9 dicembre forconi: furti
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giovedì 18 ottobre 2018

LA SENTENZA CHOC DELLA CASSAZIONE CHE HA ANNULLATO L’ESPULSIONE DI UN ROMENO CHE SI MANTENEVA CON I FURTI


“NON È UNA MINACCIA CONCRETA AI DIRITTI FONDAMENTALI DELLA PERSONA”  

PROPRIO MENTRE IN PARLAMENTO SI CERCA DI MODIFICARE LA LEGITTIMA DIFESA, I GIUDICI QUALIFICANO I FURTI IN APPARTAMENTO COME UN CRIMINE SOFT
Luca Fazzo per “il Giornale”

ladro appartamentoLADRO APPARTAMENTO
Tenetevelo, dice la Cassazione. Per due volte i giudici di Milano avevano condannato un romeno che aveva come unico mezzo di sostentamento i furti, specialmente negli appartamenti, che per questo era stato espulso dall' Italia, e che se ne era serenamente infischiato, tornando nel nostro Paese.

Ma per la Cassazione il rumeno non poteva e non doveva essere espulso. Un ladro che entra in casa di un comune cittadino - magari anziano, quasi sempre di notte - per i giudici della Suprema Corte non mette in pericolo l' incolumità delle sue vittime e pertanto, anche se colto in flagrante e condannato, ha tutto il diritto di continuare a starsene in Italia. 

Unica condizione: che sia cittadino comunitario. E la Romania, come è noto, fa parte dell' Unione europea.

cassazioneCASSAZIONE
Cavilli comunitari a parte, quel che colpisce nella sentenza depositata ieri è la valutazione dei furti in appartamento come un crimine soft, un delitto a basso impatto. Proprio mentre il Parlamento si prepara a modificare l' articolo del codice penale sulla legittima difesa, garantendo sempre e comunque il diritto di reagire con le armi alle incursioni nel proprio domicilio, la Cassazione prende una direzione opposta. Eppure magistrati non sospettabili di simpatie forcoleghiste come quelli di Milano avevano ritenuto che ci fossero tutte le condizioni per rispedire il giovanotto in patria.

cassazioneCASSAZIONE
Il signor Vasile Arcu nell' agosto del 2014 era stato espulso dall' Italia con provvedimento del prefetto di Piacenza «per motivi di sicurezza pubblica, trattandosi di persona senza stabile attività lavorativa che traeva il proprio sostentamento da reati contro il patrimonio». Due mesi dopo, però, Vasile viene fermato mentre si aggira per Milano come se niente fosse. Arrestato e condannato con rito abbreviato.

ladro furto casaLADRO FURTO CASA






Presenta ricorso, e il 19 giugno 2017 la Corte d' appello di Milano conferma la condanna: l' espulsione era legittima, Vasile doveva andarsene, tornando in Italia ha commesso un reato. Il romeno non si dà per vinto, e tenta l' ultima carta: ricorso in Cassazione. E ieri la Prima sezione penale deposita la sentenza che gli dà ragione, annullando senza rinvio le decisioni dei giudici milanesi.

ladro appartamento 1LADRO APPARTAMENTO
Non ci sarà un nuovo processo, il signor Vasile è salvo. Nelle motivazioni, la Cassazione scrive che «il decreto prefettizio di espulsione per i cittadini appartenenti alla Comunità europea può essere emesso solo per il pericolo di commissione di reati contro la persona e la pubblica incolumità», mentre Vasile è stato condannato solo per reati contro il patrimonio.

ladro furto casaLADRO FURTO CASA


L' aspetto singolare è che per accogliere il ricorso del romeno la Cassazione sintetizza un po' il testo della legge, secondo cui in realtà i «motivi imperativi di pubblica sicurezza» che giustificano l' espulsione scattano quando «la persona da allontanare abbia tenuto comportamenti che costituiscono una minaccia concreta, grave ed effettiva ai diritti fondamentali della persona» e «la sua ulteriore presenza sul territorio è incompatibile con la civile e sicura convivenza». 

