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martedì 9 luglio 2019
mercoledì 7 novembre 2018
GROSSETO: PROVA A STUPRARLA, LEI GLI STACCA LA LINGUA A MORSI
A GROSSETO UNA 52ENNE AGGREDITA NEL PARCHEGGIO DA UN21ENNE EGIZIANO CHE LA PICCHIA, MA ALLA FINE È COSTRETTO A DESISTERE
Stefano Vladovich per il Giornale
Gettata a terra, gli stacca la lingua a morsi. Si salva dallo stupro solo grazie alla sua reazione una 52enne di Grosseto, aggredita nel parcheggio delle mura medicee, in pieno centro storico, poco prima delle 7 del mattino. L' aggressore, un egiziano di 21 anni, in Italia con regolare permesso di soggiorno, adesso è in carcere con le gravi accuse di tentata violenza carnale aggravata e lesioni.
Accade tutto in una manciata di secondi, sulle scale a pochi passi dal varco Ztl del parcheggio Vallo degli Arcieri, quando la donna sta per raggiungere la propria auto per recarsi al lavoro.
È mattina presto, per strada non c' è anima viva. Lo straniero spunta dal nulla, come racconterà la poveretta ai carabinieri, le salta subito addosso ma lei reagisce. Lui prova allora a stordirla assestandole un pugno in pieno volto, quanto basta per farla cadere e gettarsi su di lei. Una volta giù, altri pugni sul naso e sulla mascella. Le strappa pure i vestiti di dosso Elsisi Mohamed Ismail Kamel, questo il suo nome, prima la giacca poi la camicetta, infine la gonna.
E prova a violentarla. La donna resiste lottando a più non posso e, quando il giovane prova a baciarla, lei non ci pensa un solo istante. Un morso con tutta la forza che può e gli lacera la lingua.
L' uomo urla, la donna ancora di più. Accorre un passante, l' egiziano, sanguinante, non può far altro che darsela a gambe. Il soccorritore lo vede bene in faccia, la sua descrizione alla pattuglia di carabinieri intervenuta sul posto è determinante. L' egiziano viene fermato poco dopo a un isolato da lì, mentre tenta una fuga impossibile fra le stradine attorno il Duomo. La vittima della violenza carnale viene soccorsa immediatamente e trasportata prima al pronto soccorso dell' ospedale Misericordia di Grosseto poi al Cto di Firenze. «La paziente ha subito delle lesioni facciali, a uno zigomo - spiegano i medici fiorentini - che necessitano di un intervento chirurgico in una struttura specializzata».
Il pm, Raffaella Capasso, ha chiesto al gip la convalida del fermo, avvenuta ieri dopo l' interrogatorio di garanzia.
«È stato accertato - scrive il procuratore - che lo straniero ha scaraventato a terra la donna, piombandole addosso e colpendola con pugni al volto e alla mascella». Per la Procura l' uomo non ha portato a termine la violenza «per cause indipendenti dalla sua volontà. Le ricerche sono state condotte con numerose pattuglie dei carabinieri che hanno permesso, grazie alle indicazioni fornite da una persona che aveva soccorso la vittima, di individuare l' autore della violenza mentre tentava di allontanarsi».
L' egiziano, sanguinante, viene anche lui portato in ospedale. Ai medici dichiara di esser stato lui vittima di un' aggressione. A inchiodarlo, però, le testimonianze della grossetana e dell' uomo intervenuto in suo aiuto. Per la 52enne è stato attivato il Codice Rosa, ovvero il protocollo della Asl in caso di violenza sulle donne. Immediate le reazioni, a cominciare dal presidente di FdI: «L' ennesimo inaccettabile caso - twitta Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d' Italia -di violenza nei confronti di una donna. Non possiamo fingere di non vedere. Ora basta! Tolleranza zero».
5 Novembre 2018
Fonte: qui
venerdì 22 settembre 2017
FROSINONE, L'INFERNO DI GLORIA MASSACRATA DAI PARENTI AGUZZINI PERCHE' NON VOLEVA PROSTITUIRSI
IL FIGLIO DI 5 ANNI HA RACCONTATO LE BOTTE, LE BASTONATE E L'OMICIDIO
"IL MATRIMONIO COMBINATO" COL FRATELLO DEL CONVIVENTE EGIZIANO DELLA CUGINA E L'ANNO DI UMILIAZIONI
IL SACERDOTE: "ADESSO, UN MESE DOPO, TANTI GIORNALISTI MI CHIEDONO SCUSA PER GLORIA. HANNO CAPITO CHE LE PAROLE SONO COME LE PIETRE SCAGLIATE CONTRO LA MADDALENA...”
