9 dicembre forconi: Mondiali
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mercoledì 19 giugno 2019

IL FIGLIO DI PLATINI FU ASSUNTO DALLA QATAR SPORTS INVESTMENTS POCHI MESI DOPO IL FAMIGERATO VOTO SUI MONDIALI 2022. QUESTO SI AGGIUNGE AI MILIARDI RIVERSATI DAI QATARINI SULLA FRANCIA CHE HANNO PORTATO AL VOLTAFACCIA DI ''LE ROI'', LO STESSO CHE AVEVA RICEVUTO UN BONIFICO DA 2 MILIONI DI FRANCHI IN ''CONSULENZE'' DI CUI NON C'ERA TRACCIA NEL BILANCIO…


Marco Mensurati e Fabio Tonacci per “la Repubblica

La lunga notte della Fifa non è ancora passata. Quel grande suk che fu la riunione a Zurigo del 2 dicembre 2010 continua a parlare. E, a nove anni di distanza, ad agitare i suoi fantasmi. Fantasmi che, ieri, hanno seguito le Roi Michel Platini fino alla soglia della camera di custodia di Nanterre, dove ad attenderlo c' erano i poliziotti dell' Office Anticorruption convinti di avere finalmente in mano le prove dello "schema corruttivo" che - secondo l' inchiesta aperta nel 2016 - ha determinato la storia recente del calcio mondiale.

La scelta geopolitica
Platini, di quello schema, è l' uomo chiave. Nella riunione decisiva, il suo voto spostò gli equilibri e permise al calcio di consegnare se stesso e il proprio potere al Qatar, preferendo, per la prima volta nella storia, russi ed emiri ai manager in giacca e cravatta del versante anglosassone del mondo (Inghilterra e Stati Uniti).
michel platini sepp blatter 4MICHEL PLATINI SEPP BLATTER 

Fu un colpo di mano, quello di Platini e della Francia, che in pochi secondi spazzò via il tacito accordo di spartizione verso cui sembrava indirizzata la Fifa: alla Russia la coppa del mondo 2018, agli Stati Uniti quella del 2022. Le cose andarono diversamente. Gli Usa - che sull' evento del 2022 volevano investire pesantemente - restarono a bocca asciutta e gli emiri tornarono a Doha forti di una vittoria che di lì a poco avrebbe spostato parecchi equilibri. Troppi.

Il ruolo di Platini
Tamim bin Hamad al ThaniTAMIM BIN HAMAD AL THANI




Pochi giorni dopo, fu lo stesso Platini a dichiarare di aver votato per il Qatar. Attirando su di sé l' ira della parte "occidentalista" della Fifa, nonché le attenzioni di Fbi e media anglosassoni. I giornali francesi dissero che le Roi aveva subito pressioni da parte di Nicolas Sarkozy. Si scoprì che il 23 novembre del 2010, una decina di giorni prima dell' assegnazione, Sarkozy organizzò un pranzo riservato all' Eliseo con Tamin bin Hamad al-Thani, allora principe ereditario. Nel corso dell' incontro si discusse di molti temi, ma su tutti dell' acquisto da parte del fondo sovrano di Doha del Psg, e della creazione dell' emittente beIN Sports per fare concorrenza a Canal+ nel mondo dei diritti tv. Due interventi in grado di rilanciare l' intero settore, per la Francia.
TAMIM AL THANI NUOVO EMIRO DEL QATARTAMIM AL THANI NUOVO EMIRO DEL QATAR

L' accordo segreto con Al Jazeera
Ma a motivare la giravolta di Platini c' era anche dell' altro, e di personale. Le indagini dell' Fbi - che di lì al 2015 portarono allo "scandalo Fifa" e alle dimissioni di Blatter - individuarono un bonifico sospetto da 2 milioni di franchi svizzeri ricevuto nel febbraio del 2011. Secondo Platini, era il pagamento di una consulenza svolta per Blatter tra il 1998 e il 2002. Ma di quei soldi non si è mai trovata traccia nei bilanci. Un primo processo per quei fatti si è concluso con un' assoluzione, in Svizzera. Ma adesso l' anticorruzione francese ha trovato nuovi elementi, in particolare su un contratto segreto tra la Fifa e Al Jazeera (emittente di Doha).
TAMIM AL THANI CON IL PARIS SAINT GERMAINTAMIM AL THANI CON IL PARIS SAINT GERMAIN

Quel contratto assegnava ad Al Jazeera i diritti televisivi delle future coppe del mondo in cambio di 300 milioni di dollari, più uno strano bonus da 100 milioni in caso di assegnazione del mondiale al Qatar. Bonus che è stato pagato due mesi dopo l' assegnazione, negli stessi giorni del bonifico a Platini.

