9 dicembre forconi

giovedì 18 ottobre 2018

A ROMA UN PUSHER MAROCCHINO VIENE “ESPULSO” DAL GIUDICE SOLO DAL QUARTIERE SAN LORENZO, DOVE ERA STATO BECCATO A VENDERE DROGA, MA POTRA’ GIRARE LIBERAMENTE (E SPACCIARE?) ALTROVE


IL PM AVEVA CHIESTO IL DIVIETO DI DIMORA IN TUTTA LA CAPITALE MA…


Da ieri pomeriggio Omar Taouil, marocchino, arrestato martedì per spaccio di hashish, ha un confine invalicabile all' interno della città: se sarà sorpreso dalle forze dell' ordine a circolare nelle vie di San Lorenzo tornerà dritto a Regina Coeli. È la decisione del giudice Marco Marocchi che, al termine dell' udienza di convalida del fermo, ha disposto la liberazione del 34enne maghrebino imponendogli il divieto di dimora all' interno del quartiere a ridosso di Termini.
SPACCIATORISPACCIATORI

Che è residenza di molti universitari oltre che luogo di intensa movida grazie ai tanti locali che attraggono ragazzi da ogni angolo della città. La decisione del giudice, innovativa, è accostabile a una sorta di daspo di quartiere. A farlo scattare la pericolosità sociale di Taouil, ammanettato 48 fa per essere stato sorpreso a vendere hashish.

L'indagato è un personaggio noto alle forze dell' ordine di San Lorenzo, essendo stato più volte visto frequentare ambienti dediti all' acquisto e alla vendita di stupefacenti. Tuttavia fino martedì non erano mai state necessarie le manette. Scattate perché la polizia stavolta l'ha visto in via dei Marsi passare la droga a dei clienti occasionali. Ad aggravare la sua posizione anche la circostanza che in tasca gli sono stati trovati 90 euro. Soldi frutto, con ogni probabilità, della precedente cessione di stupefacente ad altre persone.
SPACCIATORISPACCIATORI

La scelta del giudice accoglie solo in parte la richiesta del pm Filomena Angiuini, che aveva proposto per l' indagato il divieto di dimora in tutta la Capitale. Il pm aveva giudicato idoneo l' allontanamento di Taoiul da Roma perché il marocchino non ha una fissa dimora. E di conseguenza, secondo l'accusa, potrebbe essere spinto a rimettere subito piede nel quartiere dopo la liberazione.

A San Lorenzo, infatti, Omar ha il cuore delle sue amicizie, oltre che dei traffici illeciti che l'hanno messo nei guai. Ora da ieri notte Taouil potrà limitarsi a circumnavigare intorno al quartiere, ma stando ben attento a non sconfinare oltre la porta Tiberina o le Mura Aureliane se vuole restare libero di girare per Roma, ovviamente senza spacciare hashish.

Fonte: qui

SU QUOTA 100 E PENSIONI D’ORO NON TORNANO I CONTI


BOERI GELA IL GOVERNO: LE MISURE PRESENTATE SONO INSOSTENIBILI. POTREBBERO FAR CRESCERE LA SPESA PREVIDENZIALE DI 140 MILIARDI IN 10 ANNI 

SUL TAGLIO DEGLI ASSEGNI SOPRA I 4500 EURO SI RISCHIANO RICORSI: PROBABILE CHE CI SARÀ UN CONTRIBUTO DI SOLIDARIETÀ 

E CHI USCIRÀ IN ANTICIPO DAL LAVORO CON LE NUOVE REGOLE RISCHIA DI PERDERE FINO A…

Francesca Angeli per “il Giornale”

di maio conte salviniDI MAIO CONTE SALVINI
Sulle pensioni d' oro i conti non tornano. La marcia indietro rispetto alle ipotesi iniziali da parte dei Cinquestelle appare inevitabile. Prima di tutto tramonta l' idea originaria di un ricalcolo con metodo contributivo degli assegni oltre i 4.500 euro mensili perché si rischiano ricorsi, incappando in profili di incostituzionalità. Un rischio sul quale avrebbe fatto trapelare la sua preoccupazione anche il Quirinale.