Fabrizio Caccia per il Corriere della Sera
«Prostituta massacrata», titolarono i giornali.
«Ma adesso, per fortuna, un mese dopo - racconta don Ermanno D' Onofrio, il prete che ha battezzato i suoi figli e celebrato il suo funerale - tanti giornalisti mi chiedono scusa per Gloria. Hanno capito che le parole a volte sono come le pietre scagliate contro la Maddalena...».
Gloria Pompili, 23 anni, di Frosinone, mamma di due bimbi di 3 e 5 anni, è stata uccisa davanti a loro la sera del 23 agosto sulla via dei Monti Lepini, nel territorio di Prossedi, per essersi ribellata ad un anno di umiliazioni, costretta anche l' ultimo giorno a vendersi sulla strada che collega Frosinone a Latina.
I due piccoli, quella sera, si trovavano proprio nella Bmw dei suoi aguzzini che erano andati a riprenderla dal lavoro.
Dopo l' ennesima discussione, giù botte e bastonate. Il bimbo più grande, però, ha reso giustizia alla mamma: nella casa-famiglia dov' è stato portato col fratellino ha raccontato tutto ad un operatore.
Ed ecco che martedì scorso un' altra giovane donna, il capitano dei carabinieri Margherita Anzini, comandante della compagnia di Terracina, ha messo le mani su Loide Del Prete, cugina di Gloria, e sul convivente egiziano Saad Mohamed Salem, entrambi difesi dall' avvocato Filippo Misserville.
«La nostra indagine non potrà riportarla in vita - dice commossa la carabiniera -.
Ma servirà a ridarle dignità.
Perché questa ragazza, che avrebbe dovuto trovare affetto in quell' ambito familiare, ha subìto solo vessazioni e soprusi, fino all' annientamento dell' identità».
Vissuta in una casa-famiglia dai 7 ai 18 anni, dopo la separazione dei suoi genitori, Gloria conobbe in quella struttura un giovane rumeno, Alex, da cui ha avuto i due bimbi. Alex, intanto, si è legato da tempo ad un' altra donna e ora è in carcere a Rieti per spaccio. Uscirà a gennaio prossimo.
L' inferno vero di Gloria, però, è iniziato un anno fa, quando è caduta nella rete di sua cugina Loide e del convivente egiziano, trasferendosi addirittura a vivere da loro, in corso Lazio, con i due bambini.
Qui ha conosciuto pure il fratello di Salem, un certo Eddy, che l' ha indotta a sposarlo: «Matrimonio combinato per garantirsi il permesso di soggiorno», accusa ora la mamma di Gloria, Carmela, testimone oculare dei lividi di sua figlia. «Ma lei negava sempre, anche agli assistenti sociali diceva che lavorava in frutteria ad Anzio con sua cugina e quei lividi se li era procurati cadendo».
Di sicuro, raccontano in via Bellini le sue amiche d' infanzia, che più di una volta hanno provato a portarla via dalla strada, «prima di conoscere Gloria, l' egiziano e sua cugina avevano una Twingo scassata, poi invece si sono comprati la Bmw e hanno aperto la frutteria».
Il padre di Gloria, Vittorio, camionista, non la vedeva da 15 anni: avrebbe voluto vestirla lui, nella bara. Così, a fine agosto, ha portato con sé una giacca, una camicetta e un paio di pantaloni. Ma erano 15 anni che non vedeva sua figlia e i pantaloni erano troppo corti.
Allora ci ha pensato mamma Carmela a preparare Gloria per l' ultimo viaggio: «Con uno spolverino rosa, una tuta e scarpe da ginnastica bianche, come piaceva a lei...».
La somiglianza con sua figlia è impressionante. Mamma Carmela, assieme all' avvocato Toni Ceccarelli e a don Ermanno, vorrebbe scrivere ora al tribunale dei minorenni di Roma per chiedere in affidamento i due nipotini: «Lavoro in un bar, sono incensurata, vorrei che almeno mi restassero loro».
Fonte: qui
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