9 dicembre forconi

mercoledì 7 novembre 2018

IL SENATO APPROVA IL DECRETO SICUREZZA


IL DL VOLUTO DA SALVINI CHE INTRODUCE RESTRIZIONI AI RICHIEDENTI ASILO È PASSATO (CON LA FIDUCIA) SENZA IL VOTO DEI RIBELLI GRILLINI 





DECRETO SICUREZZA, SÌ DAL SENATO (CON LA FIDUCIA). I RIBELLI M5S NON VOTANO
Dino Martirano per www.corriere.it

salvini decreto sicurezzaSALVINI DECRETO SICUREZZA
Il Senato ha approvato con il voto di fiducia (163 i sì e 59 no) il decreto sicurezza-immigrazione fortemente voluto dalla Lega e dal suo leader Matteo Salvini (cosa c’è nel testo). Il decreto - che introduce un forte giro di vite per i richiedenti asilo e la protezione umanitaria richiesta dai rifugiati e mette a disposizione dei poliziotti, tra l’altro, la pistola elettrica Taser - supera dunque il primo giro di boa e ora passa alla Camera. Hanno votato a favore Lega e M5S, esclusi quattro dissidenti grillini - De Falco, Nugnes, Fattori e Montero- usciti dall’aula al momento del voto.

gregorio de falco 4GREGORIO DE FALCO
Ma mancano all’appello altri 3 voti di grillini: si tratta di Vittoria Bogo Deledda e Michele Giarrusso (che erano in congedo dunque assenti giustificati), Virginia La Mura (assente ma che aveva firmato alcuni emendamenti assieme a De Falco); anche Carlo Martelli ( ex grillino, ora al gruppo misto) e si è astenuto. I senatori di Forza Italia, che apprezza il contenuto del provvedimento, sono rimasti in aula senza votare. Fratelli d’Italia, che pure tifa per il provvedimento sull’immigrazione, ha scelto l’astensione nel voto che, con il nuovo regolamento del Senato, non è equivale più a un voto contrario. Hanno votato contro il Partito Democratico, Liberi e Uguali e le Autonomie.

NUGNESNUGNES
Salvini, dunque incassa il risultato ed esulta esulta: «Ci stiamo lavorando da questa estate. Sono Contento». E ora tocca al M5S avere soddisfazione sulla prescrizione e sul ddl anticorruzione fermo alla Camera perché la Lega si è messa di traverso. Su questo punto Salvini è stato, a parole, accomodante: «Sulla prescrizione chiudiamo tra qualche ora. Tra persone ragionevole una soluzione si trova sempre».

La norma sugli sgomberi
Fratelli d’Italia ha denunciato che dal maxi emendamento approvato con la fiducia, il testo che sostituisce l’intero provvedimento, è saltato il comma che permetteva alle forze di polizia interventi immediati sulle occupazioni degli stabili. «Non ci siamo, questo è un tradimento bello è buono: ai cittadini onesti che aspettavano la loro rivincita, alle famiglie regolarmente in graduatoria per una casa popolare, ai proprietari di case espropriate dai movimenti per l’occupazione e di fatto requisite dallo Stato».
elena fattoriELENA FATTORI

L’imbarazzo del M5S
La dichiarazione di voto nell’aula del Senato del capogruppo del M5S, Stefano Patuanelli, è stata dedicata quasi interamente alla manovra economica, al contratto di governo e al decreto dignità già approvato dal Parlamento. Il rappresentante del M5S ha parlato di economia, occupazione e di delocalizzazione delle industrie. Solo al termine del suo intervento ha dedicato una manciata di secondi al merito del decreto sicurezza e immigrazione annunciando il voto favorevole dei senatori grillini.

Il non voto dei ribelli M5S
Come annunciato i dissidenti del Movimento cinque stelle non hanno partecipato al voto perché ritengono dannoso questo decreto sicurezza-immigrazione. Ma alla fine sono rimasti in quattro: Gregorio De Falco, Paola Nugnes, Elena Fattori e Matteo Montero. Il comandante De Falco ha motivato il suo allontanamento al momento del voto con queste parole: «Rendere questo decreto aderente al dettato costituzionale era un preciso dovere di questo Parlamento come ci ha ricordato la più alta carica dello Stato. In ogni caso confermo la mia fiducia a questo governo...». Paola Nugnes, invece, è entrata nel merito del decreto, smontandolo pezzo dopo pezzo: «Tutti questi immigrati irregolari non spariranno certo per decreto». Elena Fattori, infine, ha aggiunto: «Questo decreto è contro tutto quello che c’è nel programma dei Cinque Stelle».
STEFANO PATUANELLI M5SSTEFANO PATUANELLI M5S

Il grazie della Lega
Il capogruppo dalla Lega Massimiliano Romeo ha ringraziato il Movimento cinque stelle per il contributo fornito al miglioramento del decreto sicurezza: «Il testo, dunque, non era blindato». Ma poi il capogruppo del Carroccio ha voluto ringraziare anche Forza Italia e Fratelli d’Italia e ha ricordato quando nel 2011 il governo di centrodestra portò a termine 71 mila espulsioni. Per la Lega, «i 100 mila immigrati invisibili che vagano per l’Italia» sono responsabilità dei governi precedenti del Pd che si «sono messi la mano sul cuore salvando tanti immigrati durante le traversate in mare». Alla Lega, poi, ha risposto, Forza Italia: «Lasciate questa alleanza con gente che è di sinistra, seguite l’invito che via ha fatto Silvio Berlusconi. Tornate a casa vostra nel centrodestra».