TITO BOERI LUIGI DI MAIOTITO BOERI LUIGI DI MAIO




Prende quota invece, anche se a denti stretti per M5s, l' applicazione di un contributo di solidarietà. Una soluzione da introdurre in modo graduale, prevedendo scaglioni crescenti, utilizzando il contributo di solidarietà temporaneo lungo tre anni. Altrimenti si ipotizza di fermare la rivalutazione all' inflazione. 

Ma a gelare i propositi del governo ieri ci ha pensato Tito Boeri, il presidente dell' Inps, durante l' audizione in Commissione Lavoro alla Camera. Boeri in sostanza ha detto che i conti della manovra oltre ad essere sbagliati sono insostenibili. Il quadro dipinto dall' esecutivo giallo verde che comprende la Quota 100, l' opzione donna, l' Ape social e il blocco delle aspettative di vita, corrisponderà ad un incremento di spesa previdenziale nei prossimi 10 anni di 140 miliardi.

L' insieme delle misure annunciate, ha specificato Boeri, costerebbe per il primo anno 7 miliardi. Costo che poi «salirebbe a 11,5 miliardi nel 2020 e quasi 17 miliardi, un punto di Pil, nel 2021». In sostanza, denuncia Boeri, questa manovra lascerà un peso insostenibile sulle spalle delle generazioni future a causa tra l' altro della mancata indicizzazione alla speranza di vita dei requisiti contributivo e anagrafico.

«É un giudizio politico», tuonano i Cinquestelle accusando Boeri di non essere imparziale. Certo per i grillini è difficile digerire la bocciatura senza appello dell' Inps che ha anche fornito calcoli assai diversi rispetto al risparmio che deriverebbe dal taglio delle pensioni d' oro.
EUROPE THE FINAL COUNTDOWNEUROPE THE FINAL COUNTDOWN

La platea degli interessati ovvero chi ha una pensione superiore ai 90.000 euro lordi è composta da 44.000 persone e di queste soltanto 29.000 sarebbero interessate dal provvedimento. Con tagli che vanno dall' 8 al 23 per cento l' Inps stima che i risparmi in realtà si fermino «a 150 milioni di euro». Una distanza siderale dal miliardo in 3 anni ipotizzato dal governo.

Dunque Boeri ha pure specificato che si potrebbe arrivare a racimolare 300 milioni, avvicinandosi al miliardo, solo abbassando la soglia a 78.000 euro lordi all' anno pari a circa 3.800 euro lordi al mese.

Ma come funzionerà la Quota 100?
luigi di maio matteo salviniLUIGI DI MAIO MATTEO SALVINI



Si apriranno 4 finestre all' anno. Dunque una volta raggiunti i requisiti occorrerà comunque aspettare l' apertura disposta dal governo. In sostanza si potrà lasciare il lavoro con due requisiti: i 62 anni di età e i 38 anni di contributi (62 più 38 uguale 100).

La conditio sine qua non per accedere alla finestra d' uscita è l' avere cumulato 38 anni di contributi. Anche chi ha più di 62 anni di età dovrà aspettare di maturare i 38 anni di contributi. Di conseguenza la quota salirà a 101 (63 + 38), 102 (64 + 38) e così via. Chi si avvantaggerà delle nuove norme? Soprattutto quelli che hanno appena maturato o stanno per maturare i due requisiti dei 62 anni e dei 38 anni di contributi.
SALVINI DI MAIO CONTE BY SPINOZASALVINI DI MAIO CONTE BY SPINOZA






Questi con la legge Fornero avrebbero dovuto aspettare altri 5 anni. Il presidente dell' Inps però ha anche sottolineato che il dipendente pubblico che dovesse uscire in anticipo con le nuove regole della Quota 100 «potrebbe perdere fino a 500 euro al mese».

Fonte: qui

LA SENTENZA CHOC DELLA CASSAZIONE CHE HA ANNULLATO L’ESPULSIONE DI UN ROMENO CHE SI MANTENEVA CON I FURTI


“NON È UNA MINACCIA CONCRETA AI DIRITTI FONDAMENTALI DELLA PERSONA”  

PROPRIO MENTRE IN PARLAMENTO SI CERCA DI MODIFICARE LA LEGITTIMA DIFESA, I GIUDICI QUALIFICANO I FURTI IN APPARTAMENTO COME UN CRIMINE SOFT
Luca Fazzo per “il Giornale”

ladro appartamentoLADRO APPARTAMENTO
Tenetevelo, dice la Cassazione. Per due volte i giudici di Milano avevano condannato un romeno che aveva come unico mezzo di sostentamento i furti, specialmente negli appartamenti, che per questo era stato espulso dall' Italia, e che se ne era serenamente infischiato, tornando nel nostro Paese.

