Matteo Salvini smorza sulla crisi di governo. Elezioni anticipiate? "Non ci penso neanche. Abbiamo fatto tanto in nove mesi e voglio fare ancora di più in cinque anni". "Io rimango convinto che la Tav si debba fare, per collegarci al resto dell'Europa. Stiamo lavorando per riaprire tutto quello che altri hanno bloccato per anni e io farò di tutto perché, coinvolgendo la Francia e l'Europa, l'opera si faccia. Gli italiani ci chiedono di lavorare e questo faremo".

"Non penso ci sia una crisi di governo" ha detto Davide Casaleggio rispondendo ai giornalisti a Villaggio Rousseau a Milano. "So che voi avete questo focus. Oggi siamo a Villaggio Rousseau, un bell'evento di partecipazione, e di questo vorrei parlare" ha tagliato corto Casaleggio.
CHIARA APPENDINO LUIGI DI MAIO NO TAVCHIARA APPENDINO LUIGI DI MAIO NO TAV

Sulla stessa lunghezza d'onda il ministro leghista dell'Agricoltura Gian Marco Centinaio a Tgcom24 sulla possibile crisi di governo dopo lo scontro sul Tav tra Lega e M5S. "Stiamo andando bene con vari progetti e non penso che la Tav possa mettere in crisi un governo - afferma -. Ormai per gli italiani questa cosa della TAV sembra la diatriba su Mazzola e Rivera o su Coppi e Bartali. Oltre alla problematica della TAV l'Italia ha bisogno di vere infrastrutture".

Intanto Torino si prepara a un'altra manifestazione dei #SiTav con le Madamin di nuovo in piazza in un flash mob mentre le imprese scendono sul piede di guerra: 'Se non partono i bandi pronti ad azioni legali'. Fonte: qui



LA TELT DOMANI DARÀ IL VIA LIBERA ALLA TAV: SARÀ NECESSARIO PER NON PERDERE 300 MILIONI DI FINANZIAMENTI EUROPEI 
IL DIRITTO FRANCESE PREVEDE CHE NEI PRIMI SEI MESI DALLA PUBBLICAZIONE DEI BANDI CI SIA UN'INDAGINE DI MERCATO PER INFORMARE LE AZIENDE 
ALLA FINE DEI SEI MESI SI PROCEDE CON I CAPITOLATI D'APPALTO, A MENO CHE NON SI UTILIZZI LA “CLAUSOLA DI DISSOLVENZA”: IN QUEL CASO I BANDI DECADONO, SENZA ONERI PER NESSUNO 
LO SCENARIO E COSA PUO’ ACCADERE


UN ESCAMOTAGE LINGUISTICO E SI VA AVANTI PER I FONDI UE
Alessandro Trocino per il “Corriere della Sera”

TAV TORINO LIONETAV TORINO LIONE
La Telt domani darà il via libera alla Tav. E l' utilizzo della terminologia giuridica francese - «avis de marchés», cioè «inviti a presentare candidatura» - consente ai 5 Stelle, con un escamotage linguistico, di dire che si tratta di semplice «manifestazione di interesse» e non di bandi. Ma il via libera sarà necessario per non perdere 300 milioni di finanziamenti europei. Il diritto francese prevede che nei primi sei mesi dalla pubblicazione dei bandi ci sia un' indagine di mercato per informare le aziende.
CANTIERE TAV TORINO LIONECANTIERE TAV TORINO LIONE

Alla fine dei sei mesi si procede con i capitolati d' appalto, a meno che non si utilizzi la «clausola di dissolvenza»: in quel caso i bandi decadono, senza oneri per nessuno. Di norma, il recesso unilaterale è possibile per motivi di «interesse nazionale», in questo caso c' è anche la clausola del «preventivo avallo» dei governi, allo scadere dei sei mesi, formula concessa diverse settimane fa dal direttore generale di Telt Mario Virano. Dire che con questa procedura «non si vincoleranno i denari degli italiani» non è corretto.
Perché lo sono già da ora.

Secondo i calcoli tratti dalle due stesse relazioni sulla Tav (quella economica di Ponti e quella giuridica di Pucciarello) si dovrebbero pagare quasi quattro miliardi in caso di recesso unilaterale. Con la decisione della Telt, partono dunque i bandi per i primi tre lotti, in territorio francese, per scavare 45 chilometri di tunnel. Non avviare i lavori è quasi impossibile: ci sono sette trattati e due leggi nazionali che obbligano ad andare avanti. A meno che l' Italia non riesca a trattare con Francia e Ue la rimodulazione complessiva del trattato .