Il non voto di Forza Italia
salvini decreto sicurezza 1SALVINI DECRETO SICUREZZA 
Forza Italia non ha partecipato al voto perché non intende appoggiare il governo ma apprezza il contenuto del decreto. Maurizio Gasparri: «La fiducia non ve la possiamo dare perché poi ci saranno i compromessi tra Lega e M5S sulla prescrizione e i processi saranno infiniti. Quindi non votiamo la fiducia ma apprezziamo alcune misure di questo provvedimento. La tutela della sicurezza dei cittadini, in particolare. E per questo ci asteniamo dal voto. Noi diciamo sì alla sicurezza ma non al governo perché poi non si dica nei bar italiani che Forza Italia vota contro un provvedimento che punta alla sicurezza dei cittadini». Forza Italia, in particolare, la menta che la fiducia ha impedito di approvare alcuni emendamenti migliorativi: «Come quello - ha spiegato Gasparri - che elimina il reato di tortura che sta affliggendo tanti agenti di polizia. Ma La lega ci ha risposto che la tortura non è nel contratto di governo con il M5S».
davide faraone protesta contro decreto sicurezzaDAVIDE FARAONE PROTESTA CONTRO DECRETO SICUREZZA

Il Pd: «E’ il decreto clandestinità»
Il senatore dem Dario Parrini ha detto che questo «non è il decreto sicurezza ma il decreto clandestinità». E poi ha aggiunto: «È un testo illiberale e in tante parti incostituzionale perché ignora la lettera del Capo dello Stato che lo accompagnava e non rispetta la Costituzione in punti rilevanti quali il rispetto degli obblighi internazionali, la restrizione delle libertà personali, la questione della cittadinanza. Come si può credere che ci sarà più sicurezza senza il rispetto delle libertà civili fondamentali? Se non c’è libertà non c’è sicurezza. Infine, è stato portato avanti da Lega e M5s con prove di arroganza inquietanti. La maggioranza non ha il diritto di svilire il ruolo del Parlamento e di scaricare i suoi contrasti sulle opposizioni. Per tutti questi motivi il Pd vota no».

DECRETO SICUREZZA, L’UFFICIO BILANCIO DEL SENATO: «MANCANO LE COPERTURE»
Marco Galluzzo per www.corriere.it

Potrebbe essere considerata quasi un’inezia, visto il ben più ampio problema di finanza pubblica derivato dallo scontro in atto fra Roma e la Commissione europea sulla manovra economica, ma anche il decreto sicurezza sembra che non rispetti tutte le disposizioni vigenti in termini di copertura e di legislazione corrente di bilancio.

L’approvazione al Senato
matteo salvini con mojitoMATTEO SALVINI CON MOJITO
Come accaduto a proposito della manovra economica, è ancora una volta il Servizio Bilancio del Senato della Repubblica a segnalarlo: «Per i profili di copertura, andrebbe innanzitutto acquisita conferma in merito alle disponibilità relative alle autorizzazioni di spesa ivi indicate», scrivono i funzionari di Palazzo Madama, che aggiungono come vada «evidenziato che il provvedimento non è al momento corredato dall’allegato che evidenzia gli effetti sia in termini di competenza, che in termini di impatto sui saldi di finanza pubblica».

Insomma un modo di legiferare ancora una volta critico, quantomeno lacunoso, almeno a giudizio dei servizi studi del Senato, che si concentrano sulle coperture per svariate decine di milioni di euro che le diverse disposizioni del Decreto sicurezza prevedono attingendo a Fondi speciali sia del ministero dell’Interno che del ministero dell’Economia.

«La circostanza, premesso che disattende ad una precisa disposizione della legge di contabilità (articolo 17, comma 4) – scrivono ancora i funzionari del Senato - rende al momento impossibile a fornire evidenza della compensazione dei maggiori oneri per la finanza pubblica contenuto, nel provvedimento, tenuto in debito conto i diversi criteri di imputazione della spesa in termini di competenza finanziaria e quelli invece come noto previsti in termini di cassa e di competenza economica, per ciascun annualità, in considerazione delle risorse indicate a copertura».
CONTE DI MAIO SALVINICONTE DI MAIO SALVINI

Si evidenzia inoltre che sui fondi per coprire le nuove disposizioni del decreto sicurezza «andrebbe confermata l’esistenza delle relative risorse per ciascuna annualità in gestione libera da impegni già perfezionati o in via di perfezionamento». Insomma è come se il servizio Bilancio del Senato non si accontenti delle indicazioni contenute nel Decreto, ma vorrebbe maggiori certezze, soprattutto da parte della Ragioneria dello Stato.

Andrebbero anche fornite «rassicurazioni» sul funzionamento «ai sensi della legislazione vigente del Fondo di solidarietà per le vittime delle richieste estorsive», visto che parte delle coperture vengono distratte dal Fondo, e dunque mancherebbero adeguate rassicurazioni «sull’adeguatezza delle residue risorse che perverranno al Fondo di solidarietà a fronte della copertura di oneri di funzionamento a carattere permanente e dei fabbisogni di spesa prevedibili».