A giustificare l' espulsione non sono quindi solo l' omicidio e i ferimenti, ma tutti quei reati che colpiscono i «diritti fondamentali della persona».

Se la norma fosse stata riportata per intero, sarebbe stato difficile negare che tra i diritti di un cittadino non ci sia anche quello di dormire serenamente nel suo letto senza ricevere la visita di un ladro; e altrettanto arduo affermare che questi reati siano i migliori ingredienti di una «civile e sicura convivenza». Così la Cassazione ha preferito riassumere la legge a modo suo.

Fonte: qui

mercoledì 4 luglio 2018

IL CRIMINE CORRE SUL WEB – 14 PERSONE ARRESTATE E 32 INDAGATI

LA MAXI OPERAZIONE DELLA PROCURA DI CATANIA CONTRO IL CYBERCRIME FINANZIARIO 

LA BANDA RUBAVA LE IDENTITÀ ED ERA RIUSCITA A COMPIERE UNA FRODE AI DANNI DI UNA BANCA ONLINE. ALLE VITTIME ERANO STATI SOTTRATTI…


cybercrimeCYBERCRIME
Quattordici persone arrestate, tre in carcere e 11 ai domiciliari, e altre 32 indagate, a vario titolo, per associazione per delinquere, frodi e accessi abusivi a sistemi informatici, sostituzione di persona, truffe e riciclaggio. E' il bilancio delle indagini della polizia postale che, coordinata dalla Procura distrettuale di Catania, ha scoperto un'associazione a delinquere dedita al cyber crime finanziario che ha colpito migliaia di persone in Italia. 

cyber crimineCYBER CRIMINE



Dalle indagini della polizia postale, avviate nel 2015 a seguito di una frode informatica ai danni di una banca on-line ai cui clienti, residenti in varie parti d'Italia, erano stati sottratti 300.000 euro, è emersa la presenza di un gruppo "connotato da notevole capacità criminale e peculiari conoscenze tecniche informatiche, dedito con professionalità e spregiudicatezza alla pianificazione continua di frodi informatiche e telematiche e truffe on-line su noti portali". Che avrebbe ottenuto proventi illeciti per oltre 600.000 euro durante il periodo delle indagini 

polizia postalePOLIZIA POSTALE
Durante le indagini gli operatori della Polizia Postale hanno bloccato numerose frodi, alcune delle quali per decine di migliaia di euro. L'operazione si e' avvalsa dell'ausilio degli specialisti nel contrasto al fenomeno del Financial Cyber Crime dei Compartimenti Polizia Postale di  Messina, Palermo e Reggio Calabria. Durante le perquisizioni è stato sequestrato materiale informatico che sarà sottoposto ad analisi da parte del personale specializzato della Polizia Postale.

cybercrime 4CYBERCRIME 




"Il cyber crime è diventato un settore particolarmente insidioso in tutto il crimine. Ormai veramente oltre il 50 per cento dei reati vede coinvolto il Web e noi come Polizia Postale abbiamo specifici task di competenza. Il financial cyber crime è un settore al quale dedichiamo moltissima attenzione poiché riteniamo che sia un elemento di turbativa del mercato che diventa esiziale per un sistema Paese che vuole evolversi e andare avanti".

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Lo ha detto il capo della Polizia Postale Nunzia Ciardi. "E' impensabile oggi - ha aggiunto - non utilizzare il web per gestire i propri rapporti economici, per comprare, per organizzare una vacanza etc., tutte attività economicamente di spessore sul Web: avere una criminalità che inserisce un cuneo in questo settore diventa un fattore deprimente per il mercato nel suo complesso, per il Paese nel suoi complesso".

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"Il tema della sicurezza del commercio e del traffico on line è un tema fondamentale per assicurare uno sviluppo in generale de economia del Paese visto che ormai su Internet viaggia gran parte dei rapporti commerciali e di acquisti del Paese". Lo ha affermato il Procuratore di Catania, Carmelo Zuccaro. 