Il figlio di le Roi
A rendere ancor più sospetti i rapporti tra Platini e il Qatar, c' è anche un' altra storia. Pochi mesi dopo il pranzo all' Eliseo, suo figlio Laurent venne assunto presso la Qatar Sports Investments, anche se Michel dichiarò che la circostanza non aveva nulla a che vedere con il suo voto. A trarre vantaggi inaspettati dalla relazione dell' ex campione francese con gli emiri non fu solo il giovane Laurent, ma anche due suoi "grandissimi amici".
l tamim hamad thani CON SARKOZYL TAMIM HAMAD THANI CON SARKOZY

Agli atti dell' inchiesta ci sono due mail del comitato promotore dei mondiali in Qatar in cui si dispone di mandare due "inviti sicuri" per il Forum annuale sulla Finanza e gli Investimenti di Parigi, a Louis Nicollin, «un industriale e presidente di club» che aveva prestato il suo aereo a Platini durante la campagna presidenziale del 2007, e a Gael Levergies, un ristoratore di Parigi con cui le Roi «è andato tre volte in vacanza».

LAURENT PLATINILAURENT PLATINI





Il braccialetto giapponese
Del resto, nella notte del grande suk del 2 dicembre, si era caduti anche più in basso. Nelle carte dell' Fbi c' è l' elenco dei cadeaux fatti a Platini dai promotori giapponesi. Uno "yakusugi ball", un braccialetto in cedro giapponese (1.200 dollari), una macchina fotografica digitale (1.200 dollari) e un paio di orecchini da 700 dollari per la signora Platini. I russi, invece ci erano andati più pesanti, inviando all' ex presidente dell' Uefa un Picasso (che lui nega di aver mai ricevuto).

Euro 2016
LAURENT PLATINILAURENT PLATINI
Ma non è tutto. Perché stando alle dichiarazioni dell' avvocato di Platini, William Bourdon, gli investigatori francesi dopo tre anni di indagini hanno superato le ipotesi di accusa deducibili dal lavoro dell' Fbi e si sono convinti che "il grande schema corruttivo" abbia abbracciato anche Euro 2016. «Il mio cliente - si è limitato a dire l' avvocato sul punto - ha risposto con serietà e precisione a tutte le domande». Fonte: qui

MAZZETTE, SCHIAVISMO E MORTI BIANCHE: TUTTE LE OMBRE SUI MONDIALI DEL QATAR 
UN FIUME DI PETROLDOLLARI SUL CALCIO: PER GLI EMIRI IL PALLONE NON È SOLO UN GIOCATTOLO COSTOSO MA UNO STRUMENTO PER RIPOSIZIONAMENTI GEOPOLITICI. 
IL QATAR GRAZIE AL CALCIO PORTA NEL MONDO I SUOI MESSAGGI POLITICI NELLA GUERRA (ANCHE COMMERCIALE) ALL'ARABIA 
I CASI PSG E CITY E LA COPPA DEL MONDO IN INVERNO CHE FA DISCUTERE....
Romolo Buffoni per “il Messaggero”

qatar 2022QATAR 2022
Il calcio ha trovato nel deserto la risorsa per placare la sua sete sempre più pressante di denaro. Emiri e sceicchi hanno riversato nelle casse dei club europei un fiume di soldi capace di deviare il rimbalzo del pallone, cambiando la storia di due club come il Paris Saint-Germain e il Manchester City, strappati dall'eterno anonimato, e anche quella della Coppa del Mondo Fifa che nel 2022, per la prima volta, sarà disputata quando in Europa sarà inverno. Tutti sognano un emiro.