Fonte: qui

GROSSETO: PROVA A STUPRARLA, LEI GLI STACCA LA LINGUA A MORSI


A GROSSETO UNA 52ENNE AGGREDITA NEL PARCHEGGIO DA UN21ENNE EGIZIANO CHE LA PICCHIA, MA ALLA FINE È COSTRETTO A DESISTERE

Stefano Vladovich per il Giornale

tentato stupro grossetoTENTATO STUPRO GROSSETO
Gettata a terra, gli stacca la lingua a morsi. Si salva dallo stupro solo grazie alla sua reazione una 52enne di Grosseto, aggredita nel parcheggio delle mura medicee, in pieno centro storico, poco prima delle 7 del mattino. L' aggressore, un egiziano di 21 anni, in Italia con regolare permesso di soggiorno, adesso è in carcere con le gravi accuse di tentata violenza carnale aggravata e lesioni.

Accade tutto in una manciata di secondi, sulle scale a pochi passi dal varco Ztl del parcheggio Vallo degli Arcieri, quando la donna sta per raggiungere la propria auto per recarsi al lavoro.
È mattina presto, per strada non c' è anima viva. Lo straniero spunta dal nulla, come racconterà la poveretta ai carabinieri, le salta subito addosso ma lei reagisce. Lui prova allora a stordirla assestandole un pugno in pieno volto, quanto basta per farla cadere e gettarsi su di lei. Una volta giù, altri pugni sul naso e sulla mascella. Le strappa pure i vestiti di dosso Elsisi Mohamed Ismail Kamel, questo il suo nome, prima la giacca poi la camicetta, infine la gonna.

E prova a violentarla. La donna resiste lottando a più non posso e, quando il giovane prova a baciarla, lei non ci pensa un solo istante. Un morso con tutta la forza che può e gli lacera la lingua.
stuproSTUPRO
L' uomo urla, la donna ancora di più. Accorre un passante, l' egiziano, sanguinante, non può far altro che darsela a gambe. Il soccorritore lo vede bene in faccia, la sua descrizione alla pattuglia di carabinieri intervenuta sul posto è determinante. L' egiziano viene fermato poco dopo a un isolato da lì, mentre tenta una fuga impossibile fra le stradine attorno il Duomo. La vittima della violenza carnale viene soccorsa immediatamente e trasportata prima al pronto soccorso dell' ospedale Misericordia di Grosseto poi al Cto di Firenze. «La paziente ha subito delle lesioni facciali, a uno zigomo - spiegano i medici fiorentini - che necessitano di un intervento chirurgico in una struttura specializzata».

Il pm, Raffaella Capasso, ha chiesto al gip la convalida del fermo, avvenuta ieri dopo l' interrogatorio di garanzia.
stuproSTUPRO
«È stato accertato - scrive il procuratore - che lo straniero ha scaraventato a terra la donna, piombandole addosso e colpendola con pugni al volto e alla mascella». Per la Procura l' uomo non ha portato a termine la violenza «per cause indipendenti dalla sua volontà. Le ricerche sono state condotte con numerose pattuglie dei carabinieri che hanno permesso, grazie alle indicazioni fornite da una persona che aveva soccorso la vittima, di individuare l' autore della violenza mentre tentava di allontanarsi». 
L' egiziano, sanguinante, viene anche lui portato in ospedale. Ai medici dichiara di esser stato lui vittima di un' aggressione. A inchiodarlo, però, le testimonianze della grossetana e dell' uomo intervenuto in suo aiuto. Per la 52enne è stato attivato il Codice Rosa, ovvero il protocollo della Asl in caso di violenza sulle donne. Immediate le reazioni, a cominciare dal presidente di FdI: «L' ennesimo inaccettabile caso - twitta Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d' Italia -di violenza nei confronti di una donna. Non possiamo fingere di non vedere. Ora basta! Tolleranza zero».

5 Novembre 2018

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IL 32ENNE ALESSANDRO DE FABBIO E’ STATO TROVATO MORTO IN AUTO A TEPECHITLAN, IN MESSICO


LO HANNO UCCISO CON UN COLPO D’ARMA DA FUOCO ALL’ADDOME: FACEVA IL RIVENDITORE DI SEGHE A MOTORE E GRUPPI ELETTROGENI 

LO STESSO MESTIERE DI ALTRI TRE NAPOLETANI, ANTONIO RUSSO, IL FIGLIO RAFFAELE E IL NIPOTE VINCENZO CIMMINO, SCOMPARSI IN MESSICO LO SCORSO GENNAIO…


ALESSANDRO DE FABBIOALESSANDRO DE FABBIO
(ANSA) - Un italiano è stato trovato morto a bordo di un'auto, ucciso da almeno un colpo d'arma da fuoco all'addome, a Tepechitlan, nello stato di Zacatecas, in Messico. Lo annuncia la procura dello stato, citata dalla stampa messicana, fra cui El Universal. Alcuni media campani, fra cui il Mattino, segnalano il nome di Alessandro De Fabbio, 32 anni, detto 'Poppe', di Napoli, che faceva il rivenditore di seghe a motore e gruppi elettrogeni in Messico. Lo stesso mestiere di altri tre napoletani, Antonio Russo, il figlio Raffaele e il nipote Vincenzo Cimmino, scomparsi in Messico lo scorso gennaio, nello stato di Jalisca. A circa 350 metri dal ritrovamento del cadavere, una auto Honda grigia abbandonata, noleggiata a Città del Messico.

