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mercoledì 10 luglio 2019
giovedì 28 febbraio 2019
DOPING -BLITZ AI MONDIALI DI SCI A SEEFELD: 9 ARRESTI.
TRA LORO 5 ATLETI DEL FONDO DI AUSTRIA, ESTONIA E KAZAKISTAN
DUE DI QUESTI SAREBBERO STATI COLTI IN FRAGRANTE MENTRE SI “RIPULIVANO” IL SANGUE
E’ LA PIÙ GRANDE OPERAZIONE ANTIDOPING DOPO I GIOCHI INVERNALI DEL 2006…
Da gazzetta.it
Scandalo ai Mondiali di sci nordico a Seefeld. A poche ore dalla 15 chilometri, una vasta operazione condotta dalle forze dell’ordine austriache e tedesche ha portato a un blitz con 9 arresti e a 16 perquisizioni non solo nella città che fa da quartier generale della rassegna iridata ma anche a Erfurt, in Germania, dove gli agenti hanno fatto irruzione nello studio di Mark Schmidt, ex medico della Gerolsteiner e coinvolto qualche anno fa in un caso di doping ematico.
Lo stesso Schmidt e un complice sono finiti in manette mentre a Seefeld, riporta l’emittente «Ard», sono stati arrestati cinque atleti appartenenti alle nazionali di Austria, Estonia e Kazakistan: tra i fermati il biolimpionico e bicampione del mondo Andrus Veerpalu, estone, e il kazako Alexis Poltoranin, 2 bronzi mondiali e più volte vincitore in Coppa del Mondo, che risultavano tra i partenti della gara. L’operazione sarebbe legata all’inchiesta nata dal documentario dell’emittente «ARD» sull’ex fondista Johannes Dürr, condannato per doping nel 2014.
Due fondisti sono stati colti in flagrante: la polizia austriaca federale penale e la procura di Monaco di Baviera sostiene di aver scoperto una rete di doping internazionale. “I coinvolti di Erfurt fanno parte di un’organizzazione criminale fortemente sospettata di svolgere pratiche doping sul sangue su atleti di elite di diversi Paesi”, si legge in un comunicato. Un enorme giro illecito di doping e business illecito è emerso mentre le indagini in corso da mesi è arrivato ad un clamoroso punto di svolta durante le gare iridate.
Gli accusati dovranno rispondere di frode sportiva commerciale ed uso di farmaci dopanti. “Gli atleti tedeschi non sono stati colpiti, posso confermare che per noi, la situazione è tranquilla”, ha detto il portavoce del Dsv, Stefan Schwarzbach che ha escluso il bltiz nell'hotel dei tedesch. La squadra italiana non è stata coinvolta come ha fatto sapere la Federazione Italiana Sport Invernali. Secondo la televisione tedesca Ard, che al suo interno ha una redazione che si occupa di casi di doping. Si parlerebbe della più grande operazione antidoping nello sci nordico dopo le Olimpiadi di Torino 2006.
Fonte: qui
CI VEDIAMO DOPING! SCANDALO NELLO SCI DI FONDO, IL VIDEO-CHOC DELL’AUSTRIACO MAX HAUKE COLTO SUL FATTO DURANTE UNA TRASFUSIONE
L’ATLETA CHE È GIÀ STATO RILASCIATO, ERA UNA DELLE CINQUE PERSONE ARRESTATE IERI NELL'AMBITO DELLO SCANDALO DOPING SCOPPIATO AI MONDIALI DI SCI DI SEEFELD: RISCHIA 4 ANNI DI SQUALIFICA E UNA CONDANNA A 3 ANNI DI CARCERE
Da gazzetta.it
La testata austriaca Voralberg Online ha diffuso in esclusiva questo video choc, che ritrae il fondista austriaco Max Hauke colto sul fatto dagli agenti mentre era intento a farsi una trasfusione di sangue. Hauke, che è già stato rilasciato, era una delle cinque persone arrestate ieri nell'ambito dello scandalo doping scoppiato ai mondiali di sci nordico di Seefeld. Hauke e gli altri atleti coinvolti rischiano 4 anni di squalifica dalle competizioni e una condanna a 3 anni di carcere.