L'ultimo a confessarlo è stato Francesco Totti lunedì, nel giorno del suo addio alla Roma americana: «Tornerò con un'altra proprietà e il club piace molto agli emiri». In un certo senso il club giallorosso beneficia già dei petrodollari grazie allo sponsor Qatar Airways (39 milioni fino al 2021).

CALCIO GIOCATTOLO
MANSOURMANSOUR
Per i ricchi arabi il calcio non è solo un giocattolo costoso. Il Qatar porta nel mondo, grazie al pallone, i suoi messaggi politici nella guerra all'Arabia. Anche per questo Nasser Al-Khelaifi, patron del Psg, stregato dal brasiliano Neymar due anni fa non esitò a pagare la clausola rescissoria per liberarlo dal Barcellona: 222 milioni di euro sull'unghia. Anzi, ne tirò fuori dal portafogli 300: il resto fu mancia per il giocatore. E non gli è da meno Mansur bin Zayd Al Nahyan, che non è qatariota ma degli Emirati Arabi Uniti, patron dal 2008 degli inglesi del City e cugino di Tamim bin Hamad al-Thani, fondatore della Qatar Sport Investments che detiene, appunto, il Psg.

Mansur con campagne acquisti faraoniche ha ribaltato le gerarchie di Manchester dove, prima del suo avvento, solo lo United collezionava trofei. Oggi invece è la squadra di Guardiola a vincer. Per entrambi, ovvero per Al-Khelaifi e Al Nahyan, è la Champions League il sogno, l'oggetto del desiderio che le centinaia di milioni spesi finora non riescono ad acquistare.

Real Madrid, Barcellona, Bayern Monaco, Liverpool, Manchester United, Juventus e tutte le altre grandi del calcio continentale hanno accusato il colpo. Pur con fatturati e patrimoni monstre, nessuna può contare su interi Stati alle spalle. Per questo la Uefa ha tentato di salvare il salvabile introducendo il Fair Play finanziario, ossia il divieto di rimpinguare le casse sociali con iniezioni dirette di denaro da parte dei patron. Ostacolo aggirato attraverso sponsorizzazioni fittizie, alle quali per ora sembra non esserci rimedio.
al khelaifiAL KHELAIFI

La guerra diplomatica divenuta anche commerciale fra emiri ed Arabia Saudita, il nemico giurato nello scacchiere geopolitico del Golfo, con tanto di embargo pesante per il Qatar. L'Arabia viene accusata di supportare attivamente la pirateria televisiva attraverso il canale beoutQ. Polemica che lo scorso inverno ha coinvolto anche la nostra Lega di Serie A per la scelta di disputare la Supercoppa italiana Juventus-Milan a Gedda.

INVERNO CALDO
I Mondiali del 2022, per il Qatar, rientrano in questo quadro. Per assecondare questi potenti finanziatori l'universo pallonaro ha scarificato addirittura la ritualità del Mondiale estivo. Gli avveniristici stadi sorti nel deserto hanno, ovviamente, sistemi di aria condizionata di ultimissima generazione ma costringere i giocatori a giocarsi la Coppa a 50 gradi all'ombra rasentava il tentato omicidio. Ma non importa, si sposta il calendario e di gioca da novembre a dicembre. I tifosi? Capiranno. Del resto quelli del Sudamerica hanno sempre visto la Coppa del Mondo in maniche lunghe. Gli europei per una volta sacrificheranno pizza, birra & caroselli con polenta, vino rosso e cioccolato caldo. Pecunia non olet.

MAZZETTE E SFRUTTAMENTO: QUANTE OMBRE SULLA COPPA
Alec Cordolcini per “il Giornale”
qatar 2022QATAR 2022

Sulla carta Qatar 2022 dovrebbe essere la 22ª edizione del Mondiale di calcio. Nella realtà invece è tutto fuorché calcio. Ci sono corruzione, squalifiche, arresti, morti sul lavoro, violazione dei diritti umani, frizioni geopolitiche, tutto messo a mollo in uno sterminato oceano di petrodollari. Presto o tardi, però, la sporcizia finisce a riva. L' ultimo carico è arrivato ieri dalla Francia con l' arresto di Michel Platini nell' ambito di un' inchiesta aperta due anni fa dal Parquet National Financier, la superprocura anti-corruzione transalpina istituita nel 2014.