Fonte: qui
Gli italiani scomparsi in MessicoGLI ITALIANI SCOMPARSI IN MESSICOItaliani scomparsi in Messico - Antonio Russo - suo padre Raffaele e il cugino Vincenzo CimminoITALIANI SCOMPARSI IN MESSICO - ANTONIO RUSSO - SUO PADRE RAFFAELE E IL CUGINO VINCENZO CIMMINO

TI SPUTO IN FACCIA! A SARONNO UNA MAMMA VIENE RIMPROVERATA DA UNA MAESTRA PER ESSERSI PRESENTATA IN RITARDO A RIPRENDERE IL FIGLIO A SCUOLA


È A QUESTO PUNTO CHE LA DONNA LE HA RIVOLTO INSULTI E SPUTI CONTRO, DAVANTI AGLI INSEGNANTI E AGLI ALUNNI 

“LA DENUNCIO”, MINACCIA LA DOCENTE AGGREDITA

Cristina Bassi per il Giornale
sputi alla maestraSPUTI ALLA MAESTRA

In ritardo nell' andare a riprendere il figlio a scuola, rimproverata perciò dalla maestra, reagisce sputando in faccia all' insegnante. Quello avvenuto a Saronno, in provincia di Varese, è l' ennesimo episodio di inciviltà tra le mura scolastiche. Per la mamma violenta scatterà una denuncia.

Il figlio della donna frequenta la scuola primaria «Gianni Rodari» di Saronno. Venerdì pomeriggio alle 16.15 è suonata la campanella di fine lezioni, ma della mamma non si è vista traccia. Non si è fatta viva neppure nei successivi trenta minuti e oltre. E, come racconta il quotidiano La Prealpina, non era la prima volta che arrivava in ritardo costringendo il suo bambino a rimanere ad aspettare in aula mentre tutti i compagni erano tornati a casa e le maestre e trattenersi per non lasciarlo solo. Due giorni fa l' insegnante poi finita aggredita si era offerta di restare con l' alunno per fare un favore a una collega che doveva per forza andare via.

«Non era la prima volta che quella mamma arrivava in ritardo - ha spiegato la docente al quotidiano - . Non si trattava neppure di un alunno della mia classe, ma in quel momento stavo cercando d' aiutare una collega supplente che non poteva più trattenersi a scuola perché doveva prendere il treno per tornare a casa e stava per perderlo».

sputi alla maestra saronnoSPUTI ALLA MAESTRA SARONNO
Prima di tutto l' istituto ha provato a contattare la madre ritardataria, che però non ha mai risposto al telefono cellulare. Quando finalmente è arrivata, non solo non si è scusata ma ha reagito andando su tutte le furie alle parole delle maestre che le facevano notare la mancanza. Siccome appunto il suo non era un comportamento nuovo, spiega ancora la docente presa di mira, «dopo esserci confrontate con la dirigenza scolastica, abbiamo ritenuto di dover affrontare la situazione».

E di non lasciar correre, per evitare che la donna continuasse a non rispettare gli orari di entrata e uscita dalla scuola. Orari che le erano già stati ricordati diverse volte, anche per iscritto. Pare che a scatenare la reazione violenta sia stato l' avvertimento che alla prossima occasione l' istituto sarebbe stato costretto a rivolgersi alla polizia locale. È a questo punto che la mamma ha rivolto insulti e sputi contro la maestra, davanti al personale, agli altri insegnanti e ad alcuni alunni increduli. «Adesso intendo sporgere denuncia», dice la docente aggredita.

Anche perché, sottolinea, nell' ultimo periodo il ruolo dell' insegnante è spesso finito sotto attacco, bersaglio sia dei genitori sia degli studenti. Solo alcuni giorni fa ad esempio in un istituto superiore di Vimercate, non lontano da Monza, una professoressa è stata colpita al buio con una sedia lanciata da qualcuno dei suoi allievi ed è rimasta ferita. L' autore del gesto per ora non ha un nome. Il preside ha scritto una lettera aperta lanciando un appello agli studenti: «Il responsabile si faccia avanti».

Fonte: qui

LA PARENTOPOLI GRILLINA SI ALLARGA: OLTRE AD ASSIA MONTANINO, IL FIDANZATO SALVATORE BARCA (COMPAESANI DI DI MAIO) E' STATO PROMOSSO SEGRETARIO GENERALE DEL MISE


POI CI SONO I FRATELLI DETTORI, FEDELISSIMI DI CASALEGGIO. E POI IL COMPAGNO DI CORSO ENRICO ESPOSITO (CHE PERÒ HA FINITO L'UNIVERSITÀ) , DE FALCO E GLI ALTRI 

TUTTI I NOMI DEI PARACAD(L)UTATI DA POMIGLIANO A PALAZZO CHIGI

IL VIZIETTO DEL MOVIMENTO: PIAZZARE PARENTI E AMICI
Pasquale Napolitano per “il Giornale”

LUIGI DI MAIOLUIGI DI MAIO
La politica nel M5s è anche un affare di famiglia. Il binomio tra sangue e potere seduce gli incorruttibili grillini. Dai fratelli Dettori (Pietro e Marcello) alla coppia Barca-Montanino: la parentopoli si allarga a macchia d' olio. Ora che i Cinque stelle sono forza di governo, le poltrone sono aumentate. E anche le opportunità di occupazione, grazie alla politica, sono raddoppiate per fratelli, fidanzate e mogli dei pentastellati.