Ma per la Cassazione il rumeno non poteva e non doveva essere espulso. Un ladro che entra in casa di un comune cittadino - magari anziano, quasi sempre di notte - per i giudici della Suprema Corte non mette in pericolo l' incolumità delle sue vittime e pertanto, anche se colto in flagrante e condannato, ha tutto il diritto di continuare a starsene in Italia. 

Unica condizione: che sia cittadino comunitario. E la Romania, come è noto, fa parte dell' Unione europea.

cassazioneCASSAZIONE
Cavilli comunitari a parte, quel che colpisce nella sentenza depositata ieri è la valutazione dei furti in appartamento come un crimine soft, un delitto a basso impatto. Proprio mentre il Parlamento si prepara a modificare l' articolo del codice penale sulla legittima difesa, garantendo sempre e comunque il diritto di reagire con le armi alle incursioni nel proprio domicilio, la Cassazione prende una direzione opposta. Eppure magistrati non sospettabili di simpatie forcoleghiste come quelli di Milano avevano ritenuto che ci fossero tutte le condizioni per rispedire il giovanotto in patria.

cassazioneCASSAZIONE
Il signor Vasile Arcu nell' agosto del 2014 era stato espulso dall' Italia con provvedimento del prefetto di Piacenza «per motivi di sicurezza pubblica, trattandosi di persona senza stabile attività lavorativa che traeva il proprio sostentamento da reati contro il patrimonio». Due mesi dopo, però, Vasile viene fermato mentre si aggira per Milano come se niente fosse. Arrestato e condannato con rito abbreviato.

ladro furto casaLADRO FURTO CASA






Presenta ricorso, e il 19 giugno 2017 la Corte d' appello di Milano conferma la condanna: l' espulsione era legittima, Vasile doveva andarsene, tornando in Italia ha commesso un reato. Il romeno non si dà per vinto, e tenta l' ultima carta: ricorso in Cassazione. E ieri la Prima sezione penale deposita la sentenza che gli dà ragione, annullando senza rinvio le decisioni dei giudici milanesi.

ladro appartamento 1LADRO APPARTAMENTO
Non ci sarà un nuovo processo, il signor Vasile è salvo. Nelle motivazioni, la Cassazione scrive che «il decreto prefettizio di espulsione per i cittadini appartenenti alla Comunità europea può essere emesso solo per il pericolo di commissione di reati contro la persona e la pubblica incolumità», mentre Vasile è stato condannato solo per reati contro il patrimonio.

ladro furto casaLADRO FURTO CASA


L' aspetto singolare è che per accogliere il ricorso del romeno la Cassazione sintetizza un po' il testo della legge, secondo cui in realtà i «motivi imperativi di pubblica sicurezza» che giustificano l' espulsione scattano quando «la persona da allontanare abbia tenuto comportamenti che costituiscono una minaccia concreta, grave ed effettiva ai diritti fondamentali della persona» e «la sua ulteriore presenza sul territorio è incompatibile con la civile e sicura convivenza». 

A giustificare l' espulsione non sono quindi solo l' omicidio e i ferimenti, ma tutti quei reati che colpiscono i «diritti fondamentali della persona».

Se la norma fosse stata riportata per intero, sarebbe stato difficile negare che tra i diritti di un cittadino non ci sia anche quello di dormire serenamente nel suo letto senza ricevere la visita di un ladro; e altrettanto arduo affermare che questi reati siano i migliori ingredienti di una «civile e sicura convivenza». Così la Cassazione ha preferito riassumere la legge a modo suo.