Epicentro dell' indagine la cena organizzata all' Eliseo nel novembre 2010 tra Platini, il Presidente Nicolas Sarkozy, lo sceicco Tamim bin Hamad Al Thani e Sébastien Bazin, all' epoca proprietario del Paris Saint-Germain.
AL THANIAL THANI


Platini ha sempre dichiarato di aver deciso di votare per la candidatura del Qatar prima della cena, ma secondo l' indagine fu in quell' occasione che venne ufficializzato il tutto: Al Thani si sarebbe impegnato a effettuare una serie di investimenti, tra i quali l' acquisto del PSG, in cambio del pieno sostegno dell' Uefa alla candidatura del Qatar, promossa grazie a pagamenti per 5 milioni di dollari a diversi funzionari del calcio mondiale. Mazzette finite nelle mani di membri della Concacaf, dell' Oceania e di federazioni africane. Un caso divenuto noto come Qatar-gate e che ha portato alla squalifica a vita dell' ex presidente della AFC (la federazione asiatica) Mohamed Bin Hammam per violazioni ripetute al codice etico.

Dopo il businessman qatariota è caduto anche Sepp Blatter, nonostante nel suo caso la controversa assegnazione di Qatar 2022 abbia rappresentato solo la scintilla capace di fare luce su un malgoverno consolidatosi nel corso degli anni.

roma qatar airwaysROMA QATAR AIRWAYS
Il mondo del pallone attorno al Qatar scotta anche per motivi geopolitici. Un esempio è arrivato dal tentativo, fallito, del Presidente Fifa Gianni Infantino di anticipare di quattro anni il Mondiale a 40 squadre, introducendolo già in occasione di Qatar 2022. L' operazione necessitava però di un paese co-organizzatore, ma dal giugno 2017 il Qatar ha rotto i rapporti diplomatici con Arabia Saudita, Emirati Arabi e Bahrain, con tanto di chiusura delle frontiere.

Tra i paesi non confinanti, l' Oman ha declinato l' invito, mentre il Kuwait presentava enormi problemi a livello di logistica, di infrastrutture ma anche politici, basti pensare che il divieto di bere alcolici rimane totale (il Qatar per contro ha previsto un' esenzione per gli stranieri), e un main sponsor come Budweiser non avrebbe sicuramente gradito.

nasser al khelaifi neymarNASSER AL KHELAIFI NEYMAR
Fino a qualche tempo fa nel mondo del lavoro del Qatar era in vigore la Kafala, un meccanismo di reclutamento che prevedeva la confisca dei passaporti ai lavoratori migranti.
stadio doha qatarSTADIO DOHA QATAR





Pochi giorni fa l' Organizzazione Internazionale del Lavoro ha definito una farsa la riforma del lavoro che avrebbe abolito questo moderno sistema di schiavitù, denunciando la permanenza di un sistema di concessione di permessi in uscita dal paese, nonché del potere eccessivo dei datori di lavoro nei confronti della manodopera. Lo sfruttamento della forza lavoro straniera, le centinaia di morti nei cantieri per la realizzazione delle infrastrutture per il Mondiale e l' assoluta mancanza di tutele sono state oggetto a più riprese di denunce da parte di Human Rights Watch, Amnesty International e dell' International Trade Union Confederation.

Fonte: qui

giovedì 28 febbraio 2019

DOPING -BLITZ AI MONDIALI DI SCI A SEEFELD: 9 ARRESTI.