È di dominio pubblico, dopo l' inchiesta del Il Giornale, il caso dei due fidanzati (compaesani del vicepremier Luigi di Maio) Salvatore Barca e Assia Montanino: i due fidanzatini, dopo una lunga gavetta nel M5S, sono stati piazzati dal capo politico del M5s Di Maio in ruoli di peso (e ben retribuiti) al ministro dello Sviluppo Economico. Assia Montanino è stata scelta da Di Maio per la poltrona di segretario particolare al Mise con un stipendio pari a 72 mila euro l' anno. A Barca Di Maio ha affidato la guida della segreteria.

ASSIA MONTANINOASSIA MONTANINO
Ogni anno portano a casa (che condividono a Roma) 150mila euro. Doppio stipendio (grazie alla politica) anche per la famiglia Cancelleri. Azzurra Cancelleri è un deputato grillino alla seconda legislatura. Il fratello Giancarlo è consigliere regionale del M5s in Sicilia ed è stato il candidato (sconfitto) governatore contro Nello Musumeci alle regionali di un anno fa. Fratelli di sangue e di fede politica sono Pietro e Marcello Dettori: due fedelissimi di Davide Casaleggio.

DI MAIO 1DI MAIO




Pietro Dettori è stato nominato dal vicepremier Di Maio nello staff di Palazzo Chigi per coordinare la struttura social e comunicazione web: stipendio pari a 130mila euro l' anno. Il fratello Marcello non ha alcun incarico in strutture pubbliche ma è l' amministratore unico di Moving Fast Media, la società che edita il sito Silenzi e Falsità, il cannone social della propaganda del M5s (soprattutto di Luigi di Maio) che spara quotidianamente articoli sulle iniziative del vicepremier. Entrambi si occupano, dunque, delle strategie web del M5s: Pietro nel Palazzo, Marcello fuori.

Doppia poltrona familiare per il senatore grillino Vincenzo Presutto; la moglie, Marta Matano, è consigliere comunale a Napoli in quota M5s. A Palazzo Madama sta alimentando malumori il caso di Vilma Moronese, presidente della commissione Ambiente: la senatrice si fa assistere (pare gratuitamente) dal compagno Giuseppe Rondelli.

ASSIA MONTANINOASSIA MONTANINO
La figura dell' assistente (fidanzato) a titolo gratuito è un' invenzione campana: l' ex capogruppo in Consiglio regionale Valeria Ciarambino ha scelto come assistente personale, senza stipendio ma con badge e accesso agli uffici, il marito Domenico Migliorini. Nella rete degli intrecci familiari del M5s è finita la ministra della Difesa Elisabetta Trenta, sposata con Claudio Passarelli, un ufficiale dell' Esercito.

A giugno, dopo la denuncia del deputato del Pd Michele Anzaldi, per liberare il campo da possibili conflitti familiari (e di interesse), la Trenta ha rimosso il marito dall' incarico di ufficiale addetto alla segreteria del vice direttore nazionale degli armamenti all' ufficio Affari Generali. Continuando, però, a guidare il ministero nel quale lavora il marito. Tra governo, Senato e Camera pare che i casi di familiari assunti nelle segreterie siano numerosi. Nonostante lo statuto del M5s lo vieti esplicitamente.


IL "CERCHIO VESUVIANO" TRA CHIGI E I DUE MINISTERI
Estratto dell'articolo di Tommaso Rodano e Carlo Tecce per “il Fatto Quotidiano”

(…)

MARCELLO DETTORIMARCELLO DETTORI
Questa è la stagione del "cerchio vesuviano". A differenza di Salvini, Luigi non ha indicato un capo di gabinetto per la struttura di Palazzo Chigi, ma s' affida - in sostanza - a una guarnigione di fedelissimi. Marco Bellezza è il consigliere giuridico - con un compenso annuo di 100.000 euro - che si occupa di innovazione, proviene dallo studio Portolano Cavallo, citato come esempio di lungimiranza per l' utilizzo dell' intelligenza artificiale in un rapporto della Casaleggio & Associati.

Massimo Bugani e Pietro Dettori , invece, sono strettamente legati a Davide Casaleggio: la coppia assiste Di Maio da Chigi, ma è pure ai vertici dell' associazione Rousseau, la piattaforma che controlla il denaro e le politiche dei Cinque Stelle.

Dettori è lo stratega della comunicazione (130.000 euro), Bugani è il vicecapo della segreteria particolare (80.000 euro). Il superiore di Bugani è Dario De Falco (100.000 euro), che ha studiato con Di Maio - in classe diversa, lui è dell' 84 e Luigi dell' 86 - al liceo classico "Imbriani" di Pomigliano d' Arco.

luigi di maio dario de falco 1LUIGI DI MAIO DARIO DE FALCO 1
Sara Mangieri (100.000), invece, è l' addetto stampa. A rimpinguare il gruppo è arrivato Alessio Festa , funzionario di Montecitorio, prima distaccato presso lo staff del premier Giuseppe Conte (che neanche lo conosceva) e adesso nella formazione di Luigi. Festa è lo sguardo del vicepremier sui testi di legge e l' orecchio per ogni sospiro che trapela a Chigi quando il leader è lontano. Per esempio, Festa ha lavorato strenuamente a ricostruire il caso della "manina" che ha ritoccato il decreto fiscale.

