9 dicembre forconi

giovedì 22 marzo 2018

QUANTA FRETTA NELL’ACCUSARE (E SANZIONARE) PUTIN!

PARIGI: ‘LA SUA RESPONSABILITÀ È L’UNICA SPIEGAZIONE’. MA LO ZAR RISPONDE: ‘SE FOSSE STATO GAS NERVINO SAREBBERO MORTI ALL’ISTANTE. NOI ABBIAMO DISTRUTTO L’ARSENALE CHIMICO, GLI ALTRI PAESI NO’ 

TV USA: IL VELENO NELLE VENTOLE DELLA BMW (VIDEO) 

LORETTA NAPOLEONI: ‘THERESA MAY INSABBIÒ L’INDAGINE SU LITVINENKO. ALL’EPOCA LA RUSSIA FACEVA COMODO, ORA VA INDEBOLITA’

  1. VIDEO - SECONDO LA ‘ABC’, IL GAS NERVINO È STATO MESSO NELLE VENTOLE DELL’ARIA CONDIZIONATA DELLA BMW DI SERGEY SKRIPAL


  1. PUTIN, SCIOCCHEZZA PENSARE RUSSIA ABBIA UCCISO SKRIPAL
vladimir putin vince le elezioniVLADIMIR PUTIN VINCE LE ELEZIONI
 (ANSA) - - "Se si fosse trattato di nervino di tipo militare Serghei Skripal sarebbe morto sul posto: noi abbiamo distrutto il nostro arsenale chimico mentre i nostri partner non lo hanno ancora fatto". Lo ha detto Vladimir Putin sottolineando che pensare che la Russia sia colpevole "è una sciocchezza", intervenendo per la prima volta sul caso Skripal. "Ritenere che potessimo fare una cosa del genere prima delle elezioni e dei campionati del mondo è davvero sciocco", ha aggiunto il presidente appena rieletto.

  1. SPIA RUSSA: CREMLINO, DA LONDRA O PROVE O SCUSE
 (ANSA) - Prima o poi Londra dovrà fornire prove per le sue accuse contro Mosca nel caso dell'ex spia russa Sergei Skripal o scusarsi. Così il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov. "Prima o poi dovranno essere responsabili di queste accuse: dovranno o fornire delle prove o scusarsi", ha detto Peskov, sottolineando che le accuse del Regno Unito contro la Russia sono difficili da spiegare. Lo riporta la Tass.

  1. PORTAVOCE CAMPAGNA PUTIN, DEVO RINGRAZIARE THERESA MAY
la bmw di skripalLA BMW DI SKRIPAL
 (ANSA) - Il portavoce della campagna elettorale di Vladimir Putin Andrei Kondrashov ha ringraziato il premier britannico Theresa May per aver aumentato l'affluenza alle urne. "L'affluenza risulta più alta del previsto dell'8-10% e per questo dobbiamo ringraziare la Gran Bretagna perché ancora una volta non ha capito la mentalità della Russia: ogni volta che ci accusano di qualcosa in modo infondato il popolo russo si unisce al centro della forza e il centro della forza oggi è senz'altro Putin", ha detto Kondrashov a Interfax, allundendo al caso dell'avvelenamento dell'ex spia russa Skripal.

  1. RUSSIA: PUTIN VINCE ELEZIONI CON IL 76,6%, È RECORD
la bmw di skripal col gas nelle ventoleLA BMW DI SKRIPAL COL GAS NELLE VENTOLE
 (ANSA) - Il presidente Vladimir Putin ha vinto le elezioni con il 76,6% dei voti. Lo fa sapere la Commissione Elettorale Centrale diffondendo i dati preliminari al termine dello scrutinio. Ora la Commissione ha 10 giorni di tempo per presentare i dati definitivi. L'affluenza è stata invece del 67,49%. Il vice presidente della Commissione Elettorale, Nikolai Bulaev, ha sottolineato che "56 milioni di russi" hanno votato per Putin, ovvero il record assoluto nella storia delle elezioni presidenziali russe. Così Interfax.