TRA LORO 5 ATLETI DEL FONDO DI AUSTRIA, ESTONIA E KAZAKISTAN 

DUE DI QUESTI SAREBBERO STATI COLTI IN FRAGRANTE MENTRE SI “RIPULIVANO” IL SANGUE 

E’ LA PIÙ GRANDE OPERAZIONE ANTIDOPING DOPO I GIOCHI INVERNALI DEL 2006…


sci di fondoSCI DI FONDO
Scandalo ai Mondiali di sci nordico a Seefeld. A poche ore dalla 15 chilometri, una vasta operazione condotta dalle forze dell’ordine austriache e tedesche ha portato a un blitz con 9 arresti e a 16 perquisizioni non solo nella città che fa da quartier generale della rassegna iridata ma anche a Erfurt, in Germania, dove gli agenti hanno fatto irruzione nello studio di Mark Schmidt, ex medico della Gerolsteiner e coinvolto qualche anno fa in un caso di doping ematico.

Lo stesso Schmidt e un complice sono finiti in manette mentre a Seefeld, riporta l’emittente «Ard», sono stati arrestati cinque atleti appartenenti alle nazionali di Austria, Estonia e Kazakistan: tra i fermati il biolimpionico e bicampione del mondo Andrus Veerpalu, estone, e il kazako Alexis Poltoranin, 2 bronzi mondiali e più volte vincitore in Coppa del Mondo, che risultavano tra i partenti della gara. L’operazione sarebbe legata all’inchiesta nata dal documentario dell’emittente «ARD» sull’ex fondista Johannes Dürr, condannato per doping nel 2014.

Due fondisti sono stati colti in flagrante: la polizia austriaca federale penale e la procura di Monaco di Baviera sostiene di aver scoperto una rete di doping internazionale. “I coinvolti di Erfurt fanno parte di un’organizzazione criminale fortemente sospettata di svolgere pratiche doping sul sangue su atleti di elite di diversi Paesi”, si legge in un comunicato. Un enorme giro illecito di doping e business illecito è emerso mentre le indagini in corso da mesi è arrivato ad un clamoroso punto di svolta durante le gare iridate.
sci di fondo dopingSCI DI FONDO DOPING

Gli accusati dovranno rispondere di frode sportiva commerciale ed uso di farmaci dopanti. “Gli atleti tedeschi non sono stati colpiti, posso confermare che per noi, la situazione è tranquilla”, ha detto il portavoce del Dsv, Stefan Schwarzbach che ha escluso il bltiz nell'hotel dei tedesch. La squadra italiana non è stata coinvolta come ha fatto sapere la Federazione Italiana Sport Invernali. Secondo la televisione tedesca Ard, che al suo interno ha una redazione che si occupa di casi di doping. Si parlerebbe della più grande operazione antidoping nello sci nordico dopo le Olimpiadi di Torino 2006.

Fonte: qui


CI VEDIAMO DOPING! SCANDALO NELLO SCI DI FONDO, IL VIDEO-CHOC DELL’AUSTRIACO MAX HAUKE COLTO SUL FATTO DURANTE UNA TRASFUSIONE 
L’ATLETA CHE È GIÀ STATO RILASCIATO, ERA UNA DELLE CINQUE PERSONE ARRESTATE IERI NELL'AMBITO DELLO SCANDALO DOPING SCOPPIATO AI MONDIALI DI SCI DI SEEFELD: RISCHIA 4 ANNI DI SQUALIFICA E UNA CONDANNA A 3 ANNI DI CARCERE


max haukeMAX HAUKE
La testata austriaca Voralberg Online ha diffuso in esclusiva questo video choc, che ritrae il fondista austriaco Max Hauke colto sul fatto dagli agenti mentre era intento a farsi una trasfusione di sangue. Hauke, che è già stato rilasciato, era una delle cinque persone arrestate ieri nell'ambito dello scandalo doping scoppiato ai mondiali di sci nordico di Seefeld. Hauke e gli altri atleti coinvolti rischiano 4 anni di squalifica dalle competizioni e una condanna a 3 anni di carcere.

giovedì 11 gennaio 2018

DISGELO ALLE OLIMPIADI INVERNALI – LE DUE COREE S’AVVICINANO SUL GHIACCIO. KIM JONG UN SU CONSIGLIO RUSSO E CINESE E PROMETTE NIENTE RAZZI DURANTE I GIOCHI

SEUL BRINDA E TRUMP SPINGE SU PECHINO E MOSCA PER INASPRIRE LE SANZIONI CONTRO PYONGYANG

Carlo Pizzati per la Stampa

OLIMPIADI INVERNALI COREAOLIMPIADI INVERNALI COREA
Donald Trump avrà anche un bottone più grosso e potente di quello di Kim Jong-un, ma con quest' apertura al dialogo tra le due Coree è stato il leader di Pyongyang a lanciare un efficace razzo diplomatico che minaccia di spaccare il già difficoltoso dialogo tra Washington e Seul.