domenica 29 luglio 2018
"MANOMESSE LE URINE DI ALEX SCHWAZER”
DALLA PERIZIA EMERGONO "MANIPOLAZIONI" DELLE PROVETTE DEL MARCIATORE ESCLUSO PER DOPING DALLE OLIMPIADI DEL 2016
IL VERDETTO ARRIVERA' SOLO A SETTEMBRE. SCHWAZER SAREBBE STATO INCASTRATO PER UN LOSCO GIOCO DI POTERE…
Hanno rubato un sogno e la carriera ad Alex Schwazer? Era il 21 giugno 2016 quando venne scoperta la positività al doping del marciatore. Positività da subito molto sospetta: da quel giorno il marciatore e il suo staff si sono battuti per portare a galla la verità. Secondo loro, infatti, le urine sarebbero state manomesse. Insomma, Schwazer sarebbe stato incastrato per un losco gioco di potere.
E ora, al riguardo, spuntano delle prove pesantissime. Infatti, come riporta ilsussidiario.net, il Ris di Parma è riuscito a mettere le mani le famose provette e l'analisi è già iniziata. Il verdetto, però, arriverà solo a settembre. Aspettando l'ufficialità, secondo le indiscrezioni che sono filtrate, si riscontrerebbe una "concentrazione anomala di Dna dello stesso Schwazer. Le urine conservate a -20 gradi dopo una settimana riducono a 1/7 il valore quantitativo del Dna - si legge nell'articolo -. Dopo 26 mesi dovrebbero contenere ancora al massimo qualche nanogrammo.
Il Dna di Schwazer presenta invece una concentrazione centinaia (campione A) o migliaia (campione B) di volte superiore alla norma". Questa quantità eccessiva di Dna sarebbe stata "generata" nei laboratori della Iaaf e del Laboratorio di Colonia, che avrebbero sottratto da altri campioni positivi le sostanze "incriminate" per metterle nelle urine di Schwazer.
Una ricostruzione clamorosa, che confermerebbe il terrificante sospetto: la squalifica alle Olimpiadi di Rio de Janeiro del 2016 sarebbe stata frutto di un complotto. Se le indiscrezioni venissero confermate, lo stop di 8 anni imposto al marciatore potrebbe essere revocato. Ma è troppo tardi: Schwazer, infatti, ha chiuso con la disciplina che troppi dolori gli ha procurato. Eppure, c'è da scommetterci, attenderà con ansia il verdetto di settembre. Perché se il complotto verrà dimostrato, qualcuno dovrà pagare.
Fonte: qui
lunedì 14 maggio 2018
DALLE PALESTRE ALLE SOCIETA’ SPORTIVE MINORI, AUMENTANO I CASI DI CHI ASSUME SOSTANZE PER MIGLIORARE LE PRESTAZIONI
MA SI RISCHIANO DANNI GRAVI, SIA A BREVE SIA A LUNGO TERMINE, SU SFERA RIPRODUTTIVA, CUORE, FEGATO, SISTEMA NERVOSO. E NON SOLO PER I CASI D'OVERDOSE
Alice Vigna per il “Corriere della Sera”
È un sottobosco di cui si sa poco, pochissimo. Che ogni tanto emerge in tutta la sua drammaticità perché ci scappa il morto: dallo sport professionistico il doping è tracimato in centri fitness e società sportive minori diventando una piaga sempre più diffusa, un' abitudine per tanti frequentatori assidui delle palestre e perfino per i ragazzini alle prime gare.
Ma se ne parla solo dopo qualche fatto di cronaca eclatante, poi tutto torna nell' ombra.
Anche per questo la Società Italiana di Tossicologia (Sitox), durante il suo ultimo congresso, ha acceso i riflettori sul fenomeno cercando di fare il punto sugli scarsi dati noti a oggi.