  1. SPIA RUSSA: FRANCIA, RESPONSABILITÀ MOSCA UNICA SPIEGAZIONE
la bmw di skripalLA BMW DI SKRIPAL
 (ANSA) - Sulla vicenda di Salisbury "condividiamo l'analisi fatta dai britannici. Non ci sono altre spiegazioni plausibili, oltre quella della responsabilità della Russia". Così il capo della diplomazia francese Jean-Yves Le Drian arrivando al consiglio dei ministri degli Esteri dell'Ue. Alla riunione di stamani "porremo la questione del Novichok" (l'agente nervino che ha avvelenato l'ex spia russa Serghiei Skripal e la figlia Yulia), "sulla quale è auspicabile ci sia l'unità totale degli europei", ha aggiunto Le Drian.

  1. SPIA RUSSA: UE CON LONDRA, 'MOSCA DIA SUBITO RISPOSTE'
SKRIPAL E FIGLIASKRIPAL E FIGLIA
 (ANSA) - "L'Ue sollecita la Russia ad affrontare con urgenza le questioni sollevate dalla Gran Bretagna e dalla comunità internazionale e a fornire immediata, piena e completa informazione del suo programma sul Novichok (l'agente nervino che sarebbe stato usato per avvelenare l'ex spia russa Serghiei Skripal e la figlia) all'Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (Opac)". Si legge nel documento dei ministri degli Esteri Ue, in cui si "condanna con forza" l'attacco di Salisbury e si esprime "solidarietà incondizionata" a Londra.

"L'Ue prende con estrema serietà la valutazione del governo britannico sull'alta probabilità che la Russia sia responsabile" di questo "sconsiderato" attacco, che "ha messo a repentaglio la vita di molti cittadini". Si legge nel documento dei ministri degli Esteri dell'Ue, in cui si "saluta con favore l'impegno della Gran Bretagna a lavorare a stretto contatto con l'Opac" sulle indagini. L'Unione esprime "solidarietà incondizionata e sostegno" a Londra, "incluso per gli sforzi della Gran Bretagna per assicurare alla giustizia i responsabili" dell'attacco e avverte che "manterrà una forte attenzione sulla questione e le sue implicazioni"
SKRIPAL1SKRIPAL


  1. CASO SKRIPAL, IL SOGNO DEL VILLAGGIO GLOBALE DIVENTA L’INCUBO DI UNA MODERNA GUERRA FREDDA
Loretta Napoleoni per www.ilfattoquotidiano.it

A esattamente quarant’anni dal rapimento e dalla morte di Aldo Moro, il mistero dei misteri dell’Italia della guerra fredda, il Regno Unito e la Russia si trovano invischiate in un giallo di spionaggio che sembra uscito dalla penna di John le Carrè. E’ tornato il tempo delle spie? Veramente non è mai finito. La caduta del muro di Berlino ci ha fatto solo sognare che nel villaggio globale non ci fosse spazio per lo spionaggio. Anche se molte spie si sono ritrovate disoccupate, lo zoccolo duro degli agenti al servizio di una o più potenze straniere, le cosiddette super-spie, ha continuato a ricevere lauti compensi ed ad essere operativo. E come in passato il modo in cui vengono ammazzate nasconde un linguaggio segreto. Ma andiamo con ordine.
SKRIPAL E FIGLIA 1SKRIPAL E FIGLIA 

Serghei Skripal, il russo avvelenato in Inghilterra insieme alla figlia con l’agente nervino Novichok, era sicuramente una di queste super-spie. Nato nel 1951 a Kaliningrad, ex ufficiale dell’intelligence militare russa, era stato mandato in Spagna per spiare gli europei. Dopo anni di lavoro di convincimento, nel 1995 i servizi segreti britannici sono riusciti ad assoldarlo, così Skripal divenne un doppio agente. Nel dicembre 2004, dopo essere rientrato a Mosca per motivi di salute, è stato arrestato, processato e condannato per alto tradimento a 13 anni di carcere. Come nelle classiche spy stories degli anni Settanta, nel 2010 è stato liberato grazie a uno scambio di spie tra il Regno Unito e la Russia. Da allora si è stabilito a Salisbury, in Inghilterra.

