9 dicembre forconi: operazione
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mercoledì 10 luglio 2019

NELLA MAXI-OPERAZIONE CONTRO IL DOPING IN EUROPA, CON 1.300 ATLETI INDAGATI, 233 ARRESTI IN 33 NAZIONI, SI SCOPRONO GLI ORDINI IN CHAT, LE CONSEGNE VIA POSTA

COPERTO UN LABORATORIO CLANDESTINO A SALERNO 
“GLI ACQUIRENTI DI SOSTANZE DOPANTI FANNO PARTE DI OGNI FASCIA SOCIALE, OGNI LIVELLO ATLETICO ED ETÀ” (CULTURISTI, CICLISTI E MARATONETI DELLA DOMENICA E SEMI PROFESSIONISTI, TRIATLETI, NUOTATORI…)
Marco Bonarrigo per il “Corriere della sera”
DOPINGDOPING

Fare la spesa in farmacia - mettiamola così - non era troppo difficile. Si cominciava mettendo un «like» sul profilo Facebook giusto o entrando in una chat «aperta» su Telegram o WhatsApp. Profili tematici: culturisti, ciclisti e maratoneti (della domenica e semi professionisti), triatleti, nuotatori, frequentatori di palestre. Si proseguiva con qualche domanda ad hoc. Come faccio a migliorare in salita? Come posso sviluppare i muscoli, correre o pedalare più forte, recuperare più velocemente dopo un allenamento?

A quel punto - come per miracolo - si apriva la tendina della chat in cui qualcuno si affacciava per offrirti la soluzione: un link verso il dark web o un aiutino farmacologico esplicito. Che tanto «ino» non era: anabolizzanti (testosterone e nandrolone), ormoni stimolanti, ormone della crescita, Epo e simili, cortisonici steroidei, diuretici e perfino qualche «canna» potenziata.

sci di fondo dopingSCI DI FONDO DOPING
La differenza con quanto emerso dalle inchieste del passato, è la portata del fenomeno. L' Operazione Viribus resa nota ieri da Europol, l' agenzia delle polizie europee, è la più colossale azione di contrasto al doping della storia. Sono finite in carcere 233 persone appartenenti a 17 organizzazioni criminali di 33 diverse nazioni che in tempi recenti hanno rifornito di prodotti dopanti e stupefacenti non meno di 1.300 atleti o sedicenti tali.

Sequestrati farmaci (di produzione clandestina) per un valore di quasi quattro milioni di euro. Un lavoro di otto mesi, partito e diretto dall' Italia. «Come carabinieri della salute - spiega il colonnello Andrea Zapparoli, che guida l' unità antidoping dei Nas - monitoriamo costantemente il commercio clandestino online di sostanze dopanti. Quando ci siamo resi conto che il volume delle transazioni su Internet stava aumentando, lo scorso ottobre abbiamo chiesto alle polizie associate a Europol di lavorare congiuntamente e a fondo. Questo perché il mercato del doping parte da oriente e si ramifica in tutta Europa: solo tagliando tutti i rami si possono ottenere risultati importanti».
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Il meccanismo era oliatissimo. «In nove nazioni - spiega Zappulli - c' erano centrali di "taglio" e confezionamento. Noi abbiamo scoperto quella di Salerno, un laboratorio farmaceutico clandestino, ci lavoravano una decina di persone, dove arrivavano i prodotti in polvere o sotto forma liquida e venivano confezionate compresse, fiale e pastiglie.

Abbiamo sequestrato macchinari specifici e anche soluzioni artigianali come forni a microonde con cui venivano asciugati i principi attivi. I responsabili avevano anche impiantato una coltivazione di cannabis ad alto contenuto del metabolita Thc con cui tagliavano i prodotti. Abbiamo arrestato 12 persone che si occupavano di produzione e spedizione. Chi gestiva il business risultava nullatenente e nullafacente».
DOPING LABORATORIODOPING LABORATORIO

Pasticche e fiale partivano in pacchi postali da Salerno per tutta Italia. Mittente fittizio, destinatario reale. «Gli acquirenti - spiega Zappulli - fanno parte di ogni fascia sociale, ogni livello atletico ed età. Per chiudere il cerchio, per alcuni di loro abbiamo chiesto al ministero della Salute controlli antidoping in competizione: abbiamo 19 positività a livello nazionale e 50 internazionali.

