9 dicembre forconi

martedì 19 dicembre 2017

“LE IENE” INFILANO LA TELECAMERA NELLA SETTA DEGLI ORRORI DI PIERO CAPUANA - VIDEO!

LE RAGAZZINE ABUSATE ANCHE A UNDICI ANNI RACCONTANO LE VIOLENZE SESSUALI: “DURANTE UN RAPPORTO AVEVA BISOGNO DI QUALCUNO CHE ALLARGASSE LE PARTI FEMMINILI, PERCHE’ ERA TROPPO GRASSO E NON ERA IN GRADO. AMAVA VENIRE NELLE NOSTRE BOCCHE”

“CI MANIPOLAVA. MI DICEVA CHE SE NON AVESSIMO SODDISFATTO LE SUE VOGLIE POTEVANO SUCCEDERE COSE BRUTTE. UNA VOLTA MI DISSE CHE SAREBBE MORTA MIA MAMMA”

“TI CHIAMAVA NELLA SUA STANZA, SI FACEVA SPOGLIARE. E POI VOLEVA GUARDARSI ALLO SPECCHIO, CI CHIEDEVA DI LECCARGLI IL CAPEZZOLO MA NON AVEVA EREZIONI COMPLETE”


LE IENE - LA SETTA DEGLI ORRORI DI PIERO CAPUANA

Rachele Nenzi per www.ilgiornale.it

PIETRO ALFIO CAPUANAPIETRO ALFIO CAPUANA
Piero Capuana è stato arrestato il 2 agosto con l'accusa di violenze sessuali su minori. In sicilia era a capo di una setta di 12 apostoli, lui era considerato il "santone" della comunità religiosa "Cultura e ambiente". "Durante un rapporto aveva bisogno di qualcuno che allargasse le parti femminili, perchè era troppo grasso e non era in grado. Amava venire nelle nostre bocche" ammette una delle giovani abusate da Capuana. A infrangere il castello di abusi e silenzi è stata una bambina che dopo anni ha raccontato tutto alla mamma. "Non l'ho saputa proteggere - confessa la donna -. Ci hanno fatto credere che era l'ultimo amico di Gesù". Insomma il "santone" era adorato da tutti. Insospettabile
ROSARIA GIUFFRIDAROSARIA GIUFFRIDA

Ma il racconto terrificante prosegue: "Lui iniziava a prendermi la mano e mi chiede se ero disposta a tutto per stare vicino all'amico di Gesù e ho detto sì. poi baciava tutte le ragazze presenti che avevano dagli 11 ai 25 anni. Io avevo delle perplessità ma poi Fabiola (una delle complici, ndr) mi ha detto che è come un nonno che bacia le nipoti". Ognuna di loro doveva andare un giorno a settimana a casa del "santone".

KATIA CONCETTA SCARPIGNATOKATIA CONCETTA SCARPIGNATO
"Siamo andati nella studio - prosegue la ragazzina - mi guarda e mi dice togliti la maglietta, io non volevo, gli ho detto sono troppo piccola per fare queste cose. Gli ho detto no, lui si è arrabbiato e ha fatto chiamare Fabiola. Lei arriva e mi dice che era tutto normale, che non c'era niente di male. Allora mi sono tolta la maglietta , mi baciava, mi toccava il seno, ma se lo faceva con tutte non poteva essere male. Ma non l'ho raccontato a nessuno".
FABIOLA RACITIFABIOLA RACITI

La complice, Fabiola, manipolava la mamma della piccola racocntando che la figlia era una prescelta. Come le mamme anche le ragazzine venivano raggirato con bugie: "Sarebbe morta mia mamma mi dicevano - ha raccontato un'altra ragazza violentata all'età di 13 anni - mi fece credere che se lui poteva completare il suo rapporto con me, sarebbe andato tutto bene. Tutti eseguivamo cosa ci chiedeva, lo masturbavamo, avevamo rapporti orali completo". Ogni giorno si ripeteva la stessa, trama per ognuna della ragazze: "Lui di fare sesso non si stancava mai, ma non aveva un'ererzione. Quel poco che poteva entrare lo faceva".
la setta degli orrori di piero capuana 1LA SETTA DEGLI ORRORI DI PIERO CAPUANA 

