9 dicembre forconi: pensioni d'oro
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lunedì 17 dicembre 2018

Nuovo vertice per completare la calata di braghe: si cercano ancora 3 miliardi

Manovra, trovato l'accordo: "Ecotassa per le auto di lusso"

Lungo vertice per trovare abbassare il deficit al 2,04. 
Ci sono il taglio delle pensioni d'oro e il bonus per i veicoli elettrici
"Le coperture per arrivare al deficit al 2,04% del pil ci sono", assicura il governo. Come? Con l'ecotassa sulle auto - "ma solo quelle extra lusso" - i tagli alle "pensioni d'oro" e la riduzione delle tariffe Inail.
Sarebbe questo l'accordo raggiunto questa sera dal governo per evitare le sanzioni dell'Europa
Il premier Giuseppe Conte ha passato ore oggi riunito a Palazzo Chigi con i tecnici del Ministero dell'Economia e Finanza per capire dove tagliare per non sforare ancora. Sotto i riflettori sarebbero finiti soprattutto quota 100 - la riforma delle pensioni voluta dalla Lega - e il reddito di cittadinanza promesso dal Movimento 5 Stelle. La platea per il sussidio "resta formata da 5 milioni di persone", ribadiscono fonti grilline sottolineando però che la misura dovrebbe partire da aprile. Il che - nonostante fonti smentiscano tagli - porterà il budget stimato dai 9 miliardi previsti dal testo votato alla Camera a 6,1 miliardi più un miliardo per la riforma dei centri per l'impiego. Anche per "l'aggiustamento tecnico-statistico" che prevede che solo il 90% degli aventi diritto richiederà il reddito di cittadinanza.
Comunque dopo quattro ore di vertice Matteo Salvini Luigi Di Maio hanno trovato un compromesso. Anche sulla cosiddetta ecotassa sulle auto con motore termico: dovrebbe scattare infatti soltanto per quelle considerate "extra lusso". Resta anche l'ecobonus per l'acquisto di veicoli elettrici.
Così come sembra confermato il taglio alle pensioni "d'oro", vero obiettivo del vicepremier grillino, che finanzierà l'opzione donna. Raggiunto un accordo anche sulla riduzione delle tariffe Inail per 600 milioni di euro, sul bonus cultura (che sarà limitato a eBook e libri, escludento concerti e cinema) e sul pagamento dei debiti da parte della Pubblica amministrazione verso le aziende creditrici.
"Abbiamo trovato un accordo su tutto, uno si diverte un mondo a leggere i giornali", ha detto il Salvini al termine dell'incontro, "Abbiamo trovato l'accordo su una ulteriore riduzione fiscale, restando nei limiti probabilmente graditi dalla Ue. Non abbiamo parlato di numeri, di questo ragiona Conte con Juncker. Noi abbiamo parlato di fatti". Poco prima il vicepremier aveva pubblicato sulle sue pagine social la foto di una pizza: "Ancora in ufficio...", ha scritto, "Con buon senso e coerenza accordo raggiunto su manovra economica, taglio delle tasse, lavoro, pensioni, sicurezza e investimenti per il bene degli italiani, alla faccia di piddini e rosiconi. Notte serena amici".

Fonte: qui
Manovra, la conferenza stampa dopo il vertice a Palazzo Chigi (RaiPlay)

giovedì 18 ottobre 2018

SU QUOTA 100 E PENSIONI D’ORO NON TORNANO I CONTI


BOERI GELA IL GOVERNO: LE MISURE PRESENTATE SONO INSOSTENIBILI. POTREBBERO FAR CRESCERE LA SPESA PREVIDENZIALE DI 140 MILIARDI IN 10 ANNI 