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LA PARTITA FINALE RIMANDATA A SETTEMBRE QUANDO ANDRÀ SCIOLTO IL NODO DEGLI APPALTI
Umberto Mancini per “il Messaggero”

Apparentemente hanno vinto tutti o quasi. Il governo giallo verde perché guadagna tempo, evita di bloccare i lavori ma, contestualmente, non si impegna dal punto di vista finanziario. Parigi che mantiene il punto, tiene in vita il progetto e non vede andare in fumo le risorse stanziate dall' Europa. Infine la Telt, società che gestisce l' opera, che si limiterà a spostare in avanti gli appalti per la costruzione della Torino-Lione.

mario virano direttore generale telt 1MARIO VIRANO DIRETTORE GENERALE TELT
In fondo, grazie ad un escamotage giuridico, la partita finale sul futuro della Tav viene tecnicamente rinviata a settembre con la messa a punto dei capitolati d' appalto veri e propri. E - se le condizioni politiche lo consentiranno - il completamento dell' infrastruttura o il suo stravolgimento.

LE TAPPE 

Domani, Telt, come scritto nelle lettera di risposta al governo italiano, darà il via libera solo alla pubblicazione delle manifestazioni d' interesse. Agli inviti cioè alle imprese interessate a presentare le candidature per i prossimi lavori che riguardano i lotti francesi del tunnel di base.

TAV TORINO LIONETAV TORINO LIONE
Quest' ultime avranno tempo fino al 31 marzo per farsi avanti, mentre la scelta definitiva verrà fatta tra 6 mesi, a settembre appunto. La pubblicazione degli avis de marchès se da un lato può apparire come una vittoria della Lega, che spinge per andare avanti, dall' altro è qualcosa di ben diverso rispetto ai bandi di gara che definiscono nei dettagli, con capitolati specifici, la natura degli interventi da realizzare, i costi, le tecnicalità operative. Al momento tutto resta nel limbo, sospeso. O meglio rinviato a quando la stazione appaltante, la Telt, dovrà condividere con le aziende interessate - ce ne sono tante - i capitolati e quindi la strada da compiere.
mario virano direttore generale teltMARIO VIRANO DIRETTORE GENERALE TELT

Ma se su questo punto la Francia non ha nessun dubbio - il rinvio di 6 mesi è considerato propedeutico ad un sì - dall' altro resta un rebus quale sarà l' atteggiamento dell' Italia. Perché il presidente del Consiglio mier Giuseppe Conte ha spuntato in extremis il massimo possibile. Non c' è infatti lo stop all' opera - che avrebbe comportato subito un danno erariale di 300 milioni a carico di Telt e conseguenze ben più pesanti in termini politici - ma la sua «rivalutazione».

Con l' invito del premier, giuridicamente non rilevante ma politicamente forte, rivolto a Telt a «soprassedere dalla comunicazione dei capitolati di gara, al fine di evitare che soggetti terzi», cioè le imprese, possano «formulare offerte per la realizzazione dell' opera, condizionando le libere, definitive determinazioni del governo» italiano. E senza offerte, senza capitolati, senza ripartizione dei lavori, il governo si mette al riparo «dall' assunzione di impegni di spesa». Insomma, non è costretto a bloccare dei soldi, a subire dei vincoli. Almeno nell' immediato.
MAPPA TAV EUROPAMAPPA TAV EUROPA

FONDI UE
Non solo. La pubblicazione dei semplici inviti a partecipare consente di non perdere gli stanziamenti dell' Unione Europea. Tutto resta quindi aperto, reversibile, come prevede del resto la clausola di dissolvenza del diritto francese. Norma che ha salvato gli equilibri all' interno dell' esecutivo e rinviato lo scontro con l' Europa. Restano quindi congelati 2,3 miliardi di appalti.

CANTIERE TORINO LIONE TAV VAL DI SUSACANTIERE TORINO LIONE TAV VAL DI SUSA


Anche se, ed è un dato che la Lega considera positivo, la procedura di selezione delle aziende viene comunque avviata. A settembre arriveranno anche i capitolati per la presentazione delle offerte definitive che - spiegano alla Telt - dovranno avere l' avallo dei governi francese e italiano. Il primo è pressoché scontato, visto che Parigi non ha nessuna intenzione di fare marcia indietro, il secondo dipenderà dal quadro politico che emergerà dopo le consultazioni europee a le trattative con Bruxelles. Sempre che qualcuno, dentro il governo, non decida di forzare la mano, facendo saltare il fragile equilibrio raggiunto. L' analisi costi benefici realizzata dal Mit viene sostanzialmente considerata carta straccia dagli uomini di Matteo Salvini, dalla Commissione Ue, da Parigi e dal fronte delle imprese. Una resa dei conti solo rimandata.

Fonte: qui