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"Sappiamo però - ha aggiunto il magistrato - che è un sistema nel quale è moto facile che vi siano delle truffe effettuate in maniera molto sofisticata ed investire su questo campo da parte di forza di polizia specializzate é assolutamente una priorità se vogliamo un decollo e uno sviluppo economico che tenga conto dell'evoluzione degli aggiornamenti. La Polizia Postale italiana questo lo fa con grande acume e Catania si avvale di uno dei più preparati team in questo settore". 
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"La criminalità informatica cibernetica già oggi - ha sottolineato il quuestore Albero Francini - costituisce gran parte della criminalità che preoccupa i cittadini ed è stato stimato che nei prossimi cinque anni il 70-80% dei reati passerà attraverso il Web. Anche la criminalità organizzata farà passare la sua azione illegale attraverso modalità informatiche, quindi attrezzarsi sotto questo profilo é assolutamente indispensabile". 

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Sono 14 le persone arrestate dalla Polizia Postale  in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip Loredana Pezzino su richiesta del procuratore Carmelo Zuccaro e del sostituto Alfio Gabriele Zappalà. Gli arrestati, tutti originari del Catanese, sono Alfio Mancuso, di 35 anni, Luca Florio, di 37, e Antonio Nucifora, di 25, che sono stati condotti in carcere. Il Gip ha invece disposto gli arresti domiciliari per Michele Bella, di 27 anni, Filippo Del Popolo Chiappazzo, di 23, Santo Gulino di 49, Giuseppe Luna, di 42, Agostino Muscolino, di 24, Sara Musumeci di 23, Angelo Pagano, di 42, Giovanni Pagano, di 40, Davide Patanè, di 25, Adriano Tizzone, di 46, e Marco Antonio Torrisim di 39.

Fonte: qui

sabato 30 dicembre 2017

L'ITALIA E' IN BALÌA DEI LADRI: UN FURTO OGNI DUE MINUTI

BOLOGNA, MILANO, TORINO E ROMA LE CITTÀ PIÙ INSICURE 

IL 36% DEI REATI COMMESSO DA STRANIERI

Fabrizio Boschi per il Giornale

E poi c' è chi come lei, la presidentessa della Camera, Laura Boldrini, nega il fatto che in Italia, da tempo, ci sia un allarme sicurezza. Soprattutto durante le vacanze di Natale, i furti in casa sono all' ordine del giorno.

E guarda caso ai primi posti delle città maggiormente insicure (un furto ogni due minuti) e martoriate dai ladri (la maggior parte immigrati) ci sono i comuni amministrati dal Pd come Bologna e Milano e dal M5s come Torino e Roma.

Un trend in continuo aumento anche a livello nazionale con un incremento generale sul 2016 del +30%.
Questo dato riguarda solo le denunce ufficiali in quanto in molti casi le famiglie che subiscono furti nei garage o nelle cantine sono talmente demotivate dal fatto che nella maggior parte dei casi i responsabili non verranno acciuffati o se arrestati resteranno in galera pochi mesi, da non darne comunicazione alle autorità.

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Secondo una recente analisi elaborata da Confabitare (associazione proprietari immobiliari), guidata da Alberto Zanni, e riferita all' anno 2017 a confronto con il 2016, Bologna (Merola, Pd) è al top della classifica con un balzo del +32,3%, seguita da Milano (Sala, Pd) con un +31%, Torino (Appendino, M5s) con un +28,2% e Roma (Raggi, M5s) con un +27,3%. A seguire ci sono Firenze (Nardella, Pd) +24,8%, Venezia (Brugnaro, Forza Italia) +22,5%, Genova (Bucci, Forza Italia) +22 %, Cagliari (Zedda, ex Sel) +19,5%, Padova (Giordani, Pd) +18,7%, Napoli (De Magistris, Democrazia Autonomia) +17,3%, Catania (Bianco, Pd) +16,5%, Palermo (Orlando, Movimento per la Democrazia - La Rete) +15,4%. Fanalino di coda è Bari (Decaro, Pd) con un 14% in più. Nove comuni guidati dal centrosinistra, due dal Movimento cinquestelle e due dal centrodestra.

