9 dicembre forconi: lite
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lunedì 5 novembre 2018

LA MORTE VIAGGIA IN AUTOBUS – VIOLENTA RISSA SU UN BUS CINESE TRA L’AUTISTA E UNA PASSEGGERA

L’UOMO AL VOLANTE, TROPPO IMPEGNATO A SCAZZOTTARE, PERDE IL CONTROLLO DEL MEZZO CHE SFONDA IL GUARDRAIL SU UN PONTE E FINISCE PER PRECIPITARE IN UN FIUME: IL BILANCIO DELL’INCIDENTE È DI 13 MORTI E DUE DISPERSI 

LITE SU UN AUTOBUS



lite su autobus 3LITE SU AUTOBUS 
Un violento alterco tra autista e passeggera è alla base dell'incidente stradale che domenica ha visto un autobus scontrarsi con un'auto, rompere il guardrail e precipitare da un ponte nel fiume Yangtze, a Chongqing, causando un bilancio di 13 morti e due dispersi.

La polizia locale, ha riferito l'agenzia Nuova Cina, ha postato oggi sugli account di social media gli 8 secondi drammatici di video. Alla base della lite, il mancato stop dell'autista alla fermata della donna. 
lite su autobus 4LITE SU AUTOBUS 

Il video girato dalle telecamere di sorveglianza mostra prima lo scontro fisico tra l'autista e la donn; poi, il cambio di corsia dell'autobus e lo scontro frontale con un'auto; infine, lo sfondamento del guardrail e la caduta mortale nel fiume.

Le ricerche hanno permesso di ritrovare 13 corpi, mentre altri due sarebbero dispersi. La polizia è certa che non ci siano superstiti. Le attività di soccorso hanno permesso di recuperare il relitto dell'autobus nella notte di mercoledì.

Fonte: qui
lite su autobus 1LITE SU AUTOBUS lite su autobus 2LITE SU AUTOBUS 

lunedì 1 ottobre 2018

DRAMMA IN PROVINCIA DI LECCE: IL 57ENNE ROBERTO PAPPADÀ ASPETTA IL SUO VICINO DI CASA E LO UCCIDE CON DUE COLPI DI PISTOLA. POI ARRIVANO I FAMILIARI E AMMAZZA ANCHE LORO


“LO FACEVANO APPOSTA. DOVEVO METTERE FINE A QUESTA STORIA” 


IL MOVENTE? LE LITI PER UN PARCHEGGIO 

DURANTE L’INTERROGATORIO L'UOMO HA RACCONTATO NEL DETTAGLIO COME HA PIANIFICATO LA STRAGE

Tiziana Balsamo per “Libero Quotidiano”

ammazza i vicini per il parcheggio 9AMMAZZA I VICINI PER IL PARCHEGGIO
Litigavano, come fanno tanti vicini di casa per futili motivi, un parcheggio per esempio, e lui li ha ammazzati tutti. È accaduto venerdì a Cursi (Lecce) in una serata di ordinaria follia.
Erano da poco passate le undici quando Roberto Pappadà 57 anni, ex operaio in pensione per dedicarsi alla cura della sorella disabile, ha esploso due colpi da una distanza di quattro metri sul trentaseienne Andrea Marti che stava in quel momento rientrando a casa, uccidendolo.

ammazza i vicini per il parcheggio 7AMMAZZA I VICINI PER IL PARCHEGGIO 





Padre, madre e zia del giovane, si sono precipitati lì, in quel tratto di via Tevere dove Pappadà ha terminato la strage uccidendo anche Franco Marti e Maria Assunta Quarta, rispettivamente padre e zia di Andrea, 63 e 52 anni. Papà e figlio sono morti sul colpo, mentre Quarta è morta dopo essere stata ricoverata nell' ospedale Vito Fazzi di Lecce in codice rosso. Grave, ma non in pericolo di vita, la madre del giovane che è riuscita a scappare. Ora è ricoverata all' ospedale di Tricase con ferite all' addome. La donna è sotto choc.