Poi il gioco della "santone" finisce: Lisa, un bimba del suo harem, si innamora e si ribella. Piero la picchia ma lei fugge e racconta tutto alla mamma. La donna si confessa a Don Orazio Caputo, che però avvisa Torrisi e Rotella di quanto stava accadendo. La Procura di Catania ha iscritto nel registro degli indagati Domenico Rotella detto Mimmo, ex deputato regionale marito di Rosaria Giuffrida, una delle tre donne ritenute complici del “santone” Pietro Capuana negli abusi a danno delle bambine della comunità, Salvatore Torrisi, presidente della congregazione religiosa e padre Orazio Caputo, come scrive Leggo. In una intercettazione tra Rotelle e un'altra donna arrestata nel caso si sente: "Mettono di mezzo anche la figlia, di vicende – dice Rotella alla Scarpignato -che tu puoi immaginare quali possono essere...oltre agli effetti economici, io sono molto preoccupato, se arriva a partire questa cosa e ci arriva, anche perché tu capisci, fanno fuori ministri e sottosegretari...i tempi sono cambiati, basta una cosa di questa per azzerare tutto, perché ci fa saltare il banco".

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LA COMMISSIONE UE APRE UN’INDAGINE SUL TRATTAMENTO FISCALE CHE L'OLANDA HA RISERVATO A IKEA


PER L'ANTITRUST UE, GRAZIE A DUE ACCORDI FISCALI CONCESSI DA AMSTERDAM NEL 2006 E NEL 2011, IL GRUPPO SVEDESE HA PAGATO MENO TASSE DEL DOVUTO E HA AVUTO COSÌ UN VANTAGGIO ILLEGALE SU ALTRE AZIENDE

(ANSA) - La Commissione Ue ha aperto una indagine approfondita sul trattamento fiscale che l'Olanda ha riservato ad Inter Ikea, uno dei due gruppi che operano il business di Ikea. Secondo l'antitrust Ue, grazie a due 'tax ruling' (o accordi fiscali ad hoc) concessi dall'Olanda nel 2006 e nel 2011, Ikea ha pagato meno tasse del dovuto ed ha avuto così un vantaggio illegale su altre aziende.

"Tutte le aziende, grandi o piccole, multinazionali o no, devono pagare la giusta quantità di tasse. Gli Stati membri non possono consentire ad imprese selezionate di pagarne meno permettendo loro di spostare i profitti artificialmente altrove", ha detto la commissaria alla concorrenza Margrethe Vestager, promettendo un'indagine "attenta" sul trattamento che l'Olanda ha riservato ad Inter Ikea. Il sistema sotto osservazione è sempre quello dello spostamento di profitti, come in altri casi già indagati dalla Commissione. Inter Ikea non possiede i negozi Ikea.

IKEAIKEA
Questi pagano una quota di 'franchise' del 3% del loro fatturato ad Inter Ikea Systems, sussidiaria del gruppo Inter Ikea in Olanda. In cambio, i negozi Ikea possono utilizzare il marchio e ricevere know-how per operare e sfruttare il concetto aziendale. Quindi Inter Ikea Systems in Olanda registra tutti i ricavi delle quote di 'franchise' dei negozi Ikea di tutto il mondo. E grazie al trattamento fiscale vantaggioso, ha evitato di pagare tutte le tasse. La Commissione teme che i tax ruling del 2006 e del 2011 abbiano "significativamente ridotto i profitti tassabili di Inter Ikea Systems".

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LA SPAGNA RISCHIA IL MONDIALE!


L’EX PRESIDENTE DELLA FEDERCALCIO IBERICA ANGEL MARIA VILLAR, ARRESTATO PER CORRUZIONE, ATTACCA: “SE LA SPAGNA VIENE ESCLUSA DA RUSSIA 2018, LA RESPONSABILITÀ SARÀ DEL GOVERNO DI MADRID” 

LA "PREOCCUPAZIONE" DELLA FIFA


spagna italiaSPAGNA ITALIA
Il rischio che la Spagna venga esclusa dai prossimi Mondiali c'è. Angel Maria Villar attacca il governo di Madrid dopo la lettera ricevuta dalla Federcalcio spagnola in cui la Fifa si dice preoccupata per le ingerenze governative e agita lo spettro di una sospensione che porterebbe alla clamorosa estromissione delle Furie Rosse da Russia 2018.