SUL TAGLIO DEGLI ASSEGNI SOPRA I 4500 EURO SI RISCHIANO RICORSI: PROBABILE CHE CI SARÀ UN CONTRIBUTO DI SOLIDARIETÀ 

E CHI USCIRÀ IN ANTICIPO DAL LAVORO CON LE NUOVE REGOLE RISCHIA DI PERDERE FINO A…

Francesca Angeli per “il Giornale”

di maio conte salviniDI MAIO CONTE SALVINI
Sulle pensioni d' oro i conti non tornano. La marcia indietro rispetto alle ipotesi iniziali da parte dei Cinquestelle appare inevitabile. Prima di tutto tramonta l' idea originaria di un ricalcolo con metodo contributivo degli assegni oltre i 4.500 euro mensili perché si rischiano ricorsi, incappando in profili di incostituzionalità. Un rischio sul quale avrebbe fatto trapelare la sua preoccupazione anche il Quirinale.

TITO BOERI LUIGI DI MAIOTITO BOERI LUIGI DI MAIO




Prende quota invece, anche se a denti stretti per M5s, l' applicazione di un contributo di solidarietà. Una soluzione da introdurre in modo graduale, prevedendo scaglioni crescenti, utilizzando il contributo di solidarietà temporaneo lungo tre anni. Altrimenti si ipotizza di fermare la rivalutazione all' inflazione. 

Ma a gelare i propositi del governo ieri ci ha pensato Tito Boeri, il presidente dell' Inps, durante l' audizione in Commissione Lavoro alla Camera. Boeri in sostanza ha detto che i conti della manovra oltre ad essere sbagliati sono insostenibili. Il quadro dipinto dall' esecutivo giallo verde che comprende la Quota 100, l' opzione donna, l' Ape social e il blocco delle aspettative di vita, corrisponderà ad un incremento di spesa previdenziale nei prossimi 10 anni di 140 miliardi.

L' insieme delle misure annunciate, ha specificato Boeri, costerebbe per il primo anno 7 miliardi. Costo che poi «salirebbe a 11,5 miliardi nel 2020 e quasi 17 miliardi, un punto di Pil, nel 2021». In sostanza, denuncia Boeri, questa manovra lascerà un peso insostenibile sulle spalle delle generazioni future a causa tra l' altro della mancata indicizzazione alla speranza di vita dei requisiti contributivo e anagrafico.

«É un giudizio politico», tuonano i Cinquestelle accusando Boeri di non essere imparziale. Certo per i grillini è difficile digerire la bocciatura senza appello dell' Inps che ha anche fornito calcoli assai diversi rispetto al risparmio che deriverebbe dal taglio delle pensioni d' oro.
EUROPE THE FINAL COUNTDOWNEUROPE THE FINAL COUNTDOWN

La platea degli interessati ovvero chi ha una pensione superiore ai 90.000 euro lordi è composta da 44.000 persone e di queste soltanto 29.000 sarebbero interessate dal provvedimento. Con tagli che vanno dall' 8 al 23 per cento l' Inps stima che i risparmi in realtà si fermino «a 150 milioni di euro». Una distanza siderale dal miliardo in 3 anni ipotizzato dal governo.

Dunque Boeri ha pure specificato che si potrebbe arrivare a racimolare 300 milioni, avvicinandosi al miliardo, solo abbassando la soglia a 78.000 euro lordi all' anno pari a circa 3.800 euro lordi al mese.

Ma come funzionerà la Quota 100?
luigi di maio matteo salviniLUIGI DI MAIO MATTEO SALVINI



Si apriranno 4 finestre all' anno. Dunque una volta raggiunti i requisiti occorrerà comunque aspettare l' apertura disposta dal governo. In sostanza si potrà lasciare il lavoro con due requisiti: i 62 anni di età e i 38 anni di contributi (62 più 38 uguale 100).

