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venerdì 6 aprile 2018

IN ITALIA “CAMBRIDGE ANALYTICA” HA OTTENUTO I DATI DI 214 MILA ISCRITTI

ATTRAVERSO UN TEST DI PERSONALITÀ, L’AZIENDA ERA RIUSCITA AD ACCEDERE A INFORMAZIONI COME LA CITTÀ INDICATA SUL PROFILO DEGLI UTENTI O AI CONTENUTI AI QUALI AVEVANO REAGITO, I LIKE E LE INFO SUGLI AMICI 

NEGLI USA 87 MILIONI PERSONE SONO STATE SPIATE 

E ZUCKERBERG CHE FARA’: PORTERA’ IN TRIBUNALE CAMBRIDGE ANALYTICA O NO?

Bruno Ruffilli per “la Stampa”

mark zuckerbergMARK ZUCKERBERG
Cambridge Analytica ha ottenuto i dati personali di un abitante degli Stati Uniti su quattro. Sono infatti 87 milioni gli utenti di Facebook i cui like, condivisioni, messaggi, preferenze di vario genere sono finiti nei server dell'azienda inglese, e a confermarlo è lo stesso social network, con un post sul blog ufficiale. E per la prima volta si ha un'idea della dimensione dello scandalo anche in Italia: sarebbero coinvolte potenzialmente 214.134 persone, 57 delle quali hanno installato l' app thisisyourdigitallife.

facebook zuckerbergFACEBOOK ZUCKERBERG
«Sono stime», spiega Mark Zuckerberg, «il numero reale potrebbe essere inferiore, abbiamo aspettato due settimane prima di divulgare questi numeri perché volevamo indagare a fondo». Attraverso un test di personalità, Cambridge Analytica era riuscita ad accedere a informazioni come la città indicata sul profilo degli utenti o ai contenuti ai quali avevano reagito.

Circa 320 mila persone sono state pagate tra 2 e 5 dollari per rispondere al quiz, cui si poteva accedere autenticandosi con le credenziali di Facebook. L' app raccoglieva anche altre informazioni, come i like e i dati personali dall' account di Facebook, e pure quelli degli amici di chi si era sottoposto al test. Finora si è parlato di 50 milioni di account compromessi, ora Facebook ritocca verso l'alto la stima, arrivata a un terzo degli utenti americani del social network.
dan muresan cambridge analyticaDAN MURESAN CAMBRIDGE ANALYTICA

Un algoritmo intrecciava quindi i risultati del test di personalità con altri dati pubblici sul social network, per tracciare un profilo psicologico estremamente preciso degli utenti: a queste persone erano indirizzati messaggi di propaganda elettorale mirati. Nel sistema elettorale americano per vincere bastano pochi voti di differenza in alcuni Stati chiave: quindi il lavoro di Cambridge Analytica era focalizzato su Michigan, Pennsylvania e Wisconsin, dove bisognava convincere gli elettori a non votare per Hillary Clinton ma per Trump. Il nocciolo della questione era identificare gli indecisi e persuaderli. Trump alla fine ha avuto meno voti della sua sfidante, ma avrebbe vinto grazie a questo meccanismo.
L AZIONE DI FACEBOOK DOPO CAMBRIDGE ANALYTICAL' AZIONE DI FACEBOOK DOPO CAMBRIDGE ANALYTICA

«È stato un mio errore - ripete Zuckerberg in un ristretto incontro stampa convocato all' ultimo minuto - vogliamo connettere le persone, permettere a tutti di esprimersi, ma non ci siamo concentrati abbastanza sulla prevenzione degli abusi, delle fake news, di un uso distorto dei dati».

«Dobbiamo affrontare domande importati, e due su tutte: come possiamo mantenere il controllo dei nostri dati e come possiamo essere certi che Facebook non metta in pericolo la democrazia?», si chiede. Alla prima domanda risponde oggi con un serie di strumenti che permettono di gestire la condivisione dei dati in maniera molto più granulare.

Cambridge AnalyticaCAMBRIDGE ANALYTICA
«Ma in generale ci piacerebbe che ci fossero anche delle regole da parte di Stati e governi, e le nuove norme europee potrebbero essere applicate anche fuori dall' Europa», osserva riferendosi alle regole sulla privacy che entreranno in vigore il 25 maggio tra i Paesi membri della Ue. «Ieri abbiamo sospeso centinaia di pagine e profili legati alla Internet Research Agency (Ira), la fabbrica di troll russa», prosegue. I russi avrebbero acquistato spazi a pagamento sul social per diffondere fake news e influenzare elezioni straniere, anche in Usa. E Zuckerberg spiega come con l' intelligenza artificiale abbia combattuto altri tentativi di ingerenza, in Germania e Francia, Alabama (non una parola sull' Italia).

Cambridge AnalyticaCAMBRIDGE ANALYTICA
Non pensa di dimettersi, il ceo di Facebook, ma sa che deve recuperare la fiducia dei due miliardi e 200 milioni di utenti del social network, e non solo di loro. «Non vendiamo e non venderemo mai i vostri dati ad aziende esterne», afferma. Ma chi ci assicura che non si verificherà un caso analogo a quello di Cambridge Analytica, visto che il modello di business di Facebook è quello di raccogliere dati sugli utenti? «La maggior parte delle informazioni che abbiamo sono condivise dagli stessi utenti».

