9 dicembre forconi: bastonate
Visualizzazione post con etichetta bastonate. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta bastonate. Mostra tutti i post

lunedì 9 luglio 2018

BAMBINI PRESI A BASTONATE DAGLI ANIMATORI AL CAMPO ESTIVO DELLA PARROCCHIA PERCHÉ NON SI COMPORTANO BENE, LA DENUNCIA DEI GENITORI

“PICCHIATI CON LE DOGHE DI LEGNO DEL LETTO SU GAMBE E SCHIENA” 

IL PARROCO MINIMIZZA: “MI SEMBRA UN’ESAGERAZIONE”, MA UNA VITTIMA FINISCE AL PRONTO SOCCORSO.


campo estivoCAMPO ESTIVO
Botte al campo estivo: è la denuncia lanciata dai genitori di un gruppo di ragazzini di Padova. Secondo quanto riportato dal Gazzettino, una trentina di ragazzini di prima e seconda media in vacanza con la parrocchia sarebbero stati presi a bastonate dagli animatori.

“Fin da subito gli animatori hanno applicato punizioni con metodi da caserma, ma poi sono arrivate addirittura le bastonate”, hanno raccontato al quotidiano veneto i genitori di tre dodicenni, che poi sono andati dal sacerdote organizzatore a chiedere spiegazioni.
ospedale padovaOSPEDALE PADOVA




Un ragazzino sarebbe anche stato visitato al pronto soccorso, da dove è stato dimesso con quattro giorni di prognosi per contusioni al dorso e alla gamba destra “dovute a un’aggressione da parte di un animatore”, secondo quanto sostiene il genitore.

Interpellato dal quotidiano il sacerdote ha parlato di “disguidi”, ma ha aggiunto: “Dire che sono stati applicati metodi da caserma e che i ragazzini sono stati maltrattati mi sembra proprio un’esagerazione”.

parrocchia dell'arcella padovaPARROCCHIA DELL'ARCELLA PADOVA
Diversa la versione dei ragazzini, una trentina in tutto, accompagnati da nove animatori sui 17 anni di età e da cinque adulti. “Fin dalla prima sera non hanno concesso i cellulari ai ragazzi per poter chiamare casa come punizione per non essersi comportati bene”, avrebbero raccontato.

E la situazione sarebbe degenerata, tanto che alcuni dei piccoli ospiti sarebbero stati “picchiati con bastoni e doghe di legno della rete del letto su gambe e schiena, nella loro stanza di notte. Un ragazzino avendo ricevuto una bastonata sulla schiena ha avuto difficoltà a respirare”.

Fonte: qui

venerdì 22 settembre 2017

FROSINONE, L'INFERNO DI GLORIA MASSACRATA DAI PARENTI AGUZZINI PERCHE' NON VOLEVA PROSTITUIRSI

IL FIGLIO DI 5 ANNI HA RACCONTATO LE BOTTE, LE BASTONATE E L'OMICIDIO 

"IL MATRIMONIO COMBINATO" COL FRATELLO DEL CONVIVENTE EGIZIANO DELLA CUGINA E L'ANNO DI UMILIAZIONI

IL SACERDOTE: "ADESSO, UN MESE DOPO, TANTI GIORNALISTI MI CHIEDONO SCUSA PER GLORIA. HANNO CAPITO CHE LE PAROLE SONO COME LE PIETRE SCAGLIATE CONTRO LA MADDALENA...”

Fabrizio Caccia per il Corriere della Sera

«Prostituta massacrata», titolarono i giornali.
«Ma adesso, per fortuna, un mese dopo - racconta don Ermanno D' Onofrio, il prete che ha battezzato i suoi figli e celebrato il suo funerale - tanti giornalisti mi chiedono scusa per Gloria. Hanno capito che le parole a volte sono come le pietre scagliate contro la Maddalena...».

Gloria Pompili, 23 anni, di Frosinone, mamma di due bimbi di 3 e 5 anni, è stata uccisa davanti a loro la sera del 23 agosto sulla via dei Monti Lepini, nel territorio di Prossedi, per essersi ribellata ad un anno di umiliazioni, costretta anche l' ultimo giorno a vendersi sulla strada che collega Frosinone a Latina.

I due piccoli, quella sera, si trovavano proprio nella Bmw dei suoi aguzzini che erano andati a riprenderla dal lavoro.

Dopo l' ennesima discussione, giù botte e bastonate. Il bimbo più grande, però, ha reso giustizia alla mamma: nella casa-famiglia dov' è stato portato col fratellino ha raccontato tutto ad un operatore.
GLORIAGLORIA
Ed ecco che martedì scorso un' altra giovane donna, il capitano dei carabinieri Margherita Anzini, comandante della compagnia di Terracina, ha messo le mani su Loide Del Prete, cugina di Gloria, e sul convivente egiziano Saad Mohamed Salem, entrambi difesi dall' avvocato Filippo Misserville.
«La nostra indagine non potrà riportarla in vita - dice commossa la carabiniera -.
Ma servirà a ridarle dignità.

Perché questa ragazza, che avrebbe dovuto trovare affetto in quell' ambito familiare, ha subìto solo vessazioni e soprusi, fino all' annientamento dell' identità».

Vissuta in una casa-famiglia dai 7 ai 18 anni, dopo la separazione dei suoi genitori, Gloria conobbe in quella struttura un giovane rumeno, Alex, da cui ha avuto i due bimbi. Alex, intanto, si è legato da tempo ad un' altra donna e ora è in carcere a Rieti per spaccio. Uscirà a gennaio prossimo.
L' inferno vero di Gloria, però, è iniziato un anno fa, quando è caduta nella rete di sua cugina Loide e del convivente egiziano, trasferendosi addirittura a vivere da loro, in corso Lazio, con i due bambini.

GLORIA FUNERALIGLORIA FUNERALI
Qui ha conosciuto pure il fratello di Salem, un certo Eddy, che l' ha indotta a sposarlo: «Matrimonio combinato per garantirsi il permesso di soggiorno», accusa ora la mamma di Gloria, Carmela, testimone oculare dei lividi di sua figlia. «Ma lei negava sempre, anche agli assistenti sociali diceva che lavorava in frutteria ad Anzio con sua cugina e quei lividi se li era procurati cadendo».

Di sicuro, raccontano in via Bellini le sue amiche d' infanzia, che più di una volta hanno provato a portarla via dalla strada, «prima di conoscere Gloria, l' egiziano e sua cugina avevano una Twingo scassata, poi invece si sono comprati la Bmw e hanno aperto la frutteria».

Il padre di Gloria, Vittorio, camionista, non la vedeva da 15 anni: avrebbe voluto vestirla lui, nella bara. Così, a fine agosto, ha portato con sé una giacca, una camicetta e un paio di pantaloni. Ma erano 15 anni che non vedeva sua figlia e i pantaloni erano troppo corti.

Allora ci ha pensato mamma Carmela a preparare Gloria per l' ultimo viaggio: «Con uno spolverino rosa, una tuta e scarpe da ginnastica bianche, come piaceva a lei...».
La somiglianza con sua figlia è impressionante. Mamma Carmela, assieme all' avvocato Toni Ceccarelli e a don Ermanno, vorrebbe scrivere ora al tribunale dei minorenni di Roma per chiedere in affidamento i due nipotini: «Lavoro in un bar, sono incensurata, vorrei che almeno mi restassero loro».

Fonte: qui