9 dicembre forconi: no Tav
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venerdì 26 luglio 2019

L’ALLARME DEI SERVIZI PER LA MARCIA DEI NO TAV DI DOMANI: L’AISI SI MOBILITA E IL VIMINALE SCHIERA 500 AGENTI

LE MINACCE DELLO STORICO LEADER ALBERTO PERINO: "SE VOGLIONO FARE DEI MARTIRI IN VALLE SI SI RICORDINO CHE I MARTIRI POSSONO ESSERE PERICOLOSI"
LA RABBIA CONTRO DI MAIO E CONTE
Fabrizio Boschi per “il Giornale”

GIUSEPPE CONTE E L ANNUNCIO SULLA TAVGIUSEPPE CONTE E L'ANNUNCIO SULLA TAV
Uno ad uno i pilastri che hanno sempre tenuto insieme i Cinquestelle si stanno sbriciolando. Prima la «trovata» del mandato zero lanciato da Luigi Di Maio. Poi Giuseppe Conte che da anti-Tav si sveglia pro-Tav, trasformando la Val di Susa in una polveriera.
La rabbia dei militanti No Tav contro i grillini ha superato i livelli di guardia, in attesa della manifestazione contro la Torino-Lione prevista per domani e che deve concludere il tradizionale campeggio estivo No Tav «Alta felicità» a Venaus.

di maio no tavDI MAIO NO TAV
Che il clima in Val di Susa si stia surriscaldando, lo dimostra la sfilza di dichiarazioni di sindaci ed esponenti del movimento No Tav: «Fino a poco tempo fa Conte era contrario, come mai ha cambiato idea? Non fare la Tav costerebbe più che farla? È solo una scusa per mantenere in piedi il governo e le poltrone degli eletti». Nicoletta Dosio, pasionaria No Tav fa una previsione: «Sicuramente quei posti di governo addormentano le coscienze. I 5 stelle spariranno dalla scena politica. Come avvenuto a Rifondazione».

GUERRIGLIA VAL DI SUSAGUERRIGLIA VAL DI SUSA




«Qui in Val di Susa si respira, nella migliore delle ipotesi, aria di delusione. Questi stanno scherzando col fuoco. Io ho paura della violenza, ma questa è istigazione alla violenza», rincara l' ex sindaco di Venaus Nilo Durbiano. Il premier Conte «dimostra di non conoscere la determinazione dei No Tav», si legge nei vari post sui social di area No Tav. «Non sa quanto costerebbe, non lo sa nessuno, ma sa perfettamente che il debito pubblico aumenterebbe». E ancora «sa che non serve a nulla». «Conosce perfettamente il rapporto costi/benefici» prosegue il messaggio, «ha ben chiaro che perderà tanti voti e rispetto politico», conclude il post.

alberto perinoALBERTO PERINO
Passa alle minacce Alberto Perino, storico leader No Tav: «Se vogliono fare dei martiri in Valle si ricordino che i martiri possono essere molto pericolosi». E gli organizzatori rincarano: «Salvini è preoccupato? Ne siamo felici».

alberto perino no tavALBERTO PERINO NO TAV








E infatti i controlli in Val di Susa sono già partiti. Il Viminale ha schierato 500 uomini delle forze dell' ordine. È sceso in campo un intero sistema internazionale per contrastare eventuali atti di violenza o tentativi di sabotare il cantiere di Chiomonte. «Abbiamo attivato canali informativi esteri per acquisire elementi utili a prevenire i disordini», ha riferito Mario Parente, il direttore dell' Agenzia informazioni per la sicurezza interna (Aisi). Digos, antiterrorismo e 007 hanno cerchiato di rosso tutta la Valle, puntando il cannocchiale sugli anarchici che sguazzano da sempre a fianco dei No Tav. Una «convergenza di interessi», dicono gli investigatori.

salvini visita il cantiere tav di chiomonte 14SALVINI VISITA IL CANTIERE TAV DI CHIOMONTE
Nelle stazioni ferroviarie sono iniziati i controlli degli agenti che identificano chi scende dai treni in arrivo da Torino. Deborah Montalbano, consigliera comunale di Torino, esponente di Dema, passata dai 5stelle al partito di De Magistris, critica la scelta: «Il governo del cambiamento è peggio del Pd. Viva la libertà di movimento». Replica il ministro dell' Interno, Matteo Salvini: «Ognuno può esprimere liberamente il proprio pensiero ma nessuna violenza sarà tollerata, né resterà impunita».

alberto perino no tavALBERTO PERINO NO TAV



Dal prefetto di Torino Claudio Palomba arriva il caloroso consiglio al M5s di Torino di non salire in Valle per la festa in quanto l' ala più dura dei No Tav parla di una manifestazione in cui sarà dimostrata «la nostra vitalità» preannunciando problemi di ordine pubblico. Un consiglio che (quasi) tutti i consiglieri torinesi hanno deciso di accogliere. La capogruppo Valentina Sganga: «Vorrei evitare di essere usata come parafulmine». La compagna di battaglie, Maura Paoli, invita a nascondersi: «Presentarsi dopo tutto quello che è successo sarebbe proprio da sfacciati». La tensione cresce. Per adesso nelle parole, domani si vedrà.