CONFLITTO D'INTERESSI - Villar, arrestato per corruzione, è stato sospeso così dalla presidenza della Rfef dopo la vittoria elettorale di maggio. Il Consiglio Superiore dello Sport - che fa capo al governo spagnolo - vorrebbe che le elezioni venissero ripetute e attende a riguardo il parere del Consiglio di Stato. Ma la Fifa considera questa intromissione una violazione dei propri statuti. 

spagna italia iscoSPAGNA ITALIA ISCO
«Il Csd sta facendo in modo che la Federazione non rispetti le leggi, pretende che si annullino le elezioni senza che la legge lo consenta e sarà l'unico responsabile qualora la Spagna restasse fuori dal Mondiale», ha tuonato oggi Villar, che nega di aver sollecitato l'azione della Fifa. «Dobbiamo chiederci perché conflitti di questa natura non avvengono in altri Paesi come la Germania, l'Italia o la Gran Bretagna, dove lo Stato rispetta l'autonomia delle Federazioni», aggiunge il numero uno della Rfef, tornato a proclamare la propria innocenza: «non credo che tornerò in carcere perché non ho fatto nulla. Anche la mia sospensione è ingiusta, dovrei essere ancora lì a presiedere la Rfef. La situazione è molto grave». 

LA VICENDA - Tutto nasce la richiesta di nuove elezioni per la presidenza avanzata dal Consejo Superior de Deportes: secondo la Fifa questo intervento del CSD potrebbe essere etichettato come un'indebita intromissione del Governo che mette a repentaglio l'autonomia della Federazione e implica una violazione grave del suo statuto. A denunciare l'episodio sarebbe stato l'ex presidente della Federcalcio spagnola (Rfef) Angel Maria Villararrestato a luglio nell’ambito di un'operazione in cui gli era stata contestata l'appropriazione indebita e la falsificazione di documenti in relazione all’organizzazione di partite internazionali.

Fonte: qui

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DE BENEDETTI - LA GUERRA TRA CARLO E IL FIGLIO MARCO INTORNO AL FORTINO ‘REPUBBLICA’


AI GIORNALISTI SCALFARIANI, L’INGEGNERE RACCONTA CHE IL GIORNALE È ALLO SBANDO, SIA NELLA LINEA POLITICA CHE NEI RISULTATI ECONOMICI 

PENTITO DELLA FUSIONE CON ELKANN, E ORA IL FIGLIO MARCO…

Paolo Bracalini per il Giornale

C' è maretta in casa De Benedetti e il problema è Repubblica.
marco damilano ezio mauro carlo de benedetti luigi vicinanza bruno manfellottoMARCO DAMILANO EZIO MAURO CARLO DE BENEDETTI LUIGI VICINANZA BRUNO MANFELLOTTO
Stavolta non c' entra direttamente il caso Scalfari (la sua uscita pro Berlusconi ha traumatizzato tutta la galassia dei «repubblicones»), ma non siamo troppo lontani. Dopo Repubblica che redarguisce il suo fondatore, ecco infatti Repubblica che si dissocia dal suo storico editore. All' Ingegnere, a lungo numero uno del gruppo editoriale da poco ceduto ai figli, non piace granché il quotidiano e lo ha fatto sapere pubblicamente, per giunta in un' intervista al competitor Corriere della Sera. Una stroncatura per interposto quotidiano che ha fatto saltare sulla sedia la redazione di Repubblica e costretto il figlio di De Benedetti, Marco, attuale numero uno del gruppo, a prendere le distanze dal padre a nome dei vertici e degli azionisti della Gedi Spa (già Gruppo Espresso).

eugenio scalfari e monica mondardiniEUGENIO SCALFARI E MONICA MONDARDINI
Ma cosa aveva detto di tanto imbarazzante l' Ingegnere? Dopo l' apprezzamento dovuto al restyling grafico, Carlo De Benedetti ha demolito la linea di Repubblica: «Un giornale ha bisogno di spifferi, correnti, energie. Un giornale non è solo latte e miele; è carne, è sangue. Può avere curve; ma deve avere anche spigoli».

Non solo, anche la doppia direzione Calabresi-Cerno non gli sta bene («Resto contrario, nessun grande giornale al mondo utilizza questa formula»). Per finire, la frecciata alla prole: «Sono stato l' unico imprenditore italiano a donare l' azienda ai figli». Concetto ripetuto: «La Cir, l' azienda che ho loro donato, ha più di 300 milioni di liquidità», subito dopo aver definito «commovente» la scelta di Luciano Benetton di tornare a guidare il gruppo di famiglia rovinato dalle scelte dei successori (chiaro il messaggio?).