DOPINGDOPING
Gli acquirenti rischiano l' incriminazione per traffico di sostanze stupefacenti (lo è il nandrolone) o traffico internazionale se le quantità erano importanti e, in ogni caso, per ricettazione visto che i "farmaci" erano di provenienza illecita». Per i tesserati sono in arrivo anche pesanti sanzioni sportive. «Ma la cosa più grave - conclude Zappulli - sono i rischi per la salute derivati dall' uso di prodotti di provenienza incerta e lavorati in luoghi senza le minime garanzie igieniche. E colpisce la subcultura di chi li voleva a tutti i costi». 

Fonte: qui

venerdì 1 giugno 2018

INTERVENTO DA RECORD ALL’OSPEDALE MOLINETTE DI TORINO: I MEDICI HANNO ASPORTATO UN TUMORE DAL CUORE DI UN PAZIENTE SENZA INCIDERE LA CASSA TORACICA

L’UOMO SARÀ DIMESSO NEL GIRO DI QUALCHE GIORNO E NON AVRÀ BISOGNO DI RIABILITAZIONE: ECCO COME È STATO POSSIBILE…


ospedale molinette torinoOSPEDALE MOLINETTE TORINO
Asportata una massa tumorale dal cuore di un paziente di 61 anni grazie a un rivoluzionario intervento, eseguito senza praticare alcuna incisione sulla cassa toracica dell'uomo.

L'innovativa tecnica è stata messa a punto da un'equipe di specialisti dell'ospedale Molinette della Città della Salute di Torino, già teatro di altri interventi eccezionali, come la recente rimozione di un tumore al polmone grazie all'ausilio del sistema robotico DaVinci Xi.

cuoreCUORE
In questo caso a operare sono state solo le sapienti mani dei sanitari, tra i quali i cardiochirurghi Mauro Rinaldi e Davide Ricci, l'emodinamista Maurizio D'Amico, l'anestesista Giancarlo Fornaro e l'ecocardiografista Walter Grosso Marra.

Gli specialisti si sono alternati per due ore al tavolo operatorio delle sale di emodinamica presso la Cardiologia universitaria, fin quando l'intervento non è stato concluso e dichiarato perfettamente riuscito.
chirurghi tumoreCHIRURGHI TUMORE

Ma come hanno fatto a operare il cuore – nello specifico l'atrio – senza aprire il torace e praticare incisioni chirurgiche?

Il merito è di una tecnica non invasiva basata su un “sistema di circolazione extracorporea veno-venosa ad alti flussi”, come riportato nel comunicato ufficiale dell'ospedale torinese.

In parole semplici, i medici hanno inserito una speciale cannula attraverso la vena femorale del paziente, grazie alla quale hanno aspirato la massa di 3×2 centimetri, che non si era ridotta di dimensioni con la terapia medica.

chirurghi tumore 1CHIRURGHI TUMORE 
Questa cannula, che permette anche l'aspirazione di trombosi venose profonde ed embolie polmonari, ha un apice che si allarga una volta giunta a destinazione.

La circolazione del paziente, operato a cuore battente, è stata mantenuta stabile attraverso una seconda cannula collegata alla giugulare, dove rientrava il sangue opportunamente filtrato dalla macchina collegata a una pompa centrifuga.
chirurghi molinette torino 1CHIRURGHI MOLINETTE TORINO




Subito dopo l'intervento il paziente è stato trasferito nel reparto degenti e verrà dimesso nei prossimi giorni. Non sarà necessaria alcuna riabilitazione.