Fonte: qui

domenica 10 marzo 2019

GOVERNO ALLO SBANDO: GIUSEPPE CONTE RINVIA I BANDI PER LA TAV!


LA SUPERCAZZOLA DI GIUSEPPE CONTE: “HO CHIARITO CHE QUESTO GOVERNO E LE FORZE POLITICHE CHE LO SOSTENGONO SI SONO IMPEGNATI A RIDISCUTERE INTEGRALMENTE QUESTO PROGETTO ALLA LUCE DELLE ANALISI COSTI-BENEFICI" 

IL CONSIGLIO DEI MINISTRI SULLA TAV TORINO-LIONE DECIDE DI NON DECIDERE. 

RISULTATO? UNA FIGURA DI MERDA COLOSSALE PER L'ITALIA.

IL M5S SALVA IL CAVALLO DI BATTAGLIA E PER IL MOMENTO LE POLTRONE, SACRIFICANDO IL PAESE.

INCASSATO IL PRIMO CALCIO IN CULO DA DI MAIO, CHE FA SALVINI? NIENTE.

E' COSTRETTO A RINVIARE LA RESA DEI CONTI A DOPO LE EUROPEE PER UN SEMPLICE MOTIVO CHE SI CHIAMA CASO DICIOTTI: A FINE MARZO IL TRUCE MATTEO DOVRÀ AFFRONTARE IL VOTO DEL SENATO SULL'AUTORIZZAZIONE A PROCEDERE RICHIESTA DAL TRIBUNALE DI CATANIA. SE IL M5S DOVESSE MOLLARE SALVINI AL SUO DESTINO, NON È DETTO CHE NON NE ESCA CON LE OSSA ROTTE

IL DECLINO DI CONTE, M5S, LEGA DI SALVINI E DELL'ITALIA SARA' INEVITABILE.

AUGURI!
TAV: SALVINI, NON C'È NESSUNO CHE VINCE O CHE PERDE 
 (ANSA) - "Non c'è nessuno che vince o che perde, la Lega governa perché vincano gli italiani(BALLA COLOSSALE!)". Lo dichiara il vicepremier e ministro dell'Interno Matteo Salvini.

TAV: SIRI, NESSUNA RESA,IL FINANZIAMENTO UE È SALVO
 (ANSA) - "Non c'è nessuna resa da nessuna parte sulla Tav perché non ci sono guerre in corso. C'è stato un confronto serrato con l'obiettivo di salvaguardare il finanziamento Ue legato alla realizzazione dell'opera: l'obiettivo è stato raggiunto". Lo dice il sottosegretario alle Infrastrutture della Lega, Armando Siri, interpellato al telefono. "Ha prevalso il buonsenso e la razionalità(ALTRA BALLA COLOSSALE!)
", aggiunge con riferimento all'interlocuzione tra governo italiano e Telt sui bandi per la Tav.

salvini tavSALVINI TAV
TAV:TELT,CAPITOLATI SOLO SE OK GOVERNI,C'È DISSOLVENZA
 (ANSA) - "A nome del cda" di Telt, "consapevoli della delicatezza e dell'importanza politica della decisione, confermiamo l'avvio della prima fase di candidatura (invito alle imprese a presentare candidature) sottoponendo la successiva fase di trasmissione dei capitolati per le offerte al preventivo avallo dei due governi". Lo afferma Telt. Negli inviti c'è "l'esplicito riferimento alla facoltà per la stazione appaltante in qualunque momento di non dare seguito alla procedura senza che generi oneri per la stazione appaltante, né per gli Stati".
salvini tavSALVINI TAV

TAV:COMITÉ LYON-TURIN,CON RINVIO SI BRUCIANO 300 MLN
 (ANSA) - "Ogni nuovo rinvio significherebbe uno spreco di centinaia di milioni di euro, dalla perdita dei 300 milioni di euro di fondi Ue fino alle spese legate ai ritardi nei lavori". Lo ha detto all'ANSA il delegato generale del Comité Transalpine Lyon-Turin, Stéphane Guggino, commentando le notizie provenienti dall'Italia. "Non ho informazioni precise riguardanti un eventuale rinvio dei bandi" di gara sulla Torino-Lione, ha detto ancora il delegato generale del Comité Transalpine Lyon-Turin, Stéphane Guggino, aggiungendo: "Mi sembra ci sia molta confusione, anche se sul piano della procedura tutto è possibile"
salvini visita il cantiere tav di chiomonte 17SALVINI VISITA IL CANTIERE TAV DI CHIOMONTE

TAV: PATUANELLI, SALVINI HA ADERITO A POSIZIONI M5S 
 (ANSA) - "Credo che Salvini ha giustamente deciso di aderire alle posizioni del M5S perché sono quelle inserite nel contratto di governo". Lo afferma, interpellato dai cronisti sul caso Tav al Villaggio Rousseau, il capogruppo M5S a Senato Stefano Patuanelli.