RODOLFO CARLO EDOARDO E MARCO DE BENEDETTIRODOLFO CARLO EDOARDO E MARCO DE BENEDETTI
Su pressione del comitato editoriale, e dopo aver già dato spiegazioni in un incontro con il cdr, Marco De Benedetti ha dovuto placare gli animi dei giornalisti con una nota scritta e pubblicata dal quotidiano per smentire coram populo l' Ingegnere. «L' intervista rilasciata da mio padre qualche giorno fa ha generato disorientamento, con riferimento alla posizione della società nei confronti di Repubblica - dichiara De Benedetti jr - Le opinioni espresse nell' intervista non rappresentano né il pensiero degli azionisti, né quello del vertice della società, che sono tutti determinati a proseguire sulla strada tracciata».

Compreso il mantenimento della doppia direzione, scelta osteggiata da Carlo De Benedetti. Il vero motivo, raccontano gli spifferi, è che l' ex editore sarebbe stufo della direzione di Mario Calabresi, che avrebbe tentato senza successo di sostituire con Massimo Giannini, l' ex vice di Ezio Mauro da lui rimpianto («è stato un grandissimo direttore») al timone di Repubblica.

TOMMASO CERNO MARIO CALABRESITOMMASO CERNO MARIO CALABRESI
L' operazione è stata stoppata dai vertici della Gedi, in particolare dall' amministratore delegato Monica Mondardini, dominus del gruppo con cui i rapporti non sarebbero più ottimi. In un retroscena di Dagospia si racconta che è «la Mondardini, cara a John Elkann, che ha apparecchiato la coppia impossibile Calabresi&Cerno», mentre secondo altre indiscrezioni di Lettera43 «il sempre più malmostoso Carlo a tutti i giornalisti della prima nidiata scalfariana che lo vanno a trovare racconta che Repubblica è allo sbando, sia dal punto di vista della linea politica che dei risultati economici».

Le critiche dell' Ingegnere sarebbero rivolte alle scelte editoriali, ma anche alla fusione con la società editrice di Elkann (De Benedetti parla bene solo di Marchionne), e poi alla scarsa incisività del figlio Marco come editore. L' ottantatreenne Carlo, invece, sembra sempre affascinato dal mondo dei giornali.
marco de benedettiMARCO DE BENEDETTI
Che ne voglia comprare un altro?

Fonte: qui

TEME CHE LA FIGLIA SIA LESBICA E LE ‘PRESTA’ IL GIOVANE AMANTE. CONDANNATA MADRE TORINESE, CHE IN TRIBUNALE SI È GIUSTIFICATA COSÌ

‘NON PENSAVO SAREBBERO ANDATI OLTRE I BACI’ 

‘PREOCCUPATA’ DALLA FIGLIA 13ENNE CHE STAVA TROPPO CON LE AMICHE, GUARDAVA CON FAVORE AL RAPPORTO COL SUO TOY BOY CHE DORMIVA IN CASA. DURISSIMA LA REQUISITORIA DEL PM…

Massimiliano Nerozzi per http://torino.corriere.it/

Preoccupata per le frequentazioni della figlia tredicenne («stava quasi sempre con le sue amichette»), prima ne favorì l’amicizia con un ragazzo di 18 anni ospitato in casa, poi diede «consenso e approvazione» a un rapporto sessuale dello stesso con la bambina: per questo la mamma, 57 anni, italiana, è stata condannata dalla prima sezione penale del tribunale di Torino a quattro anni e sei mesi di reclusione per concorso in atti sessuali con minorenne. «Non pensavo andassero oltre i baci», ha raccontato durante il suo esame in aula, prima di scoppiare in lacrime, alle richieste del pubblico ministero, Marco Sanini: sette anni e tre mesi, senza attenuanti.

Che gli saranno invece riconosciute dopo l’arringa del difensore, l’avvocato Antonio Mencobello. Restano le pene accessorie: perdita della responsabilità genitoriale, esclusione dalla successione della figlia e interdizione perpetua da qualunque incarico in scuole, uffici, istituzioni frequentate prevalentemente da minori.Il ragazzo era già stato giudicato, patteggiando una pena di un anno e otto mesi di reclusione, con sospensione condizionale.