Il tempismo è stato perfetto. Le ultime settimane sono state un crescendo di posizioni sempre più distanti tra la diplomazia americana e quella sudcoreana. Da un lato, un presidente Trump che le spara sempre più grosse, ma che fa seguire ai paroloni serie sanzioni contro Pyongyang. Dall' altra il presidente sudcoreano, Moon Jae-in, che s' appresta a inaugurare le Olimpiadi invernali nelle sue montagne e non può certo permettersi attacchi terroristici o missilistici dal Nord ed ha un disperato bisogno di una tregua.
KIM JONGKIM JONG UN

Così, pochi giorni dopo la richiesta americana all' Onu di nuove pesanti sanzioni contro il regime di Kim Jong-un, ecco che il leader nordcoreano si presenta in giacca e cravatta in tv, con un imprevisto restyling all' occidentale, e annuncia: ok, riaprite la hotline con la Corea del Sud, incontriamoci e discutiamo se partecipare alle vostre Olimpiadi. Le tensioni tra Moon e Trump sono cresciute, in questi mesi.

Ciccio KimKIM JONG UN
Da un lato il muso duro del miliardario della Casa Bianca, infuriato dai progressi dei testi missilistici di Pyongyang, dall' altro il più conciliante presidente sudcoreano, che ricordava al mondo il suo potere di veto contro qualsiasi attacco lanciato delle forze americane di stanza nella Corea del Sud, precisazione che ha fatto infuriare i generali americani. Ma Moon deve pensare al fatto che i suoi elettori l' hanno mandato alla Casa Blu, il palazzo presidenziale di Seul, proprio con una missione diametralmente opposta a quello della precedente inquilina, la presidente Park Geun-hye, sprofondata in uno scandalo di sciamane e intrallazzi, e vista come troppo sottomessa a Washington.

Moon Jae inMOON JAE IN
Bisogna ricordare che lo spirito dell' unificazione, cui la Corea del Sud dedica un importante ministero, è più vivo che mai. Da posizioni opposte, certo: a Nord si sogna di sottomettere con la forza i filo-americani del Sud, a Sud si fanno calcoli economici su come riprendersi il Nord con fondi e ricostruzione, una volta che il regime resterà del tutto affamato e sul lastrico, ma senza causare una crisi umanitaria irrecuperabile.

E forse ci si sta quasi arrivando, al lastrico, visto che la mossa felina di Kim Jong-un, l' inaspettata apertura per far incontrare ieri le due delegazioni nel «villaggio della tregua» di Panmunjom, nella zona demilitarizzata, ha portato un piccolo frutto: inviare alle Olimpiadi un gruppo nordcoreano d' alto livello composta di atleti, cheerleader, tifosi e giornalisti, assieme a una squadra di Taekwondo. Non poteva esserci garanzia migliore, per la Corea del Sud, contro la paura di missili o sabotaggi dal Nord durante i Giochi invernali.
KIM JONG Xi JinpingKIM JONG XI JINPING

Anche il clima di quest' incontro è stato importante. A volte i dettagli dei retroscena sono quasi più importanti dei risultati. Il delegato nord-corano, Ri Son Gwon, si è lasciato andare a battute meteorologiche: «Non é esagerato paragonare le condizioni climatiche con le relazioni inter-coreane: fa così freddo che interi fiumi e montagne sono ghiacciati». Il ministro dell' Unificazione sudcoreano ha fatto sapere che da ragazzo è stato campione di pattinaggio sul ghiaccio.