CHIARA APPENDINO LUIGI DI MAIO NO TAVCHIARA APPENDINO LUIGI DI MAIO NO TAV






TAV: DELRIO (PD),LETTERA CHIARA,GOVERNO BLOCCA L'OPERA
(ANSA) - "Adesso è tutto molto chiaro: Salvini piegandosi al M5s è il vero responsabile dello stop a una infrastruttura fondamentale per lo sviluppo del Paese". Così il capogruppo del Pd alla Camera Graziano Delrio commenta su Twitter lo scambio di lettere tra il governo italiano e la società Telt "che blocca, di fatto, la Tav". "Brennero, Terzo Valico, Torino Lione e Napoli Bari, noi abbiamo aperto i cantieri non Salvini. Nulla era bloccato. Gli investimenti totali crescevano al ritmo di 4% anno negli ultimi due anni. Con Lega e M5S diminuiscono. Salvini è stato troppo impegnato a girare in una continua campagna elettorale per guadagnare qualche punto percentuale al suo partito mentre gli investimenti sono bloccati da quando loro sono al governo", prosegue Graziano Delrio, capogruppo Dem ed ex ministro delle Infrastrutture.
salvini visita il cantiere tav di chiomonte 29SALVINI VISITA IL CANTIERE TAV DI CHIOMONTE

Dall’account facebook di Giuseppe Conte

giuseppe conte 4GIUSEPPE CONTE
Oggi è stata una mattinata di intenso lavoro che ha prodotto i suoi frutti. Ho inviato una lettera alla Telt, società incaricata della realizzazione della Torino - Lione, invitandola ad astenersi, con effetti immediati, da qualsiasi ulteriore attività che possa produrre ulteriori vincoli giuridici ed economici per lo Stato italiano con riguardo ai bandi di gara. Ho chiarito che questo Governo e le forze politiche che lo sostengono si sono impegnati a “ridiscutere integralmente” questo progetto e che abbiamo intenzione di interloquire con la Francia e con l’Unione europea alla luce delle più recenti analisi costi-benefici da noi acquisite. Ovviamente non vogliamo che nel frattempo si perdano i finanziamenti europei già stanziati.
salvini visita il cantiere tav di chiomonte 15SALVINI VISITA IL CANTIERE TAV DI CHIOMONTE

La società Telt mi ha appena risposto confermandomi che i capitolati di gara non partiranno senza l’avallo del mio Governo e del Governo francese e che, al momento, si limiteranno esclusivamente a svolgere mere attività preliminari, senza alcun impegno per il nostro Stato. Abbiamo promesso di tutelare esclusivamente gli interessi degli italiani.

Qui di seguito trovate le due lettere. Lavoriamo in piena trasparenza perché non ci lasciamo condizionare dalle pressioni opache di gruppi di potere o comitati di affari. Fino a quando questo Governo sarà in carica, per quanto mi riguarda, sarà così. Sempre.



Una lettera è stata inviata da Palazzo Chigi alla Telt per autorizzare l'approvazione di avvisi per i 2,3 miliardi di lavori del tunnel di base della Tav con la clausola di dissolvenza che sarà motivata dall'avvio della procedura di revisione del trattato italo-francese. Il premier Giuseppe Conte ha pubblicato il carteggio con Telt. "La società Telt mi ha appena risposto confermandomi che i capitolati di gara non partiranno senza l'avallo del mio governo e del governo francese e che, al momento, si limiteranno esclusivamente a svolgere mere attività preliminari, senza alcun impegno per il nostro Stato".

"Ho chiarito che questo Governo e le forze politiche che lo sostengono si sono impegnati a "ridiscutere integralmente" questo progetto e che abbiamo intenzione di interloquire con la Francia e con l'Unione europea alla luce delle più recenti analisi costi-benefici da noi acquisite. Ovviamente non vogliamo che nel frattempo si perdano i finanziamenti europei già stanziati".

TAV TORINO LIONETAV TORINO LIONE
Un portavoce di Telt ha confermato la ricezione della lettera i cui contenuti non sono stati resi noti. Lunedì il Cda della società si riunirà  per dare il via libera ai bandi da 2,3 miliardi di euro per i lavori di scavo del tunnel di base e Palazzo Chigi precisa che 'si va verso il rinvio, lunedì non ci saranno i bandi'. L'obiettivo di Telt dunque è quello di rispettare la volontà dei governi.

"Sulla Tav la situazione si sta risolvendo positivamente. Quindi ora parliamo di altro e andiamo avanti", ha scritto il vicepremier Luigi Di Maio su facebook.  Ma il presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparimo non ci sta.  La lettera di Palazzo Chigi invita Telt "a non fare i capitolati d'appalto, lasciando aperto uno spiraglio non chiarissimo. Vedremo lunedì". "È come se il governo dicesse di far partire le manifestazioni d'interesse, sapendo già che i capitolati d'appalto non saranno mai affidati - aggiunge - una roba da Repubblica delle banane".  "Se i bandi non partono senza se e senza ma, il governo vada in Parlamento e si assuma le sue responsabilità. Se non è in grado di farlo, se ne vada a casa".