Diversa era la condizione di Alexander Litvinenko. Nel novembre 2006, Litvinenko, venne avvelenato e ucciso a Londra con il Polonium, anch’esso materiale radioattivo e proibitissimo e, secondo gli inglesi, di provenienza russa. Ma non successe nulla. Anzi, durante le indagini, fu proprio Theresa May, l’attuale primo ministro britannico, che si oppose all’apertura di un’inchiesta internazionale sull’accaduto.
SKRIPAL AVVELENATOSKRIPAL AVVELENATO

La May ammise che il suo rifiuto era dettato da motivi diplomatici, in altre parole non voleva inimicarsi Putin. Perché? La cruda risposta è la seguente: nel 2006, il governo russo era un alleato importante dell’occidente, e quindi per il governo Britannico Mosca poteva avvelenare liberamente chi voleva e dove voleva. Oggi, invece, Putin è il nemico e quindi l’avvelenamento di Skripal va punito. L’attuale accanimento britannico contro Putin e la Russia, che costui ha creato durante gli ultimi 18 anni, è, come ai tempi della guerra fredda, dettato dal deterioramento dei rapporti che corrono tra Washington e Mosca, che si sono sovrapposti a quello delle relazioni tra Bruxelles e Mosca. Nel primo caso la causa è l’accusa che Putin abbia influenzato i risultati delle elezioni presidenziali americane, nel secondo caso i motivi vanno ricercati nella crisi dell’Ucraina che ha dato a Putin l’opportunità di riannettere alla Russia la Crimea.
SKRIPALSKRIPAL


A differenza della guerra fredda, dove nulla cambiava, nella politica internazionale contemporanea le alleanze tra stati vanno e vengono rapidamente, e le spie devono adattarsi a questi cambiamenti. Sicuramente Skripal era stato ‘riattivato’, strappato al meritato pensionamento era tornato a fare la spia per il regno di sua Maestà. Ma la domanda che nel 2006 e oggi nessuno si pone è perché far fuori una spia con materiale radioattivo quando ci sono altri modi meno eclatanti, ad esempio, allentare i freni della fiammante Bmw di Skripal e simulare un incidente stradale.

E’ chiaro che la spia è stata volutamente colpita con materiale radioattivo. I servizi segreti sono la cassa di risonanza delle leadership politiche e delle élite al potere, ogni esecuzione contiene un messaggio specifico, come fu con Alexander Litvinenko o con il fratello di Kim Jong-un. L’arma chimica è un avvertimento e allo stesso tempo un segno di potere. E’ forse per questo che gli inglesi hanno rotto il codice di comportamento diplomatico, accusando apertamente Putin, il leader russo, di essere il mandante, senza avere prove schiaccianti?
skripalSKRIPAL

La risposta di Londra, sicuramente, proietta le relazioni tra Regno Unito e Russia in una dimensione sconosciuta e sicuramente pericolosa. Ma anche la presenza di sostanze chimiche e radioattive in casa è un pericolo serio. Certo è che questi avvenimenti mettono in luce una triste realtà: il sogno del villaggio globale, dove non c’è spazio per lo spionaggio, si sta rapidamente rivelando come la versione moderna dell’incubo della guerra fredda.

19 Marzo 2018

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“CUCCHI ERA GONFIO COME UNA ZAMPOGNA”

LE RIVELAZIONI CHOC DI UN TESTE AL PROCESSO: “MI DISSE CHE CON LUI I CARABINIERI SI ERANO DIVERTITI” 

“LE SUE CONDIZIONI DI SALUTE ERANO IMPRESSIONANTI. NON RIUSCIVA NEANCHE A MANDAR GIÙ UN CAFFÈ....ERA UNO SCHELETRO VIOLACEO: SEMBRAVA UN CANE BASTONATO, ROBA CHE NEANCHE AD AUSCHWITZ…”


Un volto e un corpo tumefatto, lesioni ovunque. «Stefano sembrava una zampogna tanto era gonfio, mi disse con un filo di voce: sono stati i carabinieri, si sono 'divertitì con me»: a parlare è un detenuto, Luigi Lainà, che la notte tra il 16 e il 17 ottobre di nove anni fa incontrò il geometra nel centro clinico di Regina Coeli. Una testimonianza choc la sua, resa al processo che vede imputati cinque militari dell'Arma in relazione alla morte del geometra romano Stefano Cucchi avvenuta a Roma nell'ottobre del 2009.