IL MOVENTE
Il movente della strage sarebbe da ricondurre alle continue liti che negli ultimi tempi hanno visto protagonisti le famiglie dirimpettaie coinvolte, causate in particolare da divergenze legate ad un parcheggio. L' assassino è finito in manette praticamente subito.

ammazza i vicini per il parcheggio 6AMMAZZA I VICINI PER IL PARCHEGGIO
Pappadà, quando è arrivata la pattuglia dei carabinieri aveva ancora in mano la magnum 357 illegalmente detenuta con la quale ha compiuto la strage. In nottata è stato trasferito nel carcere di Borgo San Nicola a Lecce dopo aver confessato tutto ricostruendo in maniera chiara e dettagliata l' accaduto ai carabinieri del reparto operativo e del nucleo investigativo.

ammazza i vicini per il parcheggio 5AMMAZZA I VICINI PER IL PARCHEGGIO
Ed è proprio la lucidità con la quale ha spiegato agli inquirenti la sua folle vendetta che lascia più attoniti in tutta questa storia. «Me lo facevano apposta a parcheggiare le loro auto davanti casa mia. Ho sbagliato, non voglio essere difeso, pagherò, ma dovevo mettere fine a questa storia»

VASO «SBATTERATO»
ammazza i vicini per il parcheggio 2AMMAZZA I VICINI PER IL PARCHEGGIO




Nell' interrogatorio davanti al magistrato di turno Donatina Buffelli, alla presenza del suo legale difensore avvocato Nicola Leo, Pappadà ha poi freddamente asserito in gergo salentino che il vaso era ormai "sbatterrato" dopo un anno e mezzo - a suo dire - di soprusi subiti.

ammazza i vicini per il parcheggio 4AMMAZZA I VICINI PER IL PARCHEGGIO



L' uomo ha raccontato di essersi procurato prima una pistola, vicenda sulla quale si indaga, e di aver poi attesto l' arrivo di Andrea Marti, giunto in via Tevere in auto con la fidanzata. Dopo aver estratto l' arma e aver intimato alla giovane di allontanarsi, ha esploso i due colpi mortali colpendo il giovane alla testa e al petto. Quando poco dopo sono arrivati il padre del giovane, Franco, insieme alla moglie e alla sorella di lei, avvertiti dalla fidanzata di Andrea, ha fatto nuovamente fuoco. Ora è accusato di triplice omicidio pluriaggravato da futili motivi e premeditazione. E detenzione illegale di arma.

ammazza i vicini per il parcheggio 1AMMAZZA I VICINI PER IL PARCHEGGIO
Ai carabinieri intervenuti sul posto non ha opposto alcuna resistenza. Secondo quanto riferito dal comandante dei vigili urbani di Cursi, Luigi Epifani, più volte gli era stato chiesto se voleva che si provvedesse a destinargli un parcheggio riservato per portatori di handicap davanti casa, ma lui aveva sempre rifiutato, asserendo che non ve ne era nessun bisogno dal momento che nella strada c' era posto per tutti. E allora cosa è successo davvero?
ammazza i vicini per il parcheggio 3AMMAZZA I VICINI PER IL PARCHEGGIO






IMPETO D' IRA
Cosa ha scatenato quell' impeto d' ira che ha fatto tre morti ammazzati, manco fosse un' esecuzione mafiosa, per una lite di vicinato? Cosa scatta nella mente di un uomo forse frustrato, forse stanco, sfiancato dalla malattia della sorella, forse solo con un passato da archiviare, un futuro da ricostruire e in mezzo l' abisso, la follia? Se lo domandano tutti in queste ore a Cursi, la piccola comunità a 31 km da Lecce sotto choc.

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Nessuno riesce a darsi una spiegazione. Come Floriana che su facebook scrive «ma in che mondo viviamo? In un far west? Non siamo più neanche capaci di gestire un litigio, un' arrabbiatura, un abbandono. La soluzione oramai sembra essere sempre e solo uccidere».
Nessuno riesce a trovare un senso. Perché forse questa assurda, tragica storia, un senso davvero non ce l' ha.

Fonte: qui


lunedì 17 settembre 2018

TRAGEDIA DELLA FOLLIA A SCARPERIA, UN COMUNE DEL MUGELLO: UN BIMBO DI UN ANNO VIENE UCCISO DAL PADRE CON UNA COLTELLATA


DOPO AVER COLPITO IL FIGLIOLETTO CHE ERA IN BRACCIO ALLA MADRE, L'UOMO HA TENTATO DI AMMAZZARE ANCHE LA SORELLINA DI 7 ANNI, MA LA SUA CONVIVENTE SI È MESSA IN MEZZO TENTANDO DI DISARMARLO: LA DONNA È RIMASTA FERITA MA NON E’ IN PERICOLO DI VITA

Ernesto Ferrara, Luca Serranò e Manuela Zadro per repubblica.it

scarperia tragediaSCARPERIA TRAGEDIA
Michele aveva compiuto un anno il 3 settembre. È rimasto ucciso brutalmente con una coltellata inflitta dal papà durante una lite furiosa con la compagna, davanti agli occhi della sorellina di sette anni, che era in casa con loro e che ha rischiato la vita come lui. La tragedia si è consumata a Scarperia, un piccolo comune del Mugello a pochi chilometri da Firenze.