Il no alla Tav è una "battaglia identitaria del Movimento" cinquestelle. Lo ha detto a Napoli il presidente della Camera, Roberto Fico. "Nel 2005 la prima riunione non del movimento perché non esisteva, ma dei meetup che nascevano fu fatta a Torino perché quel giorno c'era la grande manifestazione per dire no alla Tav - racconta Fico - eravamo un centinaio di persone, oggi alcuni non ci sono, c'era anche Beppe Grillo, finì la riunione e andammo tutti alla manifestazione No Tav". Fico sottolinea che "non era un'idea ideologica o per dire no a qualcosa, era per dire di cambiare rotta rispetto a opere che non servono e non servivano, con documenti concreti e sostanziali".

CANTIERE TAV TORINO LIONECANTIERE TAV TORINO LIONE
"Il primo atto nel 2013 quando arrivammo in Parlamento come parlamentari di M5S alla Camera e al Senato, la prima uscita pubblica di tutto il MoVimento 5 stelle parlamentare fu di andare a visitare i cantieri della Tav per comprendere a che punto ci trovavamo, per dire l'ennesimo no documentato e non ideologico alla tav - ha ricordato il presidente della Camera Roberto Fico a Napoli - quindi è una lotta che ha attraversato ogni periodo storico dai meetup al movimento, non è un atto ideologico perché abbiamo visto tutte le relazioni che sono negative senza contare che ogni volta purtroppo, e non solo in Italia, che un'opera va avanti in un certo modo crescono anche le spese che in questo momento non sono a bilancio, diciamo così". "È chiaro che è una battaglia identitaria del MoVimento 5 stelle e quindi comprendo bene la durezza". Nonostante tutto però per il presidente della Camera "la legislatura è saldamente in piedi, c'è la nostra Carta costituzionale, la nostra Repubblica e semmai avverrà qualcosa la parola passerà sempre al Presidente della Repubblica, non al presidente della Camera".

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E Matteo Salvini smorza sulla crisi di governo. Elezioni anticipiate? "Non ci penso neanche. Abbiamo fatto tanto in nove mesi e voglio fare ancora di più in cinque anni". "Io rimango convinto che la Tav si debba fare, per collegarci al resto dell'Europa. Stiamo lavorando per riaprire tutto quello che altri hanno bloccato per anni e io farò di tutto perché, coinvolgendo la Francia e l'Europa, l'opera si faccia. Gli italiani ci chiedono di lavorare e questo faremo".

"Non penso ci sia una crisi di governo" ha detto Davide Casaleggio rispondendo ai giornalisti a Villaggio Rousseau a Milano. "So che voi avete questo focus. Oggi siamo a Villaggio Rousseau, un bell'evento di partecipazione, e di questo vorrei parlare" ha tagliato corto Casaleggio.
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Sulla stessa lunghezza d'onda il ministro leghista dell'Agricoltura Gian Marco Centinaio a Tgcom24 sulla possibile crisi di governo dopo lo scontro sul Tav tra Lega e M5S. "Stiamo andando bene con vari progetti e non penso che la Tav possa mettere in crisi un governo - afferma -. Ormai per gli italiani questa cosa della TAV sembra la diatriba su Mazzola e Rivera o su Coppi e Bartali. Oltre alla problematica della TAV l'Italia ha bisogno di vere infrastrutture".

Intanto Torino si prepara a un'altra manifestazione dei #SiTav con le Madamin di nuovo in piazza in un flash mob mentre le imprese scendono sul piede di guerra: 'Se non partono i bandi pronti ad azioni legali'. Fonte: qui



LA TELT DOMANI DARÀ IL VIA LIBERA ALLA TAV: SARÀ NECESSARIO PER NON PERDERE 300 MILIONI DI FINANZIAMENTI EUROPEI 
IL DIRITTO FRANCESE PREVEDE CHE NEI PRIMI SEI MESI DALLA PUBBLICAZIONE DEI BANDI CI SIA UN'INDAGINE DI MERCATO PER INFORMARE LE AZIENDE 
ALLA FINE DEI SEI MESI SI PROCEDE CON I CAPITOLATI D'APPALTO, A MENO CHE NON SI UTILIZZI LA “CLAUSOLA DI DISSOLVENZA”: IN QUEL CASO I BANDI DECADONO, SENZA ONERI PER NESSUNO 
LO SCENARIO E COSA PUO’ ACCADERE


UN ESCAMOTAGE LINGUISTICO E SI VA AVANTI PER I FONDI UE
Alessandro Trocino per il “Corriere della Sera”