Il corpo di Stefano CucchiIL CORPO DI STEFANO CUCCHI
«Anche io ero detenuto in quella struttura - ha spiegato Lainà ancora detenuto - Intorno alla mezzanotte portarono Stefano: le sue condizioni di salute erano impressionanti, era evidente che non potesse restare in carcere». Rispondendo alle domande del pm Giovanni Musarò, Lainà ha riferito del dialogo avuto con Cucchi: «La mattina seguente il suo arrivo mi sono avvicinato. 'Chi ti ha ridotto così?, gli chiesi. Stefano mi disse che nella prima caserma dove fu portato dopo l'arresto per detenzione di droga, fu picchiato da due carabinieri in borghese. Si fermarono solo dopo l'arrivo di un 'graduato in divisa».

CUCCHICUCCHI
E ancora: « Aveva ematomi sul viso e sugli zigomi, era viola, perdeva sangue da un orecchio. Gli portai un caffè ma non riusciva neanche a inghiottire. Quando gli ho visto la schiena era uno scheletro violaceo: sembrava un cane bastonato, roba che neanche ad Auschwitz. Non ho mai visto un detenuto portato in cella in quelle condizioni». Secondo quanto riferito da Cucchi al detenuto sentito oggi i carabinieri «lo volevano far parlare. Volevano sapere della provenienza della droga ma lui non parlò, non volle fare la spia. E per questo secondo me Stefano è stato un grande».

Stefano CucchiSTEFANO CUCCHI




Nel processo sono imputati Alessio Di Bernardo, Raffaele D'Alessandro e Francesco Tedesco, accusati di omicidio preterintenzionale e di abuso di autorità. Tedesco è accusato anche di falso e calunnia Roberto Mandolini, mentre della sola calunnia risponde Vincenzo Nicolardi.

Nel corso dell'udienza è stato ascoltato anche Mauro Cantone, un agente delle penitenziaria che era a bordo dell'ambulanza con la quale Cucchi fu trasportato all'ospedale Pertini. « Cucchi durante il tragitto dal carcere di Regina Coeli all'ospedale mi disse 'sono stati i servitori dello Stato a farmi questo -ha detto- Gli chiesi se si riferiva a noi della penitenziaria ma Stefano disse che non si riferiva a noi ma che comunque ne avrebbe parlato col suo avvocato».

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UN AVVERTIMENTO A CINQUE STELLE: DRAGHI COMINCIA A CHIUDERE IL RUBINETTO.

LA BCE DIMEZZA L’ACQUISTO DI TITOLI PUBBLICI. E PER IL PROSSIMO GOVERNO SARANNO DOLORI SENZA I RIACQUISTI DEI TITOLI DI STATO DELLA BCE

Alessandro Barbera per la Stampa

MARIO DRAGHIMARIO DRAGHI
I servizi televisivi che spiegano in tedesco l' esito delle elezioni italiane non promettono bene. Eppure le cronache dei corrispondenti da Roma non sono molto diverse da quelle fatte per mesi da Berlino, dove per dire sì al nuovo governo Merkel c' è voluto persino un referendum fra gli iscritti Spd. Un po' perché l' Europa cresce, un po' grazie ai tassi zero indotti dal piano Draghi, oggi i mercati europei si sono assuefatti all' instabilità di governo.

BERLUSCONI DRAGHIBERLUSCONI DRAGHI
Il presidente della Bce ammette che ultimamente è andata così.«La reazione alle elezioni italiane è stata più o meno la stessa di altri Paesi». Ma la prima conferenza stampa dopo le urne è l' occasione per dire alla classe politica di non attendere troppo per trovare un accordo sul nuovo governo: «Non si può sottostimare il fatto che un' instabilità che si protraesse nel tempo può minare la fiducia, con effetti negativi sia sull' inflazione che sulla crescita».

Il problema non è l' instabilità in sé, ma l' esito del dibattito fra i partiti. In Germania la trattativa fra Cdu e Spd è stata attorno ad un programma non certo rivoluzionario. In Italia si è discusso di abolizione del Jobs Act, della legge Fornero, del costosissimo reddito di cittadinanza e di flat tax. Poiché hanno vinto i partiti della spesa allegra, Draghi fa capire che le aspettative potrebbero diventare un problema: «In termini generali, il bilancio pubblico è di massima importanza nei paesi ad alto debito», dice ad una domanda specifica attorno al destino dei conti previdenziali. Dunque attenzione a insistere con messaggi che potrebbero essere interpretati male da chi investe: «Posso solo dire che l' euro è irreversibile e il rafforzamento dell' Unione monetaria ed economica resta una priorità».