Fonte: qui

LA CONFERENZA SULLA LIBIA PRECIPITA VERSO IL FALLIMENTO


DOPO IL NO DI TRUMP, GLI USA RITIRANO LA PARTECIPAZIONE DEL SEGRETARIO DI STATO MIKE POMPEO, HAFTAR DÀ BUCA, MACRON GONGOLA 

A PALERMO CONTE SI RITROVERÀ UNICO CAPO DI GOVERNO (RICONOSCIUTO) IN MEZZO AI SOTTOPANZA DEGLI ALTRI PAESI 

D'ALTRONDE L'ITALIA NON È STATA CAPACE NEMMENO DI NOMINARE IL NUOVO AMBASCIATORE A TRIPOLI...

DAGONEWS
VINCENZO MOAVERO MILANESI CON IL GENERALE KHALIFA HAFTARVINCENZO MOAVERO MILANESI CON IL GENERALE KHALIFA HAFTAR

La conferenza sulla Libia in programma a Palermo i prossimi 12 e 13 novembre sta precipitando verso il fallimento. Il premier Conte aveva promesso prima la presenza di Donald Trump, ovviamente impegnato con le elezioni di midterm, poi di Mike Pompeo, segretario di Stato. Non ci sarà nell'uno né l'altro. Gli Stati Uniti si preparano a mandare una seconda fila del Dipartimento di Stato, perché ormai considerano la conferenza un evento di basso livello. La Russia, non vedendo all'orizzonte il nome dell'ex capo della Cia, ha optato per il viceministro degli Esteri, Bogdanov
giuseppe conte donald trump 9GIUSEPPE CONTE DONALD TRUMP 




Il generale Haftar, grande alleato di Macron (che nella regione è il nemico numero uno dell'Italia) ha dato forfait. La stessa Francia è indecisa sul livello di funzionario governativo da inviare a Palermo, sempre nell'ottica di umiliare il governo gialloverde. In poche parole, l'unico capo di governo (riconosciuto) sarà lo stesso Peppino Conte. Certo, non ci si può indignare con i leader stranieri: l'Italia non ha ancora nominato il nuovo ambasciatore a Tripoli, e loro devono inviare i loro pezzi grossi?

MACRON SERRAJ HAFTARMACRON SERRAJ HAFTAR
Sul nome del diplomatico resta forte la spaccatura tra il ministro Moavero Milanesi e il segretario generale della Farnesina Belloni: lui pensa all'ex di peso Buccino Grimaldi, lei ha sul tavolo i cv di Luciano Pezzotti (che fu ambasciatore in Afghanistan e poi inviato speciale nel Corno d'Africa) e Andreas Ferrarese (già a Beirut e in Kosovo, per citare solo le sedi più ''calde'').

Fonte: qui

COSPARGEVA I MINORENNI DI OLIO SANTO E POI LI VIOLENTAVA


CHIESTI 10 ANNI PER L'EX SACERDOTE PIO GUIDOLIN IMPUTATO PER PEDOFILIA 

SECONDO L'ACCUSA L’EX PRETE A UN RAGAZZO AVREBBE PROSPETTATO ANCHE L'INSORGERE DI UNA MALATTIA AI TESTICOLI OBBLIGANDOLO A COMPIERE ATTI SESSUALI 

A UNA SECONDA VITTIMA, INVECE...

Dario De Luca per catania.meridionews.it

PRETE RELAZIONEPRETE RELAZIONE
Cardigan grigio a rombi scuri e manette strette ai polsi. Pio Guidolin entra nell'aula a piano terra in cui si celebra l'udienza, dov'è imputato per pedofilia, scortato da quattro agenti della polizia penitenziaria. Dentro, ad attenderlo dopo avere percorso un lungo corridoio laterale del palazzo di giustizia, ci sono i ragazzi che lo accusano di essere le vittime dei suoi abusi sessuali, perpetrati nei locali ecclesiastici quando era sacerdote. Una storia dai contorni grigi in cui oggi è stato scritto un nuovo capitolo dalla procura di Catania: ovvero la richiesta di condanna a dieci anni. Il processo, che si svolge con il rito abbreviato, potrebbe arrivare a sentenza entro la fine del 2018: l'ultima parola spetterà alla giudice per le indagini preliminari Giuseppina Montuori.

Prima della requisitoria dell'accusa a prendere la parola è stato proprio l'ex prete della chiesa Santa Croce, nel quartiere periferico etneo del Villaggio Sant'Agata. Dichiarazioni spontanee con cui Guidolin ha cercato di respingere le pesanti accuse. Alla prossima udienza toccherà ai suoi avvocati. 