Fonte: qui

giovedì 31 maggio 2018

Isola d'Elba, arrestato vice prefetto reggente

Adnkronos - Il vice prefetto reggente l'Ufficio distaccato della Prefettura dell'Isola d'Elba ed un pregiudicato appartenente ad una nota famiglia di 'ndrangheta attiva in Piemonte - a suo tempo mandante dell'omicidio del Procuratore di Torino Bruno Caccia -, sono stati arrestati questa mattina, insieme ad altre sette persone, nell'ambito di un'operazione condotta dalla Guardia di Finanza di Livorno. La misura cautelare è stata emessa dal Gip del local Tribunale, Marco Sacquegna, su ordine del Procuratore Capo della Repubblica di Livorno, Ettore Squillace Greco. Nel corso delle indagini, a novembre, era già stata arrestata in flagranza di reato un'altra persona.
L'attività, rientrante nell’operazione denominata 'Vicerè', si inserisce nell’ambito di un'articolata indagine svolta, sotto la direzione del Procuratore Capo della Repubblica, da militari della Compagnia di Portoferraio e del Nucleo di Polizia Economico- Finanziaria di Livorno, che ha portato alla denuncia di 27 persone, responsabili, a vario titolo, dei reati di associazione a delinquere, porto abusivo di esplosivi (detenuti al fine di compiere un atto di intimidazione), contrabbando di 9 tonnellate di sigarette, indebita compensazione di debiti tributari tramite fittizie compensazioni, illecita sottrazione al pagamento delle accise sugli alcoli, anche mediante falso in documenti pubblici informatici.
Contestualmente alle misure cautelari, sono in corso di esecuzione perquisizioni personali, domiciliari e locali (con la collaborazione dei Reparti del Corpo competenti per territorio) in 7 Regioni (province di Livorno, Torino, Asti, Padova, Ravenna, Forlì, Pisa, Pistoia, Campobasso, Napoli, Salerno, Lecce e Brindisi), nei confronti degli indagati, con l’impiego complessivamente di circa 120 militari.

mercoledì 9 maggio 2018

Giro d’Italia, auto forza barriere e investe motociclista del servizio d’ordine: ricoverato in gravi condizioni


Giro d’Italia, auto forza barriere e investe motociclista del servizio d’ordine: ricoverato in gravi condizioni

Una Fiat Stilo ha investito una moto guidata da un uomo di 48 anni di Sambuca di Sicilia. 
Trasferito in elisoccorso all’ospedale Sant'Elia di Caltanissetta, è stato sottoposto a operazione chirurgica. Fermato l'automobilista, cambia il percorso della quinta tappa
La Stilo coinvolta nell'incidente. Agrigentonotizie
Ha forzato la chiusura della strada e ha investito un motociclista del servizio d’ordine, che adesso è ricoverato in ospedale in gravi condizioni. Un grave incidente al Giro d’Italia constringe gli organizzatori a cambiare l’itinerario della quinta tappa: è quella tra Agrigento-Santa Ninfa, sulla statale 640, la Strada degli Scrittori.
Dalle prime informazioni un’auto, una Fiat Stilo, ha forzato lo sbarramento disposto dagli organizzatori e presidiato delle squadre di Anas, è entrata in un tratto di strada chiuso al traffico per via della manifestazione sportiva, e si è scontrata con una moto Bmw Gls. Era guidata da un uomo di 48 anni originario di Sambuca di Sicilia. Il motociclista, che faceva parte del servizio d’ordine del Giro, è caduto a terra ed è stato trasferito, in elisoccorso, all’ospedale Sant’Elia di Caltanissetta. L’uomo, che ha riportato una emorragia cerebrale, è stato sottoposto, in questi minuti, a una operazione molto delicata al cervello, come confermano all’Adnkronos i vertici del 118.