BCE FRANCOFORTEBCE FRANCOFORTE
C' è poi una precisa ragione tecnica per la quale Draghi invita la politica alla prudenza: il destino del piano straordinario di acquisto dei titoli pubblici, ovvero ciò che in questi anni ha permesso all' Italia di mantenere bassi i rendimenti e di risparmiare svariati miliardi in interessi sul debito. Il momento della verità è vicino: proprio ieri il consiglio direttivo ha deciso di modificare un dettaglio rilevante della comunicazione.

Finora era previsto che in caso di necessità gli acquisti sarebbero potuti aumentare di nuovo oltre l' ammontare massimo di 30 miliardi al mese, già previsto fino a settembre. Ora quella opzione è stata cancellata. E' il primo passo al quale - probabilmente a giugno - ne seguirà un secondo: l' annuncio di un' ultima proroga per altri tre mesi del piano, e per un ammontare attorno ai 15 miliardi.

jens weidmann 3JENS WEIDMANN 
Insomma, lo scudo protettivo che negli ultimi tre anni ha difeso l' Italia dai rischi di mercato si sta lentamente assottigliando. Dall' anno prossimo il quadro economico per l' Italia cambierà. L' economia rallenterà (quella dell' area euro è prevista in calo dal 2,4 all' 1,9 per cento), i tassi inizieranno a salire, e al timone della Bce arriverà un presidente (probabilmente il tedesco Jens Weidmann) non altrettanto indulgente quanto Draghi rispetto ai problemi italiani.

C' è poi la grande incognita su cui si esercitano i pessimisti: l' innesco di una guerra commerciale e di una nuova recessione mondiale. In Italia non c' è l' abitudine a guardare lontano, ma stavolta sarebbe bene farlo.

9 Marzo 2018

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mercoledì 21 marzo 2018

CAMORRA E 'NDRANGHETA A ROMA, 19 ARRESTI

LE ACCUSE SONO DI ASSOCIAZIONE FINALIZZATA AL TRAFFICO DI COCAINA AGGRAVATA DALL'USO DELLE ARMI


Armi e cocaina. Diciannove arresti (16 in carcere, 3 ai domiciliari) stamane tra Roma e Napoli e quarantaquattro perquisizioni a opera di duecento carabinieri che sono intervenuti con elicotteri e l'aiuto delle unità cinofile. Sono finiti nel mirino dei carabinieri due gruppi criminali, uno a connotazione camorristica e l'altro che si avvaleva della collaborazione di esponenti della 'ndrangheta. Entrambi operavano a Roma. Le accuse sono, a vario titolo, di associazione finalizzata al traffico illecito di cocaina, aggravata dall'uso delle armi.

Tra i fermati c'è anche una donna e alcune persone di origine albanese. A due delle persone in carcere viene contestato il reato di lesioni gravi, commesse con arma da fuoco e con modalità mafiose. L'indagine dei carabinieri del nucleo investigativo di Roma avrebbe accertato l'operatività di due distinte organizzazioni criminali, entrambe armate e dedite al narcotraffico, in stretta sinergia tra loro, di cui una di tipo mafioso a connotazione camorristica, capeggiata dai fratelli Salvatore e Genny Esposito, figli di Luigi detto 'Nacchella',  e l'altra con a capo Vincenzo Polito, che si avvaleva della collaborazione di esponenti delle cosche di 'ndrangheta della provincia di Reggio Calabria, le famiglie Filippone e Gallico, presenti nella Capitale e che operavano tra San Basilio e il litorale.

C’è anche il noto Arben Zogu, di origini albanesi, tra i destinatari dell’ordinanza, su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, che i Carabinieri  del Nucleo Investigativo di Roma stanno notificando, dalle prime ore del mattino, nelle province di Roma e Napoli.