I fatti, emersi con un'operazione del Ros dei carabinieri alla fine dello scorso anno, risalgono al 2014. Periodo in cui l'imputato avrebbe sfruttato la sua posizione di sacerdote all'interno della chiesa di periferia per costringere alcuni minorenni a compiere, o subire, atti sessuali. I racconti contengono anche raccapriccianti dettagli come l'utilizzo di olio santo. Espediente che, stando alle accuse, veniva sistematicamente utilizzato mentre si «recitavano preghiere ad alta voce», si legge negli atti dell'inchiesta. Una sorta di «atto purificatore in grado di lenire le sofferenze interiori». 
pretePRETE

Secondo la ricostruzione dell'accusa Guidolin a un ragazzo avrebbe prospettato anche l'insorgere di una malattia ai testicoli obbligandolo a compiere atti sessuali. A una seconda vittima, invece, avrebbe descritto i suoi atti come «gesti spirituali a cui il minore doveva sottoporsi per essere liberato dal demonio». Passati quattro anni, nel processo come parti civili ci sono anche le cinque persone che l'hanno denunciato - quattro ragazzi e una ragazza -, quasi tutti appena maggiorenni. Gli stessi che, accompagnati dai genitori, alla fine dell'udienza hanno deciso di aspettare l'uscita dall'aula del loro ex parroco. Guidolin, sempre scortato e con il capo rivolto verso il pavimento, non ha incrociato gli occhi di nessuno, allontanandosi velocemente verso le celle di sicurezza nei sotterranei del tribunale. 

pretePRETE
Da quasi un anno in custodia cautelare nella casa circondariale di Siracusa, l'ex sacerdote ha dovuto affrontare anche un processo canonico. Che lo ha destituito dal ruolo di prete. La curia di Catania, durante le indagini dei magistrati etnei - l'inchiesta è stata affidata alla pm Marisa Scavo -, aveva allontanato Guidolin dalla chiesa Santa Croce mandandolo in esilio forzato in provincia, a Bronte, nella parrocchia della Madonna del Riparo. Passaggio transitorio in cui però gli sarebbe stato impedito di celebrare la messa e di somministrare i sacramenti, limitandolo al ruolo di assistente del parroco durante le celebrazioni. Insieme all'ex prete a processo c'è anche un secondo imputato: si tratta di N. N., accusato di favoreggiamento e doppio protagonista di questa storia in quanto padre di uno dei ragazzini che sarebbero stati abusati (per proteggere l'identità del minore, non indichiamo le generalità complete del padre, ndr). L'uomo, dopo i racconti fatti dal figlio ai magistrati, avrebbe avvertito Guidolin dell'indagine in corso, rivelandogli le dichiarazioni del ragazzino e comunicandogli anche che altri giovani erano stati convocati in procura per essere sentiti.

prete rosarioPRETE ROSARIO
Al nome del presunto prete pedofilo, ma non a questo processo, sarebbe legata anche una storia di debiti della chiesa che guidava. Circa 40mila euro di disavanzo che portarono a una sorta di gestione commissariale da parte della curia di Catania. Particolari sviscerati sulle pagine di MeridioNews attraverso le parole di don Alfio Smampinato. Incaricato di guidare temporaneamente la comunità del Villaggio sant'Agata dopo l'allontanamento di Guidolin. 

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PAOLO BECCHI MASSACRA LA MITOLOGIA DELLA GENERAZIONE CRESCIUTA CON L'ERASMUS


“IL PROGETTO AVREBBE CONTRIBUITO A CREARE EUROPEI. STUDIANDO VICO E HEGEL? 

NO, SEMPLICEMENTE SCOPANDO”

''L’ERASMUS SI È TRASFORMATO IN UNA NAJA CHE SI RISOLVE IN UNA LUNGA VACANZA DI SEI MESI, PREFERIBILMENTE DA SVOLGERSI A BARCELLONA…"

Paolo Becchi per “Libero Quotidiano”

ERASMUSERASMUS
Il "Progetto Erasmus" è stato adottato dalla Comunità Economia europea verso la fine degli anni Ottanta, quando già si stava preparando "Maastricht" e l' Unione europea.
Capitali e persone dovevano muoversi rapidamente, e perché non coinvolgere anzitutto giovani studenti universitari?