«Stava sempre con le amichette, ero preoccupata»
Tutto iniziò quasi per caso, qualche anno fa, quando la donna, da poco separata, ospitò in casa per alcuni mese un ragazzo di 18 anni: «Io ero preoccupata per mia figlia — ha ricostruito la mamma — che stava quasi sempre con le sue amichette: non mi dispiaceva che fosse la sua fidanzatina. Lui era un bravo ragazzo e non pensavo andassero oltre i baci, di affetto, che c’erano stati». Senza neppure pensare che la figlia non aveva compiuto neppure 14 anni. «Ma io ne ho sette di differenza con mio marito, non pensavo potesse accadere tutto questo: lui mi diceva che non cercava sesso». Che poi trovò, proprio con la madre della bimba: «Una volta ho ceduto, ma non ci fu mai una relazione. Era una brava persona, mi dava stabilità, mio marito se n’era andato via di casa».
SESSO E SEDUZIONESESSO E SEDUZIONE

Le lettere della 13enne
Intanto il flirt tra la bimba e il ragazzo continuò, degenerando: «Trovai delle lettere di mia figlia, in cui si parlava del loro rapporto sessuale». Davanti al tribunale, ha detto di essersi arrabbiata di brutto, lì: «Con mia figlia, che presi a schiaffi e con lui». Una versione che però contrasta con il racconto dei due. Un paio di anni dopo, la bimba trovò il coraggio di confessarsi con la preside della scuola, che allertò la polizia municipale: poi ci fu l’intervento del tribunale dei minori, gli assistenti sociali e il lento recupero tra psicologi e comunità.

Salvo poi tornare dalla mamma, cui non erano passate le stesse preoccupazioni: «Mia figlia aveva avuto una relazione con un’altra ragazza». Durissima, la requisitoria del pm, che ha citato le frasi della figlia e del ragazzo: «Quella donna era una manipolatrice, e sfruttò l’innamoramento del ragazzo per la piccola». Senza freni: «Un giorno disse a lui: “So che stai con mia figlia, ma non puoi stare anche con me?”».

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PAOLO GIORDANA RIPRENDE IL SUO VECCHIO UFFICIO DI CAPO DI GABINETTO DEL SINDACO DI TORINO, CHIARA APPENDINO


MA NON SI ERA DIMESSO DOPO QUELLE INTERCETTAZIONI IMBARAZZANTI?

Da Valerio Valentini www.corriere.it

Il «Rasputin» di Appendino Il ritorno è un caso «Siamo proprio sicuri che il capo di gabinetto non sia più capo di gabinetto?». Sembra bizzarra, ma la domanda a cui oggi la sindaca di Torino Chiara Appendino dovrà rispondere, è molto seria.

paolo giordanaPAOLO GIORDANA
L' interpellanza presentata dal Pd riguarda l' effettivo ruolo di Paolo Giordana, l' ex braccio destro della prima cittadina. Dimessosi dopo la pubblicazione di un' intercettazione in cui chiedeva al presidente di Gtt, l' azienda pubblica dei trasporti, di togliere una multa a un suo amico, il «Rasputin» della Appendino continua a frequentare il suo vecchio ufficio. Ed è in lizza anche per un aumento di stipendio.

Fonte: qui

Usa, treno passeggeri deraglia a sud di Seattle: 6 morti e 77 feriti


ALMENO 6 MORTI NELL’INCIDENTE A SUD DI SEATTLE: 

UNA DELLE CARROZZE DEL CONVOGLIO E’ PRECIPITATA DAL PONTE FINENDO SULL’AUTOSTRADA 

Un treno passeggeri della Amtrak è deragliato a sud di Seattle, nello Stato di Washington, mentre si trovava su un ponte e alcune carrozze sono cadute sulla strada sottostante, la "Interstate 5". Il bilancio è di 6 morti e 77 feriti. L'incidente è avvenuto intorno alle 7.30 ora locale, le 16.30 in Italia, sulla tratta Seattle-Portland, proprio durante il viaggio inaugurale. Al momento le autorità escludono il terrorismo tra le cause.

A bordo del convoglio, proprio perché si trattava del primo viaggio, c'erano solo 78 passeggeri e 5 membri d'equipaggio nonostante una capienza di 250 persone. Nell'incidente, in cui sono usciti dal binario 13 vagoni, sono rimaste coinvolte anche diverse automobili che transitavano in quel momento sotto il ponte: l'unica carrozza del convoglio a non deragliare è stata la locomotiva.
Immediata la reazione del presidente Usa, Donald Trump, alla notizia dell'incidente: in un tweet l'inquilino della Casa Bianca sostiene che l'episodio "mostra più che mai perché il nostro piano per le infrastrutture che verrà presentato presto deve essere approvato rapidamente. Settemila miliardi spesi in Medio Oriente mentre le nostre strade, ponti, tunnel, ferrovie (e altro) si sgretolano! Non per molto ancora!".
Fonte: qui