Contemporaneamente agli arresti, sono tuttora in corso 44 perquisizioni a carico di soggetti risultanti gravitare nell’orbita dei due gruppi criminali, per lo più residenti nel quartiere romano di San Basilio, ma anche a Napoli, Nettuno e paesi limitrofi a Roma. Si tratta di pusher, vedette e vari galoppini delle associazioni colpite dall’operazione dei Carabinieri di via In Selci e della Procura della Repubblica, D.D.A. di Roma.


Roma, camorra e 'ndrangheta coinvolte in narcotraffico: 19 arresti, anche ultrà della Lazio vicino a CarminatiUn'operazione dei carabinieri tra Roma e Napoli ha visto alle prime luci dell'alba disporre la custodia cautelare per 19 persone (16 in carcere e 3 agli arresti domiciliari). Nelle province di Roma e Napoli, circa 200 Carabinieri del Comando Provinciale di Roma, con l’ausilio dei colleghi di Napoli, di elicotteri e di unità cinofile dell’Arma, stanno dando esecuzione ad un’ordinanza emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Roma, su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia. Per gli arrestati, tra i quali c’è anche una donna e alcuni soggetti di origine albanese, le accuse rivolte sono, a diverso titolo, di associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti del tipo “cocaina”, aggravata dall’uso delle armi, spaccio di droga e a due di essi viene contestato il reato di lesioni gravi, commesse con arma da fuoco e con modalità mafiose.L’indagine, dei Carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma, ha consentito di documentare l’operatività di due distinte organizzazioni criminali, entrambe armate e dedite al narcotraffico, in stretta sinergia tra loro, di cui una di tipo mafioso, a connotazione camorristica, capeggiata dai fratelli Salvatore e Genny Esposito e l’altra con a capo Vincenzo Polito, che  si avvaleva della collaborazione di esponenti delle cosche di ‘ndrangheta della provincia di Reggio Calabria, le famiglie Filippone e Gallico, presenti nella Capitale. C'è anche Arben Zogu, di origini albanesi, noto negli ambienti ultras della Lazio e considerato vicino a Massimo Carminati, tra i destinatari dell'ordinanza. Sono ancora in corso 44 perquisizioni a carico di persone che gravitavano nell'orbita dei due gruppi criminali, per lo più residenti nel quartiere romano di San Basilio, ma anche a Napoli, Nettuno e paesi limitrofi a Roma. Si tratta di pusher, vedette e vari galoppini dei due gruppi.
Fonte: qui

ARRESTATO NEGLI STATI UNITI IL PRESIDENTE DELLA PILATUS BANK, L’IRANIANO ALI SADR HASHEMINEJAD, CHE LA GIORNALISTA MALTESE DAPHNE CARUANA GALIZIA, ASSASSINATA LO SCORSO OTTOBRE CON UN'AUTOBOMBA, AVEVA PIÙ VOLTE MESSO SOTTO ACCUSA NEI SUOI ARTICOLI

L'ACCUSA È DI AVER AGGIRATO LE SANZIONI ALL'IRAN FACENDO PASSARE 115 MILIONI DI DOLLARI ATTRAVERSO LE BANCHE AMERICANE

Carlo Bonini e Giuliano Foschini per Repubblica.it

Daphne Caruana GaliziaDAPHNE CARUANA GALIZIA
Arrestato negli Stati Uniti l'uomo che la giornalista maltese Daphne Caruana Galizia, assassinata lo scorso ottobre con un'autobomba, aveva più volte messo sotto accusa nei suoi articoli. Ali Sadr Hasheminejad, iraniano con passaporto di St.Kitts e presidente della Pilatus Bank -  istituto di credito con sede a Londra di proprietà iraniana - è stato fermato a Dulles, Virigina con l'accusa di aver aggirato le sanzioni all'Iran facendo passare 115 milioni di dollari attraverso le banche americane grazie a un contratto di costruzioni firmato col Venezuela nel 2005.