L'"Europa del domani" doveva essere costruita sulla distruzione degli Stati nazionali e le loro culture, e il progetto Erasmus avrebbe contribuito a creare europei, al posto di italiani, francesi, spagnoli, tedeschi ecc. Come? Studiando Vico e Hegel o Goethe e Leopardi? No, semplicemente "scopando"? Insomma, l' Europa si sarebbe creata attraverso gli incontri erotici frutto di incontri Erasmus.

PAOLO BECCHIPAOLO BECCHI
Più che Erasmus, Orgasmus. "Scopate" in effetti ce ne sono state parecchie e anche più di un milione di "erasmini" sono nati, ma con il passare degli anni il fallimento del progetto degli Stati Uniti d' Europa ha trasformato il progetto Erasmus in una sorta di "naja", come l' ha definita Paolo Borgognone, nella sua voluminosa opera "Generazione Erasmus" pubblicata nel 2017.

COME LA NAJA
"Naja" perché ormai di fatto obbligatoria, e che si risolve in una perdita di tempo, in una lunga vacanza di sei mesi, preferibilmente da svolgersi a Barcellona o in qualche altra città spagnola. Io sono responsabile per gli studenti genovesi che vogliono andare in Ungheria, ma quantunque Budapest abbia delle ottime università, in cui si possono seguire lezioni in diverse lingue, la meta è sconsigliata. Molto meglio la Spagna. Sbronze assicurate per tutti all' Apollo o al Poble Sec.
erasmus partyERASMUS PARTY

A mio figlio è toccata Amburgo. Voleva andare in Inghilterra per perfezionare l' inglese, ma poiché parla perfettamente il tedesco lo hanno mandato ad Amburgo Ecco la mia ultima conversazione telefonica dopo un «sofferto» mese di studio nella città anseatica.
Hallo Franz, wie geht es?

«Dai pà, smettila, lo sai che hai un accento genovese che con il tedesco non ha niente a che fare. E come mettere il pesto sopra i crauti. E poi non sei un "sovranista"? Ah ah ah, anche da qui ti leggo su "liberonline", cosa credi».
l appartamento spagnolo il film sull erasmusL'APPARTAMENTO SPAGNOLO IL FILM SULL'ERASMUS

Ma, non si può più scherzare. Sei ad Amburgo da un mese, volevo sapere le tue prime impressioni... «Ah scusa, grazie per i soldi sei un taccagno genovese, ma sempre meglio di niente». Credevo, sai, che dopo avere pagato per te già tasse abbastanza salate in Italia ti dessero anche qualcosina per questo soggiorno di studio. «Bah, al momento campo con le tue palanche e sono poche».

E va beh, non mugugnare sempre, non sono un bancomat e raccontami. Molti anni fa ho tenuto lì la mia prima conferenza nella facoltà di giurisprudenza ed ero molto agitato, che nostalgia... come hai trovato l' università, le biblioteche e i professori? Di' la verità ne vale la pena, eh? Anche la mensa non è male.

ERASMUSERASMUS
«E che ne so, mica in un mese ce l' hanno ancora fatta vedere l' università. Il semestre qui comincia nella seconda metà di ottobre». Ma scusa non capisco. Tu sei già via da un mese e dove dormi, dove mangi, cosa fai?.

«Per dormire non c' è problema mi hanno dato una stanza a 30 km di distanza dal centro. Il letto c' è e c' è anche un tavolo e una sedia rotta. A proposito mi dovresti pagare anche l' abbonamento del treno per andare in città. Per mangiare ci arrangiamo cuocendo due spaghetti nella cucina della casa dello studente, in citta è troppo caro e per la mensa si aspetta l' inizio dei corsi».