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La Telt domani darà il via libera alla Tav. E l' utilizzo della terminologia giuridica francese - «avis de marchés», cioè «inviti a presentare candidatura» - consente ai 5 Stelle, con un escamotage linguistico, di dire che si tratta di semplice «manifestazione di interesse» e non di bandi. Ma il via libera sarà necessario per non perdere 300 milioni di finanziamenti europei. Il diritto francese prevede che nei primi sei mesi dalla pubblicazione dei bandi ci sia un' indagine di mercato per informare le aziende.
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Alla fine dei sei mesi si procede con i capitolati d' appalto, a meno che non si utilizzi la «clausola di dissolvenza»: in quel caso i bandi decadono, senza oneri per nessuno. Di norma, il recesso unilaterale è possibile per motivi di «interesse nazionale», in questo caso c' è anche la clausola del «preventivo avallo» dei governi, allo scadere dei sei mesi, formula concessa diverse settimane fa dal direttore generale di Telt Mario Virano. Dire che con questa procedura «non si vincoleranno i denari degli italiani» non è corretto.
Perché lo sono già da ora.

Secondo i calcoli tratti dalle due stesse relazioni sulla Tav (quella economica di Ponti e quella giuridica di Pucciarello) si dovrebbero pagare quasi quattro miliardi in caso di recesso unilaterale. Con la decisione della Telt, partono dunque i bandi per i primi tre lotti, in territorio francese, per scavare 45 chilometri di tunnel. Non avviare i lavori è quasi impossibile: ci sono sette trattati e due leggi nazionali che obbligano ad andare avanti. A meno che l' Italia non riesca a trattare con Francia e Ue la rimodulazione complessiva del trattato .

CANTIERE TAV TORINO LIONECANTIERE TAV TORINO LIONE
LA PARTITA FINALE RIMANDATA A SETTEMBRE QUANDO ANDRÀ SCIOLTO IL NODO DEGLI APPALTI
Umberto Mancini per “il Messaggero”

Apparentemente hanno vinto tutti o quasi. Il governo giallo verde perché guadagna tempo, evita di bloccare i lavori ma, contestualmente, non si impegna dal punto di vista finanziario. Parigi che mantiene il punto, tiene in vita il progetto e non vede andare in fumo le risorse stanziate dall' Europa. Infine la Telt, società che gestisce l' opera, che si limiterà a spostare in avanti gli appalti per la costruzione della Torino-Lione.

mario virano direttore generale telt 1MARIO VIRANO DIRETTORE GENERALE TELT
In fondo, grazie ad un escamotage giuridico, la partita finale sul futuro della Tav viene tecnicamente rinviata a settembre con la messa a punto dei capitolati d' appalto veri e propri. E - se le condizioni politiche lo consentiranno - il completamento dell' infrastruttura o il suo stravolgimento.

LE TAPPE 

Domani, Telt, come scritto nelle lettera di risposta al governo italiano, darà il via libera solo alla pubblicazione delle manifestazioni d' interesse. Agli inviti cioè alle imprese interessate a presentare le candidature per i prossimi lavori che riguardano i lotti francesi del tunnel di base.

TAV TORINO LIONETAV TORINO LIONE
Quest' ultime avranno tempo fino al 31 marzo per farsi avanti, mentre la scelta definitiva verrà fatta tra 6 mesi, a settembre appunto. La pubblicazione degli avis de marchès se da un lato può apparire come una vittoria della Lega, che spinge per andare avanti, dall' altro è qualcosa di ben diverso rispetto ai bandi di gara che definiscono nei dettagli, con capitolati specifici, la natura degli interventi da realizzare, i costi, le tecnicalità operative. Al momento tutto resta nel limbo, sospeso. O meglio rinviato a quando la stazione appaltante, la Telt, dovrà condividere con le aziende interessate - ce ne sono tante - i capitolati e quindi la strada da compiere.
mario virano direttore generale teltMARIO VIRANO DIRETTORE GENERALE TELT

Ma se su questo punto la Francia non ha nessun dubbio - il rinvio di 6 mesi è considerato propedeutico ad un sì - dall' altro resta un rebus quale sarà l' atteggiamento dell' Italia. Perché il presidente del Consiglio mier Giuseppe Conte ha spuntato in extremis il massimo possibile. Non c' è infatti lo stop all' opera - che avrebbe comportato subito un danno erariale di 300 milioni a carico di Telt e conseguenze ben più pesanti in termini politici - ma la sua «rivalutazione».

Con l' invito del premier, giuridicamente non rilevante ma politicamente forte, rivolto a Telt a «soprassedere dalla comunicazione dei capitolati di gara, al fine di evitare che soggetti terzi», cioè le imprese, possano «formulare offerte per la realizzazione dell' opera, condizionando le libere, definitive determinazioni del governo» italiano. E senza offerte, senza capitolati, senza ripartizione dei lavori, il governo si mette al riparo «dall' assunzione di impegni di spesa». Insomma, non è costretto a bloccare dei soldi, a subire dei vincoli. Almeno nell' immediato.
MAPPA TAV EUROPAMAPPA TAV EUROPA

FONDI UE
Non solo. La pubblicazione dei semplici inviti a partecipare consente di non perdere gli stanziamenti dell' Unione Europea. Tutto resta quindi aperto, reversibile, come prevede del resto la clausola di dissolvenza del diritto francese. Norma che ha salvato gli equilibri all' interno dell' esecutivo e rinviato lo scontro con l' Europa. Restano quindi congelati 2,3 miliardi di appalti.

