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mercoledì 21 marzo 2018

Scandalo dati, così si vantava: "Usiamo spie e ragazze ucraine"

Non ci sono solamente i dati presi da Facebook nella bufera scoppiata dopo che il Guardian ha pubblicato la sua inchiesta su Cambridge Analytica e su come la società abbia utilizzato le informazioni di 50 milioni di utenti per costruire un'infrastruttura che fosse in grado di manipolare le idee politiche delle persone a cui sono riferiti e che secondo l'accusa avrebbero aiutato tanto la campagna per le elezioni di Donald Trump quanto anche quella per il referendum britannico sull'abbandono dell'Unione Europea.
Escort (generica)
© Google Escort (generica)

In uno spezzone dell'inchiesta pubblicato da Channel Four, che insieme al quotidiano britannico e al New York Times sta seguendo da vicino il caso, ci sono anche le parole dell'amministratore delegato Alexander Nix, che parla di ragazze ucraine da "mandare a casa" di un candidato e di ex agenti dello spionaggio e del controspionaggio che avrebbero aiutato a far saltare fuori materiali compromettenti.
"Abbiamo grande esperienza su queste cose", dice Nix a un finto uomo politico dello Sri Lanka, in realtà inviato dalla televisione privata per indagare sui metodi utilizzati dalla Cambridge Analytica. Nei panni di un clienti, l'uomo mandato da Channel Four con microfoni e telecamere nascoste avrebbe fatto parlare l'amministratore delegato, fingendo di avere bisogno informazioni per una futura campagna elettorale da consursi nel Paese.
"Sono entrati, hanno raccolto scheletri nell' armadio e se ne sono andati, senza lasciare traccia", dice Nix all'uomo, parlando di un'operazione in un paese dell'Europa orientale fatta per suo conto da ex uomini dell'intelligence. Per Jon Snow, giornalista tra i più rispettati della Gran Bretagna, che ha lanciato l'inchiesta, quello della società è "un attacco occulto alla democrazia".
Le rivelazioni di questi giorni hanno già avuto anche ripercussioni economiche e politiche. Se il titolo di Facebook continua a scendere in Borsa, una commissione parlamentare a Londra vuole vederci chiaro. E nello stesso senso si muovono l'Unione Europea e gli Stati Uniti.
Fonte: qui
Facebook blocca Cambridge Analytica per violazione dei dati personali (Euronews)

martedì 20 marzo 2018

FACEBOOK COLA A PICCO A WALL STREET CON LO SCANDALO DI CAMBRIDGE ANALYTICA E LE PRESSIONI DELLE AUTORITÀ AMERICANE E INGLESI SU MARK ZUCKERBERG

LA SOCIETÀ DI BIG DATA HA AIUTATO TRUMP NELLE LEZIONI DEL 2016 E HA GIOCATO UN RUOLO IMPORTANTE NEL VOTO SULLA BREXIT 

COSA SAPEVA FACEBOOK DL FURTO DI DATI DI 50 MILIONI DI AMERICANI, USATI POI PER SPOT POLITICI MIRATI E PER INFLUENZARE GLI ELETTORI?

zuckerberg e hughes a harvardZUCKERBERG E HUGHES A HARVARD
La bufera sul più popolare social network soffia sulle due sponde dell’Atlantico. Gli Stati Uniti e la Gran Bretagna chiedono infatti risposte all’amministratore delegato Mark Zuckerberg sul caso di Cambridge Analytica, la società di dati che ha aiutato Donald Trump nelle lezioni del 2016 e ha giocato un ruolo importante nel voto sulla Brexit.

Cosa sapeva Facebook dl furto di dati?

facebook 2FACEBOOK 
Al social media viene chiesto di fare luce e di dire esattamente cosa sapesse sul `furto´ di dati di 50 milioni di americani, usati poi per spot politici mirati e per influenzare gli elettori. Facebook ha oscurato Cambridge Analytica venerdì scorso, tre anni dopo aver scoperto che aveva infranto le regole del social network acquistando illegalmente i dati raccolti dall’app `thisisyourdigitallife´, messo a punta dall’accademico russo-americano Aleksandr Kogan. E su questi anni è concentrata l’attenzione di parlamentari e senatori americani e britannici, ai quali non sembra andare giù la spiegazione offerta dal social media, ovvero di aver ricevuto assicurazioni nel 2015 sul fatto che i dati erano stati cancellati.
Cambridge AnalyticaCAMBRIDGE ANALYTICA

Non è la prima volta che su Facebook si scatena una bufera per il suo ruolo `politico´. È però la prima volta che gli attacchi vanno direttamente al suo amministratore delegato che, in passato, si è impegnato pubblicamente a «riparare Facebook», guadagnandosi il soprannome di `Mr Fix´. «La smetta di nascondersi dietro la sua pagina Facebook», tuona il parlamentare britannico Damian Collins, che guida le indagini sulle interferenze politiche nell’ambito delle quali funzionari di Cambridge Analytica e Facebook sono stati sentiti.

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«Scriverò a Zuckerberg e gli chiederò di comparire, o di far comparire un altro manager, davanti alla commissione» che si occupa delle indagini, spiega. Collins accusa anche l’amministratore delegato di Cambridge Analytica, Alexander Nix, di aver «deliberatamente» mentito davanti alla sua commissione il mese scorso, quando ha dichiarato che la sua società non aveva usato dati Facebook.

LA VITTORIA DI TRUMP SULLA STAMPA MONDIALELA VITTORIA DI TRUMP SULLA STAMPA MONDIALE
Nix però respinge le critiche: «Abbiamo cancellato i dati Facebook quando siamo stati avvertiti di una possibile violazione delle regole del social media». Dello stesso tenore di Collins anche la senatrice democratica americana Amy Klobuchar. «Zuckerberg deve essere sentito dalla commissione giudiziaria del Senato su cosa Facebook sapesse esattamente» perché è ormai «chiaro che queste piattaforme non sono in grado di vigilare da sole». Critico anche il senatore repubblicano Marco Rubio: «Talvolta queste società crescono così rapidamente e ricevono dai media pubblicità positiva che iniziano a pensare di essere al di sopra delle regole che si applicano a tutti», evidenzia l’ex candidato alla Casa Bianca.
donald trump dichiara vittoria nella sua tenuta di mar a lago di palm beach in floridaDONALD TRUMP DICHIARA VITTORIA NELLA SUA TENUTA DI MAR A LAGO DI PALM BEACH IN FLORIDA

Downing Street allarmata per abuso dati personali

Downing Street esprime «preoccupazione» per le notizie sulla violazione dei dati personali di 50 milioni di utenti di Facebook che risultano essere filtrati a una società di consulenza britannica, Cambridge Analityca, e pare siano stati utilizzati per tracciare profili di elettori a scopo di propaganda sia negli Usa sia nel Regno Unito: in particolare a favore di Donald Trump.

La vicenda - che ha scatenato reazioni contro l’azienda di Mark Zuckerberg - ha spinto il governo di Londra ad anticipare il progetto d’interventi normativi più stringenti per la tutela dei dati sulle piattaforme online e per «mettere fine al Far West» dei giganti del Web, come scrive oggi il Daily Telegraph.

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Un portavoce di Theresa May ha da parte sua riferito che la premier conservatrice è favorevole anche a un’indagine ad hoc dell’autorità di controllo del Regno sull’informazione sulle denunce della `gola profonda´ di Facebook che ha svelato il caso Cambridge Analityca e l’asserito abuso di dati per la cosiddetta «segmentazione psicografica» di milioni di utenti. Fonte: qui