Sarah Vecchio, tossicologa del Centro Nazionale di Informazione Tossicologica (Cnit) degli Istituti Clinici Scientifici Maugeri di Pavia, spiega: «Il doping amatoriale è del tutto sottostimato perché avviene nelle palestre, ambienti chiusi dove c' è connivenza fra chi assume le sostanze e chi le consiglia. Possiamo solo registrare i casi delle persone che arrivano in Pronto soccorso ammettendo uso di sostanze dopanti, ma si tratta ovviamente della punta di un iceberg, perché tanti tacciono e anche con gli esami tossicologici non riusciamo a individuare ciò che è stato assunto».
I dati sono perciò parziali, ma anche così spaventano: soltanto al Cnit di Pavia, fra il 2013 e il 2017, ci sono stati 91 accessi di «dopati da palestra» con sintomi che nella metà dei casi sono a carico del sistema nervoso (come agitazione psicomotoria, quadri psicotici, convulsioni, mal di testa, vertigini e tremori), ma si registrano anche problemi cardiaci (con tachicardia, ipertensione, shock cardiogeno) e c' è un abbondante 10 per cento che arriva con un' epatite acuta da steroidi.
Il 7 per cento degli accessi è dovuto a un' overdose vera e propria di anabolizzanti o stimolanti, mentre negli altri casi i dosaggi non sono eccessivi: si tratta di sostanze che possono dare eventi avversi consistenti, soprattutto se prese senza che ce ne sia una reale necessità clinica, ed è per questo che portano guai anche se nella singola somministrazione non si esagera col dosaggio.
Ma quali sono le sostanze più utilizzate in chi si dopa in palestra, non per una gara?
«Nella maggioranza dei casi si tratta di cocktail variegati, tuttavia quasi metà dei soggetti che arrivano all' attenzione dei medici ha preso stimolanti per ridurre il senso di fatica, più spesso caffeina pura in polvere (ma anche amfetamina, cocaina, ecstasy o efedrina, ndr) - racconta Vecchio -. C' è poi un 40 per cento circa che assume aminoacidi e proteine, per esempio la creatina: sostanze meno problematiche perché meno dannose, inoltre di solito chi le sceglie si attiene a quanto segnalato sulle confezioni e non esagera coi dosaggi. Il 30 per cento, infine, prende steroidi anabolizzanti per aumentare la massa muscolare».
Qualcuno finisce in Pronto soccorso per gli effetti collaterali acuti a seguito di una somministrazione, ma sono una minoranza; dopo anni e anni di ormoni e stimolanti le conseguenze sono perfino peggiori, eppure restano completamente sotto traccia.
«Prima si comincia e più gravi sono le ripercussioni a lungo termine, che ovviamente sono più serie anche al crescere dei dosaggi usati - dice la tossicologa -. Si va dalla ginecomastia alle lesioni muscolari (perché a furia di aumentare la massa del muscolo questo si può danneggiare o si può rompere qualche tendine, ndr), dalla psicosi alla tossicità epatica che può portare perfino alla necessità di un trapianto di fegato; senza contare lo sconquasso ormonale associato all' uso di ormoni steroidi che impattano moltissimo, per esempio, sull' apparato genitale.
Tanti a trent' anni hanno i muscoli scolpiti, ma devono fare i conti con una disfunzione erettile. Purtroppo c' è pochissima consapevolezza dei rischi, invece dovrebbe essere chiaro a tutti che stimolanti e anabolizzanti fanno male e alla lunga il prezzo da pagare è alto».
L' aggravante è che questo gran consumo di sostanze per migliorare l' aspetto fisico (l' obiettivo è sempre puramente estetico, interessa il muscolo ben definito ancor più della capacità atletica) avviene nel più completo fai da te, seguendo le direttive di personal trainer che non sono medici e consigliano tuttavia cicli di anabolizzanti sulla base della loro esperienza sul campo, senza garantire alcuna sicurezza clinica.