L’automobilista, un italiano di circa sessant’anni, è stato invece fermato e si trova in questo momento in questura. Con la sua auto ha forzato la chiusura di strada imposta, con tanto di transenne dall’Anas, lungo la statale 115, all’altezza del bivio per contrada Maddalusa, in territorio di Agrigento.
Fonte: qui

venerdì 13 aprile 2018

LA BORROMEO ACCUSA GIORGIO MARIA CALORI, L’ORTOPEDICO ARRESTATO A MILANO PER TANGENTI

"HA OPERATO ANCHE ME NEL 2016. L'INTERVENTO NON ERA NECESSARIO E HA COMMESSO ERRORI. E LE CICATRICI LO DIMOSTRANO. ORA OGNI TANTO IL GINOCCHIO MI CEDE E CADO" - IL RACCONTO CHOC

Gianni Barbacetto per il Fatto Quotidiano

beatrice borromeo pierre casiraghiBEATRICE BORROMEO PIERRE CASIRAGHI

È un delinquente vero!", diceva del dottor Giorgio Maria Calori il collega Carmine Cuccinello. Ora sono entrambi agli arresti domiciliari, insieme ad altre tre persone. Tutti accusati di corruzione, per i loro rapporti con l' imprenditore Tommaso Brenicci, finito in carcere.

Il giorno dopo gli arresti, si moltiplicano le denunce di pazienti che segnalano interventi di Calori giudicati inutili o scorretti. "Mi ha operato il ginocchio sinistro nel febbraio del 2016", racconta Beatrice Borromeo, collaboratrice del Fatto Quotidiano. "Dopo una caduta, avevo il ginocchio dolorante. Un dolore sopportabile, ma dopo tre o quattro giorni sono andata a farmi visitare all' Ortopedico Gaetano Pini. Mi è capitato il dottor Calori il quale mi ha detto che avevo il menisco lesionato in due punti e che bisognava operare con assoluta urgenza il giorno stesso.
giorgio maria caloriGIORGIO MARIA CALORI

Mi ha spiegato che non c' era posto al Pini, ma che sarebbe riuscito a trovarmi una stanza, a pagamento, alla clinica privata La Madonnina. Ho accettato". Quel pomeriggio Beatrice Borromeo viene operata da Calori. "Come anestesia mi fanno un' epidurale, ma mi vengono le convulsioni. Passano allora all' anestesia totale. In seguito mi diranno che sono intollerante all' epidurale e che non dovrò farla mai più. Esattamente un anno dopo, nascerà mio figlio Stefano: con l' epidurale, senza alcun problema".
BEATRICE BORROMEOBEATRICE BORROMEO

Ma i veri problemi arrivano dopo l' intervento chirurgico.
"Ho dolori fortissimi al ginocchio che mi durano più di un mese. Calori mi aveva detto: 'Stia tranquilla, i pazienti che opero io, dopo una settimana sono sugli sci'. Io invece sono stata costretta a girare con due stampelle e con dolori che non passavano mai". Tornata a farsi visitare, Calori la rimprovera: "Lei non fa con costanza la fisioterapia".

"Ma io la facevo tre volte alla settimana", replica Beatrice, "e sono andata avanti per più di due anni. Risultati modesti. Ogni tanto, senza motivo, il ginocchio mi 'cede' e io cado". Calori le propone un nuovo intervento: "Mi dice di aver fatto un intervento molto conservativo, ma che viste le mie condizioni è necessario fare una nuova operazione. Io dico di no e scappo".

beatrice borromeo foto lapresseBEATRICE BORROMEO FOTO LAPRESSE
Il peggio le succede durante le due gravidanze, quella del primo figlio, nato nel febbraio 2017, e quella in corso. "Lo stato del mio ginocchio mi provoca la dislocazione dell' osso sacro, con il risultato che con il pancione non riesco più a prendere in braccio il mio primo figlio e neppure a fare le scale". Scappata da Calori, Beatrice Borromeo va a farsi visitare da altri ortopedici, tra cui il primario dell' ospedale di Monaco. Ciò che le dicono tutti è che l' intervento che ha subito non doveva essere fatto: "Non era necessario operare.

Chiedono al dottor Calori le analisi e i referti pre e post-operatori. Così scopriamo che prima di operarmi non mi aveva fatto neppure una risonanza magnetica e che i referti erano soltanto un foglietto scritto a mano. Mi dicono anche che le due cicatrici restate sul mio ginocchio dimostrano che chi mi ha operato ha fatto i due tagli nei punti sbagliati".
Ora Beatrice Borromeo è pronta a ripetere il suo racconto in Procura.

Fonte: qui