Per l' America si tratta di fuffa. Lo ha ricordato l' ambasciatrice americana all' Onu, Nikki Haley: «Non c' è bisogno di un cerotto, qui. Non c' è bisogno di un sorriso e di una foto. Se non si fa qualcosa di concreto per eliminare tutte le armi nucleari dalla Corea del Nord non possiamo prendere sul serio questo dialogo».

Ma Trump, nel suo stile inimitabile, s' è preso il merito anche di quest' apertura, sostenendo che è grazie ai suoi toni duri che Kim ha deciso di cedere al dialogo. Più probabile siano state le sanzioni della Cina, che ha ridotto le esportazioni di greggio nel gasdotto con la Corea del Nord, facendo raddoppiare i costi del carburante nel rigido inverno coreano.

putin trumpPUTIN TRUMP
Kim spera forse di spingere Russia e Cina a rinnovare la richiesta di un accordo «freeze for freeze»: bloccare il programma nucleare nord-coreano in cambio di una sospensione degli esercizi militari congiunti delle forze americane e sudcoreane (già rinviate a dopo le Olimpiadi). L' obiettivo può essere riaprire negoziati che portino Stati Uniti, Cina e Russia a offrire incentivi diplomatici ed economici in cambio di una sospensione del programma nucleare. Trump ha già detto che è una strada inaccettabile. Ma forse, a questo punto, si lavora già a questa possibilità.

Fonte: qui


martedì 19 dicembre 2017

LA SPAGNA RISCHIA IL MONDIALE!


L’EX PRESIDENTE DELLA FEDERCALCIO IBERICA ANGEL MARIA VILLAR, ARRESTATO PER CORRUZIONE, ATTACCA: “SE LA SPAGNA VIENE ESCLUSA DA RUSSIA 2018, LA RESPONSABILITÀ SARÀ DEL GOVERNO DI MADRID” 

LA "PREOCCUPAZIONE" DELLA FIFA


spagna italiaSPAGNA ITALIA
Il rischio che la Spagna venga esclusa dai prossimi Mondiali c'è. Angel Maria Villar attacca il governo di Madrid dopo la lettera ricevuta dalla Federcalcio spagnola in cui la Fifa si dice preoccupata per le ingerenze governative e agita lo spettro di una sospensione che porterebbe alla clamorosa estromissione delle Furie Rosse da Russia 2018.

CONFLITTO D'INTERESSI - Villar, arrestato per corruzione, è stato sospeso così dalla presidenza della Rfef dopo la vittoria elettorale di maggio. Il Consiglio Superiore dello Sport - che fa capo al governo spagnolo - vorrebbe che le elezioni venissero ripetute e attende a riguardo il parere del Consiglio di Stato. Ma la Fifa considera questa intromissione una violazione dei propri statuti. 

spagna italia iscoSPAGNA ITALIA ISCO
«Il Csd sta facendo in modo che la Federazione non rispetti le leggi, pretende che si annullino le elezioni senza che la legge lo consenta e sarà l'unico responsabile qualora la Spagna restasse fuori dal Mondiale», ha tuonato oggi Villar, che nega di aver sollecitato l'azione della Fifa. «Dobbiamo chiederci perché conflitti di questa natura non avvengono in altri Paesi come la Germania, l'Italia o la Gran Bretagna, dove lo Stato rispetta l'autonomia delle Federazioni», aggiunge il numero uno della Rfef, tornato a proclamare la propria innocenza: «non credo che tornerò in carcere perché non ho fatto nulla. Anche la mia sospensione è ingiusta, dovrei essere ancora lì a presiedere la Rfef. La situazione è molto grave». 

LA VICENDA - Tutto nasce la richiesta di nuove elezioni per la presidenza avanzata dal Consejo Superior de Deportes: secondo la Fifa questo intervento del CSD potrebbe essere etichettato come un'indebita intromissione del Governo che mette a repentaglio l'autonomia della Federazione e implica una violazione grave del suo statuto. A denunciare l'episodio sarebbe stato l'ex presidente della Federcalcio spagnola (Rfef) Angel Maria Villararrestato a luglio nell’ambito di un'operazione in cui gli era stata contestata l'appropriazione indebita e la falsificazione di documenti in relazione all’organizzazione di partite internazionali.

Fonte: qui

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