CANTIERE TORINO LIONE TAV VAL DI SUSACANTIERE TORINO LIONE TAV VAL DI SUSA


Anche se, ed è un dato che la Lega considera positivo, la procedura di selezione delle aziende viene comunque avviata. A settembre arriveranno anche i capitolati per la presentazione delle offerte definitive che - spiegano alla Telt - dovranno avere l' avallo dei governi francese e italiano. Il primo è pressoché scontato, visto che Parigi non ha nessuna intenzione di fare marcia indietro, il secondo dipenderà dal quadro politico che emergerà dopo le consultazioni europee a le trattative con Bruxelles. Sempre che qualcuno, dentro il governo, non decida di forzare la mano, facendo saltare il fragile equilibrio raggiunto. L' analisi costi benefici realizzata dal Mit viene sostanzialmente considerata carta straccia dagli uomini di Matteo Salvini, dalla Commissione Ue, da Parigi e dal fronte delle imprese. Una resa dei conti solo rimandata.

Fonte: qui

venerdì 1 marzo 2019

Autonomie e Tav, alta tensione nel governo. Airola: «Con il sì lascio M5S e tengo il simbolo»

Una cena non basta. Giuseppe ConteLuigi Di Maio e Matteo Salvini rinnovano davanti a un vassoio di frappe il patto di governo. Ma non sciolgono i nodi, non cancellano l'immagine di una coalizione bloccata, dall'autonomia alla Tav. Sul cantiere dell'alta velocità arriva il sostanziale via libera del ministro Danilo Toninelli a sbloccare i bandi e il professor Marco Ponti dice che è già pronto il supplemento di analisi chiesto dal premier. Alle Regioni, Conte assicura che sull'autonomia si farà bene e presto, «non è importante se prima o dopo le europee». «Siamo molto operativi, non vogliamo rinviare», dice il premier.

Ma la soluzione ancora manca. Salvini preme, mostra insofferenza. E crescono i timori nella maggioranza per l'economia che rallenta. A una settimana dal giudizio di Fitch sul rischio di elezioni anticipate e all'indomani della stroncatura dei conti da parte dell'Ue, arriva una nuova doccia fredda da Moody's. L'agenzia di rating prevede una crescita «anemica», con un Pil su dello 0,4% ma con il rischio di una «crescita molto più debole». Pesa una «incertezza politica», afferma Moody's, che «crea significativi rischi al ribasso per l'economia». «Una manovra correttiva è assolutamente esclusa: cambierà l'Ue, non i conti italiani», dichiara Salvini. Ma sono proprio i dossier economici a far aumentare il nervosismo tra M5s e Lega, che vedono avvicinarsi il voto per le europee e, subito dopo, l'appuntamento con una manovra bis o comunque una legge di bilancio pesantissima. In una chiacchierata che viene descritta come molto franca, su un punto Conte, Di Maio e Salvini avrebbero concordato: non si può rinviare su tutto.
E così si prova ad accelerare sulla riforma del codice degli appalti (in serata in Cdm) e sul decreto Sblocca cantieri (il premier lo annuncia per la prossima settimana ma la discussione nel governo sarebbe ancora apertissima). Da lì si parte: provare a dare fiato ai territori. Conte in mattinata incontra le Regioni (assente il lombardo Attilio Fontana) sul piano anti dissesto da 11 miliardi, con una mano tesa che sarebbe stata apprezzata dai governatori. Ma per il resto, le difficoltà ci sono. Ed emergono. È impasse sulle nomine, dall'Inps (il via libera al ticket Tridico-Nori sarebbe ancora fermo al Mef) a Fincantieri («C'è alta tensione», dicono dal M5s). E non si registrano passi avanti sul cantiere «principe», la Tav. Toninelli, che in serata vede Conte, invoca un vertice di governo e una decisione «entro la prossima settimana». Ma tra il No pentastellato (Beppe Grillo non sarebbe disposto a transigere e c'è chi, come il torinese Alberto Airola, minaccia di dimettersi) e il Sì leghista c'è ancora un abisso.
Accelerare come vorrebbe Salvini è assai difficile. FI e Pd lo sanno e aumentano il pressing sulla maggioranza. Conte fa sapere che sta studiando ancora il dossier. Ma intanto Toninelli apre all'avvio dei bandi che la società Telt dovrebbe aprire entro metà marzo: «Sarebbero solo una ricognizione per sei mesi», spiega il ministro. Farli partire, spiegano dal M5s, darebbe più tempo per prendere una decisione ed eviterebbe che, la domenica delle europee, quando si voterà anche per le regionali in Piemonte, i piemontesi siano chiamati a votare alla consultazione annunciata da Chiamparino. Ancora più tesi i nervi sull'Autonomia. Fonti pentastellate smorzano i toni, facendo sapere che il pressing pubblico di Salvini non sarebbe corrisposto - nella cena a Palazzo Chigi - a un'insistenza altrettanto forte. Ma anche qui, si registra nei toni grande distanza tra il «no allo Spacca Italia» di Di Maio e la richiesta di Salvini di pronunciarsi al più presto sul dossier che «sarà pronto» entro il fine settimana. Conte prova a smorzare i toni e rassicurare gli assai nervosi governatori del Nord: «C'è armonia nel governo» ma «bisogna interloquire col Parlamento» e «fare le cose per bene, non importa se prima o dopo le europee». Ma che i problemi ci siano anche nell'esecutivo lo spiega Salvini: «Ci sono nodi politici in particolare sulle sovraintendenze, sulle autorizzazioni ambientali e sulle autostrade. Ma si risolvono».
Fonte: qui