Malgrado questi dati, solo una faccia di bronzo come il segretario del Pd Matteo Renzi, avrebbe la spudoratezza di affermare il contrario. Ecco che ieri in un' intervista su La Stampa ha avuto la sfacciataggine di sostenere che «l' Italia è più sicura se guidata dal Pd: non è tempo di apprendisti stregoni che si qualificano come nuovi o del ritorno di chi ha fatto schizzare lo spread a livelli record. È tempo di solidità e di forza tranquilla». Non comprendendo che qua, in tutto questo marasma politico, l' unico stregone (apprendista) è proprio lui. Non lo batte nemmeno la Boldrini in questo sport.
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Perché inutile continuare a negare l' evidenza come fanno Renzi o la Boldrini. La maggior parte dei furti nelle case è commessa da bande di immigrati, siano questi nordafricani, albanesi o rumeni. La maggiore causa va ricercata nella generale situazione di crisi economica, mentre il 36% delle denunce per reato è da attribuirsi a stranieri senza permesso di soggiorno.

Il maggiore incremento ovviamente nelle grandi città: nello specifico possiamo parlare di un furto ogni due minuti con la media a livello nazionale di ottanta abitazioni su mille e di ben 25 furti in casa ogni giorno in ogni grande città. Ma l' allarme sicurezza non esiste.

Fonte: qui

giovedì 28 dicembre 2017

ROMA - L’AUDACE COLPO DELLA NOTTE DI NATALE

TRA IL 24 E IL 25 FURTI A RAFFICA A ROMA, 200 APPARTAMENTI SVALIGIATI TRA MONTEVERDE, PRATI, CENTROCELLE E OSTIA 

IL BOTTINO PIU’ IMPORTANTE NELL’ABITAZIONE DI UN NEGOZIANTE A BORGATA FINOCCHIO: PORTATE VIA 5 PISTOLE AUTOMATICHE E 150MILA EURO

15 ARRESTI
Marco De Risi per Il Messaggero - Roma
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Decine di furti notturni e non durante le feste di Natale. La sera della vigilia i ladri hanno svaligiato diversi appartamenti in varie zone della città. E i saccheggi si sono protratti anche nella giornata del 25. Dopo i regali e la felicità della festa, per molti romani è sopraggiunto lo sconforto di trovare a soqquadro l'abitazione. Fra polizia e carabinieri ammontano a circa 200 i sopralluoghi per furto durante il 24 ed il 25 Dicembre. I ladri, in questo frangente, colpiscono in modo inesorabile consapevoli che se una casa è vuota lo sarà per ore in quanto il proprietario sta trascorrendo il Natale in casa di parenti o di amici. Ed ecco che quando si è arrivati alla mezzanotte della Vigilia sono scattate le prime telefonate al 112: alla gioia di avere scartato i regali si è sommato il dramma di avere scoperto il proprio appartamento visitato dai soliti ignoti.

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Le pattuglie delle forze dell'ordine hanno agito a tappeto per le tantissime effrazioni. Furti in zona Ostiense, Trastevere, Monteverde, Ostia, Fiumicino, nel Centro Storico, a Prati, a Montesacro, a Spinaceto e in tante altre zone comprese quelle dell'hinterland. Le vittime hanno fatto l'amara scoperta sono rientrare in casa dopo avere passato il Natale con i parenti. Circa 200 furti in totale anche se, secondo gli inquirenti, questo tipo di reato sarebbe in calo.