L'uomo, Niccolò Patriarchi, 34 anni, nato a Figline Valdarno (FI), ha ucciso il piccolo Michele al culmine di una lite con la convivente, Annalisa Landi, 30 anni, impiegata. La donna ha cercato di salvare il bimbo dalla furia omicida del padre rifugiandosi nel terrazzo di casa con in braccio il figlio. Ma qui l'uomo li ha raggiunti e colpiti più volte con un coltello da cucina.

scarperia tragediaSCARPERIA TRAGEDIA
Patriarchi ha poi cercato di colpire e uccidere anche l'altra figlia di 7 anni: la bimba è stata salvata dalla madre che si messa in mezzo facendo scudo con il proprio corpo. La donna è rimasta ferita alla testa e alle braccia quando si è frapposta tra l'uomo, ormai in preda a un raptus incontenibile, e la piccola, nel tentativo disperato di salvare la figlia che fortunatamente è rimasta illesa. In soccorso della donna sono arrivati il fratello, di 30 anni, e i genitori ai quali Annalisa Landi è riuscita a telefonare durante la lite per chiedere aiuto.

L'allarme ai carabinieri lo ha infatti dato la nonna materna del bimbo che ha chiamato il 112 dicendo che era stato "ammazzato suo nipote" e che l'assassino "era il padre del piccolo".
I militari, arrivati subito sul posto, si sono trovati davanti a una scena raccapricciante con il bimbo e la madre in un lago di sangue. Immobile, in stato di shock, il 34enne che è stato fermato senza opporre resistenza. Sul posto sono giunti anche i mezzi del 118: i medici hanno provato a rianimare Michele e i tentativi di salvarlo sono continuati anche nell'ambulanza con la quale è stato trasportato al pronto soccorso dell'ospedale a Borgo San Lorenzo.dove, però, è arrivato senza vita.

La madre, ricoverata nello stesso nosocomio, non è in pericolo di vita. Il coltello usato dall'uomo per colpire il figlio e la donna è stato poi ritrovato nel giardino.

Dopo essere stato arrestato per omicidio e portato nella caserma dei carabinieri, Patriarchi è stato trasferito nel carcere fiorentino di Sollicciano. Di professione informatico, era conosciuto alle forze dell'ordine per truffa e frode informatica. Anche la convivente era già nota alle forze dell'ordine per truffa.

Fonte: qui

Fonte: qui

martedì 7 agosto 2018

ROMA - “SI È RIFIUTATA DI DARMI I SOLDI PER LA COCA”. LUI LA UCCIDE A PICCONATE

AMMAZZATA DA UN AMICO A COLPI DI PICCOZZA. L’UOMO, UN AUTOTRASPORTATORE DI 42 ANNI, HA VAGATO TUTTA LA NOTTE VERSO LA SUA CASA DI TERRACINA, POI HA CONFESSATO 

I VICINI: “ERA UNA DONNA SELVAGGIA. NEL SUO APPARTAMENTO C’ERA SEMPRE…”


Giovanni Del Giaccio e Raffaella Troili per ''Il Messaggero''

emanuele riggione elena panettaEMANUELE RIGGIONE ELENA PANETTA
Voleva ancora soldi per comprare altra cocaina ma lei si è opposta. Così al culmine di una lite Emanuele Riggione, 42 anni ha afferrato una piccola piccozza e un coltello e colpito più volte Elena Panetta, la donna di 57 anni che lo ospitava da 8 mesi. Era mezzanotte. La vicina ha sentito dei rumori forti, il cane, un pinscher, abbaiare ma più di tanto non ci ha fatto caso, a casa di Elena c' era sempre una festa fino a notte fonda raccontano allo Statuario. Poi il silenzio.

Riggione, ha lasciato la chiave nella toppa di casa è uscito nel cortile, ed è salito sulla Panda della donna. Ha vagato tutta la notte, diretto verso Terracina, la sua terra d' origine. Aveva ancora le macchie di sangue su un piede quando si è presentato al comando provinciale dei carabinieri di Latina. Ha suonato, è entrato come se dovesse fare una qualsiasi denuncia, si è avvicinato al piantone della caserma e ha detto: «Ho fatto una cosa gravissima».
elena panetta uccisa per una dose di cocaina 8ELENA PANETTA UCCISA PER UNA DOSE DI COCAINA

Erano circa le 9,30: Emanuele Riggione, 42 anni compiuti una settimana fa, confessava poco dopo, in lacrime, di aver ucciso Elena, nel suo appartamento, in via Corigliano Calabro.