IN UNA SETTIMANA I COSTI PASSANO DA 7 A 3,5 MILIARDI. E COME PER MAGIA, IL TUNNEL CONVIENE, VISTO CHE I COSTI PER CHIUDERE TUTTO ARRIVEREBBERO A 4 MILIARDI 

AIROLA: ''SE SI FA, ME NE VADO DAL MOVIMENTO MA MI PORTO DIETRO IL SIMBOLO. IL M5S SAREBBE FINITO'' 
TONINELLI RINVIA DI UN'ALTRA SETTIMANA, PRONTO A TERGIVERSARE FINO A DOPO LE EUROPEE. IL PD PRESENTA UNA MOZIONE DI SFIDUCIA CONTRO DI LUI
LA TAV, IN UNA SETTIMANA I COSTI PASSANO DA 7 A 3,5 MILIARDI
Estratto dall'articolo di Annalisa Cuzzocrea per ''la Repubblica''

Chiamare i bandi di gara «ricognizioni tra le imprese» che dunque «non preoccupano», come dice il ministro dei Trasporti Danilo Toninelli. Aggiungere un allegato all’analisi costi-benefici «che abbatte di circa la metà l’eccesso di costi passando da 7 a 3,5 miliardi, perché si considerano solo le spese che sosterrà l’Italia», come spiegano Marco Ponti e Francesco Ramella, autori della prima analisi e ora del supplemento.
PAITAPAITA

Fissare al 26 maggio il referendum consultivo del Piemonte sull’alta velocità. Nel giro di poche ore si è definita l’exit strategy del governo per uscire dall’angolo sulla Tav e far partire i bandi di gara entro marzo senza perdere i 300 milioni dell’Unione europea. Operazione non semplice e molto rischiosa, soprattutto per i 5 stelle. Tanto che già ieri il senatore torinese Alberto Airola avvertiva: «Se diciamo sì esco dal Movimento e mi tengo il simbolo».

Come per dire che non può essere il vero M5S a dire sì all’alta velocità in Val Susa, tradendo le sue origini e tutta la sua storia. Eppure, tra i suoi, qualcuno ci sta lavorando. E lo sta facendo ai più alti livelli: perché a chiedere un supplemento di analisi alla commissione è stato il presidente del Consiglio Giuseppe Conte (…)

 E perché un’altra fonte che ha seguito il dossier da vicino rivela: «L’unica possibilità, se vogliamo essere una forza di governo, è dire sì alla Mini-Tav. Un percorso ridotto, ma che comprenda il tunnel di base. Senza di quello i fondi europei non potrebbero arrivare».
ALBERTO AIROLAALBERTO AIROLA

A Torino, al Collegio Carlo Alberto, Marco Ponti conferma: «Il governo ci ha chiesto un supplemento di analisi in cui si considerassero solo i costi e i benefici per l’Italia». Una delle critiche alla precedente analisi era il fatto che i costi superassero di 7 miliardi i benefici, ma nel calcolo erano comprese anche le spese che dovranno sostenere francesi e Unione europea. Nella seconda analisi, invece, secondo quanto rivela Francesco Ramella, «più o meno i costi italiani superano i benefici di 3 miliardi e mezzo». Un risultato molto diverso dai 7 originali, perché sommando i costi massimi che l’Italia dovrebbe sopportare per bloccare l’opera, si arriva a 4 miliardi. Sarebbe più conveniente finirla che bloccarla? «Dipende dai costi delle penali», risponde Ramella. Appunto. (…)

TAV AD ALTA TENSIONE
ALBERTO AIROLAALBERTO AIROLA
AdnKronos

"Io stesso sto studiando bene il dossier" assicura il presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Ma a proposito della linea ferroviaria Torino-Lione sta per arrivare un supplemento di analisi sui costi e benefici per l'Italia, fa sapere il professor Marco Ponti, l’esperto chiamato dal ministro Toninelli ad analizzare una trentina di opere pubbliche. L'idea del premier è forse quella di trovare un compromesso, nel governo gialloverde, e andare avanti.

A chi ha domandava cosa emerge dal supplemento, Ponti ha precisato: "Quando il ministero lo pubblicherà si conoscerà". "E' una valutazione sui costi e benefici per l'Italia", ha aggiunto Francesco Ramella, componente del gruppo che ha redatto l'analisi osservando "i costi sono facilmente definibili, un po' più complicato è definire quali sono i nostri benefici".