A SANKT PAULI
ERASMUSERASMUS
Va bene, ti manderò altri soldi, ma che cazzo fai tutto il giorno?. «Tutto il giorno non faccio proprio un cazzo. Ah ah ah, certo Amburgo è una città meravigliosa, sembra Venezia con i suoi canali, affascinante il mercato del pesce, e tutta la zona del porto. Peccato che il Sankt Pauli sia in serie B, ma il quartiere avevi ragione tu merita...».
ERASMUSERASMUS



Ma scusa, mi stai prendendo per il culo. Lo so che le donnine che trovi lì non le trovi in nessuna altra parte del mondo Ma dimmi qualcosa dell' Università, io ho ormai solo un vago ricordo e poi scusa non ti sto mica pagando per andare nei casini. Parlami dell' Università, dopo tutto sei nel programma Erasmus...

«Appena ci vado ti saprò dire. Comunque mi diverto un sacco, certo fossi stato a Genova avrei fatto ancora un esame e chiuso in bellezza la sessione. Dai, pà non lo dico per farti incazzare». Sei proprio un fancazzista, ma questa volta non è colpa tua. «Ciao». Auf Wiedersehen.

Fonte: qui

DI MAIO:“IL DECRETO FISCALE E’ STATO MANIPOLATO"


GIGGINO ACCUSA: “NON SO SE E’ STATA UNA MANINA TECNICA O POLITICA MA NOI QUESTO TESTO NON LO VOTIAMO. DOMANI MATTINA PRESENTIAMO UNA DENUNCIA IN PROCURA" 

IL QUIRINALE: "IL DECRETO NON E’ MAI ARRIVATO" 

IL CARROCCIO SI SFILA: "NOI SIAMO SERI" 

CONTE ANNUNCIA CHE RIVEDRA’ IL TESTO ARTICOLO PER ARTICOLO

Chiara Sarra per il Giornale

DI MAIO 2DI MAIO 
l testo del dl fiscale è arrivato al Colle "manipolato". Ora è giallo sul decreto Fisco approvato lunedì dal Consiglio dei ministri e che contiene la cosiddetta pace fiscale.

"Non so se è stata una manina politica o una manina tecnica, in ogni caso domattina si deposita subito una denuncia alla Procura della Repubblica perché non è possibile che vada al Quirinale un testo manipolato", ha accusato Luigi Di Maio a Porta a Porta, "Nell'articolo 9 del decreto fiscale c'è una parte che non avevamo concordato nel Consiglio dei ministri. Noi in Parlamento non lo votiamo questo testo se arriva così. Questa parte deve essere tolta. Non ho mai detto che si volevano aiutare i capitali mafiosi. Nel testo che è stato trasmesso al Quirinale c'è una sorta di scudo fiscale e una non punibilità per chi evade".

DI MAIO 5DI MAIO 
Stupore però viene manifestato pure dal Quirinale dove - assicurano - il decreto non è mai arrivato. A quale testo si riferisce il vicepremier grillino? E se una manipolazione c'è stata, chi l'ha ritoccato? "Se non è così torno a Palazzo Chigi, accertiamo tutto", si appresta quindi a dire Di Maio quando Bruno Vespa gli riporta la nota del Colle, "Non ci sarà bisogno di riunire un nuovo Cdm. Basta stralciare quella parte dal testo".

mattarella3MATTARELLA
Dal canto suo anche la Lega si sente chiamata in causa e si sfila. "Noi siamo gente seria e non sappiamo niente di decreti truccati", dicono fonti del Carroccio, "Stiamo lavorando giorno e notte sulla riduzione delle tasse, sulla legge Fornero e sulla chiusura delle liti fra cittadini ed Equitalia". "Non ho ragione di dubitare della Lega, ci siamo stretti la mano", dice Di Maio in tv, "Confermo la fiducia in tutto questo governo. Ma se cominciamo così e ci facciamo passare sotto il naso testi così allora inizieranno i problemi grossi, ovvero che qualcuno si mette in testa di poter fregare il governo". E a Vespa che gli chiede se sospetta di Giancarlo Giorgetti, risponde: "Non mi permetterei mai di indicare responsabili. Vedremo dopo la denuncia".

DI MAIODI MAIO








Di certo non è la prima volta che Di Maio evoca una presunta "manina": già alla presentazione del decreto dignità, il ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico aveva accusato il Tesoro di aver inserito a sua insaputa il passaggio sui presunti 80mila posti di lavoro in meno che il provvedimento avrebbe causato. Salvo poi scoprire che la firma era proprio quella di Di Maio...

Fonte: qui