«Per di più il 40 per cento degli "sportivi della domenica" acquista i farmaci online, per cui all' illegalità dell' uso senza prescrizione medica si aggiunge l' incertezza della qualità del prodotto, che spesso non si sa bene quali molecole contenga davvero - sottolinea Sarah Vecchio -. Chi frequenta le palestre però vuole ignorare i rischi degli anabolizzanti, un filo di paura serpeggia solo quando muore un wrestler: c' è perfino chi prende ormoni ritirati dal mercato perché cancerogeni, eppure basterebbe fare un giro sul web per accorgersene.
È perciò molto difficile fare prevenzione nelle palestre, così come far desistere chi è avviato su questa strada: tanti ragazzi che arrivano in ospedale per eventi avversi seri non hanno idea dei rischi che corrono e anche se li informiamo non gli interessa granché. La partita, quindi, si può forse giocare nelle scuole, sui ragazzini, o magari nell' ambulatorio del medico di base, che potrebbe riuscire a intercettare qualche paziente troppo "gonfio" per provare a spiegargli i pericoli del doping da palestra», conclude la tossicologa.
Fonte: qui
Alice Vigna per il “Corriere della Sera”
È un sottobosco di cui si sa poco, pochissimo. Che ogni tanto emerge in tutta la sua drammaticità perché ci scappa il morto: dallo sport professionistico il doping è tracimato in centri fitness e società sportive minori diventando una piaga sempre più diffusa, un' abitudine per tanti frequentatori assidui delle palestre e perfino per i ragazzini alle prime gare.
Ma se ne parla solo dopo qualche fatto di cronaca eclatante, poi tutto torna nell' ombra.
Anche per questo la Società Italiana di Tossicologia (Sitox), durante il suo ultimo congresso, ha acceso i riflettori sul fenomeno cercando di fare il punto sugli scarsi dati noti a oggi.
Sarah Vecchio, tossicologa del Centro Nazionale di Informazione Tossicologica (Cnit) degli Istituti Clinici Scientifici Maugeri di Pavia, spiega: «Il doping amatoriale è del tutto sottostimato perché avviene nelle palestre, ambienti chiusi dove c' è connivenza fra chi assume le sostanze e chi le consiglia. Possiamo solo registrare i casi delle persone che arrivano in Pronto soccorso ammettendo uso di sostanze dopanti, ma si tratta ovviamente della punta di un iceberg, perché tanti tacciono e anche con gli esami tossicologici non riusciamo a individuare ciò che è stato assunto».
I dati sono perciò parziali, ma anche così spaventano: soltanto al Cnit di Pavia, fra il 2013 e il 2017, ci sono stati 91 accessi di «dopati da palestra» con sintomi che nella metà dei casi sono a carico del sistema nervoso (come agitazione psicomotoria, quadri psicotici, convulsioni, mal di testa, vertigini e tremori), ma si registrano anche problemi cardiaci (con tachicardia, ipertensione, shock cardiogeno) e c' è un abbondante 10 per cento che arriva con un' epatite acuta da steroidi.
Il 7 per cento degli accessi è dovuto a un' overdose vera e propria di anabolizzanti o stimolanti, mentre negli altri casi i dosaggi non sono eccessivi: si tratta di sostanze che possono dare eventi avversi consistenti, soprattutto se prese senza che ce ne sia una reale necessità clinica, ed è per questo che portano guai anche se nella singola somministrazione non si esagera col dosaggio.
Ma quali sono le sostanze più utilizzate in chi si dopa in palestra, non per una gara?
«Nella maggioranza dei casi si tratta di cocktail variegati, tuttavia quasi metà dei soggetti che arrivano all' attenzione dei medici ha preso stimolanti per ridurre il senso di fatica, più spesso caffeina pura in polvere (ma anche amfetamina, cocaina, ecstasy o efedrina, ndr) - racconta Vecchio -. C' è poi un 40 per cento circa che assume aminoacidi e proteine, per esempio la creatina: sostanze meno problematiche perché meno dannose, inoltre di solito chi le sceglie si attiene a quanto segnalato sulle confezioni e non esagera coi dosaggi. Il 30 per cento, infine, prende steroidi anabolizzanti per aumentare la massa muscolare».