Ali Sadr Hasheminejad, presidente di Pilatus BankALI SADR HASHEMINEJAD, PRESIDENTE DI PILATUS BANK
Nei suoi articoli Galizia aveva messo in luce l'intricata vicenda dei MaltaFiles l'inchiesta internazionale che indicava Malta come "lo Stato nel Mediterraneo che fa da base pirata per l'evasione fiscale nell'Unione europea". Politico l'aveva inserita nella lista delle "28 personalità che agitano l'Europa" per aver scoperchiato lo scandalo che arrivava a coinvolgeva, tra gli altri, anche la moglie del premier maletese Joseph Muscat. La filiale maltese della Pilatus Bank, secondo la giornalista uccisa, era il terminale di questi immensi flussi di denaro.

daphne caruana galiziaDAPHNE CARUANA GALIZIA







Intanto ieri una delle fonti chiave della Galizia, la russa Maria Efimova che aveva lavorato alla filiale maltese di Pilatus Bank, è stata fermata ad Atene, in seguito a un mandato internazionale di arresto della giustizia maltese: per una risibile e asserita accusa di appropriazione indebita pari a soli 2 mila euro. Dopo l'omicidio la Efimova è diventata testimone chiave dell'indagine aperta dalle autorità dell’Unione Europea.

Ali Sadr Hasheminejad, presidente di Pilatus BankALI SADR HASHEMINEJAD, PRESIDENTE DI PILATUS BANK





Lo scorso dicembre ha infatti deposto di fronte alla Commissione del Parlamento europeo incaricata di verificare il rispetto delle regole proprie dello Stato di diritto a Malta e ha consegnato alla Banca Centrale Europea una serie di documenti che confermerebbero la sistematica violazione delle norme antiriciclaggio da parte della Pilatus Bank, accuse sempre respinte da quest'ultima.

l auto di daphne caruana galiziaL' AUTO DI DAPHNE CARUANA GALIZIA
Negli Stati Uniti, Sadr, che oggi dovrebbe apparire davanti al tribunale di Manhattan, a New York, fronteggia sei capi d'accusa: che vanno dalla frode ai danni del sistema fiscale americano alla cospirazione. Fino alla violazione dell'International Emergency Economic Powers Act, ovvero della sicurezza nazionale.

Fonte: qui

RISSA A TORINO, IL VICESINDACO 5 STELLE ATTACCATO DAL COMITATO PER IL NO ALLE OLIMPIADI

IL CIO CHIEDE GARANZIE SUL M5S 

AL CONI SONO CONVINTI CHE MILANO ABBIA PIÙ CHANCE. E INTANTO ZAIA RILANCIA LA CANDIDATURA DELLE DOLOMITI

Lorenzo De Cicco per il Messaggero
MONTANARIMONTANARI

Ma mi fai finire la fraseeee!», strilla il vicesindaco di Chiara Appendino, Guido Montanari, mentre un gruppetto di No-Giochi attacca i Cinquestelle per il ribaltone sulle Olimpiadi: «Siete inaffidabili! Inaffidabili!», la replica, sempre urlata, di un vecchio militante che a quanto pare si sente tradito.

«Pensare che Montanari è stato il capo dei comitati per il no di tante grandi opere, ora si sarà convertito grazie alle olimpiadi», ironizza il capogruppo dem, Stefano Lo Russo. La scena del bisticcio risale all'altro ieri, mentre sugli scranni Consiglio comunale di Torino la maggioranza pentastellata metteva in scena un'altra giravolta ancora, bocciando una mozione del Pd a favore dei giochi invernali del 2026 uguale-uguale a quella approvata dai grillini la settimana passata nel Consiglio metropolitano. Anche di questo ennesimo voltafaccia si è parlato ieri nel vertice a Losanna tra il presidente del Coni, Giovanni Malagò, e il numero uno del Cio, Thomas Bach (erano presenti all'incontro anche i membri italiani del Comitato olimpico internazionale, Franco Carraro e Mario Pescante).
APPENDINOAPPENDINO

IRRITAZIONE DEL LEADER A Malagò, Bach avrebbe chiesto dell'«affidibilità» del M5S, che un anno e mezzo fa affondò il sogno di Roma 2024, e che ora, per bocca di Beppe Grillo e Luigi Di Maio, vede invece nei Giochi «un'opportunità». È soprattutto il capo politico del Movimento a spingere per Torino 2026, tanto da non avere gradito la mossa dell'altro ieri in Consiglio comunale, che la sindaca però ha giudicato inevitabile per nascondere lo strappo dei quattro consiglieri ribelli. Una di loro, Daniela Albano, ha commentato significativamente: «La coerenza è una virtù rara in chi fa politica».