«Un' amica», così l' ha descritta al sostituto procuratore Valerio De Luca che lo ha arrestato con l' accusa di omicidio aggravato. «Eravamo entrambi sotto l' effetto della cocaina, le ho chiesto i soldi per andarne a comprare altra ma lei si è rifiutata, abbiamo iniziato a litigare e a quel punto mi è scattato un raptus».

elena panetta uccisa per una dose di cocaina 6ELENA PANETTA UCCISA PER UNA DOSE DI COCAINA



Originario di Terracina, dove ha vissuto fino a qualche anno fa e dove sono i familiari, l' autotrasportatore ha due figli, è in fase di separazione dalla moglie e disoccupato da qualche mese.

Ai carabinieri ha raccontato che dopo il delitto e dopo aver girovagato per Roma aveva deciso di tornare «nella sua terra» per farla finita. Alle 6,30 si è fermato al confine tra Terracina e Latina ma poi non ha avuto il coraggio e ha deciso di presentarsi in caserma.
elena panetta uccisa per una dose di cocaina 7ELENA PANETTA UCCISA PER UNA DOSE DI COCAINA




I militari hanno avvisato i colleghi romani e nel giro di poco hanno avuto la conferma: i carabinieri della compagnia Casilina sono entrati nella casa al pian terreno con l' aiuto dei vigili del fuoco e scoperto il corpo della donna a terra nel soggiorno, aveva ferite alla testa e sul corpo.

elena panetta uccisa per una dose di cocaina 4ELENA PANETTA UCCISA PER UNA DOSE DI COCAINA






C' era anche l' arma del delitto. Riggione è stato arrestato con l' accusa di omicidio aggravato. Elena, separata da anni, viveva nella casa del padre da sempre, allo Statuario. Lascia due figli, la ragazza si era laureata da poco, a Firenze. La donna lavorava come assistente scolastica in un istituto professionale di Tor Carbone. Aveva un cagnolino, Eva, molto conosciuto nel quartiere perché «abbaiava sempre quando era solo nel cortile di casa». «In casa sua c' era sempre una gran confusione fino a notte», raccontavano nella zona.
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I VICINI
Elena era una donna «libera, esuberante, selvaggia, eccessiva», certo «c' era un viavai poco raccomandabile» dice qualcuno; «una brava donna, poi ognuno fa quel che vuole», replicano altri.

elena panetta uccisa per una dose di cocaina 3ELENA PANETTA UCCISA PER UNA DOSE DI COCAINA








Qui allo Statuario tutti si conoscono, «nella palazzina davanti abita il fidanzato della povera Pamela Mastropietro». Elena arrotondava affittando una stanza, il suo appartamento era molto grande.
elena panetta uccisa per una dose di cocaina 2ELENA PANETTA UCCISA PER UNA DOSE DI COCAINA




Quanto a Riggione, aveva fatto anche tratte estere, si era sottoposto a un programma di disintossicazione in una comunità ma senza esito. Aveva piccoli precedenti per ricettazione, furto e droga.

elena panetta uccisa per una dose di cocaina 1ELENA PANETTA UCCISA PER UNA DOSE DI COCAINA







Proprio per quest' ultima è scoppiata la lite con Elena, che su Facebook, più volte aveva pubblicato foto che la ritraevano con il volto circondato dalla scritta No alla violenza sulle donne. Nel suo profilo si descriveva solare estroversa ma non pestarmi! viene fuori il killer che è in me! Non accetto Sogni da sconosciuti.

Fonte: qui

giovedì 12 luglio 2018

A CREMONA UN UOMO SEGUE L’EX MOGLIE E LA TROVA NEL PARCHEGGIO CHE SI ACCOPPIA CON IL GIOVANE PARROCO DI COLORE, CHE LO PRENDE A PUGNI

LUI NON LO DENUNCIA MA AVVERTE LA CURIA, CHE ALLONTANA IL PRETE PER...


Un “Uccelli di rovo” in salsa padana, con qualche variante più rocambolesca: la storia d’amore fra un giovane sacerdote di colore e una parrocchiana è stata scoperta dall’ex marito ancora geloso.

I due uomini si sono affrontati e la lite è terminata con l’intervento dei carabinieri, poi l’allontanamento del don dalla parrocchia e dal paese in cui officiava.