A Vigna Clara, i ladri hanno fatto saltare la serratura di un'abitazione dove vive un'anziana ottantenne che quando è rincasata ha trovato vuoti i cassetti dove teneva i gioielli. La donna è la mamma di un giornalista Rai che anche lui, come tanti, si è rivolto al 112. Le squadre di Polizia Scientifica e quelle dell'Arma hanno svolto parecchi sopralluoghi. La Scientifica è intervenuta tenendo conto di questo criterio: solo dopo la richiesta degli investigatori che hanno ritenuto opportuno l'intervento in quanto i ladri potevano avere lasciato impronte o altre tracce sul furto di turno.

Il furto più rilevante si è avuto in via Bompietro, a Borgata Finocchio, periferia del Casilino. I ladri si sono introdotti in casa di un negoziante ed hanno messo a segno un colpo da brividi: sono riusciti a mettere le mani su cinque pistole automatiche (regolarmente denunciate) e su 150.000 euro in contanti. Il commerciante si era arrischiato a tenere una cifra del genere in casa per fare acquisti di lavoro subito dopo le feste.
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Per quanto riguarda le volanti della polizia sono riuscite in diverse occasioni a mettere in fuga i ladri arrivando quasi in flagranza di reato. Gli agenti hanno arrestato quindici persone (due romani, cinque rom, albanesi, romeni) in flagranza di reato. Alcuni sorpresi sulle scale di stabili mentre si apprestavano a svaligiare. Altri sono stati bloccati durante la fuga ed è stata recuperata la refurtiva. In alcuni casi, le vittime di furto in abitazione hanno dovuto chiedere l'intervento dei vigili del fuoco: i ladri forzando porte blindate le hanno bloccate dall'interno.

Fonte: qui

mercoledì 15 novembre 2017

Si spartivano coi rom il bottino dei furti in Centrale: ridotta la pena ai due poliziotti


Milano,14 novembre 2017 - Pena ridotta in appello per i due poliziotti accusati di aver taglieggiato alcune borseggiatrici rom che derubavano i passeggeri all'interno della stazione Centrale
La Corte d'Appello di Milano ha condannato i due agenti della Squadra Mobile a 6 anni di carcere ciascuno, contro i 7 anni decisi per loro nel febbraio scorso al termine del processo di primo grado.
Un ritocco al ribasso della pena dovuto alla riqualificazione del reato contestato agli imputati: non più concussione ma induzione indebita, così come previsto dalle modifiche introdotte dalla riforma Severino. Confermate invece le pene accessorie già stabilite nel primo grado di giudizio, compresa l'interdizione perpetua dai pubblici uffici e l'estinzione del loro rapporto di lavoro con l'amministrazione dello Stato. Il che, sul piano pratico, significa che se la condanna diventerà definitiva, i due agenti non potranno più lavorare in Polizia. Per i due agenti in servizio al Dipartimento Crimini Diffusi della Squadra Mobile di Milano, gli arresti domiciliari erano scattati nel dicembre 2015.
I due, stando a quanto emerso nell'inchiesta condotta dal pm Antonio D'Alessio (nel frattempo trasferito alla Procura di Napoli) soprattutto sulla base dei filmati delle telecamere di sicurezza dello scalo ferroviario milanese, tra l'ottobre 2014 e il dicembre 2015 avrebbero chiesto il pizzo ad alcune rom sorprese a derubare turisti stranieri, soprattutto giapponesi e americani, per "non denunciarle". Altrimenti, sempre secondo l'accusa, sarebbe scattata la minaccia di far "portare via" i loro bambini dal Tribunale dei Minori. Le borseggiatrici avrebbero così agito indisturbate, riuscendo a incassare dai furti commessi in stazione Centrale una somma compresa tra i 5 e i 20mila euro a settimana. Parte del bottino sarebbe poi finito nelle tasche dei due poliziotti.
Fonte: qui

domenica 5 novembre 2017

ARRESTATI TRE ROMENI CHE DEPREDAVANO I PARCOMETRI IN PROVINCIA DI ANCONA MENTRE FACEVANO PROSTITUIRE LE FIDANZATE IN ALBERGO