La conditio sine qua non per accedere alla finestra d' uscita è l' avere cumulato 38 anni di contributi. Anche chi ha più di 62 anni di età dovrà aspettare di maturare i 38 anni di contributi. Di conseguenza la quota salirà a 101 (63 + 38), 102 (64 + 38) e così via. Chi si avvantaggerà delle nuove norme? Soprattutto quelli che hanno appena maturato o stanno per maturare i due requisiti dei 62 anni e dei 38 anni di contributi.
SALVINI DI MAIO CONTE BY SPINOZASALVINI DI MAIO CONTE BY SPINOZA






Questi con la legge Fornero avrebbero dovuto aspettare altri 5 anni. Il presidente dell' Inps però ha anche sottolineato che il dipendente pubblico che dovesse uscire in anticipo con le nuove regole della Quota 100 «potrebbe perdere fino a 500 euro al mese».

Fonte: qui

venerdì 13 luglio 2018

Pensioni d'oro, pronto il giro di vite oltre i 4mila euro

Roma, 13 luglio 2018 - La proposta per tagliare le pensioni d’oro è pronta e sarà presentata entro pochi giorni. Incassata l’abolizione dei vitalizi, almeno alla Camera e comunque in attesa delle possibili pronunce della magistratura, il super-ministro Luigi Di Maio passa all’attacco per il ricalcolo degli assegni pensionistici sopra i 4mila euro netti mensili: nel mirino oltre 100mila pensionati, per un incasso stimato da oltre un miliardo di euro. Il capo dei 5 Stelle spinge deciso in questa direzione: «Ora tagliamo le pensioni d’oro agli ex manager di Stato, gente privilegiata che non ha versato i contributi per una pensione anche da 30-40 mila euro, a tutti quei parassiti sociali che hanno campato sulla spalle di tanta gente».
E così, mentre i magistrati della Corte dei Conti mettono sull’avviso il governo sui rischi di correzioni alla riforma Fornero («Non ci sono i margini») con quota 41 e quota 100, i tecnici di Di Maio, in realtà, sono impegnati sul dossier pensioni elevate. A tradurre in numeri e norme l’indicazione politica è un gruppo di lavoro del quale fanno parte il giuslavorista Pasquale Tridico (consulente numero uno del capo grillino) e il presidente dell’Inps, Tito Boeri, da sempre schierato per l’intervento sulle pensioni più alte calcolate con il retributivo.
In pratica, si dovrebbero ricalcolare con il metodo contributivo (che mette in relazione l’importo dell’assegno con i contributi versati) tutte le prestazioni di importo elevato liquidate nei decenni passati e far scattare un contributo sulla parte squilibrata. Le prime proposte del numero uno dell’Inps risalgono al 2014, ma l’affinamento è contenuto nello studio Inps «Non per cassa, ma per equità».
La prima versione dell’analoga operazione d’ispirazione grillina partiva da un intervento su prestazioni da 5mila euro netti mensili (circa 8.500 lordi). Il numero di pensionati sopra quella soglia è di circa 30mila persone. Lo squilibrio prestazione/contributi si aggirerebbe intorno al 5-6%. Il taglio ammonterebbe a circa il 5% dell’intera pensione: su una pensione di 5.837 netti, la quota tagliata sarebbe di 284 euro netti mensili. In totale l’incasso sarebbe di circa 115 milioni di euro.
Per arrivare a un risparmio da un miliardo, obiettivo indicato dell’intervento, ci vuole ben altro. «Solo estendendo l’intervento dai 4mila euro netti in su di reddito pensionistico, il gettito potrebbe arrivare intorno al miliardo», conferma Stefano Patriarca, economista ex consulente del governo. Ma l’intervento dovrà fare i conti non solo con l’opposizione di Pd e Forza Italia ma anche della Lega.
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«È una strada rischiosa – avvisa il professor Alberto Brambilla, l’uomo della previdenza del Carroccio –. Non si possono cambiare le regole fissate dalla legge per i pensionamenti di venti o trenta anni fa con effetto retroattivo: meglio la soluzione del contributo di solidarietà sugli assegni più elevati».
Fonte: qui