Il referente di Di Maio al Mise è Vito Cozzoli (emolumento erogato dalla Camera), già capo di gabinetto con la ministra Federica Guidi, defenestrato da Carlo Calenda. Cozzoli ha ricostituito la tolda di comando nel governo renziano con la nomina a vice con mansioni di vicario di Giancarlo Carmelo Pezzuto (consigliere fuori ruolo della Corte dei Conti). Elena Lorenzini (anche lei Corte dei Conti) e Giorgio Sorial (110.000 euro, ex deputato M5S che ha bucato la rielezione) completano la squadra di Cozzoli.
PIETRO DETTORIPIETRO DETTORI

Per la propaganda ai ministeri del Lavoro e dello Sviluppo economico, Di Maio ha richiamato Cristina Belotti (130.000) dal Parlamento europeo, pure lei allevata nella scuderia Casaleggio. Belotti a Roma può contare sul sostegno di Giorgio Chiesa (lo stipendio non è ancora definito) con i gradi di capo dell' ufficio stampa al Mise e di Luigi Falco (100.000 euro) al Lavoro. Chiesa era nella delegazione europea a Strasburgo dei Cinque Stelle, mentre il napoletano Falco era a Montecitorio con Di Maio.

L' avvocato Enrico Esposito (65.000), campano di Nola - autore di imbarazzanti tweet sessisti (s' è giustificato parlando di un gioco con l' uso di un alter ego) - è il vice capo dell' ufficio legislativo. Daniel De Vito (149.000 euro), trentenne di Avellino, dopo il rodaggio la scorsa legislatura nel gruppo parlamentare dei Cinque Stelle, ha conquistato i gradi di capo della segreteria tecnica al dicastero di via Veneto. Di Maio ha arruolato al Mise anche Elvira Raviele (36.000), una giovane avvocata, esperta di diritto amministrativo e di contrattualistica pubblica.

SALVATORE BARCASALVATORE BARCA
Il consulente per gli Affari Internazionali è Carmine America (36.000 euro), anch' egli studente al liceo classico di Pomigliano d' Arco. Il leader del Movimento ha mantenuto una promessa da campagna elettorale e ha proposto un contratto da 46.800 euro a Sergio Bramini , l' imprenditore fallito pur vantando crediti con lo Stato.

Alla poco più che ventenne Francesca Mattiaci (24.000), già assistente della deputata pentastellata Marta Grande, Di Maio ha conferito il mandato di "collaborare con la segreteria per il supporto e la gestione dell' agenda del ministro". Luigi ha libero ancora il posto di capo della segreteria perché Salvatore Barca (149.000 euro) - napoletano di Volla - è stato promosso segretario generale del Mise.
i tweet sessisti di enrico esposito 4I TWEET SESSISTI DI ENRICO ESPOSITO

Dopo le polemiche per l' amicizia con Di Maio (e per il legame affettivo con lo stesso Barca), Assunta "Assia" Montanino di Pomigliano d' Arco non è più segretaria particolare al Mise, ma al Lavoro: nel passaggio ci ha guadagnato circa 400 euro all' anno, per un ingaggio totale di 72.881.

ENRICO ESPOSITOENRICO ESPOSITO
Trasferiamoci di fronte al Mise, al dicastero per il Lavoro. Bel salto per il messinese Giovanni Capizzuto (100.000 euro): era segretario particolare del deputato e concittadino Francesco D' Uva (oggi capogruppo alla Camera) e dal 18 giugno è responsabile della segreteria tecnica di Di Maio. Pasquale Tridico era nel governo lanciato da Di Maio prima del voto del 4 marzo, al momento è coordina i consulenti economici del pluriministro Luigi con un compenso di 35.000 euro.

Sorte migliore per Francesco Vanin : da assistente locale del parlamentare europeo Marco Zullo a "esperto del ministro" per 100.000 euro all' anno.

ASSIA MONTANINOASSIA MONTANINO


DI MAIO “PROMUOVE” IL COMPAESANO (FIDANZATO DI ASSIA): GUADAGNERÀ QUANTO MATTARELLA
Pasquale Napolitano per il24.it

Il portale istituzionale del ministero dello Sviluppo economico è stato già aggiornato: Salvatore Barca, fedelissimo del vicepremier Luigi di Maio, è stato “promosso” segretario generale al Mise. In meno di 4 mesi ha bruciato le tappe: passando dalla guida della segreteria del ministro alla segreteria generale del Mise: un ruolo apicale nella Pubblica amministrazione. E anche lo stipendio cresce per Barca, che non è solo un burocrate di Stato ma l’uomo più vicino a Di Maio. Barca, originario di Volla (comune a 7 Km da Pomigliano D’Arco), segue Di Maio dai tempi della vicepresidenza della Camera.

LUIGI DI MAIOLUIGI DI MAIO


E’ stato l’ideatore del progetto del Microcredito ma soprattutto a lui sono affidati i dossier politici più delicati. Grazie a Di Maio e al m5S ha trovato anche l’amore: Barca è il compagno di Assia Montanino, attivista di Pomigliano D’Arco assunta da Di Maio al Ministero del Lavoro come segretaria particolare.

Quanto guadagnerà Barca con l’incarico di segretario generale? Uno stipendio niente male, superiore ai 149 mila euro intascati come da capo della segreteria. Secondo i dati i 18 dirigenti generali guadagnano tutti almeno 198-200mila euro, ma la maggior parte sta in media sui 210mila euro, con punte fino a 217mila.