SONO STATI FERMATI MENTRE ORGANIZZAVANO IL RIENTRO IN PATRIA: GLI INQUIRENTI HANNO TROVATO 35MILA EURO IN MONETE NASCOSTE DENTRO PILE DI CALZINI DI LANA, PIEGATI E SISTEMATI NELLE VALIGE 


PARCOMETROPARCOMETRO
Spaccavano le colonnine per il pagamento della sosta e rubavano il denaro mentre le loro compagne si prostituivano negli alberghi in cui pernottavano. Sgominata la banda dei parcometri. Nella rete delle forze dell'ordine sono finiti tre romeni, mentre un quarto è tutt'ora ricercato. Gli stessi lunedì scorso erano stati arrestati in provincia di Macerata per un singolo episodio di furto.

Dopo aver patteggiato la pena di un anno, si stavano preparando a rientrare in Romania, ma sono stati più veloci i Carabinieri della Compagnia di Osimo che, diretti dal maggiore Raffaele Conforti e supportati dai colleghi di Ravenna, venerdì hanno eseguito il blitz in un albergo di Milano Marittima.

PROSTITUTEPROSTITUTE
Sono così stati arrestati un 34enne e due cugini di 24 anni. Nei loro confronti la Procura di Ancona ha mosso nuove accuse: associazione per delinquere finalizzata a diversi reati tra cui furto aggravato e, nel caso dei due cugini, anche sfruttamento della prostituzione. C’è anche un quarto uomo di cui al momento non vi è traccia e a cui i militari stanno dando la caccia.

I FURTI E LE INDAGINI
Le indagini hanno preso il via lo scorso 29 giugno quando alla caserma di Sirolo si é presentato un dipendente comunale per denunciare lo scasso di 5 parcometri da cui i ladri avevano portato via 3.476 euro. Poi il 16 luglio un altro colpo. Ancora quelle stesse colonnine per un bottino di 5.600 euro, saccheggiate seguendo lo stesso modus operandi: prima un foro con un trapano elettrico e poi un piede di porco per disarcionare la maschera della colonna.

PARCOMETROPARCOMETRO
I carabinieri di Sirolo, diretti dal maggiore Alfredo Russo, hanno dato il via alle indagini partendo delle telecamere installate dal Comune. Fondamentali per individuare le auto a bordo delle quali si spostava la gang, in particolare una Audi A6. Dall’incrocio delle immagini delle spycam e dei dati estrapolati dalla celle telefoniche, il cerchio si è stretto sempre più intorno ai 4 rumeni che, nel frattempo, erano stati individuati in altre regioni d’Italia. L’indagine si è così allargata, coinvolgendo anche il Nucleo Operativo Radiomobile di Osimo, diretto dal luogotenente Luciano Almiento. Secondo gli inquirenti la banda dei parcometri ha poi colpito in Toscana e sulla riviera romagnola.

prostitutaPROSTITUTA
Prima a Pietrasanta dove il 26 ottobre hanno rubato 711 euro, poi Riccione dove hanno colpito il 27 ottobre, il 29 ottobre a Lugo, dove hanno portato via 453 euro e infine Cesenatico, dove hanno rubato 496 euro. Poi a fine ottobre il furto a Macerata e l’arresto arrivato a seguito di un inseguimento da brividi terminato nei pressi del casello autostradale di Civitanova Marche.

Subito convalida per direttissima dopo di che sono tornati liberi e si sono diretti a Cervia. Lì dove gli inquirenti hanno trovato 35mila euro in monete nascoste dentro pile di calzini di lana, piegati e sistemati nelle valige. Quelle con cui i presunti ladri avrebbero affrontato il ritorno in patria, se non fosse stato per i carabinieri osimani, intervenuti per dirottare il viaggio il carcere di Montacuto ad Ancona.

Fonte: qui