Qualcuno finisce in Pronto soccorso per gli effetti collaterali acuti a seguito di una somministrazione, ma sono una minoranza; dopo anni e anni di ormoni e stimolanti le conseguenze sono perfino peggiori, eppure restano completamente sotto traccia.
«Prima si comincia e più gravi sono le ripercussioni a lungo termine, che ovviamente sono più serie anche al crescere dei dosaggi usati - dice la tossicologa -. Si va dalla ginecomastia alle lesioni muscolari (perché a furia di aumentare la massa del muscolo questo si può danneggiare o si può rompere qualche tendine, ndr), dalla psicosi alla tossicità epatica che può portare perfino alla necessità di un trapianto di fegato; senza contare lo sconquasso ormonale associato all' uso di ormoni steroidi che impattano moltissimo, per esempio, sull' apparato genitale.
Tanti a trent' anni hanno i muscoli scolpiti, ma devono fare i conti con una disfunzione erettile. Purtroppo c' è pochissima consapevolezza dei rischi, invece dovrebbe essere chiaro a tutti che stimolanti e anabolizzanti fanno male e alla lunga il prezzo da pagare è alto».
L' aggravante è che questo gran consumo di sostanze per migliorare l' aspetto fisico (l' obiettivo è sempre puramente estetico, interessa il muscolo ben definito ancor più della capacità atletica) avviene nel più completo fai da te, seguendo le direttive di personal trainer che non sono medici e consigliano tuttavia cicli di anabolizzanti sulla base della loro esperienza sul campo, senza garantire alcuna sicurezza clinica.
«Per di più il 40 per cento degli "sportivi della domenica" acquista i farmaci online, per cui all' illegalità dell' uso senza prescrizione medica si aggiunge l' incertezza della qualità del prodotto, che spesso non si sa bene quali molecole contenga davvero - sottolinea Sarah Vecchio -. Chi frequenta le palestre però vuole ignorare i rischi degli anabolizzanti, un filo di paura serpeggia solo quando muore un wrestler: c' è perfino chi prende ormoni ritirati dal mercato perché cancerogeni, eppure basterebbe fare un giro sul web per accorgersene.
È perciò molto difficile fare prevenzione nelle palestre, così come far desistere chi è avviato su questa strada: tanti ragazzi che arrivano in ospedale per eventi avversi seri non hanno idea dei rischi che corrono e anche se li informiamo non gli interessa granché. La partita, quindi, si può forse giocare nelle scuole, sui ragazzini, o magari nell' ambulatorio del medico di base, che potrebbe riuscire a intercettare qualche paziente troppo "gonfio" per provare a spiegargli i pericoli del doping da palestra», conclude la tossicologa.
Fonte: qui
giovedì 14 settembre 2017
DOPO LE ACCUSE DI DOPING DI STATO E LE ESCLUSIONI DAI MONDIALI, LA “WADA”, AGENZIA MONDIALE ANTIDOPING, ASSOLVE 95 ATLETI RUSSI SU 96: "PROVE INSUFFICIENTI"
LA RIVELAZIONE DEL “NEW YORK TIMES” - VIDEO
Da gazzetta.it
Assolti. In 95 su 96. Dopo il caos, le polemiche, anche politiche, con le prese di posizione di Putin e Mutko, dopo le esclusioni da Mondiali, Paralimpiadi, da tutto. Dopo le pesantissime accuse sui Giochi di Sochi, quelle di "doping di stato". Dopo tutto questo...
La Russia esce pulita dallo scandalo doping che l'ha travolta. La Wada, l'agenzia mondiale antidoping, ha deciso di assolvere 95 atleti russi su 96 nell'ambito dell'inchiesta sul doping di stato in Russia emersa dal rapporto McLaren.
O meglio, avrebbe deciso, stando a quando scrive il New York Times - fonte assolutamente credibile -, citando un rapporto interno all'organizzazione di cui il quotidiano statunitense è entrato in possesso. "Le prove disponibili sono insufficienti a sostenere una violazione delle norme antidoping da parte di questi 95 atleti", scrive nella relazione il direttore generale dell'agenzia Olivier Niggli.
Fonte: qui
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