torino 2026TORINO 2026
IL PIANO Il Coni, a vertice concluso, ha fatto sapere che con Bach è stata fatta una «valutazione generale di carattere politico in vista della composizione del futuro governo del Paese». Per il momento Malagò si dice soddisfatto, sottolineando che «il Cio ha apprezzato l'accresciuto interesse che oggi c'è in Italia intorno allo sport e ai Giochi olimpici» e che «in linea di principio non c'è alcuna preclusione verso nessuno». Da parte del Comitato internazionale sarebbe arrivata una prima, ufficiosa, apertura sulla possibilità di concedere una deroga per l'Italia, che in teoria non potrebbe correre per il 2026, dato che già ospiterà a Milano il summit del 2019 che assegnerà l'edizione. Ma è presto per parlarne.

giovanni malagoGIOVANNI MALAGO
Di certo il Cio, prima di mettere mano alla carta olimpica, vorrà valutare la qualità dell'eventuale proposta italiana. In questo quadro, al Coni sono convinti che Milano abbia più chance. Ieri il sindaco Beppe Sala ha detto che la città «ha le carte in regola, ma aspetta il governo» e che «non crede» in un asse con Torino. In realtà esiste l'ipotesi che Milano ceda al capoluogo sabaudo alcune gare (hockey, pattinaggio di velocità, bob). C'è poi la corsa delle Dolomiti, rilanciata ieri dal governatore del Veneto, Luca Zaia, che vuole essere della partita e la prossima settimana voterà il primo «sì» con la sua giunta regionale. Molto dipenderà da chi sarà al governo: il Cio aspetta una risposta entro la prossima sessione di Buenos Aires a ottobre. Una decisione va presa, entro l'estate.
Lorenzo De Cicco

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Scandalo dati, così si vantava: "Usiamo spie e ragazze ucraine"

Non ci sono solamente i dati presi da Facebook nella bufera scoppiata dopo che il Guardian ha pubblicato la sua inchiesta su Cambridge Analytica e su come la società abbia utilizzato le informazioni di 50 milioni di utenti per costruire un'infrastruttura che fosse in grado di manipolare le idee politiche delle persone a cui sono riferiti e che secondo l'accusa avrebbero aiutato tanto la campagna per le elezioni di Donald Trump quanto anche quella per il referendum britannico sull'abbandono dell'Unione Europea.
Escort (generica)
© Google Escort (generica)

In uno spezzone dell'inchiesta pubblicato da Channel Four, che insieme al quotidiano britannico e al New York Times sta seguendo da vicino il caso, ci sono anche le parole dell'amministratore delegato Alexander Nix, che parla di ragazze ucraine da "mandare a casa" di un candidato e di ex agenti dello spionaggio e del controspionaggio che avrebbero aiutato a far saltare fuori materiali compromettenti.
"Abbiamo grande esperienza su queste cose", dice Nix a un finto uomo politico dello Sri Lanka, in realtà inviato dalla televisione privata per indagare sui metodi utilizzati dalla Cambridge Analytica. Nei panni di un clienti, l'uomo mandato da Channel Four con microfoni e telecamere nascoste avrebbe fatto parlare l'amministratore delegato, fingendo di avere bisogno informazioni per una futura campagna elettorale da consursi nel Paese.
"Sono entrati, hanno raccolto scheletri nell' armadio e se ne sono andati, senza lasciare traccia", dice Nix all'uomo, parlando di un'operazione in un paese dell'Europa orientale fatta per suo conto da ex uomini dell'intelligence. Per Jon Snow, giornalista tra i più rispettati della Gran Bretagna, che ha lanciato l'inchiesta, quello della società è "un attacco occulto alla democrazia".
Le rivelazioni di questi giorni hanno già avuto anche ripercussioni economiche e politiche. Se il titolo di Facebook continua a scendere in Borsa, una commissione parlamentare a Londra vuole vederci chiaro. E nello stesso senso si muovono l'Unione Europea e gli Stati Uniti.
Fonte: qui
Facebook blocca Cambridge Analytica per violazione dei dati personali (Euronews)