ASSIA MONTANINOASSIA MONTANINO
Ai tempi dell’ex ministro Carlo Calenda, il segretario generale Andrea Napoletano aveva una retribuzione che oscillava tra 198mila e 207mila. Uno compenso che sfiora quello del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che intasca 239 mila euro l’anno. Però sulla nomina di Barca incombe lo spettro della Corte dei Conti: la nomina di segretario generale del Ministero dello Sviluppo economico, una figura tecnico-amministrativa, non rientra nelle nomine fiduciarie di diretta collaborazione, e' stato scelto Salvatore Barca, che non soltanto e' un fedelissimo del vicepremier, gia' collaboratore del gruppo del Movimento 5 stelle alla Camera per 5 anni, ma risulta essere un semplice funzionario del ministero.
dario de falcoDARIO DE FALCO

Barca non risulta aver superato alcun concorso per essere dirigente ne' di prima ne' di seconda fascia, ma di Maio lo ha promosso con un triplo salto fino a massimo dirigente di uno dei ministeri piu' impegnativi del Governo.

E' davvero cosi'? Davvero Barca e' solo un funzionario? 

E allora come ha fatto la Corte dei Conti a dare il via libera a una nomina del genere? E come hanno fatto le strutture della presidenza del Consiglio a far passare la nomina di Barca in Consiglio dei ministri, senza alcun rilievo” scrive su Facebook  il deputato del Partito democratico Ubaldo Pagano.

Fonte: qui

TREVISO: UN RICHIEDENTE ASILO VIENE ARRESTATO PER SPACCIO DI DROGA E VIENE SCARCERATO SUBITO.

I GIUDICI CHIEDONO ALLA MUNICIPALE DI RIDARGLI PURE I SOLDI CHE AVEVA CON SÉ (PRESUMIBILMENTE PROVENTO DELL’ATTIVITÀ DI VENDITA) 

IL SINDACO INFURIATO: “CHIUDERÒ LA STRUTTURA CHE LO OSPITA E SCRIVERÒ AL MINISTRO PERCHÉ…”

MIGRANTE SPACCIA, SUBITO LIBERO. E IL GIUDICE ORDINA: "LA POLIZIA GLI RIDIA I SOLDI"
Claudio Cartaldo per www.ilgiornale.it

spacciatore nigeriano arrestato e rilasciato subitoSPACCIATORE NIGERIANO ARRESTATO E RILASCIATO SUBITO
Ci sono voluti mesi di indagini, mica solo qualche giorno. Però alla fine la polizia municipale di Treviso era riuscita a catturare un richiedente asilo dedito allo spaccio di droga. Un crimine "infame", come lo ha più volte definito il ministro Salvini. Peccato che la cattura e lo sforzo degli agenti non sia bastato ad assicurare al pusher la permanenza dietro le sbarre. Anzi.

I fatti risalgono a tre giorni di giorni fa, quando i quotidiani locali diffondono la notizia dell'arresto da parte della polizia locale di un 21enne nigeriano richiedente asilo e ospite da due anni nella Caserma Serena di Dosson. La Municipale gli aveva messo gli occhi addosso già a luglio ma solo pochi giorni fa è riuscita a portare a termine l'operazione. Lo hanno visto nel centro storico in bicicletta, lo hanno bloccato e perquisito.

mario conte sindaco treviso 4MARIO CONTE SINDACO TREVISO 
Nelle tasche aveva qualcosa come 250 grammi di marijuana e una sorta di libro contabile dove - secondo i vigili - avrebbe tenuto i nominativi di altri stranieri cui forniva le dosi da spacciare. Il resto della droga, però, è stata trovata nella sua stanza alla Caserma Serena. Qui la polizia e la cinofila hanno scoperto altri 230 grammi di droga: in totale fa quasi mezzo chilo di droga. In camera poi è stato rinvenuta anche una carta prepagata, alcuni cellulari e diverse banconote (250 euro).

Tutto bene quel che finisce bene. O forse no. Perché lo spacciatore nigeriano è stato processato per direttissima e condannato dal giudice a due anni di carcere per detenzione di stupefacenti ai fini dello spaccio. Grazie ai benefici di legge, però, è subito stato rimesso in libertà con tanti saluti agli sforzi della Municipale. Non solo. Perché come se non bastasse, la toga ha anche ordinato alla polizia Locale di ridare all'immigrato i soldi, la carta prepagata e i vari cellulari trovati durante la perquisizione.

spacciatore nigeriano arrestato e rilasciato subito 1SPACCIATORE NIGERIANO ARRESTATO E RILASCIATO SUBITO 
Il sindaco si è infuriato: "Chiedo rispetto nei confronti delle forze dell'ordine e dei cittadini che ci chiedono sicurezza - Mario Conte - Presenterò al Ministro dell’Interno Matteo Salvini una relazione dettagliata perché non è possibile buttare all’aria mesi di indagini per la mancanza di certezza della pena.

Se viene fermato uno spacciatore con 500 grammi di droga, 250 euro in tasca e cellulari e di fatto risulta nullatenente non è possibile che venga dissequestrato il denaro". E pensare che per la Municipale si tratta di un grossista dello spaccio e non di un piccolo spacciatore. "Siamo allibiti - dichiara il Comandante Maurizio Tondato, come riporta TrevisoToday - Dopo mesi di pedinamenti, intercettazioni, ricerche sul campo e tante energie profuse, vediamo un importante grossista della droga del trevigiano che probabilmente non viene punito a dovere, dovendo noi come Polizia Locale restituirgli quanto sequestrato in precedenza perché non è certo fosse provente della sua attività di spaccio, nonostante il ragazzo avesse dichiarato di essere nullatenente".