MARCO PONTI NO TAVMARCO PONTI NO TAV
Nel frattempo il ministro Danilo Toninelli ha assicurato che "entro la prossima settimana prenderemo una decisione" sulla Torino-Lione, "questo è certo". "Nei prossima giorni faremo un incontro con il premier Conte e i due vicepremier Di Maio e Salvini e chiariremo tutto. E nonostante i punti di partenza distanti arriveremo ad una decisione", ha sottolineato. Quanto a Telt il ministro ha detto che "è una società di diritto francese e nel diritto francese c'è la clausola di senza seguito,".

Quindi "i bandi se dovessero partire rappresentano in realtà una ricognizione di 6 mesi, non partono i bandi ma parte una ricognizione. Se riusciamo e riusciremo a chiudere prima della settimana prossima non avremo neanche il problema dell'apertura dei bandi".
TONINELLI DI MAIO SALVINI 19TONINELLI DI MAIO SALVINI 19

"La Tav sta diventando una televonela intollerabile con puntate sempre più grottesche", attacca Anna Maria Bernini, presidente dei senatori di Forza Italia. "Il ministro Toninelli da mesi rinvia puntualmente la questione 'alla prossima settimana', senza però precisare di quale mese e di quale anno. Intanto si avvicina la scadenza dei bandi nell'incertezza più totale e il colmo è che dopo otto mesi di permanenza a Palazzo Chigi il premier Conte oggi ha annunciato che sta ancora studiando il dossier", ha aggiunto.

In realtà sempre Conte ieri ha fatto sapere che si lavora "al decreto per sbloccare i cantieri. Siamo in fase finale, penso già prossima settimana potremo tirare fuori questo dl che ci consentirà di riaprire i cantieri bloccati e semplificare quei passaggi che in questo momento appaiono ostativi per la realizzazione di progetti".
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Ma nel Movimento 5 Stelle sulla Tav c'è chi, come il senatore grillino Alberto Airola, non ha intenzione di cambiare idea: "Non ci sono spazi di contrattazione. O il M5S dice no oppure sarò io a dire ciao al Movimento", ha detto in un'intervista all'Adnkronos Il parlamentare piemontese ha fatto della battaglia contro l'alta velocità Torino-Lione una delle stelle polari della sua azione politica e non le manda a dire alla Lega, che sul tema cerca una mediazione con il Movimento 5 Stelle.

"Non so quanto questa vicenda possa essere legata alle elezioni - osserva -. Credo che il Carroccio su questo tema voglia fare campagna elettorale, in modo un po' becero a mio avviso". Il ministro M5S delle Infrastrutture, Danilo Toninelli, oggi ha annunciato che "entro la prossima settimana" il governo prenderà una decisione per sciogliere definitivamente il nodo Tav. Il sottosegretario leghista Armando Siri ostenta fiducia e assicura: "Stiamo ragionando e stiamo trovando le sintesi giuste per fare il bene del Paese. Non vedo gamberi nel governo, gente che torna indietro".

CONTE TONINELLICONTE TONINELLI
Airola però non vuole sentire ragioni: "Toninelli è sicuramente in difficoltà perché la Lega insiste" ma "è giusto porre un punto fisso perché, come ho detto milioni di volte, il Tav è una cosa che abbiamo sempre osteggiato: non si fa e basta, spazi di manovra non ce ne sono". Ma se il M5S dovesse aprire una trattativa, lei come si comporterebbe?

"In quel caso me ne vado dal Movimento. E sono convinto che me ne vado col simbolo. Sarò più meritevole di loro di portare il simbolo del M5S se si apre una trattativa", risponde Airola. Se il Movimento 5 Stelle dovesse lasciare spiragli per un dialogo, dice Airola all'Adnkronos, "si schianterebbe definitivamente. Non sarebbe più 5 Stelle, perderebbe la fiducia del popolo, la sua identità". "Noi - insiste il senatore torinese - siamo entrati nelle istituzioni grazie ai valsusini: uno dei primi eletti del M5S è stato Davide Bono nel 2010, col 3% alle regionali, grazie ai voti della Valsusa. Beppe Grillo si è preso anche una denuncia per quella battaglia. Per me non si transige".

TAV: PD PRESENTA MOZIONE SFIDUCIA CONTRO TONINELLI
 (ANSA) - "Presenteremo una mozione di sfiducia per Toninelli che ha bloccato i cantieri in tutta Italia, ha preso in giro gli italiani e per essere stato di fatto commissariato". Lo annuncia la capogruppo Pd in commissione Trasporti della Camera Raffaella Paita. "Il 3 febbraio (1 mese fa) - sostiene Paita - Di Maio aveva definito la minitav una 'super cazzola'. Oggi apprendiamo che Conte (Mascetti?) sposa la linea minitav dettata dalla Lega. Un progetto che non esiste. Nulla di più assurdo e falso".

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