Tutti i protagonisti della vicenda risiedono in una cittadina del territorio che non fa parte della diocesi cremonese, ma di una confinante, e l’epilogo c’è stato durante lo scorso mese di giugno nei pressi del parcheggio di un centro commerciale di Cremona.

L’ex marito geloso

Vista la delicata situazione sui fatti vige il più stretto riserbo, ma sembra che da qualche tempo l’ex marito della donna, intenzionato a capire con chi lei avesse iniziato una relazione, la stesse tenendo d’occhio in modo pressante.

Tanto da spingerla a rivolgersi alle forze dell’ordine per segnalare comportamenti compatibili con il reato di stalking. Nessuna denuncia né episodi eclatanti, ma la questura della provincia di residenza avrebbe comunque emesso un ammonimento ufficiale.

cornutoCORNUTO
Si tratta di un provvedimento disciplinato dalla legge 38 del 2009 a tutela delle potenziali vittime del reato che segnalano episodi preliminari di persecuzione.

La lite nel parcheggio

In preda ad una gelosia ormai irrefrenabile, una notte l’ex marito (che probabilmente stava seguendo la donna) ha raggiunto il parcheggio di Cremona e ha riconosciuto la vettura appartata dell’ex moglie.

Si è quindi avvicinato, ha visto delle ombre all’interno e ha infine aperto la portiera, scoprendo la donna in atteggiamenti inequivocabili con il sacerdote.

PRETI SESSO DONNEPRETI SESSO DONNE
Sarebbe quindi iniziato un diverbio dai toni molto accesi: da una parte l’italiano ancora sentimentalmente legato alla donna e quindi ferito da quello che ha evidentemente considerato un tradimento, dall’altra il religioso straniero che controbatteva e difendeva la donna.

Le parole hanno lasciato il posto alle mani perché proprio il sacerdote, pare dopo l’ennesimo insulto ricevuto, avrebbe colpito con un pugno l’avversario in amore. Che non ha reagito, ma ha deciso di allertare il 112.

L’intervento dei carabinieri della compagnia di Cremona ha riportato la situazione alla calma e i militari hanno raccolto le testimonianze di rito.

Finito in ospedale

L’uomo è andato in ospedale dove è stato medicato e gli è stata riconosciuta una prognosi di una settimana. Non avrebbe sporto denuncia, almeno per il momento (in questi casi, infatti, si procede eventualmente per querela di parte sulla scorta della prognosi refertata al pronto soccorso).

Il don allontanato

Di certo, però, per il sacerdote innamorato ci sono state ripercussioni di altra natura. L’ex marito infatti ha contattato la diocesi di appartenenza del giovane prete (sarebbe andato due volte personalemnte in curia) per raccontare l’accaduto, a suo avviso ancora più grave considerato il ruolo dell’uomo, e per chiedere provvedimenti.
pretePRETE

Inevitabili, quindi, le conseguenze disciplinari. In accordo con lo stesso religioso il vescovo ha stabilito un allontanamento dalla parrocchia e non è da escludere che il don possa ritornare in patria.

Periodo di riflessione

Ai fedeli la decisione (senza alcuna precisazione sulla motivazione scatenante, nonostante mormorii e indiscrezioni sempre più insistenti in paese) è stata resa nota nei giorni scorsi, solo a cose avvenute. E cioè quando il “padre Ralph” nostrano era ormai altrove. “Per un periodo di riposo e riflessione”, come è stato comunicato in chiesa. Fonte: qui

martedì 20 febbraio 2018

Axios: "La valigetta nucleare di Trump al centro di una rissa in Cina"

Il capo dello staff della Casa Bianca John Kelly e un agente del Secret service si sarebbero azzuffati con funzionari della sicurezza cinese sulla valigetta nucleare di Donald Trump durante il suo tour asiatico lo scorso novembre. Secondo cinque fonti citate da Axios, l'episodio si sarebbe svolto nella Grande sala del Popolo a Pechino, dove sarebbe stato sbarrato l'ingresso all'ufficiale incaricato di seguire sempre il presidente Usa con la Football, come è soprannominata la valigetta con i codici per lanciare un attacco atomico.
Un altro ufficiale sarebbe corso da Kelly e quest'ultimo sarebbe intervenuto ordinando che la valigetta rimanesse vicino al tycoon. A questo punto un ufficiale della sicurezza cinese avrebbe afferrato il chief of staff, che però lo avrebbe spinto per allontanarlo, ottenendo rinforzi da un agente del Secret service. In ogni caso la valigetta non sarebbe mai caduta in mano cinese e uno dei massimi dirigenti della sicurezza cinese avrebbe poi chiesto scusa al team del presidente Usa.
Fonte: qui