Facebook ha spiegato che i dati sono stati ottenuti da Cambridge Analytica con l' inganno, anche se non si tratta di un furto né di una violazione. Ma porterà in tribunale l' azienda inglese? Zuckerberg non risponde. «Siamo idealisti e ottimisti, faremo altri errori, nessuno è perfetto, ma cerchiamo di imparare dai nostri errori, e in fondo vogliamo rendere la vita migliore per tutti. Ci vorranno anni per sistemare Facebook, abbiamo appena cominciato».

Fonte: qui

martedì 20 marzo 2018

FACEBOOK COLA A PICCO A WALL STREET CON LO SCANDALO DI CAMBRIDGE ANALYTICA E LE PRESSIONI DELLE AUTORITÀ AMERICANE E INGLESI SU MARK ZUCKERBERG

LA SOCIETÀ DI BIG DATA HA AIUTATO TRUMP NELLE LEZIONI DEL 2016 E HA GIOCATO UN RUOLO IMPORTANTE NEL VOTO SULLA BREXIT 

COSA SAPEVA FACEBOOK DL FURTO DI DATI DI 50 MILIONI DI AMERICANI, USATI POI PER SPOT POLITICI MIRATI E PER INFLUENZARE GLI ELETTORI?

zuckerberg e hughes a harvardZUCKERBERG E HUGHES A HARVARD
La bufera sul più popolare social network soffia sulle due sponde dell’Atlantico. Gli Stati Uniti e la Gran Bretagna chiedono infatti risposte all’amministratore delegato Mark Zuckerberg sul caso di Cambridge Analytica, la società di dati che ha aiutato Donald Trump nelle lezioni del 2016 e ha giocato un ruolo importante nel voto sulla Brexit.

Cosa sapeva Facebook dl furto di dati?

facebook 2FACEBOOK 
Al social media viene chiesto di fare luce e di dire esattamente cosa sapesse sul `furto´ di dati di 50 milioni di americani, usati poi per spot politici mirati e per influenzare gli elettori. Facebook ha oscurato Cambridge Analytica venerdì scorso, tre anni dopo aver scoperto che aveva infranto le regole del social network acquistando illegalmente i dati raccolti dall’app `thisisyourdigitallife´, messo a punta dall’accademico russo-americano Aleksandr Kogan. E su questi anni è concentrata l’attenzione di parlamentari e senatori americani e britannici, ai quali non sembra andare giù la spiegazione offerta dal social media, ovvero di aver ricevuto assicurazioni nel 2015 sul fatto che i dati erano stati cancellati.
Cambridge AnalyticaCAMBRIDGE ANALYTICA

Non è la prima volta che su Facebook si scatena una bufera per il suo ruolo `politico´. È però la prima volta che gli attacchi vanno direttamente al suo amministratore delegato che, in passato, si è impegnato pubblicamente a «riparare Facebook», guadagnandosi il soprannome di `Mr Fix´. «La smetta di nascondersi dietro la sua pagina Facebook», tuona il parlamentare britannico Damian Collins, che guida le indagini sulle interferenze politiche nell’ambito delle quali funzionari di Cambridge Analytica e Facebook sono stati sentiti.

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«Scriverò a Zuckerberg e gli chiederò di comparire, o di far comparire un altro manager, davanti alla commissione» che si occupa delle indagini, spiega. Collins accusa anche l’amministratore delegato di Cambridge Analytica, Alexander Nix, di aver «deliberatamente» mentito davanti alla sua commissione il mese scorso, quando ha dichiarato che la sua società non aveva usato dati Facebook.

LA VITTORIA DI TRUMP SULLA STAMPA MONDIALELA VITTORIA DI TRUMP SULLA STAMPA MONDIALE
Nix però respinge le critiche: «Abbiamo cancellato i dati Facebook quando siamo stati avvertiti di una possibile violazione delle regole del social media». Dello stesso tenore di Collins anche la senatrice democratica americana Amy Klobuchar. «Zuckerberg deve essere sentito dalla commissione giudiziaria del Senato su cosa Facebook sapesse esattamente» perché è ormai «chiaro che queste piattaforme non sono in grado di vigilare da sole». Critico anche il senatore repubblicano Marco Rubio: «Talvolta queste società crescono così rapidamente e ricevono dai media pubblicità positiva che iniziano a pensare di essere al di sopra delle regole che si applicano a tutti», evidenzia l’ex candidato alla Casa Bianca.
donald trump dichiara vittoria nella sua tenuta di mar a lago di palm beach in floridaDONALD TRUMP DICHIARA VITTORIA NELLA SUA TENUTA DI MAR A LAGO DI PALM BEACH IN FLORIDA

Downing Street allarmata per abuso dati personali

Downing Street esprime «preoccupazione» per le notizie sulla violazione dei dati personali di 50 milioni di utenti di Facebook che risultano essere filtrati a una società di consulenza britannica, Cambridge Analityca, e pare siano stati utilizzati per tracciare profili di elettori a scopo di propaganda sia negli Usa sia nel Regno Unito: in particolare a favore di Donald Trump.

La vicenda - che ha scatenato reazioni contro l’azienda di Mark Zuckerberg - ha spinto il governo di Londra ad anticipare il progetto d’interventi normativi più stringenti per la tutela dei dati sulle piattaforme online e per «mettere fine al Far West» dei giganti del Web, come scrive oggi il Daily Telegraph.

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Un portavoce di Theresa May ha da parte sua riferito che la premier conservatrice è favorevole anche a un’indagine ad hoc dell’autorità di controllo del Regno sull’informazione sulle denunce della `gola profonda´ di Facebook che ha svelato il caso Cambridge Analityca e l’asserito abuso di dati per la cosiddetta «segmentazione psicografica» di milioni di utenti. Fonte: qui