LA RABBIA DEL SINDACO DI TREVISO
Dalla pagina Facebook “MARIO CONTE sindaco”

+++DROGA NELL’EX CASERMA SERENA+++

mario conte sindaco treviso 3MARIO CONTE SINDACO TREVISO 
Grazie ad una intensa attività di indagine condotta attraverso appostamenti, controlli incrociati e verifiche delle segnalazioni, gli Agenti del Nucleo di Pg della Polizia Locale, con l’ausilio delle unità cinofile, hanno rinvenuto nei locali dell’ex Caserma Serena ingenti quantità di sostanze stupefacenti. Centinaia di dosi pronte per essere smerciate nel nostro territorio.

Chiederò al Prefetto di accelerare l’iter per la chiusura di questa struttura che, a quanto pare, è diventata un hub dello spaccio… Oggi, però, sono particolarmente arrabbiato.  E sapete perché?
mario conte sindaco treviso con matteo salviniMARIO CONTE SINDACO TREVISO CON MATTEO SALVINI




Perché lo spacciatore processato per direttissima questa mattina, non solo con la condanna a 2 anni con i benefici di legge non passerà un giorno in carcere, ma si vedrà pure restituire i soldi dalla PL perché, secondo i magistrati, non ci sarebbe la prova che il denaro fosse il provento dell’attività di spaccio.

mario conte sindaco treviso 1MARIO CONTE SINDACO TREVISO 










Nonostante le somme, nonostante le dosi, nonostante il cellulare e la lista clienti!!!
Inoltre presenterò al Ministro dell’Interno Matteo Salvini una relazione dettagliata perché non è possibile buttare all’aria mesi di indagini per la mancanza di certezza della pena. Penso sia una cosa frustrante per le stesse Forze dell’ordine.

Ringrazio il comandante della Polizia Locale Maurizio Tondato e tutti i suoi uomini per il grande lavoro e la professionalità dimostrata anche in questa importante operazione antidroga.

Fonte: qui

IL CALVARIO GIUDIZIARIO DI MARCO TRONCHETTI PROVERA È FINITO: ASSOLTO A MILANO NEL TERZO PROCESSO D'APPELLO PER IL CASO 'KROLL'


PER LA VICENDA, CHE RISALE AL 2004, L'AD DI PIRELLI RINUNCIÒ ALLA PRESCRIZIONE (‘’PER LA MIA FAMIGLIA E PER ME”), DOPO CHE LA CASSAZIONE ANNULLÒ PER DUE VOLTE LE ASSOLUZIONI DECISE IN SECONDO GRADO

(ANSA) - Marco Tronchetti Provera è stato assolto a Milano nel terzo processo d'appello nel quale risponde di ricettazione per il caso 'Kroll'. Per la vicenda, che risale al 2004, l'attuale amministratore delegato di Pirelli, che ha rinunciato alla prescrizione, si è visto annullare due volte dalla Cassazione le assoluzioni decise in secondo grado. La terza Corte d'Appello di Milano, presieduta da Francesca Marcelli, ha assolto Tronchetti Provera con la formula "perché il fatto non costituisce reato".

Le motivazioni saranno depositate entro 90 giorni e solo dopo si potrà sapere se, con una eventuale impugnazione della sentenza, ci sarà un nuovo round di giudizio che si trascina nelle aule giudiziarie da circa sei anni. Il sostituto pg Laura Gay alla scorsa udienza, il 18 settembre, aveva chiesto la conferma della condanna del Tribunale che risale al luglio del 2013: un anno e 8 mesi (pena sospesa), con la non menzione in quanto incensurato.
CARLA CICOCARLA CICOKrollKROLL

Stessa proposta era arrivata dall'avvocato Lucio Lucia, legale della parte civile Carla Cico, ex amministratore delegato di Brasil Telecom. Le indagini sul caso, che risale al 2004, quando Tronchetti era presidente di Telecom, furono chiuse nell'ottobre 2012 e riguardavano un cd contenente informazioni acquisite, era l'ipotesi, illegittimamente. Informazioni, secondo la ricostruzione della Procura milanese, raccolte dall'agenzia di investigazione statunitense la quale, ai tempi dello 'scontro' tra la compagnia telefonica italiana e alcuni fondi di investimento brasiliani per il controllo di Brasil Telecom, stava portando avanti un'attività di spionaggio nei confronti del gruppo delle telecomunicazioni e della famiglia Tronchetti.

TRONCHETTITRONCHETTImarco e afef tronchetti proveraMARCO E AFEF TRONCHETTI PROVERA















Per la vicenda, dopo la condanna di primo grado, Tronchetti l'11 giugno 2015 fu assolto dalla Corte d'Appello con la formula perché "il fatto non costituisce reato". Contro l'assoluzione il procuratore generale di Milano presentò ricorso in Cassazione e, il 18 febbraio 2016, la Suprema Corte dispose di rinviare gli atti alla Corte d'Appello di Milano per un nuovo processo d'Appello, al termine del quale, il 9 febbraio 2017, il top manager fu nuovamente assolto con la medesima formula. Poi l'11 gennaio scorso gli ermellini decisero di ritrasmettere gli atti ai giudici milanesi per un nuovo processo in appello, il terzo. Processo nel quale ancora una volta l'ad di Pirelli, rendendo dichiarazioni spontanee, ha ribadito la sua estraneità alla vicenda contestata.

Fonte: qui